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Statistica: unità, campione, variabili, definizione, errori, grafica, Appunti di Statistica Sociale

Una panoramica dei concetti fondamentali della statistica, tra cui l'unità di analisi, il campione, le variabili, la definizione operativa, gli errori di rilevazione e la rappresentazione grafica. Vengono inoltre illustrate le procedure di operativizzazione, le diverse tipologie di variabili (cardinali discrete, cardinali continue, ordinali e nominali) e le caratteristiche che devono essere garantite nella definizione operativa. Infine, vengono presentati i diversi tipi di grafici utilizzati in statistica per rappresentare i risultati.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 09/02/2020

IL_MARCHESE_DELLA_BASSA
IL_MARCHESE_DELLA_BASSA 🇮🇹

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STATISTICA
LA statistica è una scienza/disciplina che si pone l’obbiettivo di fare analisi
quantitative su fenomeni collettivi e sociali. È anche considerata una raccolta
organica di dati.
Per TEORIA si intende un insieme di proposizioni organicamente connesse poste ad
un elevato livello di generalizzazione e astrazione rispetto alla realtà empirica, le
quali sono derivate da regolarità empiriche e delle quali possono essere derivate
delle previsioni empiriche.
Per IPOTESI intendiamo una proposizione che implica una relazione fra due o più
concetti che si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla
teoria e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente
controllabili.
UNITÁ DI ANALISI tipo di oggetto al quale afferiscono le proprietà (o
caratteristiche) studiate, occorre definire anche l’area spazio-temporale su cui si
avvia la ricerca.
CAMPIONE sottoinsieme di unità di analisi
UNITÁ DI RILEVAZIONE tipo di oggetto a cui si fa riferimento per effettuare la
statistica
VARIABILE proprietà oggetto della ricerca, per poter parlare di variabile è
necessario che una proprietà sia stata definita operativamente, attraverso una
definizione operativa.
DEFINIZIONE OPERATIVA si intende il complesso di regole e procedure che
guidano le operazioni con cui lo stato di ciascun caso sulla proprietà X viene rilevato.
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STATISTICA

LA statistica è una scienza/disciplina che si pone l’obbiettivo di fare analisi quantitative su fenomeni collettivi e sociali. È anche considerata una raccolta organica di dati. Per TEORIA si intende un insieme di proposizioni organicamente connesse poste ad un elevato livello di generalizzazione e astrazione rispetto alla realtà empirica, le quali sono derivate da regolarità empiriche e delle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche. Per IPOTESI intendiamo una proposizione che implica una relazione fra due o più concetti che si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla teoria e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili. UNITÁ DI ANALISI  tipo di oggetto al quale afferiscono le proprietà (o caratteristiche) studiate, occorre definire anche l’area spazio-temporale su cui si avvia la ricerca. CAMPIONE  sottoinsieme di unità di analisi UNITÁ DI RILEVAZIONE  tipo di oggetto a cui si fa riferimento per effettuare la statistica VARIABILE  proprietà oggetto della ricerca, per poter parlare di variabile è necessario che una proprietà sia stata definita operativamente, attraverso una definizione operativa. DEFINIZIONE OPERATIVA  si intende il complesso di regole e procedure che guidano le operazioni con cui lo stato di ciascun caso sulla proprietà X viene rilevato.

Un concetto di proprietà per poter rientrare in una ricerca deve soddisfare almeno due criteri:

  • Deve poter assumere stati diversi da caso a caso (e quindi deve potenzialmente variare).
  • Deve essere rilevabile (registrabile) empiricamente (o comunque poter essere oggetto di stima, di tentativi di studio/rilevazione, ecc.). Le procedure di operativizzazione sono quattro: CONTEGGIO, MISURAZIONE, ORDINAMENTO, CLASSIFICAZIONE CONTEGGIO  variabili cardinali discrete: con la presenza di un’unità di conto. I valori estrapolati prendono il nome di variabili cardinali discrete (es. numero di figli). MISURAZIONE  variabili cardinali continue: con la presenza di un’unità di misura continua. I valori estrapolati prendono il nome di variabili cardinali continue (es. l’altezza di un uomo). ORDINAMENTO  variabili ordinali (categorie ordinate). I valori estrapolati hanno la funzione di etichetta che evidenzia l’ordine e la gerarchia univoca della proprietà (es. titolo di studio). CLASSIFICAZIONE  variabili nominali (categorie non ordinate). I valori estrapolati hanno la funzione di mere etichette (es. cittadinanza). All’interno della definizione operativa vi sono tre caratteristiche che devono essere garantite dalla stessa, esse sono:
  • Esaustività , ossia ogni caso deve essere attribuito ad una categoria.
  • Mutua esclusività , ossia nessun caso deve essere attribuito a più di una categoria.
  • Fundamentum divisionis , ossia l’atribuzione deve basarsi su un unico criterio. L’analisi solitamente genera due tipologie di gruppi:
  • Gruppo tassonomo (da TASSONOMIA) ossia dove gli elementi al suo interno sono gerarchicamente subordinati l’uno all’altro.
  • Gruppo tipologico (da TIPOLOGIA) ossia dove gli elementi vengono considerati simultaneamente. GLI STRUMENTI DI RILEVAZIONE In statistica durante le analisi, a tutti gli intervistati/analizzati, viene presentata la stessa scheda domande, questo si chiama standardizzazione delle domande. Le risposte da parte degli intervistati saranno libere o guidate (questionario).

LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

In statistica per “raccontare” i risultati si usa la rappresentazione grafica, essa può avvenire tramite diversi tipi di grafici:

  • Ortogramma
  • Pie Chart
  • Istogramma
  • Poligoni di frequenza
  • Ogiva MODA, MEDIA, MEDIANA La moda rappresenta il maggior numero di casi. La mediana rappresenta il caso che taglia a metà la frequenza analizzata. La media rappresenta il valore che si ottiene sommando tutti i valori dei casi e dividendo per il numero dei casi.

INDICE DI OMOGENEITÁ

Si usa per le variabili nominali esso è dato dalla somma dei quadrati delle frequenze relative proporzionali. DIFFERENZA INTERQUARTILE Il quartile rappresenta la linea di confine che sta ad ogni 25% (quarto) della frequenza analizzata. Si possono dividere in settori ogni unità di misurazione (quartile, percentile, decile, ecc.).

INDICE DI GINI

È un indice di concentrazione che serve per misurare le diseguaglianze nella distribuzione di un valore variabile (usato principalmente per la distribuzione del reddito). Può assumere valori da 0 a 1. Più il valore è vicino allo 0 e meno diseguaglianza vi sono, al contrario, più ci si avvicina a 1 più diseguaglianze troviamo. FONTI STATISTICHE, RILEVANIONI, TIPI DI DATI e SERIE DI RAPPRESENTAZIONE I dati rilevati dalle elaborazioni e dalle indagini vengono certificate da fonti statistiche ufficiali e riconosciute a livello nazionale (ISTAT), europeo (EUROSTAT) o mondiale (UNICEF). Le rilevazioni effettuate possono essere dirette ossia indirizzate espressamente alla raccolta dati, oppure indirette ossia che usano dati generati da altre attività. I dati a loro volta possono essere aggregati dove l’unità analizzata è rappresentata da un aggregato di individui, oppure da dati individuali dove l’unità analizzata è rappresentata dal singolo individuo. L’elaborazione dei dati può generare delle serie che possono essere temporali dove le sequenze dei valori fanno riferimento a diverse zone geografiche ma al medesimo arco temporale, oppure possono essere territoriali dove le sequenze rappresentano i dati della stessa zona geografica ma in momenti storici differenti. LA VARIAZIONE RELATIVA Raffronta la differenza registrata all’entità del fenomeno iniziale. Es: la variazione di 50€ su un prezzo di 100€ avrà un peso diverso che la variazione di 50€ su un prezzo di 10.000€. La variazione relativa si calcola in permute percentuali, l’entità delle variazioni può essere espressa anche tramite i cosiddetti numeri indice a base fissa o mobile. CALCOLO VARIAZIONE RELATIVA A BASE FISSA

CALCOLO VARIAZIONE RELATIVA A BASE MOBILE