

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti di lezione di microbiologia
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Il genoma batterico è suddiviso in 2 componenti fondamentali:
PANGENOMA (pan=insieme): racchiude l’insieme dei geni in una determinata specie (genoma “ core ” + genoma “ accessorio ”), il genoma core (centrale) è uguale all’interno di tutta la specie (presente in tutti i ceppi della stessa specie), ciò che differenzia un individuo da un altro è il genoma accessorio (presente in uno o più ceppi ma non in tutti di una determinata specie)
PLASMIDI , nel corso della storia la parola plasmide acquisì nuove definizioni, in origine il termine plasmide fu coniato per primo da Joshua Lederberg, per indicare qualsiasi elemento genico extracromosomico stabilmente mantenuto, non vi era una distinzione netta quindi tra elementi di origine procariotica o eucariotica (mitocondri, cloroplasti, particelle fagiche ecc…), ma con l’introduzione delle tecniche di clonaggio , la definizione di plasmide venne corretta con “piccoli elementi di dna circolare”, anche se quest’ultima ancora risulta limitante in quanto le dimensioni dei plasmidi variano, esistono alcune categorie che prendono il nome di mega plasmidi , si cercò quindi una definizione funzionale quindi i plasmidi codificano funzioni accessorie per la vita della cellula
METODO DI ESTRAZIONE DEI PLASMIDI (metodo classico, ormai obsoleto grazie ai kit già pronti) In gradiente di cloruro di cesio in presenza di bromuro di etidio , si possono separare i plasmidi, come molecole di DNA covalente chiuso (lisi osmotica)
REPLICAZIONE PLASMIDICA (i plasmidi sono repliconi autonomi in quanto anche loro hanno un'origine di replicazione Ori V “vector”), da questa origine di apre la doppia elica in maniera o unidirezionale o bidirezionale (presenza di 2 forcelle replicative che partono da entrambe le estremità) prende il nome di REPLICAZIONE THETA (θ) perchè durante la replicazione ricorda la lettera greca, presentano anche un’altra origine che prende il nome di Ori T “transfert”, questo tipo di replicazione è detto a “ circolo rotante ”, quando una cellula si duplica il plasmide si replica per trasferire alla cellula “ricevente” il plasmide della cellula “donatrice”
Alcuni plasmidi sintetizzano due proteine ParA e ParB che mantengono il plasmide al centro delle cellule in divisione finché il processo non si è concluso ( SISTEMA PAR )
Un’altra strategia risiede nella capacità di alcuni plasmidi (plasmide F) di produrre una tossina (proteina CcdB ) che uccide le cellule che non hanno ereditato il plasmide e assieme ad esso quindi un’immunità alla tossina ( antitossina CcdA inibisce CcdB), così il plasmide riesce a continuare la sua crescita all’interno della popolazione ( TOSSINE )
PLASMIDI ad ALTO NUMERO DI COPIE , hanno due modalità di ripartizione:
ELEMENTI TRASPONIBILI , sono entità genetiche mobili, in grado di cambiare localizzazione del replicone in cui sono inseriti o di saltare su altri repliconi presenti sulla cellula, sono divisibili in 3 classi:
MECCANISMI DI TRASPOSIZIONE 1)TRASPOSIZIONE CONSERVATIVA / SEMPLICE (IS10) E’ un processo di tipo taglia e incolla che prevede la rimozione precisa dell’ elemento trasponibile dal suo sito donatore e la sua reintegrazione in un nuovo sito (sito bersaglio) senza che avvenga la replicazione del DNA trasposto, dunque il numero di copie del trasposone rimane invariato, la trasposasi induce un taglio sfalsato di pochi nucleotidi sui due filamenti del DNA e taglia le due estremità del trasposone a livello dei siti di giunzione, generando su ognuno di questi un OH- libero , rendendo possibile il legame tra trasposone e DNA