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Primi appunti di statistica, Appunti di Statistica

Appunti presi a lezione. primi passi per comprendere la statistica

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 06/11/2025

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STATISTICA (25/09)
Che cos’è la statistica?
La statistica è la scienza delle decisioni in condizioni di incertezza. Più
dettagliatamente, è un insieme di tecniche integrate per prendere
decisioni rispetto a fenomeni incerti, collettivi (che riguardano una
pluralità di persone) e misurabili (bisogna quantificare una determinata
caratteristica del fenomeno). Il fenomeno di interesse si studia a partire
dalla raccolta di dati, da analizzare per estrapolare informazioni.
Una prima definizione di statistica venne formulata nel 1589: la statistica
viene qui intesa come la descrizione delle qualità che caratterizzano e
degli elementi che compongono uno Stato, affinché quest’ultimo possa
regolarmente esercitare il suo potere. Una, se non la fase principale
dell’indagine statistica, è la rilevazione statistica, il processo di
acquisizione di dati da una fonte esterna.
Se notiamo, le rilevazioni statistiche hanno origini antichissime: un
esempio sono i censimenti. Un censimento equivale ad acquisire
informazioni sul numero di abitanti e su diverse caratteristiche di una
popolazione in un dato momento (come, ad esempio, il numero di persone
per nucleo familiare ed eventuali beni posseduti da ciascuna di esse).
Riguarda dunque tutti gli enti suscettibili ad un determinato fenomeno
(popolazione di riferimento, cioè un insieme di unità statistiche, quale
eventuale sottoinsieme viene denominato campione).
Ma quale ente pubblico si occupa della statistica in Italia?
Il ruolo ufficiale della Statistica per il supporto delle attività di uno Stato è
affidato agli Istituti Centrali di Statistica (in Italia, l’ISTAT, ma ogni paese
ne ha uno). L’ISTAT, a sua volta, fa parte del SISTAN (Sistema Statistico
Nazionale per l’armonizzazione delle diverse fonti ufficiali di dati). I SISTAN
dei Paesi Europei si coordinano tramite l’EUROSTAT.
La funzione pubblica della Statistica si realizza mediante gli effetti del
censimento. I censimenti sono promulgati da una legge dello Stato che ne
stabilisce la copertura finanziaria, i tempi, le policy di privacy,
l’obbligatorietà della risposta. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,
sulla base dei dati Censuari, si determinano ad esempio la consistenza dei
collegi elettorali (per garantire la rappresentanza dei cittadini nelle
camere del Parlamento), e si riallocano risorse tra gli Enti locali.
Il primo censimento si è svolto nel 1861, e si è svolto poi con cadenza
decennale (uniche eccezioni nel 1891 – quando il censimento non viene
svolto per difficoltà finanziarie – e nel 1941 a causa del secondo conflitto
mondiale). Il quindicesimo e ultimo censimento decennale si è svolto nel
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STATISTICA (25/09)

Che cos’è la statistica? La statistica è la scienza delle decisioni in condizioni di incertezza. Più dettagliatamente, è un insieme di tecniche integrate per prendere decisioni rispetto a fenomeni incerti, collettivi (che riguardano una pluralità di persone) e misurabili (bisogna quantificare una determinata caratteristica del fenomeno). Il fenomeno di interesse si studia a partire dalla raccolta di dati, da analizzare per estrapolare informazioni. Una prima definizione di statistica venne formulata nel 1589: la statistica viene qui intesa come la descrizione delle qualità che caratterizzano e degli elementi che compongono uno Stato, affinché quest’ultimo possa regolarmente esercitare il suo potere. Una, se non la fase principale dell’indagine statistica, è la rilevazione statistica, il processo di acquisizione di dati da una fonte esterna. Se notiamo, le rilevazioni statistiche hanno origini antichissime: un esempio sono i censimenti. Un censimento equivale ad acquisire informazioni sul numero di abitanti e su diverse caratteristiche di una popolazione in un dato momento (come, ad esempio, il numero di persone per nucleo familiare ed eventuali beni posseduti da ciascuna di esse). Riguarda dunque tutti gli enti suscettibili ad un determinato fenomeno (popolazione di riferimento, cioè un insieme di unità statistiche, quale eventuale sottoinsieme viene denominato campione). Ma quale ente pubblico si occupa della statistica in Italia? Il ruolo ufficiale della Statistica per il supporto delle attività di uno Stato è affidato agli Istituti Centrali di Statistica (in Italia, l’ISTAT, ma ogni paese ne ha uno). L’ISTAT, a sua volta, fa parte del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale per l’armonizzazione delle diverse fonti ufficiali di dati). I SISTAN dei Paesi Europei si coordinano tramite l’EUROSTAT. La funzione pubblica della Statistica si realizza mediante gli effetti del censimento. I censimenti sono promulgati da una legge dello Stato che ne stabilisce la copertura finanziaria, i tempi, le policy di privacy, l’obbligatorietà della risposta. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sulla base dei dati Censuari, si determinano ad esempio la consistenza dei collegi elettorali (per garantire la rappresentanza dei cittadini nelle camere del Parlamento), e si riallocano risorse tra gli Enti locali. Il primo censimento si è svolto nel 1861, e si è svolto poi con cadenza decennale (uniche eccezioni nel 1891 – quando il censimento non viene svolto per difficoltà finanziarie – e nel 1941 a causa del secondo conflitto mondiale). Il quindicesimo e ultimo censimento decennale si è svolto nel

  1. Dal 2018, coerentemente con le politiche di sviluppo Europee, si è istituito il censimento permanente della popolazione: ogni anno vengono intervistati 1 milione e 400 mila famiglie, in oltre 2.800 comuni, a rotazione parziale, in modo tale che entro il 2021 tutti i comuni siano stati censiti: di questi comuni, 1.143 sono coinvolti annualmente, mentre gli altri soltanto nell’anno di estrazione del Comune, a rotazione. I dati così raccolti saranno soggetti ad integrazione di fonti amministrative. Lo stesso meccanismo permanente è stato adottato per il censimento delle imprese. Necessità e vantaggi: risparmi di costi e organizzazione più flessibile; il territorio e la popolazione si evolvono molto velocemente, ed è di vitale importanza fotografare la situazione ad intervalli di tempo più vicini. Ma qual è la metodologia censuaria? Come si effettua un censimento? Vengono intervistate tutte le strutture recettive, oppure può essere effettuata un’indagine campionaria sulla popolazione (nel nostro caso, ad esempio, quella italiana). Ma come si svolge l’indagine campionaria? Essa avviene attraverso la raccolta di dati, che vengono poi organizzati ed elaborati. Questa parte della statistica viene chiamata statistica descrittiva (un altro termine accettabile per denominarla è “esplorativa”, poiché è come se si andasse “alla ricerca” di dati). Ne segue la statistica inferenziale (dal verbo “inferire”, essenzialmente “dedurre”), che trae conclusioni sui dati grazie al calcolo delle probabilità e la teoria delle variabili casuali. Ne parleremo dopo con il concetto di BIG DATA. Uno dei requisiti fondamentali per l’indagine è sicuramente la FACTFULNESS (= cognizione del dato), teorizzata dal medico e statistico svedese Hans Rosling. Rosling studiò per 2 decenni i sintomi del konzo, una malattia paralitica nelle aree remote dell’Africa, in particolar modo nella Repubblica Democratica del Congo. La ricerca di Rosling riguardava anche lo sviluppo dell’economia, dell’agricoltura, della povertà e della salute, collaborando per la salute pubblica con la SIDA (Swedish International Development Cooperation Agency). Realizzò che l’approccio medico non era sufficiente, poiché non aveva alcuna cognizione dei dati necessari per effettuare l’analisi del fenomeno; in più, era un problema parecchio diffuso anche a livello internazionale. Per questa ragione, fondò la GAPMINDER FOUNDATION, introducendo il concetto di factfulness: prima di trattare un argomento bisogna stare attenti ai divari (“mind the gap”), cioè alla mancanza di dati). (argomenti inerenti: IPSOS –Misperception Index-, intelligenza artificiale)

Obiettivo della ricerca : Conoscere il livello di stress di un gruppo di studenti per intervenire in modo adeguato al fine di ridurlo Rilevazione dei dati : Assumere informazioni tramite questionari, interviste, colloqui, etc. individuando una serie di fattori che causano stress e che ad esso possono essere collegati (Problemi: qualità del dato, privacy, dati mancanti,... ) 1 Mediante dichiarazione (es: peso dichiarato in un’indagine sulle percezioni di sé) 2 Mediante misurazione (es: peso misurato nell’ambito di una campagna informativa e di monitoraggio sui disturbi alimentari. Elaborazione metodologica : Svolgere elaborazioni ed applicare metodi statistici per derivare dai dati raccolti il massimo di informazioni utilizzabili ai fini dell’obiettivo prefissato (esistono più metodi per analizzare un certo insieme di dati. Quale scegliere? Magari uno nuovo...) Presentazione ed interpretazione dei risultati : Utilizzare mezzi grafici e riassuntivi per presentare i risultati ed interpretare quelli di maggiore interesse operativo (anche se si utilizzano le stesse metodologie, le interpretazioni cambiano: ad esempio, per la previsione della mortalità infantile e la previsione delle presenze turistiche in un territorio). Utilizzazione dei risultati della ricerca : Intervenire sul gruppo di studenti individuando strategie che riducano lo stress. Con la tecnologia moderna dei BIG DATA, si ha il fenomeno della datizzazione: qualsiasi informazione viene automaticamente trasformata in dati (data-driven economy). Il termine BIG DATA ha diverse interpretazioni, precisamente 3. Può fare riferimento a: Volume : grandi quantità di dati disponibili Variety : dati non strutturati (immagini, foto, e-mail, video, post su social networks, etc). Velocity : Prendere decisioni in condizioni di incertezza, ad un ritmo sempre più veloce. Giunti a questo punto, occorre ribadire che le singole parti che compongono una rilevazione statistica sono:

- Popolazione, reale, o virtuale (tutte le cinquine estraibili sulla ruota

di Napoli)

- Campione: sottoinsieme della popolazione, deve essere

rappresentativo (in un’indagine sui consumi familiari, se la raccolta

dei dati avviene tramite telefonate in una fascia oraria mattutina, i risultati non saranno rappresentativi della popolazione italiana.. .)

- Unità statistica: singolo elemento che compone il campione su cui si

effettua la rilevazione statistica

  • Variabile statistica: oggetto della rilevazione (reddito, soddisfazione per un servizio, sport praticato, voto all’esame di Statistica.. .) Introduciamo ora il concetto di VARIABILE e MODALITA’ DELLA VARIABILE.

Variabile statistica: fenomeno che si vuole misurare, analizzare.

Modalità: valori che può assumere la variabile in esame.

Le modalità si dividono in: Quantitative : le modalità sono numeriche. Appartengono alle quantitative:

  • Discrete: le modalità sono elencabili e sono in numero finito o enumerabile (Es. il numero di componenti del nucleo familiare, numero di goal subiti da una squadra in un campionato di calcio, numero di incidenti stradali, etc.)
  • Continue: le modalità non sono elencabili, perché la variabile può assumere un valore qualsiasi in un intervallo reale (Es. lunghezza e peso di un neonato alla nascita, tempo di attesa ad uno sportello postale, etc.) Qualitative : le modalità sono attributi non numerici. Appartengono alle qualitative:
  • Nominali: non è possibile fare operazioni aritmetiche tra modalità, è possibile solo fare confronti tra le unità per vedere se su di esse si è rilevata la stessa modalità (Es: settore economico di occupazione,.. . )
  • Ordinali: c’è un ordine logico sequenziale delle modalità, ma qualsiasi loro codifica numerica è arbitraria, e non è possibile fare operazioni aritmetiche tra modalità (Es: livello di soddisfazione, accordo,.. .) Esempio (Dicotomia variabili quantitative e qualitative) La proporzione di soggetti favorevoli ad una iniziativa di legge, misurata nelle varie regioni italiane, è una variabile quantitativa. Sulla singola unità statistica, la variabile che riporta l’informazione sull’essere contrario o favorevole, è una variabile qualitativa.