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Plutarco, nato a Cheronea nel 50 d.C., studiò lettere e filosofia, viaggiò in Grecia, Asia e Occidente, e a Roma entrò in contatto con personalità come Sallustio e Calpurnio Pisone, ottenendo la cittadinanza romana. La sua produzione letteraria, composta da circa 250 opere, si divide in due sezioni: le vite parallele e i moralia. Le vite parallele sono biografie di personaggi greci e romani, come Teseo e Romolo o Alessandro e Cesare, che offrono modelli etici e contribuiscono all'idea di un'unità della civiltà greco-romana. I moralia sono scritti di varia natura, tra cui filosofici, etici, pedagogici, teologici e di erudizione antiquaria. Plutarco fu anche uno studioso di filosofia e dedicò una parte dei suoi scritti alla discussione di problemi filosofici. Il suo stile è chiaro, equilibrato e privilegia il periodo ampio e complesso, con una base attica.
Tipologia: Appunti
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Vita nato a Cheronea, in Beozia, intorno al 50 d.C., Plutarco compì studi letterari e filosofici, viaggió in Grecia, in Asia e in Occidente. A Roma fu in contatto con eminenti personaggi, tra cui loro, grazie al quale ottenne la cittadinanza romana. Nella natia che non ne ha, dove trascorse la maggior parte della sua vita e dove ricoprì vari incarichi pubblichi pubblici, si riunì intorno a lui una sorta di accademia, formata dagli amici e dei familiari. Di Plutarco possediamo circa 250 opere. Dal Catalogo di Lampria, un elenco delle sue opere è contenuto in alcuni manoscritti, sappiamo tuttavia che questo corpus non costituisce la totalità dei suoi scritti, ma che molto è andato perduto. La produzione di Plutarco può essere suddivisa in due grandi sezioni: Le vite Parallele e i Moralia. Vite parallele Le vite parallele sono biografie a coppia di illustri personaggi greci e romani, accostati per analogia, più o meno naturale o forzata, della loro vita: ad esempio Teseo e Romolo (i primi re, rispettivamente, di Atene e di Roma), o Alessandro e Cesare (entrambi grandi condottieri e monarchi). Le coppie di vite sono generalmente chiuse da un esplicito confronto, σύγκρισις, che mette in rilievo le affinità tra le esperienze esistenziali dei due personaggi coinvolti. Ciò che soprattutto interessa valutar co è il personaggio, l’uomo e il suo carattere, a illuminare il quale, un’azione modesta, un detto ho uno scherzo servono più e meglio di una grande impresa o di un gesto eccezionale. Di qui la moltitudine degli aneddoti, degli episodi e dei detti che caratterizzano il suo racconto e che costituiscono una delle ragioni del fascino di Plutarco e della sua fortuna nella cultura letteraria europea. Le vite parallele sono dunque, un’opera biografica e non storiografica, anche se storici, o supposti tali, sono i personaggi e anche se storiche sono le numerosissime fonti utilizzate da Plutarco. Quest’ultimo scrive le vite parallele con l’intento, dichiarato, di offrire modelli etici di comportamento; egli vuole inoltre favorire la reciproca conoscenza tra mondo greco e mondo romano, mostrando ai romani il valore dei greci, ma ponendo anche in luce come i romani siano legittimi eredi dei loro predecessori ellenici. Tramite quest’opera di mediazione culturale, l’autore contribuì enormemente alla formazione di un’idea di classico in cui la civiltà greco-romana fosse percepita in modo sostanzialmente unitario. I Moralia Oltre alle vite parallele, di Plutarco è conservato un nutrito insieme di scritti di varia natura noto come Moralia. L’opera deve il nome dal fatto che il dotto bizantino massimo Planude, raccogliendo verso la fine del XIII secolo le opere di Plutarco in vari gruppi, pose all’inizio della raccolta di scritti di “cause morali“ il cui titolo si estese poi all’intero corpus. Tuttavia, si tratta di una denominazione in esatta, perché solo una parte di questi scritti e di argomento morale. Infatti, il gruppo più numeroso dei morali a è costituito dagli scritti filosofici di varia forma letteraria (dialoghi, epistole) e di contenuto etico e pedagogico. Ricorderemo tra questi scritti quelli sulla dottrina della virtù, quelli sull’anima, sull’amicizia, sull’amore e il matrimonio. Di argomento propriamente pedagogico sono gli scritti che illustrano come avviare e guidare i giovani nella lettura dei poeti, e in che modo un discepolo
devi ascoltare e seguire il maestro. Ma Plutarco fu anche dotto studioso e conoscitore di filosofia, e così una parte importante dei suoi scritti è dedicata alla discussione di problemi filosofici. Numerose sono poi le opere di argomento teologico, temo molto caro alla sensibilità religiosa di Plutarco.Tra queste vanno ricordati almeno i tre cosiddetti “dialoghi pitici” ambientati a Delfi e di argomento connesso con il santuario Delfico. Molto vicini agli scritti di filosofia etico-pratica sono quelli di argomento etico-politico: riflessioni, considerazioni e istruzioni pratiche destinate a quanti si dedicano alla vita pubblica. Lutar co si interessò anche Di problemi scientifici. Tra gli scritti di scienze naturali può essere ricordato in particolare quello dedicato a questioni riguardanti la luna, le sue caratteristiche fisiche e la sua natura di corpo intermedio tra astro e terra, dimora degli spiriti giusti dopo la morte, e dei demoni. Altri scritti sono di erudizione antiquaria: essi illustrano origine e significato di usanze, costumi, riti e culti particolari. Plutarco non mancò di occuparsi anche di letteratura e di poesia; abbiamo infatti notizie e frammenti di opere dedicate a Omero e Esiodo. E per finire un gruppo di morale a è costituito da scritti di carattere retorico-epidittico. Si tratta di declamazioni sulla τυκη, sul ruolo da essa avuto nelle vicende storiche dei romani così come nelle imprese di Alessandro e sulla vera natura della grandezza di Atene. Lingua e stile Sul piano stilistico, quello di Plutarco è uno stile chiaro ed equilibrato, che privilegia il periodo ampio e complesso. La lingua a una base attica. L’autore e anche attento nella costruzione ritmica del periodo e tende ad evitare lo iato.