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Prima dei mass media CAP 3, Dispense di Sociologia Dei Media

Prima dei mass media. La costruzione sociale della comunicazione

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 02/12/2020

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Dalla macchina di Gutenberg alla stampa rivoluzionaria
francese: poco prima della comunicazione di massa
Invenzione epocale e un inventore misterioso
Nel quindicesimo secolo furono tre gli avvenimenti che portarono a forti cambiamenti epocali:
l’umanesimo, la possibilità di effettuare viaggi marittimi con la conseguente scoperta dell'America
e l'invenzione della stampa a caratteri mobili ad opera di Gutenberg. Quest'ultimo in origine era un
orafo ma successivamente applicò le sue conoscenze ad un nuovo progetto: la sperimentazione di
caratteri di stampa di origine metallica. Ma l’idea di stampare non era del tutto nuova, in un primo
momento i caratteri erano creati in un unico blocco di legno, ciò comportava una produzione
legata ad una singola pagina. Il lavoro di Gutenberg invece consisteva in una forte precisione nel
determinare il disegno del carattere e in una grande resistenza del singolo corpo che poteva
essere utilizzato più volte, ciò rendeva possibile spostarsi da una pagina all'altra. ( Stampa a
caratteri mobili ). Inoltre questo nuovo metodo permetteva sia un risparmio economico suoi
materiali, sia l’ ammortizzamento dei tempi di produzione. Gutenberg allo stesso tempo era molto
bravo nella gestione economica per l'acquisto del materiale di produzione e al fine di dar vita alla
sua macchina si associò con l'avvocato-bancario Fust e con l’incisore Schuffer. La sua invenzione è
stata di estremo valore per l'epoca , comportò diversi bonifici, iniziò ad emergere la figura del
tipografo mentre scompariva quella dell’amanuense. I tipografi erano artigiani che si sparsero in
tutta Europa contribuendo allo sviluppo e alla diffusione della nuova tecnologia. Il primo libro
stampato fu la Bibbia a 42 linee (numero di righe per ogni pagina ) che impressionò fortemente i
contemporanei per la precisione e l’omogeneità della stampa.
Gli esordi tipografici e la razionalizzazione della vista e dei saperi
Mcluhan ha sottolineato il carattere particolare dell’invenzione di Gutenberg, soprattutto per
quanto riguarda l'aspetto di anticipazione del ciclo produttivo industriale, dal momento che
emerge la prima idea di catena di montaggio e di produzione di massa. Il lavoro degli amanuensi
divenne meccanizzato e il risultato serializzato e industriale. Si abbassarono i costi di produzione in
modo drastico così come il tempo necessario per produrre il libro inteso come oggetto materiale.
Tuttavia libro manoscritto sopravvisse per un paio di secoli soprattutto presso l’aristocrazia,
mentre il libro a stampa ottenne l'attenzione di svariate categorie sociali , la classe media in
particolare. Solo quando i libri assunsero una forma più ricercata e estremamente convincente
ottennero l'attenzione di un pubblico più ricco.
Firenze: capitale dell’Umanesimo
Dalla metà del 400 si moltiplicarono le spinte creative in direzione di una centralità dell’artista e
dell'autore. Quest’ultimi si emanciparono dai solidi legami con le corporazioni e il potere politico-
religioso. Firenze è l'esempio più significativo di città dove l’arte conosce una stagione di splendore
e che oltrepassa il legame tra dimensione economica e rappresentazione politica verso nuove
tipologie di governo. La forma politica che prevalse perché più percorribile fu la Signoria, non
quella centralizzata a base statuale, ma a base territoriale ridotta. Il passaggio dal comune alla
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Scarica Prima dei mass media CAP 3 e più Dispense in PDF di Sociologia Dei Media solo su Docsity!

Dalla macchina di Gutenberg alla stampa rivoluzionaria

francese: poco prima della comunicazione di massa

Invenzione epocale e un inventore misterioso

Nel quindicesimo secolo furono tre gli avvenimenti che portarono a forti cambiamenti epocali: l’umanesimo, la possibilità di effettuare viaggi marittimi con la conseguente scoperta dell'America e l'invenzione della stampa a caratteri mobili ad opera di Gutenberg. Quest'ultimo in origine era un orafo ma successivamente applicò le sue conoscenze ad un nuovo progetto: la sperimentazione di caratteri di stampa di origine metallica. Ma l’idea di stampare non era del tutto nuova, in un primo momento i caratteri erano creati in un unico blocco di legno, ciò comportava una produzione legata ad una singola pagina. Il lavoro di Gutenberg invece consisteva in una forte precisione nel determinare il disegno del carattere e in una grande resistenza del singolo corpo che poteva essere utilizzato più volte, ciò rendeva possibile spostarsi da una pagina all'altra. ( Stampa a caratteri mobili ). Inoltre questo nuovo metodo permetteva sia un risparmio economico suoi materiali, sia l’ ammortizzamento dei tempi di produzione. Gutenberg allo stesso tempo era molto bravo nella gestione economica per l'acquisto del materiale di produzione e al fine di dar vita alla sua macchina si associò con l'avvocato-bancario Fust e con l’incisore Schuffer. La sua invenzione è stata di estremo valore per l'epoca , comportò diversi bonifici, iniziò ad emergere la figura del tipografo mentre scompariva quella dell’amanuense. I tipografi erano artigiani che si sparsero in tutta Europa contribuendo allo sviluppo e alla diffusione della nuova tecnologia. Il primo libro stampato fu la Bibbia a 42 linee (numero di righe per ogni pagina ) che impressionò fortemente i contemporanei per la precisione e l’omogeneità della stampa.

Gli esordi tipografici e la razionalizzazione della vista e dei saperi

Mcluhan ha sottolineato il carattere particolare dell’invenzione di Gutenberg, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto di anticipazione del ciclo produttivo industriale, dal momento che emerge la prima idea di catena di montaggio e di produzione di massa. Il lavoro degli amanuensi divenne meccanizzato e il risultato serializzato e industriale. Si abbassarono i costi di produzione in modo drastico così come il tempo necessario per produrre il libro inteso come oggetto materiale. Tuttavia libro manoscritto sopravvisse per un paio di secoli soprattutto presso l’aristocrazia, mentre il libro a stampa ottenne l'attenzione di svariate categorie sociali , la classe media in particolare. Solo quando i libri assunsero una forma più ricercata e estremamente convincente ottennero l'attenzione di un pubblico più ricco.

Firenze: capitale dell’Umanesimo

Dalla metà del 400 si moltiplicarono le spinte creative in direzione di una centralità dell’artista e dell'autore. Quest’ultimi si emanciparono dai solidi legami con le corporazioni e il potere politico- religioso. Firenze è l'esempio più significativo di città dove l’arte conosce una stagione di splendore e che oltrepassa il legame tra dimensione economica e rappresentazione politica verso nuove tipologie di governo. La forma politica che prevalse perché più percorribile fu la Signoria, non quella centralizzata a base statuale, ma a base territoriale ridotta. Il passaggio dal comune alla

Signoria avvenne attraverso lotte oligarchiche tra le principali famiglie cittadine che portarono alla vittoria de I Medici. Cosima de I Medici era considerato l’uomo più giusto per dirigere la politica cittadina, era inoltre un esperto di comunicazione politica. Dopo un breve periodo di esilio non assunse cariche pubbliche ma lavorò da dietro le quinte servendosi di alleati ed esponenti politici a lui vicini per governare. Patrocinò il Concilio ecumenico iniziato a Basilea, la cui ultima sessione dedicata alla ricomposizione della frattura tra cattolicesimo e cristianesimo bizantino venne celebrata a Firenze. Questo evento portò in città vari studiosi che a loro volta portavano con sé testi classici mancanti alla cultura italiana dell'epoca. In particolare la permanenza dei filosofi consentì un radicamento dell’interesse filosofico e la trasmissione della loro conoscenza a quella generazione culturale che fu poi la chiave di volta del Rinascimento.

La cerchia artistica de I Medici , primi manager culturali.

A Firenze sia pittori, scultori che architetti diedero vita ad un ambiente di confronto e discussione comune, creando un clima di cooperazione competitiva. L'arte divenne il medium che consentiva l'intersezione dei saperi scientifici e collocava l'artista in una posizione decisamente intellettuale. Artisti come Donatello, Michelangelo, Brunelleschi erano grandi amanti dell'arte della cultura classica, dalla quale presero spunto così da generare innovazione attraverso il recupero dell’antico, ciò non fece altro che fomentare una nuova centralità della personalità umana. La famiglia Medici capì subito l'importanza del potere della cultura, in primis Lorenzo De’ Medici che non si limitò a radunare artisti ed intellettuali prestigiosi, ma si cimentò personalmente nella creazione poetica e letteraria. Sotto la sua guida prosperarono grandi feste pubbliche, veri e propri media di massa per la popolazione Fiorentina dell'epoca. L'obiettivo era quella era quello di attualizzarne il messaggio e avvicinare il popolo un nuovo rituale che avrebbe contribuito a celebrare la magnificenza sia della sua famiglia che della sua sesta persona (La festa dei Magi, la giostra..). Da questi esempi si può notare l'uso del Rinascimento inteso come rinascita dell’antichità e dell'umanesimo come derivato dalle Humanae lItterae. Gli Umanisti misero mano al patrimonio che emergeva dall’epoca romana e greca, inventando contesti e scenari di attualizzazione creativa e di rivisitazione critica. Talvolta però la loro forza dell'attrazione rinascimentale si tradusse in un rigoroso rifiuto delle nuove tecnologie a stampa. Tant'è che i caratteri mobili apparivano sterili e meccanici, ma tale concezione diffusa tra intellettuali dell'epoca nel giro di qualche decennio scomparve, in ragione dei vantaggi che presentava la realizzazione editoriale. Inoltre provocò uno scossone nel modo di usare il latino, più ricco ed erudito anche se il rinnovamento linguistico di Dante non poteva essere rinnegato. Il Rinascimento creò una nuova élite intellettuale, il cui avvicinamento alla dimensione popolare avvenne principalmente attraverso un atteggiamento paternalista : il signore offriva la cittadinanza dei rituali festivi attraverso cui esibiva ricchezza e spettacolarità e l’arte allo stesso tempo veniva suggerita come patrimonio comune e come riferimento del livello di civilizzazione in cui tutti potevano riconoscersi.

L'enorme successo di un libro stampato per imitare Cristo

Il primo libro a stampa a meritare l’appellativo di best-seller fu il “ De imitazione Christi “di Kempis, monaco di origine tedesca. Si trattava di una sorta di vademecum per il cristiano, rispecchiava quindi la vita di non credente del tardo medioevo, in cui si promuoveva il valore dell'umiltà come un comportamento stimolato da un senso di equilibro proveniente dalle sacre scritture. Il successo di questo libro fu dovuto alla grande semplicità stilistica in cui ogni lettore poteva riconoscersi e al

rivolta con il consenso del riformatore. Per tutte le altre questioni che lo videro coinvolto si servì sempre e solo di una comunicazione tipografica.

Nuovi mondi e nuove narrazioni

Altro importantissimo evento: per la prima volta nella storia fu compiuto il giro del mondo. L’impresa iniziò da Magellano che cercava la via occidentale per le indie, ma che morì durante lo scontro con una tribù filippina. Il suo equipaggio tornò in Europa circumnavigando il globo e il resoconto di questo viaggio fu fatto da Antonio Pigafetta, passeggero pagante che scrisse la sua “relazione del primo viaggio intorno al mondo” (1524). La circumnavigazione del globo rappresentò un obiettivo importante dal punto di vista simbolico, in due decenni il sapere geografico aveva scoperto realtà del tutto sconosciute. La più nota delle scoperte fu quella di Cristoforo Colombo (12/10/1492), quest'ultimo raggiunge attraverso l'oceano Atlantico l'isola poi ribattezzata San Salvador nelle Bahamas anche se Colombo stesso pensò di essere giunto in Cina o Giappone. Tutto ciò è stato frutto di studi geografici di provenienza umanistica, in particolare Colombo lesse e studio le lettere di Toscanelli circa la possibilità di raggiungere l'India da occidente, queste anche se sbagliate hanno permesso la scoperta occidentale del continente americano.

Nuovi equilibri in Europa

Le conseguenze delle grandi scoperte geografiche furono molteplici:

  • i commerci si spostarono dal Mediterraneo all’Atlantico
  • i portoghesi depennarono completamente il Mediterraneo, approdando nell'oceano indiano circumnavigando l'Africa
  • L'America divenne la terra promessa e Mediterraneo fu ulteriormente ridimensionato
  • creazione di un vasto impero spagnolo La Spagna fu la prima ad investire nella colonizzazione del nuovo continente, i portoghesi non contenti della bolla Pontificia che vedeva gli spagnoli proprietari di isole e terre scoperte o ancora da scoprire che non appartenessero ad un altro re o principe cristiano, firmarono il trattato di Tordesillas che garantiva al portogallo l'egemonia sulla rotta africana verso l'India e alla Spagna la rotta centro meridionale del nuovo mondo. Le altre potenze europee si fecero presto sentire manifestando le loro ambizioni e anche nella dislocazione economica in seguito alle importazioni delle merci orientali e delle nuove materie prime dall’ America a portoghesi spagnoli si affiancò la concorrenza.

La distruzione comunicativa dei primi americani

Nel continente americano si intensificò l'espansione spagnola e la scoperta e l'esplorazione lasciarono il posto alle spedizioni di conquista. I piccoli eserciti con le loro tecnologie sconvolgevano i nativi e la ferocia dei conquistadores non entrò in contrasto con l'ideologia politica dell'epoca. La diffusione delle dell'immaginario del selvaggio da sottomettere e civilizzare era comune nel pensiero cinquecentesco. Per piegare nativi bastò la forza delle mani, per assimilarli culturalmente fu predisposto un importante movimento missionario. Fu inventato il requerimiento , una sorta di lunga dichiarazione letta ai nativi in cui si tracciava una storia dell'umanità che culminava nella richiesta di accettare il potere religioso del Papa e il

potere politico della corona spagnola, in caso di resistenza si poteva procedere con l'uso delle armi. Venne inoltre riesumata la norma medievale dell'encomienda che prevedeva il diritto di dominio sugli indigeni, sulla base di una legge paternale che li vedeva figli di Dio incapaci di intendere e di volere nonchè bisognosi di essere avvicinati alla religione. Lo scopo era quello di utilizzare indigeni come manodopera e forzarli alla cristianizzazione senza una vera e autentica comunicazione.

Politica e comunicazione politica in Machiavelli

Machiavelli è considerato un esponente di spicco dell’umanesimo rinascimentale, si servì della letteratura come fonte di comunicazione e di scambio di ideali , inoltre sembrava parlasse in maniera diretta ai suoi lettori. Basta citare uno dei suoi più celebri scritti: il Principe, in cui analizza la principale forma di governo della sua epoca, con un' attenzione rivolta ai casi effettivi per poi procedere alla generalizzazione. Egli si basa oltre che sulla sua erudizione personale anche sulla sua esperienza concreta. Si rivolse sia ai principi che al lettore universale, in questo modo contribuì all'auto coscienza dei governanti e accelerando il realismo politico dei governati , spingendoli a riflettere sul grado di riproduzione di passioni sentimenti normali tra coloro che decidono, in questo modo ha rotto il sipario che nascondeva le loro mosse. Machiavelli non cercò di creare un manuale per l'addestramento dei capi, ma di farsi comprendere da coloro che avrebbero potuto influenzare gli eventi. In questo senso la politica è intesa come variabile dell'agire umano: un antropologia che mira a stanare gli istinti e ad osservarli lucidamente rivelando le intenzioni comunicative dei principi, dallo sforzo ai gesti dimostrativi. In questo senso il principe rappresenta uno dei salti di qualità dell'epoca tipografica nonché uno dei pilastri della modernità di pensiero.

La crescente egemonia dei caratteri mobili

La macchina di Gutenberg può essere considerata il frame attraverso cui sono passate trasformazioni consistenti della comunicazione umana occidentale. Questa invenzione diede vita all'idea di protagonismo umano generalizzato, dal momento che le opere iniziarono a raggiungere un pubblico più vasto di quello rappresentato dalle élite intellettuale medievali. Ognuno divenne fautore della propria cultura, iniziò a diffondersi la pratica di una lettura individuale silenziosa, tant'è che la stampa accolse una scrittura sempre più vicino al linguaggio parlato delle persone. Inoltre, fu attraverso la tipografia che la riforma protestante attecchì velocemente in Europa, i suoi protagonisti raccolsero la sfida umanistica della ricostruzione filologica proponendo una veicolazione di massa dei testi religiosi. L'individuo e i suoi nuovi miti dominano questa fase dell’immaginario collettivo: il titanismo degli artisti rinascimentali, dei riformatori religiosi, degli esploratori… diedero rappresentazioni che interruppero la ciclicità della mente collettiva medievale.

Sovrani, matrimoni e guerre

L’offensiva comunicativa e religiosa tra il 15° e il 16° sec. era stata accompagnata da trasformazioni di carattere politico. Attraverso lo strumento diplomatico di matrimoni, guerre e alleanze la geopolitica europea si modificò. Le scansioni più significative tra i conflitti furono la pace di Augusta (1455) seguita dalla sconfitta di Carlo V da parte dei protestanti. L’applicazione della formula latina “ cuius regio,eius religio” sottolineava l’esito degli scontri

nuovo mestiere , ovvero lo scrittore di “advisi”, Questi avvisi erano scritti a mano nonostante la macchina di Gutenberg fosse già in funzione. I compilatori erano tipi avventurieri, rapidi e moderni: stabilivano una rete di informatori di fiducia dove avvenivano i fatti oppure andavano loro stessi alla ricerca di notizie. Questo servizio connesso alla sfera economica non poteva essere un pericolo per il potere politico, ma solo uno strumento per far circolare notizie tra i sudditi. Il primo sovrano che utilizzo questo nuovo strumento di comunicazione politica fu Francesco I re di Francia, che pubblicò le sue lettere personali con Papa Leone X. Questo fu il primo libro bianco, ovvero una pubblicazione dei documenti ufficiali da parte del governo o di altri strutture di rilievo. Inoltre, per far incontrare le esigenze editoriali con quelle politiche occorreva un territorio dove l'attività commerciale e imprenditoriale potesse limitare le pretese di controllo da parte del potere e ciò avvenne proprio in Olanda. Dove un nuovo modello istituzionale messo in atto dalle province unite garantì lo sviluppo culturale e artistico. In Olanda vi era inoltre un sistema governativo federalistico e l'organizzazione delle 7 province permise di allargare la propria sfera di influenza generale sui Consigli delle città: questo sistema comunicativo fornì una nuova consapevolezza partecipativa ai cittadini.

I CORANTOS

Si trattava di fogli di notizie a carattere internazionale, diffusi in Olanda all'inizio del 600, con cadenza settimanale. Questi primi giornali costituiti da un insieme di dispacci dallo stile impersonale ed al prevalente contenuto politico assomigliavano a raccolta di notizie di agenzia che si avvalevano di una rete informativa costruita sulla base della rete capillare di commercio degli olandesi punto lo sviluppo comunicativo olandesi fu determinato da due fattori importanti: gli stampatori olandesi erano dei bravi tecnici innovatori (L'Olanda alla fine del 600 applicò l'energia dei mulini a vento al taglio degli stracci per produrre una migliore qualità di carta); il regime di tolleranza editoriale spinse gli editori a tradurre a stampare i Corantos in altre lingue europee, puntando ad un’esportazione diffusa nei paesi corrispettivi.

L'Olanda, tipografia d'europa.

Considerato il nesso indissolubile tra lo sviluppo commerciale e lo sviluppo di grafico, Amsterdam per tutto il 600 rappresentò la tipografia d’Europa. Grazie al clima di tolleranza forniva ai pubblici europei materiali aggiornati nelle diverse lingue, consentendo con l'esportazione clandestina l’aggiramento di controlli e censure. Questa città come Firenze dimostrò di non temere i rischi di quella prima ondata di globalizzazione economica ed editoriale, e proprio ad Amsterdam fu pubblicato un Atlante del mondo in quattro lingue diverse (1635). La nascita della sfera pubblica: Il rapporto tra pubblico e privato L’insieme dei vari fenomeni politici-religiosi porta a considerare questa fase della storia olandese il preludio di quella che fu poi definita da Habermas la “sfera pubblica”, ovvero una modalità di costruzione delle opinioni collettive superando i limiti imposti dal potere politico religioso. Anche se non si poteva parlare di libertà espressiva a tutti gli effetti, la circolazione dei libri giornali stampati allargo il perimetro del conoscibile. Ma da una parte vi era la Borghesia, ovvero coloro che intendevano avvalersi dei nuovi mezzi di comunicazione non solo per esigenze economiche e commerciali, ma anche per aumentare la propria autorevolezza

politica. Dall'altra vi erano i sovrani che cercavano di rallentare la portata di questi processi, utilizzando ogni strumento per riportare a sé il controllo delle informazioni. In questo modo la dialettica pubblico-privato acquistò un significato nuovo, per quanto riguarda il termine pubblico questo da un punto di vista politico coincise con il significato di “proprio dello Stato” da cui i privati erano esclusi; da un punto di vista sociale invece si riconverte in un attribuzione di collettività spontanea, per cui per pubblico si intende la somma dei privati. Nelle elaborazioni filosofiche più presenti nel dibattito politico dell'epoca come il Levathian di Hobbes, la salvezza di privati cittadini dipendeva dal riconoscimento di una condizione di inferiorità del singolo rispetto allo stato e dalla necessità di porre rimedio alla lotta selvaggia che gli uomini intraprendono spontaneamente, La salvezza quindi risiederebbe nel conferimento dell’autorità assoluta allo stato e quindi allo stesso sovrano. Ma il Levathian, raffigurato come un gigantesco monarca è in realtà composto da milioni di individui che lui si riconoscono e che gli danno vita. In questo modo il sovrano assoluto diventa garante di un'alleanza in cui singolo sacrifica la propria libertà Nella dimensione politica e in cambio ottiene il rispetto di una dimensione privata intangibile se non interferisce con il cammino pubblico. Dunque, per tutto il sedicesimo secolo le controversie e le guerre hanno avuto come sfondo le lotte religiose , dove la pratica di una nuova dialettica pubblico privato si spostava dalla rappresentazione simbolica (sovrano come simbolo) alla rappresentazione politica (sovrano come garanzia per i sudditi). Un potere assoluto come quello rappresentato dal Levathian può essere sempre rovesciato nel caso in cui il comportamento del sovrano stesso dovesse collocarsi al di fuori di quanto è giusto per lo Stato.

Stampa e potere politico in Francia

In Francia partire dal 1632 per opera del medico personale di Luigi XIII preso vita un esperimento pubblicistico: la pubblicazione di un periodico sul quale venivano pubblicati annunci di compravendita e di lavoro. Questo trasferimento su carta di incontro tra domanda e offerta di lavoro fece avvicinare sempre di più la popolazione al periodico che assunse nei suoi confronti un atteggiamento attivo. Questo periodico denominato “ Feuille du Bureau d’adresses et des rencontres” (oggi lo chiameremo Giornale di servizio) fu pubblicato anche su “La Gazzette”, il primo settimanale francese ufficiale. Inoltre, a partire dal 1635 la Gazzette ricevete il privilegio reale di stampa che comportava una sorta di monopolio informativo. Nella seconda metà del 600 sempre in Francia apparve la prima rivista scientifica dell'epoca che diede spazio alle novità europee pubblicando riassunti, estratti e scritti critici al fine di indirizzare la vita culturale francese, tutto ciò determinò un allargamento della sfera pubblica su svariate questioni.

Censura e libertà di stampa nella politica inglese della prima

modernità

Anche l'Inghilterra fu investita dai nuovi fenomeni tipografici e in un clima difficile la stampa gioco un ruolo fondamentale (guerra civile tra il monaca Carlo primo il Parlamento che si aggirava intorno a temi diversi). Nel 1625 furono pubblicate 24 pagine del “Mercurius britanni cus” orientato alla politica internazionale e non privo di una certa vena polemica. Successivamente Carlo I abolì i fogli di notizie per editto, sei anni dopo sotto la pressione

società inglese più accentuato rispetto al resto dell’europa dell'epoca. Inoltre i drammaturgi stessi proveniva da ceti modesti, il teatro prometteva permetteva loro maggiori chances di mobilità sociale ed economica. L'opera dei poeti fornì al pubblico inglese un veicolo comunicativo interclassista, proponendo non solo linguaggio moderno e polimorfo e narrazioni di gradimento collettivo, ma anche una sorta di enciclopedia delle conoscenze del suo tempo. Inoltre, all'epoca di Shakespeare il testo teatrale era custodito gelosamente in mancanza del diritto d'autore, in particolare Shakespeare si definì anti tipografico infatti solo quando morì i suoi lavori furono stampati pubblicati iniziano a circolare.

La complessità del secolo barocco

Si parla di barocco in relazione a manifestazioni estetiche eccessive e bizzarre dell’ 600. Riguardo le forme comunicative il 600 è un secolo complesso da definire: attraverso il dispositivo della cultura barocca hanno preso il sopravvento forme di comunicazione non scritte come ad esempio la comunicazione celebrativa dell’assolutismo francese incarnato da Luigi XIV.

L’assolutismo come spettacolo: l'egemonia del re sole

Luigi XIV assunse pieni poteri e prese governare in modo assoluto nel 1661. Per attuare una politica di glorificazione personale e dinastica egli inventò una politica culturale di grandissima portata. La costruzione culturale del carisma del sovrano cominciò dalla scelta dell’emblema: un sole antropomorfo, da cui nasce l'immagine del sole il cui simbolo richiama l’onnipotenza. Un preciso gioco comunicativo accumunava il sovrano agli dei olimpici tant'è che furono coniate medaglie per celebrarlo negli sforzi bellici, nell'arte del governo. Inoltre venne celebrata anche la sua vita quotidiana, ad esempio quei momenti quali il risveglio e il coricarsi. Questi furono teatralizzati come rituali di Corte cui assistevano i cortigiani prescelti davanti ad una recita sagra. La Reggia reale, ovvero il palazzo di Versailles rappresentava quel teatro adatto ad ospitare tali rappresentazioni ma allo stesso tempo il centro del suo governo e del suo potere e dove avvenivano anche festeggiamenti inediti e favolosi. Il disegno comunicativo del re sole si basava sulla sequenza spettacolo-architettura-politica. Il carattere spettacolare del regime barocco rivela una strategia non puramente fine a se stessa né autoreferenziale , ad esempio dalla politica edilizia prese il via la promozione delle accademie scientifiche artistiche e la corona stessa garantì il mecenatismo degli scrittori così come lo spazio riconosciuto a la Gazzette. Quest'ultimo era un vero e proprio giornale governativo intessuto di omaggi nei confronti di re.

Newspapers and reviews

Il 700 si aprì con un innovazione britannica: il primo quotidiano ufficiale il “Daily Courant”, questo si presentò come un ambizioso programma di intenti, scritto anonimamente e che si prometteva di pubblicare notizie provenienti dall’estero, ma soprattutto di dare spazio ai fatti lasciando ai lettori il compito di formarsi delle opinioni. Due erano gli elementi importanti che lo caratterizzavano: la credibilità e l'imparzialità. Vi è inoltre un altro genere di giornalismo considerato come antitetico al precedente che separava i fatti dalle opinioni ma che può invece essere considerato come complementare: la stampa periodica politicamente schierata, espressione che deve ricondursi ad un orientamento culturale più che ad un'osservazione

partitica , ad esempio il “Weakly Revley”, il “ The examiner”. Questa stampa può essere vista come una sorta di prosecuzione della scrittura pamphlettistica unita a un’osservazione costante dei fenomeni quotidiani. La politica e la società venivano così rappresentati da una stampa che interessò un pubblico più vasto, inoltre i giornali potevano trovarsi anche sui tavoli di club e caffè che rappresentavano gli ambiente strategici della modernità, ovvero luoghi di libera conversazione e discussione dove le distanze sociali erano attutite.

L'enciclopedia, il monumento comunicativo dell’epoca

dell’illuminismo

Si trattò di una nuova impresa della comunicazione umana che prese le mosse da un’esperienza avviata in Inghilterra. L'obiettivo era quello di radunare le conoscenze umane in un'unica sede editoriale dopo le grandi scoperte scientifiche e geografiche, dunque la gerarchizzazione degli argomenti meritevoli di essere trattati spaziava in un campo molto vasto. Nel 1728 fu pubblicata a Londra la prima “Cyclopedia or Universal dictionary of arts and sciences” in due volumi, ma in seguito anche la Francia prestò attenzione al nuovo prodotto culturale. Sellius e Mills proposero allo stampatore Le Breton di pubblicarne una traduzione , quest'ultimo inizialmente si rifiutò dopodiché associò a tale impresa altri editori e stampatori, assicurandosi la direzione economica del progetto con il 50% del capitale investito. La guida organizzativa del materiale fu offerta all’abate De Malves , egli doveva dirigere le operazioni di traduzione e aggiornamento delle voci. Fu poi assunto un supervisore scientifico D'alembert è un abile traduttore Diderot. Questi ultimi possono essere considerati i futuri maestri dell'enciclopedia, ovvero di quel dizionario enciclopedico universale contenente lo spirito illuministico. Diderot chiarì innanzitutto che l'immenso materiale non poteva essere frutto del lavoro di un solo uomo , dunque per realizzare l’enciclopedia fu messo in moto il primo esperimento d’intelligenza collettiva della modernità, il cui obiettivo era quello di unificare nello sforzo creativo esigenze di approfondimento scientifico di decine di specialisti. L'enciclopedia fu il più riuscito lavoro dell'illuminismo inteso come movimento intellettuale culturale, capace di mettere al centro dell'interesse collettivo l'uomo. Nel discorso preliminare D'alembert ripercorre le tappe che hanno condotto a questo lavoro scientifico riconoscendo alla comunicazione il ruolo di connettere individui con gli stessi bisogni e interessi al fine di soddisfarli. Egli saltò i secoli bui del medioevo considerato una vera e propria calamità intellettuale, passò il rassegna i pensatori verso cui gli uomini si sentivano in debito: Bacone, Cartesio, Newton.. Inoltre l'enciclopedia dedicò per una la prima volta spazio ai mestieri, queste voci riguardanti le tecniche di produzione, le macchine, l'artigianato segnano in modo significativo la modernità dell'enciclopedia. Inoltre l’enciclopedia puntava a rendere leggibile la propria opera, ricercando un pubblico borghese che andava conquistato con un intrattenimento efficace al fine di assimilare il contenuto scientifico delle diverse voci.

La complicata storia editoriale di un'impresa titanica

La storia della pubblicazione dell'enciclopedia fu controversa:

Sviluppo diffusione della stampa francese pre-rivoluzionaria

L'opinione dominante tra gli illuministi sui giornali del loro tempo non riguardava la sola stampa francese ma anche quella inglese: l'accusa era di superficialità, pressapochismo, maldicenza e linguaggio scurrile. Gli Illuministi portavano avanti la contrapposizione tra giornale e libro, quest'ultimo era ritenuto l'unico veicolo certo di accesso al sapere, mentre nel campo del giornalismo non si dimostrarono lungimiranti. Vi era differenza tra la Gazzette, che conteneva notizie dall’estero e i resoconti di eventi nazionali e il Journal che conteneva invece recensioni letterarie e filosofiche scientifiche di stampa accademico. La Francia cominciò a prendere dimestichezza con il nuovo mezzo di comunicazione e prodotti informativi si modificarono, si aggiungerò alle notizie generali di carattere politico piccoli servizi giornalistici: annunci personali, prime inserzioni pubblicitarie, giochi e articoli per l'intrattenimento. Nel 1777 fu fondato il primo quotidiano francese il Journal de Paris che proponeva notizie di cronaca e servizi diversificati, inizia ad emergere così il carattere manageriale delle imprese giornalistiche e si poté cogliere il lavoro combinato svolto dalla stampa e dalla strada. Diverse forme di comunicazione: i bruits publics (rumori pubblici, voci e pettegolezzi), i mauvais propos (canzoni che riportavano in rima i contenuti dei pettegolezzi), notizie manoscritte, libelli e pamphlet.

Lo spirito comunicativo della rivoluzione americana

In Inghilterra e Francia la stampa era diventata non solo uno strumento di lotta politica e culturale, ma anche un terreno fertile per il combattimento tra attori politici. Nel frattempo nelle colonie inglesi del Nord America lo sviluppo tipografico subì una un'accelerazione: negli anni 30 del 700 si verificarono alcuni fatti significativi per lo sviluppo della comunicazione mediatica. James Franklin diede vita al settimanale” New England Courant” nel 1721, senza aver chiesto né ottenuto i permessi istituzionali e i poteri pubblici tacquero su questa infrazione. L'impronta del settimanale è ricalcata sul inglese “spectator” dal tono leggero e intrattenitivo, ma non erano escluse opinioni. Il fratello Benjamin comprò la “Pennsylvania Gazzette,” accentuandone il carattere di dispensatrice di informazioni scientifiche e artistiche- letterarie, pubblicando inserzioni a pagamento e ampliando la sezione di notizie nazionali e internazionali. Benjamin stampava scriveva e editava l'edizione della Gazzetta da lui curata ed ebbe un buon successo anche al di fuori della pensilvania. Le lettere ricevute dai propri lettori gli diedero un nuovo input che portano alla creazione di un almanacco annuale contenente ricette, previsioni meterologiche, consigli varia natura etc.

Il caso zenger

Del caso zenger bisogna sottolineare due aspetti: la vocazione imprenditoriale della stampa americana dell'epoca e la capacità di penetrazione l'immaginario collettivo attraverso materiali leggeri di pubblica utilità. Zenger e il suo giornale nel ‘33 accusarono apertamente il governatore inglese di abuso di potere e malversazioni, zenger fu così arrestato e messo sotto processo. Egli non rivelò mai il nome dell’autore degli articoli anonimi e fu difeso da un celebre avvocato di Filadelfia che oltre a toccare vari aspetti della condanna in sede di tribunale svolse un abile discorso sul generale diritto dei cittadini di opporsi agli abusi di potere. Non si trattava

di giudicare un singolo stampatore mai decidere se disporre o meno di un’autentica libertà di critica e denuncia , successivamente Zenger fu giudicato non colpevole. Il risultato fu l’indebolimento di procedimenti verso reati di questo genere , il processo di Zenger fu quindi il germe della libertà americana che successivamente avrebbe rivoluzionato l'America.

No taxation without representation

Nel 1765 erano 23 i settimanali che si stampavano regolarmente in America, ampliando il settore dell’intrattenimento e sviluppando lo spazio per le inserzioni pubblicitarie. In quel periodo le prime avvisaglie della rivoluzione erano alle porte, dal momento che il Parlamento inglese continuava con le imposte fiscali , mentre i sudditi delle colonie reputavano l'imposizione fiscale prerogativa delle loro istituzioni locali. L’assente rappresentanza parlamentare per le colonie costituiva un fatto di disuguaglianza politica, da qui l'espressione “no taxition without representation”. La stampa fece salire i toni della protesta, seguirono varie iniziative che portarono la formulazione della dichiarazione dei diritti e dei reclami in 14 punti, questa fu formulata dai rappresentanti delle nuove colonie ed era incentrata sulla necessità del consenso delle colonie a qualsiasi imposizione fiscale. Un cittadino della Pennsylvania pubblico su un settimanale una serie di articoli sotto forma di lettera in cui criticava gli atti legislativi del Parlamento inglese e invitava gli americani all'unità , questi testi furono poi riuniti in un pamphlet, questa pratica che divenne usuale nella rotta comunicativa degli intellettuali americani. La stampa periodica fu in prima fila in questa battaglia che nel frattempo portò a tumulti, arrivarono infatti i primi scontri e boicottaggi che fecero degli americani dei “ribelli”.

Il “senso comune” della dichiarazione d'indipendenza

È stato evidente il peso della comunicazione nel conflitto anglo americano il Common Sense: opuscolo che ebbe il compito di diffondere le nuove idee rivoluzionarie e lo fece con toni radicali attaccando la monarchia. Alla base vi era l’idea che se il governo è un male necessario, ogni popolo deve dotarsene autonomamente, dal momento che è un diritto naturale scegliere autonomamente come governarsi. (Autore Thomas Paine che però preferì l’anonimato in un primo momento) Si deduceva che il popolo americano doveva conquistare una completa indipendenza abbandonando il modello tirannico della monarchia. Tutto ciò fu composto con un linguaggio veloce diretto senza tecnicismi giuridici e molte delle idee contenute furono si trovarono anche nella dichiarazione d'indipendenza del 1776. L’indipendenza ottenuta dipese dunque anche dal lavoro svolto dalla pubblicistica, in un mix di periodici e pamphlet, questi ultimi rappresentarono la più significativa forma di comunicazione mediatica dell’epoca. Inoltre, i settimanali durante la guerra d'indipendenza passarono da 37 e 70 e la stessa dichiarazione indipendenza dopo due giorni dalla sua ufficializzazione fu pubblicata integralmente sul Pennsylvania Evening Post che dal 1783 divenne il primo quotidiano in America.

Il dibattito costituzionale e la stampa americana

Con la nomina di Luigi XVI ci furono vari tentativi di risanare la situazione finanziaria, agendo prevalentemente suoi nobili e sul clero:

  • con Turgot (ministro delle finanze) si intendeva abolire le corporazioni, ridurre i privilegi di nobiltà e clero e abolire i diritti feudali ma egli fu licenziato a causa del malcontento di tali ordini
  • segui Necker che pubblicò il bilancio dello Stato mettendo a disposizione di tutti i cittadini i numeri dei beni economici trasferiti alla nobiltà e al clero, i cittadini furono quindi informati delle entrate e delle uscite dello Stato ma questo gli costò il licenziamento, sebbene fu un’efficace mossa comunicativa di trasparenza finanziaria
  • seguirono vari ministri delle finanze e infine l’arcivescovo de Brienne provò ad introdurre un’imposta finanziaria carico della dell'aristocrazia e del clero che però fu bocciata.
  • a questo punto Luigi XVI fu costretto a richiamare Necker e a convocare gli Stati generali per poter risolvere la crisi finanziaria. Questi ultimi costituivano l'organo di rappresentanza dei tre ceti sociali e avevano la funzione di limitare il potere del sovrano. Prese così piede la rivoluzione. I primi disaccordi ci furono in merito alle modalità di voto. Il Parlamento di Parigi proclamò che la riunione andava organizzata facendo votare separatamente i tre stati : il voto della nobiltà si sarebbe sommato a quello del clero rendendo ovvia la sconfitta del Terzo stato, ma in occasione della convocazione Necker riuscì ad ottenere un decreto che prevedeva la rappresentanza doppia per i deputati del Terzo stato, inoltre sarebbe prevalso il criterio numerico per teste. Il piano su cui si sviluppo il conflitto precedente alla riunione degli Stati generali fu prevalentemente comunicativo con una notevole centralità della stampa dal momento che opuscoli, libelli, pamphlet e giornali crebbero sempre di più. Avvenne dunque un consolidamento della sfera pubblica francese e l'intento dei pubblicisti oltre a quello di mettere a nudo i due ordini dominanti giudicati “parassitari” era quello di creare una comune base di valori e di rivendicazioni adatta alle nuove prerogative del Terzo stato, inoltre iniziarono a rimbalzare agli occhi dei lettori anche i nomi dei maggiori protagonisti dell’imminente rivoluzione. (Da ricordare il libello dell’ Abate Sieyes “che cos'è il terzo stato?”) Quando l'assemblea degli stati generali si riunì non era stata presa alcuna decisione in merito al voto, ne vennero affrontate tematiche che interessavano il Terzo stato. In seguito al rifiuto del re alla proposta del terzo stato di dare vita ad una riunione generale comune, quest'ultimo se ne distaccò seguito da molti esponenti del clero e della nobiltà e si proclamarono Assemblea Nazionale impegnandosi nella stesura di una nuova costituzione. Il re accettò di riconoscere tale assemblea ma fece circondare Parigi da un esercito mercenario. A questo punto la ricaduta comunicativa fu enorme dal momento che si verificò la famosa presa della Bastiglia da parte del popolo e questo monumento simboleggiava propriio il potere assoluto. Seguì un altro importante gesto dal punto di vista comunicativo e simbolico da parte del re: fece sostituire la coccarda bianca della tradizione monarchica con quella tricolore della nazione. Il nuovo potere legislativo portò inizialmente alla dichiarazione dell'uomo e del cittadino , riferendosi ai diritti. L'articolo 11 prevedeva la libertà di stampa, ovvero la piena libertà di

espressione, nacque così una sfera pubblica autonoma e influente. Segui una notevole fioritura di nuove testate, non si trattò solo di giornali di cronaca e di informazione, di opuscoli e libelli, ma prese a circolare in modo sempre più capillare una stampa periodica direttamente politica. Il potere si concentrò nei club, luoghi dove i rappresentanti/deputati si riunivano e davano vita ad una discussione interna per predisporre interventi. Il più importante fu quello de “la società degli amici della costituzione” che fu poi denominato club dei Giacobini (che prese il nome dal luogo delle riunioni, ovvero la biblioteca dell’ ex convento dei domenicani detti anche jacobins) e che diventò il centro e la casa dei patrioti, da cui le fazioni che via via si discostavano dall'indirizzo politico dominante, formarono proprie organizzazioni come i Girondini e Foglianti. Il club dei Giacobini svolse un ruolo di primo piano durante tutta la rivoluzione, ne nacquero altri 500 al di fuori di Parigi e tra loro si sviluppò un’intensa comunicazione epistolare che consentì un aggiornamento costante delle iniziative che venivano prese nella capitale, successivamente in questo modo la scissione dei Foglianti fu riassorbita. Una fitta rete di informazioni epistolare s’intrecciò alla rete dei giornali, il cui numero aumentava sempre di più. Nacque così il più importante sistema di comunicazione politica della storia moderna. Nel frattempo, l'assemblea costituente continuava a lavorare portando a:

  • la nazionalizzazione dei beni della chiesa
  • approvazione della costituzione civile del clero (elezioni delle cariche ecclesiastiche)
  • abolizione dei titoli nobiliari
  • riforma agraria (abolizione dei privilegi feudali)
  • riforma amministrativa (cancellazione delle province e istituzione di dipartimenti, distretti, cantoni ) Inoltre, la costituzione prevedeva che il potere legislativo sarebbe stato trasferito ad un'assemblea di 745 deputati mentre il potere esecutivo restava nelle mani del Re. Si verificò poi, un tentativo di fuga della famiglia reale da Parigi, ciò rappresentò una vera e propria disgregazione della monarchia e dei suoi simboli, determinando una crisi di legittimità autentica. L'istituto della monarchia cedeva in modo sempre più strutturale: la macchina rivoluzionaria era ormai in moto e iniziarono ad apparire separate le sorti dei moderati e dei radicali. Successivamente si verificò un eccidio da parte della guardia nazionale comandata da La Fayette contro la manifestazione riunita per raccogliere firme a favore della Repubblica. Il periodo che ne seguì fu più favorevole alle forze moderate, in questa fase il rapporto di forze tra le compagini politiche ebbe risvolti sociali: la borghesia più agiata e che si sentiva garantita dalle nuove conquiste costituzionali non guardava con favore ad una nuova accelerazione anti monarchica e appoggiò la politica fogliante. Tuttavia a capo dell'assemblea nazionale vi erano i Girondini, partito parlamentare in cui si distinse la figura di Brissot , il quale condusse una battaglia politica su un duplice fronte: da un lato contro i foglianti accusati di continuità con la Corte , dall'altro per reagire con forza alle minacce delle potenze straniere che facevano intendere di essere disposte ad attaccare Parigi. I Girodini erano quindi favorevoli alla guerra mentre i Foglianti e i Giacobini si opponevano, tant'è che la propaganda dei primi a favore della guerra si fece intensa. Il problema era

dalle cifre di diffusione dei giornali e libelli. Ogni evento veniva quindi sottolineato dalla massa di informazioni e commenti che si accavallavano alle dinamiche politiche, le fonti principali dei giornali erano i dibattiti dell'assemblea ma spesso anche le confidenze dei deputati alle riunioni nei club: assistiamo dunque ad un allargamento della sfera pubblica grazie ai media cartacei. Altre forme comunicative: lo scoppio rivoluzionario mise al centro un progetto di riassestamento universale dei valori concepiti durante l’assolutismo monarchico che aveva operato attraverso una progressiva espansione simbolica. Si puntò dunque ad invertire i valori condivisi nell'arena dei simboli tant'è che anche gli abiti assunsero un nuovo significato egualitario, si moltiplicarono le cerimonie pubbliche rispetto alla ritualità utilizzata dalla monarchia per giustificare la propria origine divina. Crebberò così le feste rivoluzionarie ed altri rituali collettivi.

Il processo a Luigi XVI nella comunicazione politica rivoluzionaria

La nuova Assemblea chiamata Convenzione in seguito alle elezioni del 1792 abolì la monarchia e proclamò l'indivisibilità della Repubblica, mettendo da parte l'idea federalista. La convenzione era composta da Girondini e da i Montagnardi più radicali, a cui assistevano deputati della Pianura che si riservavano di aderire alle proposte di una o dell'altra parte. Tra queste due fazioni nacque una battaglia comunicativa basata soprattutto sui pamphlet. I primi atti legislativi della nuova assemblea sembravano sottoposti a tensioni che si risolvevano in un vantaggio strategico per i M. maggiormente capaci istituire un continuum simbolico tra difesa della rivoluzione e della nazione. Per affermare che il destino della Francia era legato alle novità sociali e culturali era necessario proseguire nell’opera di smantellamento delle reti dei vecchi privilegi e irrobustire le pratiche democratiche ed egualitarie. Inoltre, considerato che i giornalisti potevano presenziare liberamente il dibattito istituzionale e associativo fornendo resoconti dettagliati di tutti gli interventi, su questo piano i G. si mostrarono più deboli perché si erano costituiti come un gruppo partitico interno alle istituzioni e non particolarmente radicato sul territorio. La loro forza era il grande attivismo comunicativo dei leader mentre i Montagnardi furono strettamente in contatto con i club e presto la stampa girondina cominciò a perdere efficacia rispetto al connubio tra la Montagna e i club. Quando la Convenzione dovette occuparsi del processo del re, essa era stata preceduta dall’insistente richiesta del club e delle sezioni della capitale che chiedevano l’istruzione del procedimento. La tattica dei Girondini consisteva nel rallentare il tutto e rinviare il processo. Quando sono state rinvenute le carte del sovrano, queste indicavano chiaramente la sua pratica anti rivoluzionaria e le sue manovre per un intervento delle potenze straniere ma questi manoscritti furono affidati ad una commissione interamente composta da giardini. La costituzione precedente prevedeva che l’inviolabilità del re fosse messa in discussione in seguito a solo tre accuse: l'abbandono del Regno, il passaggio al nemico straniero e il rifiuto di prestare giuramento costituzionale. Queste accuse non potevano essere dimostrate formalmente anche se il comportamento del sovrano era del tutto discutibile secondo tutte le parti politiche presenti alla convenzione. I parlamentari della gironda continuavano a mettere in pratica la tattica del rinvio delle decisioni ma il 13 novembre accadde un fatto inaspettato che sottolineano la potenza ancora intatta del medium nel discorso pubblico: dopo una serie di interventi dei Girondini chiese la

parola un giovane giacobino secondo il quale il re non andava giudicato perché per poter essere sottoposto al giudizio bisognava essere dichiarato uguale agli altri cittadini, il re andava punito. Questo intervento destò enorme impressione tra i deputati e a partire dai resoconti dei giornali anche nei club politici e nella società civile. Spostò il baricentro della discussione sul processo e ciò divenne un’altra conferma di una forza egualitaria della rivoluzione che permetteva anche ad uno sconosciuto di mettersi in luce ed influire pesantemente del dibattito politico nazionale grazie alle qualità del suo discorso. Altra importante vicenda riguardò il ritrovamento della cassaforte segreta del re contenente ulteriori documenti molto compromettenti, le cui corrispondenze epistolari svelavano una trama molto articolata tessuta dal sovrano per assicurarsi la complicità di alcuni esponenti rivoluzionari. Questi documenti testimoniavano alcuni servigi in favore della corona da parte di altissimi funzionari di polizia tra cui un generale protetto dai girondini. I girondini erano mai sulla difensiva mentre i montagnardi si facevano sempre più aggressivi e determinati. Si varò una nuova commissione per studiare tali documenti e questa volta i deputati furono estratti a sorte, dove la presenza deI G. fu meno accentuata. Allo stesso tempo la società civile parigina che veniva ormai denominata opinion publique, aumentò il suo attivismo. Nelle strade, nei caffè e nelle botteghe non si parlava d'altro. Il 3 dicembre Robespierre prese la parola alla convenzione e si soffermò sulle conseguenze e sui rischi che presentava un sovrano sconfitto ancora in vita. Questi contenuti uniti a un linguaggio diretto ottennero l’ attenzione della cosiddetta Pianura. A questo punto i girondini preoccupati dalla crescente invadenza delle forme comunicative dell’opinione popolare scelsero ancora una volta di tergiversare e il loro modo di fare comunicazione politica si risolse nel tentativo di aggiungere questioni secondarie alla questione centrale del processo del sovrano ma queste tattiche ebbero infine la peggio, i deputati voteranno in maggioranza l'istruzione del processo e successivamente si stabilì che il giudizio dovesse essere espresso dalla convenzione attraverso l'appello nominale , ognuno doveva dichiarare la propria decisione davanti ai colleghi e al pubblico. Ultima manovra tentata dalla Gironda fu la richiesta di ricorso al plebiscito popolare con il pretesto che la costituzione vigente stabiliva l’inviolabilità del sovrano. Per smentire la costituzione serviva il voto dei cittadini. Ma il contro-argomento dei montagnardi fu definitivo: il popolo non era stato consultato su quella costituzione era perciò la convenzione che doveva stabilire il verdetto. Alla fine la colpevolezza del sovrano fu votata all'unanimità con solo poche astensioni e fu raggiunta la maggioranza assoluta in favore della pena di morte il 21 gennaio 1793 Luigi XVI andò alla ghigliottina. Tutti i successivi eventi rivoluzionari furono condizionati da questo drammatico avvenimento.

Significati politici della comunicazione rivoluzionaria

  • È stata una rivoluzione di scrittori e lettori, individui che hanno attribuito al medium della stampa un valore inedito per creare affinità di visioni politico-culturali e per combattere visioni antagoniste
  • Nonostante il ruolo della stampa fu già sperimentato nei conflitti civili in Inghilterra e in America, in Francia ci fu un salto di qualità: essa assunse un carattere di massa in termini sia di produzione che di diffusione