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principio di determinatezza , Prove d'esame di Diritto Penale Progredito

primcipio di determinatezza da marinucci dolcini

Tipologia: Prove d'esame

2014/2015

Caricato il 29/06/2015

bulma
bulma 🇮🇹

4.4

(10)

14 documenti

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RISERVA DI LEGGE E POTERE GIUDIZIARIO:
B) IL PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA
Con la formula ‘PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA’ si designa l'esigenza che le norme
penali descrivano fatti suscettibili di essere accertati e provati nel processo, attraverso i
criteri messi a disposizione dalla scienza e dall'esperienza attuale.
Infatti, affinché la riserva di legge sia del tutto rispettata non è sufficiente che la fattispecie
astratta sia descritta in modo intellegibile, ma è necessario anche che l'interprete, nel
ricondurre un'ipotesi concreta alla norma di legge, possa esprimere un giudizio di
corrispondenza sorretto da un fondamento controllabile: nel caso in cui le situazioni
descritte non siano corrispondenti alla realtà il giudice dovrà compiere delle scelte
inevitabilmente arbitrarie.
È la Corte cost. ad aver ‘riscoperto’ e applicato il principio di determinatezza in questa
accezione, nella prima sentenza di accoglimento fondata sull'art.25 c.2 Cost.
Essa, chiamata a stabilire se la norma incriminatrice del plagio (art.603 c.p.) fosse
rispettosa della riserva di legge, ha nettamente distinto tra intelligibilità del precetto (e
quindi rispetto del principio di precisione) e corrispondenza alla realtà della fattispecie
descritta dalla norma incriminatrice (cioè il rispetto del principio di determinatezza);
quest'ultimo esige il riferimento a fenomeni la cui possibilità di realizzarsi sia stata
accertata in base a criteri che allo stato delle attuali conoscenze appaiano verificabili’, ed
in quell’occasione, con la sent.96/81, la Corte ritenne che il significato della formula
legislativa ‘sottoporre una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di
soggezione’ fosse:
-sufficientemente chiara nel suo significato e quindi conforme al principio di
precisione;
-contraria al principio di determinatezza, perché ‘non si conoscono sono
accertabili i modi con i quali si può effettuare l'azione psichica del plagio, come è
raggiungibile lo stato di soggezione che qualifica questo reato’.
In conseguenza di questa violazione, la Corte ritenne illegittimo, per contrasto con l'art.25
c.2 Cost., l'art.603 c.p. .

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RISERVA DI LEGGE E POTERE GIUDIZIARIO:

B) IL PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA

Con la formula ‘PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA’ si designa l'esigenza che le norme penali descrivano fatti suscettibili di essere accertati e provati nel processo, attraverso i criteri messi a disposizione dalla scienza e dall'esperienza attuale. Infatti, affinché la riserva di legge sia del tutto rispettata non è sufficiente che la fattispecie astratta sia descritta in modo intellegibile, ma è necessario anche che l'interprete, nel ricondurre un'ipotesi concreta alla norma di legge, possa esprimere un giudizio di corrispondenza sorretto da un fondamento controllabile: nel caso in cui le situazioni descritte non siano corrispondenti alla realtà il giudice dovrà compiere delle scelte inevitabilmente arbitrarie. È la Corte cost. ad aver ‘riscoperto’ e applicato il principio di determinatezza in questa accezione, nella prima sentenza di accoglimento fondata sull'art.25 c.2 Cost. Essa, chiamata a stabilire se la norma incriminatrice del plagio (art.603 c.p.) fosse rispettosa della riserva di legge, ha nettamente distinto tra intelligibilità del precetto (e quindi rispetto del principio di precisione) e corrispondenza alla realtà della fattispecie descritta dalla norma incriminatrice (cioè il rispetto del principio di determinatezza); quest'ultimo esige ‘il riferimento a fenomeni la cui possibilità di realizzarsi sia stata accertata in base a criteri che allo stato delle attuali conoscenze appaiano verificabili’, ed in quell’occasione, con la sent.96/81, la Corte ritenne che il significato della formula legislativa ‘sottoporre una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione’ fosse:

  • sufficientemente chiara nel suo significato e quindi conforme al principio di precisione;
  • contraria al principio di determinatezza, perché ‘non si conoscono né sono accertabili i modi con i quali si può effettuare l'azione psichica del plagio, né come è raggiungibile lo stato di soggezione che qualifica questo reato’. In conseguenza di questa violazione, la Corte ritenne illegittimo, per contrasto con l'art. c.2 Cost., l'art.603 c.p..