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Il pensiero di Karl Popper, autore che ha segnato una svolta nell'epistemologia. Si approfondisce il neopositivismo logico, corrente di filosofia della scienza che si sviluppa nella prima metà del '900, e il riferimento ad Einstein. Si analizza il concetto di falsificabilità e si evidenzia il collegamento con Nietzsche e il prospettivismo. Il documento potrebbe essere utile come appunti o sintesi del corso per studenti universitari di filosofia della scienza o epistemologia.
Tipologia: Appunti
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Karl Popper ha segnato una svolta nell’epistemologia (filosofia della scienza). Il suo pensiero, infatti, corrisponde ad uno spartiacque: esiste un’epistemologia pre-popperiana e una post-popperiana. Egli è un autore che ha un patrimonio di interessi molto ricco perchè la sua filosofia può razionalismo critico, metodo applicato sia alla scienza sia alla politica (molto importanti). Popper approccia le questioni politiche partendo da un atteggiamento metodologico che è riconducibile alla riflessione scientifiche. Questo metodo viene applicato, a livello politico, in due opere molto importanti:
dedicata alle vittime dei totalitarismi di ogni tempo
chiusa. Per esaltare i valori della società aperta fa riferimento alla metodologia del razionalismo critico I punti di riferimento con cui Popper si relaziona sono il neopositivismo logico ed Einstein. Questi sono elementi che vanno approfonditi per capire da dove scaturisce la riflessione di Popper. IL NEOPOSITIVISMO Il neopositivismo o neoempirismo logico è una corrente di filosofia della scienza che si sviluppa nella prima meta del 900 (tra gli anni 20 e gli anni 30) nell’area geografica in cui viveva anche Popper (si sviluppa infatti in 2 circoli: nel circolo di Vienna, città dove viveva Popper, e nel circolo di Berlino). Il neopositivismo si pone l’obiettivo di individuare un unico metodo scientifico comune a tutte le discipline (fa riferimento al principio di unità delle scienze e di un unico metodo scientifico messo in atto dal positivismo ottocentesco). Il neopositivismo, al contrario del positivismo, insiste sull’aspetto della forma , ovvero sul fatto che la scienza deve avere un linguaggio formale e rigoroso che sia in grado di individuare la sensatezza di una proposizione. Questo metodo deve riuscire ad individuare quali proposizioni sono sensate (quindi scientifiche) e quali proposizioni sono insensate (quindi non scientifiche). Lo scopo del neopositivismo è quello di individuare un criterio di significanza per individuare le proposizioni scientifiche (sensate) da quelle non scientifiche (non sensate). Gli enunciati sensati , per i neopositivisti, sono solo quelli verificabili, ovvero passibili di una verifica empirica eseguibile o di fatto o di principio. Proprio da questo deriva il nome del neopositivismo logico. Logico perchè tutto è attento alla forma dell’enunciato e della sua significanza; positivismo/empirismo perchè fa riferimento a fatti empiricamente verificabili. Secondo Slick (neopositivista) “una questione è di principio risolvibile se possiamo immaginare le esperienze che dovremmo avere per darle una risposta”. In questo senso, quindi, un’affermazione può essere sensata e quindi scientifica se è verificabile anche solo in linea di principio. Una tesi attualmente inverificabile (es: sull’altra faccia della luna esistono montagne di tremila metri) in futuro potrebbe essere verificata. Essa rimarrebbe significante anche se, scientificamente, sapessimo con certezza che non si potrà mai raggiungere la superficie dell’altra parte della luna, perchè la verificazione resterebbe sempre concepibile, ossia saremmo sempre in grado di indicare quali dati dovremmo esperire per compiere
l’accertamento e sarebbe logicamente possibile, a prescindere dall’effettiva possibilità della sua attuazione. Slick, quindi, afferma che “il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica”. In questo modo, il filosofo, intende affermare che un enunciato risulta sensato solo quando esistono procedure empiriche (costante riferimento ai fatti e all’esperienza) atte a verificarne o falsificarne la validità. Di conseguenza, gli enunciati della metafisica non possono essere mai sensati perchè non hanno ne di fatto ne potenzialmente la possibilità di riferirsi a fatti empiricamente osservabili. Quindi un altro aspetto che il neopositivismo ha sia con la tradizione empirista, sia con la tradizione positivista è il rifiuto della metafisica, considerandola insensata. Il compito della filosofia, quindi, è quello di analizzare il linguaggio e chiarire quali siano le proposizioni sensate e quelle insensate, le teorie scientifiche e quelle non scientifiche. IL RIFERIMENTO AD EINSTEIN (PAGINA 258-259) Einstein è lo scienziato che consente a Popper di riflettere sui modi attraverso cui è stata elaborata una conoscenza. Popper sottolinea come la teoria di Einstein sia una teoria molto difficile. La sua è una teoria che non cede a facili verificazioni ma è, al contrario, orientata ad essere falsificata tanto è rischiosa. La teoria di Einstein è una teoria che si presta più facilmente non a delle verifiche, ma a dei tentativi di confutazione e a delle falsificazioni (a cui ha retto). Tutt’ora regge ai tentativi di confutazione, perchè tutt’ora vengono fatte scoperte che indirettamente confermano ciò che Einstein aveva previsto ed ipotizzato. Già la riflessione su Einstein gli pone il dubbio che il criterio di verificazione sia valido rispetto al metodo scientifico. Un altro aspetto che interessa Popper è che Einstein abbia formulato un’ipotesi altamente rischiosa che è stata progressivamente e costantemente messa alla prova. Einstein stesso era consapevole del fatto che si trattasse di un’ipotesi e che doveva essere eventualmente smentita. L’idea di scienza che c’è dietro la fisica moderna, è un’idea di scienza non come acquisizione di una verità ma come una scienza che procede per congetture (ipotesi) e tentativi di falsificazione (confutazioni). Le teorie scientifiche non sono vere ma sono solo corroborate (non ancora falsificate). Tutta la ricerca scientifica deve essere orientata a creare le smentite di un’ipotesi scientifica al fine di correggerla. Il concetto di verità scientifica come era concepito dal neopositivismo, quindi, viene rifiutata da Popper. COLLEGAMENTO FILOSOFIA: Nietzsche e il prospettivismo. Quando Nietzsche si confronta con la scienza parla di interpretazioni COLLEGAMENTO FISICA: Einstein LA FALSIFICABILITÀ Se il neopositivismo individuava nel principio di verificazione, un criterio di significanza tra enunciati sensati ed enunciati insensati, Popper vuole trovare un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza , tra proposizioni scientifiche e non scientifiche. In questo modo, egli non dice che le preposizioni non scientifiche non sono sensate: per Popper le proposizioni non scientifiche sono significanti ma non sono scientifiche e possono avere anche una funzione per la scienza. La metafisica viene quindi riabilitata e rivalutata anche dal punto di vista scientifico.
La corroborazione non è un indice di verità ma uno strumento per stabilire la “preferenza rispetto alla verità”. Per questo la corroborazione può fungere da temporaneo criterio di scelta tra ipotesi rivali. La scienza, dopo che alcune ipotesi sono state corroborate, come procede dal punto di vista della scoperta e della giustificazione? La scoperta e la giustificazione sono due momenti diversi del procedimento scientifico e due momenti che hanno caratteristiche diverse. Per quanto riguarda il contesto della scoperta non esiste un metodo privilegiato, non esiste, quindi, una via maestra da seguire per scoprire una teoria scientifica. Spesso le teorie scientifiche sono frutto di idee molto particolari, originali e rischiose (relatività di Einstein) con intuizioni particolarmente creative (Einstein e Darwin, altro autore di riferimento perchè il divenire della specie avviene secondo prove ed errori. Egli rovescia l’impostazione che veniva data per quando riguarda l’evoluzione della specie precedente). Se all’interno del tema della scoperta non esiste un metodo privilegiato (spesso gli scienziati hanno contesti culturali disparati che li condizionano e fanno venire loro una determinata idea), il contesto della giustificazione è diverso. Per quanto riguarda la giustificazione va applicato un metodo molto preciso e rigoroso per controllare la teoria, ovvero criterio di falsificabilità, che stabilisce che una teoria è scientifica se può essere falsificata dalla scienza. Il metodo scientifico , quindi, procede quindi secondo congetture e falsificazioni (prove ed errori: viene fatta un’ipotesi che viene messa alla prova. Se li supera è momentaneamente accettata ma è sempre sottoposta a successive confutazioni). La scienza, quindi, non si pone il problema della scienza come episteme ma quello della scienza come doxa (opinione). La scienza non è episteme ma è doxa , ossia un insieme di congetture suscettibili di rettifica e di confutazione, ne segue che l’errore fa parte integrante del sapere scientifico, al punto che fare scienza significa incorrere in sbagli e imparare dai propri errori. COLLEGAMENTO ESAME: filosofia: Nietzsche e prospettivismo (fatti interpretati all’interno di una cornice); fisica: maxwell ed Einstein COLLEGAMENTO FILOSOFIA: contrapposizione con il positivismo (si dovevano mettere in atto certi passaggi per far si che si arrivasse alla scientificità di una scienza) LA METAFISICA Il neopositivismo logico aveva affermato che la metafisica era insensata. Popper, invece, rivaluta la metafisica perchè essa può avere un senso all’interno del contesto della scoperta. In questo senso riprende il valore regolativo della metafisica. La metafisica non è scienza perchè le proposizioni non sono intersoggettivamente ed empiricamente controllabili ma può fungere da intuizione che indirizza in un senso della ricerca. ES: l’atomismo. Sia la teoria di Democrito sia Epicuro, erano una metafisica perchè gli atomi non li aveva mai visti nessuno ma quell’idea di composizione della materia ha stimolato la ricerca in una direzione e ha portato all’elaborazione della teoria atomica della materia e della fisica delle particelle. La metafisica, quindi, pur non essendo una scienza non è insensata. Noi comprendiamo quello che vogliono dire i filosofi metafisici e possiamo discutere razionalmente le loro tesi (anche se non possono essere falsificate). Tuttavia spesso la metafisica ha avuto una funzione propulsiva per la scienza perchè ha stimolato la ricerca (richiamo a Kant e alla sua idea della funzione regolativa della metafisica).
Alla luce di questa impostazione della scienza e del metodo scientifico, Popper critica sia il marxismo sia la psicoanalisi, ovvero teorie che non si prestano a falsificazione. Di conseguenza sono teorie onnicomprensive e a maglie larghe non strutturalmente non possono essere smentite dall’esperienza. Nessuna delle due può essere considerata una scienza. L’uso del metodo per congetture e confutazioni comporta da parte di Popper la critica all’induzione e all’osservazionismo , ovvero all’idea della mente come faro. Popper essa all’ induzione come induzione per eliminazione (o per accumulo), ovvero come serie di esperienze simili che ti portano all’elaborazione di un’idea generale. ES: tacchino induttivista: il tacchino viene cibato al mattino tutti i giorni alla stessa ora nelle condizioni più disparate (passa dai particolari all’universale) ma questa teoria si rivelò falsa quando fu sgozzato la mattina della vigilia di natale. L’induzione non è valida come procedimento scientifico perchè può essere smentita dall’esperienza. Inoltre, questo comporta anche il rifiuto dell’osservazionismo. L’idea della mente che sta dietro a questa teoria è quella del fatto che la mente sia un recipiente che viene riempito di dati empirici. Alla base di ciò lo scienziato osserva la natura, raccoglie dei dati senza ipotesi precostituite (come una sorta di tabula rasa) e successivamente si fa delle idee. In questo senso è molto critico nei confronti di Bacone, il quale afferma che ci si doveva liberare dagli idola per poi procedere induttivamente attraverso la compilazione delle tavole: questo è il modo in cui ci veniva presentato il metodo scientifico. Secondo Popper, invece, la mente non è priva di pregiudizi ma è piena di pregiudizi. La mente ha delle idee e delle intuizioni e ci si accosta ai fatti a partire da queste idee. L’immagine che Popper usa è quella della mente come faro che illumina, ovvero un deposito di ipotesi alla base della quale percepiamo la realtà. Nell’accostarci ai fatti la mente è sempre carica di teorie. La scienza non parte mai dal nulla; la mente dello scienziato non è mai una tabula rasa e non può essere mai descritta come libera da assunzioni, infatti essa presuppone un orizzonte di aspettative. ES: quando costruisco un esperimento mi aspetto sempre qualcosa e se accade qualcos’altro mi falsifica la teoria e mi obbliga a cambiarla. In questa teoria, i punti di riferimento sono Galileo (in un libro Popper contrappone il metodo galileiano con il metodo baconiano) e Kant. IL FALLIBILISMO La scienza, per Popper, non è episteme ma doxa; non è un possesso definitivo della realtà ma una ricerca fallibile e auto-correggentesi che procede per prove ed errori (congetture e confutazioni). La scienza non ha a che fare con verità ma con congetture e se per caso incappiamo in una teoria vera, non siamo in grado di riconoscerla come tale. Può capitare che incappiamo in una teoria vera ma non dobbiamo fermarci perchè non abbiamo strumenti per capire che quella sia vera e dobbiamo continuare a tentare di confutarla. Se è vera reggerà alle confutazioni ma noi non avremo mai la prove definitiva e ultima che quella teoria sia vera. La verità è un’ideale regolativo. La verosimiglianza, ovvero il raggiungimento di teorie sempre più verosimili nel descrivere esaurientemente il mondo, è lo scopo della scienza. Il compito dell’uomo è la ricerca mai conclusa della verità. Il progresso scientifico è un approssimarsi alla verità. Qui abbiamo in riferimento a Socrate (affermava di continuare a cercare perchè sai di non sapere). Il punto di partenza dello scienziato è il sapere di non sapere. La vita di ogni essere umano e dello scienziato è una vita di costante ricerca.