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principali subordinate latine, Schemi e mappe concettuali di Latino

Principali subordinate latine schematizzate per il biennio

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

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Caricato il 22/08/2019

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SCHEMA SUBORDINATE
L’ABLATIVO ASSOLUTO
L'ablativo assoluto è un costrutto della lingua latina, formato da un sostantivo o un pronome, in funzione di
soggetto, e un participio presente o perfetto (talvolta anche futuro), che funge da predicato, concordati in
caso ablativo.
Questa struttura costituisce in forma sintetica e implicita una proposizione subordinata che può esprimere
molteplici valori, perlopiù temporale e causale, ma anche concessivo, condizionale, ecc. È
definito absolutus, cioè «sciolto», perché è fondamentalmente autonomo rispetto alla proposizione reggente:
ciò significa che il soggetto dell'ablativo assoluto deve essere diverso dal soggetto della reggente e che la
reggente non deve avere alcun legame grammaticale con la subordinata, cioè non deve contenere un
pronome che richiami il soggetto posto in ablativo (altrimenti diventerebbe un participio congiunto).
Per quanto riguarda l'uso dei tempi del participio:
si può avere l'ablativo assoluto con il participio presente di tutti i verbi attivi e deponenti, sia
transitivi sia intransitivi. Il participio presente indica un rapporto di contemporaneità con il verbo
della reggente:
l'ablativo assoluto con il participio perfetto, può essere solo di un verbo transitivo attivo
o deponente intransitivo (mnemonicamente si dice che solo i verbi D.I.T.A. possono avere l'ablativo
assoluto con il participio perfetto, laddove D.I.T.A. sta per «deponenti intransitivi - transitivi attivi»).
Ciò si spiega proprio con la condizione principale di possibilità del costrutto. Il participio perfetto di
un verbo deponente transitivo, infatti, ha valore attivo e il suo soggetto verrebbe a coincidere con il
soggetto dalla reggente, mentre il nome in ablativo sarebbe il suo complemento oggetto. Invece il
participio perfetto di un verbo transitivo attivo ha valore, come è noto, passivo, perciò il nome in
ablativo è senza problemi il suo soggetto; lo stesso dicasi con i verbi deponenti intransitivi, che
hanno il participio perfetto attivo ma intransitivo, e quindi il nome in ablativo è senza problemi il suo
soggetto. Il participio perfetto indica un rapporto di anteriorità rispetto al verbo della reggente.
LE FINALI
In italiano la frase finale si può rendere in due modi:
1) forma esplicita: espressa con un verbo di modo finito (sempre il congiuntivo) e introdotta da congiunzioni
subordinanti, come perché, affinché
2) forma implicita: espressa con un verbo all’infinito preceduto dalle preposizioni a, di, per
In latino ci son vari modi:
1) la frase è introdotta da UT (frase positiva) / NE (frase negativa) + congiuntivo
presente, se nella reggente c'è un tempo principale (indicativo presente, futuro semplice, imperativo presente
e futuro, congiuntivo presente, e in rari casi viene usato pure il perfetto - detto in questo caso logico -)
imperfetto se nella reggente c'è un tempo storico (indicativo imperfetto, perfetto, piuccheperfetto e in alcuni
casi anche il presente - detto in questo caso storico -).
2) CAUSA/GRATIA davanti al gerundio in genitivo
3) AD + gerundivo all’accusativo
4) con i verbi di moto si usa in supino in -UM
5) oppure si può ricorrere alla relativa impropria, preceduta da verbi che indicano un incarico
LE CONSECUTIVE
Consecutivo è un aggettivo che si riferisce a qualche cosa che “viene di conseguenza”. Le consecutive sono:
• “preannunciate” da avverbi come SIC (così), TAM (tanto), ADEO (a punto tale), o da aggettivi come
TANTUS, -A, -UM (tanto grande), TOT (tanto numerosi) che si trovano nella principale
• introdotte dall’elemento subordinante che; in latino si usa la coniugazione UT (UT NON se la frase è
negativa) + congiuntivo, di solito nel tempo corrispondente a quello usato in italiano
LE INFINITIVE
• Anche un’intera proposizione può fare da soggetto o da oggetto e si dice pertanto soggettiva o oggettiva.
Questi due tipi di proposizione si esprimono entrambi in latino nello stesso modo:
1. non trovano corrispondenza alcuna con la congiunzione che o la preposizione di
2. il soggetto si trova in accusativo. Il soggetto è sempre espresso
3. il verbo va all’infinito:
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SCHEMA SUBORDINATE

L’ABLATIVO ASSOLUTO

L' ablativo assoluto è un costrutto della lingua latina, formato da un sostantivo o un pronome, in funzione di soggetto, e un participio presente o perfetto (talvolta anche futuro), che funge da predicato, concordati in caso ablativo. Questa struttura costituisce in forma sintetica e implicita una proposizione subordinata che può esprimere molteplici valori, perlopiù temporale e causale, ma anche concessivo, condizionale, ecc. È definito absolutus , cioè «sciolto», perché è fondamentalmente autonomo rispetto alla proposizione reggente: ciò significa che il soggetto dell'ablativo assoluto deve essere diverso dal soggetto della reggente e che la reggente non deve avere alcun legame grammaticale con la subordinata, cioè non deve contenere un pronome che richiami il soggetto posto in ablativo (altrimenti diventerebbe un participio congiunto ). Per quanto riguarda l'uso dei tempi del participio:

  • si può avere l'ablativo assoluto con il participio presente di tutti i verbi attivi e deponenti , sia transitivi sia intransitivi. Il participio presente indica un rapporto di contemporaneità con il verbo della reggente:
  • l'ablativo assoluto con il participio perfetto , può essere solo di un verbo transitivo attivo o deponente intransitivo (mnemonicamente si dice che solo i verbi D.I.T.A. possono avere l'ablativo assoluto con il participio perfetto, laddove D.I.T.A. sta per «deponenti intransitivi - transitivi attivi»). Ciò si spiega proprio con la condizione principale di possibilità del costrutto. Il participio perfetto di un verbo deponente transitivo, infatti, ha valore attivo e il suo soggetto verrebbe a coincidere con il soggetto dalla reggente, mentre il nome in ablativo sarebbe il suo complemento oggetto. Invece il participio perfetto di un verbo transitivo attivo ha valore, come è noto, passivo, perciò il nome in ablativo è senza problemi il suo soggetto; lo stesso dicasi con i verbi deponenti intransitivi, che hanno il participio perfetto attivo ma intransitivo, e quindi il nome in ablativo è senza problemi il suo soggetto. Il participio perfetto indica un rapporto di anteriorità rispetto al verbo della reggente.

LE FINALI

In italiano la frase finale si può rendere in due modi:

  1. forma esplicita: espressa con un verbo di modo finito (sempre il congiuntivo) e introdotta da congiunzioni subordinanti, come perché, affinché
  2. forma implicita: espressa con un verbo all’infinito preceduto dalle preposizioni a, di, per In latino ci son vari modi:
  3. la frase è introdotta da UT (frase positiva) / NE (frase negativa ) + congiuntivo presente , se nella reggente c'è un tempo principale (indicativo presente, futuro semplice, imperativo presente e futuro, congiuntivo presente, e in rari casi viene usato pure il perfetto - detto in questo caso logico -) imperfetto se nella reggente c'è un tempo storico (indicativo imperfetto, perfetto, piuccheperfetto e in alcuni casi anche il presente - detto in questo caso storico -).
  4. CAUSA/GRATIA davanti al gerundio in genitivo
  5. AD + gerundivo all’accusativo
  6. con i verbi di moto si usa in supino in -UM
  7. oppure si può ricorrere alla relativa impropria, preceduta da verbi che indicano un incarico

LE CONSECUTIVE Consecutivo è un aggettivo che si riferisce a qualche cosa che “viene di conseguenza”. Le consecutive sono:

  • “preannunciate” da avverbi come SIC (così), TAM (tanto), ADEO (a punto tale), o da aggettivi come TANTUS, -A, -UM (tanto grande), TOT (tanto numerosi) che si trovano nella principale
  • introdotte dall’elemento subordinante che; in latino si usa la coniugazione UT (UT NON se la frase è negativa) + congiuntivo, di solito nel tempo corrispondente a quello usato in italiano

LE INFINITIVE

  • Anche un’intera proposizione può fare da soggetto o da oggetto e si dice pertanto soggettiva o oggettiva. Questi due tipi di proposizione si esprimono entrambi in latino nello stesso modo:
  1. non trovano corrispondenza alcuna con la congiunzione che o la preposizione di
  2. il soggetto si trova in accusativo. Il soggetto è sempre espresso
  3. il verbo va all’infinito:
  • presente quando l’azione dell’infinitiva è contemporanea alla reggente
  • perfetto quando l’azione dell’infinitiva è anteriore alla reggente
  • futuro quando l’azione dell’infinitiva è posteriore alla reggente. In Italiano il condizionale passato corrisponde all’infinito futuro latino.
  • Se il soggetto dell’infinitiva è un pronome di III persona ed è lo stesso della proposizione reggente si esprime con se sia al singolare che al plurale; se invece è diverso dal soggetto della reggente si usa eum, eam, id al singolare, eos, eas, ea al plurale Le soggettive si trovano con verbi impersonali (si dice, è giusto, è utile, è opportuno, bisogna…) mentre le oggettive con verbi dichiarativi, elettivi, ottativi (dico, penso, ritengo, reputo, voglio, desidero, ordino…) infinitive accusativo + infinito passato (-) futuro (+) presente (0) Ecco un promemoria di come si coniuga l’infinito: ANTERIORITA’ – infinito passato perfetto + ISSE (ATTIVO) Part. Passato in Accusativo + ESSE (PASSIVO) CONTEMPORANEITA’ - infinito presente Tema del presente + -ARE-ERE-ERE-IRE (ATTIVO) Tema del presente + -ARI, -ERI, -I, -IRI al (PASSIVO) POSTERIORITA’ – infinito futuro tema del supino + -URUM declinato in accusativo + ESSE (ATTIVO) Part. Pass in Acc. Masch + IRI (PASSIVO)
  • realtà (1° tipo) ==> la protasi è considerata reale
  • possibilità (2° tipo) ==> la protasi è possibile (eventualmente)
  • irrealtà (3° tipo) ==> la protasi è irreale
  1. dipendente, che cioè dipende da una reggente. Si divide in:
  • realtà (1° tipo)
  • possibilità (2° tipo)
  • irrealtà (3° tipo)

IL PERIODO IPOTETICO INDIPENDENTE A) REALTA’ Sia in latino che in italiano i verbi sono o all’indicativo o all’imperativo Es: Poma P si cruda sunt vix evelluntur I frutti se sono acerbi si raccolgono a fatica Es: E Haec si Antonius fecerit erit integra potestas deliberandi nobis Se Antonio avrà fatto queste cose avremo tutto il potere di decidere B) POSSIBILITA’

  • Italiano
  • Protasi in imperfetto o piuccheperfetto congiuntivo
  • Apodosi in condizionale presente o passato
  • Latino
  • Congiuntivo presente se la possibilità è riferita al presente o al futuro
  • Congiuntivo perfetto se la possibilità è riferita al passato Es: Si reticeam, superbus videar ==> se fossi reticente, sembrerei superbo Si id statuerimus, nihil habeat res vitii ==> se avessimo stabilito ciò, non vi sarebbe alcun inconveniente C) IRREALTA’
  • Italiano
  • Protasi in trapassato o imperfetto congiuntivo
  • Apodosi in condizionale presente o passato
  • Latino
  • Imperfetto congiuntivo se l’irrealtà è riferita al presente o al futuro
  • Piuccheperfetto congiuntivo se l’irrealtà è riferita al passato Es: Nisi Alexander essem, vellem esse Diogenes Se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene LA COSTRUZIONE DI "VIDEOR"
  • In italiano sembrare è quasi sempre espresso in forma impersonale.
  • In latino l'uso impersonale è richiesto nelle frasi incidentali; negli altri casi la costruzione è diversa. In entrambi i casi si usa videor -eris, visus sum, eri, 2; che è il passivo del verbo video. Di conseguenza letteralmente significa essere visti, a cui corrisponde in italiano la forma più diffusa sembrare L'USO IMPERSONALE
  • Esistono in italiano degli usi del verbo sembrare che si chiamano incidentali; quando cioè la frase sostenuta da tale verbo è inserita nel corso del periodo come se vi "cadesse dentro".
  • In questi casi anche il latino segue la forma impersonale ed usa il verbo sembrare, cioè videor, (letteralmente "io sono visto") alla III persona singolare ESEMPI:
  • a quanto sembra = ut videtur
  • come sembra =ut, sicut videtur
  • se ti sembra = si tibi videtur
  • quanto vi sembra = cum vobis videtur LA COSTRUZIONE PERSONALE Si usa il verbo videor, che letteralmente significa essere visti, a cui corrisponde l'italiano sembrare In latino:
  • il verbo concorda con il soggetto
  • la persona a cui sembra è in dativo
  • dopo “sembrare” c’è un’infinitiva, il cui soggetto è soggetto di videor ESEMPI
  • Romani mihi videntur contempsisse divitias ==> mi sembra che i romani disprezzassero la ricchezza
  • Mora non minus obsidentibus quam obsessis intolerabilis videbatur ==> il ritardo sembrava intollerabile non meno agli assedianti che agli assediati
  • Solem e mundo tollere videntur qui amicitiam e vita tollunt ==> coloro che tolgono l’amicizia dalla vita sembra che tolgano il sole dal mondo
  • Haec iusta tibi videntur ==> queste cose ti sembrano giuste
  • Ingens telum penetravisse in viscera videbatur ==> sembrava che il grande giavellotto fosse penetrato nelle viscere
  • Mi sembra che tu abbia sbagliato ==> mihi videris erravisse
  • Mi sembrò di aver tradito la patria ==> mihi sisus sum patriam tradidisse