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Popper e il neopositivismo, Appunti di Filosofia

La figura di Karl Popper, filosofo austriaco del Novecento, e il suo contributo alla definizione del criterio di demarcazione tra scienza e non scienza. In particolare, viene approfondito il principio di falsificabilità, che sostituisce il principio di verificazione nella definizione di una teoria scientifica. Viene inoltre analizzata la critica di Popper nei confronti del marxismo e della psicoanalisi, considerate dottrine omniesplicative e poco falsificabili.

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 01/09/2022

ValeriaDiTom
ValeriaDiTom 🇮🇹

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Popper
Karl Popper nasce a Vienna nel 1902, dove studia filosofia, matematica e fisica. Nel 1928 si laurea
in filosofia e l’anno successivo ottiene l’abilitazione all’insegnamento di matematica fisica.
Popper e il neopositivismo (Carnap e Circolo di Vienna)
Rappresenta uno dei problemi più controversi. Ci sono tre interpretazioni a proposito:
1. Popper sarebbe una sorta di neopositivista dissidente
2. Popper è l'avversario per eccellenza del neo positivismo
3. È in una posizione intermedia, ovvero una combinazione di elementi neo positivisti e anti-neo
positivisti, non sempre conciliati e conciliabili tra di loro
Di queste ipotesi la più fondata è la terza: sebbene il nesso con il neo positivismo è una componente
importante del pensiero di Popper, essa non è l'unica, la principale. Il filosofo stesso nella sua
autobiografia, dichiara che non è un neopositivista. Tuttavia con queste teorie condivide la battaglia
per l'unità della scienza, la persuasione dell'unicità del metodo scientifico, l'ipotesi di un linguaggio
osservative neutrale e l'idea della scienza come miglior esempio di condotta intellettuale.
Popper e Einstein
L'influenza dominante è stata esercitata da Einstein.infatti in relazione a lui che formula i suoi
problemi teorici fondamentali, quello della demarcazione tra scienza e pseudoscienza e quello della
certezza del sapere scientifico. Popper incontra per la prima volta lo scienziato nel 1919 e rimane
affascinato dalla sua concezione della scienza: Einstein aveva formulato delle previsioni rischiose,
delle vere e proprie “falsificazioni” che avrebbero potuto smentire le ipotesi scientifiche. Pertanto, è
possibile dire che la rivoluzione epistemologica di Popper rappresenta il riflesso filosofico della
rivoluzione scientifica compiuta da Einstein in fisica. Quindi Popper : Einstein = Kant : Newton.
La riabilitazione della filosofia
L'interesse di Popper non si rivolge solamente alla teoria della conoscenza scientifica, bensì alla
teoria della conoscenza in generale.per quanto riguarda la filosofia però bisogna procedere a una
vera e propria riabilitazione generale di essa. In primo luogo egli ribadisce la necessità e
l'ineliminabilità della filosofia: tutti gli uomini sono filosofi. In secondo luogo insiste sul fatto che,
come esistono teoria scientifica perché esistono problemi scientifici, così esistono le teorie
filosofiche perché esistono problemi di natura filosofica. Per Popper la filosofia non ho bisogno di
grandi parole, deve essere apertura nei confronti del reale che abbiamo davanti. La sua è una
filosofia esistenziale dei grandi problemi —> l’uomo è fondamentale.
“La filosofia deve rivolgersi ai problemi della cosmologia, come fa anche la scienza. Ma esse
perdono ogni attrattiva quando diventano specialistiche e cessano di interrogare gli enigmi del
mondo. La specializzazione può essere una tentazione per lo scienziato; per il filosofo è un peccato
mortale”.
Il principio di falsificabilità
Il punto di partenza di Popper è la ricerca di un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza in
modo da tracciarne la linea di confine. Secondo Popper il principio di verificazione non è adatto a
definire vera una teoria, perché potrà essere smentita da un qualsiasi falsificatore (Per Galileo, che
utilizza un metodo universale e necessario, la scienza è forte; per Popper la scienza è debole).
Ma se il principio di verificazione non è adatto, allora bisogna far riferimento a un altro principio: il
principio di falsificabilità. Secondo tale criterio una teoria è scientifica quando può essere smentita
dall'esperienza, ossia quando esibisce delle possibili esperienze falsificanti. La scienza viene
definita “edificio costruito su palafitte” poiché può crollare da un momento all’altro.
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Popper

Karl Popper nasce a Vienna nel 1902, dove studia filosofia, matematica e fisica. Nel 1928 si laurea in filosofia e l’anno successivo ottiene l’abilitazione all’insegnamento di matematica fisica. Popper e il neopositivismo (Carnap e Circolo di Vienna) Rappresenta uno dei problemi più controversi. Ci sono tre interpretazioni a proposito:

  1. Popper sarebbe una sorta di neopositivista dissidente
  2. Popper è l'avversario per eccellenza del neo positivismo
  3. È in una posizione intermedia, ovvero una combinazione di elementi neo positivisti e anti-neo positivisti, non sempre conciliati e conciliabili tra di loro Di queste ipotesi la più fondata è la terza: sebbene il nesso con il neo positivismo è una componente importante del pensiero di Popper, essa non è l'unica, né la principale. Il filosofo stesso nella sua autobiografia, dichiara che non è un neopositivista. Tuttavia con queste teorie condivide la battaglia per l'unità della scienza, la persuasione dell'unicità del metodo scientifico, l'ipotesi di un linguaggio osservative neutrale e l'idea della scienza come miglior esempio di condotta intellettuale. Popper e Einstein L'influenza dominante è stata esercitata da Einstein.infatti in relazione a lui che formula i suoi problemi teorici fondamentali, quello della demarcazione tra scienza e pseudoscienza e quello della certezza del sapere scientifico. Popper incontra per la prima volta lo scienziato nel 1919 e rimane affascinato dalla sua concezione della scienza: Einstein aveva formulato delle previsioni rischiose, delle vere e proprie “falsificazioni” che avrebbero potuto smentire le ipotesi scientifiche. Pertanto, è possibile dire che la rivoluzione epistemologica di Popper rappresenta il riflesso filosofico della rivoluzione scientifica compiuta da Einstein in fisica. Quindi Popper : Einstein = Kant : Newton. La riabilitazione della filosofia L'interesse di Popper non si rivolge solamente alla teoria della conoscenza scientifica, bensì alla teoria della conoscenza in generale.per quanto riguarda la filosofia però bisogna procedere a una vera e propria riabilitazione generale di essa. In primo luogo egli ribadisce la necessità e l'ineliminabilità della filosofia: tutti gli uomini sono filosofi. In secondo luogo insiste sul fatto che, come esistono teoria scientifica perché esistono problemi scientifici, così esistono le teorie filosofiche perché esistono problemi di natura filosofica. Per Popper la filosofia non ho bisogno di grandi parole, deve essere apertura nei confronti del reale che abbiamo davanti. La sua è una filosofia esistenziale dei grandi problemi —> l’uomo è fondamentale. “La filosofia deve rivolgersi ai problemi della cosmologia, come fa anche la scienza. Ma esse perdono ogni attrattiva quando diventano specialistiche e cessano di interrogare gli enigmi del mondo. La specializzazione può essere una tentazione per lo scienziato; per il filosofo è un peccato mortale”. Il principio di falsificabilità Il punto di partenza di Popper è la ricerca di un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza in modo da tracciarne la linea di confine. Secondo Popper il principio di verificazione non è adatto a definire vera una teoria, perché potrà essere smentita da un qualsiasi falsificatore (Per Galileo, che utilizza un metodo universale e necessario, la scienza è forte; per Popper la scienza è debole). Ma se il principio di verificazione non è adatto, allora bisogna far riferimento a un altro principio: il principio di falsificabilità. Secondo tale criterio una teoria è scientifica quando può essere smentita dall'esperienza, ossia quando esibisce delle possibili esperienze falsificanti. La scienza viene definita “edificio costruito su palafitte” poiché può crollare da un momento all’altro.

L’asimmetria tra verificabilità e falsificabilità La "superiorità" epistemologica del principio di falsificabilità deriva dall’asimmetria logica (probabilità) tra verificabilità e falsificabilità, ossia dal fatto che miliardi miliardi di conferme non rendono certa una teoria, mentre basta un solo fatto negativo per confutarla (ad esempio nessuna osservazione particolare di soli cigni bianchi sarà mai in grado di giustificare la validità della tesi generale "tutti i cigni sono bianchi", mentre basta l'osservazione di un solo cigno nero per smentirla). Quindi la scienza non è il mondo delle verità certe e definitivamente "veri-ficate", ma l'universo delle ipotesi che non sono ancora state “falsi-ficate”. Popper ritiene che le teorie, pur non potendo essere verificate ma solo falsificate, possano venire “corroborate”. Un'ipotesi teorica è corroborata quando ha superato il confronto con un'esperienza potenzialmente falsificante. Tuttavia, il fatto che è una teoria presenti un alto grado di corroborazione non dice alcunché sulla sua capacità di sopravvivere a controlli futuri. Questo significa che la corroborazione può fungere da (temporaneo) criterio di scelta tra ipotesi rivali. La critica epistemologica al marxismo e alla psicoanalisi È abbastanza duro l'atteggiamento di Popper nei confronti del marxismo e della psicoanalisi. Popper dice che, mentre la dottrina di Einstein presenta un potere esplicativo limitato ed è aperta a possibili smentite, marxismo e psicoanalisi sono dottrine omniesplicative, dottrine a “maglia larga” che appaiono caratterizzate da insufficiente falsificabilità e dirette ad aggirare possibili smentite tramite “ipotesi di salvataggio”, cioè che non si possono smentire perché ogni volta che si tenta di farlo, si trovano delle scuse. Il metodo: procedimento per congetture e confutazioni Popper afferma che non c'è alcun metodo per scoprire una teoria scientifica, sostenendo che le teorie sono l'esito di congetture "audaci" e di intuizioni "creativa", e non di procedimenti da manuale. Popper crede nell'esistenza di un metodo in grado di controllare le teorie o, di una procedura che vuole definire lo specifico percorso della scienza: problemi-teorie-critiche. Questo metodo è il procedimento per congetture e confutazioni, o per prova ed errore, che consiste nel rispondere a un problema mediante un'ipotesi che deve essere sottoposta al vaglio critico dell’esperienza. La messa appunto di questo procedimento implica una valorizzazione dell’errore. La scienza quindi non è più episteme, cioè un sistema infallibile di verità certe, ma è doxa. Ossia un insieme di congetture suscettibili di confutazione; ne segue che l’errore fa parte integrante del sapere scientifico, al punto che fare scienza significa incorrere in errori e imparare da essi. Il rifiuto dell’induzione e la teoria della mente come “faro” Per Popper la scienza si fonda sull'induzione, intesa come un procedimento che va dal particolare all’universale. In realtà però, l'induzione è concepita come procedimento di giustificazione delle teorie, non esiste perché per quanto numerose e possono essere le osservazioni singolari, e se non sono mai capace di produrre teorie universali. Questa importanza strutturale dell'induzione trono emblematica illustrazione della vicenda del "tacchino induttivista" di Russell: “il tacchino elaborò un'inferenza induttiva (mi danno il cibo alle nove del mattino). Ma purtroppo questa conclusione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale quando, invece di venire nutrito, fu sgozzato”. Popper afferma che la nostra mente non è un recipiente vuoto ma un “faro” che illumina, ovvero un deposito di ipotesi alla luce delle quali percepiamo la realtà. Popper arriva a scrivere quindi che non vi è organo di senso in cui non siano geneticamente incorporate delle teorie anticipative.