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Preparazione esame processuale civile, Appunti di Diritto Processuale Civile

Preparazione per l’esame di elementi di diritto processuale civile

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 05/11/2024

ali___06
ali___06 🇮🇹

4.6

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ESAME PROCESSUALE CIVILE
PARLA DELLA NOZIONE DI PROCESSO E DELLE SUE FUNZIONI
Il processo è un fenomeno giuridico per il quale, insorta una controversia fra
due o più soggetti, definiti “parti”, uno dei due, assume l’iniziativa ricorrendo
all’apparato giurisdizionale dello Stato al fine di ottenere una decisione
imparziale e autoritativa da parte da un soggetto terzo, quale il giudice, al fine
di risolvere la controversia; il compito del giudice è quello di giungere a una
decisione, la quale si fondi e si avvicini di più al vero.
La decisione del giudice prende il nome di sentenza, la quale può essere di rito
o di merito: di rito, è la sentenza che il giudice emette nel momento in cui non
è competente in quella controversia oppure le parti non hanno rispettato il
regolamento processuale; di merito, è la sentenza per la quale la richiesta della
parte viene accolta o rigettata.
Il processo talvolta viene immaginato come una rappresentazione in cui sul
palcoscenico a recitare la parte di attori principali sono le parti e i difensori,
sotto la supervisione del regista, il giudice.
Le funzioni principali del processo sono:
-La tutela dei diritti in primis, il processo è uno strumento, il cui scopo
è garantire e salvaguardare le situazioni soggettive che il nostro
ordinamento definisce meritevoli di tutela; la funzione di protezione è
ben definita dalla rappresentazione simbolica della “giustizia”, la quale
viene presentata come una donna bendata che nelle mani tiene una
bilancia e una spada: la benda rappresenta l’imparzialità, per poter
essere effettiva, la giustizia non deve aver collegamenti con le parti. La
bilancia rappresenta la ponderazione, il giudice nell’espressione della sua
decisione deve essere terzo e imparziale; la spada rappresenta la forza,
questo simbolo sta ad indicare la funzione autoritativa del processo.
-La ricerca della verità al processo viene attribuita solitamente una
seconda funzione che è quella di ricerca della verità; si parla di verità in
quanto la controversia si fonda su una contrapposizione tra due o più
parti, ognuna delle quali espone in giudizio la propria versione dei fatti.
Compito fondamentale del giudice è quello di individuare la versione che
più corrisponda al vero e che di conseguenza sia fondata. Se lo storico,
all’interno della ricerca della verità in un processo può ritenersi
tendenzialmente libero nell’effettuare le proprie indagini e nell’esporre il
suo pensiero personale, il giudice è vincolato alla ricerca della verità: non
può limitarsi alla formulazione di ipotesi, deve fornire un’unica soluzione,
la quale venga considerata valida per l’ordinamento e di conseguenza
definitiva. Parliamo di definitività in quanto una volta assunta la
decisione, questa ultima non può più essere esposta a dubbi, solo le
parti, successivamente potranno impugnarla.
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ESAME PROCESSUALE CIVILE

PARLA DELLA NOZIONE DI PROCESSO E DELLE SUE FUNZIONI

Il processo è un fenomeno giuridico per il quale, insorta una controversia fra due o più soggetti, definiti “parti”, uno dei due, assume l’iniziativa ricorrendo all’apparato giurisdizionale dello Stato al fine di ottenere una decisione imparziale e autoritativa da parte da un soggetto terzo, quale il giudice, al fine di risolvere la controversia; il compito del giudice è quello di giungere a una decisione, la quale si fondi e si avvicini di più al vero. La decisione del giudice prende il nome di sentenza, la quale può essere di rito o di merito: di rito, è la sentenza che il giudice emette nel momento in cui non è competente in quella controversia oppure le parti non hanno rispettato il regolamento processuale; di merito, è la sentenza per la quale la richiesta della parte viene accolta o rigettata. Il processo talvolta viene immaginato come una rappresentazione in cui sul palcoscenico a recitare la parte di attori principali sono le parti e i difensori, sotto la supervisione del regista, il giudice. Le funzioni principali del processo sono:

  • La tutela dei diritti  in primis, il processo è uno strumento, il cui scopo è garantire e salvaguardare le situazioni soggettive che il nostro ordinamento definisce meritevoli di tutela; la funzione di protezione è ben definita dalla rappresentazione simbolica della “giustizia”, la quale viene presentata come una donna bendata che nelle mani tiene una bilancia e una spada: la benda rappresenta l’imparzialità, per poter essere effettiva, la giustizia non deve aver collegamenti con le parti. La bilancia rappresenta la ponderazione, il giudice nell’espressione della sua decisione deve essere terzo e imparziale; la spada rappresenta la forza, questo simbolo sta ad indicare la funzione autoritativa del processo.
  • La ricerca della verità  al processo viene attribuita solitamente una seconda funzione che è quella di ricerca della verità; si parla di verità in quanto la controversia si fonda su una contrapposizione tra due o più parti, ognuna delle quali espone in giudizio la propria versione dei fatti. Compito fondamentale del giudice è quello di individuare la versione che più corrisponda al vero e che di conseguenza sia fondata. Se lo storico, all’interno della ricerca della verità in un processo può ritenersi tendenzialmente libero nell’effettuare le proprie indagini e nell’esporre il suo pensiero personale, il giudice è vincolato alla ricerca della verità: non può limitarsi alla formulazione di ipotesi, deve fornire un’unica soluzione, la quale venga considerata valida per l’ordinamento e di conseguenza definitiva. Parliamo di definitività in quanto una volta assunta la decisione, questa ultima non può più essere esposta a dubbi, solo le parti, successivamente potranno impugnarla.
  • Certezza del diritto  Un ulteriore scopo del processo è quello di dare certezza alle situazioni giuridiche; il processo ha la funzione di verificare e confermare l’applicazione corretta delle norme. In molti casi però, sul piano della realtà sostanziale, il processo deve limitarsi a fotografare i fatti esistenti portandoli alla luce attraverso la maggior chiarezza possibile; questo può avvenire ad esempio nelle azioni di mero accertamento, azioni in cui due o più soggetti, all’interno di una controversia rivendicano la titolarità di una medesima situazione giuridica. Il compito del giudice in questo caso è quello di verificare che il diritto rivendicato dall’attore sia effettivamente a lui riferibile; il giudice si limita quindi ad accertare l’esistenza di un diritto, non a crearlo. Analogamente nelle azioni di condanna, il giudice è tenuto a verificare che la violazione che l’attore sostiene di aver subito sia effettivamente stata realizzata e procedere con la condanna del convenuto a ristabilire il diritto primario violato (già esistente). Ci sono delle volte in cui il compito del processo è più articolato e di conseguenza bisogna agire costituendo nuove situazioni giuridiche soggettive, è il caso dell’azione costitutiva. Infine, l’ultimo scopo del processo è quello di individuare l’illegittimità di un comportamento ordinandone l’immediata cessazione e cercando di prevenire la prosecuzione futura, è il caso dell’azione inibitoria. È importante sottolineare che la massima certezza del diritto si ottiene quando la sentenza passa in GIUDICATO. COSA È E COME SI SVOLGE IL PROCESSO TELEMATICO? La digitalizzazione ha inciso e trasformato il processo civile in 6 campi: 1- Procura alle liti  può essere ora apposta su foglio separato, congiunto materialmente all’atto o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale 2- Processo telematico  conferisce al difensore il potere di autenticare gli atti di parte e i provvedimenti del giudice contenuti nel fascicolo informatico 3- Deposito degli atti processuali e dei documenti dei difensori delle parti ha luogo esclusivamente in via telematica 4- Notificazione  il difensore può eseguire la notificazione di atti in materia civile anche a mezzo di posta elettronica certificata 5- Svolgimento delle udienze  l’udienza che non richieda la presenza di soggetti diversi dai difensori può essere sostituita dal deposito telematico di note scritte contenenti istanze e conclusioni 6- Redazione e consultazione dei provvedimenti giurisdizionali e atti processuali in via informatica

problemi del processo, la durata. Al fine di favorire questi strumenti, ha previsto che in certi casi l’utilizzo di questi ultimi sia condizione di procedibilità, di conseguenza al fine di poter accedere alla giustizia ordinaria devo prima fare un tentativo utilizzando uno di questi mezzi. Negoziazione assistita  la negoziazione talvolta è obbligatoria, chi intende esercitare in giudizio un’zione in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli deve tramite il suo avvocato invitare l’altra parte a stipulare una convenzione scritta (a pena di nullità) di cooperare un buona fede la controversia; la mancata risposta entro 30 giorni o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio.

  • La procedura della negoziazione assistita prevede che siano direttamente le parti, assistite dai loro avvocati, a negoziare per raggiungere un accordo.
  • L’accordo raggiunto tramite negoziazione assistita ha valore di accordo negoziale e una volta firmato dalle parti e dai rispettivi avvocati assume valore di titolo esecutivo. QUALI SONO LE FONTI DEL DIRITTO PROCESSUALE CIVILE? ELENCALE ED ESPLICALE: Le fonti che possiamo trovare nel diritto processuale civile sono:
  • Costituzione art 24; art 111; art 3; art 25; art 101; art 102; art 104
  • Fonti del diritto internazionale
  • codice di procedura civile
  • leggi settoriali legge n 218/ Andiamo a definire quelle che sono considerate le norme più importanti: Art 24  stabilisce e definisce le garanzie processuali; l’art. 24 stabilisce che tutti possano agire in giudizio per la tutela dei propri diritti, i non abbienti sono assicurati attraverso appositi istituti e mezzi per poter agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. È importante sottolineare l’espressione “a tutti”, in quanto nel diritto non ci sono limitazioni di accesso alla tutela giurisdizionale. Esempio pratico: se io sono uno straniero e non ho il permesso di soggiorno POSSO accedere alla giustizia. È importante ulteriormente definire come l’art 24 faccia riferimento ai PROPRI diritti e non a diritti altrui=> non posso agire in giudizio per un diritto di cui non sono titolare. Esempio pratico: mio marito ha un amico a cui ha prestato dei soldi; i soldi non gli vengono restituiti. Posso agire in giudizio richiedendo la condanna

dell’amico di mio marito a ottenere la restituzione dei soldi che spettano a questo ultimo? ASSOLUTAMENTE NO! Sempre l’art 24 definisce il principio del contradditorio, principio fondamentale, declinato anche come principio della parità delle “armi”. Il giudice non può pronunciarsi su una controversia senza instaurare il contradditorio tra le parti; le parti devono partecipare in giudizio e devono poter avere le stesse possibilità. Esempio pratico: entrambe le squadre di calcio devono avere la possibilità di tirare lo stesso numero di calci di rigore=> se io ho un termine per produrre delle prove anche la controparte deve avere lo stesso termine. Le parti devono avere le stesse possibilità di difendersi=> Mi rivolgo al giudice per chiedere che il mio debitore, che ho sollecitato più volte, mi paghi la merce già consegnata. Il giudice può emettere un provvedimento senza instaurare il contradditorio con il debitore?

  • Si a patto che il debitore possa dare la propria versione la merce consegnata era avariata.  Se la controparte non si oppone, il decreto risulta definitivo Se non ho le possibilità per poter sostenere un processo posso accedere al gratuito patrocinio, per potervi accedere, il mio reddito annuo non deve essere superiore a 11.500 euro. Art 102  la nostra carta fondamentale dei diritti vieta l’istituzione dei giudici straordinari e dei giudici speciale; la disposizione consente che vengano mantenuti i giudici speciali già esistenti prima dell’entrata in vigore della costituzione. Sono definiti “straordinari” quegli organi che vengono istituiti dopo che è venuto ad esistenza un determinato fatto. Sono definiti “speciali” quei giudici che sono incaricati di decidere in specifiche controversie. Art.111  fa riferimento al giusto processo, tutti abbiamo diritto a un giusto processo.
  • Ogni processo si svolge nel contradditorio tra le parti
  • Ci devono essere condizioni di parità
  • Il processo si deve svolgere davanti a un giudice terzo e imparziale: se scopro che il giudice ha un rapporto con la controparte devo poter cambiarlo=> ricusazione del giudice, presento un’istanza affinché il giudice si astenga dall’incarico.
  • La legge deve assicurare la ragionevole durata del processo

L’azione di condanna è l’azione maggiormente utilizzata; nel momento in cui propongo al giudice un’azione di condanna significa che il mio diritto è stato LESIONATO. Esempio: se il mio diritto di servitù di passaggio di una strada che accosta la strada della mia vicina viene solamente contestato, non c’è una lesione, di conseguenza, richiedo al giudice di accertare solamente l’esistenza di questo ultimo attraverso l’azione di mero accertamento; nel momento in cui ogni volta che passo, la mia vicina mi lancia dei pomodori, il mio diritto viene lesionato e alla contestazione si aggiungano delle turbative, posso richiedere l’azione di condanna. L’azione di condanna ha un duplice contenuto accertamento del diritto e ordine richiedo un ordine che è destinato al giudice ma di cui il destinatario reale è il convenuto. Il contenuto di questo ordine è triplice:

  • Pagamento di una somma
  • Consegna di un bene
  • Esecuzione di un fare o non fare Il provvedimento di condanna costituisce un titolo esecutivo, ci consente di accedere alla tutela esecutiva:
  • Nella migliore delle ipotesi il convenuto paga la controversia e si chiude il caso; nella peggiore delle ipotesi il convenuto non paga. Cosa posso fare? Mi rivolgo al giudice dell’esecuzione per ottenere un pagamento COATTIVO.
  • Iscrizione ad ipoteca garanzia del soggetto nel caso il convenuto non abbia a disposizione la somma di denaro del debito Il provvedimento di condanna sostituisce la prescrizione decennale a quella breve nel momento in cui passa in giudicato=> per far valere il mio diritto io avevo a disposizione due anni, dopo la sentenza di condanna questo periodo si allunga. L’azione costitutiva è prevista in determinati casi previsti dalla legge; l’autorità giudiziaria può costituire, modificare o estinguere rapporti giuridici, con effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa. l’azione costitutiva soggiace al principio di TIPICITÀ=> può essere fatta valere solo nei casi PREVISTI dalla LEGGE. L’azione costitutiva prevede una triplice portata: ammette che venga modificato, costituito o estinto un diritto:

a) COSTITUZIONE: un contratto preliminare vincola le parti a stipulare un contratto definitivo; può accadere che una delle parti si rifiuti=> l’art 2932 concede alla parte virtuosa di rivolgersi al giudice affinché questo contratto venga concluso. b) MODIFICAZIONE: parliamo del caso di separazione, i coniugi che intendono separarsi mantengono il loro status di marito e moglie, pur modificandosi gli obblighi derivanti dal vincolo matrimoniale c) ESTINZIONE: è il caso del divorzio con cui essa cessa il rapporto coniugale o annullamento contrattuale Affinché un’azione costitutiva sia efficace si debba aspettare che passi IN GIUDICATO. Le azioni costitutive si possono distinguere in

  • Azione costitutive non necessarie
  • Azioni costitutive necessarie Per quanto concerne la COSTITUZIONE di un diritto, io mi rivolgo al giudice per ottenere la costituzione di un determinato diritto, quale ad esempio un diritto di servitù. Nel momento in cui io, ho il diritto di ottenere la servitù di passaggio dal proprietario di un altro fondo, in mancanza di contratto, la costituzione avviene con sentenza. Passaggio coattivo Il proprietario, il cui fondo è circondato da fondi altrui che non ha la possibilità se non creandosi disagio, di accedere alla via pubblica, ha il diritto di ottenere il passaggio sul fondo vicino. Il passaggio deve essere stabilito in modo tale da raggiungere nel modo più breve la via pubblica senza creare pregiudizi al fondo altrui. Se io ho bisogno di ottenere un diritto di servitù perché il mio fondo è intercluso, perché non riesco contrattualmente al di fuori delle aule giudiziarie a ottenere una soluzione, il Codice civile mi consente di rivolgermi al giudice per ottenere la costituzione del diritto di servitù. Se il diritto di servitù c’è ma viene MOLESTATO io mi rivolgo al giudice per chiedere che queste molestie siano condannate a CESSARE. Per quanto riguarda l’ESTINZIONE di un diritto: se il contraente stipulando un contratto ha dato il consenso per errore, violenza o dolo da parte dell’altro soggetto, può richiedere al giudice l’annullamento dello stesso.

 L’azione inibitoria ha duplice contenuto: far cessare immediatamente la condotta (quando è già avvenuta), proibire che la stessa venga realizzata in futuro. COSA è L’AZIONE ESECUTIVA E QUANDO POSSO ACCEDERVI? Dopo aver ottenuto il provvedimento di condanna, nel momento in cui il mio diritto non viene realizzato in maniera spontanea, ho degli strumenti a disposizione: 1- Espropriazione ottengo la somma di denaro che il convenuto mi deve mediante la trasformazione dei suoi beni, mobili e immobili, in denaro 2- Esecuzione in forma specifica posso ottenere la consegna di un bene mobile o il rilascio di un bene immobile: posso ottenere la consegna dell’auto che vi ho pagato ma che non mi è stata ancora consegnata=> mi rivolgo al giudice, il quale vi condanna alla consegna dell’auto, nonostante ciò, continuate a non consegnarmela => mi rivolgo al giudice dell’esecuzione. Obblighi di fare  posso ottenere che l’obbligo di fare rimasto inadempiuto dal convenuto, venga eseguito da un soggetto nominato dall’organo esecutivo, a spese del convenuto Obblighi di non fare ottengo così facendo, l’obbligo di distruggere Esempio pratico: Raul Bova e Lory del santo sono proprietari di due appartamenti a Roma, Lory costruisce un gazebo che impedisce a Raul la visuale su Roma=> avviene una causa in cui si chiede l’abbattimento del gazebo. La domanda viene accolta ma nonostante la condanna a distruggere il gazebo, rimane li=> occorre rivolgersi al giudice dell’esecuzione per ottenere che qualcun altro, anche contro la volontà di Lory, si rechi sul suo terrazzo e proceda all’abbattimento. Ma quando posso accedere alla tutela esecutiva? Io ho necessita ad accedere alla tutela esecutiva nel momento esatto in cui il convenuto nonostante sia stato condannato non adempie. Quando posso accedere al processo esecutivo? Dipende in quanto la sentenza di primo grado del processo di cognizione può essere impugnata più volte: in appello e in cassazione. Se però io non sono stata pagata e ho in mano un’azione di condanna, voglio poter accedere subito alla sentenza esecutiva => posso chiedere un’esecuzione provvisoria tra le parti.

 Ottenuta la sentenza di condanna posso rivolgermi al giudice dell’esecuzione. Uno dei lati negativi dell’azione esecutiva provvisoria è che questa sentenza potrà essere riformata e di conseguenza dovrò restituire la somma che mi è stata risarcita. È possibile che il mio debitore chieda al giudice di bloccare l’azione esecutiva tenendo conto della sua tutela.

  • È possibile che l’impugnazione del debitore sia fondata
  • Dall’esecuzione della sentenza vi sono pregiudizi gravi Esempio: un anziano non paga più le rate della casa di riposo, la quale si rivolge al giudice, il quale lo condanna al pagamento. Nonostante ciò, l’anziano continua a non pagare e la casa di riposo si rivolge al giudice dell’esecuzione. L’anziano può richiedere che l’azione esecutiva sia bloccata in quanto non vive più in quella casa di riposo da 1 anno ed è la casa di riposo ad avere interpretato erroneamente il contratto. AZIONE CAUTELARE: in che cosa consiste e perché viene richiesta? Esplica il tutto con un esempio: le azioni cautelare sono delle azioni particolari che vengono chieste al giudice in situazioni di particolare urgenza, ho necessità che il giudice intervenga subito. Le azioni cautelari si distinguono principalmente in:
  • Misure conservative: sono delle misure che fanno sì che lo status quo del soggetto venga mantenuto sino allo svolgimento del processo ordinario
  • Misure anticipatorie: sono volte ad anticipare gli effetti di una futura decisione bel MERITO. Le azioni cautelare si fondano principalmente su due presupposti:
  • Fumus boni iuris  non è necessario dimostrare l’esistenza del diritto
  • Periculum in mora  ovvero che vi è il rischio di un possibile danno se il diritto in oggetto rimane scoperto di tutela. EX. Vi chiedo di consegnarmi un quadro che in base al testamento di nostro padre, spetta a me anche se è a casa vostra=> promuovo un procedimento per ottenere la consegna di quel quadro; posso anche chiedere al giudice di predisporre il sequestro di quel quadro in modo che il quadro nel tempo necessario per ottener la decisione del giudice sul diritto di proprietà, il quadro vada PERSO (periculum in mora). MISURE COERCITIVE: che funzione hanno?

sminuirlo (in questi casi ogni parte ha il proprio tecnico e uno in comune di ufficio).  Il soggetto lesionato chiede che gli venga liquidato il danno del paraurti, chiedendo che per il danno fisico si prosegua con il processo nella SECONDA FASE. La condanna generica ha un’importante utilità pratica che è quella di iscrivere IPOTECA sui beni della controparte a favore dei diritti di garanzia della vittima. NON POSSO RIVOLGERMI AL GIUDICE DELL’ESECUZIONE PERCHÉ IL DANNO NON È QUANTIFICABILE!! IL DECRETO INGIUNTIVO Il decreto ingiuntivo è un procedimento che consente al creditore di una somma di denaro o della consegna di una cosa mobile di conseguire in modo più veloce un titolo esecutivo per poter avviare l’esecuzione FORZATA. L’ordinamento infatti, nei limi previsti, consente al creditore di chiedere l’emissione di una condanna anche qualora l’esistenza del credito, al momento della richiesta sia solo “probabile”. Perché? Perché l’accertamento di tale credito avviene senza il coinvolgimento del debitore e senza dover svolgere le attività processuali che normalmente vengono svolte. Il debitore verrà a conoscenza dell’iniziativa nel momento in cui il decreto gli sarà NOTIFICATO. Nel momento in cui viene ottenuta l’emissione del decreto e il convenuto viene notificato dell’iniziativa, vi sono due possibilità:

  • Il debitore si oppone al decreto entro 40 giorni dalla notifica
  • Nel caso in cui il debitore non si opponga, il decreto viene considerato DEFINITIVO IL DECRETO INGIUNTIVO È PROVVISORIAMENTE ESECUTIVO AL PARI DI UNA SENTENZA DI CONDANNA IN PRIMO GRADO? La risposta è: dipende; ci sono dei casi in cui il decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo e dei casi in cui non può esserlo. Se ho in mano un decreto provvisoriamente esecutivo posso, come per la sentenza di prima grado, iniziare subito un processo esecutivo, altrimenti no.

Il decreto ingiuntivo che NON è nato come esecutivo ma che NON è STATO OPPOSTO diventa esecutivo. I CRITERI DI GIURISDIZIONE Anzitutto il primo problema che ci dobbiamo porre introducendo l’argomento di giurisdizione è: quali sono i giudici che si occupano di controversie in materia civile?

  • Giudici onorari di pace
  • Tribunali
  • Corti di appello
  • Corte di cassazione La prima cosa che devo capire è se la mia controversia può essere risolta da un giudice ordinario. A cosa servono i criteri di giurisdizione? Quali sono le differenze con i criteri di competenza? La differenza tra i due criteri è che c’è un ordine di applicazione, mi devo domandare se sussiste la giurisdizione del giudice ordinario e successivamente individuare l’ufficio giudiziario. Esempio pratico: condizioni di Amazon : abbiamo due giudici, il giudice del tribunale di Lussemburgo e il giudice dello stato membro in cui sono residente o domiciliato.
  • È importante distinguere la legge applicabile dalla giurisdizione può essere che la giurisdizione spetti al giudice italiano MA la legge sostanziale applicabile sia quella francese. Esempio pratico: condizioni Instagram : in questo caso c’è una differenziazione di utenti
  • Utente commerciale o aziendale tribunale di competenza in IRLANDA
  • Utente consumatore tribunale di competenza nel paese residente È estremamente rilevante a quale tribunale posso fare richiesta in quanto se io Italiano, per chiedere il risarcimento devo recarmi fino in Irlanda, è facile che RINUNCI a causa dei COSTI. Parlando di criteri giurisdizionali, automaticamente parleremo anche dei suoi limiti, uno dei primi limiti è proprio quello inerente al giudice straniero. QUALI SONO I LIMITI DELLA GIURISDIZIONE? Primo limite  GIUDICE STRANIERO
  • No, non è il giudice che può stabilirlo È un’ipotesi nella quale chiediamo qualcosa che nessun giudice di nessun ordinamento, interno o esterno può darci. Come faccio a rilevare questo limite? Fino a qualche anno fa questa norma prevedeva che il difetto fosse rilevabile in qualunque grado del processo dal giudice e dalle parti=> si poteva rilevare durante il giudizio di primo grado, durante l’appello e in corte di cassazione. Dopo la nuova formulazione cambia la disciplina, la carenza di giurisdizione si può rilevare dal convenuto e dal giudice solo durante il processo di primo grado. Il giudice può rilevare la carenza DURANTE il processo di primo grado, l’ultima possibilità per rilevarla per il convenuto è durante l’IMPUGNAZIONE della sentenza di primo grado. Esempio pratico: Fatu è il GIUDICE ORDINARIO, silvia è il GIUDICE AMMINISTRATIVO, Fanta fa causa a Nimra davanti al giudice ordinario MA la causa spetterebbe al giudice amministrativo. Cosa succede? Nimra può rilevare la CARENZA di giurisdizione; quanto tempo ha? può rilevarla fino all’impugnazione della sentenza di primo grado Può l’attore, ovvero colui che ha scelto il giudice, rilevarne la carenza di giurisdizione? NO Terzo limite GIUDICI SPECIALI (giudici amministrativi) Una controversia può essere proposta a un giudice ordinario o a un giudice speciale. Il giudice amministrativo ad oggi si occupa anche di diritti soggettivi, in passato la bipartizione con il giudice ordinario era così costituita:
  • Interesse legittimo: giudice amministrativo
  • Diritto soggettivo: giudice ordinario Ad oggi il giudice amministrativo ha una giurisdizione esclusiva.

Si può attribuire la competenza a un giudice diverso rispetto a quello cui condurrebbero i criteri applicabili individuati dal legislatore? NO, non posso sulla base di un accordo stipulato con la controparte attribuire il potere spettante a un giudice ordinario, a un giudice speciale e viceversa. Devo seguire le disposizioni del legislatore. POSSO derogare la giurisdizione solo nel caso in cui la giurisdizione spetterebbe a un giudice italiano, allora posso derogarla a un giudice straniero. Perché il regolamento di giurisdizione è così importante? Perché durante il processo di primo grado mi rivolgo alla cassazione per avere una pronuncia definitiva sulla giurisdizione? Anzitutto, l’art 41 c.p.c. definisce come il regolamento di giurisdizione sia uno STRUMENTO e non un mezzo di impugnazione. Rivolgermi subito alla cassazione mi consente di non arrivare a dover aspettare tre gradi di giudizio a una decisione che neghi la giurisdizione.  Nel momento in cui la cassazione decide, quella decisione NON è più DISCUTIBILE. La decisione che prende il giudice in primo grado, posso impugnarla per tre volte, fino ad arrivare in cassazione. Se dovesse sussistere la giurisdizione in base al criterio del domicilio del convenuto, cosa succederebbe se il convenuto cambia domicilio? Art 5 c.p.c. la giurisdizione, così come la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente nel momento in cui sussiste il fatto=> se al tempo del fatto il convenuto domiciliava in itali e ora ha cambiato il suo domicilio a New York, non viene meno la giurisdizione del giudice adito. Vale la stessa cosa per i mutamenti di legge.