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Prima guerra mondiale, Sintesi del corso di Storia

Prima Guerra mondiale Riassunta

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 02/07/2026

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giuseppe-dimartino-1 🇮🇹

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Prima guerra mondiale
La prima guerra mondiale viene ricordata anche come Grande Guerra” perché così
apparve alle popolazioni che furono coinvolte.
Si trattava di una grande guerra per:
l’estensione dei fronti di combattimento
gli effetti devastanti che questa provocò,
il numero degli Stati coinvolti,
la mobilitazione enorme di milioni di soldati.
Cause della grande guerra
Alla base di questa guerra mondiale vi è un intreccio di fattori.
- Innanzitutto giocò sicuramente un ruolo fondamentale la competizione tra le
grandi potenze per affermare la propria egemonia sia in Europa che nelle colonie.
Questa competizione era sicuramente favorita dal diffondersi di un
nazionalismo aggressivo ben diverso da quello dell’800.
- A giocare un ruolo importante furono anche i contenziosi territoriali, come ad
esempio quello tra Francia e Germania per l'Alsazia e la Lorena o quello tra l'Italia
e l'Austria per le cosiddette terre irredente.
- Altro elemento fondamentale fu la presenza di due blocchi di alleanze
contrapposte: Triplice Alleanza e Triplice Intesa.
Il più importante fattore fu tuttavia l’instabilità della regione balcanica (polveriera
balcanica), dove le due guerre balcaniche avevano lasciato insoddisfatte la Serbia, che
non aveva ottenuto la Bosnia Erzegovina e lo sbocco sul mare a causa della creazione
dello stato dell’Albania, l’Austria, che non era riuscita a frenare l’espansione Serba, e la
Russia che aspirava ad espandersi in quella zona.
L’evento scatenante fu l'uccisione, a Sarajevo in Bosnia, il 28 giugno 1914 dell’Arciduca
Francesco Ferdinando d’Asburgo (erede sul trono austro-ungarico) e della moglie Sofia
per mano di uno studente serbo-bosniaco, Gavrilo Princip, che apparteneva a un
movimento nazionalista che rivendicava l’annessione della Bosnia alla Serbia.
Non c’erano prove che il governo Serbo fosse coinvolto nell’assassinio, ma all’Austria
sembrò una buona occasione per regolare i conti con la Serbia.
Così il 23 luglio 1914 l’Austria inviò un ultimatum alla Serbia che sembrava essere scritto
apposta per essere respinto.
La Serbia però si mostrò abbastanza conciliante e accettò tutte le clausole tranne una:
quella che prevedeva la presenza di funzionari austriaci nell'indagine sull'attentato, in
quanto la considerava lesiva della propria sovranità nazionale.
L’Austria, non ritenendosi soddisfatta, dichiara guerra alla Serbia il 28 luglio del 1914.
A questo punto si mise in moto il meccanismo delle alleanze contrapposte:
immediatamente la Russia ordinò la mobilitazione generale a sostegno della Serbia di
cui era tradizionale protettrice, e subito la Germania, alleata dell’Austria, ordinò la
propria mobilitazione e impose alla Russia di sospendere la propria.
Poiché la Russia non lo fece, la Germania le dichiarò guerra il 1 agosto del 1914.
Immediatamente questo provoca l'intervento della Francia a sostegno della Russia,
mentre la Gran Bretagna, che apparteneva anch’essa alla Triplice Intesa, in un primo
momento decide di risolvere in maniera diplomatica la situazione.
Interviene tuttavia quando il 4 agosto la Germania invade il Belgio neutrale. A quel
punto anche la Gran Bretagna entra in guerra, seguita il 23 agosto dal Giappone che si
affianca alla Triplice Intesa.
Al fianco di Austria e Germania si schiera invece l’impero Ottomano nell’ottobre 1914.
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Prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale viene ricordata anche come “ Grande Guerra ” perché così apparve alle popolazioni che furono coinvolte. Si trattava di una grande guerra per: ⁃ l’estensione dei fronti di combattimento ⁃ gli effetti devastanti che questa provocò, ⁃ il numero degli Stati coinvolti, ⁃ la mobilitazione enorme di milioni di soldati.

Cause della grande guerra Alla base di questa guerra mondiale vi è un intreccio di fattori.

  • Innanzitutto giocò sicuramente un ruolo fondamentale la competizione tra le grandi potenze per affermare la propria egemonia sia in Europa che nelle colonie. Questa competizione era sicuramente favorita dal diffondersi di un nazionalismo aggressivo ben diverso da quello dell’800.
  • A giocare un ruolo importante furono anche i contenziosi territoriali , come ad esempio quello tra Francia e Germania per l'Alsazia e la Lorena o quello tra l'Italia e l'Austria per le cosiddette terre irredente.
  • Altro elemento fondamentale fu la presenza di due blocchi di alleanze contrapposte: Triplice Alleanza e Triplice Intesa.

Il più importante fattore fu tuttavia l’instabilità della regione balcanica (polveriera balcanica), dove le due guerre balcaniche avevano lasciato insoddisfatte la Serbia, che non aveva ottenuto la Bosnia Erzegovina e lo sbocco sul mare a causa della creazione dello stato dell’Albania, l’Austria, che non era riuscita a frenare l’espansione Serba, e la Russia che aspirava ad espandersi in quella zona. L’evento scatenante fu l'uccisione, a Sarajevo in Bosnia, il 28 giugno 1914 dell’ Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo (erede sul trono austro-ungarico) e della moglie Sofia per mano di uno studente serbo-bosniaco, Gavrilo Princip , che apparteneva a un movimento nazionalista che rivendicava l’annessione della Bosnia alla Serbia. Non c’erano prove che il governo Serbo fosse coinvolto nell’assassinio, ma all’Austria sembrò una buona occasione per regolare i conti con la Serbia. Così il 23 luglio 1914 l’Austria inviò un ultimatum alla Serbia che sembrava essere scritto apposta per essere respinto. La Serbia però si mostrò abbastanza conciliante e accettò tutte le clausole tranne una: quella che prevedeva la presenza di funzionari austriaci nell'indagine sull'attentato, in quanto la considerava lesiva della propria sovranità nazionale. L’Austria, non ritenendosi soddisfatta, dichiara guerra alla Serbia il 28 luglio del 1914. A questo punto si mise in moto il meccanismo delle alleanze contrapposte: immediatamente la Russia ordinò la mobilitazione generale a sostegno della Serbia di cui era tradizionale protettrice, e subito la Germania , alleata dell’Austria, ordinò la propria mobilitazione e impose alla Russia di sospendere la propria. Poiché la Russia non lo fece, la Germania le dichiarò guerra il 1 agosto del 1914. Immediatamente questo provoca l'intervento della Francia a sostegno della Russia, mentre la Gran Bretagna , che apparteneva anch’essa alla Triplice Intesa, in un primo momento decide di risolvere in maniera diplomatica la situazione. Interviene tuttavia quando il 4 agosto la Germania invade il Belgio neutrale. A quel punto anche la Gran Bretagna entra in guerra, seguita il 23 agosto dal Giappone che si affianca alla Triplice Intesa. Al fianco di Austria e Germania si schiera invece l’impero Ottomano nell’ ottobre 1914.

L’Italia, seppur appartenente alla Triplice Alleanza, si dichiara momentaneamente neutrale.

Inizialmente fu una guerra di movimento perché la Germania, mettendo in atto il cosiddetto piano Schlieffen, dal nome del generale che lo aveva ideato, avanza verso occidente e invade il Belgio neutrale pensando di poter così sorprendere la Francia. Da qui l’obiettivo era sconfiggerla nel giro di poco tempo e così spostare tutte le truppe verso oriente contro la Russia. In questo modo la Germania pensava di evitare la guerra su due fronti. Tuttavia per evitare la guerra su due fronti contava anche sul fatto che la Russia, date le lunghe distanze e l'inefficienza dei trasporti, avrebbe impiegato abbastanza tempo prima di intervenire. Contro ogni previsione i francesi, con l'aiuto degli inglesi, riescono a fermare i tedeschi dopo una iniziale avanzata che aveva addirittura minacciato la stessa Parigi, i tedeschi avevano infatti aggirato le loro linee difensive. Ma fortunatamente i francesi, aiutati dagli inglesi, riuscirono a fermarli nella battaglia della Marna tra il 6 e il 12 settembre del 1914. Con questa battaglia la guerra smette di essere una guerra di movimento e diventa una guerra di posizione. Chiaramente si trattava di una guerra di logoramento di materiali, ma soprattutto di uomini: i soldati vivevano nelle trincee, ovvero dei fossati scavati nel terreno, esposti al freddo, alle malattie e ai colpi dell'artiglieria avversaria.

Un nuovo modo di combattere La prima guerra mondiale fu segnata dall'uso della trincea , un antichissimo sistema difensivo utilizzato nelle guerre di posizione. Si trattava di un fossato, più o meno profondo, scavato nel terreno, utilizzato inizialmente per offrire riparo dal fuoco nemico e successivamente come vero e proprio rifugio. I militari erano costretti a viverci per lungo tempo, in uno stato di tensione continua per l'incombente minaccia di un attacco nemico, esposti alle intemperie, dalle quali era quasi impossibile difendersi. Su tutti i fronti di guerra i combattenti dovettero sopportare condizioni estreme di vita, soprattutto d'inverno, a causa della neve e del gelo. Le condizioni igieniche erano pessime: i soldati tenevano gli stessi vestiti per parecchie settimane, ospitando così pulci e pidocchi. Per i bisogni fisiologici venivano scavate le latrine , ossia delle buche. Ma spesso, per repulsione, per pigrizia o semplicemente per paura di allontanarsi troppo dal riparo della trincea, i soldati non si recavano alla latrina ed espletavano le loro necessità in qualsiasi angolo della trincea. La mancanza d'igiene trasformò ben presto le trincee in ricettacoli di topi, che rosicchiavano i cadaveri e tormentavano i vivi, danneggiando l'equipaggiamento e le riserve di cibo. Frequenti e virulente erano le epidemie , in particolare di colera; ma anche la malaria e la dissenteria mietevano vittime. Numerosi cadaveri di compagni e di nemici restavano nell'area compresa fra le opposte trincee per più giorni: l’inevitabile presenza della morte si dimostrò, alla lunga, traumatizzante e deprimente per i soldati. Gli uomini in guerra vivevano fra paure individuali e panico collettivo. La loro resistenza nervosa era spesso messa a dura prova dai bombardamenti, ma il momento peggiore della guerra era, però, quello dell'assalto alle trincee dei nemici.

I russi attaccarono anche a sud gli austriaci in Galizia , e riuscirono a penetrare nel territorio austriaco. Tuttavia già nel 1915 una grande offensiva austriaca costrinse i russi ad indietreggiare fino al fiume Beresina , stabilizzando la situazione. Anche nei Balcani la situazione visse ben presto una fase di stallo. Gli austriaci, dopo aver occupato Belgrado, furono respinti dai serbi.

Ingresso dell’Italia in guerra Proprio in questa situazione, che appariva bloccata, un evento di rilievo fu rappresentato dall'ingresso dell'Italia in guerra. Nella primavera del 1915 il presidente del consiglio Salandra insieme al Ministro degli esteri Sonnino, e all'insaputa del parlamento a maggioranza neutralista, cominciano a prendere degli accordi con i paesi dell'Intesa. Così il 26 aprile del 1915 firmarono il patto segreto di Londra : in base a questo patto l'Italia sarebbe dovuta entrare in guerra entro un mese e in cambio, in caso di vittoria, avrebbe ottenuto consistenti compensi territoriali (il Trentino, l’Alto Adige, Venezia Giulia, Istria ad eccezione di Fiume, la maggior parte della Dalmazia) e la possibilità di partecipare alla spartizione delle colonie tedesche. Il parlamento, messo di fronte al fatto compiuto, dopo una serie di indecisioni, approvò l'ingresso dell'Italia in guerra. Infatti, opporsi per il parlamento significava non solo mettersi contro il re e il governo che erano ormai apertamente favorevole al conflitto, ma significava anche mettersi contro una parte dell'opinione pubblica molto agguerrita che, spinta dagli interventisti, era scesa in piazza a favore della guerra tra il 10 e il 16 maggio. Questi giorni furono chiamati da Gabriele d'Annunzio “ le radiose giornata di maggio ”. Spinto anche da queste manifestazioni, il parlamento approvò l'ingresso dell'Italia in guerra. E così il 24 maggio del 1915 l'Italia dichiara guerra all'Austria. Chiaramente l'Italia fa un volta faccia, perché era prima legata alla Triplice Alleanza, e questo verrà poi verrà rinfacciato dagli austriaci che successivamente agiranno contro l'Italia con la Strafexpedition , cioè una spedizione punitiva contro il traditore.

Tra il 1915 e il 1916 altri paesi entrano in guerra:

  • il Portogallo scende in campo a favore della Serbia e dunque a fianco dell'Intesa
  • Montenegro , Grecia e Romania scendono a fianco dell'Intesa.
  • La Bulgaria scende in campo a favore degli imperi centrali centrali.

Pochi sono invece i paesi a rimanere neutrali: i Paesi Bassi, Svizzera, Paesi Scandinavi, la Spagna e l'Albania. Quindi tra il 1915 e il 1916 si completa il sistema delle alleanze.

Situazione militare 1915- Innanzitutto, sul fronte occidentale, i tedeschi nel 1916 avevano lanciato una grande offensiva nella regione francese di Verdun, ma senza ottenere alcun risultato. Ancora più inutile e sanguinoso fu l’attacco anglo-francese sul fiume Somme che provocò soltanto morti e feriti, ma anche in questo caso nessun risultato.

Fronte italiano Sul fronte italiano nel 1915 , i soldati italiani guidati dal generale Luigi Cadorna si lanciano in una serie di attacchi contro le fortificazioni austriache lungo il fiume Isonzo e l'Altopiano del Carso per prendere la città di Trieste. Non ottennero tuttavia risultati di rilievo. Nel 1916 furono invece gli austriaci che lanciarono un grande attacco contro l'Italia nel Trentino, la cosiddetta Strafexpedition , cioè la spedizione punitiva contro l'ex alleato

accusato di tradimento. Gli italiani, pur subendo numerose perdite, riuscirono a resistere. Più tardi riuscirono anche ad avanzare e a prendere la città di Gorizia.

Fronte orientale Sul fronte orientale nel 1915 i russi vennero sconfitti dagli austriaci e furono costretti ad indietreggiare rispetto alle posizioni che avevano conquistato, fino al fiume Beresina.

Fronte Balcanico Sul fronte balcanico l'Austria, grazie all'ingresso della Bulgaria, riuscì a sconfiggere la Serbia nel 1915 e a occupare anche la Romania nel 1916.

Medio Oriente In Medio Oriente, Francia e Gran Bretagna per piegare l’impero Ottomano, puntarono alla conquista dello stretto dei Dardanelli. Qui, però, incontrarono la resistenza dei turchi. Per indebolirli spinsero i paesi arabi, soggetti all'impero ottomano quali Siria, Iraq, Arabia e Palestina, a ribellarsi, facendo loro credere di poter ottenere la libertà a guerra conclusa. Si trattava però di promesse non del tutto sincere: Gran Bretagna, Francia, Russia e Italia, infatti, si accordarono per spartirsi quei territori dopo la guerra.

Il genocidio degli Armeni Il Medio Oriente fu teatro di uno degli eventi più tragici di tutta la guerra e cioè il genocidio degli Armeni. Gli Armeni erano di religione cristiana, e vivevano in gran parte all'interno dell'impero ottomano, ma alcuni vivevano anche in Russia. La convivenza con i turchi divenne particolarmente difficoltosa per gli armeni con l’ascesa al potere nel 1908 dei Giovani Turchi , i quali avevano l'obiettivo di perseguitare tutte le minoranze religiose ed etniche. La situazione per gli Armeni divenne ancora più difficile all'inizio della prima guerra mondiale: durante il conflitto la presenza di volontari armeni nelle file dell'esercito russo provocò l'odio contro tutta l’etnia che fu accusata di essere una pericolosa traditrice impegnata a tramare con l’Intesa per provocare la sconfitta dell'impero ottomano. Così tra il 1915 e il 1916 oltre 1 milione di armeni venne sterminato dai turchi nel corso di una grande marcia di deportazione che dall’Anatolia li conduceva nel deserto della Siria.

Alla fine del 1916 comunque nessuno dei due schieramenti in campo aveva conseguito vittorie decisive e quindi il corso della guerra rimaneva ancora incerto.

La situazione del 1917 Il 1917 fu un anno particolarmente importante e di svolta. Accadde innanzitutto un evento drammatico per l'esercito italiano che venne duramente sconfitto dagli austriaci il 24 ottobre del 1917 nella battaglia di Caporetto, si parla infatti di “disfatta di Caporetto”. Si trattò di una vera e propria disfatta in cui ci furono migliaia di morti e anche di feriti. I soldati italiani riuscirono comunque a resistere, e tra questi soldati c'erano anche i cosiddetti ragazzi del 99’. Questi erano ragazzi di soli 18 anni che erano andati a combattere. Grazie alla resistenza di questi ragazzi, ma anche chiaramente degli altri soldati, l'Italia riuscì a resistere e riuscì a fermare gli austriaci lungo il fiume Piave dove fu stabilita la nuova linea del fronte.

americani. Lo scontro era stato evitato grazie alla diplomazia, ma la ripresa della guerra sottomarina nel 1917 insospettì gli Stati Uniti già ostili a causa dell'accadimento del 1915, portandoli ad entrare definitivamente in guerra. Vi era inoltre la preoccupazione che i paesi dell’intesa, se avessero perso la guerra, non sarebbero riusciti a pagare i loro debiti. Oltre a motivazioni economiche, c’erano anche motivazioni ideologiche: il presidente americano Wilson giustificò l’ingresso in guerra degli Stati Uniti affermando che gli Stati Uniti entravano in guerra per difendere la democrazia, la libertà e il principio di autodeterminazione dei popoli.

La fine della guerra: 1918 Nella primavera del 1918, i tedeschi, dopo la pace con la Russia bolscevica, poterono concentrare tutte le forze sul fronte occidentale. Lanciarono una serie di poderosi attacchi nella speranza di sconfiggere l’Intesa e giunsero a minacciare la stessa Parigi, ma furono fermati sulla Marna (seconda battaglia della Marna dopo la prima del 1914) dalle truppe anglo francesi rafforzati dalle truppe americane. L'intesa passò al contrattacco e sfondò le linee tedesche ad Amiens , determinando la ritirata tedesca dal Belgio e dalla Francia. La sconfitta degli Imperi centrali si profilò anche sugli altri fronti, dove i loro alleati furono sconfitti uno dopo l’altro. Alla fine di settembre, la Bulgaria fu invasa dagli eserciti dell'Intesa operanti nei Balcani e ai primi di ottobre si arrese. Poi fu la volta dell' impero ottomano : travolti dagli anglo francesi in Palestina e in Siria, i turchi firmarono l’armistizio il 31 ottobre 1918. Nel frattempo, anche l'impero asburgico crollava. Dopo il crollo della Bulgaria, le forze alleate e i serbi entrarono nei Balcani cacciando gli austriaci. Approfittando delle sconfitte militari dell'esercito austro ungarico, le aspirazioni indipendentistiche dei vari popoli che facevano parte dell’impero, esplosero in una serie di rivolte: l’Ungheria dichiarò la propria indipendenza, a Praga si costituì un governo autonomo che proclamò la nascita della Repubblica Cecoslovacca; Serbi croati e sloveni si riunirono a Zagabria e rivendicarono la propria unione in un unico Stato indipendente (la Jugoslavia )

Il colpo di grazia all'Austria venne dal fronte italiano: dopo aver arrestato l'offensiva austriaca sul Piave , il 24 ottobre l’esercito italiano guidato da Armando Diaz passò al contrattacco, sbaragliando gli austriaci a Vittorio Veneto. Il nuovo imperatore d'Austria Carlo I , salito al trono dopo la morte di Francesco Giuseppe, chiese la l’armistizio che fu firmato il 4 novembre 1918 a Villa Giusti presso Padova, dopo che l’esercito e la flotta italiana avevano occupato rispettivamente Trento e Trieste. Qualche giorno dopo, il 12 novembre , Carlo I fu costretto ad abdicare e fu proclamata la Repubblica.

Ormai senza alleati anche la Germania, benché il territorio non fosse stato invaso e l'esercito fosse sostanzialmente intatto, si arrese. Furono i rivolgimenti interni a determinarne il crollo definitivo: all'inizio di novembre i marinai della base di Kiel si ribellarono e il moto rivoluzionario si propagò immediatamente a Brema, Amburgo, Lubecca, in Baviera e a Berlino. Il Kaiser Guglielmo II fuggì in Olanda e il 9 novembre a Berlino fu proclamata la Repubblica. Il nuovo governo. guidato dal partito social democratico, firmò l'armistizio 11 novembre 1918.

La Conferenza di Parigi

La conferenza di pace si aprì a Parigi il 18 gennaio 1919 , con la partecipazione degli Stati vincitori e senza i rappresentanti dei paesi sconfitti, che furono convocati a cose fatte solo per la firma finale. Ad avere un peso preponderante erano però gli Stati Uniti , La Gran Bretagna , La Francia e in parte l'Italia. Formalmente, alla base della discussione vi furono i 14 punti elaborati dal presidente degli Stati Uniti Wilson , un documento che egli aveva inviato al Congresso l'8 gennaio 1918. Il testo esponeva i principi che, a suo avviso, avrebbero dovuto ispirare la riorganizzazione del mondo e delle relazioni internazionali al termine del conflitto. Tra questi figuravano il rifiuto della diplomazia segreta, la richiesta di diminuire il protezionismo che intralciava il commercio internazionale a favore del libero scambio, la libertà di navigazione, la riduzione degli armamenti. Inoltre, si affermava l'impegno ad appoggiare il diritto dei popoli all'autodeterminazione, cioè a rispettare il diritto di ciascuno di essi di decidere autonomamente il proprio destino e la propria forma di governo. Infine, si affermava la necessità di costituire una società delle Nazioni all'interno della quale dovevano essere discussi e risolti pacificamente i contrasti internazionali. In realtà, malgrado l'ampia risonanza, i 14 punti non vennero pienamente rispettati e nella definizione dei trattati di pace prevalsero gli interessi nazionali.

I trattati di pace e la nascita della Società delle Nazioni La conferenza di Parigi affrontò separatamente la situazione dei paesi usciti sconfitti dalla guerra, con la definizione di differenti trattati di pace. Quello con i tedeschi venne firmato a Versailles il 28 giugno 1919.

Il trattato di Versailles La Germania, riconosciuta come principale responsabile del conflitto, fu costretta a:

  • cedere tutte le colonie, che furono spartite tra gli Stati vincitori
  • restituire l’Alsazia e la Lorena alla Francia
  • cedere territori alla Danimarca e alla Polonia che venne ricostituita come stato autonomo anche con regioni appartenenti in precedenza alla Russia e all'Austria come la Galizia. Alla Polonia in particolare venne garantito uno sbocco sul mare mediante una stretta striscia di territorio che separava la Prussia orientale dal resto della Germania, il cosiddetto corridoio di Danzica. La città di Danzica venne però dichiarata città libera sotto il controllo internazionale.
  • pagare pesantissime riparazioni di guerra (132 miliardi di marchi oro da versare in trent'anni)
  • concedere alla Francia per 15 anni lo sfruttamento del bacino minerario della Saar
  • assumere l'obbligo di smilitarizzare la Renania
  • ridurre l'esercito e la flotta da guerra
  • furono annullati gli accordi di Brest Litovsk con la Russia e quindi furono sottratti alla Germania i territori baltici Il trattato di pace suscitò violente reazioni in Germania: i tedeschi ritenevano di essere stati sottoposti a condizioni troppo dure.

Il trattato di Saint Germain La pace tra l'intesa e l'Austria venne firmata il 10 settembre 1919 con il trattato di Saint Germain. Dal crollo dell'impero asburgico nascevano nuovi stati indipendenti:

  • L'Austria, sostanzialmente circoscritta ai confini odierni
  • l’Ungheria

Il trattato di Neuilly Questo trattato fu firmato tra l’Intesa e la Bulgaria che fu costretta a cedere alcuni territori alla Jugoslavia e alla Grecia, oltre a ridurre l’esercito e pagare le riparazioni di guerra.

La Società delle Nazioni Il 28 Aprile 1919 fu costituita, come parziale concessione al progetto di Wilson, la Società delle Nazioni, con sede a Ginevra. Essa nasceva però con alcune caratteristiche che, negli anni successivi, avrebbero contribuito a limitarne la capacità di risolvere i dissidi internazionali per via diplomatica. Dall'organizzazione, infatti, furono escluse la Germania , perché considerata responsabile della guerra, e la Russia rivoluzionaria , in quanto le potenze vincitrici temevano la diffusione degli ideali comunisti anche nel cuore dell’Europa. Inoltre, gli stessi Stati Uniti, che ne avevano promosso la creazione, scelsero di non aderirvi: Il Senato americano, ritornando all'isolazionismo, rifiutò di sottostare a vincoli internazionali permanenti. Pertanto, più che un organismo sovranazionale, la Società delle Nazioni appariva di fatto l'espressione degli interessi anglo francesi e non ebbe pertanto l'autorevolezza e la forza necessaria a svolgere il compito per il quale era stata fondata. La Società smise di fatto di svolgere la sua attività politica nel 1939.

Una nuova situazione internazionale I trattati di pace sancirono una profonda trasformazione della situazione internazionale. Quattro grandi imperi erano crollati: l'impero tedesco, l’impero austro-ungarico, l’impero russo e quello ottomano, che per secoli avevano esteso il proprio dominio su popoli differenti. Erano nati nuovi Stati indipendenti: l’Ungheria, la Cecoslovacchia, la Jugoslavia, la Finlandia, la Lettonia, l’Estonia, la Lituania, la Polonia. Il primato dell’Europa si era indebolito sia dal punto di vista politico sia da quello economico ed emergeva il ruolo mondiale degli Stati Uniti. Furono, infatti, gli Stati Uniti i veri vincitori della guerra: divennero la prima potenza politica ed economica del mondo e i principali creditori degli Stati europei. Proprio quest'ultimo dato è quello che meglio evidenzia il ruolo che la guerra ebbe nell'affermazione della supremazia statunitense: alla vigilia della guerra gli Stati Uniti dovevano 5 miliardi di dollari all’Europa mentre nel 1919 l'Europa doveva circa 7 miliardi di dollari agli Stati Uniti.