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Corso di laurea: Educazione Artistica e all'immagine - Forma e composizione, Dispense di Arte

Informazioni e esercizi per il corso universitario di Scienze della formazione primaria intitolato 'Laboratorio Educazione Artistica e all'immagine'. Il tema principale è la 'buona forma' e la 'composizione' nelle immagini. Il documento include esercizi per riconoscere e applicare forme geometriche semplici e riconoscere le buone forme in un'immagine o opera d'arte.

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 18/01/2018

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potty2101 🇮🇹

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Arte, Immagine e percezione
visiva
III^PARTE
Prof.ssa Daniela Antonello
LM-85bis Corso di laurea magistrale a ciclo unico
in Scienze della formazione primaria
Laboratorio Educazione Artistica e all’immagine
cfu 1- ore 10
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Scarica Corso di laurea: Educazione Artistica e all'immagine - Forma e composizione e più Dispense in PDF di Arte solo su Docsity!

Arte, Immagine e percezione

visiva

III^PARTE

Prof.ssa Daniela Antonello LM-85bis Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria Laboratorio Educazione Artistica e all’immagine cfu 1- ore 10

LA BUONA FORMA

 (^) Fase del mapping  (^) Secondo la Gestalt, ci sono delle forme, definite "buone" , che sono percepite meglio e prima di altre.  (^) Il concetto di “ buona forma ” o, come dice Wertheimer, “buona gestalt”, è un concetto-chiave della teoria della percezione non facile a definirsi.  (^) Esso si può meglio precisare ricorrendo a concetti di semplicità, ordine, simmetria, regolarità ma soprattutto di coerenza strutturale e di carattere unitario dell'insieme.  (^) Il campo percettivo si struttura secondo unità e oggetti percettivi che risultino armonici, equilibrati, costruiti secondo il principio che tutte le loro parti «si appartengano» «si richiedano» reciprocamente, stiano bene insieme.

 (^) ...ma se si avvicinano e si mettono a contatto immediatamente si trasformano in due “altre” figure strutturate in modo diverso, tanto che risulta quasi impossibile risalire alle due forme di partenza.  (^) Nel nuovo insieme ogni linea va a fare parte del tutto che le è strutturalmente più congeniale e ci compare ben visibile l’occhio della zebra con la pelle rigata intorno  (^) La nuova figura è costruita secondo un principio coerente, le due parti si appartengono reciprocamente, stanno bene insieme, inoltre, in questo esempio, interviene anche l’esperienza e la conoscenza dell’animale ad aiutarci nel riconoscimento della forma 

 Consideriamo le due immagini b1 e b2. È più “naturale”

interpretarle come cornici nere o come un quadrato bianco su

un quadrato nero? In b1 prevale la prima interpretazione,

mentre in b2 prevale nettamente la seconda. Infatti, nelle due

situazioni, queste sono le soluzioni percettive più semplici ed

equilibrate: b2 sarebbe insolita come cornice, poiché molto

irregolare

b1 b

Fase di Applicazione

 Attività:

 Riconoscere, completare forme incomplete

 Scegliere forme corrispondenti a parti mancanti in

un’immagine (puzzle)

 Espandere forme coerenti partendo da parti di

immagini date.

 Usare le regole della buona forma nel disegnare,

dipingere, fotografare...

 Riconoscere le buone forme in un’immagine od opera

d'arte, come l’esempio sull’opera di F.Picabia,

Matrimonio di Funny

Prendere un acetato per la lavagna luminosa, porlo sopra alla figura e tracciare con un pennarello le linee che si seguono con gli occhi con maggior facilità. Riflettere: sono linee spezzate o linee curve? Si vedono prima i colori chiari o quelli scuri? Le forme rotonde, le quadrate o le rettangolari?

LA PREGNANZA E LA COMPOSIZIONE

 (^) Fase dei Saperi Naturali  (^) Prima di trattare l’argomento il docente, attraverso una serie di domande guidate, cercherà di far esplicitare agli allievi se:  (^) -gli oggetti che vengono percepiti presentano una costanza delle loro proprietà quali: la grandezza, il colore, la forma, anche se i contesti in cui sono posti sono diversi e anche se gli stimoli fisici che essi ci trasmettono variano di continuo;  (^) -qualsiasi oggetto che osserviamo, prima vicino a noi, e poi molto lontano, riusciamo a riconoscerlo sempre come lo stesso oggetto sia per dimensioni che per forma;   (^) - come mai, nei disegni dei bambini più piccoli, gli oggetti sono rappresentati delle stesse dimensioni sia che si trovino in primo piano, sia che si trovino sullo sfondo;  (^) - l’oggetto mentale corrisponde o meno all’oggetto reale

Fase del mapping  (^) Per capire la proprietà della costanza percettiva , proponiamo il seguente esercizio.  (^) Cerchiamo in una rivista una grande immagine fotografica, magari raffigurante l’arredamento di una stanza, in cui compaiano diverse cose squadrate: porte, tavoli, cassetti, scaffali, cucine a gas… Segniamo con una Q alcuni oggetti che ci sembrano a forma quadrata e con una R quelli che ci sembrano a forma di rettangolo (figg. A-B).  (^) Servendoci di una riga, poniamo sopra l’immagine un foglio trasparente, ricalchiamo i bordi degli oggetti segnati con una Q e con una R. Ricopiamo, sulle forme ricalcate, le stesse lettere segnate direttamente sull'immagine e controlliamo quanti sono realmente dei quadrati e quanti dei rettangoli, tenendo presente che gli angoli di quadrati e rettangoli sono tutti di 90°.  (^) Scopriremo facilmente come, fra tutte le figure contornate, forse non ce ne sarà nemmeno una che sia davvero un quadrato o un rettangolo;  (^) le figure geometriche contornate risulteranno più simili a romboidi, losanghe, trapezi piuttosto che a quadrati e rettangoli.  (^) Questi ultimi, che ci era sembrato di vedere nell'immagine, sono esistiti solo nella nostra mente.

 Tra immagini retiniche e immagini mentali esistono

differenze notevoli.

 Se proviamo ora a cercare intorno a noi queste forme

(sui pavimenti, muri, libri ecc.) ci accorgeremo che il

nostro cervello interpreterà le losanghe e i trapezi

che si formeranno nella nostra retina come quadrati

e rettangoli; ossia, cercherà di dare alle immagini

retiniche un significato costante : cioè interpreterà,

per sua esperienza, le varie forme irregolari come

fossero davvero quadrati e rettangoli.

 Questo principio di costanza percettiva induce

il nostro cervello a conservare costanti, cioè

sempre uguali, le dimensioni, le forme e i colori

degli oggetti, anche se la loro immagine

retinica è diversa.

 E’ importantissimo, con opportuni esercizi, abituarci

a tener conto che esistono delle differenze tra ciò

che i nostri occhi vedono realmente e ciò che

“pensiamo” di vedere in modo che, quando

passiamo dalla “lettura” delle immagini alla

“produzione” delle stesse, possiamo tenerne conto

per ottenere raffigurazioni il più vicine possibili alla

percezione reale.

 E’ altresì indispensabile capire che il punto di

vista secondo cui è costruito un messaggio

visivo determina il significato dello stesso

 Sono inoltre utili tutti

gli esercizi di disegno

dal vero di un

soggetto posto molto

vicino e poi via via

sempre più lontano,

ridisegnandolo

rispettando i

cambiamenti delle

grandezze, delle luci

e dei colori.

 (^) Fase di transfer  (^) Partendo da un quadro famoso come L’attesa di Felice Castrati, usando una mascherina di cartoncino nero, nella quale sarà stata ritagliata una finestrella rettangolare al centro, restringere il campo visivo ad alcuni elementi, riproducendoli poi su di un foglio da disegno più grande, rispettando le proporzioni date dall’inquadratura; oppure espandere la scena, aggiungendo elementi a proprio piacimento, con attenzione nel mantenere il tipo di segno e di colore dell’artista.

 (^) Esistono, nella composizione dell’immagine, sia essa pittorica, grafica o fotografica, alcuni criteri importanti secondo i quali studiare la distribuzione delle forme all’interno dello spazio che si ha a disposizione, che naturalmente influisce sulla scelta distributiva, che sono:

-il peso e l’equilibrio

-la regola dei terzi

-la direzione ed il movimento

-la prospettiva  (^) -il ritmo e la modularità  (^) -la simmetria

-la luce e l’ombraI c riteri compositivi

il peso e l’equilibrio

L'equilibrio è quella condizione in cui tutti i

fattori, come la forma, la direzione e la

collocazione si determinano

vicendevolmente in modo da dare al tutto un

carattere di necessità in tutte le sue parti.

Invece una composizione sbilanciata dà la

sensazione di accidentalità, di transitorietà,

di instabilità ...

W. MORO, Didattica della comunicazione visiva, La Nuova Italia, Firenze, 1985, pag.