


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prima parte statistica. la statistica, fenomeno collettivo, unità, caratteri, modalità, popolazione, variabili, dati statistici, fasi di indagine, rilevazione e strumenti, distribuzioni, accenni al turismo,
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



La statistica
La statistica è una scienza molto importante, che mette a disposizione gli strumenti adatti per analizzare correttamente le informazioni utili per condurre un’indagine, uno studio. Condurre uno studio non è sempre semplice, spesso occorre superare ostacoli, o si comincia male e si prosegue per la via sbagliata. Il percorso da seguire è costituito da sei fasi ed è circolare, cioè una volta arrivati all’ultima fase e aver ottenuto i dati necessari, questi ultimi si possono utilizzare per un ulteriore studio e si ricomincia il processo dall’inizio.
risolverli.
caso o simili. Prima dell’era digitale, questa era una fase molto difficile e lunga, servivano dedizione e sacrifici; oggi basta cercare su Internet ciò che ci serve e in poco tempo lo otteniamo.
alla popolazione ma le verifica su un campione (questo avviene, ad esempio, per mancanza di risorse finanziarie o umane o per difficoltà tecniche). Esempio: il ricercatore vuole condurre un’indagine scoprendo quanti giovani, dopo aver preso il diploma di scuola superiore, hanno intrapreso la carriera universitaria; il numero di persone sarebbe spropositato, perciò si indaga su un gruppo ristretto, cioè il campione; il numero degli intervistati prende il nome di numerosità campionaria.
misurarle, facendo attenzione a quelle che potrebbero portare a fare degli errori nello studio; dopo averle individuate si passa all’inserimento dei dati nel foglio elettronico.
diverse indagini sono state svolte più volte proprio a causa di dati inseriti in modo scorretto.
redigere un report, un testo con i risultati ottenuti, che va pubblicato per lo svolgimento di ulteriori studi; deve essere scritto in modo chiaro ciò che si è fatto durante il processo d’indagine, evidenziando i risultati di rilievo ottenuti e in cui è presente un confronto con i dati di altre indagini simili o uguali.
Il fenomeno collettivo
E’ il fenomeno che si riferisce ad una moltitudine di soggetti, volendoli analizzare nel complesso e non come singole unità. Si usa spesso, ad esempio, nel campo delle scienze naturali, quando si vogliono analizzare i comportamenti di una certa specie, appunto nel complesso.
L’unità statistica, la popolazione, i caratteri, le modalità
L’unità statistica è il singolo soggetto che viene analizzato e che insieme ad altre unità costituisce la popolazione (universo o collettivo). Ogni unità statistica ha delle proprie caratteristiche e cioè i caratteri ed ogni carattere si può presentare, in base all’unità, in modo diverso e cioè le modalità del carattere. Esempio: la popolazione può essere un insieme di calciatori; ogni calciatore rappresenta l’unità statistica; l’età, il peso, l’altezza, il sesso ecc. sono tutti caratteri delle unità; il sesso, ad esempio, può essere maschile o femminile: perciò questi ultimi due sono le modalità del carattere sesso. I caratteri sono quantitativi, quando sono espressi in numero (età; peso; altezza); sono qualitativi quando esprimono una qualifica (sesso; nazionalità). A loro volta i caratteri quantitativi possono essere discreti, cioè si effettua un semplice conteggio (il numero dei denti; il numero di fratelli e sorelle; il numero dei battiti del cuore al minuto: frequenza cardiaca), oppure continui, quando individuata una unità di misura, nell’intervallo compreso tra due valori, si possono assumere, come modalità, tutti i valori compresi nell’intervallo (età calcolata in anni, mesi, giorni, ore; velocità di un veicolo; peso; altezza; forza che spinge il sangue nei vasi: pressione arteriosa; velocità con cui si inspira ed espira l’aria: flusso espiratorio; non posso dire: ho un fratello e mezzo, ma o ne ho uno o due). Prendendo in esempio il peso, carattere quantitativo continuo, si può individuare un certo margine di errore: un neonato pesa 3,52 kg, ma non è un valore preciso: è il valore che si avvicina di più al peso effettivo e che non è né 3,51 kg, né 3,53 kg; quindi 3,52-a < a (margine d’errore) < 2,52+a (a compreso nell’intervallo). I caratteri qualitativi possono essere ordinati, potendo indicare cosa viene prima e cosa viene dopo (primogenito, secondogenito), oppure sconnessi, quando non si può individuare un ordine (sesso maschile e femminile; nazionalità italiana o straniera).
Le variabili
camere di un albergo in una certa regione, cioè si scatta una “fotografia” del numero delle camere in un certo istante, in un certo posto).
(come il numero di posti letti aggiunti in un albergo in un certo periodo di tempo, fenomeno dinamico).
La popolazione
Un fenomeno si può analizzare sia nel complesso della popolazione, sia su un campione, un gruppo ristretto. La popolazione può essere limitata o illimitata, in base al numero finito o infinito (teoricamente) di osservazioni. In genere, per quella limitata si possono ottenere dati per ogni osservazione effettuata (censimento), mentre per quella illimitata si deve osservare per forza un campione. Esempio: per i danni subiti da un certo tipo di imbarcazioni si parla di popolazione limitata, mentre se si vuole analizzare il comportamento di una specie (animale o vegetale), si prende in esame solo una parte, un campione.
La statistica descrittiva e inferenziale
correttamente e pubblicare i dati raccolti, sia relativi ad una popolazione nel complesso, sia relativi ad un campione.
analizzarlo per ottenere informazioni da estendere all’intera popolazione a cui fa riferimento.
Questa distinzione però non ha molto senso, poiché in ogni indagine statistica si parte da un campione per poi analizzare un fenomeno complesso.
I dati sperimentali e osservazionali
sperimentazioni cliniche: si valuta, attraverso uno schema preciso e regolamentato, l’efficacia di trattamenti farmacologici o di altro tipo).
studi caso-controllo, dove il caso sono i soggetti malati e il controllo sono i soggetti con le stesse caratteristiche dei primi, ma con una diversa malattia e facendo un confronto tra i due gruppi si possono ipotizzare dati su caratteristiche della malattia; nel caso di dati osservazionali, le ipotesi relative alle osservazioni vengono verificate con esperimenti).
Le fasi di un’indagine
individuare in modo chiaro la popolazione, l’unità statistica, l’unità di rilevazione (chi rileva i dati e in che modo lo fa), i caratteri e le modalità (qualitativi) / i modi per misurarli (quantitativi). È importante indicare ogni unità statistica per evitare di contrarle più volte o al contrario di trascurarle.
informazioni, i caratteri e le modalità relativi (colonna) ad ogni unità statistica (riga), per costruire una con essi una tabella, la matrice dei dati; spesso i caratteri qualitativi vengono codificati e trasformati in numeri per avere una matrice composta da soli numeri.
modo chiaro nei grafici/tabelle.
altre indagini.
Le distribuzioni grafiche
Dopo l’analisi della frequenza occorre rappresentare i risultati mediante dei grafici/diagrammi.
cui altezza dipende dalla frequenza della modalità. Si utilizza per i caratteri quantitativi discreti, ma soprattutto per quelli qualitativi. Per i qualitativi ordinati, le colonne si dispongono in base all’ordine della modalità; per quelli sconnessi, dalla più grande alla più piccola, o viceversa. Non va confuso con l’istogramma, dato che questo si utilizza quando si hanno i caratteri quantitativi raggruppati in classi.
(segmento OA) e l’anomalia (ampiezza dell’angolo); perciò un dato statistico si può rappresentare attraverso due elementi: la lunghezza del raggio e l’ampiezza dell’angolo. Si utilizza spesso per gli eventi ciclici, dividendo l’angolo giro, ad esempio, nelle modalità giorni della settimana, stagioni o mesi dell’anno; la lunghezza del raggio rappresenta la frequenza della modalità. I punti poi possono essere uniti tra un raggio e l’altro, con segmenti o curve chiuse.
troppo elevato. Si divide l’angolo giro (intero fenomeno) in base alle frequenze relative alla modalità.
delle classi, l’asse delle ascisse è la densità. L’area di ogni rettangolo rappresenta la frequenza e l’altezza di ognuno dipende dalla densità di frequenza e cioè il rapporto tra la frequenza (assoluta o relativa) e l’ampiezza della classe. Nei diagrammi a barre e nell’istogramma spesso si uniscono con una spezzata i punti medi della base superiore del rettangolo, ottenendo spezzata delle frequenze.
l’andamento del fenomeno attraverso dei colori, seguendo una legenda che ne spiega il significato.
grandezza dipende dalla frequenza relativa alla modalità. Si possono avere più figure ripetute a cui si attribuisce un certo valore.