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Devianza e Criminalità: Teorie Sociologiche e Psicologiche, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

pedagogia della devianza e criminalità

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2015/2016

Caricato il 05/11/2021

bennyrus97
bennyrus97 🇮🇹

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MODELLI INTERPRETATIVI DELLA DEVIANZA E DELLA CRIMINALITA’
“I membri onorari di una categoria stigmatizzata offrono un modello di normalizzazione, dimostrando fino a
che punto i normali possono arrivare nel trattare le persone stigmatizzate come se queste non lo fossero”.
-la devianza secondo Goffman:
-per soggetto deviante si intende un qualsiasi individuo che non aderisce, si ribella o decide
volontarimanete di non aderire alle norme sociali condivise e accettate sul piano morale, giuridico e
culturale.
-devianti per scelta:
1) devianti sociali in sub-culture devianti (drogati, prostitute, poveri, criminali) che negano e disprezzano
l’ordine costituito di cui rappresentano il palese fallimento
2) disaffiliati prendono una posizione netta e alternative alle regole sociali condivise; spesso individui
creativi ed eccentrici che associano la devianza a forme di ricercatezza identitaria divenendo veri
personaggi bhèmiens.
La devianza in Emile durkhaein ( 1858-1917)
-divisione del lavoro e produzione dei conflitti. La divisione del lavoro sociale, 1893:
secondo il sociologo francese la divisione del lavoro (alienazione secondo marx), nelle società moderne a
partire dall’industrializzazione dell’800, sarebbe alla base dei conflitti nati proprio in senno ad un impianto
sociale ed economico di tipo capitalistico.
-la specializzazione dei compiti e la differenziazione marcata dei ruoli sociali, sarebbe alla bas della nascita
dei conflitti e dei fenomeni devianti.
-ne discendono un progressivo distacco dal tessuto delle relazioni sociali una ridotta solidarietà sociale una
riduzione nel rispetto e nella condivisione di norme e regole: anomia.
Il concetto di anomia. Il mondo sociale si differenzia da quello naturale a causa del suo carattere normativo;
secondo durkaine la devianza oltre ad essere un fattore di disgregazione sociale, appare come l’evento che
legittima la società attraverso forme di controllo.
-crimine e punizione sono parti di un sistema sociale volto al rafforzamento dei confini della norma sociale.
-“assolutamente fuorviante ritenere i comportamenti delinquenziali come fenomeni di carattere
patologico, i reati infatti rappresentano un fattore normale oltre che inevitabile, di una società sana, ne
misurano la moralità collettiva, ne rafforzano la coesione sul piano del diritto. La pena è un dispositivo che
rafforza il principio della legittimità della società e del potere che punisce.” (barone pag.69)
-devianza e crimine sono per il sociologo una risposta alle spinte anomiche della società industrializzata;
anomia come assenza di norme ma anche come ambivalenza e incoerenza delle norme stesse.
-anomia anche come solitudine sociale ed esistenziale (suicidio)
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MODELLI INTERPRETATIVI DELLA DEVIANZA E DELLA CRIMINALITA’

“I membri onorari di una categoria stigmatizzata offrono un modello di normalizzazione, dimostrando fino a che punto i normali possono arrivare nel trattare le persone stigmatizzate come se queste non lo fossero”. -la devianza secondo Goffman: -per soggetto deviante si intende un qualsiasi individuo che non aderisce, si ribella o decide volontarimanete di non aderire alle norme sociali condivise e accettate sul piano morale, giuridico e culturale. -devianti per scelta:

  1. devianti sociali in sub-culture devianti (drogati, prostitute, poveri, criminali) che negano e disprezzano l’ordine costituito di cui rappresentano il palese fallimento
  2. disaffiliati prendono una posizione netta e alternative alle regole sociali condivise; spesso individui creativi ed eccentrici che associano la devianza a forme di ricercatezza identitaria divenendo veri personaggi bhèmiens. La devianza in Emile durkhaein ( 1858-1917) -divisione del lavoro e produzione dei conflitti. La divisione del lavoro sociale, 1893: secondo il sociologo francese la divisione del lavoro (alienazione secondo marx), nelle società moderne a partire dall’industrializzazione dell’800, sarebbe alla base dei conflitti nati proprio in senno ad un impianto sociale ed economico di tipo capitalistico. -la specializzazione dei compiti e la differenziazione marcata dei ruoli sociali, sarebbe alla bas della nascita dei conflitti e dei fenomeni devianti. -ne discendono un progressivo distacco dal tessuto delle relazioni sociali una ridotta solidarietà sociale una riduzione nel rispetto e nella condivisione di norme e regole: anomia. Il concetto di anomia. Il mondo sociale si differenzia da quello naturale a causa del suo carattere normativo; secondo durkaine la devianza oltre ad essere un fattore di disgregazione sociale, appare come l’evento che legittima la società attraverso forme di controllo. -crimine e punizione sono parti di un sistema sociale volto al rafforzamento dei confini della norma sociale. -“assolutamente fuorviante ritenere i comportamenti delinquenziali come fenomeni di carattere patologico, i reati infatti rappresentano un fattore normale oltre che inevitabile, di una società sana, ne misurano la moralità collettiva, ne rafforzano la coesione sul piano del diritto. La pena è un dispositivo che rafforza il principio della legittimità della società e del potere che punisce.” (barone pag.69) -devianza e crimine sono per il sociologo una risposta alle spinte anomiche della società industrializzata; anomia come assenza di norme ma anche come ambivalenza e incoerenza delle norme stesse. -anomia anche come solitudine sociale ed esistenziale (suicidio)

-sviluppi del concetto di anomia: la scuola sociologica di Chicago. -la scuola di Chicago(Shw, Mcky, Park) nasce agli inizi del 20esimo secolo in contesto statunitense. Secondo i suoi esponenti di fondamentale importanza, nella rivisitazione del concetto di anomia è la variabile socio- economica -micro-criminalità, suicidio, malattia mentale, disagio, alcolismo, sonno provocati da un assetto sociale contraddistinto da immigrazione, urbanizzazione e facile ascesa sociale, unitamente ad un impianto economico capitalistico. Secondo la scuola di Chicago il concetto di patologia sociale serve a spiegare gli effetti della disorganizzazione sociale produttrice di devianza e criminalità. -la condotta deviante appare connotata da una valenza antisociale, specie nelle aree urbane esposte a flussi migratorie e alla presenza di diversità specifiche in grado di determinare anche l’instabilità culturale: nascita di subculture devianti e stili di vita devianti. -marginali sono, dunque , i soggetti che rifiutano consapevolmente l’integrazione sociale o che ne risultino esclusi, mentre devianti sono invece quelli che violano attivamente le norme sociali -introduzione della categoria della personalità sociopatica. Scuola struttural-funzionalista 1950-60 di Talcott, Parsons, 1902-1979 e Robert Merton 1910-2003. -secondo Parsons la devianza è l’espressione di un processo di socializzazione, primaria e secondaria, non riuscito, con il risultato di una impossibilità o non volontà di integrarsi nel sistema dei valori della società di appartenenza. -l’azione di recupero dei soggetti devianti non doveva avvenire con metodi depressivi, ma doveva compiersi attraverso interventi di natura correzionale e terapeutica in modo da favorire la reintegrazione sociale e il riadattamento alla società con la condivisone di fini, valori socialmente condivisi.; condiviosne del sistema dei valori -la società è per Parsons un organismo integrato che tende all’equilibrio e alla stabilità; essa si forma sull’esigenza di conformità come esigenza psichica profonda. -Per Parsons il fallimento della socializzazione primaria,che si gioca nell’ambito delle dinamiche profonde all’interno del contesto familiare,rapporto compensi\punizioni,frustrazione\gratificazione che si avverano specie nella relazione madre\bambino (influenze della psicoanalisi), sarebbero alla base del rifiuto o dell’accettazione del proprio ruolo sociale; (ambivalenza emotiva e psichica). -la devianza come non adattamento al ruolo atteso. -“ Il funzionalismo di Parsons riconduce l’origine dell’infrazione sociale e della condotta non conforme alla dimensione individuale e psichica del soggetto che si pone al di fuori del sistema di valori condivisi (barone p.75)

-Gli approcci psicologici alla devianza e alla criminalità pongono l’attenzione in particolare sulla costituzione psichica degli autori di reati,sia in merito alla criminogenesi, ovvero, sull’origine dei crimini, sia in merito alla crimino dinamica, ovvero sulle modalità di estrinsecazione dei crimini stessi (fattori endogeni). -I diversi approcci danno ora importanza sui processi mentali inconsci, ora sull’apprendimento sociale, ora su problematiche relative alla personalità complessiva dei soggetti, mentre altri approcci analizzano la capacità o l’incapacità di gestione del senso di frustrazione. -Necessarie distinzioni nella psicologia criminale: TEMPERAMENTO CARATTERE PERSONALITà. Temperamento= per temperamento si intende l’insieme di tutte le disposizioni e tendenze innate specifiche per ciascun individuo, in riferimento alla struttura biologica di riferimento (temperamento mite, violento, subordinato, dominante, creativo, artistico, passivo,attivo. CARATTERE= struttura che l’individuo forma nel corso della propria vita in relazione ai rapporti familiari e ambientali e alle strutture di base del temperamento. Esso è il risultato dell’interazione fra temperamento e ambiente e si struttura e modifica nel corso del tempo anche come forma di adattamento all’ambiente. PERSONALITà= dal latino persona (maschera), rappresenta l’insieme delle caratteristiche dell’Io,ovvero della arte più esteriore che l’individuo mostra all’esterno come rappresentazione di se; essa comprende ruoli sociali, funzioni, carattere, idee, concezioni,talenti. “la personalità è l’organizzazione complessiva di attitudini,credenze,visioni del mond, abitudini e comportamenti definiti anche nell’interazione con l’ambiente. PSICOANALISI: la strutturazione dinamica della psiche in Freud (p.75) Bilanciamento tra: Es Io e Super io L’Es rappresenta la natura istintiva e pulsionale della psiche in cui il dominio assoluto del principio del piacere. L’es è senza tempo, inconscio, privo di morale, luogo di impulsi sadici, violenti aggressivi ANARCHICI. Il super io rappresenta l’autorità il senso del limite, rappresentazione e interiorizzazione dell’autorità genitoriale (padre) e sociale. Esso funge da coscienza individuale e sociale, ordine morale e riferimento etico-normativo (senso di colpa). Dal conflitto fra es e super io scaturisce l’io equilibrio dinamico fra le due oppose tendenze. La sua natura conscia e razionale mitiga le tendenze dell’es sotto la spinta dei divieti del super io. -PSICOANALISI -fra EROS e THANATOS la psiche umana, secondo Freud, sarebbe altresi composta da due innate e opposte tendenze, da un lato l’EROS forza positiva che costruisce e crea legami, dall’altro Thanatos l’stinto di morte e distruzione, che in base al loro equilibrio dinamico darebbero vita a specifiche espressioni di personalità. -devianza e criminalità. Il complesso di Edipo l’atavico dramma psichico che vede l’innamoramento del figlio nei confronti della madre (o della figlia nei confronti del padre, complesso di Elettra) farebbe scaturire nel soggetto un profondo senso di colpa placato solo da una reale e concreta forma di punizione della colpa.

-la tesi freudiana del “delinquente per senso di colpa” è alla base anche di altre teorie come quella teorizzata dallo psicoanalista austriaco, stretto collaboratore di Freud, Theodor Reik (1888-1969) con il concetto di “coazione a confessare” (vedi l’impulso a confessare, Feltrinielli,Milano 1967? -Secondo Reik, la coazione a confessare viene letta come un impulso ordito con dimenticanze, lapsus, errori palesi, trascuratezza sulla scena del crimine, disattenzione e tracce disseminate ovunque, o con atteggiamenti sprezzanti, arroganti e provocatori.

  • secondo Johon Bowlby (1907 1990), atteggiamenti troppo punitivi e severi, generati dal super io rigidi e violenti, può provocare nei figli conflitti irrisolti da super io rigidi e violenti, può provocare nei figli conflitti irrisolti, rabbia, frustrazione e considerevoli sensi di colpa che potevano essere placati solo da palesi punizioni: PENA. -secondo B. vi sarebbe anche una stretta relazione far carenza di cure materne e devianza minorile.
  • TEORIA DELLA PECORA NERA= sulla scia delle considerazioni di tipo psicoanalitico i giovani interiorizzerebbero un’immagine negativa e delinquienziale di sé dovuta alle continue e reiterate espressioni di non consenso a comportamenti e azioni, specie da parte dei genitori. -“il considerarlo un buon a nulla, un teppista, un fallito, crea nel giovane la convinzione di essere diverso e di non potersi inserire nella società secondo modelli di comportamento accettabili. Quindi in tutte le esperienze seccessive(…) incomincerà a comportarsi in modo negativo con atteggiamenti aggressivi, violenti. Gli atti devianti si reitereranno e le punizioni ripetute confermeranno nel giovane l’immagine sfavorevole di sé in una sorta di circolo vizioso e di ripetizione compulsiva”. (G. Marotta teorie criminologiche p.96).
  • Donald Woods Winneon (1896 1971) secondo il pediatra e psicoanalista inglese il rapporto fra devianza e senso di colpa sarebbe di natura opposta alla teoria freudiana, sarebbe infatti l’incapacità di provare senso di colpa alla base del comportamento deviante e criminale.
  • Secondo Alfred Adler (1870 1937) psichiatrica, psicoterapeuta, psicoanalista austriaco, il comportamento criminoso può essere ricondotto ad un complesso di inferiorità irrisolto, leva di possibili comportamenti devianti. -Comportamentismo e teorie dell’apprendimento sociale. -il fondatore del Comportamentismo è John B. Watson (1878-1958), psicologo statunitense; egli sosteneva l’impossibilità di comprendere tutto quanto avvenisse fra Stimolo e Risposta, in quanto i processi mentali interni non erano né oggettivabili, né misurabili. Osservabile invece era il nesso fra stimolo e risposta, ovvero la risposta ottenuta ad un determinato stimolo. -secondo tale approccio la devianza viene appresa tramite stimoli e apprendimenti sociali e ambientali, conservando i comportamenti più utili e vantaggiosi rispetto alle esigenze personali. -altro esponente del Comportamentismo è Clark I. Hull (1884-1952), secondo il quale la formazione di un comportamento o di un’abitudine non potevano essere spiegate semplicemente da una catena di riflessi condizionati ma andavano analizzati per mezzo di un sistema complesso in cui calcolare come la forza di un’abitudine sia direttamente proporzionale al numero delle associazioni stimolo reazione rinforzate (legge di Hull).