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primo soccorso e prevenzione, Sbobinature di Scienze Infermieristiche

esame primo soccorso e prevenzione

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

Caricato il 02/07/2021

GiovanniRCS
GiovanniRCS 🇮🇹

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IL SISTEMA DELL’EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE 118
INFERMIERISTICA CLINICA DOTT.SSA SILVANA TOSI AA 2020-2021
SERVIZIO 118
Nasce con il DPR del 27 Marzo 1992
Art 4: “La responsabilità operativa è affidata al personale infermieristico professionale della centrale,
nell’ambito dei protocolli decisi dal medico responsabile della centrale operativa”
D.M.15 Maggio 1992 “Serie generali e requisiti per la codificazione degli interventi d’emergenza
Realizzazione su tutto il territorio nazionale in circa 15 anni con modelli organizzativi eterogenei
SERVIZIO 118
Il 118 è il numero del Servizio Sanitario Emergenza Urgenza (S.S.U.Em.), un servizio pubblico attivo
su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di garantire 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, una
risposta adeguata alle situazioni di emergenza o urgenza sanitaria e delle maxiemergenze tramite
l’invio di mezzi di soccorso appropriati
A seguito dell’emanazione del DPR 27 marzo 1992, l’Emergenza sanitaria sul territorio si è
trasformata da “servizio” che prevedeva il semplice invio dell’ambulanza sul luogo dell’evento ed il
successivo trasporto del paziente al Pronto Soccorso più vicino, ad un vero e proprio “sistema di
soccorso”, che consiste nell’integrazione delle fasi di soccorso con l’invio del mezzo meglio attrezzato
per il così detto trattamento extraospedaliero “Stay and Play” (“rimani e lavora”), così da incidere
sull’intervallo di tempo in cui la vittima rimane senza adeguata terapia (Therapy Free Interval) prima
del trasporto all’ospedale più idoneo.
In applicazione alla normativa nazionale, la fase dell’emergenza extraospedaliera del soccorso
registra, dagli anni novanta ad oggi, una progressiva implementazione organizzativa fino a giungere
all’attuale impianto strutturale del sistema, costituito dalle 76 Centrali Operative con il numero 118
attivo su tutto il territorio nazionale. Il modello organizzativo del sistema dell’Emergenza sanitaria
risulta articolato come segue:
1. Sistema di allarme sanitario, dotato di numero telefonico di accesso breve ed universale “118”, in
collegamento con le Centrali Operative alle quali fanno capo tutte le richieste telefoniche di
emergenza sanitaria. La Centrale Operativa garantisce il coordinamento di tutti gli interventi
nell’ambito territoriale di riferimento ed attiva la risposta ospedaliera 24 ore su 24.
2. Sistema territoriale di soccorso, costituito dai mezzi di soccorso distribuiti sul territorio: mezzi di
soccorso di base (con soccorritori), mezzi di soccorso avanzati (professionisti medici e/o infermieri),
eliambulanze.
3. Rete di servizi e presidi Prof.ssa Silvana Tosi
RETE DI SERVIZI E PRESIDI (D.M. 70/02.04.2015: REGOLAMENTO RECANTE DEFINIZIONE DEGLI STANDARD
QUALITATIVI, STRUTTURALI, TECNOLOGICI E QUANTITATIVI RELATIVI ALL’ASSISTENZA OSPEDALIERA)
RAPPRESENTATA DA:
Punti di primo intervento, fissi o mobili, organizzati per esigenze stagionali in località turistiche ed in
occasioni di manifestazioni di massa, sportive, religiose, culturali nei quali è possibile:
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IL SISTEMA DELL’EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE 118

INFERMIERISTICA CLINICA DOTT.SSA SILVANA TOSI AA 2020-

SERVIZIO 118

  • Nasce con il DPR del 27 Marzo 1992
  • Art 4: “La responsabilità operativa è affidata al personale infermieristico professionale della centrale, nell’ambito dei protocolli decisi dal medico responsabile della centrale operativa”
  • D.M.15 Maggio 1992 “Serie generali e requisiti per la codificazione degli interventi d’emergenza”
  • Realizzazione su tutto il territorio nazionale in circa 15 anni con modelli organizzativi eterogenei

SERVIZIO 118

  • Il 118 è il numero del Servizio Sanitario Emergenza Urgenza (S.S.U.Em.), un servizio pubblico attivo su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di garantire 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, una risposta adeguata alle situazioni di emergenza o urgenza sanitaria e delle maxiemergenze tramite l’invio di mezzi di soccorso appropriati
  • A seguito dell’emanazione del DPR 27 marzo 1992, l’Emergenza sanitaria sul territorio si è trasformata da “servizio” che prevedeva il semplice invio dell’ambulanza sul luogo dell’evento ed il successivo trasporto del paziente al Pronto Soccorso più vicino, ad un vero e proprio “sistema di soccorso”, che consiste nell’integrazione delle fasi di soccorso con l’invio del mezzo meglio attrezzato per il così detto trattamento extraospedaliero “Stay and Play” (“rimani e lavora”), così da incidere sull’intervallo di tempo in cui la vittima rimane senza adeguata terapia (Therapy Free Interval) prima del trasporto all’ospedale più idoneo.
  • In applicazione alla normativa nazionale, la fase dell’emergenza extraospedaliera del soccorso registra, dagli anni novanta ad oggi, una progressiva implementazione organizzativa fino a giungere all’attuale impianto strutturale del sistema, costituito dalle 76 Centrali Operative con il numero 118 attivo su tutto il territorio nazionale. Il modello organizzativo del sistema dell’Emergenza sanitaria risulta articolato come segue:
  1. Sistema di allarme sanitario, dotato di numero telefonico di accesso breve ed universale “118”, in collegamento con le Centrali Operative alle quali fanno capo tutte le richieste telefoniche di emergenza sanitaria. La Centrale Operativa garantisce il coordinamento di tutti gli interventi nell’ambito territoriale di riferimento ed attiva la risposta ospedaliera 24 ore su 24.
  2. Sistema territoriale di soccorso, costituito dai mezzi di soccorso distribuiti sul territorio: mezzi di soccorso di base (con soccorritori), mezzi di soccorso avanzati (professionisti medici e/o infermieri), eliambulanze.
  3. Rete di servizi e presidi Prof.ssa Silvana Tosi

RETE DI SERVIZI E PRESIDI (D.M. 70/02.04.2015: REGOLAMENTO RECANTE DEFINIZIONE DEGLI STANDARD

QUALITATIVI, STRUTTURALI, TECNOLOGICI E QUANTITATIVI RELATIVI ALL’ASSISTENZA OSPEDALIERA)

RAPPRESENTATA DA:

  • Punti di primo intervento, fissi o mobili, organizzati per esigenze stagionali in località turistiche ed in occasioni di manifestazioni di massa, sportive, religiose, culturali nei quali è possibile:
  1. effettuare il primo intervento medico in caso di problemi minori
  2. stabilizzare il paziente in fase critica
  3. attivare il trasporto protetto presso l’ospedale più idoneo
  • Pronto Soccorso Ospedalieri, che assicurano gli accertamenti diagnostici e gli eventuali interventi necessari per la soluzione del problema clinico presentato, oppure, nei casi più complessi, garantiscono gli interventi necessari alla stabilizzazione del paziente e l’eventuale trasporto ad un ospedale in grado di fornire prestazioni specializzate, sotto il coordinamento della Centrale Operativa
  • Dipartimenti di Emergenza-Urgenza Accettazione (DEA) rappresentano un’aggregazione funzionale di unità operative, adottano un codice comune di comportamento assistenziale, assicurano una risposta rapida e completa. I DEA afferiscono a due livelli di complessità, in base alle Unità operative che li compongono: DEA di I livello e DEA di II livello.

DEA I E II LIVELLO

Ospedale sede di D. E. A. di I Iivello:

  • Garantisce oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di Pronto Soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e, contemporaneamente, deve assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Sono inoltre assicurate le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali.

Ospedale sede di D. E. A. di II Iivello:

  • Assicura, oltre alle prestazioni fomite dal DEA I livello, le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza, tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, secondo le indicazioni stabilite dalla programmazione regionale.

Altre componenti di particolare qualificazione, quali le unità per grandi ustionati, le unità spinali ove rientranti nella programmazione regionale, sono collocati nei DEA di II livello, garantendone in tal modo una equilibrata distribuzione sul territorio nazionale ed una stretta interrelazione con le centrali operative delle regioni.

  • la risposta tempestiva alle chiamate di emergenza/soccorso effettuate da qualunque cittadino utilizzando un telefono fisso o mobile;
  • la localizzazione e/o identificazione del chiamante da telefonia fissa e mobile, oppure tramite la app 112 Where ARE U?;
  • l'appropriatezza delle chiamate trasferite alle Centrali di 2° livello, grazie all'azione di filtro sulle chiamate in entrata (circa il 60% delle telefonate ricevute dalle CUR NUE 112);
  • il servizio di interpretariato telefonico in tempo reale per la gestione delle chiamate effettuate da cittadini stranieri;
  • l'accesso ai cittadini sordi via SMS;
  • la centralizzazione della raccolta di tutte le chiamate di soccorso;
  • la sicurezza e la tracciabilità della chiamata;
  • la gratuità del servizio

CENTRALE OPERATIVA

  1. Tecnici
  2. Infermieri con esperienza in areacritica
  3. Medico Rianimatore

CENTRALE OPERATIVA 118

  • La Centrale Operativa del 118, gestita da operatori tecnici non sanitari, infermieri e medici rianimatori adeguatamente formati ed addestrati, ha il compito di organizzare e gestire, nell’ambito territoriale di riferimento, le attività di emergenza sanitaria, di garantire il coordinamento di tutti gli interventi dal momento in cui accade l’evento sino alla collocazione del paziente nella destinazione definitiva e di attivare la risposta ospedaliera 24 ore su 24.

CENTRALE OPERATIVA 118: funzioni

  • Ricezione delle richieste di soccorso (Risposta dell’operatore al 118)
  • Raccolta dati e valutazione del grado di complessità dell’intervento da attivare (Triage telefonico grazie anche all’utilizzo del “DISPATCH” o del “FILTRO DI PRIMO LIVELLO” in Lombardia)
  • Attivazione dell’intervento stesso inviando sul posto i mezzi di soccorso disponibili più adeguati scegliendo fra MSB (Mezzo di Soccorso di Base), MSI (Mezzo di Soccorso Intermedio, MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato
  • Coordinamento dell’intervento mantenendo attiva la comunicazione con il personale sul target
  • Scelta dell’ospedale di destinazione
  • Registrazione degli eventi

GESTIONE DEL SOCCORSO

  • Chiamata alla CO 118/112 gestione della chiamata filtro sanitario generazione del codice di gravità
  • Attivazione dei mezzi soccorso modalità di attivazione assegnazione del codice di invio supporto logistico
  • Generazione della scheda paziente Prof.ssa Silvana Tosi

GESTIONE DEL SOCCORSO: Codici gravità

BIANCO differibile, nessun indice di gravità

VERDE non urgente nessuna compromissione delle funzioni vitali

GIALLO urgenza, potenziale compromissione delle funzioni vitali

ROSSO estrema urgenza funzioni vitali compromesse

CHI CHIAMA E COME CHIAMA:

  • Utente tranquillo
  • Utente arrabbiato
  • Utente straniero
  • Utenti anziani
  • Bambini e ragazzi
  • Utente psichiatrico
  • Persona molto agitata

MEZZI A DISPOSIZIONE DEL 112-118; Regione Lombardia

  • S.S.U.Em 118
  • AREU

• BRESCIA

• COMO

• MILANO

• SONDRIO

ELISOCCORSO: L’equipaggio è composto da:

  • personale di condotta (pilota, co-pilota e tecnico di volo)
  • personale sanitario (medico e infermiere)
  • tecnico del soccorso alpino

QUANDO CHIAMARE IL 118/

QUANDO C’E’ REALE O PRESUNTO PERICOLO DI VITA!!!

  • La persona perde coscienza e non si riprende
  • La persona ha dolore toracico
  • La persona ha subito un trauma grave (incidente stradale, domestico, sportivo, lavoro)

Ricovero urgente

QUANDO NON CHIAMARE IL 118/

QUANDO NON C’E’ REALE O PRESUNTO PERICOLO DI VITA!!!

  • Per richiesta di ambulanza quando il trasporto NON è urgente (ricoveri programmati, dimissioni ospedaliere ecc…)
  • Per richiesta di visita medica non urgente al proprio domicilio (deve essere richiesta al proprio medico curante).
  • Per informazioni di natura socio-sanitaria (orari ambulatori, prenotazioni visite, ambulanze, visite, ecc).

COME CHIAMARE IL 118/

  1. Numero unico
  2. Gratuito
  3. Rispondere alle domande e non interrompere la chiamata
  4. NON E’ UNA PERDITA DI TEMPO!!!

COSA DIRE QUANDO SI CHIAMA IL 118/112?

Seguire indicazioni dell’operatore per:

  1. identificare il luogo
  1. identificare il tipo di evento
  2. consentire l’invio di soccorsi adeguati
  3. seguire direttive su “cosa fare”

CHI SIETE E DOVE SIETE?

  1. Città
  2. Via
  3. Numero civico/piano
  4. Cognome/età

Ma più che altro RISPONDI ALLE DOMANDE DELL’OPERATORE

TIPO DI EVENTO:

• TRAUMATICO (INCIDENTE STRADALE, DOMESTICO, SPORTIVO, INFORTUNIO SUL LAVORO...)

• MALORE

• AMBIENTALE (INCENDIO, CROLLO...)

IL PRIMO SOCCORRITORE SIETE VOI!!

Più siete in grado di RICONOSCERE l’evento e dare INFORMAZIONI logistiche e sanitarie precise più l’attivazione dei soccorsi sarà rapida e efficace.

IN OGNI CASO RICORDARSI DI:

Segnalare se la persona

a) è sveglia e vi parla

b) respira

c) si muove

Tranquillizzare l’infortunato; lasciare libero il telefono potremmo avere bisogno di altre informazioni!

IL TEMPO MEDIO PER LA RACCOLTA DI INFORMAZIONI è 60 SECONDI

PREVENZIONE DEL RISCHIO INFETTIVO: OPERATORI SANITARI & PAZIENTI

NORMATIVA E CLASSIFICAZIONE AG. BIOLOGICI:

Gruppo 1-4, in base a > rischio d’infezione per l’uomo e < possibilità di misure profilattiche e/o terapeutiche

[direttiva ce 679/1990; d.lgs. 81/2008, d.lgs. 106/2009].

Precauzioni standard e precauzioni aggiuntive per prevenire la trasmissione delle infezioni:

  • Precauzioni standard: misure universali che gli operatori sanitari devono applicare di routine nell’assistenza a tutti i pazienti (raccomandate)
  • Precauzioni aggiuntive: misure ulteriori calibrate sulle differenti modalità di trasmissione delle infezioni (da contatto, da droplet, aeree, per pz. immunocompromessi)

PRECAUZIONI STANDARD

PRECAUZIONI AGGIUNTIVE

Quando:

IL LAVAGGIO DELLE MANI VA FATTO PRIMA E DOPO OGNI MANOVRA, scegliendo il tipo idoneo alla situazione

LAVAGGIO SOCIALE DELLE MANI

SCOPO: allontanare fisicamente lo sporco e la maggior parte della flora transitoria/occasionale della cute

APPLICABILITÀ: la gestione dell’attività descritta è applicata, quali prassi ordinaria, da tutti gli operatori sanitari a garanzia dell’igiene personale e dell’assistito per la prevenzione delle infezioni

Quando: ad inizio e fine turno, prima e dopo la distribuzione degli alimenti, prima e dopo l’uso dei servizi igienici, prima e dopo il rifacimento dei letti, dopo ogni contatto con i pazienti, prima e dopo l’uso dei guanti, prima e dopo la somministrazione di terapie

Modalità operative:

  • Bagnare ed insaponare le mani con sapone liquido;
  • Strofinare accuratamente con particolare attenzione agli spazi ungueali e interdigitali, per almeno 30 secondi - 1 minuto;
  • Risciacquare abbondantemente con acqua corrente;
  • Asciugare bene con salviette monouso, o con carta o con asciugamano mono dipendente;
  • Utilizzare l’ultima salvietta per chiudere eventualmente il rubinetto.

NB: può essere sostituito da frizione con soluzione/gel antisettico su base alcolica, se mani non visibilmente sporche (Linee guida OMS, 2009)

LAVAGGIO ANTISETTICO DELLE MANI

SCOPO: Prevenire le infezioni ospedaliere

  • Distruggere rapidamente tutta la flora occasionale e di ridurre la carica microbica della flora residente

APPLICABILITÀ: usi diversi da quelli indicati di seguito o utilizzo dell’antisettico dove non sia richiesto, non solo non danno vantaggi dal punto di vista microbiologico, ma possono procurare anche dermatiti da contatto e concomitanti variazioni della flora residente

Modalità operative:

Materiale: detergente antisettico: Iodopovidone (sol. detergente) o Clorexidina (sol. detergente) o Alcol etilico (con ag. protettivi) o Alcol con ag. protettivi e Clorexidina (Tricolosan); Salviette monouso

Quando: prima e dopo procedure invasive, in occasione di tecniche che richiedano l’utilizzo di guanti sterili, prima di assistere pazienti immunodepressi, dopo il contatto con pazienti contagiosi, dopo l’esecuzione di medicazioni infette o dopo manipolazione di secreti, escreti, sangue o altri materiali biologici, dopo contatto accidentale con materiale biologico.

LAVAGGIO CHIRURGICO DELLE MANI

SCOPO: Prevenire le infezioni ospedaliere

  • Rimuovere lo sporco e la flora transitoria da unghie, mani e avambracci.
  • Ridurre al minimo la flora residente
  • Inibire la rapida crescita dei microrganismi

APPLICABILITÀ: La corretta esecuzione della procedura descritta è applicata da parte di tutta l’équipe chirurgica prima di interventi chirurgici o metodiche invasive

MODALITÀ OPERATIVE: specifiche da procedura di sala operatoria (lavaggio e risciacquo completo ripetuto x almeno 2-5 min.)

Materiale:

  • Detergente associato a disinfettante antisettico: Iodopovidone o Clorexidina
  • Spazzole monouso sterili
  • Telini sterili monouso

FATTORI DI RISCHIO PER L’INSORGENZA DI INFEZIONI OSPEDALIERE O INFEZIONI CORRELATE ALL’ASSISTENZA

(ICA)

Fattori intriseci: associati alle condizioni del paziente

Fattori estrinseci: associati a procedure invasive e assistenziali, associati alla mancata adozione delle misure generali di prevenzione; associati a caratteristiche organizzative dell’ospedale

PREVENZIONE DELLE PRINCIPALI INFEZIONI OSPEDALIERE

  • Prevenzione infezioni vie urinarie (IVU)
  • Prevenzione infezioni sito chirurgico (ISC)
  • Prevenzioni polmoniti correlate ai processi assistenziali
  • Prevenzione infezioni correlate a dispositivi intravascolari
  • Infezioni in ospiti immunocompromessi

MICRORGANISMI MULTI-RESISTENTI

MDR: multi-drug-resistant microrganisms

Fattori favorenti: Trasmissione attraverso le mani del personale sanitario! Non- aderenza personale sanitario a misure preventive! Uso massivo e protratto di chemio-antibiotici; Pz. suscettibili a infezioni; Òcolonizzazione e infezione pz. Con ceppi MRM.

medicazione; sonde rettali, gastriche, x broncoscopia Ë smaltimento in specifiche modalità e contenitori (contenitore in plastica con sacco in plastica, contenitori rigidi x taglienti).

PREVENZIONE DELLE CADUTE

PREVENIRE LE CADUTE

Con il termine "caduta" ci si riferisce ad un improvviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica, assisa o clinostatica.

Le cadute possono essere classificate in:

  • accidentali (circa il 14%), quando la persona cade involontariamente (paziente scivola sul pavimento bagnato)
  • fisiologiche imprevedibili (circa l'8%), quando condizioni fisiche non prevedibili ti causano una caduta (paziente inciampa durante la deambulazione)

INTERVENTI STANDARD

  • valutare il rischio di cadere del paziente attraverso l'utilizzo di scale validate
  • effettuare un accertamento per individuare i fattori di rischio presenti
  • presentare l'ambiente al paziente
  • fornire un depliant a scopo informativo per illustrare a parenti e pazienti come prevenire la caduta in ambiente ospedaliero
  • garantire l'ordine delle aree comuni e camere di degenza
  • mantenere la luce anche durante il turno notturno
  • mantenere pavimenti asciutti
  • garantire la presenza di scorrimano per scale e lungo i corridoi e nastri antiscivolo
  • valutare l'intensità del dolore
  • consigliare di deambulare, alzarsi dal letto e coricarsi lentamente
  • rilevare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca in ortostatismo.

INTERVENTI PERSONALIZZATI

  • Controllare che la calzatura sia idonea
  • fornire ausili per facilitare la deambulazione/mobilizzazione
  • concordare con il paziente gli orari per l'assunzione di terapie farmacologiche o per accompagnarlo in bagno richiedere l'assistenza continua di un parente
  • Valutare se presenza di braccialetto di segnalazione del rischio

GESTIONE DEL PAZIENTE A SEGUITO DI CADUTA

  • valutazione delle condizioni e un trattamento immediati
  • supporto delle funzioni vitali (BLS) in caso di trauma
  • all’attivazione della procedura mirata di emergenza-urgenza
  • adeguata informazione dei familiari
  • il monitoraggio del paziente per
  • Il monitoraggio del paziente per le possibili complicanze tardive
  • la documentazione puntuale dell’accaduto poiché il paziente caduto è da ritenere a rischio di ulteriore caduta

PRIMO SOCCORSO: Infermieristica clinica

Il “Malore”

Si manifesta con diversi segni\sintomi:

  • Perdita di coscienza, sensazione di svenimento, capogiri
  • Respiro difficoltoso, più frequente
  • Dolore in diverse sedi
  • Vomito diarrea...
  • Sudorazione pallore...

Approccio all’evento medico

3 DOMANDE VITALI: E’ sveglio? Parla? Respira? Si muove?

Regole generali:

  • TRANQUILLIZZARE!!!
  • Slacciare agenti costrittivi
  • Non permettere di fare sforzi fisici
  • Aiutare ad assumere e mantenere posizione idonea
  • Non somministrare bevande farmaci o alcolici!!

Come posizionare l’infortunato:

  • è cosciente, ha difficoltà respiratoria  POSIZIONE SEDUTA
  • è sveglio, respira bene, ha sensazione di svenimento e\o capogiri  POSIZIONE SUPINA
  • non è cosciente, respira, non si muove  POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA (PLS)

NELLA PERSONA INCINTA MANTENERE LA POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA SOLO SUL FIANCO SINISTRO!!!

PATOLOGIE: CIRCOLATORIE, RESPIRATORIE, NEUROLOGICHE, PERDITA DI COSCIENZA DI BREVE DURATA DOVUTA A:

  • MANCANZA IMPROVVISA DI OSSIGENO AL CERVELLO
  • MANCANZA ACUTA DI GLUCOSIO AL CERVELLO
  • EPILESSIA
  • PERTURBAZIONE DELLE FUNZIONI CEREBRALI DA CAUSA PSICHICA
  • SINCOPE E LIPOTIMIA