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Punti chiave e caratteristiche linee pedagogiche per il sistema integrato 0\6
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Prof. Giovanni Moretti - ODPV
Il Documento è disponibile nella cartella del Corso
Una società in movimento: le sfide del presente. Emergono complessità e contraddizioni rese acute dalla pandemia (disuguaglianze e povertà, famiglie senza reti e pluralità dell’essere famiglia, dimensione multiculturale e multilingue, diffusione dei media e della cultura digitale, i cambiamenti del mercato del lavoro). Le ecologie delle relazioni. «La crescita del bambino non è solo una questione privata, della famiglia, ma deve essere considerata al contempo anche una sfida che impegna tutta la società» (p. 13). Il bambino è competente e ricco di potenzialità: al nido porta il suo mondo, sperimentando relazioni tra microsistemi che sono all’interno di un sistema socio-culturale più ampio*. Famiglie come partner di un’alleanza educativa. Promuovere non solo la partecipazione, ma sviluppare partnership, fondata sulla fiducia e sul rispetto reciproco, sulla co-progettazione, l’alleanza educativa e la corresponsabilità. La continuità del percorso educativo e di istruzione. Fondamentale la elaborazione di un curricolo verticale, che raccordi i segmenti 0-3, 3-6 e si estenda al primo ciclo di istruzione. La continuità è anche orizzontale, nel dedicare attenzione al contesto sociale e territoriale.
La scelta dell’inclusione: intesa come riduzione di svantaggi, accoglienza, conoscenza e accettazione di chi presenta eventuali difficoltà, disabilità o bisogni educativi speciali. Funzione abilitativa e riabilitativa dell’esperienza di apprendimento e della socialità. Accertato un problema, accompagnare con delicatezza i GENITORI e confrontarsi con gli OPERATORI SANITARI per individuare le potenzialità del bambino. L’apprendimento come elaborazione di significati. [Metafora del viaggio] il bambino è spinto dalla curiosità, ma va supportato e accompagnato dall’adulto, che favorisce la costruzione condivisa di significati («culture», in forma di rituali, giochi, scambi linguistici). Importanza della progressiva acquisizione della capacità rappresentativa e dello sviluppo del linguaggio utilizzato nel dialogo con adulti e coetanei. L’importanza del gioco (centralità nei contesti 0-6). Con il gioco i bambini esprimono vissuti e gioie, inoltre elaborano, accedono, esplorano, conoscono. Dedicare spazi e tempi al gioco, e partecipare al gioco con una strategia delicata e interattiva. Il gioco va considerato come una sorta di «cura di sé» e si presenta come «voce dei bambini»*.
Il termine «curricolo» proposto alle scuole dell’infanzia dalle Indicazioni nazionali è inusuale e assai dibattuto per i servizi 0-3, dove più frequentemente si usa il termine «progetto pedagogico». L’idea di un curricolo unitario può favorire la costruzione della continuità 0-6, la comunicazione ai genitori, la valutazione e la rendicontazione della qualità del servizio. L’educazione nello 0-6: gli scopi e i processi. Approccio olistico e integrato: promuovere la crescita dei bambini favorendo un equilibrato intreccio delle dimensioni fisica-emotiva-affettiva-sociale-cognitiva-spirituale. L’idea di curricolo è una cornice di riferimento e di traiettorie condivise, che danno coerenza al percorso 0-6, trovando nelle progettualità di ogni nido e scuola dell’infanzia interpretazioni adeguate alla specificità di ogni gruppo. Raccomandazioni dell’Unione Europea (2019) nella predisposizione dei curricoli. Progettualità e intenzionalità pedagogica si intende, in generale, la definizione di un percorso, che, partendo da scelte valoriali e dall’identificazione di finalità educative esplicite, tiene conto dei destinatari (i bambini) e dell’ambiente socio- culturale. Scegliere ed esplicitare strategie, metodologie e strumenti, avere in mente le direzioni di sviluppo in un continuum in cui ciascuna conquista genera nuove situazioni di apprendimento.
Il curricolo quotidiano. L’organizzazione degli spazi, dei tempi e dei gruppi di apprendimento rappresenta la «trama visibile»* del curricolo di ogni istituzione educativa. Occorre progettare e ri/progettare spazi, tempi e organizzazione. Attenzione alla cultura organizzativa e ai vissuti delle persone. Routine come base sicura per nuove esperienze (ingresso, pasto, cura del corpo, riposo ecc.). Attenersi ai criteri di trasparenza e leggibilità nella organizzazione della giornata educativa e nelle scelte effettuate.
L’ambiente educativo: il terzo educatore.
Socialità e gruppi. I servizi sono luoghi di promozione della socialità positiva e diffusa/allargata, dove i bambini vivono e apprendono le prime regole di una comunità extra-famigliare. Fondamentale è la progettazione della articolazione dei gruppi per: le routine, il gioco, le attività (in funzione degli obiettivi, delle caratteristiche del nido, della permanenza a scuola, del numero degli adulti, degli spazi a disposizione, ecc.). La riorganizzazione della giornata educativa richiede un riposizionamento dell’adulto e una nuova articolazione dei gruppi. E’ possibile predisporre differenti tipi di gruppi: Gruppi piccoli, medi, grandi. Gruppi guidati, autorganizzati, con i «grandi» che fungono da tutor dei più piccoli, dei nuovi arrivati. Gruppi omogenei e eterogenei per età/genere/interessi/livelli di competenze. Gruppi della sezione, della intersezione, tra servizi e scuola.
Progettazione/Progetto 11 Programmazione 8 Crescita/Sviluppo 6 Pianificare 6 Percorso/Attività 6 Collaborazione/Cooperazione 4 Finalità/Obiettivi 3 Stimolare/Stimolo 3 Responsabilità/Leadership 3 Ordine 3 Coordinare 3 Gestire 3 Competenze 3 Lavoro/di squadra, équipe 3 Creatività 3 Gioco 3 IV tema-chiave (Bondioli, Savio, 2018) Trasmettere/Insegnare 3 Routine 2 Educazione/Educare 2 Attenzione 2 Formare/formazione 2 Flessibilità/Elasticità 2 Preparazione 2 Coinvolgere/Immedesimarsi 2 Strategie, Qualità, Materiale didattico, Rispetto, Insight, Ideare, Criterio, Sicurezza, Necessità, Esperienza, Diritto, Cura, Sistema, Soggettività, Risorse, Passione, Unicità, Apprendimento, Inclusione
Parola focus Parole concetto Parole legame (verbi, avverbi, congiunzioni, ecc.) Legami trasversali
Prof. Giovanni Moretti ODPV