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Primo soccorso - Scienze motorie, Dispense di Scienze Motorie

Primo soccorso - Scienze motorie, sport e salute - Messina - 2018/2019

Tipologia: Dispense

2019/2020
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Autore: Giuseppe Gianfriddo 1
Principi di rianimazione e primo soccorso
1) Il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca: primo intervento di rianimazione
2) Trauma cranico e lesioni colonna vertebrale
3) Infarto cardiaco
4) Ferite ed emorragie
5) Amputazioni
6) Fratture
7) Lussazioni
8) Ustioni
9) Colpo di calore
10) Colpi di sole
11) Folgorazione (o elettrocuzione)
12) Crisi epilettica
13) Inalazione o ingestione acuta di sostanze chimiche tossiche
14) Danno agli occhi
15) Contenuto minimo cassetta pronto soccorso
1. Il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca: primo intervento di
rianimazione
Il primo intervento che si deve fare quando ci si trova in presenza di un infortunato, è quello di valutare se il
soggetto è cosciente o non cosciente.
È cosciente: sarà in grado di reagire agli stimoli esterni, di rispondere alle nostre domande e di indicare la
zona dove sente dolore; se non è in grado di parlare, dimostrerà in qualche modo di potere rispondere alle
richieste del soccorritore.
Non è cosciente: si dovranno innanzi tutto valutare i due fondamentali parametri vitali: la respirazione
e l’attività cardiaca.
Respira:
presenta colorito normale
la gabbia toracica si muove più o meno ritmicamente (normalmente sono presenti 15-18 escursioni
respiratorie al minuto)
la prova dello specchietto è positiva (mettendo uno specchio o un paio di occhiali o un pezzo di vetro
sotto le narici dell’infortunato, o davanti alla bocca, questo si appannerà: vuol dire che c’è attività
respiratoria).
Non respira:
il colorito del soggetto è cianotico
la gabbia toracica è immobile
alla prova dello specchietto non si ravvisa alcuna modificazione
è importante ricordare che da quando la respirazione si ferma ci sono circa 3-4 minuti di tempo per
salvare l’infortunato.
C’è attività cardiaca?
Per valutare la presenza di attività cardiaca, si dovrà palpare il polso (indice di presenza del battito cardiaco)
a livello della arteria radiale (al polso, dalla parte del pollice e del palmo della mano, poggiando i
polpastrelli dell’indice, medio ed anulare), o giugulare (faccia laterale del collo), o femorale (regione
inguinale) o, infine, poggiando direttamente l’orecchio sulla parte sinistra del torace del soggetto, in
corrispondenza del cuore.
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Principi di rianimazione e primo soccorso

  1. Il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca: primo intervento di rianimazione
  2. Trauma cranico e lesioni colonna vertebrale
  3. Infarto cardiaco
  4. Ferite ed emorragie
  5. Amputazioni
  6. Fratture
  7. Lussazioni
  8. Ustioni
  9. Colpo di calore
  10. Colpi di sole
  11. Folgorazione (o elettrocuzione)
  12. Crisi epilettica
  13. Inalazione o ingestione acuta di sostanze chimiche tossiche
  14. Danno agli occhi
  15. Contenuto minimo cassetta pronto soccorso

1. Il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca: primo intervento di

rianimazione

Il primo intervento che si deve fare quando ci si trova in presenza di un infortunato, è quello di valutare se il soggetto è cosciente o non cosciente. È cosciente: sarà in grado di reagire agli stimoli esterni, di rispondere alle nostre domande e di indicare la zona dove sente dolore; se non è in grado di parlare, dimostrerà in qualche modo di potere rispondere alle richieste del soccorritore. Non è cosciente: si dovranno innanzi tutto valutare i due fondamentali parametri vitali: la respirazione e l’attività cardiaca. Respira:  presenta colorito normale  la gabbia toracica si muove più o meno ritmicamente (normalmente sono presenti 15-18 escursioni respiratorie al minuto)  la prova dello specchietto è positiva (mettendo uno specchio o un paio di occhiali o un pezzo di vetro sotto le narici dell’infortunato, o davanti alla bocca, questo si appannerà: vuol dire che c’è attività respiratoria). Non respira:  il colorito del soggetto è cianotico  la gabbia toracica è immobile  alla prova dello specchietto non si ravvisa alcuna modificazione  è importante ricordare che da quando la respirazione si ferma ci sono circa 3-4 minuti di tempo per salvare l’infortunato. C’è attività cardiaca? Per valutare la presenza di attività cardiaca, si dovrà palpare il polso (indice di presenza del battito cardiaco) a livello della arteria radiale (al polso, dalla parte del pollice e del palmo della mano, poggiando i polpastrelli dell’indice, medio ed anulare), o giugulare (faccia laterale del collo), o femorale (regione inguinale) o, infine, poggiando direttamente l’orecchio sulla parte sinistra del torace del soggetto, in corrispondenza del cuore.

Se non respira si dovrà, il più velocemente possibile, provvedere a:  chiamare il 118  rimuovere eventuali corpi estranei presenti in bocca  chiudere le narici dell’infortunato  inclinare il capo del soggetto all’indietro  effettuare la respirazione bocca a bocca insufflando la propria aria nella bocca del soggetto con un ritmo di circa 15 atti al minuto, fintanto che non ricomincia la respirazione autonoma. Se non c’è attività cardiaca, si dovrà procedere al massaggio cardiaco esterno:  posizionando l’infortunato supino su di un piano rigido  poggiando il palmo delle proprie mani una sull’altra sulla metà inferiore dello sterno, tenendo i gomiti ben estesi  esercitando una pressione in senso verticale, tale da fare abbassare lo sterno di circa 2-4 cm, e rilasciando poi rapidamente  Ripetere la manovra ogni secondo (60 al minuto) e associarla alla respirazione artificiale precedentemente descritta. Se il soccorritore è uno: 50-70 compressioni per minuto, seguite da 2 respirazioni bocca a bocca; se i soccorritori sono due: uno attua il massaggio cardiaco (70 compressioni in un minuto senza pause); l’altro attua la respirazione bocca a bocca dopo ogni 5a compressione. Controllare il battito cardiaco dopo il primo minuto e dopo ogni 3 minuti. Continuare il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca fino a che il battito cardiaco è tornato normale e il viso ha ripreso colore. Cosa non fare Perdere tempo: ricordare che dal momento in cui il cuore si ferma ci sono circa 3 minuti di tempo prima che intervenga la morte.

2. Trauma cranico e lesioni della colonna vertebrale

Cosa non fare Nel caso di sospetto di trauma cranico o lesioni della colonna vertebrale - come può avvenire nei grandi traumatismi, nelle cadute dall’alto - è bene (a meno che non sia assolutamente necessario spostare l’infortunato): Non muoverlo e non trascinarlo e chiamare immediatamente i soccorsi; non cercare di fermare eventuali emorragie dal naso, dall’orecchio, dalla bocca: possono essere indice di fratture della base del cranio e non soltanto indice di ferite o fratture più superficiali e non dare nulla da bere all’infortunato. Cosa fare:  Chiedere al soggetto se riesce a muovere spontaneamente gli arti e valutare se parla senza difficoltà: paralisi degli arti o difficoltà nella parola possono essere il segno di importanti lesioni cerebrali o del midollo spinale  Attuare le tecniche di rianimazione già descritte, nel caso insorgano complicazioni cardiache o respiratorie  Se insorge vomito (generalmente violento, a getto), si potrà soltanto ruotare lievemente la testa dell’infortunato per favorirne la fuoriuscita evitando così altre complicazioni, quali la possibilità della ostruzione delle vie aeree. Se è necessario spostare l’infortunato, in caso di fratture della colonna vertebrale:  mantenere il più possibile la colonna diritta (anche il collo), impedendo qualsiasi rotazione  mettere l’infortunato su una barella (tavola, porta), sollevandolo a pochi centimetri da terra in modo da fare scivolare la barella stessa sotto di lui. Questa operazione va fatta in più persone.  immobilizzarlo sulla barella con delle cinghie. Se è necessario spostare l’infortunato, in caso di fratture della base cranica:  mettere l’infortunato supino con il capo ben poggiato per terra

 Tamponare la ferita  Nel caso “a” praticare la compressione manuale o con laccio (cravatta, foulard) in prossimità della lesione tra il cuore e la ferita (ad esempio nella ferita di un avambraccio, porre il laccio in prossimità del gomito o al braccio)  Nel caso “b” applicare un tampone o comprimere direttamente la sede della lesione o la zona tra la lesione e la periferia (cioè la parte più lontana dal cuore); nell’esercitare la pressione si dovrà porre attenzione nel non interrompere la circolazione arteriosa (ciò potrebbe essere valutato controllando la presenza di pulsazioni a valle del laccio). Nel caso ci si trovi di fronte a emorragie importanti: Come si presenta In caso di emorragie importanti, per eccessiva perdita di sangue può intervenire uno stato di shock ; il soggetto apparirà:  Pallido  Freddo  Sudato  con respiro superficiale ed affannoso  con battito cardiaco molto frequente. Cosa fare:  porre l’infortunato supino con gli arti sollevati: ciò favorirà il ritorno del sangue al cuore  metterlo al caldo.

5. Amputazioni

Definizioni: Amputazione: perdita completa di un segmento anatomico per distacco dal resto del corpo. Cosa fare: Nel caso vi sia stata l’amputazione (cioè il distacco completo dal resto del corpo di una sua parte), come frequentemente può avvenire nel caso delle dita delle mani, o di interi segmenti di arti, si dovranno immediatamente mettere in atto le seguenti operazioni:  chiamare il 118  fermare l’emorragia, se necessario con un laccio emostatico da porre alla radice della parte amputata  tamponare il moncone con garza imbevuta di disinfettante  inserire il moncone amputato in un sacchetto e chiuderlo  inserire questo primo sacchetto in un secondo contenitore  con del ghiaccio (questa operazione permetterà di tentare il recupero del distretto anatomico amputato, attraverso delicati interventi di microchirurgia)  consegnare al personale del 118 intervenuto il paziente e la parte amputata.

6. Fratture

Definizioni: Frattura : interruzione della normale continuità di un osso. Come si presenta L’infortunato che ha riportato una frattura per effetto di un trauma di una certa intensità, accuserà un intenso dolore nella zona colpita con impossibilità ad effettuare i normali movimenti; nel caso in cui la frattura risulti di maggiore gravità potrà anche essere presente una zona di deformità della parte del corpo interessata (frattura scomposta) o addirittura una lesione della cute con parziale esposizione dei monconi di osso fratturato (frattura esposta). Cosa fare:  Controllare l’infortunato per individuare la sede della eventuale frattura  Chiamare il 118  Se la frattura è esposta, toccare la ferita solo con garze sterili, per evitare il rischio di infezioni

 Immobilizzare la parte del corpo interessata. Fratture della spalla e della parte alta degli arti superiori:  togliere gli abiti nella zona interessata (meglio tagliarli per non far compiere all’infortunato alcun movimento)  sospendere il braccio al collo tenendolo appoggiato al torace con delle fasciature. Fratture della parte bassa degli arti superiori:  togliere gli abiti nella zona interessata (meglio tagliarli per non far compiere all’infortunato alcun movimento)  immobilizzare con una stecca o una tavola l’arto, avendo cura di non spostare i monconi della frattura  bloccare le articolazioni poste a monte ed a valle della frattura. Fratture degli arti inferiori:  togliere gli abiti nella zona interessata (meglio tagliarli per non far compiere all’infortunato alcun movimento)  immobilizzare con una stecca o una tavola l’arto, avendo cura di non spostare i monconi della frattura  bloccare le articolazioni poste a monte ed a valle della frattura. Fratture della gabbia toracica e delle costole:  se vi è anche la presenza di ferite, tamponarle con garza dopo una forzata espirazione (mandare fuori l’aria dai polmoni)  se presenta segni di difficoltà respiratoria, praticare la respirazione artificiale come precedentemente descritta e trasportare in ospedale nel minor tempo possibile  se non vi sono queste complicazioni posizionare l’infortunato seduto o sdraiato lateralmente, sul fianco interessato e con le spalle sollevate, in modo che l’altra parte del torace riesca ad espandersi normalmente.

7. Lussazioni

Lussazione : perdita dei normali rapporti articolari tra due capi ossei. Cosa fare: Nel caso in cui ci si trovi a dover soccorrere un infortunato che ha riportato la lussazione di una articolazione si dovrà innanzi tutto:  chiamare il 118  togliere o meglio tagliare gli indumenti della zona lesa  fasciare ed immobilizzare la parte interessata, senza praticare fasciature tropo strette. Lussazione della spalla:  togliere gli abiti nella zona interessata (meglio tagliarli per non far compiere all’infortunato alcun movimento)  sospendere il braccio al collo tenendolo appoggiato al torace con delle fasciature. Cosa non fare In nessun caso si dovranno tentare manovre di riduzione della lussazione (rimettere nella corretta posizione la parte interessata), onde evitare la possibilità di effettuare manovre non corrette o di peggiorare la situazione provocando anche danni alle strutture vascolari e nervose.

8. Ustioni

Ustione: lesione più o meno profonda dei tessuti causata dal contatto con agenti fisici (calore) o chimici (corrosivi). Come si presenta

 convulsioni  delirio. Cosa fare:  chiamare il 118  trasportare l’infortunato in un luogo fresco e ventilato  levare gli indumenti  raffreddare l’infortunato con acqua  fredda e se possibile immergerlo nell’acqua  controllare la respirazione ed eventualmente  iniziare le tecniche di rianimazione già descritte

10. Colpo di sole

Colpo di sole: è uno stato di malessere generale che si verifica in seguito alla eccessiva esposizione ai raggi solari diretti, soprattutto in corrispondenza del capo e del collo. Come si presenta  Cefalea  Delirio  Allucinazioni  talora coma. Cosa fare:  chiamare il 118  trasportare l’infortunato in un luogo fresco e ventilato  levare gli indumenti  raffreddare l’infortunato con acqua fredda iniziando dal capo e dal collo; se possibile immergerlo nell’acqua  controllare la respirazione ed eventualmente iniziare le tecniche di rianimazione già descritte.

11. Folgorazione (o elettrocuzione)

Folgorazione: essa consiste nel passaggio di scariche elettriche attraverso il corpo umano. L’importanza dei danni che possono derivarne sarà dipendente dalla durata del contatto tra il corpo umano e la corrente elettrica e dalla intensità della corrente. Come si presenta  Può presentare fratture (la corrente ad alto voltaggio proietta il corpo lontano), Ustioni, lesioni oculari;  ha il polso aritmico  è in stato di shock. Cosa fare: Allontanare il soggetto dalla fonte di elettricità: naturalmente si dovrà evitare, toccando il corpo dell’infortunato, di rimanere a propria volta folgorati: ciò potrà essere fatto ponendosi in condizioni di isolamento (toccare il corpo del soggetto con qualche oggetto di legno o di gomma o con tessuti asciutti) o se possibile staccando del tutto la corrente elettrica.  chiamare il 118  valutare il più rapidamente possibile le condizioni generali dell’infortunato  controllare i due fondamentali parametri vitali: attività cardiaca e respirazione  se questi sono alterati attuare immediatamente le pratiche di rianimazione già descritte: il massaggio cardiaco esterno e la respirazione artificiale.  se vi sono ustioni gravi diffuse o nel punto di contatto tra cavo elettrico e uomo, coprirle con garze sterili.

12. Crisi epilettica

È una manifestazione patologica derivante da una scarica elettrica anomala prodotta da una popolazione di cellule nervose (del sistema nervoso centrale) ipereccitabili. Come si presenta Sono possibili 2 quadri principali Crisi di piccolo male  Il soggetto mostra un’alterazione della coscienza detta “assenza”: ha lo sguardo fisso, non risponde alle domande.  Il corpo può essere scosso da movimenti tonico-clonici (contrazioni involontarie dei muscoli di una parte del corpo)  Quando il soggetto rientra nella realtà non ricorda nulla della crisi. Crisi di grande male  I fase: il soggetto perde conoscenza e cade a terra Il corpo si irrigidisce, il soggetto non respira , il volto diventa cianotico per alcuni secondi  II fase: il soggetto è scosso da movimenti convulsivi del tronco, faccia e arti con perdita delle urine, schiuma alla bocca (1-4 minuti)  III fase: al termine della crisi il soggetto si addormenta profondamente. Al risveglio non ricorda nulla di quanto è accaduto. Cosa fare:  Allontanare il soggetto da fonti di pericolo  Chiamare il 118  Nella fase di rilassamento (III fase) sistemarlo in posizione di sicurezza (sul fianco)  Slacciare gli indumenti stretti per favorire la respirazione. Cosa non fare  Cercare di impedire la crisi  Tentare di aprire la bocca del soggetto.

13. Inalazione o ingestione acuta di sostanze chimiche tossiche

Inalazione: introduzione attraverso le vie respiratorie di sostanze gassose, volatili o liquide vaporizzate. Ingestione: introduzione attraverso la bocca (nell’apparato digerente) di sostanze liquide o solide. Intossicazione: stato morboso dovuto alla introduzione di sostanze esogene (esterne) tossiche od alla presenza di sostanze endogene (interne) tossiche nell’organismo. Acuta: in modo rapido e violento. Intossicazione acuta per inalazione Cosa fare :  trasportare l’infortunato al di fuori dell’ambiente inquinato, indossando i mezzi di protezione adeguati (maschere) per evitare il rischio di venire intossicati a nostra volta  slacciargli gli abiti che possono in qualche modo stringerlo. Se l’infortunato è cosciente :  controllare che le vie aeree (naso, bocca) siano pervie (aperte, senza ostacoli),  metterlo in un ambiente ben aerato  se possibile somministrare ossigeno. Se l’infortunato non è cosciente:  chiamare il 118  stendere il soggetto a terra supino con il capo iperesteso (steso all’indietro)  avviare le pratiche di rianimazione.

 un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema d’emergenza del Servizio sanitario nazionale. Nelle aziende o unità produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:  pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodito e facilmente individuabile, contenente la dotazione minima indicata nell’Allegato 2 del decreto;  un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del SSN. Il contenuto minimo della cassetta di primo soccorso e del pacchetto di medicazione è aggiornato con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali, tenendo conto dell’evoluzione tecnico- scientifica. La cassetta di primo soccorso e il pacchetto di medicazione devono essere:  mantenuti in condizione di efficienza e di pronto impiego e custoditi in luogo idoneo e facilmente accessibile;  integrati sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale.

Il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso:  “Guanti sterili monouso (5 paia);  Visiera paraschizzi;  Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1);  Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro - 0,9%) da 500 ml (3);  Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10);  Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2);  Teli sterili monouso (2);  Pinzette da medicazione sterili monouso (2);  Confezione di rete elastica di misura media (1);  Confezione di cotone idrofilo (1);  Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2);  Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2);  Un paio di forbici;  Lacci emostatici (3);  Ghiaccio pronto uso (due confezioni);  Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2);  Termometro;  Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa”.