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Tipologia: Appunti
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Primi elementi di inferenza statistica
Ringraziamenti Un sentito ringraziamento a Fabiola Del Greco e Agnese Panzera per la preziosa collaborazione.
1.1 Esperimenti casuali................................... 1 1.2 Algebra degli eventi................................... 3 1.3 Probabilità e sue concezioni.............................. 5 1.4 Assiomi della probabilità................................ 6 1.5 Probabilità condizionata e indipendenza...................... 7 1.6 Proprietà degli eventi indipendenti.......................... 9 1.7 Formula di Bayes.................................... 10
1.1 Esperimenti casuali
Spesso è necessario formulare previsioni su esiti di esperimenti (se prodotti dall’ uomo) o fenomeni (se presenti in natura). In generale il complesso degli esiti possibili è noto, ma quale esito in particolare si verificherà non è dato saperlo con certezza. Di tali situazioni aleatorie si occupa il calcolo delle probabilità. Per esso, come per ogni altro campo della scienza, esiste uno specifico linguaggio formalizzato. Così l’insieme di tutti i possibili esiti è detto spazio fondamentale ed è indicato con Ω, mentre il singolo esito è detto evento elementare e viene indicato con ω: Ω = {ω 1 , ω 2 , ...} ,
a seconda dell’esperimento o fenomeno che viene rappresentato, lo spazio fondamentale Ω può contenere un numero finito o infinito di eventi elementari. Infine qualunque sottoinsieme di Ω si definisce evento.
Esempio 1.1. Si osservi il numero risultante dal lancio di un dado. Definire Ω e gli eventi
E = numero pari ; F = numero non maggiore di 4 ; G = numero non minore di 5 ; H = numero multiplo di 3.
Si ha: Ω = { 1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 } ; E = { 2 , 4 , 6 } ; F = { 1 , 2 , 3 , 4 } ; G = { 5 , 6 } ; H = { 3 , 6 }.
Esempio 1.2. Da un mazzo di 40 carte napoletane se ne estrae una. I semi sono: B, C, D, S. Individuare gli eventi:
I = asso ; L = carta minore di 3 che non abbia seme C ; M = carta del seme D.
Si ha:
I = { 1 B, 1 C, 1 D, 1 S} ; L = { 1 B, 1 D, 1 S, 2 B, 2 D, 2 S} ; M = { 1 D, 2 D, 3 D, 4 D, 5 D, 6 D, 7 D, 8 D, 9 D, 10 D}.
I concetti di esperimento o fenomeno prima considerati possono essere descritti da un modello formale detto esperimento casuale. L’esperimento casuale si definisce come una procedura di osservazione di uno solo degli elementi di uno spazio fondamentale Ω tale che:
M. Di Marzio 1 Primi elementi di inferenza statistica (ed. maggio 2012)
1.2 Algebra degli eventi
Poichè un evento è un insieme di eventi elementari, le relazioni tra eventi possono essere descritte per mezzo di operazioni logiche tra insiemi. Dato un generico spazio fondamentale Ω e i suoi sottoinsiemi {E 1 , E 2 , ...}, definiamo le seguenti operazioni (o relazioni) logiche:
∪k i=1 Ei se esiste almeno un indice i ∈ { 1 , 2 , ..., k} tale che ω ∈ Ei.
∩k i=1 Ei se ω ∈ Ei ∀ i ∈ { 1 , 2 , ..., k}. Si noti che spesso per l’intersezione vengono usate differenti notazioni; ad esempio, E 1 ∩ E 2 , può trovarsi indicato anche come E 1 E 2 oppure E 1 , E 2.
Un evento particolare è il cosiddetto evento impossibile, definito come la negazione di Ω e indicato con ∅. Poichè ∅ = Ω, l’evento impossibile non contiene alcun evento elementare, così, qualsiasi esito risulterà, mai si verificherà ∅, da cui il nome. Per E ⊂ Ω, si ha
E ∩ ∅ = ∅, E ∪ ∅ = E, E = Ω − E, E ∩ E = ∅, E ∩ Ω = E, E ∪ Ω = Ω, Ω = E ∪ E, E = E.
Dati gli eventi E 1 , E 2 e E 3 appartenenti a Ω, le operazioni di intersezione, unione e negazione soddisfano le seguenti leggi.
Leggi commutative: E 1 ∩ E 2 = E 2 ∩ E 1 , E 1 ∪ E 2 = E 2 ∪ E 1.
Leggi associative:
E 1 ∪ (E 2 ∪ E 3 ) = (E 1 ∪ E 2 ) ∪ E 3 , E 1 ∩ (E 2 ∩ E 3 ) = (E 1 ∩ E 2 ) ∩ E 3.
Leggi distributive:
E 1 ∪ (E 2 ∩ E 3 ) = (E 1 ∪ E 2 ) ∩ (E 1 ∪ E 3 ), E 1 ∩ (E 2 ∪ E 3 ) = (E 1 ∩ E 2 ) ∪ (E 1 ∩ E 3 ).
Prima legge di De Morgan: E 1 ∩ E 2 = E 1 ∪ E 2.
Seconda legge di De Morgan: E 1 ∪ E 2 = E 1 ∩ E 2.
Nella figura 1.2 possiamo osservare una rappresentazione delle leggi di De Morgan tramite diagrammi di Venn. Se si considera tutta la parte scura si evince la prima legge, mentre se si considera solo la parte a quadretti si evince la seconda legge. Due eventi E 1 e E 2 si dicono incompatibili se E 1 ∩ E 2 = ∅. Una classe importante di eventi tra loro incompatibili è rappresentato dagli eventi elementari {ω 1 , ω 2 , ...} di un esperimento casuale. Una classe di sottoinsiemi {E 1 , E 2 , ..., Ek} dell’insieme A è detta partizione di A se
∪^ k
i=
Ei = A e Ei ∩ Ej = ∅ ∀ i ̸= j.
La figura 1.1 contiene esempi di relazioni tra eventi rappresentate con diagrammi di Venn. Nella tabella 1. 1 riassumiamo alcuni interessanti casi della corrispondenza tra la terminologia della teoria degli insiemi, quella della probabilità e quella del mondo reale da noi descritto come esperimento casuale.
M. Di Marzio 3 Primi elementi di inferenza statistica (ed. maggio 2012)
Figura 1.1: Alcune operazioni tra insiemi rappresentate attraverso diagrammi di Venn.