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Plasmidi e trasposoni, Appunti di Microbiologia

Appunti di lezione di microbiologia

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 26/02/2026

helen-ambrosini
helen-ambrosini 🇮🇹

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LEZIONE 9 PLASMIDI e TRASPOSONI
Il genoma batterico è suddiviso in 2 componenti fondamentali:
1)CROMOSOMA(contiene geni essenziali che codificano funzioni essenziali per il
funzionamento della cellula), generalmente abbiamo un singolo cromosoma circolare
(può essere anche lineare) essendo organismi aploidi, proporzionale alle interazioni
del microrganismo con l’ambiente (un genoma più grande svolge più funzioni rispetto a
un genoma ridotto), è superavvolto all’interno della cellula, replicazione bidirezionale
(ovvero presenza di 2 forcelle che separano il cromosoma a partire da una reazione di
origine che prende il nome di Ori C)
2)ELEMENTI EXTRACROMOSOMICI MOBILI (contengono geni accessori non
essenziali per la cellula, che possono trarre un vantaggio alla cellula), ovvero i
PLASMIDI, ELEMENTI TRASPONIBILI, PROFAGI…
PANGENOMA (pan=insieme): racchiude l’insieme dei geni in una determinata specie
(genoma “core” + genoma “accessorio”), il genoma core (centrale) è uguale all’interno
di tutta la specie (presente in tutti i ceppi della stessa specie), ciò che differenzia un
individuo da un altro è il genoma accessorio (presente in uno o più ceppi ma non in
tutti di una determinata specie)
PLASMIDI, nel corso della storia la parola plasmide acquisì nuove definizioni, in
origine il termine plasmide fu coniato per primo da Joshua Lederberg, per indicare
qualsiasi elemento genico extracromosomico stabilmente mantenuto, non vi era una
distinzione netta quindi tra elementi di origine procariotica o eucariotica (mitocondri,
cloroplasti, particelle fagiche ecc…), ma con l’introduzione delle tecniche di
clonaggio, la definizione di plasmide venne corretta con “piccoli elementi di dna
circolare”, anche se quest’ultima ancora risulta limitante in quanto le dimensioni dei
plasmidi variano, esistono alcune categorie che prendono il nome di mega plasmidi,
si cercò quindi una definizione funzionale quindi i plasmidi codificano funzioni
accessorie per la vita della cellula
METODO DI ESTRAZIONE DEI PLASMIDI (metodo classico, ormai obsoleto
grazie ai kit già pronti)
In gradiente di cloruro di cesio in presenza di bromuro di etidio, si possono
separare i plasmidi, come molecole di DNA covalente chiuso (lisi osmotica)
REPLICAZIONE PLASMIDICA (i plasmidi sono repliconi autonomi in quanto
anche loro hanno un'origine di replicazione Ori V “vector”), da questa origine di apre la
doppia elica in maniera o unidirezionale o bidirezionale (presenza di 2 forcelle
replicative che partono da entrambe le estremità) prende il nome di REPLICAZIONE
THETA (θ) perchè durante la replicazione ricorda la lettera greca, presentano anche
un’altra origine che prende il nome di Ori T “transfert”, questo tipo di replicazione è
detto a “circolo rotante”, quando una cellula si duplica il plasmide si replica per
trasferire alla cellula “ricevente” il plasmide della cellula “donatrice”
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LEZIONE 9 PLASMIDI e TRASPOSONI

Il genoma batterico è suddiviso in 2 componenti fondamentali:

  1. CROMOSOMA (contiene geni essenziali che codificano funzioni essenziali per il funzionamento della cellula), generalmente abbiamo un singolo cromosoma circolare (può essere anche lineare) essendo organismi aploidi , proporzionale alle interazioni del microrganismo con l’ambiente (un genoma più grande svolge più funzioni rispetto a un genoma ridotto), è superavvolto all’interno della cellula, replicazione bidirezionale (ovvero presenza di 2 forcelle che separano il cromosoma a partire da una reazione di origine che prende il nome di Ori C )
  2. ELEMENTI EXTRACROMOSOMICI MOBILI (contengono geni accessori non essenziali per la cellula, che possono trarre un vantaggio alla cellula), ovvero i PLASMIDI, ELEMENTI TRASPONIBILI, PROFAGI…

PANGENOMA (pan=insieme): racchiude l’insieme dei geni in una determinata specie (genoma “ core ” + genoma “ accessorio ”), il genoma core (centrale) è uguale all’interno di tutta la specie (presente in tutti i ceppi della stessa specie), ciò che differenzia un individuo da un altro è il genoma accessorio (presente in uno o più ceppi ma non in tutti di una determinata specie)

PLASMIDI , nel corso della storia la parola plasmide acquisì nuove definizioni, in origine il termine plasmide fu coniato per primo da Joshua Lederberg, per indicare qualsiasi elemento genico extracromosomico stabilmente mantenuto, non vi era una distinzione netta quindi tra elementi di origine procariotica o eucariotica (mitocondri, cloroplasti, particelle fagiche ecc…), ma con l’introduzione delle tecniche di clonaggio , la definizione di plasmide venne corretta con “piccoli elementi di dna circolare”, anche se quest’ultima ancora risulta limitante in quanto le dimensioni dei plasmidi variano, esistono alcune categorie che prendono il nome di mega plasmidi , si cercò quindi una definizione funzionale quindi i plasmidi codificano funzioni accessorie per la vita della cellula

METODO DI ESTRAZIONE DEI PLASMIDI (metodo classico, ormai obsoleto grazie ai kit già pronti) In gradiente di cloruro di cesio in presenza di bromuro di etidio , si possono separare i plasmidi, come molecole di DNA covalente chiuso (lisi osmotica)

REPLICAZIONE PLASMIDICA (i plasmidi sono repliconi autonomi in quanto anche loro hanno un'origine di replicazione Ori V “vector”), da questa origine di apre la doppia elica in maniera o unidirezionale o bidirezionale (presenza di 2 forcelle replicative che partono da entrambe le estremità) prende il nome di REPLICAZIONE THETA (θ) perchè durante la replicazione ricorda la lettera greca, presentano anche un’altra origine che prende il nome di Ori T “transfert”, questo tipo di replicazione è detto a “ circolo rotante ”, quando una cellula si duplica il plasmide si replica per trasferire alla cellula “ricevente” il plasmide della cellula “donatrice”

4 CATEGORIE DI PLASMIDI:

  1. PLASMIDI CONIUGATIVI , plasmide F (fertility) contiene il “fattore fertilità”, tramite la produzione di pili coniugativi permette la coniugazione batterica
  2. PLASMIDI R , possiedono geni per la resistenza agli antibiotici
  3. PLASMIDI COL , dotati di geni che codificano batteriocine proteine che uccidono altri batteri come le Colicine
  4. PLASMIDI DI VIRULENZA , possiedono geni che codificano fattori di virulenza

COME FA UN PLASMIDE DI PICCOLE DIMENSIONI A TRAMANDARSI TRA UNA

CELLULA ALL’ALTRA?

Alcuni plasmidi sintetizzano due proteine ParA e ParB che mantengono il plasmide al centro delle cellule in divisione finché il processo non si è concluso ( SISTEMA PAR )

Un’altra strategia risiede nella capacità di alcuni plasmidi (plasmide F) di produrre una tossina (proteina CcdB ) che uccide le cellule che non hanno ereditato il plasmide e assieme ad esso quindi un’immunità alla tossina ( antitossina CcdA inibisce CcdB), così il plasmide riesce a continuare la sua crescita all’interno della popolazione ( TOSSINE )

PLASMIDI ad ALTO NUMERO DI COPIE , hanno due modalità di ripartizione:

  1. STOCASTICA (casuale)
  2. ATTIVA , plasmidi riconosciuti da una proteina che forma delle coppie di plasmidi (struttura DNA-proteina-DNA), questa struttura si posizione sul sito di divisione della cellula garantendo la corretta trasmissione dei plasmidi

ELEMENTI TRASPONIBILI , sono entità genetiche mobili, in grado di cambiare localizzazione del replicone in cui sono inseriti o di saltare su altri repliconi presenti sulla cellula, sono divisibili in 3 classi:

  1. Sequenze di inserzione o IS , sono piccoli segmenti di dna che codificano le funzioni che ne promuovono la mobilità
  2. Trasposoni , divisibili in semplici e composti, codificano funzioni accessorie che conferiscono un particolare fenotipo all’ospite (antibiotico resistenza)
  3. Batteriofagi trasponibili

MECCANISMI DI TRASPOSIZIONE 1)TRASPOSIZIONE CONSERVATIVA / SEMPLICE (IS10) E’ un processo di tipo taglia e incolla che prevede la rimozione precisa dell’ elemento trasponibile dal suo sito donatore e la sua reintegrazione in un nuovo sito (sito bersaglio) senza che avvenga la replicazione del DNA trasposto, dunque il numero di copie del trasposone rimane invariato, la trasposasi induce un taglio sfalsato di pochi nucleotidi sui due filamenti del DNA e taglia le due estremità del trasposone a livello dei siti di giunzione, generando su ognuno di questi un OH- libero , rendendo possibile il legame tra trasposone e DNA