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Presentazione ADHD Sagvolden e Sergeant, Guide, Progetti e Ricerche di Psicologia Fisiologica

Presentazione valida per integrazione orale psicologia fisiologica su articolo ADHD Sagvolden e Sergeant

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2018/2019

Caricato il 12/03/2019

nicolotonelli
nicolotonelli 🇮🇹

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Stato dell’arte

Sagvolden & Sergeant(1998) analizzano nella loro ricerca il comportamento degli individui affetti da disturbo di iperattività e deficit di attenzione (ADHD) in correlazione con determinate disfunzioni del cervello Sottolineano inoltre come nessuna attuale terapia abbia effetti nel lungo periodo

ADHD in numeri

● Questo disordine si manifesta solitamente entro i primi 7 anni di età ● L’incidenza è più comune nella popolazione maschile ● Almeno il 75% continua a soffrire di questo disturbo anche in età adulta ● ADHD è il fattore di rischio maggiore per quanto riguarda la probabilità di delinquenza futura, abuso di sostanze, e disturbi della personalità

I sintomi: teorie

● Modello di Grey → 3 principali sistemi che interagiscono: inibizione del comportamento (BIS), attivazione del comportamento (BAS), fuga/paura ● Modello di Quay → ADHD è il fallimento del BIS ● Taylor → Impulsività è dovuta alla alterata reattività ai rinforzi e non vice-versa ● Van der Meere → problemi all’attenzione sostenuta dipende nelle situazioni in cui gli stimoli sono distanziati nel tempo

L’effetto dei rinforzi

Si può notare come i bambini affetti da ADHD preferiscano ricevere immediatamente una ricompensa e non riescano ad aspettare per riceverne un’altra Diversi autori concordano sul fatto che l’alterato processo dei rinforzi sia importante nella sintomatologia dell’ADHD

Metodologia

Il modello animale è stato utilizzato per poter studiare approfonditamente l’effetto dell’ADHD. Questi studi sono stati condotti su ratti spontaneamente ipertesi (SHR) utilizzando un’analisi originata da Skinner PRO: risultati semplici da replicare, possibile studiare uno o più aspetti del comportamento, esiste una comune nomenclatura ed, infine, è possibile condurre una ricerca comparativa

Neurobiologia nell’ADHD

I sintomi dell’ADHD sono causati dalle ridotte funzioni dopaminargiche che danneggiano l’elaborazione cellulare degli stimoli, specialmente se arrivano dopo un certo tempo

Dopamina e trattamenti

Esistono 3 diversi sistemi neuroatomici con ridotte funzioni della dopamina: ● Nucleus Accumbens ● Corteccia frontale ● Neostriatum

Dopamina e trattamenti

● ADHD è solitamente trattato tramite la somministrazione di psicostimolanti (Es. Metilfenidato)

Conclusioni

Dall’articolo di Sagvolden e Sergeant possiamo evincere che: ● (^) Il fenomeno dell’ADHD è sostenuto da un'ipersensibilità all'intervallo di tempo tra stimoli che porta a problemi nell'integrazione della cognizione e del comportamento nel tempo ● (^) I sintomi dell’ADHD sono causati dall’ ipofunzione dei sistemi dopaminici associati ad una ridotta efficacia di: trasportatore di monoamina vescicolare, pompa protonica delle vescicole monoaminergiche, trasportatore della dopamina a membrana e dei recettori dopaminergici postsinaptici Le cause dei casi di ADHD sono ricondotte a fattori genetici determinati o indotte da fattori ambientali come abuso di droghe o inquinamento