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Pedagogia in generale, distinzioni tra educazione, istruzione e formazione, cenni storici pedagogia, pedagogie della differenza, la differenza, differenza sessuale e di genere, decostruzione in pedagogia, multicultura e intercultura, incontro e dialogo, omofobia a scuola, ricerca pedagogica
Tipologia: Slide
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Dal greco paid (fanciullo) – agogos (custode/accompagnatore) Nell’antica Grecia e nell’antica Roma il pedagogo era lo schiavo che accompagnava il fanciullo a scuola. In seguito il termine si estese ad indicare l’educatore.
- DEFINIZIONE: 1. È la riflessione organica, razionale e critica sui problemi dell’educazione. Quindi è quel sapere riflessivo e razionale sull’educazione, è un sapere teorico, critico (delle tradizioni sociali) e regolativo (orientato a dar corpo a nuovi modelli) 2. È la scienza generale della formazione, dell’educazione e dell’istruzione dell’uomo. Quindi è la scienza in cui l’uomo si occupa di educare, istruire e formare. È un laboratorio di idee, di conoscenze e culture, che si serve di capacità interpretativa e significativa. La pedagogia generale sta riflessivamente con le scienze dell’educazione e ne tutela il senso e il focus (l’educazione appunto). E lo fa in modo critico e con intento regolativo: di darci teorie innovative per educare oggi. Educazione: E-ducere trarre fuori Edere nutrire È l’insieme delle azioni che favoriscono lo sviluppo fisico, intellettuale e morale della persona umana. L’educazione ha un carattere sociale e guarda alla conformazione del soggetto, costruendo modelli formali e funzionali in chiave sociale, religiosa, ideologica e politica. Istruzione È un’azione educativa che si focalizza sui processi cognitivi che guidano l’apprendimento dei contenuti e l’acquisizione delle competenze. L’istruzione avviene principalmente nella scuola che ha il compito di rendere il soggetto consapevole e competente rispetto ai modelli professionali richiesti dal mondo del lavoro. Formazione È una maturazione culturale e umana dell’individuo che avviene tramite una sintesi organica dei saperi e delle tecniche tramite l’assimilazione libera e critica della cultura di un popolo. La formazione si rivolge alla dimensione personale del soggetto e lo rende protagonista attivo, responsabile e autoregolato di questo processo. La formazione avviene in tutto l’arco della vita, ed è un processo costante.
Dall’antica Grecia all’Umanesimo: Pedagogia come ancella della filosofia Ottocento: Positivismo (partecipazione e produttività) Socialismo (uomo da liberare) centralità sociale dell’educazione Pestalozzi, Schiller, Frobel, Heghel, Herbart Novecento (prima metà): “Scuole nuove” e “pedagogia attiva”: scuola che si apre alle masse e si nutre dell’ideologia. Ideologia: istituzione-chiave della società democratica, mossa da un forte ideale libertario
- LA SVOLTA DEL ‘ 1. La svolta scientifica John Dewey: Teoria dell’esperienza: scambio attivo tra soggetto e natura Teoria dell’indagine: all’uomo e alla sua intelligenza creativa è affidato lo sviluppo e il controllo dell’esperienza, attraverso l’uso della logica Nesso tra educazione e democrazia: 1. Pragmatismo (teoria-prassi) 2. Pedagogia intrecciata con le scienze sperimentali 3. Ruolo centrale della filosofia dell’educazione Scuola come comunità in miniatura Psicologia, sociologia, antropologia come scienze che nutrono l’educazione, offrono dati che poi devono essere coordinati e regolati in un’ottica pedagogica. 2. L’impasse della pedagogia Anni ’70 cruciali per la pedagogia: L’educazione (come pratica e come sapere) è stata sottoposta ad una critica radicale, per metterne a nudo le implicazioni socio-politiche e ideologiche e il profilo teorico e l’interna complessità L’educazione ha subito una trasformazione-specializzazione in direzione prevalentemente cognitiva Crisi e crescita allo stesso tempo: Crisi: perché ha prodotto tensioni profonde Crescita: perché la pedagogia è diventata sempre più tecnica e ricca di strumenti di fronte ai problemi emergenti In questa situazione di impasse sono emerse prospettive teoriche nuove, che hanno contribuito alla messa in crisi, ma che hanno partecipato alla crescita: si parla quindi di PEDAGOGIE DELLA DIFFERENZA
Sul fronte politico-culturale: si difende un fronte accumunato dall’attenzione per la parola “differenza” per la necessità di prendere consapevolezza delle trasformazioni in atto:
- Nuovo ordine sociale democrazia - Nuovo modello antropologico valorizzare le differenze personali e la libertà creativa dell’individuo - Nuove forme di razionalità valorizzare le risorse offerte dal pluralismo DEFINIZIONE Differenza come: - Pluralismo: valorizzare le differenze come risorse ed emancipare tutti - Alterità: non bisogna pensare alla diversità ma alla differenza come specifico dell’altro ORIGINI (filosofia e differenza) - MARXISMO come tribunale delle filosofie, critica dell’empirismo: la scienza non è neutrale - NIEZTSCHE ed HEIDEGGER pensiero negativo e crisi della ragione: Crisi: della società capitalistica, della contemporaneità Razionalità: esigenza fondamentale e imprescindibile, ma anche non garantita e non invariante - In Italia, VATTIMO parla di pensiero della differenza:
- MARX, FREUD e NIEZTSCHE: Vocazione radicale della filosofia che salda insieme nei labirinti dell’analisi, soggetto, saperi e società, alla ricerca di un senso della civiltà occidentale ( recupero dell’altro ). Risposta alla crisi e alle trasformazioni dei valori tradizionali una critica radicale che tenda ad aggravarli, a dissolvere più che a risolvere. - Lefèbvre : MANIFESTO DIFFERENZIALISTA “ Una nozione apparentemente banale, la differenza, conferma ad ogni istante la sua importanza teorica e pratica. Essa si annuncia per differenti vie (politica, filosofia, economia politica, antropologia, etnologia, arte, letteratura, […] ecc.), che sono le vie della differenza”. La differenza reclama un modello di conoscenza che faccia centro sulla particolarità, la distinzione, la diversità e che si contrapponga alla tradizione (occidentale) della filosofia che sonda il differenziale o lo distrugge per il suo modo di approcciarlo. Si progetta un lavoro che agisce contro l’identificazione, che faccia posto al mondo del desiderio e faccia sorgere “sottili differenze” a partire dalle particolarità naturali, che si saldi all’utopia […] e si caratterizzi, in generale, come un pensiero che lega il prossimo e il lontano, la risonanza e l’altro, l’attuale e l’utopico, il possibile e l’impossibile”. La differenza si impone come tema filosofico centrale, si afferma per molte vie, è nozione profondamente critica e orientata all’utopia - Derrida , LA SCRITTURA E LA DIFFERENZA Respinge la supremazia del foné, contrapponendole il gramma, la scrittura come luogo di un pensiero non autarchico e autocensurato: oltre il logocentrismo (o fallologocentrismo ). Derrida ricerca nel testo i segni, le tracce e le forme della contraddittorietà, del pluralismo, della differenze, imponendo al pensiero pratiche che facciano emergere in esse il principio della disseminazione filosofia della scrittura che lavora ai margini e le indica i compiti di decostruzione, diretti contro “concetto, parola e significante”. La differenza come nozione radicale e ambigua, come sfida critica e progettuale - Deleuze , DIFFERENZA E RIPETIZIONE Differenza come nuova categoria utile per definire la realtà e per produrre conoscenza: essa permea del proprio pluralismo-diversità tutti i processi della cultura. La differenza si delinea così, ad un tempo, come l’interprete dalla condizione presente e come la chiave di volta per un suo rinnovamento globale. - Deleuze e Guattari , L’ANTI-EDIPO Alla base del mondo (dell’individuo, ma anche della cultura) vi sarebbe il desiderio: esso non deve essere concepito come una risposta ad una mancanza, ma come una parte strutturante dell’esistenza dell’uomo, che ne garantisce la libertà. Contro la psicoanalisi schizo analisi modello anti-repressivo
In psicopedagogia: EGLE BECCHI e LUCIA LUMBELLI Pur partendo sempre dagli autori francesi (e dal loro utopismo critico), le analisi si collocano su un terreno più empirico-operativo, cercando di creare un punto di connessione tra alterità/differenza e teoria pedagogica/pratica educativa. Pedagogia scientifica ma non scientistica: con chiara coscienza antropologica e critico-ideologica. Differenza come un’arma critico-ermeneutica capace di far saltare le regole del dominio sociale e della riproduzione ideologica. A partire dalla cultura: PIER PAOLO PASOLINI La vocazione pedagogica di Pasolini: pedagogia appassionata e profetica, consapevolmente al servizio dell’utopia, anticonformista e perversa, fustigatrice e maieutica. Spirito profetico che si scaglia contro le degradazioni dell’esistente e del presente, rivolgendosi a risvegliare le coscienze, a turbarle. Tra film, narrativa e saggi: obiettivo è quello di mantenere aperto uno spazio per costruire un umanesimo critico che si leghi agli uomini e alla loro storia per potenziarne le possibilità di liberazione, di emancipazione e di fondazione di valori non alienati. Educazione come impegno sulla società (per un progetto di ricostruzione socio-culturale) ma anche sull’uomo, per realizzarlo nella sua umanità possibile. La diversità si valorizza proprio perché braccata e sottoposta a linciaggio. Essa non va intesa soltanto come presenza delle minoranze di qualsiasi tipo, ma come valorizzazione di tutto ciò (uomini, culture, discorsi) che viene schiacciato dalla logica del consumismo, del binomio produzione-evasione, del conformismo.
Valuta la diversità dei corpi tra donne e uomini (geni, cromosomi, ormoni, genitali, encefalo, elementi biologici e fisiologici) come indicatrice della diversità delle visioni del mondo e delle possibilità esistenziali. Essere “femmina” o “maschio” condiziona e orienta il trafitto di vita di ciascuno. DIFFERENZA DI GENERE: Si interessa del processo che conduce un soggetto a interpretare i dati biologici differenti. Ciascuno vive il nascere femmina-maschio-intersessuato in modi altamente differenziati, negoziando con gli altri e con la società.
- Educazione di genere : insieme dei comportamenti, azioni e attenzioni messe in atto quotidianamente, in modo più o meno intenzionale da chi ha responsabilità educativa in merito al vissuto di genere, ai ruoli di genere e alle relazioni dei giovani e dei giovanissimi. Prevede percorsi finalizzati a evitare la cristallizzazione degli stereotipi legati all’identità di genere e ai ruoli di genere, rivolti a promuovere la costruzione individuale del soggetto. - Pedagogia di genere : procede ad un livello “meta”. È una riflessione sull’educazione di genere, condotta da pedagogiste/-i, coordinatrici/-tori di servizi educativi, esperte/i dei processi formativi. Si occupa di: 1. Rilevare i modelli impliciti di bambine e di bambini cui fanno riferimento quotidianamente i professionisti dell’educazione 2. Osservare come questi modelli si traducono nella pratica 3. Confrontare l’educazione di genere contemporanea con le istanze della tradizione e con le più recenti acquisizioni sul genere 4. Studiare i legami tra educazione di genere e il mondo globale dell’educazione.
10 luglio 1983, Derrida : Lettera ad un amico giapponese : “Essa (la decostruzione) non è un metodo ma è un farmaco che agisce senza distruggere, per interpretare, per rimettere in moto, scomporre e de sedimentare” ORIGINI della decostruzione
Obiettivo : diffidare della coscienza come sorgente di certezze, e smascherare gli interessi economici, la volontà di potenza e gli impulsi sessuali. Bisogna osservare ciò che sta sotto (che non si vede ad un primo sguardo). Sia la scuola del sospetto, che la decostruzione, cercano di interpretare il soggetto in rapporto alla differenza, all’altro-da-sé, al nascosto ( “CONFLITTO DELLE INTERPRETAZIONI”) DA FOUCAULT A DERRIDA In Foucault e Derrida la decostruzione si rivela come un ripensamento radicale delle categorie della politica: Categorie politiche antiche (democrazia, legge, cittadinanza, giustizia) Categorie politiche moderne (sovranità, globalizzazione, biopolitica, tecnologia) Michel Foucault Il soggetto va studiato durante il suo sviluppo e in relazione al contesto che lo disciplina Jacques Derrida Differenza:
- È un’istanza critica (che rimanda a giudizio, a scelta, a discernimento, ecc.) - È uno degli oggetti essenziali della decostruzione poiché consente di criticare ogni forma di dogmatismo (ciò che è indiscutibile). - Si rivolge anche a temi politici: favorendo un impegno costante contro l’etnocentrismo e il fallologocentrismo e contro le forme di potere per l’emancipazione. ATTUALITA’ del decostruzionismo Il decostruzionismo mette in primo piano i soggetti, mostrando come sono intrappolati nel linguaggio e nei riferimenti culturali. I soggetti non sono “presenti a se stessi ”, non si possono comprendere senza considerare anche le storie o i racconti che li caratterizzano e non possono essere una “fonte originaria” che conosce se stessa autonomamente poiché il soggetto si forma specialmente nell’incontro con l’altro. Il decostruzionismo pretende di spiegare come il soggetto sia “decentrato” Il soggetto non è il centro del mondo, ma è parte del mondo: noi non ci “facciamo” da soli, ma siamo formati nei significati della storia, della cultura e delle pratiche discorsive. Ogni pratica educativa ha a che fare con il tirare fuori cambiamenti nella soggettività.
Il decostruzionismo, per arrivare alla cultura ha iniziato a decostruire alcuni temi che rappresentano la nostra epoca, per esempio:
- La scrittura - La lingua poetica - Il multiculturalismo - La differenza sessuale - L’identità - L’affermazione dell’altro La decostruzione consiste nella:
- Pedagogia come scienza doppiamente critica, per il rigore (epistemologico) e per il suo senso (l’axiologia e il focus sulla formazione) - La filosofia dell’educazione ha il compito di esaminare l’identità del discorso pedagogico, regolando le sue articolazioni strategiche. E’ animatrice e riorganizzatrice della pedagogia generale. - Il decostruzionismo può rappresentare un modello di filosofia dell’educazione: analizza le strutture educative/istruttive/formative, denunciando come esse siano prescrittive, ordinative ed imperative rispetto alla libertà di pensiero o di responsabilità. IL DECOSTRUZIONISMO COME FOCUS DELLA FILOSOFIA DELL’EDUCAZIONE Durante gli anni ‘60 e ‘70 del XX secolo avviene una decostruzione della pedagogia : - Vengono smascherati i condizionamenti profondi, le latenze, gli impensati del discorso pedagogico. - La pedagogia è stata smontata nei suoi condizionamenti, nei suoi interessi, nelle sue forme egemoniche e nel suo ruolo di legittimazione e di conformazione. Obiettivi :
Riflessività:
- Può essere arricchita dalla decostruzione - Consente di rileggere i nostri vissuti in modo consapevole e critico. (Es. il professionista che si occupa dell'educazione, dell'istruzione e della formazione deve essere “riflessivo”.) - Il lavoro riflessivo e critico può essere sviluppato solo: 1. Prendendo coscienza delle forme dominanti del sapere 2. Considerando il : Con-text (collocazione del ricercatore, personificazione, immersione come il genere, l’etnia, il ceto, la biografia) Pre-text (ciò che è prima del testo, come le strategie testuali, la cultura e le tradizioni interpretative) Sub-text (ciò che è al di sotto del testo, come i paradigmi professionali e la conoscenza influente). È POSSIBILE UN GRADO ZERO DELLA PEDAGOGIA? Grado zero è utile per scoprire i fattori che continuano ad innervare, in profondità, il dispositivo della formazione. Paulo Freire : gli approcci educativi tradizionali sono oppressivi, funzionali e addomesticanti. Ma attraverso il dialogo e il pensiero critico gli oppressi possono superare il loro addomesticamento in favore di una umanizzazione. Occorre svelare il legame tra l'educazione e le “economie del potere”: - La postmodernità preferisce la “reazione” piuttosto che la “repressione” - La postmodernità:
RICERCARE GLI IMPLICITI e RISALIRE AGLI ARCHETIPI Gli impliciti (significati non evidenti) non sono sempre nascosti, a volte possono essere qualcosa di cui si è parzialmente consapevoli ma che la consideriamo una condizione dell’agire e del pensare pedagogici. Per liberale il sapere dai condizionamenti inconsci, da prerequisiti taciuti, da infrastrutture nascoste è necessario decostruirlo (il sapere), bisogna rendere tutto più esplicito e sottoporlo al libero esame della ragione e dell’interpretazione. L’obiettivo :
- Non è di dissolvere le istituzioni educative esistenti, ma di scuoterle , di rinnovarle , obiettivo - Emancipare il soggetto portandolo alla libertà della ragione critica - Promuovere una costituzione etico-politica del soggetto, individualmente e socialmente inteso Nel rapporto educativo bisogna valorizzare :
- Intercultura: L’Europa è entrata in uno stato di multiculturalità, caratterizzata però da un etnocentrismo culturale. È necessario procedere verso un’ospitalità delle differenze culturali, religiosi, etiche, etc. Ruolo del decostruzionismo: 1. Apertura all’altro 2. Decentralizzazione culturale 3. Meticciamento delle culture 4. Convergenza tra etnie differenti 5. Intreccio dei linguaggi 6. Apertura nei confronti del nomadismo Necessità di favorire un reciproco ascolto che si fa dialogo attraverso uno scambio dialettico (ponte tra le civiltà) - Formazione: formazione alla critica e per la critica. Formazione come processo costantemente in movimento: traguardo verso il quale tendere. - Cura: Come cura: 1. Di sé 2. Dell’altro 3. Del mondo Prerequisito: “conosci te stesso” per procedere alla cura dell’altro a causa dell’indebolimento dei legami comunitari e all’affermarsi dell’individualismo. - Dono: Esperienza centrale nel farsi persona, che non riceve niente in cambio e si focalizza sull’assenza di reciprocità, sull’asimmetria tra donatore e donatario. Decostruire il dono nella sua forma moderna legata allo scambio commerciale e all’equivalenza monetaria L’unico vero dono è quello che offriamo a chi non può rendercelo. - Amicizia: vista come “luogo” specifico della formazione.
- Filosofia dell’educazione come “ombra riflessiva” dei saperi pedagogici - Pedagogia critica come stile complesso della pedagogia - Decostruzionismo come modello teorico riflessivo e interdisciplinare. - Filosofia come strumento di comprensione del pedagogico: pratiche di smascheramento, di demitizzazione, di critica radicale che mostrano come la pedagogia sia irretita nell’ideologia, nel pregiudizio, nel falso-sapere, nelle istituzioni. Dopo il decostruzionismo la pedagogia può riproporsi in modo nuovo - Con un profilo e un compito di raccordo, coordinamento e orientamento dei saperi dell’educazione nel loro rapporto interdisciplinare e integrato, reciproco e tensionale - Nuova identità della pedagogia non solo normativa, ma interpretativa. - E’ una pedagogia critica che si orienta in relazione al:
Compresenza di più culture. È un dato di fatto nella società attuale INTERCULTURA: E’ un progetto pedagogico da coltivare attraverso l’incontro e il dialogo tra culture CULTURA
- Etimologia latina: colere azione della coltivazione della terra e dell’allevamento del bestiame (ma anche metafora della coltivazione dello spirito) - Tedesco: Kultur valori superiori distintivi di una società QUANDO CAMBIA IL CONCETTO DI CULTURA? Illuminismo patrimonio universale di conoscenze e di valori formatosi nel corso dell’umanità Edward Burnett Tylor (antropologo, XIX secolo) la cultura è l’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità acquisita dall’uomo come membro di una società. Raymond Williams (cultural studies, XX secolo) là dove cultura significava uno stato o un atteggiamento mentale, o l’insieme intellettuale e morali, ora significa anche un intero sistema di vita. CULTURA ED EDUCAZIONE? Cultura - Deposito di: