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pedagogia generale appunti lezione, Appunti di Pedagogia

pedagogia generale appunti lezione

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 29/11/2021

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Pedagogia Generale - Appunti lezionePedagogia Generale - Appunti lezione

Percorso FIT - 24 CFU

Pedagogia Generale, interculturale e didattica

dell’inclusione

prof. N. Pastena

LEZIONE I

sec 18°→ uso della parola pedagogia indica il sapere riguardante l’educazione

Pedagogia → azione educativa esercitata sul fanciullo attraverso l’educazione e istruzione, sapere, attorno all’educazione stessa, contenitore molto vasto, sapere avente per oggetto l’educazione dell’uomo seconda metà del novecento → umanizzazione, educazione, istruzione, sviluppo, apprendimento, socializzazione grazie alle scienze dell’educazione (psicologia, sociologia, antropologia, biologia) l'uomo oltre la sua biologia è un essere misurabile, descrivibile, quantificabile in aspetti che in passato erano ignorati. Diventano elemento di riferimento per la pedagogia

LEZIONE II Fondamenti di pedagogia generale - Parte Seconda Educazione → Crescita dell’individuo, tirare fuori il soggetto da situazione di immaturità biologica e intellettiva → relazione, rapporto interpersonale tra chi si alimenta e chi alimenta. Un membro più competente e uno meno competente → trasmissione di contenuti culturali, comportamenti e modalità di ragionamento della comunità sociale cui appartengono. L’apprendimento è l’esito naturale di una relazione sociale a carattere educativo. Qualsiasi relazione tra soggetti con gradi diversi di competenza può essere educativa. Sopravvivenza di una società e del suo sistema culturale con la trasmissione tra generazioni. → perpetuazione del sistema culturale trasmettendolo alle nuove generazioni. Patrimonio socio culturale e strumenti per interpretarlo in modo nuovo, superarlo senza disperderlo, anzi arricchendolo. Mediazione tra passato e futuro per costruire la propria storia. Ogni nuova generazione deve assimilare la storia costruita da coloro che sono venuti prima, altrimenti si perderebbe la storia di una società. → consentire il progresso, nuovi strumenti per cambiare status socio culturale per accedere ai luoghi del potere e del sapere. soggetto/oggetto che svolge la funzione educante - soggetto che è educato

le società passano dal loro stato meccanico al loro stato organico, globalizzazione (Durkheim) crisi di senso dell’uomo contemporaneo, interpretare i mutamenti del nuovo orizzonte culturale, attualità, adozione di nuove tecnologie, classi multietniche. Crisi di progettualità formativa in cui prevale l’esigenza di un progetto educativo che rompa i chiusi confini localistici per rivolgersi alla formazione dell’uomo e del cittadino nella sua globalità.

educazione → autorealizzazione delle virtualità, di essere, valore e senso del soggetto persona resa possibile dall’azione sistematica e informale della cultura prodotta dall’umanità in società storicamente determinate.

LEZIONE III Fondamenti di storia dei processi formativi Pedagogia → idea dell’educazione riflessione sull’educazione la pedagogia si riferisce anche all’adolescenza, età adulta, intera vita umana → educazione permanente

educazione ionica → i padri educavano i figli e le madri le figlie con modelli educativi fissati nel tempo, i genitori erano dei veri e propri insegnanti idea del dover essere, società che modellava gli individui in base alla società di appartenenza. scambi commerciali → primi centri urbani →le poleis → diminuisce il potere della classe aristocratica a livello educativo. → educazione basata su sviluppo di doti innate appartenenti solo ai nobili → la polis greca introduce la res publica, partecipazione alla vita pubblica. Declino di Sparta → involuzione → adozione di una nuova tecnica militare → l’individuo subisce una spersonalizzazione per essere sacrificato alla conservazione del potere politico da parte della classe dirigente. Dai 7 ai 20 anni lo Stato si impossessa del fanciullo , marcia militare e ginnastica militare. Dai 20 anni sono affidati a un anziano.

Atene → prevalere dell’aspetto civile su quello militare, educazione con alfabetizzazione culturale, lavori dell’agorà accessibili a tutti. Pratica formativa più accessibile a tutti, vedi olimpiadi. Medioevo → aumento del potere della Chiesa che rimase unico punto di riferimento culturale durante le invasioni barbariche , rifugio e centro di formazione culturale. Monasteri benedettini, Benedetto da Norcia → ora et labora Le opere d’arte si cominciarono apprezzate per il contenuto della loro umanità, anziché guardarle alla luce del pensiero cristiano. Il valore del bello → rispetto di regole canoniche della creazione artistiche umanesimo → Maggiore attenzione alla vita e alle attività dell’uomo nella società, nel medioevo invece tutto ciò che riguardava la vita terrena dell’uomo era visto come semplice passaggio per arrivare al regno dei cieli. La religione fu affiancata da un recupero dei valori mondani, attività discipline realizzate dall’uomo, arte, lettere, politica, si riscopriranno i classici latini, nacque la filologia. Controriforma → reazione della chiesa a difesa del papato. Esigenza di riformare la chiesa, neocattolicesimo. Comenio → esperienza diretta del mondo naturale e umano, contro la cultura e l’educazione retorico letteraria, il conoscere è soprattutto un FARE, le cose si apprendono facendole, agendo su di esse. Importanza all’educazione morale e religiosa

LEZIONE IV Introduzione allo studio delle basi teoretiche, epistemologiche e metodologico- procedurali Paradigma

  1. intera costellazione di credenze, valori, tecniche, procedure, visioni del mondo condivise dai membri di una comunità scientifica
  2. insieme di esempi condivisi da un gruppo in maniera particolare, formazione professionale del ricercatore I ricercatori sin da studenti imparano a risolvere problemi scientifici imitando la risoluzione di problemi canonici. Ricercatore → imparerà a fare ricerca sulla base ed esempi dei membri più esperti, risolvere problemi basandosi sulle modalità in uso dal gruppo. Esempi di

pedagogia → distinzione netta tra i due concetti Il paradigma pedagogico socio politic o → finalità sociale e politica Locke → atteggiamento empirico, attenzione al nuovo sapere scientifico. Affermarsi del modello scientifico molto preciso della mente, la mente come tabula rasa, idea associazionistica. Osservazione, sensismo, empirismo, introduce in pedagogia l’osservazione e la verifica delle teorie, riconoscimento del ruolo fondamentale dell’esperienza diretta del fanciullo Cartesio → innatista, modello di mente la pedagogia fino all'800 dipende dalla filosofia modello antropologico-filosofico → poco seguito sul piano della teorizzazione pedagogica per la prevalenza del positivismo e paradigma scientifico Bildung → formazione universalmente umana → edificazione e crescita personale, stretto rapporto con la cultura e l’arte. L’arte diviene spesso modello educativo cui ispirarsi per realizzare pienamente le qualità che rendono l’uomo più umano e che sono insite in ogni individuo. Romanticismo → sentimento, gioco, attività creatrice dell’io, centralità della cultura, ragione estetica trovano la loro massima affermazione in Goethe. Polemica nei confronti degli aspetti alienanti della modernità (specializzazione del lavoro, impoverimento della ricchezza del mondo umano) Polemica contro l’utilitarismo, relativismo, mercificazione del sapere ridotto a mera dimensione applicativa e funzionale senza tenere in considerazione il valore formativo. Goethe → fa emergere le contraddizioni del moderno, volontà di reintegrare l’uomo nella sua unità. Il paradigma scientifico → accostamento tra pedagogia e paradigma scientifico, il paradigma scientifico ha permesso alla pedagogia di mettersi al passo coi tempi e fuggire alla predica religiosa, assunti principali controllabili, ampliata la credibilità, inserita a pieno titolo nelle scienze sociali e umane. La pedagogia ha faticato a distinguersi come disciplina autonoma ed è stata per secoli assorbita nella filosofia. Rapporto dialettico della pedagogia con scienza e filosofia, scampato il rischio di essere smembrata nelle varie scienze dell’educazione. La scienza ha determinato l’autonomia disciplinare della pedagogia dalla filosofia. Il paradigma epistemologico-metateorico → specificità disciplinare della pedagogia, evitare sudditanza nei confronti di altre scienze. Modello → esigenza di un analisi del discorso e sapere pedagogico che sappia far emergere i suoi presupposti. Dialettica → sfuggire ai riduzionismi.

LEZIONE VI Ricostruzione delle principali tappe della storia dell’educazione avvento società industriale → scolarizzazione obbligatoria gratuita di un numero sempre maggiore di persone. Scuola → agenzia a cui la società delega l’istruzione ed educazione delle nuove generazioni Riflessione sulla scuola → rapporto tra pedagogia e scienze dell’educazione La pedagogia deve misurarsi con le innovazioni profonde che l’industrializzazione ha prodotto in tutti i campi, anche nella formazione. Marx → abolizione del lavoro di fabbrica dai fanciulli, ognuno dai 9 anni deve lavorare solo 2 ore al giorno, lavorare col cervello e con le mani, educato a diventare operaio. Il lavoro produttivo deve essere legato con l’istruzione,

ovvero formazione spirituale, educazione fisica, istruzione politecnica dei fondamenti scientifici dei processi di produzione per maneggiare gli strumenti elementari di tutti i mestieri. Programma graduale progressivo dai 9 ai 17 anni → primo congresso internazionale 1866 → contribuire alla formazione di un uomo onnilaterale Positivismo → progetto educativo che vuole abbracciare tutte le scienze fondamentale, teme l’isolamento dei saperi, unico insegnante per tutte le scienze, non solo educazione teorica ma anche affettiva, etica. Auguste Comte → qui manca la formazione professionale Il neoidealismo gentiliano → reazione al positivismo in campo educativo. Diseducativa è una scuola che dà troppa importanza alla scienza e poco alla religione. Irriducibilità e primato dello spirito come senso ultimo della realtà → Giovanni Gentile → primato della pedagogia, fondarla come scienza autonoma, sganciata dalla psicologia. Critica al positivismo che guarda solo al soggetto fenomenico e ignora che la vera realtà è quella dello spirito. La pedagogia deve occuparsi della formazione dell’uomo in quanto uomo, processo di autoformazione spirituale dell'uomo. Tutto va ricondotto all'unità dell’atto dello spirito, il maestro insegna a sé stesso identificandosi con i suoi scolari, lo scolaro avverte la lezione come se fosse propria. Carattere di interiorizzazione per l'efficacia educativa della lezione. John Dewey → ogni educazione deriva dalla partecipazione dell'individuo alla coscienza sociale della specie. Si satura la coscienza, forma i suoi abiti, desta i suoi sentimenti. Educazione inconsapevole → l’individuo giunge a condividere le risorse intellettuali e morali che l’umanità è riuscita ad accumulare. Erede del capitale consolidato della società La sola vera educazione avviene mediante lo stimolo esercitato sulle facoltà del ragazzo. Esigenze che lo stimolano ad agire come membro di una comunità, benessere del gruppo del quale fa parte. Attivismo → non vi sono pedagogisti di formazione filosofica. Rousseau e Pestalozzi. Intento di fare della scuola un luogo e uno strumento di progresso e liberazione dell’uomo, rinnovamento della società, della scuola, lotta contro l’ignoranza e l’ingiustizia. Il puerocentrismo → il fanciullo diventa il sole attorno al quale girano gli strumenti dell’educazione. Riconoscimento reale della centralità del bambino, rimozione di ciò che ostacola a sua libera attività. Jacques Maritain → impostazione senza fini, pragmatismo, riduce il pensiero umano a risposta agli stimoli, adattamento all’ambiente in cui non vi è più spazio per la contemplazione e perfetto compimento di sé stessi. Per lui il puerocentrismo è eccessivo, si dimentica l’oggetto di insegnare. L’insegnante riuscirà a conoscere perfettamente l’alunno, ma l’alunno non conoscerà perfettamente la matematica. Importanza all’esperienza, alla vita concreta alla dimensione sociale, l’educazione moderna ha realizzato un progresso. Fine dell’educazione → formare l’uomo, la persona, preparare un cittadino. Non si forma un uomo se non in seno a una vita di comunità, conquista della libertà mediante l’esercizio della libertà. Riconosce la dignità del lavoro, rifiuta l’eccesso di specializzazione con cui il lavoro si è affermato nella società moderna. Andrebbe a disumanizzare la vita dell’uomo, invece in una società

Teoria dell’educazione → prospettiva, punto di vista dell’educatore, soggetto epistemico della teoria è colui che intende educare e mosso da intenzioni educative. Teoria della formazione → problemi pratici effettivi dei membri di una società La teoria deve risultare sufficientemente condivisibile, per chi vive in una determinata condizione storico culturale. Dev’essere persuasiva, convincente, paradigma di educazione buona, educazione che tutti concordiamo nel volere che venga attuata. Ideale di formazione che colga un fascio di idee significati aspettative che risultino sufficientemente condivise, radicati, importanti. Educando → la formazione riguarda il singolo individuo, l’educando non può essere considerato destinatario passivo di un attività formativa. La formazione è condizionata dalla risposta e reazione del soggetto educando che deve dare la disponibilità ad apprendere nuove condizioni. sopravvivenza → ciascun individuo sopravvive solamente se impara a vivere. Educando è presenza attiva, centro protagonista della relazione educativa, il soggetto non può essere ridotto a strumento, pena la perdita della significatività comunicativa. La problematicità della formazione → i risultati raggiunti non corrispondono sempre alle proprie aspettative , di solito di livello inferiore a quello auspicato o elementi non previsti e non voluti. Elementi che non si possono sottoporre a controllo razionale. L’azione educativa è sottoposta all'incertezza e alla imprevedibilità.

LEZIONE IX Analisi dei processi formativi – Parte Seconda Modello → insieme standardizzato di elementi che costituiscono un esemplare riproducibile utile in riferimento a obiettivi prefissati. Soggetto a revisione, imitato, utilizzato per l’autovalutazione e valutazione. Deve essere modificabile, flessibile. Dinamica evolutiva dei dati. Insieme di condizioni iniziali che si sostituiranno con lo sviluppo del programma. Paradigmi, schemi teorici, rappresentazioni semplificate o analogiche della realtà dei fenomeni, costruzione astratta che condivide solo alcune delle caratteristiche strutturali del dominio modellato. Spesso ci sono interpretazioni che ne rendono vere tutte le formule → teoria Modelli in pedagogia → accezione più debole, sono strumenti esplicativi o schemi guida. Salas e Kannon → micro → valutazione come processo di misura modelli macro → partono da una prospettiva sistemica della formazione che punta a comprendere i motivi per cui gli obiettivi formativi sono stati raggiunti. Apprendimento e formazione sono stati supportati e rinforzati dall’organizzazione di coloro che vi hanno partecipato + applicazione delle conoscenze. Formazione → complessa interazione tra fattori organizzativi. Efficacia della formazione → legame tra formazione e contesto organizzativo transfer → adattamento → processo di applicazione implica ricorso a capacità metacognitive, persona nell’ambiente di lavoro deve affrontare situazioni molto più articolate e difficili di quelle fronteggiate in formazione. Applicazione delle conoscenze → ostacoli di varia natura → adaptive performance → riuscire ad applicare le proprie conoscenze di fronte a nuovi compiti, fronteggiare diverse

situazioni transfer of training → applicazione delle conoscenze acquisite, compito differente rispetto a quello affrontato in formazione. Framework → contenuto di ciò che si trasferisce, aspetto temporale e spaziale. si definisce meglio l’oggetto di analisi che è stato configurato come processo di applicazione delle conoscenze senza una precisazione del tipo di conoscenze o contesto. Far transfer → la persona è impegnata ad affrontare due attività differenti tra apprendimento e applicazione , adattamento delle conoscenze acquisite. La persona applica ciò che ha appreso all’interno di una situazione differente. Sperimentare nella pratica ciò che ha appreso. Near transfer → la situazione di applicazione delle conoscenze non è dissimile da quella in cui sono state apprese. Maggiore è la specificità dell’apprendimento, modo di affrontare in modo approfondito l’oggetto di formazione. Similarità → due situazioni in cui la persona si ritrova ad operare nel near transfer hanno le stesse caratteristiche e grado di difficoltà. Compito o tipo di contesto. Il contenuto → procedura specifica che va applicata o serie di principi astratti che possono riguardare la capacità di risoluzione di problemi specifici. Area della conoscenza → dominio cui appartengono le conoscenze apprese e in cui vanno applicate. devono condividere diversi aspetti per un buon transfer. Contesto fisico → luogo fisico in cui avviene il transfer, se il luogo dell’apprendimento differisce o meno dal luogo in cui avviene il processo di trasferimento. Contesto sociale → come è avvenuto apprendimento delle conoscenze o abilità , in gruppo, in maniera individuale, l’applicazione individuale di ciò che si è appreso in gruppo può mostrare differenze rispetto a quando c’è la presenza del gruppo. Aspetto temporale → distanza temporale, separa il momento dell’apprendimento fino alla valutazione Contesto funzionale → quanto il contesto di applicazione di ciò che si è appreso è attinente a quello di apprendimento. Modalità → come un dato compito viene presentato: visivo, audio, scritto, pratico, verbale. Far transfer → soddisfa la diversità tra ciò che accade nel contesto di apprendimento e applicazione.

LEZIONE X PEDAGOGIA SPECIALE Teorie e modelli di interpretazione della relazione educativa nei contesti educativi - Parte Prima La relazione educativa → incontro che si realizza in un rapporto interpersonale tra i soggetti coinvolti che subiscono condizionamenti Relazione con l’educatore genitore o insegnante → aperta ad altre relazioni con persone, prodotti culturali, sociali, politici. Accogliere l’identità e la differenza come concetti base per un assetto comunicativo. Se l’educatore ha accolto l’educando si alimenta un rapporto di reciprocità, relazione educativa, scambio che avviene nel rispetto degli spazi del dare e ricevere. L’educatore deve cogliere l’effetto che la relazione ha sull’altro, fa esperienza del proprio limite e

Superare il legame tradizionale tra maestro e scolaro basato su una rigida demarcazione dei ruoli, trasmissione di un sapere lineare e unidirezionale. Ci devono essere invece interazioni reciproche, feedback comunicativi. Mutamento del modo di fare scuola → guardare agli esiti di lungo termine, apprendimento come morfogenesi, qualità intellettuali e morali della persona, disposizioni durevoli mentali e morali, dipendenti tra natura umana e ambiente. Acquisizione di abitudini astratte → deutero apprendimento, acquisire abitudini emotive e cognitive, disposizioni durature, assimilazione di conoscenze (protoapprendimento).

  1. alfabetizzazione primaria, assimilazione di contenuti → obiettivi formativi specifici
  2. alfabetizzazione secondaria → strategie cognitive e abitudini mentali, finalità educative generali, modificazione delle abitudini astratte favorisce lo sviluppo di intelligenza flessibile, dinamica, risolvere problemi in uno o più domini culturali
  3. abito mentale astratto → affrontare i continui cambiamenti a cui è soggetta la società odierna.

LEZIONE XI Teorie e modelli di interpretazione della relazione educativa nei contesti educativi - Parte Seconda Pragmatica → area di ricerca che studia le conseguenze della comunicazione sul comportamento e sulle relazioni tra i comunicanti. Una delle tre prospettive con sintassi e semantica → studiare la comunicazione umana sintassi e semantica → codifica, decodifica, significato trasmetto pragmatica → effetti della comunicazione sui comportamenti delle persone. La comunicazione segue delle regole precise e che ha effetti concreti sugli individui. I cinque assiomi della scuola di Palo Alto Il docente deve saper comunicare, ma come devono comunicare non viene insegnato loro. SI ritiene una cosa implicita del docente, gli allievi si devono trovare bene con lui e apprendere. Il docente non può fallire negli obiettivi di apprendimento. In realtà il docente ha i propri studi e bagaglio culturale, ma della tecnica di insegnamento non si sa quasi nulla, non si insegna ad insegnare, non è di tutti saper entrare e rimanere in sintonia con ragazzi immaturi e utilizzare empatia, virtù del docente, pazienza, delicatezza, dolcezza, fiducia nel futuro, capacità di sopportare frustrazioni, fantasiosità nel proporsi. I assioma - Non si può non comunicare La comunicazione è l’elemento specifico e saliente, solo con la comunicazione passano i contenuti e i valori dall’adulto e al ragazzo, contenuti dottrinali + esperienza di vita, linee fondamentali del modo di essere, ideologia di vita, credenza religiosa. L’insegnante deve far qualcosa per ovviare ai problemi dei ragazzi immaturi. II assioma - Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione aspetto di relazione → dà significato all’aspetto di contenuto, rappresenta il contesto della comunicazione. Relazione tra i comunicanti → difficoltà relazionali tra i comunicanti In una relazione che funziona senza intoppi si è più attenti al contenuto. In una comunicazione che presenta problemi i comunicanti sono intenti a definire i ruoli

tra di loro per preoccuparsi dei contenuti → comunicazione inefficace III assioma - La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura della sequenza di relazione tra i comunicanti Il punto di vista dei comunicanti sul contesto in cui si trovano determina il modo in cui la comunicazione stessa si svolge e si sviluppa. IV assioma - Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico linguaggio numerico verbale → logica astratta e convenzionale, descrivono in maniera adeguata la realtà, sono adeguati per trasmettere conoscenze e comunicare informazioni ma non riescono a dare il senso della relazione interpersonale, sono linguaggi astratti, freddi, legati al contenuto dei messaggi. linguaggio simbolico non verbale → non è in grado di esprimere significati complessi, forte grado di ambiguità. es. pianto di dolore, gioia, rabbia; sorridere per allegria, ironia, disprezzo. Diretta espressione delle nostre emozioni, stabilirsi della relazione stessa tra i comunicanti oltre il contenuto vero e proprio. V assioma - Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull'uguaglianza o sulla differenza. elasticità → collaborazione e integrazione rigidezza → competizione e squilibrio scambio complementare squilibrato per interessarsi ai veri problemi di crescita dell’allievo, il docente deve maturare un atteggiamento di fondo che comporta motivazioni importanti, medici e sacerdoti, vocazione a mettersi nei panni degli altri, a condividere.

LEZIONE XII Attività educative connesse ai cambiamenti culturali e degli stili di vita di adolescenti e giovani Rinvio artificiale dell’adolescenza, Ritardo nella maturità del soggetto. I primi medici definivano l’adolescenza come periodo critico, tempesta, stato disturbato, periodo di squilibrio psicologico. La percezione di inadeguatezza adolescenziale → abbandono del corpo infantile per acquisirne uno adulto. Compaiono i caratteri sessuali secondari e si raggiunge la maturità evolutiva. Tempesta ormonale che può mettere a disagio perché la società chiede di frenare le proprie pulsioni sessuali originando ansie e tensioni. Alcuni reagiscono nascondendo la nascente sessualità, per prolungare il più possibile la propria infanzia, altri possono esasperarla assumendo precocemente atteggiamenti da grandi per sentirsi adulti. Definizione della propria identità → abbandona il concetto di sé costruito sull’opinione dei genitori per sostitutirlo a una considerazione di sé derivata dai giudizi dei coetanei per la quale sono di fondamentale importanza l’aspetto fisico, l’attrazione sessuale e l’intelligenza. Società attuale → notevole complessità → diversi linguaggi che la contraddistinguono, scansione frenetica dei ritmi di vita. Intrusione dei mass media che veicolano messaggi e informazioni, lanciano inviti più o meno diretti a comportarsi in un altro modo. Un adolescente che non ha ancora sviluppato un buon senso critico si potrebbe conformare a mode, stili di vita, penalizzando le proprie necessità e individualità per paura di sentirsi troppo diverso dalla maggioranza ed essere escluso. La fretta e i mille impegni che scandiscono la

Sentimenti preoccupati che colorano i pensieri degli adulti di fronte agli adolescenti. Adolescenza → periodo di crisi, eccessi della soggettività, orgoglio, vanità ,edonismo, atteggiamenti di incoerenza di vita che a lungo andare lo sconcertano. Bisogni personali ed individuali, bisogni psicosociali profondi spesso opposti. Bisogno di sicurezza, il giovane è convinto di non essere accettato, amato, dubita delle proprie capacità, cerca approvazione, rifugio e sicurezza nel gruppo. Bisogno di indipendenza → l’adolescente si vuole emancipare dall’ambiente familiare negando l’autorità dei genitori per aderire agli ideali del gruppo al quale crede di appartenere. Non ne è convinto, ma il gruppo è costituito da elementi che hanno le sue stesse esigenze e combattono per gli stessi obiettivi. Volontà di decidere autonomamente unita alla categorica affermazione di assumersi le responsabilità, attenzione per evitare condizionamento, rifiuto del dovere religioso considerato un limite alla propria libertà. Anna Freud → adolescenza stato disturbato Crisi normativa, disorientamento per poi acquisire un’identità adulta Enfasi sugli aspetti problematici I risultati ottenuti dalle ricerche di ispirazione psicologica a partire dalla seconda metà degli anni 60 misero in discussione la concezione classica che caratterizzava l’adolescenza come periodo di crisi, conflitti e tensioni e la generalità dell’inquietudine e del disagio come caratteristica dell’adolescenza. Adolescenza → priva di inquietudini e conflitti L’adolescenza è effettivamente un periodo di grandi cambiamenti che comportano scelte impegnative e dolorose. Modello focale dell’adolescenza → gli adolescenti non riuscirebbero ad accettare i propri cambiamenti fisici, a separarsi dai genitori, imparare a stare coi coetanei, orientarsi tra sistemi di valori, se i compiti si proponessero simultaneamete e richiedessero di essere risolti nello stesso momento. Gli adolescenti possono affrontare senza drammi in modo efficace adattamenti e cambiamenti. L’adolescenza è vista come un percorso prolungato, non un periodo di crisi, ci sono confronti con una serie di passaggi e richieste. Compiti di sviluppo → problemi che l’adolescente incontra elemento costante e specifico è la ricerca dell’indipendenza → difficoltà che esistono per ogni adolescente, rapporto tra l’individuo e l’ambiente nel quale egli è inserito. Tutti gli adolescenti devono affrontarli per riuscire a diventare adulti.

LEZIONE XIV Dinamiche esclusive/inclusive all'interno dei gruppi e delle istituzioni formative Inclusione → disponibilità ad accogliere, riconoscimento del comune diritto alla diversità, che non è solo disabilità ma anche eterogeneità che diventa normalità. Il progetto guarda a tutti gli alunni e a tutte le potenzialità. Considera tutti gli alunni, globalità delle sfere educativa, sociale e politica. Si interviene prima sul contesto e poi sul soggetto. Favorisce un'interazione tra tutti gli attori. Scuola inclusiva → progetta per tutti, deve migliorare l’organizzazione perché nessun alunno sia sentito come non appartenente, come non pensato o non accolto. Le differenze sono alla base, non solo le differenze degli alunni ma anche differenze negli stili di insegnamento dei docenti. Non tutti gli insegnanti

insegnano con lo stesso stile. Didattica inclusiva → Le differenze vengono valorizzate e utilizzate per crescere come singoli e come gruppo, obiettivo è far raggiungere a tutti gli alunni il massimo grado di apprendimento e partecipazione sociale, valorizzando le differenze presenti nel gruppo classe. Metodologia partecipata e collaborativa, promuove la motivazione, cura il coinvolgimento, non lasciare indietro nessuno, sviluppa la capacità di autovalutazione. Prevenire → identificazione precoce di possibili difficoltà che se ignorate possono trasformarsi in handicap Motivare → considerare gli obiettivi di tipo motivazionale, atteggiamenti nei confronti dell’apprendimento e considerare il soggetto che apprende. Potenziare → imitazione nei processi di apprendimento, apprendimento cooperativo, a coppie o piccoli gruppi Valorizzare → il protagonismo degli allievi, l’alunno deve essere attivo, responsabile, valorizzare ciò che gli allievi sanno fare, dare attenzione al progetto di vita. Significatività → dare senso e significato al valore degli alunni, rendere significative le nuove esperienze Applicare un insegnamento apprendimento efficace ed efficiente → tenendo conto della pluralità dei soggetti e non nell’unicità del docente. Dare molta importanza alle relazioni Dare sostegno ampio e diffuso → capacità della scuola di rispondere alle diverse esigenze degli alunni di cui il sostegno individuale è solo una parte. Apprendimento come stile di vita, costante ricerca del bene comune, accoglienza deve essere una curiosità per il nuovo ogni giorno, riconoscimento delle differenze di genere. Insegnare ad alunni con tipologie diverse di difficoltà è un aspetto saliente del saper insegnare. Occorre conoscere molti strumenti didattici, metodi, modi di lavorare e organizzare la classe, processi per trasformarli, modificarli, per renderli adatti alle capacità di ciascuno. Integrazione → il progetto guarda al singolo, considera solo gli alunni disabili, ambiente educativo. Si interviene prima sul soggetto e poi sul contesto. Finalità compensatoria, agisce sui residui. Integrazione scolastica → sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, relazioni e socializzazione. L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento o disabilità varie. La progettazione educativa per alunni con disabilità deve essere costruita tenendo ben presente questa priorità. Particolari situazioni se non permettono la frequenza scolastica per tutto l’orario, bisogna programmare un intervento educativo e didattico rispettoso delle peculiari esigenze dell’alunno e finalizzato al miglioramento delle abilità sociale, potenziamento e sviluppo degli apprendimenti anche senza la presenza in classe. Centralità della progettazione educativa → sulla base del caso concreto e sue esigenze individua interventi equilibrati tra apprendimento e socializzazione. Programmazione personalizzata → alunno con disabilità nella scuola dell’obbligo Programmazione differenziata → alunno conseguimento attestato di frequenza. Diritto allo studio → successo formativo per tutti → attuare tutte le azioni per

professionale dei docenti. Strategie di reclutamento → necessità di riflettere la diversità della composizione sociale della comunità locale di riferimento. Insegnanti → superamento delle barriere all’apprendimento di tutti gli alunni, superamento della visione tradizionale dell’integrazione scolastica come metodo valido solo per una minoranza di alunni raggruppati in base alle differenze. Integrazione scolastica → compito collettivo, le diverse parti ognuno svolge un ruolo specifico. Valori e aree di competenza → formazione continua e aggiornamento professionale dei docenti. Sostegno di altri professionisti dell’istruzione, cultura, amministrazione scolastica per facilitare l’inclusione. Docenti e formatori → apprezzati come professionisti se c’è una cultura condivisa che promuove l’integrazione scolastica a tutti i livelli. Il Profilo non può essere applicato in maniera standardizzata. Supportare la formazione iniziale dei docenti, abilitazione all’insegnamento.

LEZIONE XVII Le principali prospettive di ricerca pedagogica e didattica su disabilità e bisogni educativi speciali - Prima Parte Il primo tema delle differenze che la pedagogia speciale ha il dovere di affrontare è la differenza che deriva dalla disabilità e dal deficit. Didattica speciale fare i conti con le differenze derivate dai bisogni educativi speciali. Scienza di ricerca che lascia aperta la prospettiva a ulteriori integrazioni. Oggetto di indagine prioritario è la disabilità e i bisogni educativi speciali. -Difficoltà nello sviluppo delle competenze, sfera delle relazioni, ambito familiare e relazionale BES → Difficoltà evolutiva in ambito educativo e apprenditivo espressa in un funzionamento, problematico per il soggetto in termini di ostacolo e stigma sociale. Capacità di risposta ai bes precisa e calibrata, che esige lavoro di rete, competenze, analisi. Considerazione positiva della persona con BES possedere riferimenti pedagogici precisi, i progressi e i risultati ottenuti possono considerarsi straordinari nella storia, nessuno è irrecuperabile. Fiducia nella potenzialità di ciascuna persona anche gravemente handicappata rompe schemi consolidati, rigidità scientifiche, ottusità. L’ottimismo e la fiducia da soli non bastano, ma si attivano percorsi di educazione, integrazione, riscatto. Ascoltare il possibile dietro l’apparente impossibile. Persona con BES deve essere considerata all’interno di trame che consentono un permanente dispiegarsi di autonomia, dipendenza inter soggettiva. Costruirsi della storia personale con dinamiche familiari, luoghi di vita, figure significative. Inderogabile esigenza di considerare le persone con BES fuori da qualunque stereotipo stigmatizzante. Sapere e saper fare → scelte consapevoli, orientarsi all’interno di dinamiche della società complessa. Conoscenze pedagogico didattiche, dell’handicap, emergenze, devianze. Storia dell’educazione, psicopatologie, riabilitazione fisica. Padroneggiare tecniche e strumentazione appropriata, momento fondamentale di processualità di spinte innovative. Integrare aggiungere a , creare nuove connessioni, favorire l’interazione.

LEZIONE XVIII Le principali prospettive di ricerca pedagogica e didattica su disabilità e bisogni

educativi speciali - Seconda Parte I principi che sono alla base del nostro modello di integrazione scolastica, assunto di riferimento per le politiche di inclusione in Europa e non solo, hanno contribuito a fare del sistema di istruzione italiano un luogo di conoscenza, sviluppo e socializzazione sottolineandone gli aspetti inclusivi. Ora il nostro Paese è in grado di considerare le criticità emerse e valutare la necessità di ripensare alcuni aspetti. Gli alunni con disabilità si trovano inseriti all’interno di un contesto sempre più variegato, discriminante tradizionale → alunni con / senza disabilità Modello ICF International classification of functioning → considera la persona nella sua totalità in prospettiva biopsicosociale. Analisi del contesto → individuare i bisogni educativi speciali dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni. L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento, disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. → special educational needs → 1) disabilità; 2) disturbi evolutivi specifici;

  1. svantaggio socio economico linguistico e culturale Complessità delle classi → sempre più evidente

C.M. n.8 del 6 Marzo 2013 La direttiva estende a tutti gli studenti con difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento richiamandosi ai principi enunciati dalla legge 53/2003. Percorso personalizzato → definire, monitorare, documentare le strategie di intervento più idonee e criteri di valutazione degli apprendimenti. Piano didattico personalizzato → strumento in cui si potranno includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Firmato dal dirigente scolastico, dai docenti e dalla famiglia, da includere apposita autorizzazione della famiglia. Alunni DSA → per quanto riguarda gli alunni in possesso di diagnosi con DSA, rilasciata da una struttura privata, si raccomanda di adottare misure previste dalla legge 170/2010. Alunni già sottoposti ad accertamenti diagnostici che non ancora ricevono la certificazione → permangono senza le tutele di cui avrebbero diritto. Risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni superiori ai 6 mesi → adottando un piano didattico personalizzato. Le certificazioni devono essere presentate entro il 31 marzo. Analisi delle criticità e punti di forza degli interventi di inclusione scolastica dell’anno appena trascorso, incrementare il livello di inclusività generale della scuola per l’anno successivo.