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Plinio il Giovane - Latino, Sintesi del corso di Latino

Riassunto vita ed opere di Plinio il Giovane

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 12/03/2018

colantoni-massimo
colantoni-massimo 🇮🇹

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PLINIO IL GIOVANE: l’oratoria e l’epistolografia
Gaio Cecilio Plinio nacque a Como nel 61 o nel 62 d.C. Nipote di Plinio il Vecchio, rimasto orfano
del padre, fu adottato dallo zio Plinio il Vecchio il quale lo lasciò dopo la sua morte erede di
possedimenti in Etruria e in Campania. Questa ricca eredità gli consente di studiare a Roma e
formarsi alla scuola di retorica di Quintiliano, il più illustre retore dell’epoca. Fece una brillante
carriera politica rivestendo varie cariche sotto Domiziano e giungendo al consolato sotto Traiano
grazie al quale diventa prima console e poi governatore in Britinia dove trascorre gli ultimi anni
della vita e morì probabilmente nel 112 o nel 113.
Di Plinio il Giovane ci è rimasto un corpus di lettere raccolte in 10 libri. Della sua produzione
poetica (elegie ed epigrammi) non ci è pervenuto nulla.
L’unica orazione di Plinio il Giovane conservata è Il Panegirico di Traiano.
Il Panegirico di Traiano
E’ il discorso di ringraziamento che egli, secondo l’uso, pronunciò in senato assumendo la carica di
console il 1° settembre del 100 e che poi rielaborò e ampliò per pubblicarlo.
Il Panegirico di Traiano presenta l’imperatore come un uomo di qualità intellettuali, politiche e
morali straordinarie, che lo rendono simile a un dio. Infatti Traiano viene presentato all’inizio come
un grande dono fatto dagli dei ai romani e, al contempo, modesto ed equilibrato nei suoi rapporti
con magistrati e senatori. E non pretende onori divini.
Nell’orazione, divenuta poi modello di letteratura encomiastica, vengono poi rievocate le vicende
che portarono alla sua elezione all’impero. Plinio il giovane esprime anche la sua approvazione del
metodo della successione per adozione.
Plinio il giovane il massimo rialto al rispetto dimostrato da Traiano per le magistrature e per il
Senato sottolineando la perfetta armonia che regna tra il principe e i senatori, cui sono assicurate la
dignitas e la securitas. Gli scopi principali di Plinio sono quelli di incoraggiare la politica di Traiano
la quale garantisce onori e privilegi alla classe cui egli stesso appartiene.
L’Epistolario
E’ l’opera più importante di Plinio il giovane ed è una raccolta di epistole in dieci libri.
I primi 9 libri contengono lettere agli amici che scrisse quando partì per la Bitinia, mentre il libro
X contiene un carteggio (corrispondenza epistolare continua) ufficiale tra Plinio stesso e Traiano.
Le lettere del X° libro hanno carattere ufficiale mentre quelle agli amici sono letterarie, scritte per
essere pubblicate, infatti come Plinio afferma nella dedica a Setticio Claro, scrive queste lettere più
accuratamente. Con l’espressione “più accuratamente” Plinio il giovane si riferisce
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PLINIO IL GIOVANE: l’oratoria e l’epistolografia

Gaio Cecilio Plinio nacque a Como nel 61 o nel 62 d.C. Nipote di Plinio il Vecchio, rimasto orfano del padre, fu adottato dallo zio Plinio il Vecchio il quale lo lasciò dopo la sua morte erede di possedimenti in Etruria e in Campania. Questa ricca eredità gli consente di studiare a Roma e formarsi alla scuola di retorica di Quintiliano, il più illustre retore dell’epoca. Fece una brillante carriera politica rivestendo varie cariche sotto Domiziano e giungendo al consolato sotto Traiano grazie al quale diventa prima console e poi governatore in Britinia dove trascorre gli ultimi anni della vita e morì probabilmente nel 112 o nel 113.

Di Plinio il Giovane ci è rimasto un corpus di lettere raccolte in 10 libri. Della sua produzione poetica (elegie ed epigrammi) non ci è pervenuto nulla.

L’unica orazione di Plinio il Giovane conservata è Il Panegirico di Traiano.

Il Panegirico di Traiano

E’ il discorso di ringraziamento che egli, secondo l’uso, pronunciò in senato assumendo la carica di console il 1° settembre del 100 e che poi rielaborò e ampliò per pubblicarlo.

Il Panegirico di Traiano presenta l’imperatore come un uomo di qualità intellettuali, politiche e morali straordinarie, che lo rendono simile a un dio. Infatti Traiano viene presentato all’inizio come un grande dono fatto dagli dei ai romani e, al contempo, modesto ed equilibrato nei suoi rapporti con magistrati e senatori. E non pretende onori divini.

Nell’orazione, divenuta poi modello di letteratura encomiastica, vengono poi rievocate le vicende che portarono alla sua elezione all’impero. Plinio il giovane esprime anche la sua approvazione del metodo della successione per adozione.

Plinio il giovane dà il massimo rialto al rispetto dimostrato da Traiano per le magistrature e per il Senato sottolineando la perfetta armonia che regna tra il principe e i senatori, cui sono assicurate la dignitas e la securitas. Gli scopi principali di Plinio sono quelli di incoraggiare la politica di Traiano la quale garantisce onori e privilegi alla classe cui egli stesso appartiene.

L’Epistolario

E’ l’opera più importante di Plinio il giovane ed è una raccolta di epistole in dieci libri.

I primi 9 libri contengono lettere agli amici che scrisse quando partì per la Bitinia, mentre il libro X contiene un carteggio (corrispondenza epistolare continua) ufficiale tra Plinio stesso e Traiano.

Le lettere del X° libro hanno carattere ufficiale mentre quelle agli amici sono letterarie, scritte per essere pubblicate, infatti come Plinio afferma nella dedica a Setticio Claro, scrive queste lettere più accuratamente. Con l’espressione “più accuratamente” Plinio il giovane si riferisce

all’elaborazione letteraria di testi che ambiscono, per la loro eleganza formale, a inserirsi nel filone del genere epistolografico che aveva avuto a Roma il suo principale esponente in Cicerone.

Plinio il giovane inoltre afferma di non rispettare l’ordine cronologico, ma l’ordine in cui le lettere sono disposte all’interno dei libri non è del tutto casuale, ma sembra ispirato al criterio della varietas degli argomenti e delle situazioni. Con questa varietà di temi cerca di evitare la monotonia che caratterizza la sua vita. Come Cicerone traccia un quadro generale delle sue attività pubbliche e private, ma si rende conto che le sue vicende sono meno interessanti di quelle di Cicerone. L’epistolario documenta la vita di un cittadino romano di successo sotto l’impero, che era solito tenere discorsi in Senato, recitazioni, cene, visite.. Dalle lettere emerge la personalità di Plinio, le sue qualità positive: l’onestà, la cultura, l’umanità, il buon gusto e la generosità. La sua generosità si manifesta nella donazione agli abitanti di Como di una biblioteca pubblica e l’iniziativa di aprire una scuola superiore. Plinio inoltre esercita il mecenatismo, per esempio, offrendo a Marziale denaro per tornare in Spagna. Però emergono anche i limiti dell’autore come ad esempio la vanità, che si rivela nel continuo bisogno di riconoscimenti.

La frequenza di epistole letterarie conferma l’importanza della letteratura nella vita di Plinio, egli è un animatore di un circolo la cui attività promuove e incoraggia con ogni mezzo. Affiora una certa personalità in quanto non vive quei sintomi di decadenza culturale come Quintiliano. Il libro X è molto diverso dagli altri, poiché il carteggio con Traiano permette agli studiosi di capire quali fossero le mansioni di un governatore provinciale.

Ci sono inoltre due epistole pagane sui cristiani che costituiscono una delle prime testimonianze pagane sulla diffusione del cristianesimo.