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Tesina maturitá 2017 Ricerca sui paradigmi e dei protocolli applicati all informatica
Tipologia: Tesine di Maturità
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ISTITUTO TECNICO TECNOLOGICO “LUIGI DELL'ERBA”
Chimica e Materiali - Biotecnologie Ambientali –Biotecnologie Sanitarie Informatica - Produzioni e Trasformazioni Via della Resistenza, 40 – 70013 Castellana Grotte (BA) Tel./Fax 0804965144 - 0804967614 Codice Meccanografico BATF04000T - C.F. 80005020724 - Cod. Un. Ufficio:UF41EH E-mail: [email protected] - Pec: [email protected] - Sito Internet: www.itiscastellanagrotte.gov.it
Definizione dei paradigmi.....................................................................................................
Quindi ho voluto iniziare la stesura della tesi con un piccolo punto riguardante cosa è per me la conoscenza e il perché mi interessi capire il modo in cui essa viene creata.
Nell’ambito delle materie scientifiche, sono sempre stato curioso di scoprire la tecnica utilizzata dai matematici per definire nuovi teoremi, dagli informatici per definire nuovi linguaggi di programmazione, e da tutti coloro che contribuiscono a introdurre un insieme di nuove conoscenze e di discipline.
Informandomi su questo tema mi ha colpito il fatto che anche le discipline che noi alunni studiamo a scuola sono state delineate da tali tecniche, e quindi ho deciso di proporlo come argomento d’esame.
Nella tesi che segue ho spiegato sia il significato di “paradigma” e sia quello di “protocollo”, a cui poi ho collegato le materie studiate durante l’anno.
La tesi è strutturata nelle seguenti fasi :
Definizione dei paradigmi
La parola “paradigma” viene usata in maniera molto limitata e di solito, nel lessico comune, si riferisce all’insieme delle forme verbali fondamentali nelle varie lingue, la cui conoscenza permette di coniugare il verbo in tutte le sue forme ecc..
In realtà questa parola contiene un significato intrinseco immenso!
L’etimologia del termine paradigma deriva dal greco “ paradeigma” che significa «modello» o «esempio».
Ma anche se viene frequentemente assimilato al concetto di modello, esso è caratterizzato dal fatto che può essere utilizzato anche per produrre qualcosa di nuovo.
Quindi, in ambito scientifico, un paradigma è un modello, sistema di riferimento utilizzato per produrre nuova conoscenza.
Un paradigma può essere ritenuto tale se:
Thomas Kuhn
Il concetto di paradigma viene introdotto nel 1962 da parte del filosofo statunitense Thomas Kuhn, con la pubblicazione del suo libro “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”.
Con questo testo, Kuhn avanza una nuova proposta per l’interpretazione della storia della scienza e per lui un paradigma è “l'insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono una scuola di pensiero in cui le teorie sono accettate universalmente”.
Egli suddivide la storia della scienza in diversi periodi, ognuno dei quali è costruito intorno ad un paradigma diverso rispetto a quello degli altri periodi.
Questo perché secondo Kuhn, nello stesso periodo non si possono seguire paradigmi diversi, in quanto l’accettazione e l’applicazione di uno nelle diverse discipline scientifiche implica necessariamente il rifiuto di tutti gli altri paradigmi possibili.
Dunque secondo Kuhn la scienza si muove verso l’innovazione e il progresso attraverso il ripetersi ciclico di cinque fasi incentrate sui paradigmi:
Sotto questo punto di vista Kuhn fu criticato soprattutto per quanto riguarda il periodo di “scienza normale”. Difatti altri filosofi hanno riscontrato lunghi periodi nella storia delle scienza in cui
Paradigma della teoria
Al di là del processo di rivoluzione scientifica proposto da Kuhn, oggi possiamo identificare alcuni paradigmi fondamentali utilizzati nella storia per generare nuove conoscenze.
Uno di questi è il paradigma della teoria, che fonda le sue radici nella matematica ed è il modello utilizzato per poter sviluppare un teorema valido e coerente.
Un teorema è un enunciato dimostrabile all'interno di una certa teoria matematica mediante un ragionamento razionale (ovvero una sequenza finita di implicazioni logiche).
Ogni teoria matematica, ha, alla sua base, una serie di verità fissate a priori, dette assiomi o postulati: esse contengono le proprietà fondamentali di alcuni oggetti, che costituiscono i concetti primitivi della teoria stessa.
Partendo da questi assiomi o da altre teorie già dimostrate, è possibile definire il processo mediante il quale un nuovo teorema viene sviluppato:
Per ottenere una dimostrazione soddisfacente possono essere seguiti diversi schemi dimostrativi come la dimostrazione costruttiva , la dimostrazione per assurdo o la dimostrazione per induzione.
La dimostrazione costruttiva si svolge utilizzando le condizioni iniziali delle ipotesi per ottenere, tramite una serie di implicazioni logiche, le condizioni della tesi.
La dimostrazione per assurdo viene fatta ipotizzando che la tesi sia sbagliata e dimostrando che una tesi sbagliata implichi delle affermazioni che entrano in contrasto con le ipotesi.
La dimostrazione per induzione viene utilizzata per i teoremi che affermano che gli elementi di un certo insieme numerabile posseggono una particolare proprietà. Se si riesce a dimostrare che il teorema vale per il primo elemento dell'insieme e che, se il teorema vale per un elemento qualsiasi, allora vale anche per il successivo allora la tesi è stata dimostrata.
Teorema fondamentale del calcolo integrale
L’integrale è un operatore matematico lineare. L’operazione di integrazione è contraria all’operazione di derivazione. Quando si svolge un integrale deve essere espresso un differenziale che indica rispetto a quale variabile va effettuata l’operazione di integrazione. La funzione cui si effettua l’integrale è chiamata funzione integranda. Esistono due tipi di integrali:
L’ integrale indefinito è l’insieme delle primitive di una funzione.
Una funzione si dice integrabile se è definita e continua in un intervallo limitato [a; b].
Una primitiva di una funzione integrabile è un'altra funzione che derivata dà come risultato la funzione di partenza.
Per ciascuna funzione non si avrà una primitiva, ma infinite primitive che differiscono tra loro per una costante indicata con c. La primitiva la cui costante è uguale a zero è chiamata primitiva semplice.
L’ integrale definito serve per calcolare l’area del trapezoide, cioè una figura piana delimitata alla funzione f(x) continua in un intervallo [a;b], dall’asse delle ascisse e dalle rette parallele all’asse delle ordinate di equazioni x=a e x=b.
Riemann, un matematico, disse che per calcolare l’integrale definito è necessario considerare il trapezoide come un insieme di rettangoli, dividendo l’intervallo [a; b] in n parti uguali di ampiezza Δx=(b-a)/n.
Maggiore è il numero di rettangoli in cui viene suddiviso il trapezoide, minore sarà l’errore dell’integrale.