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Paniere risposte aperte Digital Transformation, Panieri di Sistemi Digitali

Il file contiene le risposte a tutte le domande aperte dell'esame Digital Transformation docente Micozzi Francesca presso università campus. il file è stato scritto tenendo conto di tutti gli appunti e le slide messi a disposizione durante il corso.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 16/10/2024

salvatore-ferro-4
salvatore-ferro-4 🇮🇹

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Sommario
1. Descrivere le rivoluzioni che si sono susseguite fino a I 4.0 ................................................... 4
2. Quali sono le figure manageriali importan< nella smart factory? ........................................ 4
3. Cosa si intende per automazione? ....................................................................................... 4
4. Cosa si intende per interazione digitale? ............................................................................. 4
5. Cosa si intende per modelli organizza<vi decentra<? ........................................................... 4
6. Quali sono gli elemen< cos<tu<vi di un sistema olonico? .................................................... 5
7. Quali sono le unità che caraGerizzano una organizzazione sistemica? ................................. 5
8. Cosa si intende per progeGazione integrata di prodoGo processo e servizio? ....................... 5
9. Quali sono le potenzialità di industria 4.0? .......................................................................... 5
10. Come cambia il rapporto uomo macchina con l’avvento dell’industria 4.0? ...................... 6
11. Definire le tecnologie abilitan< ........................................................................................ 6
12. Quali sono gli aGori principali del piano industrie 4.0 della Germania? ............................ 6
13. Si illustri il piano Industry Strategy del Regno Unito. ........................................................ 7
14. Quali sono gli elemen< dis<n<vi del piano Giapponese Society 5.0? ................................ 7
15. Quali sono gli obiePvi del piano Internet Plus cinese? ..................................................... 7
16. Quali sono i benefici aGesi del piano Industria 4.0? ......................................................... 7
17. Illustri il Piano banda ultra-larga italiano ........................................................................ 8
18. Cosa si intende per super e iper ammortamento e chi può beneficiare di queste figure .... 8
19. Quali sono le principali agevolazioni previste per il piano industria 4.0? .......................... 8
20. Cosa è un DIH e quali sono le sue aPvità? ....................................................................... 9
21. Cosa è un PID e quali sono le sue aPvità? ....................................................................... 9
22. Cosa è un competence center e quali sono le sue aPvità? ................................................ 9
23. Cosa si intende per advanced manufacturing solu<on? .................................................... 9
24. Cosa si intende per genera<ve design? ........................................................................... 10
25. Cosa si intende per robot collabora<vi? .......................................................................... 10
26. Cosa sono i cobot? .......................................................................................................... 10
27. Cosa si intende per addi<ve manufactoring? .................................................................. 10
28. Quali sono le fasi evolu<ve della stampa 3D? ................................................................. 10
29. Cosa consente di fare la realtà aumentata? .................................................................... 11
30. Che differenza c’è tra realtà aumentata e realtà virtuale? ............................................... 11
31. Cosa si intende per digital TWIN? ................................................................................... 11
32. Quali sono gli obiePvi della PLM? .................................................................................. 11
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Sommario

    1. Descrivere le rivoluzioni che si sono susseguite fino a I 4.0
    1. Quali sono le figure manageriali importan< nella smart factory?
    1. Cosa si intende per automazione?
    1. Cosa si intende per interazione digitale?
    1. Cosa si intende per modelli organizza<vi decentra<?...........................................................
    1. Quali sono gli elemen< cos<tu<vi di un sistema olonico?
    1. Quali sono le unità che caraGerizzano una organizzazione sistemica?
    1. Cosa si intende per progeGazione integrata di prodoGo processo e servizio?
    1. Quali sono le potenzialità di industria 4.0?
    1. Come cambia il rapporto uomo macchina con l’avvento dell’industria 4.0?
    1. Definire le tecnologie abilitan<
    1. Quali sono gli aGori principali del piano industrie 4.0 della Germania?
    1. Si illustri il piano Industry Strategy del Regno Unito.
    1. Quali sono gli elemen< dis<n<vi del piano Giapponese Society 5.0?
    1. Quali sono gli obiePvi del piano Internet Plus cinese?
    1. Quali sono i benefici aGesi del piano Industria 4.0?
    1. Illustri il Piano banda ultra-larga italiano
    1. Cosa si intende per super e iper ammortamento e chi può beneficiare di queste figure
    1. Quali sono le principali agevolazioni previste per il piano industria 4.0?
    1. Cosa è un DIH e quali sono le sue aPvità?
    1. Cosa è un PID e quali sono le sue aPvità?
    1. Cosa è un competence center e quali sono le sue aPvità?................................................
    1. Cosa si intende per advanced manufacturing solu<on?....................................................
    1. Cosa si intende per genera<ve design?
    1. Cosa si intende per robot collabora<vi?
    1. Cosa sono i cobot?
    1. Cosa si intende per addi<ve manufactoring?
    1. Quali sono le fasi evolu<ve della stampa 3D?
    1. Cosa consente di fare la realtà aumentata?
    1. Che differenza c’è tra realtà aumentata e realtà virtuale?...............................................
    1. Cosa si intende per digital TWIN?
    1. Quali sono gli obiePvi della PLM?
    1. Cosa si intende per integrazione ver<cale?
    1. Cosa si intende per integrazione orizzontale?..................................................................
    1. Cosa si intende per internet of things?
    1. Quali sono gli elemen< chiave dell’industrial internet?
    1. Che differenza c’è tra le principali struGure cloud?
    1. Elencare le tecnologie abilitan<
    1. Che cosa sono le tecniche di Machine Learning?
    1. Cosa si intende per cyber security?
    1. Quali sono le procedure della network security?
    1. Quali sono i livelli di Disaster Recovery?
    1. Come si crea un business con<nuity plan?.......................................................................
    1. Quali sono le fasi dell’opera<onal security?
    1. Cosa è l’OPSEC?
    1. Cosa si intende per end user educa<on?
    1. Quali sono i 5 principi base della lean
    1. Come si applica il lean management nel mondo dell’industria 4.0?.................................
    1. Quali sono i pilastri della World Manufacturing?
    1. Cosa si intende per WCM
    1. Quali sono gli zero della WCM?
    1. Descrivere gli step di implementazione di ogni pillar tecnico
    1. Che differenza c’è tra TPM e JIT?
    1. Quali sono i pilastri del TPM?
    1. Quali sono i processi del TQM?
    1. Cosa si intende per TQM?
    1. Quali sono i principi del TQM?
    1. Cosa si intende per TIE?
    1. Quali sono le caraGeris<che del TIE?
    1. Cosa si intende per 6 sigma?
    1. Spiegare le differenze DMAIC versus DMADV..................................................................
    1. Quali sono i passi fondamentali nell’applicazione del 6 sigma?
    1. Quali sono gli strumen< del 6 sigma?
    1. Che differenza c’è tra 6 sigma e lean 6 sigma?
    1. In cosa consistono i benefici economici del metodo lean 6 sigma?...................................
    1. Quali sono le competenze che deve avere un innova<on manager?

1. Descrivere le rivoluzioni che si sono susseguite fino a I 4. La prima rivoluzione industriale iniziò alla fine del ‘700 in Inghilterra ed è correlata all’introduzione della macchina a vapore e all’uso del carbone. La seconda rivoluzione industriale inizia con l’introduzione sul mercato di innovazioni tecnologiche come la dinamo, la lampadina ed il telegrafo. La terza rivoluzione industriale è l’alba della rivoluzione digitale. Nei primi anni ’70 si hanno gli inizi dell’automazione industriale con l’introduzione dell’eleBronica e della cyberneDca. Si arriva dunque alla quarta rivoluzione industriale (INDUSTRIA 4.0) che è basata sulla virtualizzazione e sull’interconnessione tra i disposiDvi intelligenD. 2. Quali sono le figure manageriali importan< nella smart factory? Tra le figure manageriali più importanD troviamo:

  • INNOVATION MANAGER, che viene considerato come la figura chiave per le piccole/medie imprese in fase di innovazione. Il compito di questo manager è di favorire lo sviluppo e l’innovazione con l’uDlizzo dei processi aziendali adaX;
  • MANAGER DI RETE, ha la responsabilità di guidare una rete di imprese cosDtuita da almeno 3 aziende, idenDficato le scelte strategiche più efficaci;
  • MANAGER PER LA SOSTENIBILITA’, che contribuisce all’evoluzione del responsabile dei processi produXvi, gesDsce il sistema ambientale dell’impresa ed ha come obieXvo la sicurezza dei prodoX;
  • EXPORT MANAGER E MANAGER PER L’INTERNALIZZAZIONE, che è il professionista che ha la responsabilità di idenDficare e sviluppare il mercato estero;
  • TEMPORARY MANAGER, è il professionista al quale viene affidata la gesDone dell’azienda o di una sua parte e dei suoi progeX definiD in un arco temporale nel quale devono raggiungere degli obieXvi. 3. Cosa si intende per automazione? Per automazione di intende il lavoro combinato tra tecnologie tradizionali, intelligenza arDficiale e machine learning che consente lo sviluppo di sistemi con la capacità di apprensione e di autonomia nel funzionamento. Grazie ad essa si è potuto incrementare l’efficienza e la velocità di produzione riducendo al minimo il rischio di errore oltre che i cosD operaDvi. In questo modo si suddivide l’aXvità lavoraDva in modo tale da consenDre un uDlizzo migliore delle risorse in ruoli a più alto valore riducendone l’impiego in quei compiD tradizionali che sono consideraD ripeDDvi. 4. Cosa si intende per interazione digitale? Per interazione digitale si intende la capacità di internet di condividere e diffondere informazioni nella rete permeBendo la relazione tra le aziende e l’utenza in modalità totalmente differente. La nuova generazione di clienD si interfaccia con le aziende aBraverso smartphone, pc e tablet, quindi online e non più tramite canali fisici. In questo modo si rende possibile il collegamento di tuBa l’utenza soBo una stessa rete rendendo smart l’interazione con ognuno. 5. Cosa si intende per modelli organizza<vi decentra<? È un modello di impresa che è caraBerizzato da numerosi nuclei interaXvi, avenD la capacità di rispondere con elevata flessibilità e creaDvità agli sDmoli che provengono dall’area geografica sulla quale essi operano realizzando ogni singola volta la catena del valore che permeBe l’opportunità di business che il mercato presenta. Ogni singolo nucleo può appartenere a diverse imprese e nel suo insieme può essere definita come impresa olonico-virtuale. Questo

modello viene considerato a rete in quanto mobilita l’intelligenza decentrata e la sua reaXvità affinché un progeBo nato in un punto qualunque della rete, possa in maniera rapida ed efficace ordinare intorno a sé ed integrare a sistema tuBe le risorse e le intelligenze diffuse nella rete complessiva. In genere i singoli nodi della rete sono autonomi ed in grado di realizzare un’aXvità, pilotata da un nodo centrale, quella di integrazione di sistema.

6. Quali sono gli elemen< cos<tu<vi di un sistema olonico? Gli elemenD cosDtuDvi di un sistema olonico sono:

  • Un sistema di valori condiviso;
  • Una gerarchia autonoma distribuita;
  • Un sistema informaDvo che collega tuX i nodi della rete. Proprio per questo l’azienda olonico-virtuale è un insieme di unità operaDve autonome che agiscono in modo integrato ed organico. 7. Quali sono le unità che caraGerizzano una organizzazione sistemica? Una organizzazione sistemica è caraBerizzata dalle seguenD figure:
  • Unità RISORSE, che hanno il compito di meBere a disposizione gli elemenD che cosDtuiscono il “core” del valore generato;
  • Unità INTEGRATRICI, che si occupano di combinare l’output di unità risorsa con l’output di unità operazionali;
  • Unità OPERAZIONALI, dedicate alla produzione ed alla commercializzazione. 8. Cosa si intende per progeGazione integrata di prodoGo processo e servizio? Partendo dallo studio delle esigenze del cliente, vengono individuaD i requisiD funzionali, dimensionali ed in genere tuX i requisiD tecnici richiesD. Ulteriormente in questa fase vengono evidenziate le necessità gesDonali per definire delle specifiche di progeBo congruenD con i risultaD aBesi. A streBo collegamento con quella di prodoBo, la progeBazione integrata di processo, ha il compito di oXmizzare il processo produXvo sia sul piano economico che sul piano della qualità. Le due fasi si concludono con la fase di protoDpazione e la fase finale prima della produzione di serie (pre-serie). 9. Quali sono le potenzialità di industria 4.0? L’industria 4.0 risponde al principale obieXvo dei processi produXvi: consegnare al cliente un prodoBo di elevato valore con il minor uDlizzo di risorse. TuBo questo avviene grazie a nuovi strumenD tecnologici che la caraBerizzano; infaX, le aziende riescono a idenDficare e cogliere sempre nuove opportunità per soddisfare le esigenze dei clienD offrendo anche un servizio post-vendita eccellente, le potenzialità dell’industria 4.0 possono essere riassunte nei seguenD elemenD:
  • LA DIGITALIZZAZIONE: aBraverso la quale l’azienda può soddisfare le esigenze di un singolo cliente in maniera celere ed efficiente. L’IOT consente ai clienD di entrare a far parte del processo di produzione sin dalla progeBazione del prodoBo;
  • L’aXvità di protoDpazione è più semplice e la flessibilità è massima grazie ai sistemi cyber fisici che consentono di modificare facilmente l’impostazione di tuX i processi aziendali idenDficando per ogni ordine la qualità, i tempi ed i cosD correX. L’elevata quanDtà di daD a disposizione consente inoltre di oXmizzare il processo decisionale;
  • La personalizzazione dell’offerta grazie alle nuove stampanD 3D che consentono la creazione di prodoX con disegni complessi a prezzi ridoX non richiedendo alcun costo di setup e permeBono di stampare prodoX totalmente diversi l’uno dall’altro;

13. Si illustri il piano Industry Strategy del Regno Unito. Piano d’azione pubblicato nel 2015 con parDcolare aBenzione ai rapporD tra pubblico e privato allo scopo di idenDficare i seBori rilevanD per la strategia industriale e le relaDve iniziaDve necessarie a favorire lo sviluppo aBraverso una visione organica dell’intervento pubblico e della sua sinergia con gli operatori privaD. I suoi punD fondamentali sono:

  • Riforma del Drocinio professionale;
  • Assistenza e consulenza alle imprese aBraverso il BriDsh Growht service;
  • Fondi pubblici desDnaD al sostegno dello sviluppo delle filiere produXve innovaDve;
  • Creazione di una banca interamente pubblica, affidandola a una gesDone indipendente dedicata al finanziamento delle PMI;
  • Centro per la promozione dello sviluppo tecnologico e produXvo, che agevola la diffusione commerciale di nuove tecnologie aBraverso i seBori manufaBurieri;
  • Obbligo di pagare i fornitori entro il termine dei trenta giorni per ogni contraente pubblico. 14. Quali sono gli elemen< dis<n<vi del piano Giapponese Society 5.0? La struBura organizzaDva dell’IVI prevede:
  • un’Assemblea Generale e un Comitato esecuDvo;
  • il Business Integration Committee: sviluppo di scenari d’affari;
  • lo Standard Model Committee: attivo nello sviluppo di modelli di riferimento;
  • l’Infrastructure Support Committee: supporto per la comunicazione dei dati in conformità̀ all’Internet of Things, fornisce un ambiente infrastrutturale aperto per la verifica teorica delle attività fra le imprese aderenti;
  • il Publicity Committee: sviluppo di politiche e di progetti concreti necessari per la comunicazione esterna delle attività dell’IVI. 15. Quali sono gli obiettivi del piano Internet Plus cinese? Gli obiettivi di questo grande piano sono:
  • Migliorare l’infrastruttura internet del paese sotto il profilo della sicurezza e dell’efficienza;
  • Favorire l’accesso a internet e alle tecnologie ad esso correlate;
  • Rendere i servizi più efficienti e convenienti;
  • Incrementare la qualità e l’efficienza dello sviluppo economico. 16. Quali sono i benefici attesi del piano Industria 4.0? I benefici attesi sono:
  • Maggiore velocità dallo sviluppo del prototipo alla sua effettiva produzione;
  • Maggiore competitività dei prodotti sul mercato;
  • Migliore qualità e minori scarti in produzione;
  • Maggiore produttività con minori tempi di set-up della macchina con conseguente riduzione degli errori e del fermo macchina;
  • Maggiore flessibilità attraverso la produzione di singoli lotti.

17. Illustri il Piano banda ultra-larga italiano È il piano approvato dal governo italiano che ha l’obiettivo di portare una connessione veloce risolvendo il problema strutturale attualmente esistente, attraverso la creazione di una rete di fibra ottica soprattutto nelle aree di bassa connettività. Il piano definisce le linee guida delle iniziative pubbliche con lo scopo della realizzazione delle infrastrutture a banda ultra-larga nel periodo 2014-2020, stabilendo di coprire l’85% della popolazione a 100MBPS e la restante parte almeno a 30MBPS. Open fiber realizzerà il collegamento in fibra ottica delle abitazioni ed offrirà l’accesso a tutti gli operatori registrati. Al termine di questa fase di realizzazione questi ultimi potranno procedere con la commercializzazione del servizio. 18. Cosa si intende per super e iper ammortamento e chi può beneficiare di queste figure Il super-ammortamento è un’agevolazione che aiuta l’azienda nell’acquisto di determinati beni strumentali con la possibilità di maggiorazione del 30% del costo con tetto di spesa fissato a 2.5 milioni. Tale costo deve essere ripartito in quote annuali secondo il coefficiente di ammortamento della categoria alla quale appartiene. Era possibile richiederlo fino al 31 dicembre 2019, tuttavia è stato prorogato fino a giugno 2020 a condizione che entro il 2019 l’ordine di acquisto veniva accettato ed era stato versato un acconto pari al 20% del totale. L’iper-ammortamento è un’agevolazione che consente di maggiorare il costo fiscale di specifici benefici con l’obiettivo di dare supporto alle aziende che investono in tecnologie 4.0 puntando ad innovarsi e a digitalizzarsi. Di entrambi possono usufruirne tutti i titolari di reddito d’impresa residenti in Italia o organizzatori stabili di non residenti, i lavoratori autonomi anche in forma associata e gli enti non commerciali. Inclusi anche i regimi di vantaggio ma non quelli forfettari. 19. Quali sono le principali agevolazioni previste per il piano industria 4.0?

  • Nuovo sabatini: agevolazione che facilita l’accesso al credito delle imprese supportando gli investimenti per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, ecc, attraverso l’erogazione di finanziamenti agevolati in gran parte sostenuti dal fondo di garanzia pe rle PMI;
  • Credito d’imposta formazione: qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti delle casse dell’erario dello stato che può essere utilizzato per compensare debiti, diminuire le imposte o eventualmente quando possibile richiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Il credito d’imposta formazione viene concesso nel momento in cui vengono effettuate spese nella formazione del personale in ambito industria 4.0;
  • Incentivi per l’auto-imprenditorialità: finanziamenti agevolati per permettere alle startup e PMI di effettuare investimenti relativamente a produzione di beni nei settori dell’industria, fornitura di servizi, commercio e turismo, attività turistico culturali o sociali;
  • Credito di imposta R&S: ha lo scopo di stimolare la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica e riguarda le spese relative a personale a tempo indeterminato o determinato che si occupa di ricerca e sviluppo;
  • Smart & Start Italia: rivolta alle start-up innovative e alle imprese, che possono essere agevolate con finanziamenti a tasso zero e servizi di tutoring. Consiste in agevolazioni per sostenere il trasferimento tecnologico e la valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.

24. Cosa si intende per generative design? Ha elevato il ruolo della tecnologia nel processo di progettazione del prodotto: sulla base di una serie di parametri inseriti dal progettista il computer genera automaticamente una serie di numerose varianti. La potenza di calcolo infinita combinata con l’intelligenza artificiale crea quindi migliaia di soluzioni di progettazione per creare una soluzione ottimale. I principali vantaggi nell’utilizzo del generative design sono: la creazione di infiniti progetti e l’ottimizzazione di parametri combinati come peso, resistenza e costi. 25. Cosa si intende per robot collaborativi? I robot non sono più delle semplici macchine che eseguono comandi ma hanno la capacità di interagire con il mondo reale, cioè possono collaborare con gli uomini. Nascono così i robot collaborativi (cobot), caratterizzati da sensori capaci di coordinare il movimento delle macchine e di bloccare il dispositivo in caso di emergenza riuscendo a ridurre i rischi per l’uomo. Inoltre consentono di alleviare la fatica, ridurre le ore di lavoro e i tempi di esecuzione degli operatori. Lo sviluppo dei robot collaboratici contribuisce a generare nuove frontiere d’interazioni uomo-macchina che impatteranno sulla struttura organizzativa dell’uomo. 26. Cosa sono i cobot? I cobot appartengono alla categoria dei robot collaborativi più recente pensata per accompagnare l’operatore nelle attività lavorative più complesse. I cobot sono piccoli ed agili, hanno quindi bisogno di piccoli spazi e non sono ingombranti. Vengono utilizzati per svolgere i compiti più pericolosi, noiosi, ripetitivi e pesanti senza fatica e con accuratezza. Sono impiegati per lo più nei trasporti, macchinari, attrezzature elettriche, computer e aggeggi elettronici. Si stima che entro il 2025 tutti i processi produttivi saranno automatizzabili e integrati quasi interamente con la robotica collaborativa. 27. Cosa si intende per additive manufactoring? Si intende la possibilità di produrre oggetti con geometrie complesse non altrimenti realizzabili in un pezzo unico con le tecniche tradizionali. Partendo da modelli 3D digitali, creati tramite software come CAD o CAM, si realizzano parti componenti, semilavorati o prodotti finiti attraverso macchine con tecnologia additiva come stampanti 3D. Grazie all’additive manufactoring si ottimizza la struttura costruttiva ottenendo un minore impiego di materie prime e maggiori prestazioni riuscendo a ridurre tempi, costi e complessità nella realizzazione, annullando gli scarti di produzione e avendo la possibilità di stampare componenti e meccanismi già assemblati. 28. Quali sono le fasi evolutive della stampa 3D?

  • Fase 1: composta da operatori che usano la macchina per sviluppare prototipi in un ambiente di ricerca e sviluppo;
  • Fase 2: coinvolge le organizzazioni attraverso la tecnologia per produrre parti da utilizzare con una migliore funzionalità;
  • Fase 3: ci si aspetta che le stampanti 3D vengano utilizzate dal cliente finale per produrre alcune parti di computer o di auto.

29. Cosa consente di fare la realtà aumentata? La realtà aumentata consente attraverso l’utilizzo di appositi visori gestiti da relativi software e connessi a specifiche fonti di dati, di incrementare il percepito sensoriale elaborando e fornendo informazioni all’operatore che si può così avvalere di ulteriori elementi nelle proprie attività. Gli impieghi possono essere di svariata tipologia, dalla possibilità di combinare ambiente reale ed oggetti virtuali all’interno di una stanza permettendo la gestione dell’arredamento di una stanza reale inserendo oggetti virtuali, al fornire assistenza senza bisogno di recarsi fisicamente sul campo dove è possibile guidare l’operatore da parte di un esperto che si potrebbe trovare anche a migliaia di chilometri di distanza per intervenire su macchinari particolarmente sofisticati ed addirittura in campo medico dove è stato già possibile effettuare interventi chirurgici in remoto dove il chirurgo reale è stato guidato ricevendo ogni indicazione e trasmettendo esperienza diretta. 30. Che differenza c’è tra realtà aumentata e realtà virtuale? la sostanziale differenza tra la realtà aumentata e la realtà virtuale consiste nel fatto che nella prima il mondo reale viene amplificato attraverso la sovrapposizione di elementi virtuali mentre nella seconda il mondo reale viene sostituito completamente dalla ricreazione digitale di un ambiente di vita. 31. Cosa si intende per digital TWIN? Digital TWIN significa gemello digitale di un processo, prodotto o servizio: esso è la rappresentazione virtuale che simula il suo comportamento ed è governabile tramite parametri controllabili dagli utilizzatori. 32. Quali sono gli obiettivi della PLM? Gli obiettivi della PLM sono:

  • Migliorare i flussi di lavoro;
  • Accelerare il time to market;
  • Ridurre le inefficienze;
  • Migliorare la collaborazione con partner e clienti. Il supporto PLM supporta il processo di sviluppo ed offre una banca dati del prodotto. Permette lo scambio di informazioni tra produttori diversi e lungo la catena della supply chain. 33. Cosa si intende per integrazione verticale? Con integrazione verticale si intende l’impiego di tecnologie digitali che svolgono una funzione specifica, ovvero confrontarsi, misurarsi, rapportarsi con fornitori e clienti per creare un sistema efficiente ed efficace di scambio di informazioni chiave.

39. Che cosa sono le tecniche di Machine Learning? Sono tecniche che si basano su algoritmi che permettono di creare reti con elevata capacità di apprendimento, nonostante esse non siano precisamente programmate. Proprio questa caratteristica rende queste tecniche (deep learning, cognitive computer) uno dei principali campi di studio in ambito informatico. 40. Cosa si intende per cyber security? Si intende la protezione dei sistemi informatici delle reti dal furto o danneggiamento di dati, hardware e software ed anche dall’interruzione o dall’errato indirizzamento dei servizi. È uno degli ambiti fondamentali per l’I4.0 che richiede l’attenzione da parte di tutte le imprese. considerato che i sistemi digitali funzionano su dispositivi fisici che si trovano nel mondo reale e che più dispositivi collegati in rete ci sono più la superficie d’attacco di un sistema è vasta, quindi essendo ogni dispositivo una potenziale causa di problemi o falle, bisogna puntare sempre più verso l’istallazione di meccanismi di controllo degli accessi e delle identità oltre che delle garanzie di comunicazione che rendano il sistema più sicuro e affidabile impedendo accessi non desiderati alle strutture. Per questo si necessita un approccio che si focalizzi su cosa e come fare per prevenire un incidente di sicurezza o come comportarsi nel caso se ne verifichi uno, da qui deriva il cybersecurity framework che individua 5 categorie di processi necessarie a gestire la sicurezza dei sistemi: identifica i rischi per sistemi di persone e beni; protegge aree in cui si sviluppano e implementano sistemi di sicurezza che garantiscano la continuità dei servizi; rileva dove si eseguono attività al fine di identificare eventi relativi alla sicurezza; risponde, pianifica e mette in atto risposte appropriate; ripristina e sviluppa piani di resilienza ed il ripristino dei servizi e della massime capacità del sistema. 41. Quali sono le procedure della network security?

  • Implementazione: realizzare un sistema di sicurezza di rete che fornisce protezione;
  • Analizza: studiare il sistema attualmente in uso per determinare se, con le tecnologie disponibili, è appropriato per la rete che protegge;
  • Test: condurre dei test per assicurarsi il corretto funzionamento del sistema e il livello di sicurezza più alto possibile;
  • Modifica: analizza i dati dei test per individuare dove il sistema è efficace e dove può essere migliorato e introdurre modifiche di conseguenza. 42. Quali sono i livelli di Disaster Recovery?
  • Critici: le funzioni non possono essere eseguite senza strumenti con caratteristiche identiche. La tolleranza in caso di interruzione è molto bassa e il costo di una interruzione è molto alto;
  • Non critici: le funzioni possono rimanere interrotte per un lungo periodo di tempo, con un modesto costo per l’azienda e richiedono uno sforzo limitato o nullo per la ripartenza quando il sistema viene ripristinato;
  • Vitali: queste funzioni possono essere svolte manualmente, ma solo per un breve periodo;
  • Delicati: le funzioni possono essere svolte manualmente, a costi tollerabili, per un lungo periodo, ma richiedono un numero superiore di persone rispetto a quello previsto.

43. Come si crea un business continuity plan?

  • Creare un business continuity management team: il team esegue ed implementa il piano di business contunuity, la sua composizione dipende dalla dimensione dell’azienda e le figure fondamentali includono: un manager, un assistente al manager e un assistente amministrativo in ogni reparto. Essi prepareranno gli standard per il progetto, formeranno altri membri del team e identificheranno i processi per rendere più fluido il flusso del progetto;
  • Condurre una business impact analysis: in questa fase si comprendono I rischi operativi, finanziari e fisici per l’azienda nel caso il cui si verifica una perturbazione. L’analisi aiuta le organizzazioni a identificare minacce e rischi. Sono analisi complesse e tipicamente richiedono un questionario completo che aiuterà a identificare meglio i processi aziendali critici, le interdipendenze tra la parti interessate, le dipendenze dalla catena di fornitura, il tempo minimo necessario per recuperare le operazioni e il personale minimo richiesto per supportare il business;
  • Identificare le risorse necessarie: si redige una gap analysis che identifica le esigenze di recupero di un’azienda rispetto alle sue attuali risorse;
  • Esplorare ed attuare strategie di recupero: oltre che conoscere i rischi è fondamentale per un’organizzazione sapere come reagire e recuperare per riprendersi dopo un evento imprevisto, in questa fase si identificano eventuali strategie di recupero e se ne descrive la modalità d’implementazione;
  • Testare i risultati, presentare raccomandazioni e apportare miglioramenti: un piano di continuità aziendale non è mai finito in quanto i rischi e i requisiti variano sempre e si adattano alla crescita aziendale. Tuttavia è necessario testare continuamente il proprio piano assicurandosi che sia efficace osservandone i risultati e formulando raccomandazioni per il miglioramento. 44. Quali sono le fasi dell’operational security?
  • Identificare le informazioni sensibili dannose nelle mani di un avversario (bilanci, dati di clienti e personali, ecc);
  • Determinare le minacce alle informazioni critiche, considerando hacker o concorrenti che potrebbero bersagliare i dati ma anche minacce interne come impiegati scontenti o negligenti;
  • Analizzare i buchi di sicurezza che possono dare accesso a dati sensibili;
  • Classificare i rischi in base alla possibilità di un attacco, a quanto dannoso sarebbe e a quanto lavoro servirebbe per recuperare;
  • Applicare un piano per diminuire i rischi ed evitare attacchi con contromisure semplici e lineari come, per esempio, creare politiche dei dati sensibili, allenare gli impiegati alla sicurezza, rimodernare l’hardware. 45. Cosa è l’OPSEC? Operational security, nato in ambito militare, il cui scopo è impedire agli avversari di scoprire dati relativi alle operazioni critiche e di capire i propri piani, si concentra sulla classificazione e valutazione delle proprie informazioni determinando quali precauzione e controlli prendere per proteggerle, partendo dal corretto comportamento dei propri impiegati nei confronti delle informazioni aziendali come credenziali o psw.

51. Quali sono gli zero della WCM? Gli zero della WCM sono: zero insoddisfazione del cliente; zero sprechi; zero fermate; zero opportunità perse; zero lavoro che non crei valore; zero disallineamenti; zero burocrazia; zero insoddisfazione degli azionisti; zero informazioni perse. 52. Descrivere gli step di implementazione di ogni pillar tecnico Il percorso di implementazione di ogni pillar tecnico viene sviluppato in 7 step ognuno dei quali prevede determinate attività:

  • Preparazione, raccolta dati, obiettivi di massima e dimensionamento dei costi;
  • Identificazione delle perdite e degli sprechi;
  • Valutazione comprimibilità delle perdite e degli sprechi;
  • Identificazione dei metodi per il recupero delle perdite e degli sprechi;
  • Dimensionamento delle perdite e degli sprechi;
  • Selezione e stima dei costi di miglioramento e la riduzione corrispondente delle perdite e degli sprechi;
  • Implementazione e controllo del piano di miglioramento. Questo percorso di 7 step si divide in tre fasi;
  • Proattività, quando si mettono in atto azioni correttive in grado di anticipare l’eventuale problema;
  • Reattiva: quando si reagisce alla nascita di un problema;
  • Preventiva: quando si fa tesoro delle precedenti esperienze al fine di evitare il ripetersi del problema che si era già presentato. 53. Che differenza c’è tra TPM e JIT? Il Total Productive Maintenance punta alla produzione dal lato meccanico ovvero ha come obiettivo il raggiungimento della massima efficienza degli impianti puntando sull’affidabilità dei processi e all’eliminazione dei loro fermi. Il Just In Time è una teoria che ha variato la modalità di produzione passando dal metodo push, in cui si producevano prodotti per immagazzinarli in attesa della vendita ad un sistema pull dove si produce solo ciò che è stato già venduto o che si prevede di vendere in tempi brevi, riuscendo così ad ottenere un aumento della qualità e del servizio al cliente ed una riduzione delle scorte con conseguente riduzuone dei costi di magazzino. 54. Quali sono i pilastri del TPM? 1° principio: monitorare e migliorare l’efficienza globale degli impianti; 2° principio: sviluppare la manutenzione autonoma; 3° principio: sviluppare la manutenzione preventiva; 4° principio: sviluppare la manutenzione migliorativa; 5° principio: prevenire la manutenzione. 55. Quali sono i processi del TQM?
  • Kaizen: che si focalizza sul miglioramento continuo;
  • Kansei: dove l’analisi delle modalità secondo le quali un utilizzatore usa un prodotto porta al miglioramento del prodotto stesso;
  • Atarimae Hinshitsu: si basa sul fatto che le cose devono funzionare esattamente come ci si aspetta che funzionino; sugli effetti intangibili dei processi e sul modo di ottimizzarli;
  • Miryokuteki Hinshitsu: gli oggetti devono avere una qualità di tipo estetico. 56. Cosa si intende per TQM? Il total quality management è un approccio manageriale basato sulla qualità e sulla partecipazione di tutti i membri di un’organizzazione con l’obiettivo di ottenere un successo di lungo termine attraverso la soddisfazione del cliente e benefici che vadano a vantaggio dei lavoratori e della società. Esso di compone di tre caratteristiche: - Qualità delle caratteristiche costruttive, ove il prodotto non possiede difetti e si conserva affidabile nel tempo; Qualità delle caratteristiche tecniche, ovvero le prestazioni del prodotto; Qualità dei servizi connessi ai prodotti come pezzi di ricambio, pagamento, consegna ed assistenza post vendita. 57. Quali sono i principi del TQM? I principi del Total Quality Management sono: orientamento al cliente; orientamento al processo; miglioramento continuo; coinvolgimento del nucleo operativo. 58. Cosa si intende per TIE? Total Industrial Engineering, è un criterio integrato di soluzione dei problemi della produzione che realizza il miglioramento aBraverso il coinvolgimento di tuBo il personale operaDvo e mediante l’uDlizzo di specifiche tecniche. Le sue caraBerisDche sono:
  • MoDvazione del personale aBraverso miglioramenD nell’organizzazione della produzione;
  • Orientamento al sistema invece che al singol reparto;
  • Coinvolgimento delle persone nelle azioni miglioraDve sul piano metodologico;
  • Conoscenza, apprendimento ed uDlizzo delle tecniche di ingegneria industriale. 59. Quali sono le caraGeris<che del TIE? Le caraBerisDche del TIE sono:
  • Orientamento al sistema invece che al singolo reparto;
  • Conoscenza, apprendimento e uDlizzo delle tecniche di ingegneria industriale;
  • Coinvolgimento delle persone nelle azioni miglioraDve sul piano metodologico;
  • MoDvazione del personale aBraverso miglioramenD nell’organizzazione della produzione. 60. Cosa si intende per 6 sigma? Si intende un metodo di gesDone aziendale: l’analisi staDsDca è applicabile a qualsiasi processo aziendale, il metodo 6 sigma ci impone di applicarla a tuX i processi importanD, le applicazioni più interessanD sono inerenD al miglioramento dei processi. Un obieXvo della produzione: lavorare in condizioni contraBuali di six sigma significa fissare i limiD contraBuali a +/- 6 sigma per cui il valore che sigma deve assumere è stabilito contraBualmente pari a 1/6 della tolleranza specificata. Un dato staDsDco: il valore staDsDco di sigma = S, rappresenta la deviazione standard aBorno ad un target. Sigma indica la concentrazione dei daD rilevaD intorno al proprio valore medio.

67. Quali sono le professioni del futuro? Le nuove figure professionali, per adeguarsi agli sviluppi della tecnologia e dell’industria saranno figure preparate al nuovo Dpo di gesDone di aziende ma sopraBuBo specializzate nei nuovi ambiD tecnologici come cloud compuDng, cyber security, iot, big data, intelligenza arDficiale, automazione e roboDca. Un esempio è l’innovaDon manager ovvero colui che si occupa di guidare l’azienda nella digital transformaDon. Egli è un individuo mulDdisciplinare che può provenire da diversi seBori con determinate caraBerisDche e capacità. 68. Cosa si intende per competenze trasversali? Si intendono tuBe quelle competenze proprie dell’individuo lavoratore che entrano in gioco nel momento in cui entra in contaBo con un ambiente lavoraDvo al quale non si richiede più competenza e professionalità esclusivamente alle mansioni che deve svolgere. Le competenze sono molto importanD poiché con l’avvento delle nuuove tecnologie abilitanD nell’industria 4.0. L’obieXvo dell’economia di oggi ha virato verso una visione di insieme: si è abbandonata l’idea dell’esperto di seBore e si punta alla cooperazione e alla collaborazione che risultano essere fondamentali per la riuscita di un progeBo dal momento che gli ambienD di lavoro diventano ibridi. Esempio di competenze trasversali possono essere: flessibilità, gesDone dello stress, comunicazione, problem solving, capacità di decisione e relazione ecc. 69. Quali sono le competenze evidenziate dalla Commissione Europea nel report EntreComp? UNO) Idee ed Opportunità:

  • riconoscere le opportunità: usare la propria immaginazione e abilità per trovare opportunità e creare valore;
  • Vision: lavorare seguendo la propria visione del futuro;
  • CreaDvità: sviluppare idee creaDve e proposiDve;
  • Idee di valore: sfruBare al meglio idee e opportunià;
  • Pensiero eDco e sostenibile: valutare le conseguenze e impaBo di idee, opportunità ed azioni. DUE) AZIONE:
  • Prendere iniziaDve;
  • Pianificazione e gesDone: elencare le priorità, organizzarsi e conDnuare;
  • Fronteggiare incertezza, ambiguità e rischio;
  • Lavorare con gi atri: fare squadra e restare connessi;
  • Imparare dall’esperienza TRE) Risorse:
  • Autoconsapevolezza e autoefficacia: credere in se stessi e conDnuare a crescere;
  • MoDvazione e perseveranza: concentrarsi e non rinunciare;
  • Mobilizzare le risorse: oBenere e gesDre le risorse di cui si ha bisogno. 70. Cosa si intende per lavoratori imprendi<vi? Il lavoratore imprendiDvo è quel lavoratore che sviluppa caraBerisDche sempre più assimilabili al lavoro autonomo grazie anche all’uso di nuove tecnologie introdoBe dalla quarta rivoluzione industriale. 71. Come si pianifica il re-training e il re-skilling del personale all’interno dell’impresa? L’avvento dell’industria 4.0 ha richiesto la necessità di rivisitare e aggiornare il lavoro ed i lavoratori consideraD ormai obsoleD. Per questo si è ricorso ad un re-training e un reskilling dove:
  • La persona è al centro: il lavoratore viene valorizzato dall’impresa, diventa centralità proprio come il cliente per il mercato. Un team moDvato e coinvolto sono alla base di un buon sistema produXvo;
  • partecipazione alle decisioni: il lavoratore viene coinvolto maggiormente, vengono effeBuate riunioni periodiche con il management e si creano gruppi di lavoro volD a definire gli obieXvi aziendali;
  • una diversa concezione del luogo di lavoro: si passa dalla fabbrica-formicaio alla fabbrica- laboratorio, il lavoro non è più un posto ma un’aXvità che viene realizzata in posD diversi, dove la singola persona non ha uno spazio preassegnato, ma bi sono degli ambienD liquidi all’interno dei quali i gruppi si associano. 72. Quali sono i Sustainable Development Goals dichiara< dalle nazioni unite? Sconfiggere la povertà e la fame; buona salute; istruzione di qualità; parità di genere; acqua pulita e servizi igienico sanitari; energia rinnovabile ed accessibile; buona occupazione e crescita economica; innovazione ed infrastruBure; riduzione delle diseguaglianze; ciBà e comunità sostenibili; uDlizzo responsabile delle risorse; loBe contro il cambiamento climaDco; uDlizzo sostenibile del mare e della terra; pace e giusDzia; rafforzare le modalità di aBuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile. 73. Quali sono i piani su cui analizzare la responsabilità sociale dell’Industry 4.0? Piano ambientale: aumenta la presenza di sostanze inquinanD; emissioni di gas ad effeBo serra oggeBo di misure di riduzione, uDlizzo delle risorse che spesso supera la capacità naturale di rigenerazione. Piano sociale: difformità, infaX tra 1 e 2,5 miliardi di persone vivono in condizioni di povertà estreme dove vi è una loBa quoDdiana per la sopravvivenza e 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all’energia eleBrica. 74. Quali sono gli strumen< u<lizza< per assesment grado di introduzione I4.0 a livello regionale? Sei variabili da misurare che permeBono di riconoscere alcune tendenze e differenze tra le regioni: disponibilità delle imprese a invesDre nell’industria 4.0 spese per l’innovazione; innovazione di prodoX e processi; reD di collaborazione; condizioni struBurali favorevoli verso l’industria 4.0; connessione banda larga; educazione terziaria impiegaD in scienze tecnologiche. 75. Qual è lo scopo dell’assesment grado di introduzione I4.0 a livello regionale? Fornire un quadro di valutazione basato su due dimensioni: disponibilità di invesDre nell’industria 4.0 da parte delle imprese e le condizioni struBurali favorevoli. In Italia, applicato a livello regionale, i risultaD mostrano un gruppo di regioni avanD nell’industria 4.0 ed alcune molto indietro, legate maggiormente alle differenze tra nord e sud. TuBavia, la maggior parte delle variabili mostra tendenza allo sviluppo, anche se la percentuale di imprese con accordi di collaborazione sull’innovazione diminuisce nella maggior parte delle regioni. 76. Quali sono i fondamen< su cui si basa il modello di assesment grado di introduzione I4. 0 a livello regionale? Strategia ed organizzazione; fabbrica intelligente; operazioni intelligenD; prodoX intelligenD; servizi basaD sui daD e dipendenD.