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Due opere di plinio il giovane: il panegirico di traiano e l'epistolario. Il panegirico è una ringraziatoria pronunciata in senato da plinio al momento della sua elezione a console, che elogia traiano come un grande dono divino per l'impero romano. L'epistolario, invece, è una raccolta di lettere scritte a amici e a traiano stesso, che documentano la vita di plinio e offrono un quadro della società romana sotto l'impero. Le lettere sono caratterizzate da una viva personalità di plinio, che emerge con le sue qualità positive e i suoi limiti, e da un notevole interesse storico-culturale e stilistico.
Tipologia: Sintesi del corso
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L'unica orazione di Plinio conservata è il discorso di ringraziamento che egli pronunciò in Senato assumendo la carica di console e che poi rielaborò e ampliò per pubblicarlo. Si tratta in realtà di un vero e proprio panegirico, che fu assunto come modello di letteratura encomiastica. Traiano viene presentato all'inizio come un grande dono fatto dagli dei ai Romani, voluto dalla volontà divina per il bene dell'impero e dotato di qualità che lo rendono simile a una divinità, anche se, nella sua modestia, non pretende onori divini. Vengono rievocate le vicende che portarono alla sua elezione all'impero, Plinio elogia il metodo della successione per adozione. Sono esaltate le qualità di Traiano come comandante militare, la sua generosità, la sua modestia, contrapposte alle colpe e ai delitti di Domiziano, presentato come un tiranno. L'oratore dà il massimo risalto al rispetto dimostrato da Traiano per le magistrature e per il Senato, sottolineando la perfetta armonia che regna tra il principe e i senatori, cui sono assicurate la dignitas e la securitas. Tra gli scopi principali di Plinio vi è quello di incoraggiare la politica filo-senatoria di Traiano, che garantisce onori e privilegi alla classe cui egli stesso appartiene. Egli riconosce all'imperatore il diritto di esercitare un potere assoluto: pur richiamandosi all'antica libertas, Plinio la presenta come un dono gratuito, frutto della straordinaria generosità del sovrano. Lo stile del Panegirico vuol essere sublime, risulta però spesso ridondante ed enfatico
L'opera più importante di Plinio è una raccolta di epistole in 10 libri. I primi 9 libri contengono lettere agli amici, il libro 10 contiene un carteggio ufficiale tra Plinio e Traiano. Mentre le lettere dell'ultimo libro hanno carattere ufficiale e documentario, quelle agli amici costituiscono un tipico epistolario letterario, scritto espressamente in vista della pubblicazione. Ciò risulta chiaramente dalla dedica a Setticio Claro, nella quale Plinio si riferisce all'elaborazione letteraria di testi che ambiscono a inserirsi nel filone epistolografico, di cui Cicerone fu il principale esponente. Sebbene siano reali le circostanze concrete, quali avvenimenti storici o fatti quotidiani, molte tra le epistole più accurate furono scritte esclusivamente per essere pubblicate. L'ordine non appare casuale, ma sembra piuttosto ispirato al criterio della varietas degli argomenti e delle situazioni. L'epistolario documenta con grande fedeltà e precisione le abitudini di un cittadino romano sotto l'impero. Dalle lettere emerge la personalità di Plinio, con le sue numerose qualità positive, la sua generosità si manifesta nella donazione agli abitanti di Como di una biblioteca pubblica e nell'iniziativa di far aprire in quella città una scuola superiore. Plinio esercita il mecenatismo, offrendo ad esempio a Marziale il denaro necessario per tornare in Spagna. Dalle lettere emergono però anche i limiti dell'autore: la vanità, che si rivela nel continuo bisogno di riconoscimenti, e un ottimismo un po' ingenuo che lo porta a compiacersi. L'abbondanza delle epistole di argomento letterario conferma l'importanza centrale della letteratura nella vita di Plinio: egli è convinto che la passione e l'applicazione siano sufficienti per conseguire risultati artisticamente eccellenti. Affiora una certa superficialità: Plinio non vede quei sintomi di crisi culturale che il suo stesso maestro Quintiliano era invece costretto a rilevare. L'epistolario ha comunque un notevole valore dal punto di vista non soltanto storico-culturale ma anche stilistico: è scritto in modo limpido, elegantemente colloquiale, con largo uso di figure retoriche. Molto diverso è l'ultimo libro: il carteggio con Traiano riveste un eccezionale interesse documentario in quanto offre un quadro delle mansioni di un governatore provinciale. Particolarmente importanti sono le due epistole sui cristiani, che costituiscono una delle prime testimonianze pagane sulla diffusione del cristianesimo.