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Power point sul post impressionismo
Tipologia: Slide
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Paul Cèzanne, Casa Maria, ca 1895. Olio su tela
65X81 cm. Fort Worth (Texas), Kimbell Art Museum.
Uno degli artisti postimpressionisti a trattare ampiamente nelle sue opere
l’elemento naturale fu Paul Cèzanne (Aix-en-Provence 1839-1906).
Egli, originario dell’Italia (Piemonte) e di famiglia nobile, studiò nel collegio
Bourbon dove ebbe come compagno lo scrittore Emile Zola e successivamente
seguì dei corsi di disegno all’Ecole des Beaux-Arts della città natale.
Trascorse poi alcuni anni della sua vita a Parigi per dedicarsi alla pittura tentando
incessantemente di far accettare le sue opere ai Salons ufficiali ricevendo però
solo rifiuti.
Qui entrò in contatto con il pittore Pissarro e con lui cominciò a frequentare il Café
Guerbois, luogo di ritrovo di quelli che sarebbero diventati « Gli impressionisti ».
Tuttavia le sue opere di inizi anni Ottanta mostrano significative differenze rispetto
a quelle degli Impressionisti ed il suo distacco dalla visione effimera della realtà
che questi ultimi possedevano. Egli però apprese da questi il dipingere en plein
air.
Egli morì il 15 ottombre 1906 a causa di un tremendo temporale che lo portò al
collasso ed alla successiva perdita dei sensi.
…
Ad evidenziare l’importanza della natura nei suoi dipinti fu ancora Vincent Willem van Gogh (1853-1890).
Egli pur essendo appassionato di disegno fin da bambino, cominciò a dipingere solo verso i 30 anni e le sue opere più
conosciute sono quelle dipinte tra il 1888 e il 1890 , pochi anni prima di morire.
La vita di van Gogh è stata caratterizzata dal malessere psichico. Non si sa ancora con certezza quale fosse la malattia
che lo affliggesse, quel che è certo è che l’artista soffriva di attacchi di panico e allucinazioni alle quali reagiva con atti di
violenza e tentativi di suicidio, seguiti da uno stato di torpore. Il tutto era aggravato dall’alcool. Van Gogh era infatti un
amante dell’assenzio.
Vincent aveva un rapporto molto stretto con suo fratello Theo , mercante d’arte che per anni lo sostenne
economicamente. Tale legame è testimoniato dalle oltre 600 lettere che Vincent inviò al fratello.
Nel 1879 van Gogh si recò nelle regioni minerarie del Belgio per prendersi cura dei malati e predicare la Bibbia ai
minatori. Decise di vivere come loro, in povertà, dormendo in una baracca e dividendo con gli altri i pasti frugali
attorno alla flebile luce delle lampade.
Gli umili, i lavoratori dei campi e i minatori sono infatti i soggetti preferiti da van Gogh, oltre ai numerosi autoritratti , ai
paesaggi , ai dipinti con cipressi e alla rappresentazione di campi di grano e girasoli.
Alcuni avvicinano lo stile di van Gogh all’ impressionismo , ma a differenza degli impressionisti puri, van Gogh nelle sue
opere non descrive la realtà dal suo particolare punto di vista, ma compie l’operazione inversa: è la realtà che diventa
una creazione e una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Per questo è considerato un pioniere
dell’ espressionismo.
Van Gogh morì a soli 37 anni per un colpo di rivoltella probabilmente auto inferto. C’è però chi sostiene che non si sia
trattato di un suicidio ma che si sia trattato di un incidente, legato all’abitudine che aveva Van Gogh di passeggiare di
notte nei campi di grano. Secondo alcuni testimoni infatti, pochi giorni prima della morte dell’artista, in quegli stessi
campi alcuni ragazzi del luogo stavano giocando al tiro al bersaglio con una pistola.
L’ipotesi è che l’artista possa essere stato ferito da uno di quei proiettili, per poi trascinarsi, ferito e sanguinante, nella
sua camera. La comunità accademica tuttavia non ha accolto questa ipotesi.
Vincent van Gogh
OPERA:
Il dipinto « Campo di grano con volo di corvi» è stato realizzato nel 1890 ed è attualmente conservato al Van Gogh Museum di
Amsterdam.
Per molto tempo si è ritenuto che questo fosse stato l'ultimo quadro dipinto da Van Gogh prima di morire. Gli storici dell'arte sono
infatti incerti su quale sia l'ultimo dipinto dell’autore, dal momento che non esistono fonti documentate al riguardo.
La tela infatti è uno straziante grido di dolore, accentuato dal ritmo vorticoso delle pennellate, mediante le quali il pittore proietta il
proprio stato d'animo e la propria dimensione di sofferenza sulla realtà circostante.
Una tempesta, quasi come un presentimento di lutto, si sta per abbattere su un campo di grano dal quale si leva uno stormo di corvi
neri in un basso volo disordinato, quasi come se fossero avvoltoi su un cadavere. È noto che l'artista nutriva un profondo rispetto nei
confronti delle forze della natura , e questo spiega perché dipinse cieli agitati in molte delle sue opere: egli infatti riteneva che il
soggetto fosse dotato di un incalcolabile potenziale artistico se riprodotto su tela. Il campo di grano, sconquassato senza pietà dal
vento, è stato realizzato mediante vere e proprie frustate di giallo, mentre il cielo, inizialmente terso, è ora foriero di burrasca, a tal
punto da essere offuscato dall'intenso colore nero delle nubi che si calano ostili e minacciose.
Il campo di grano è inoltre solcato da tre sentieri serpeggianti: il primo nell'angolo in basso a sinistra, il secondo al centro e il terzo
nell'angolo in basso a destra. Si noti come i due sentieri laterali sembrano non avere né un punto d'origine né tanto meno sembrano
condurre ad un punto preciso del quadro. Questa triplice diramazione, infatti, allude metaforicamente alle alternative annientatrici e
terribili che hanno gravato incessantemente sulla vita di van Gogh, il quale ha faticato a scegliere tra le inconciliabili alternative
esistenziali e professionali che ha avuto davanti, le quali spesso conducevano a direzioni diametralmente opposte e inconcludenti,
per poi riconoscersi e attuarsi nella possibilità artistica, con la quale ha smesso di reprimere e soffocare le sue tensioni interiori. Il
viottolo al centro, che nel corso degli anni è risultato essere il più gravido di interpretazioni, rappresenta una strada senza via d'uscita,
potenzialmente percorsa da chi non ha alcuna meta ove andare e non sa nemmeno cosa cercare e che, proprio per questo,
rappresenta al meglio la forte angoscia esistenziale che inquietava il pittore. Così egli stesso descrisse la tela in una delle lettere al
fratello Théo.
Ritorna qui il contrasto tra il giallo, colore della fertilità e della vita, e il blu cobalto. Quest'accoppiamento cromatico, tuttavia, ha
ormai perso ogni nota giubilante e assume toni drammaticamente tenebrosi, carichi di presagio, per nulla alleggeriti dal funereo
turbinare dei corvi.
I colori, sovraccaricati, sono depositati sulla tela con pennellate impazienti, frante, appuntite, quasi rabbiose. La luminosità sta ormai
per soccombere, vinta dall'oscurità del colore nero che, implacabile, la avvolgerà completamente. All'artista non rimane altro da fare
che contemplare, impotente, la tempesta che da lì a poco si scatenerà.
Vincent van Gogh, Campo di grano
con volo di corvi, luglio 1890. Olio
su tela, 50,5x100,5 cm.
Amsterdam van Gogh Museum.
…
OPERA:
Il dipinto « Une baignade à Asnières» ritrae un angolo balneabile della Senna nella periferia industriale di Parigi, a fine
Ottocento.
Nel dipinto sono rappresentati alcuni bagnanti sulla riva della Senna. Il tempo è soleggiato e pare essere una giornata
estiva. Un ragazzo è seduto al centro del dipinto, di profilo, rivolto a destra. Il suo viso è quello di un adolescente con le
guance paffute e il naso molto pronunciato. I suoi piedi sono immersi nell’acqua del fiume. Dietro e accanto a lui sono
posti alcuni indumenti, una camicia bianca, un paio di stivaletti neri e un cappello di paglia. In basso, un bambino biondo
gioca nell’acqua.
A destra, invece, un altro ragazzo è immerso nell’acqua fino al bacino. Anche lui è rivolto a destra e con le mani intorno
alla bocca sembra incitare i canottieri. In basso a sinistra, un uomo di età matura è sdraiato sull’erba; guarda verso il
fiume e sembra seguire la gara di canoe. Indossa una camicia bianca e i pantaloni sono neri come la bombetta poggiata
sul capo. Le scarpe marroni riprendono vagamente il colore del piccolo cane accucciato dietro la sua schiena.
Una donna è seduta a sinistra, in alto con le braccia sopra le ginocchia piegate e osserva la scena. Infine, altri due
bagnanti sono coricati sull’erba lontano. Sul fiume navigano alcune piccole imbarcazioni a vela e alcune canoe giungono
da destra. Sulla barca a remi con la bandiera francese sono seduti alcuni borghesi. Una signora si ripara con un
ombrellino bianco. La loro imbarcazione si dirige verso l’isola della Grande Jatte. Sullo sfondo, a destra, si nota una
macchia di alberi, verso il centro vi sono delle fabbriche ed altri edifici. Inoltre, un ponte ferroviario attraversa il fiume.
Un treno giunge da destra e il vapore si espande contro l’azzurro del cielo. Infine, a sinistra, vi sono altri alberi.
Il luogo nel quale è ambientato il dipinto di Seurat è Asnières-sur-Seine, una località industriale dell’Île-de-France, a
nord-ovest di Parigi. Le fabbriche che si intravedono sullo sfondo sono quelle di Clichy.
Gli Impressionisti furono i primi a ritrarre gli angoli metropolitani e naturali che si affacciano sulla Senna. Infatti il fiume
offre dalle sue rive numerose possibilità di studiare en plain-air i riflessi della natura sull’acqua. Inoltre la Senna traversa
interamente Parigi e bagna molte zone della città nel corso dei suoi 776 km.
Tuttavia il tema e la tecnica utilizzati per definire i prati, gli alberi, il cielo e l’acqua sono impressionisti mentre l’utilizzo del
puntinismo ampiamente utilizzato si distacca da quest’ultimo. Anche il formato della tela si distacca dalla tradizione
impressionista in quanto non consente, per via delle dimensioni, di dipingere en plein air.
Georges Seurat, Bagnanti ad
Asnières , 1884, olio su tela,
201×301,5 cm. Londra, National
Gallery.
OPERA:
Nell’ opera «I gasometri. Clichy», presentata dall’artista nel 1886 in una
mostra impressionista, Signac evidenzia per la prima volta l’applicazione
delle nuove tecniche divisioniste.
Il dipinto raffigura il sobborgo industriale di Clichy situato a Nord di Parigi,
nei pressi dell’abitazione dello stesso. Egli vuole delineare il mutamento del
paesaggio di campagna che retrocede lasciando il posto alle fabbriche,
simbolo di modernità nei confronti della quale l’autore non si esprime.
Il panorama è segnato dai gasometri, serbatoi contenti gas, la cui struttura
era attribuita ad Eiffel. Essi hanno forme circolari in netto contrasto con le
linee spezzate del gruppo di case situate al centro, davanti ad uno spiazzo
erboso.
L’innovazione dell’opera è costituita nell’uso del colore che è distribuito in
piccoli tocchi di tinte pure che mettono l’accento sulla giustapposizione dei
complementari.
Inoltre si può evincere come Signac si distingue da Seraut per la tavolozza
più vivace ed una pennellata più variata e meno regolare.
Paul Signac, I gasometri. Clichy. Olio su
tela, 65x81 cm. Melbourne, National
Gallery of Victoria.
BELLEZZA
Dizionario:
bellezza
/bel·léz·za/
sostantivo femminile
meritata e degna contemplazione: Più dell'oro possanza Sovra gli animi umani
ha la Bellezza (Parini); b. fisica ; la b. del volto , delle membra , delle forme ; b.
spirituale ; part. , di spettacoli naturali, opere d'arte ( ammirare la b. di un
panorama ; un quadro d'incomparabile b. ), gesti o comportamenti morali ( la
b. di un atto eroico , della virtù ).
Il dipinto «Aha oe feii?» ( Come, sei gelosa? ), realizzato nel 1892, raffigura la visione del pittore che, disgustato dal
decadente caos in cui era precipitata la giungla urbana parigina, nel 1891 si reca a Tahiti, in Polinesia.
Il titolo dell'opera infatti, riportato in basso a sinistra, è rigorosamente in lingua maori, in modo tale da investire
l'osservatore di misteriose suggestioni. Aha oe feii? raffigura due fanciulle tahitiane che si offrono agli occhi dell'osservatore
nude, senza peccaminosi sottintesi o ammiccamenti, bensì con una spontaneità talmente dirompente da essere quasi
insopportabile.
La ragazza di destra è completamente distesa sulla sabbia rosa corallino e si lascia accarezzare dai raggi sudati del sole, con la
mano fiaccamente poggiata sul ventre e un pareo rosso che le nasconde il pube. A sinistra, invece, vi è una fanciulla con la
chioma nera e fluente, impreziosita di una candida ghirlanda di fiori e avvolta dietro la nuca con un nastro blu: mentre la sua
compagna è supina, lei è accovacciata, all'ombra.
Gauguin descrive con particolare interesse la sua fisionomia e si sofferma in particolare sul plasticismo robusto, quasi
michelangiolesco, del seno, sulle labbra carnose, e sulla linea curva del suo naso. In alto incombe un piccolo alberello,
mentre in alto a sinistra troviamo uno specchio d'acqua, dove l'osservatore può agevolmente assaporare un diapason di luci,
colori e incanti.
al punto di vista compositivo è particolarmente interessante l'intreccio formato dai corpi delle due ragazze, le quali sono
l'una il rovescio dell'altra, nel segno di una squisita complementarità pittorica. Gauguin, infatti, dispone in maniera speculare
elementi analoghi, in modo tale che le loro teste diventano due estremi della stessa direzione, così come il perizoma della
ragazza al sole, al quale corrisponde il pareo rosso della ragazza in ombra.
L'osservatore, tuttavia, non è colpito solo da questa sorta di chiasmo pittorico: a destare la sua attenzione interviene anche
lo spiccato antinaturalismo pittorico dell'opera che presenta una visione differente dei canoni di bellezza utilizzati dai
postimpressionisti del tempo.
Gauguin, infatti, applica i colori non in ragione di una presunta rispondenza con la realtà, bensì in virtù del loro valore
simbolico, in modo tale da ottenere uno straordinario potere suggestivo: è per questo motivo che la sabbia si tinge di
un'improbabile tinta rosa e che l'acqua, increspandosi, inscena un caleidoscopico trionfo di colori, dove trovano posto
tonalità rossastre, brune, nere che non possono assolutamente corrispondere alla realtà.
[2]
In piena ottemperanza con la
tecnica cloisonniste già maturata a Pont-Aven, poi, le figure sono definite da una spessa linea di contorno, decorativa ed
elegante, tracciata da Gauguin con perfetta padronanza.
Paul Gauguin, Aha oe feil? (Come! Sei
Gelosa?) , 1892. Olio su tela, 66x89 cm.
Mosca, Museo Puskin.
GIORGIA MARRACINO
MARIA ASSUNTA CERALDI
CLASSE VD 2020/2021.