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Analisi opere di Picasso: -Natura morta con sedia impagliata -Ritratto di Ambrosie Vollard Analisi opera di Braque: -Il violino e la brocca
Tipologia: Appunti
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Ritratto di Ambrosie Vollard di Picasso (olio su tela, 1909/1910).
Ambroise Vollard è stato uno dei maggiori galleristi e mercanti d’arte parigini nel periodo tra fine Ottocento e inizio Novecento. La sua attività è stata molto importante per consentire la conoscenza e la diffusione di molti artisti del periodo postimpressionista e delle avanguardie storiche. In contatto quindi con grandi talenti, di lui ci rimangono numerosi ritratti, tra cui uno eseguito da Picasso che, se confrontato con le foto di Vollard, appare straordinariamente somigliante, pur con una tecnica di realizzazione molto poco ortodossa per un ritratto. Siamo, ovviamente, nel periodo del cubismo analitico, e lo stile di Picasso si riconosce soprattutto per queste numerose sfaccettature. I suoi quadri appaiono un po’ come un’immagine riflessa in uno specchio rotto, i cui frammenti riflettono porzioni dell’immagine da diverse angolazioni, ma che riescono a comporsi lo stesso nel nostro occhio per farci capire qual è la cosa riflessa dallo specchio in frantumi. I colori sono ridotti a poche tonalità spente (grigio, ocra) e utilizza la tecnica divisionista. Il colore fuoriesce dai margini, il che crea ancora più confusione. Il personaggio e lo sfondo sono messi sullo stesso piano, all'interno di una composizione frastagliata. Osservando il dipinto si può notare come l'artista abbia voluto mettere in risalto solo le caratteristiche più significative del soggetto, per consentire all'osservatore di scavare nella psicologia del modello; infatti Picasso mira più al contenuto che all'apparenza. Osservando attentamente il dipinto si possono notare dei particolari, che non emergono immediatamente: una bottiglia in alto a sinistra, un libro in alto a destra, un bottone, il fazzoletto nel taschino e al centro, il giornale aperto.
Natura morta con sedia impagliata di Picasso (olio su tela 1912).
Sempre al fine di radicare nella realtà la propria pittura, Picasso adotta la tecnica del collage, cioè dell’incollaggio sulla tela di materiali eterogenei che saranno in grado, meglio di qualsiasi pittura, di richiamare direttamente alla mente gli oggetto reali in quanto reali essi stessi. Uno dei primi e più famosi collage di Picasso è la Natura morta con sedia impagliata, del 1912. L’artista rappresenta l’interno di un bar, o meglio condensa in uno spazio assai ristretto una serie di oggetti tipicamente presenti in un bar: un quotidiano, una pipa, un bicchiere, una fetta di limone, una sedia. Il formato stesso della tela, un ovale circondato da una corda, fa pensare al piano di un tavolino visto dall’alto, ma è soprattutto la sedia ad attirare il nostro sguardo. L’artista non l’ha dipinta in prospettiva, né ha voluta mostrarla nell’insieme, con gambe e spalliera: Picasso ha semplicemente incollato sulla superficie del dipinto un ritaglio di tela cerata, la cui lavorazione riproduce fedelmente l’impagliatura delle sede di un tempo. Ciò che primo impatto potrebbe sembrare un gioco, ad un’attenta analisi l’operazione è estremamente colta e raffinata. La finta paglia riprodotta sulla tela cerata sta a rappresentare una sedia vera. Dunque il soggetto (la paglia) è falso, ma il materiale (la tela cerata) è vero. Entrambi però sono falsi quando vogliono rappresentare una sedia. In questo modo l’artista distrugge ogni illusionismo pittorico dimostrando con acuta ironia quanto labile sia la differenza tra realtà e rappresentazione.
Il violino e la brocca di Braque (olio su tela, 1910).
È una delle opere più significative del cubismo analitico e infatti un primo sguardo non consente di distinguere forme note e definite nel dipinto; infatti, bisogna prima abituare l’occhio alla frammentazione e all’opacità delle figure. Più o meno al centro della composizione, spostata leggermente verso sinistra, c’è una bracco e sotto di essa un violino poggiato su un tavolo quadrato sul quale sta anche la brocca; in alto vediamo un foglio con l’angolo piegato e sulla parete di desta una cornice orizzontale. La prospettiva è totalmente assente e il taglio è più fotografico, i colori smorti esprimono malinconia e lo spazio sembra interagire con gli oggetti in esso.