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Appunti di sociologia della devianza più integrazione del libro devianza e criminalità.
Tipologia: Dispense
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28 Settembre 2020 → Sociologia della devianza : concetti e definizioni ( SLIDE 1 ) Percorso delle lezioni :
dunque sono predefinite formalmente e sono esistenti e applicabili fin a quando la stessa norma non è abrogata esplicitamente attraverso un altro enunciato avente lo stesso valore e forma. Si usa enunciato linguistico significa dire che, perché un atto sia proibito, sia cioè un reato, occorre che la descrizione di quell’atto sia espressa in forma appropriata. Il carattere di norma giuridica deriva dal fatto che questi enunciati sono stati a loro tempo elaborati e posti da istituzioni legittimate a elaborarli e a imporli come regola vincolante per tutti i membri di quella collettività. Ciò che connota ancora la norma giuridica è l’associazione esplicita della descrizione di quel comportamento con le conseguenze in termini di sanzioni che derivano dal fatto di non rispettare il divieto o l’obbligo. In questo senso le sanzioni sono predefinite formalmente, diversamente da quello che vedremo per le norme sociali non giuridiche. In questo senso la norma pone di fronte ai cittadini, per cui quell’ordinamento ha valore, le conseguenze che derivano dalla commissione di quel reato, ovvero del non rispetto di quel divieto o di quell’obbligo.
tutte le attività degli organi chiamati a scoprire, riconoscere, valutare e punire i comportamenti che costituiscono reato e i loro autori. Codice penale è per i cittadini con i reati e le relative sanzioni mentre il codice di procedura penale è per gli addetti ai lavori ossia coloro che sono tenuti ad applicare il codice penale, tipo i giudici. Esiste anche il codice di procedura minorile ossia modifica di quelle adulte per adattarle ai minori ossia una condizione considerata meritevole di un determinato comportamento diverso da quello per chi ha 18 anni e un giorno.
altri ossia ti rendo incapace di agire chiudendoti in un’istituzione. E’ un’idea che nasce per categorie di soggetti ben definiti di cui si teorizza la pericolosità sociale o la incorreggibilità. Non gli interessa fare le altre funzioni perché chi è criminale sempre lo resta. L’unica cosa che si può fare è tenerlo fermo in carcere per un tot di tempo in cui non può commettere reati. Alla funzione deterrente si è aggiunta quelle retributiva ma non l’ha sostituita. La rieducativa ha assecondato l’incapacitante ma non in tutto sono allineate ( es. Soggetto in carcere può compiere reati ). Non basta che sia minacciata una sanzione e che un reato sia un divieto scritto ma che l’agenzia di controllo la applichi ossia deve essere resa effettiva. L’ implementazione della norma ossia chi è chiamato a far rispettare una norma inizi a controllare che questo comportamento sia rispettato, prevenire e controllare. Per il sociologo l’incidenza del diritto sulla società non è scontata, non è “data” , per il solo fatto che esista una norma, ma si tratta di un problema che deve essere oggetto di ricerca empirica , in particolare ci si deve concentrare su due aspetti del rapporto tra norme e società :
aderire i nuovi nati alle regole che gli altri rispettano, far diventare conformi a ciò che quella società pensa sia giusto e quello che sia sbagliato. Le norme che si imparano prima sono quelle sociali ( es. Si mangia con le posate ) e poi si imparano quelle giuridiche ossia costruzioni sociale ( es. Non prendere il gioco dal compagno è sociale ma non rubare è giuridiche ). Il processo di socializzazione alle norme accompagna l’individuo tutta la vita perché quelle generali rimangono tali e apprese durante il periodo dello sviluppo mentre quelle che verranno acquisite sono le norme correlate ai ruoli. Ciascuno di noi cambia nella propria vita il ruolo che svolge e in ciascuno di esso comporta l’acquisizione di norme nuove. Differenza ruolo e status → ruolo è ciò che gli altri si aspettano da me status è ciò che io mi aspetto che gli altri mi riconoscano Ruolo è costituito dall’insieme di aspettative che gli altri nutrono nei confronti di chi lo ricopre., aspettative che sono culturalmente e istituzionalmente definite e si configurano come doveri e regole di comportamento sedimentati nel tempo e codificati spesso anche formalmente, funzionali ai compiti che il titolare di quel ruolo deve assolvere. Status è l’insieme diseguale di attributi riconosciuti a chi lo ricopre sotto il profilo materiale e sotto quello immateriale. E’ qui che si configurano le differenze tra le persone e le categorie o le classi, in termini di disuguaglianze sociali evidenti. Ogni ruolo porta con sé delle regole che devono essere seguite altrimenti si violano le aspettative degli altri ossia le aspettative di ruolo ( es. Docente universitario deve spiegare altrimenti viola aspettative studenti ). La socializzazione può anche consistere nell’invogliare a violare le norme ossia la devianza si impara ( es. Imparare come violare un bilancio ). Questo vale sia per la commissione di reati si nella convinzione che è giusto farli. L’orientamento alla conformità è rafforzato dalle diverse forme di controllo sociale che sollecitano l’individuo a conformarsi alle regole. E’ ciò che gli altri manifestano ed esprimono per far si che le persone rispettino le norme ( sono parole, atti, gesti, sguardi, ecc ) ed è anche ciò che compiono le istituzioni per far rispettare le regole ( le procedure in caso di violazione delle norme ). Ogni società ha interesse a ridurre la diffusione di i comportamenti ritenuti problematici con il controllo sociale. Per far questo agisce su due piani : controllo sociale informale e formale. Gli strumenti utilizzati in essi sono diversi.
deviante né è visto dagli altri come tale anche per il fatto che se ne sono a conoscenza o le valutano come trascurabili e prive di importanza. b. secondaria → coinvolgimento in stili di vita devianti a seguito di etichettamento. Quando quel comportamento deviante diventa una scelta volontaria dell’individuo dopo essere stato etichettato come deviante. E’ l’espressione delle conseguenze della considerazione dell’individuo da parte degli altri come deviante e del suo riorganizzare la propria identità e i propri comportamenti sulla base della percezione che gli altri hanno di lui. Il comportamento deviante diventa mezzo di difesa, di attacco o di adattamento nei confronti dei problemi derivanti all’individuo dalla reazione della società alla deviazione primaria : disapprovazione, degradazione e isolamento. Può essere individuale o di gruppo ossia delle sub-culture che coltivano la differenziazione dalla comunità nel gruppo con atti diversi ma non devianti legalmente. Con tale termine si indica un insieme di elementi culturali che caratterizza e differenzia rispetto alla società globale di riferimento di un dato gruppo o segmento sociale. La subcultura fornisce sistemi di pensiero, costumi, pratiche e codici di interazione sociale, stili di vita. Vi è la devianza occasionale o la carriera deviante ( termine nato guardando le storie di vita di persone ) in cui si apprendono le tecniche e le motivazioni a seguito di processi di esclusione e stigmatizzazione. Espressione con cui si indica un percorso, analogo a quello proprio del mondo del lavoro, caratterizzato dal proseguimento della messa in atto di comportamenti devianti, del radicamento nel gruppo di coloro che condividono lo stesso stigma, dell’apprendimento di tecniche e di motivazioni utili a proseguire in quei comportamenti anche attraverso l’elaborazione o l’acquisizione delle cosiddette tecniche di neutralizzazione ossia di messa a tacere delle spinte interiori rispetto alle norme. 06 Ottobre 2020 → La ricerca sociologica nel campo della criminalità e delle devianze ( SLIDE 2 ) Si parla di ricerca sociologica nel campo della criminalità e delle devianze. Il sociologo della devianza e della criminalità rispetto agli altri ( es. Sociologo della famiglia ) incontra molte più difficoltà nel sviluppare ricerca. Questo perché il sociologo della devianza e della criminalità si trova a studiare comportamenti e fenomeni che la gente tiene nascosti , che la gente cerca di negare, sapendo che sono oggetto di punizione, sanzione, giudizi negativi da parte degli altri. Sono argomenti di difficile misurazione e per questo le statistiche vanno usate con estrema cautela. Vi sono dei limiti delle statistiche ufficiali. E’ difficile anche fare esplorazione con altri strumenti della ricerca sociologica ( es. Ricerca qualitativa ) perché i soggetti intervistati devono trattare argomenti definiti devianti e privati che nessuno vuole che altri sappiano. Gli altri strumenti della ricerca sociale implicano :
quali strumenti di analisi dei comportamenti sociali. Con il loro impregno la criminalità e i criminali divennero oggetto di raccolte sistematiche di dati, su cui si fondarono le considerazioni sulla relazione tra i vari crimini e altre variabili come il sesso, l’età, le condizioni economiche, il livello di istruzione, la razza e la professione. Per molto tempo i dati così raccolti sono stati considerati una fotografia attendibile e sempre più accurata della realtà ovvero della criminalità che si verifica in un dato periodo di tempo in un dato spazio geografico. Tutto continuò così fino al Novecento periodo in cui emerse con tutta evidenza che sarebbe un grave errore pensare che i dati raccolti siano non solo esaustivi ( = quei numeri corrispondono alla totalità dei reati che si compiono in un dato spazio/momento e dei loro autori ) ma anche solo rappresentativi del fenomeno ( = che esista cioè un rapporto proporzionale fra i tratti della parte del fenomeno che osserviamo e registriamo e le caratteristiche dell’universo oggetto di interesse ). Inizia ad essere centrale il carattere peculiare dei comportamenti che violano la legge e quindi il dover considerare esso nella lettura dei dati che vengono raccolti. In risposta alla domanda su che cosa rappresentano le statistiche criminali e sul loro possibile utilizzo vi sono tre visioni diverse :
quantificazione, oggi, secondo le ultime due visioni. Si hanno statistiche annuali verso il 15 agosto. Esse vengono raccolte dall’Istat. Si ha una distinzione tra tre insieme in cui sono collocabili le violazioni delle leggi penali poste in essere dagli individui di un determinato ambito geografico e temporale :
furti più alto rispetto a quelli per cui si avvia l’azione penale ). Per questo motivo si usano le statistiche della delittuosità come quelle meno lontane dalla criminalità reale ossia l’insieme dei reati effettivamente compiuti. In secondo luogo si guarda il tipo e la qualità delle informazioni desumibili a vari livelli. Ciò sia per le informazioni sui fatti/reato sia per le informazioni sui soggetti implicati. In questo caso, se prima si perde in quantità di dati raccolti, si guadagna però in ricchezza di elementi disponibili. ( es. Se passiamo da statistiche della delittuosità o della criminalità alle statistiche processuali avremo più informazioni su un numero minore di reati più articolate e complete ). Vi sono delle modalità con cui sono costruire le statistiche. Consideriamo in primis le statistiche della delittuosità. Il modo in cui si forma il numero di reati che in determinato territorio e in un dato periodo di tempo, figureranno nella statistica della delittuosità e dipendente da scelte di attori sociali che in modi diversi si attivano. Questo perché è ovvio che le forze dell’ordine possono venire a conoscenza del fatto che un reato è stato commesso solo se emerge ed è visibile ossia dall’uscita dalla segretezza che connota in genere i comportamenti di chi viola le leggi. Una emersione che avviene a seguito di azioni conseguenti a scelte compiute da :
affettivo o di parentela, ecc ). Si hanno più dubbi alla denuncia se sono persone che si conoscono invece di persone estranee.
Gli altri tipi di statistiche sono il riflesso di alcuni elementi in cui nuovamente compaiono discrezionalità e selettività :
In questo gioco di scelte troviamo un primo elemento di selettività del sistema che poi si manifesta ad altri livelli ossia negli esiti dei processi che costituiscono i dati che alimentano le statistiche processuali penali e quelle sugli imputati condannati. Infondo gli esiti del processo sono condizionati da fattori economici, sociali e culturali infatti la distribuzione ineguale delle risorse materiali, relazionali, culturali ha un evidente riflesso nelle capacità dei singoli di affrontare un processo, di sostenere le ragioni della propria innocenza o di prevenire comunque occultare le proprie responsabilità, di sollecitare revisioni delle sentenze nei diversi gradi, di resistere difendendosi, come si dice, dal processo invece che nel processo e magari di raggiungere l’obiettivo di veder prescritto il reato di cui sono accusati anche se si sopportano i costi. Come misurare la criminalità nascosta cioè il numero oscuro? Non entrano in campo le statistiche ma le ricerche per rispondere a questa domanda. ( es. Scippi → quante persone sono state vittime ma non hanno denunciato? ) Vi sono due metodi ossia due tipi di indagini effettuate tramite questionari anonimi che, differendo sui contenuti richiesti agli indagati, hanno in comune due cose : I. il fatto di fondarsi su un campione casuale e rappresentativo dell’intera popolazione che si vuole studiare o di un segmento di essa ritenuto significativo per determinati comportamenti o reati che hanno una collocazione particolare → un campione cioè che permette di estendere i risultati ottenuti all’universo che si intende conoscere II. la garanzia offerta ai rispondenti di assoluto anonimato e di impossibilità di risalire a loro e quindi rendono più facile la confessione di aver commesso aver subito determinati reati. I due metodi sono :