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Polimeri sintetici e risorse naturali, Appunti di Chimica organica

Il documento tratta come sono fatti i polimeri sintetici. Parla del Moplen, della gomma naturale, dell'acqua, dell'elio e delle microplastiche

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 08/01/2026

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anna-6jy 🇮🇹

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POLIMERI
Sono macromolecole formate da unità ripetitive simili (monomeri) o uguali tra loro, possono essere
anche identiche, molti idrocarburi sono utili alla creazione di polimeri sintetici; solitamente i monomeri
si agganciano tra di loro per condensazione (polimeri naturali), mentre per quelli sintetici è più
complesso. I polimeri sintetici sono macromolecole sintetizzate, attraverso catalizzatori, dall'uomo
per necessità tecniche e industriali (materie plastiche) e non esistono in natura; le catene sono ad
innesto o lineari. I polimeri possono essere omopolimeri, che sono saturi e sono una catena o
eteropolimeri, fatti da polimeri diversi fra loro e sono detti anche capolimeri.
POLIPROPILENE
- è la plastica
- la disposizione reciproca delle catene laterali può variare
- materiale che ha dato una svolta nella rivoluzione della produzione
- molto versatile ma inquinante
- inventato da Giulio Natta (1954) grazie a dei catalizzatori creati da Zieger, vinsero il nobel
Il polipropilene isotattico (=il gruppo metile è tutto da una parte) è estratto da un polimero più
complesso fatto da più polipropileni; fu prodotto per la prima volta a Ferrara ed entrò sul mercato per
la prima volta negli anni ‘60 sotto il nome di Moplen:
Caratteristiche:
- Resistenza Termica: Resiste a temperature intorno ai 100°C e oltre.
Leggerezza: Ha un basso peso specifico (0,90 - 0,91).
Proprietà Meccaniche:
Ottima resistenza all'urto.
Resistenza alla trazione e alla flessione.
Buona durezza superficiale e resistenza all'abrasione.
Proprietà Chimiche:
Elevata resistenza agli acidi.
Impermeabilità.
Proprietà Elettriche: Ottime proprietà dielettriche.
Igiene: Non si macchia e si può lavare.
Lavorazioni:
- Presso-iniezione: permette di ottenere manufatti dalle forme più varie
Estrusione: usato per produrre tubazioni e reti
Stampaggio/termoformatura (sottovuoto): usato per produrre lastre che possono essere
formate sottovuoto, come le valigie
Utilizzi:
Elettrodomestici
lavatrici, pezzi che
sostituiscono metallo.
Sostituisce pezzi metallici,
riduce operazioni di
fabbricazione e montaggio.
Idraulica/Chimica
Tubazioni, valvole, raccordi per
il trasporto di liquidi e gas
corrosivi o ad elevate
temperature.
Resistenza ad acidi e
temperature elevate (≈100C).
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POLIMERI

Sono macromolecole formate da unità ripetitive simili (monomeri) o uguali tra loro, possono essere anche identiche, molti idrocarburi sono utili alla creazione di polimeri sintetici; solitamente i monomeri si agganciano tra di loro per condensazione (polimeri naturali), mentre per quelli sintetici è più complesso. I polimeri sintetici sono macromolecole sintetizzate, attraverso catalizzatori, dall'uomo per necessità tecniche e industriali (materie plastiche) e non esistono in natura; le catene sono ad innesto o lineari. I polimeri possono essere omopolimeri, che sono saturi e sono una catena o eteropolimeri, fatti da polimeri diversi fra loro e sono detti anche capolimeri.

POLIPROPILENE

  • è la plastica
  • la disposizione reciproca delle catene laterali può variare
  • materiale che ha dato una svolta nella rivoluzione della produzione
  • molto versatile ma inquinante
  • inventato da Giulio Natta (1954) grazie a dei catalizzatori creati da Zieger, vinsero il nobel Il polipropilene isotattico (=il gruppo metile è tutto da una parte) è estratto da un polimero più complesso fatto da più polipropileni; fu prodotto per la prima volta a Ferrara ed entrò sul mercato per la prima volta negli anni ‘60 sotto il nome di Moplen :

Caratteristiche:

  • Resistenza Termica: Resiste a temperature intorno ai 100°C e oltre. ● Leggerezza: Ha un basso peso specifico (0,90 - 0,91). ● Proprietà Meccaniche : ● Ottima resistenza all'urto. ● Resistenza alla trazione e alla flessione. ● Buona durezza superficiale e resistenza all'abrasione. ● Proprietà Chimiche : ● Elevata resistenza agli acidi. ● Impermeabilità. ● Proprietà Elettriche : Ottime proprietà dielettriche.

● Igiene: Non si macchia e si può lavare.

Lavorazioni:

  • Presso-iniezione : permette di ottenere manufatti dalle forme più varie ● Estrusione : usato per produrre tubazioni e reti ● Stampaggio/termoformatura (sottovuoto): usato per produrre lastre che possono essere formate sottovuoto, come le valigie

Utilizzi:

Elettrodomestici lavatrici, pezzi che sostituiscono metallo.

Sostituisce pezzi metallici, riduce operazioni di fabbricazione e montaggio.

Idraulica/Chimica Tubazioni, valvole, raccordi per il trasporto di liquidi e gas corrosivi o ad elevate temperature.

Resistenza ad acidi e temperature elevate (≈100∘C).

Viaggio/Oggettistica Valigie, tacchi. Leggerezza, resistenza, impermeabilità, lavabilità.

Industria Tessile Cilindri, rocche per filatura/tessitura, lastre per pressatura tessuti di lana.

I pezzi colorati permettono di individuare a colpo d'occhio il titolo del filato.

Agricoltura/Allevamento Corde di rafia (per legare balle di paglia/foraggio)

Non arrugginiscono, si possono disinfettare.

Alimentare Reti per salumi. Maggiore resistenza all'azione corrosiva della salamoia e del calore

MICROPLASTICHE “L'isola che non c'è” sono porzioni di oceano torbide punteggiate di oggetti molto piccoli difficili da individuare e furono scoperte nel 1997 da Charles Moore; sono fatte da materiale molto molto piccolo e leggero, sono materiali diversi e si suddividono in:

  • primarie, prodotte da noi e sono abrasive
  • secondarie, derivano dalla degradazione di altre microplastiche quella nel Pacifico è grande come l'Europa; si trovano negli oceani perché la circolazione delle correnti fa sì che tutto ciò che finisce nell'oceano finisca per confluire in un unico punto o sulle spiagge.

Le microplastiche, frammenti plastici con un diametro inferiore ai 5 millimetri (e le nanoplastiche, ancora più minute, sotto i 100 nanometri), sono diventate una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini europei, come emerso dal rapporto Eurobarometro EFSA sulla sicurezza alimentare. Questi timori sono fondati sulle recenti scoperte che hanno rilevato tali particelle in matrici biologiche umane critiche come il cervello, il sangue, la placenta e il latte materno. La loro diffusione è pressoché totale: sono state riscontrate in tutti i mari e organismi marini, e giungono sulla nostra tavola attraverso alimenti come sale, zucchero, frutta, verdura e pesce. Inoltre sono presenti nell'aria e sono capaci di raggiungere le aree più remote del pianeta.

L'esposizione umana avviene principalmente tramite ingestione , inalazione e, in misura molto minore, contatto cutaneo. Sebbene l'ingestione sia supportata da numerose evidenze, si ritiene che solo particelle di dimensioni inferiori a 2 micron possano superare la barriera gastrointestinale. Per quanto riguarda l'inalazione, è stato dimostrato che le persone inalano più fibre sintetiche dalla polvere domestica durante un pasto di quante ne ingeriscano da una porzione di cozze. L'assorbimento attraverso la pelle è invece ritenuto improbabile, poiché richiederebbe particelle estremamente piccole (sotto i 100 nanometri) per penetrare lo strato superficiale. Gli studiosi ipotizzano che, in condizioni di alta concentrazione, le microplastiche possano potenzialmente causare stress ossidativo, infiammazione e persino lesioni precancerose. Si stima che solo le particelle più piccole, sotto i 20 micron, siano in grado di penetrare negli organi. Nonostante l'allarme diffuso, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sottolineato che le conoscenze sull'impatto reale e gli effetti patogenetici delle microplastiche sulla salute umana sono ancora molto limitate. I dati affidabili sulle concentrazioni nell'aria, negli alimenti e nelle bevande sono scarsi, rendendo difficile valutare con precisione l'esposizione umana e i suoi effetti a lungo termine.

SOSTENIBILITA’ -> condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri; è dunque necessario non sperperare risorse perché noi dipendiamo dall'ambiente, ma se non lo salvaguardiamo ne risentiamo.

ELIO (rosso e molto piccolo nella tavola dell'abbondanza)

E’ una materia prima critica ed è il secondo componente principale dell'universo dopo l'ossigeno. è un gas monoatomico estremamente leggero e viene utilizzato principalmente nella sua forma liquida a temperature vicine allo zero assoluto come refrigerante per tecnologie avanzate, in particolare nella risonanza magnetica in ambito medico e negli acceleratori di particelle (come quelli del CERN). Fu scoperto per la prima volta nel Sole e poi isolato sulla Terra nei giacimenti di gas naturale (USA e Tanzania), è considerato una risorsa preziosa, costosa e limitata. L'elio, a causa della sua leggerezza, una volta disperso nell'atmosfera, sfugge alla gravità terrestre e viene perso per sempre nello spazio, rendendo cruciale un uso responsabile. Approvvigionarsene è molto difficile e infatti nei prossimi 100 anni rimarremo senza.

ACQUA

E’ una risorsa non disponibile ovunque e sempre; abbiamo assistito a molti periodi di siccità:

  • sicilia -> è difficile coltivare prodotti che prima erano alla base dell'agricoltura (es:cereali), si coltiva altro come l'avocado, papaya, banane.. c'è poca acqua e molto caldo
  • lago del d'aral nel caucaso -> si è completamente prosciugato, hanno dovuto dirottare il percorso di alcuni fiumi che affluivano in esso verso regioni con coltivazioni di cotone per irrigare
  • giugno 2022: il Po ha registrato il livello dell’acqua più basso degli ultimi settant’anni; ciò è dovuto principalmente alla mancanza di piogge nel Nord Italia durante l’ultimo inverno. Ne risente soprattutto l’agricoltura. La siccità ha causato il fenomeno del cuneo salino: l’acqua del mare è entrata nel delta del fiume e nelle falde acquifere, rendendo le risorse idriche della zona inutilizzabili per le coltivazioni. La lentezza con cui si ricaricano le falde idriche in alcune zone del pianeta è aggravata dall’eccessivo sfruttamento. L’energia dei fiumi viene sfruttata negli impianti idroelettrici: questi impianti utilizzano l'energia «cinetica» dell’acqua che passa da una quota superiore a una quota inferiore. L’energia cinetica dell’acqua in movimento viene trasformata in energia elettrica attraverso una turbina idraulica.