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evoluzione storica permessi d'inquinamento: green finance
Tipologia: Dispense
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Lezione 5-bis (parte 2 lezione 11/03) Quindi abbiamo capito cosa c’è dietro al cambiamento climatico e cosa c’è dietro a tutti i problemi legati alle negoziazioni ambientali internazionali. Ora iniziamo a parlare di uno strumento che è utilizzato in modo crescente nel fronteggiare il fenomeno del cambiamento climatico. Quindi in questa parte del corso parliamo di mercati verdi e in particolare parliamo di permessi negoziabili di inquinamento con riferimento al cambiamento climatico con riferimento all’ue. nel contempo parleremo anche come questo tipo di sistemi venga applicato al di fuori dell’unione europea e di come si applichi anche ad altri tipi di inquinamento e non solo al cambiamento climatico. RIASSUNTO PRECEDENTE LEZIONE PAG 1….6: quando abbiamo introdotto il meccanismo dei permessi negoz di inqu abbiamo detto che questo meccan è basato sull’idea che viene fissato un obbiettivo di inquinamento, si distribuiscono o meno i permessi(avevamo visto che c’erano due sistemi:
è nel settore manifatturiero. Quindi è il singolo impianto che commercia i permessi nel sistema europeo di permessi) e gli impianti poi possono distribuirli tra loro. Se prendiamo i dati (vedi pag 9) questo grafico rappresenta le emissioni di gas effetto serra coinvolte nel sistema europeo nel 2019. Come vediamo questo è misurato in milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. L’idea è che quando si fanno queste misure, siccome i gas serra sono tanti(non è solo CO2 ma c’è il metano, i floruro carburi etc),si prendono tutte queste emissioni, si traducono tutte in CO2 equivalente e poi si fa la somma;la gran parte delle emissioni di CO2 veniva dalla combustione di combustibili fossili per la produzione di energia(ma anche cemento, raffinerei, ferro, acciaio, chimico, carta, altri metalli etc). questo ci da un’idea un po' di come sono suddivise le emissioni dell’impianti che nel 2019 erano coinvolti nel sistema europeo nel emission trading (in europa: anche il grafico pag 9 è riferito all’europa). PAG 10,11,12: Come avviene l’allocazione iniziale dei permessi nell’unione europea? Dipende dal periodo. La direttiva europea del mission trading è entrata in vigore nel 2005. Nel 2005 i permessi erano dati quasi tutti gratis; nella direttiva originaria erano previsti diversi periodi: c’era un primo periodo di prova (dal 2005 al 2007) e poi periodi di 5 anni(poi diventati 7) dopo il 2008. Andiamo a vedere come funziona il sistema. Nel primo periodo di prova dal 2005 al 2007 il sistema funzionava in modo particolare: questo sistema era un grosso passo e quindi implicava la necessità che i paesi membri dell’ue accettassero il sistema. È bene ricordare che all’inizio del 2000 era stato introdotto l’euro. Quindi i paesi europei avevano già dovuto rinunciare ad enorme quota/fetta della propria sovranità nazionale. Quindi nel 2003 quando venne introdotta la direttiva si stava chiedendo ai paesi non solo di rinunciare alla politica monetaria ma anche di rinunciare alla politica climatica. Per favorire questo, si decise di procedere per gradi e quindi nei primi periodi la commissione europea disse: ok, introduciamo la direttiva, introduciamo questo sistema di inqu a livello europeo ma voi paesi almeno fino al 2012 manterrete i controllo sulle emissioni nazionali. Quindi l’obbiettivo europeo di inqu da CO2 in realtà non venne deciso dall’europa ma venne deciso dai singoli paesi, cioè ogni paese mandava alla commissione europea un documento in cui diceva quanti permessi davano a ciascun impianto nazionale e spiegava perché quella fare quella cosa era compatibile con il protocollo di kyoto. Quindi non c’era un'unica entità (europa) che diceva: le emissioni totali europee di CO2 per il 2005 sono mille ma c’era: l’italia che diceva per me saranno 70, la spagna diceva che per lei saranno 90,la francia decide 110 etc. Il CAP aggregato europeo era la somma delle emissioni consentite e dei permessi distribuiti da ciascun paese. Quindi ciascun paese mandava un piano nazionale di permessi da distribuire agli impianti nazionali e poi la commissione europea doveva , secondo condizioni riportate nella direttiva, approvare o non approvare i piani.
vicino al costo marginale, tutto era molto fedele a quanto prevedeva la teoria economica: il prezzo di equil dei permessi era più o meno uguale al costo marginale di riduzione della CO2. Pertanto il sistema stava funzionando. Man mano che passava il tempo(addirittura nel 2006) quando il sistema acquisiva ancora maggiore credibilità(addirittura fino a marzo) il prezzo arrivò a 35 euro a tonnellata di CO2. Quindi ancora meglio, il sistema stava funzionando molto bene. Ma cosa successe ad aprile del 2006? Il sistema europeo funziona così: se tu hai fatto 100 unità di emissioni nel 2005, devi entro il 31/ dell’anno successivo(in questo caso 2006) devi andare dalla commissione europea e consegnare una quantità di permessi uguale alle emissioni che tu hai fatto(hai emesso 100 nel 2005? Entro marzo del 2006 devi consegnare 100 permessi alla comm europea. Come fai? O te li hanno dati all’inizio oppure li compri(o se ne hai di più dei 100 di inquin fatto li puoi vendere)). Cosa successe? Alla fine di marzo del 2006 la commissione europea sapeva quante emissioni erano state fatte e quanti permessi erano stati restituiti, così fece i conti e pubblicò sul suo sito un rapporto che mostrava quante emissioni erano state fatte, quanti permessi erano stati distribuiti e quanti permessi erano stati restituiti. Il numero di permessi restituiti era tale per cui la commissione europea era contenta che che le imprese si erano comportate bene(avevano quasi tutti restituito una quantità di permessi uguale alle emissioni fatte) però quello che venne fuori è che quando si pubblicò il primo rapporto ci fu il crollo del prezzo ; cioè nel mese di aprile/maggio 2006 il prezzo andò da 35 a 10 euro a tonnellata. Ma perché? Poiché c’erano troppi permessi in giro. L’aver lasciato ai singoli paesi la scelta di quanti permessi dare agli impianti nazionali innescò il FREE-RIDING. (c’è anche chi dice che le imprese si comportarono meglio di quanto previsto ma un crollo di questo tipo del prezzo si spiega solo con un eccesso di offerta significativo). Quando fu pubblicato il rapporto tutti scoprirono che c’era un eccesso di offerta e il prezzo crollò; ciò fu aggravato dal fatto che nel primo periodo il banking non era consentito quindi i permessi distribuiti tra il 2005 e il 2007 non potevano essere usati dopo la fine del 2007 e quindi alla fine del 2007 il prezzo andò a 0 perché a ottobre 2007 un permesso di inquinamento che non poteva essere usato nel 2008 era carta straccia. Quindi la linea grigia che è il prezzo spot dei permessi andò a 0, il prezzo dei future (linea blu) non andò a 0 perché la commissione disse: vabe, nel primo periodo abbiamo scherzato ma sappiate che 1) abbiamo obbiettivi molto ambizioni per il 2020 in termini di riduzione della CO2 e 2) nel secondo periodo la commissione europea sarà molto più stringente nel controllare che i piani nazionali siano coerenti con il protocollo di kyoto. Infatti nel secondo periodo cosa succede? La direttiva del 2003 resta in vigore fino al 2009 e quindi rimane in vigore fino alla fine del protocollo di kyoto(2012) però la commissione disse: signori, noi nel secondo periodo noi controlleremo! Non faremo come nel primo periodo; nel primo periodo la commissione europea disse che i piani nazionali andavano bene tutti perché aveva fretta di attuare il tutto. Poi ora nel secondo periodo usiamo una maggiore stringenza nei controlli da parte della comm europea portò ad un prezzo più alto dei permessi. Noto che guardando pag 12 , nel 2007 i future per i permessi del periodo 2008/2012 sono a un livello più alto proprio grazie al fatto che la comm europea avrebbe fatto più controlli. Poi però cosa successe al prezzo dei permessi? Quello che successe è che il prezzo spot dei permessi andò giù di nuovo perché ci fu la crisi finanziaria (prima la crisi finanz del 2008 e poi la crisi del debito sovrano nel
Poi chiaramente c’è il SISTEMA DI ASSEGNAMENTO GRATUITA che è prorogato fino al 2030. E poi ci sono le ASSEGNAZIONI AI SINGOLI IMPIANTI possono essere adattate ogni anno per (il sistema è rigido ma non troppo. È flessibile se necessario. Se c’è qualcosa di straordinario che succede, un impianto può sempre richiedere un adeguamento dei propri permessi). Ultima cosa: come anticipato, per evitare che il prezzo dei permessi fluttuasse eccessivamente quello che si è fatto è stato istituire la cosiddetta RISERVA DI STABILITA’ DI MERCATO. Come funziona? Funziona così: quando la commissione europea si è accorta che il prezzo dei permessi erano troppo bassi ha stabilito di togliere dei permessi del mercato uno tantum in modo da ridurre l’eccesso di offerta; questo sistema ha avuto un impatto perché ha stabilizzato il prezzo. Dopodichè ha introdotto un sistema in cui ogni anno la commissione pubblica (entro il 15 maggio) quante quote ci sono in circolazione e sulla base del numero di quote in circolazione fa questo: se ci sono troppe quote in circolazione alcune quote vengono sottratte dal mercato e messe da parte, se invece le quote sono troppo poche, una parte delle quote che sono state messe da parte in anni precedenti viene reimmessa sul mercato. Perché? Perché quando ci sono troppe quote si presuppone che il prezzo sia andato troppo in basso e togliendo quote dal mercato si sostiene il prezzo. Mentre invece quando il prezzo va troppo verso l’alto si presuppone perché ci siano troppo poche quote sul mercato, c’è un eccesso di domanda e quindi la reimmissione di quote sul mercato guida il prezzo verso il basso. In questo modo si crea sostanzialmente una banda di oscillazione per il prezzo dei permessi per evitare che vada troppo in alto o troppo in basso. Come fa la commissione europea a togliere o mettere quote? non è che va in giro a togliere quote dai portafogli delle singole imprese ma se in un anno ci sono troppe quote, nell’anno successivo vengono tolti dei permessi che vengono dati all’asta. (quindi supponiamo che la comm europea dica : ci sono 5000 quote in giro. Sono troppe, ne devo togliere