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Il documento tratta come sono fatti i polimeri sintetici. Parla del Moplen, della gomma naturale, dell'acqua, dell'elio e delle microplastiche
Tipologia: Appunti
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Sono macromolecole formate da unità ripetitive simili (monomeri) o uguali tra loro, possono essere anche identiche, molti idrocarburi sono utili alla creazione di polimeri sintetici; solitamente i monomeri si agganciano tra di loro per condensazione (polimeri naturali), mentre per quelli sintetici è più complesso. I polimeri sintetici sono macromolecole sintetizzate, attraverso catalizzatori, dall'uomo per necessità tecniche e industriali (materie plastiche) e non esistono in natura; le catene sono ad innesto o lineari. I polimeri possono essere omopolimeri, che sono saturi e sono una catena o eteropolimeri, fatti da polimeri diversi fra loro e sono detti anche capolimeri.
Caratteristiche:
Lavorazioni:
Utilizzi:
Elettrodomestici lavatrici, pezzi che sostituiscono metallo.
Sostituisce pezzi metallici, riduce operazioni di fabbricazione e montaggio.
Idraulica/Chimica Tubazioni, valvole, raccordi per il trasporto di liquidi e gas corrosivi o ad elevate temperature.
Resistenza ad acidi e temperature elevate (≈100∘C).
Viaggio/Oggettistica Valigie, tacchi. Leggerezza, resistenza, impermeabilità, lavabilità.
Industria Tessile Cilindri, rocche per filatura/tessitura, lastre per pressatura tessuti di lana.
I pezzi colorati permettono di individuare a colpo d'occhio il titolo del filato.
Agricoltura/Allevamento Corde di rafia (per legare balle di paglia/foraggio)
Non arrugginiscono, si possono disinfettare.
Alimentare Reti per salumi. Maggiore resistenza all'azione corrosiva della salamoia e del calore
MICROPLASTICHE “L'isola che non c'è” sono porzioni di oceano torbide punteggiate di oggetti molto piccoli difficili da individuare e furono scoperte nel 1997 da Charles Moore; sono fatte da materiale molto molto piccolo e leggero, sono materiali diversi e si suddividono in:
Le microplastiche, frammenti plastici con un diametro inferiore ai 5 millimetri (e le nanoplastiche, ancora più minute, sotto i 100 nanometri), sono diventate una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini europei, come emerso dal rapporto Eurobarometro EFSA sulla sicurezza alimentare. Questi timori sono fondati sulle recenti scoperte che hanno rilevato tali particelle in matrici biologiche umane critiche come il cervello, il sangue, la placenta e il latte materno. La loro diffusione è pressoché totale: sono state riscontrate in tutti i mari e organismi marini, e giungono sulla nostra tavola attraverso alimenti come sale, zucchero, frutta, verdura e pesce. Inoltre sono presenti nell'aria e sono capaci di raggiungere le aree più remote del pianeta.
L'esposizione umana avviene principalmente tramite ingestione , inalazione e, in misura molto minore, contatto cutaneo. Sebbene l'ingestione sia supportata da numerose evidenze, si ritiene che solo particelle di dimensioni inferiori a 2 micron possano superare la barriera gastrointestinale. Per quanto riguarda l'inalazione, è stato dimostrato che le persone inalano più fibre sintetiche dalla polvere domestica durante un pasto di quante ne ingeriscano da una porzione di cozze. L'assorbimento attraverso la pelle è invece ritenuto improbabile, poiché richiederebbe particelle estremamente piccole (sotto i 100 nanometri) per penetrare lo strato superficiale. Gli studiosi ipotizzano che, in condizioni di alta concentrazione, le microplastiche possano potenzialmente causare stress ossidativo, infiammazione e persino lesioni precancerose. Si stima che solo le particelle più piccole, sotto i 20 micron, siano in grado di penetrare negli organi. Nonostante l'allarme diffuso, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sottolineato che le conoscenze sull'impatto reale e gli effetti patogenetici delle microplastiche sulla salute umana sono ancora molto limitate. I dati affidabili sulle concentrazioni nell'aria, negli alimenti e nelle bevande sono scarsi, rendendo difficile valutare con precisione l'esposizione umana e i suoi effetti a lungo termine.
SOSTENIBILITA’ -> condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri; è dunque necessario non sperperare risorse perché noi dipendiamo dall'ambiente, ma se non lo salvaguardiamo ne risentiamo.
E’ una materia prima critica ed è il secondo componente principale dell'universo dopo l'ossigeno. è un gas monoatomico estremamente leggero e viene utilizzato principalmente nella sua forma liquida a temperature vicine allo zero assoluto come refrigerante per tecnologie avanzate, in particolare nella risonanza magnetica in ambito medico e negli acceleratori di particelle (come quelli del CERN). Fu scoperto per la prima volta nel Sole e poi isolato sulla Terra nei giacimenti di gas naturale (USA e Tanzania), è considerato una risorsa preziosa, costosa e limitata. L'elio, a causa della sua leggerezza, una volta disperso nell'atmosfera, sfugge alla gravità terrestre e viene perso per sempre nello spazio, rendendo cruciale un uso responsabile. Approvvigionarsene è molto difficile e infatti nei prossimi 100 anni rimarremo senza.
E’ una risorsa non disponibile ovunque e sempre; abbiamo assistito a molti periodi di siccità: