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POST-IMPRESSIONISMO POWER POINT, Slide di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Power point sul post impressionismo

Tipologia: Slide

2020/2021

Caricato il 10/10/2023

giorgia-marracino
giorgia-marracino 🇮🇹

4.5

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POSTIMPRESSIONIS
MO:
Natura;
Colore;
Bellezza.
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POSTIMPRESSIONIS

MO:

Natura;

Colore;

Bellezza.

TENDENZE

POSTIMPRESSIONISTE

Con «tendenze postimpressioniste» vengono indicati quegli

orientamenti artistici che si svilupparono in Francia nel corso

dell’ultimo ventennio dell’Ottocento.

Esse si pongono come principale obbiettivo superare i concetti

dell'Impressionismo, conservandone solo alcune caratteristiche,

per scavare più a fondo nella libertà del colore avventurandosi

verso strade non ancora percorse.

Si differenziano dall'Impressionismo perché gli artisti

effettuavano studi del disegno all'interno del proprio studio-

atelier.

Alla base dell’ esistenza di queste c’era la conquista

impressionistica della natura , indagata senza che l’artista

scegliesse un soggetto particolare poiché tutto ciò che si

presentava agli occhi di esso sembrava degno di essere

rappresentato così come appariva alla vista.

Paul Cèzanne, Casa Maria, ca 1895. Olio su tela

65X81 cm. Fort Worth (Texas), Kimbell Art Museum.

NATURA

Alla base delle diverse tendenze c’era la conquista impressionista della

natura en plein air, indagata senza che l’artista scegliesse un soggetto

particolare, perché tutto quello che si presentava ai suoi occhi era

comunque degno di essere rappresentato così come appariva alla vista

e per le suggestioni di luce e di colori che suscitava.

 Uno degli artisti postimpressionisti a trattare ampiamente nelle sue opere

l’elemento naturale fu Paul Cèzanne (Aix-en-Provence 1839-1906).

 Egli, originario dell’Italia (Piemonte) e di famiglia nobile, studiò nel collegio

Bourbon dove ebbe come compagno lo scrittore Emile Zola e successivamente

seguì dei corsi di disegno all’Ecole des Beaux-Arts della città natale.

 Trascorse poi alcuni anni della sua vita a Parigi per dedicarsi alla pittura tentando

incessantemente di far accettare le sue opere ai Salons ufficiali ricevendo però

solo rifiuti.

 Qui entrò in contatto con il pittore Pissarro e con lui cominciò a frequentare il Café

Guerbois, luogo di ritrovo di quelli che sarebbero diventati « Gli impressionisti ».

 Tuttavia le sue opere di inizi anni Ottanta mostrano significative differenze rispetto

a quelle degli Impressionisti ed il suo distacco dalla visione effimera della realtà

che questi ultimi possedevano. Egli però apprese da questi il dipingere en plein

air.

 Egli morì il 15 ottombre 1906 a causa di un tremendo temporale che lo portò al

collasso ed alla successiva perdita dei sensi.

Paul Cèzanne

Ad evidenziare l’importanza della natura nei suoi dipinti fu ancora Vincent Willem van Gogh (1853-1890).

Egli pur essendo appassionato di disegno fin da bambino, cominciò a dipingere solo verso i 30 anni e le sue opere più

conosciute sono quelle dipinte tra il 1888 e il 1890 , pochi anni prima di morire.

La vita di van Gogh è stata caratterizzata dal malessere psichico. Non si sa ancora con certezza quale fosse la malattia

che lo affliggesse, quel che è certo è che l’artista soffriva di attacchi di panico e allucinazioni alle quali reagiva con atti di

violenza e tentativi di suicidio, seguiti da uno stato di torpore. Il tutto era aggravato dall’alcool. Van Gogh era infatti un

amante dell’assenzio.

Vincent aveva un rapporto molto stretto con suo fratello Theo , mercante d’arte che per anni lo sostenne

economicamente. Tale legame è testimoniato dalle oltre 600 lettere che Vincent inviò al fratello.

Nel 1879 van Gogh si recò nelle regioni minerarie del Belgio per prendersi cura dei malati e predicare la Bibbia ai

minatori. Decise di vivere come loro, in povertà, dormendo in una baracca e dividendo con gli altri i pasti frugali

attorno alla flebile luce delle lampade.

Gli umili, i lavoratori dei campi e i minatori sono infatti i soggetti preferiti da van Gogh, oltre ai numerosi autoritratti , ai

paesaggi , ai dipinti con cipressi e alla rappresentazione di campi di grano e girasoli.

Alcuni avvicinano lo stile di van Gogh all’ impressionismo , ma a differenza degli impressionisti puri, van Gogh nelle sue

opere non descrive la realtà dal suo particolare punto di vista, ma compie l’operazione inversa: è la realtà che diventa

una creazione e una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Per questo è considerato un pioniere

dell’ espressionismo.

Van Gogh morì a soli 37 anni per un colpo di rivoltella probabilmente auto inferto. C’è però chi sostiene che non si sia

trattato di un suicidio ma che si sia trattato di un incidente, legato all’abitudine che aveva Van Gogh di passeggiare di

notte nei campi di grano. Secondo alcuni testimoni infatti, pochi giorni prima della morte dell’artista, in quegli stessi

campi alcuni ragazzi del luogo stavano giocando al tiro al bersaglio con una pistola.

L’ipotesi è che l’artista possa essere stato ferito da uno di quei proiettili, per poi trascinarsi, ferito e sanguinante, nella

sua camera. La comunità accademica tuttavia non ha accolto questa ipotesi.

Vincent van Gogh

OPERA:

 Il dipinto « Campo di grano con volo di corvi» è stato realizzato nel 1890 ed è attualmente conservato al Van Gogh Museum di

Amsterdam.

 Per molto tempo si è ritenuto che questo fosse stato l'ultimo quadro dipinto da Van Gogh prima di morire. Gli storici dell'arte sono

infatti incerti su quale sia l'ultimo dipinto dell’autore, dal momento che non esistono fonti documentate al riguardo.

 La tela infatti è uno straziante grido di dolore, accentuato dal ritmo vorticoso delle pennellate, mediante le quali il pittore proietta il

proprio stato d'animo e la propria dimensione di sofferenza sulla realtà circostante.

 Una tempesta, quasi come un presentimento di lutto, si sta per abbattere su un campo di grano dal quale si leva uno stormo di corvi

neri in un basso volo disordinato, quasi come se fossero avvoltoi su un cadavere. È noto che l'artista nutriva un profondo rispetto nei

confronti delle forze della natura , e questo spiega perché dipinse cieli agitati in molte delle sue opere: egli infatti riteneva che il

soggetto fosse dotato di un incalcolabile potenziale artistico se riprodotto su tela. Il campo di grano, sconquassato senza pietà dal

vento, è stato realizzato mediante vere e proprie frustate di giallo, mentre il cielo, inizialmente terso, è ora foriero di burrasca, a tal

punto da essere offuscato dall'intenso colore nero delle nubi che si calano ostili e minacciose.

 Il campo di grano è inoltre solcato da tre sentieri serpeggianti: il primo nell'angolo in basso a sinistra, il secondo al centro e il terzo

nell'angolo in basso a destra. Si noti come i due sentieri laterali sembrano non avere né un punto d'origine né tanto meno sembrano

condurre ad un punto preciso del quadro. Questa triplice diramazione, infatti, allude metaforicamente alle alternative annientatrici e

terribili che hanno gravato incessantemente sulla vita di van Gogh, il quale ha faticato a scegliere tra le inconciliabili alternative

esistenziali e professionali che ha avuto davanti, le quali spesso conducevano a direzioni diametralmente opposte e inconcludenti,

per poi riconoscersi e attuarsi nella possibilità artistica, con la quale ha smesso di reprimere e soffocare le sue tensioni interiori. Il

viottolo al centro, che nel corso degli anni è risultato essere il più gravido di interpretazioni, rappresenta una strada senza via d'uscita,

potenzialmente percorsa da chi non ha alcuna meta ove andare e non sa nemmeno cosa cercare e che, proprio per questo,

rappresenta al meglio la forte angoscia esistenziale che inquietava il pittore. Così egli stesso descrisse la tela in una delle lettere al

fratello Théo.

 Ritorna qui il contrasto tra il giallo, colore della fertilità e della vita, e il blu cobalto. Quest'accoppiamento cromatico, tuttavia, ha

ormai perso ogni nota giubilante e assume toni drammaticamente tenebrosi, carichi di presagio, per nulla alleggeriti dal funereo

turbinare dei corvi.

 I colori, sovraccaricati, sono depositati sulla tela con pennellate impazienti, frante, appuntite, quasi rabbiose. La luminosità sta ormai

per soccombere, vinta dall'oscurità del colore nero che, implacabile, la avvolgerà completamente. All'artista non rimane altro da fare

che contemplare, impotente, la tempesta che da lì a poco si scatenerà.

Vincent van Gogh, Campo di grano

con volo di corvi, luglio 1890. Olio

su tela, 50,5x100,5 cm.

Amsterdam van Gogh Museum.

A Georges-Pierre Seurat, studente dell'École des Beaux-Arts, (Parigi 1859 – Gravelines 1891)le
nuove teorie di Chevreul apparvero una vera e propria rivelazione.
Egli infatti, a partire da quello del chimico francese, creò un proprio cerchio cromatico in cui,
cominciando dal centro e procedendo verso la periferia, i vari colori disposti a raggiera
sfumavano schiarendosi lentamente fino alla corona circolare completamente bianca.
Egli è considerato il maestro del puntinismo e l’artista che ha rivoluzionato la pittura con le teorie
sui colori, rinnovando l’impressionismo in chiave scientifica.
Gli inizi di quest’ultimo furono impressionisti, ma a partire dal 1885 egli creò una serie di opere
servendosi della tecnica divisionista da lui stesso messa a punto. Essa consisteva
nell’accostamento di colori puri tenuti fra loro divisi, derivante proprio dalle teorie di Chevreul
sul contrasto simultaneo.
A ciò l’artista aggiunse anche il principio della ricomposizione retìnica dove i colori accostati
sulla tela sarebbero stati ricomposti e fusi dalla retìna dell’occhio degli osservatori senza
l’intervento meccanico del pittore assicurando così la massima luminosità dei colori e la loro
fusione al solo sguardo.
Tuttavia perché ciò potesse verificarsi occorreva che i colori fossero depositati sulla tela con la
punta del pennello sotto forma di minuscoli puntini; da qui deriva il termine «Puntinismo» con
cui la tecnica divenne nota, anche se l’ideatore preferva il termine «Divisionismo» o
«Cromatismo».
Egli Morì a soli 31 anni, a causa di un’infezione, probabilmente difterite; la malattia lo colpì nel
marzo del 1891 e lo portò via in pochissimo tempo.

Georges-Pierre Seurat

OPERA:

Il dipinto « Une baignade à Asnières» ritrae un angolo balneabile della Senna nella periferia industriale di Parigi, a fine

Ottocento.

Nel dipinto sono rappresentati alcuni bagnanti sulla riva della Senna. Il tempo è soleggiato e pare essere una giornata

estiva. Un ragazzo è seduto al centro del dipinto, di profilo, rivolto a destra. Il suo viso è quello di un adolescente con le

guance paffute e il naso molto pronunciato. I suoi piedi sono immersi nell’acqua del fiume. Dietro e accanto a lui sono

posti alcuni indumenti, una camicia bianca, un paio di stivaletti neri e un cappello di paglia. In basso, un bambino biondo

gioca nell’acqua.

A destra, invece, un altro ragazzo è immerso nell’acqua fino al bacino. Anche lui è rivolto a destra e con le mani intorno

alla bocca sembra incitare i canottieri. In basso a sinistra, un uomo di età matura è sdraiato sull’erba; guarda verso il

fiume e sembra seguire la gara di canoe. Indossa una camicia bianca e i pantaloni sono neri come la bombetta poggiata

sul capo. Le scarpe marroni riprendono vagamente il colore del piccolo cane accucciato dietro la sua schiena.

Una donna è seduta a sinistra, in alto con le braccia sopra le ginocchia piegate e osserva la scena. Infine, altri due

bagnanti sono coricati sull’erba lontano. Sul fiume navigano alcune piccole imbarcazioni a vela e alcune canoe giungono

da destra. Sulla barca a remi con la bandiera francese sono seduti alcuni borghesi. Una signora si ripara con un

ombrellino bianco. La loro imbarcazione si dirige verso l’isola della Grande Jatte. Sullo sfondo, a destra, si nota una

macchia di alberi, verso il centro vi sono delle fabbriche ed altri edifici. Inoltre, un ponte ferroviario attraversa il fiume.

Un treno giunge da destra e il vapore si espande contro l’azzurro del cielo. Infine, a sinistra, vi sono altri alberi.

Il luogo nel quale è ambientato il dipinto di Seurat è Asnières-sur-Seine, una località industriale dell’Île-de-France, a

nord-ovest di Parigi. Le fabbriche che si intravedono sullo sfondo sono quelle di Clichy.

Gli Impressionisti furono i primi a ritrarre gli angoli metropolitani e naturali che si affacciano sulla Senna. Infatti il fiume

offre dalle sue rive numerose possibilità di studiare en plain-air i riflessi della natura sull’acqua. Inoltre la Senna traversa

interamente Parigi e bagna molte zone della città nel corso dei suoi 776 km.

Tuttavia il tema e la tecnica utilizzati per definire i prati, gli alberi, il cielo e l’acqua sono impressionisti mentre l’utilizzo del

puntinismo ampiamente utilizzato si distacca da quest’ultimo. Anche il formato della tela si distacca dalla tradizione

impressionista in quanto non consente, per via delle dimensioni, di dipingere en plein air.

Georges Seurat, Bagnanti ad

Asnières , 1884, olio su tela,

201×301,5 cm. Londra, National

Gallery.

OPERA:

 Nell’ opera «I gasometri. Clichy», presentata dall’artista nel 1886 in una

mostra impressionista, Signac evidenzia per la prima volta l’applicazione

delle nuove tecniche divisioniste.

 Il dipinto raffigura il sobborgo industriale di Clichy situato a Nord di Parigi,

nei pressi dell’abitazione dello stesso. Egli vuole delineare il mutamento del

paesaggio di campagna che retrocede lasciando il posto alle fabbriche,

simbolo di modernità nei confronti della quale l’autore non si esprime.

 Il panorama è segnato dai gasometri, serbatoi contenti gas, la cui struttura

era attribuita ad Eiffel. Essi hanno forme circolari in netto contrasto con le

linee spezzate del gruppo di case situate al centro, davanti ad uno spiazzo

erboso.

 L’innovazione dell’opera è costituita nell’uso del colore che è distribuito in

piccoli tocchi di tinte pure che mettono l’accento sulla giustapposizione dei

complementari.

 Inoltre si può evincere come Signac si distingue da Seraut per la tavolozza

più vivace ed una pennellata più variata e meno regolare.

Paul Signac, I gasometri. Clichy. Olio su

tela, 65x81 cm. Melbourne, National

Gallery of Victoria.

BELLEZZA

Dizionario:

bellezza

/bel·léz·za/

sostantivo femminile

  1. La qualità capace di appagare l'animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di

meritata e degna contemplazione: Più dell'oro possanza Sovra gli animi umani

ha la Bellezza (Parini); b. fisica ; la b. del volto , delle membra , delle forme ; b.

spirituale ; part. , di spettacoli naturali, opere d'arte ( ammirare la b. di un

panorama ; un quadro d'incomparabile b. ), gesti o comportamenti morali ( la

b. di un atto eroico , della virtù ).

OPER

A:

 Il dipinto «Aha oe feii?» ( Come, sei gelosa? ), realizzato nel 1892, raffigura la visione del pittore che, disgustato dal

decadente caos in cui era precipitata la giungla urbana parigina, nel 1891 si reca a Tahiti, in Polinesia.

 Il titolo dell'opera infatti, riportato in basso a sinistra, è rigorosamente in lingua maori, in modo tale da investire

l'osservatore di misteriose suggestioni. Aha oe feii? raffigura due fanciulle tahitiane che si offrono agli occhi dell'osservatore

nude, senza peccaminosi sottintesi o ammiccamenti, bensì con una spontaneità talmente dirompente da essere quasi

insopportabile.

 La ragazza di destra è completamente distesa sulla sabbia rosa corallino e si lascia accarezzare dai raggi sudati del sole, con la

mano fiaccamente poggiata sul ventre e un pareo rosso che le nasconde il pube. A sinistra, invece, vi è una fanciulla con la

chioma nera e fluente, impreziosita di una candida ghirlanda di fiori e avvolta dietro la nuca con un nastro blu: mentre la sua

compagna è supina, lei è accovacciata, all'ombra.

 Gauguin descrive con particolare interesse la sua fisionomia e si sofferma in particolare sul plasticismo robusto, quasi

michelangiolesco, del seno, sulle labbra carnose, e sulla linea curva del suo naso. In alto incombe un piccolo alberello,

mentre in alto a sinistra troviamo uno specchio d'acqua, dove l'osservatore può agevolmente assaporare un diapason di luci,

colori e incanti.

 al punto di vista compositivo è particolarmente interessante l'intreccio formato dai corpi delle due ragazze, le quali sono

l'una il rovescio dell'altra, nel segno di una squisita complementarità pittorica. Gauguin, infatti, dispone in maniera speculare

elementi analoghi, in modo tale che le loro teste diventano due estremi della stessa direzione, così come il perizoma della

ragazza al sole, al quale corrisponde il pareo rosso della ragazza in ombra.

 L'osservatore, tuttavia, non è colpito solo da questa sorta di chiasmo pittorico: a destare la sua attenzione interviene anche

lo spiccato antinaturalismo pittorico dell'opera che presenta una visione differente dei canoni di bellezza utilizzati dai

postimpressionisti del tempo.

 Gauguin, infatti, applica i colori non in ragione di una presunta rispondenza con la realtà, bensì in virtù del loro valore

simbolico, in modo tale da ottenere uno straordinario potere suggestivo: è per questo motivo che la sabbia si tinge di

un'improbabile tinta rosa e che l'acqua, increspandosi, inscena un caleidoscopico trionfo di colori, dove trovano posto

tonalità rossastre, brune, nere che non possono assolutamente corrispondere alla realtà.

[2]

In piena ottemperanza con la

tecnica cloisonniste già maturata a Pont-Aven, poi, le figure sono definite da una spessa linea di contorno, decorativa ed

elegante, tracciata da Gauguin con perfetta padronanza.

Paul Gauguin, Aha oe feil? (Come! Sei

Gelosa?) , 1892. Olio su tela, 66x89 cm.

Mosca, Museo Puskin.

GIORGIA MARRACINO

MARIA ASSUNTA CERALDI

CLASSE VD 2020/2021.