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pensiero documento shelling, Appunti di Filosofia

shelling shelling shelling pensiero

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 28/11/2023

sofia-isawi
sofia-isawi 🇮🇹

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SHELLING
Shell ling pur condividendo con gli altri esponenti dell’idealismo la medesima tensione verso
l’infinito, si differenzia da essi per l’affermazione della centralità della natura. Per lui, il principio
infinito creatore della realtà è l’assoluto, in cui spirito e natura, soggetto e oggetto vengono
conciliate in una superiore unità. essa infatti non viene più considerata come funzione dell’azione
dell’io (cioè non io) né unicamente come ostacolo che la coscienza pone sulla strada
dell’affermazione di sé e della propria libertà.
perciò il principio assoluto della filosofia ce l’indiana è costituito dall’unità indifferenziata di spirito
e natura, una posizione in cui si avverte l’eco del pensiero di giordano Bruno e di Spinoza che
ponevano panteisticamente la natura e Dio come originari e infiniti.
Shell ling in opposizione al soggetto Cantiano e all’Illuminismo, vuole dare autonomia
indipendenza e dignità alla natura. L’infinito è assorbito nella natura dunque nella natura lo spirito
si è addormentato e bisogna risvegliarlo.
L’assoluto è dunque per Shelling il principio infinito creatore della realtà ma non si identifica ne
con il soggetto né con oggetto ma si pone al di là di essi rivelandosi nella natura e nello spirito.
L’opera principale di Shell ling è il sistema dell’idealismo trascendentale (1800). Siamo in presenza
di un idealista puro e originale perché il suo assoluto è un’unità di io non io, soggetto e oggetto e a
questo punto la filosofia di Shell ling è suddivisibile in:
filosofia della natura; Che partendo dalla natura, quindi spirito visibile, giunge allo spirito, studia
proprio le forme con cui la spiritualità emerge dalla materia, essa parte dal livello di espressione
più elementare in cui la spiritualità è sommersa e nascosta ad esempio quello della meccanica
risalendo quindi ai fenomeni dell’elettricità e del magnetismo manifestandosi nelle forze di
attrazione e ripulsione arriva poi fino alla vita organica.
>> da qui ne consegue una visione organicistica e finalistica della natura, Organicistica perché la
natura è intesa come un grande organismo vivente che respira, finalistica perché vista come un
organismo in cui tutte le sue parti operano per lo sviluppo del tutto, in cui ogni parte del reale ha
senso solo in relazione al tutto e alle altre parti.
Filosofia dello spirito; in cui il filosofo intraprende il percorso inverso e quindi indaga il processo
attraverso cui il soggetto scopre la realtà, partendo dallo spirito (natura invisibile) giunge alla alla
natura. attraverso questo processo Shelling consegue quindi una piena conoscenza di sé che è
possibile individuare attraverso tre fasi:
1. passando dalla fase della sensazione passiva, in cui l’uomo acquisisce i dati empirici, alla fase
produttiva, in cui il soggetto si accorge di essere senzienti è consapevole
2. la fase della riflessione, in cui il soggetto riconosce sia se stesso che l’oggetto conoscitivo. In
questa fase lo spirito si sdoppia in soggetto che conosce e oggetto che viene conosciuto.
3. Fase della volontà, attraverso la quale il soggetto si distacca dagli oggetti diventando
indipendente e potendo concettualizzarli
Idealismo estetico
Shell ling introduce l’aspetto estetico dell’idealismo. Per il filosofo infatti l’organo conoscitivo più
elevato è l’arte che permette la comprensione dell’assoluto superando così le vie della razionalità,
un’attività in cui l’infinito viene colto nella sua unione con il finito.
L’arte è intuizione estetica ossia la capacità di penetrare l’infinito, attraverso le sue varie
espressioni, superando così le vie della razionalità. L’artista intuisce l’unità di finito e infinito quindi
la complicità tra soggettività e oggettività, mentre il filosofo concettualizzare e separa la realtà,
l’artista unifica tutto nell’armonia e nella bellezza. Per questo egli ha il primato sul filosofo, dal
momento che egli è in grado di cogliere l’unità della natura e dello spirito, quindi dell’assoluto.
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SHELLING

Shell ling pur condividendo con gli altri esponenti dell’idealismo la medesima tensione verso l’infinito, si differenzia da essi per l’affermazione della centralità della natura. Per lui, il principio infinito creatore della realtà è l’assoluto, in cui spirito e natura, soggetto e oggetto vengono conciliate in una superiore unità. essa infatti non viene più considerata come funzione dell’azione dell’io (cioè non io) né unicamente come ostacolo che la coscienza pone sulla strada dell’affermazione di sé e della propria libertà. perciò il principio assoluto della filosofia ce l’indiana è costituito dall’unità indifferenziata di spirito e natura, una posizione in cui si avverte l’eco del pensiero di giordano Bruno e di Spinoza che ponevano panteisticamente la natura e Dio come originari e infiniti. Shell ling in opposizione al soggetto Cantiano e all’Illuminismo, vuole dare autonomia indipendenza e dignità alla natura. L’infinito è assorbito nella natura dunque nella natura lo spirito si è addormentato e bisogna risvegliarlo. L’assoluto è dunque per Shelling il principio infinito creatore della realtà ma non si identifica ne con il soggetto né con oggetto ma si pone al di là di essi rivelandosi nella natura e nello spirito. L’opera principale di Shell ling è il sistema dell’idealismo trascendentale (1800). Siamo in presenza di un idealista puro e originale perché il suo assoluto è un’unità di io non io, soggetto e oggetto e a questo punto la filosofia di Shell ling è suddivisibile in: filosofia della natura; Che partendo dalla natura, quindi spirito visibile, giunge allo spirito, studia proprio le forme con cui la spiritualità emerge dalla materia, essa parte dal livello di espressione più elementare in cui la spiritualità è sommersa e nascosta ad esempio quello della meccanica risalendo quindi ai fenomeni dell’elettricità e del magnetismo manifestandosi nelle forze di attrazione e ripulsione arriva poi fino alla vita organica.

da qui ne consegue una visione organicistica e finalistica della natura, Organicistica perché la natura è intesa come un grande organismo vivente che respira, finalistica perché vista come un organismo in cui tutte le sue parti operano per lo sviluppo del tutto, in cui ogni parte del reale ha senso solo in relazione al tutto e alle altre parti. Filosofia dello spirito; in cui il filosofo intraprende il percorso inverso e quindi indaga il processo attraverso cui il soggetto scopre la realtà, partendo dallo spirito (natura invisibile) giunge alla alla natura. attraverso questo processo Shelling consegue quindi una piena conoscenza di sé che è possibile individuare attraverso tre fasi:

  1. passando dalla fase della sensazione passiva, in cui l’uomo acquisisce i dati empirici, alla fase produttiva, in cui il soggetto si accorge di essere senzienti è consapevole
  2. la fase della riflessione, in cui il soggetto riconosce sia se stesso che l’oggetto conoscitivo. In questa fase lo spirito si sdoppia in soggetto che conosce e oggetto che viene conosciuto.
  3. Fase della volontà, attraverso la quale il soggetto si distacca dagli oggetti diventando indipendente e potendo concettualizzarli Idealismo estetico Shell ling introduce l’aspetto estetico dell’idealismo. Per il filosofo infatti l’organo conoscitivo più elevato è l’arte che permette la comprensione dell’assoluto superando così le vie della razionalità, un’attività in cui l’infinito viene colto nella sua unione con il finito. L’arte è intuizione estetica ossia la capacità di penetrare l’infinito, attraverso le sue varie espressioni, superando così le vie della razionalità. L’artista intuisce l’unità di finito e infinito quindi la complicità tra soggettività e oggettività, mentre il filosofo concettualizzare e separa la realtà, l’artista unifica tutto nell’armonia e nella bellezza. Per questo egli ha il primato sul filosofo, dal momento che egli è in grado di cogliere l’unità della natura e dello spirito, quindi dell’assoluto.

secondo Shell ling inoltre l’opera d’arte contiene un senso ulteriore rispetto a quello previsto dall’artista, perché l’artista opera in base a competenze e abilità tecniche secondo scelte consapevoli. Di studio e di applicazione; dall’altro è sottoposto dall’influsso dell’ispirazione, si compone quindi di ispirazione inconsapevole ed esecuzione consapevole. la mano dell’artista viene quindi concepita come mano divina, l’arte ha dunque un divino compito perché il genio agisce incarnando l’assoluto ossia l’infinita attività di Dio, quindi il mondo.