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primcipio di determinatezza da marinucci dolcini
Tipologia: Prove d'esame
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Con la formula ‘PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA’ si designa l'esigenza che le norme penali descrivano fatti suscettibili di essere accertati e provati nel processo, attraverso i criteri messi a disposizione dalla scienza e dall'esperienza attuale. Infatti, affinché la riserva di legge sia del tutto rispettata non è sufficiente che la fattispecie astratta sia descritta in modo intellegibile, ma è necessario anche che l'interprete, nel ricondurre un'ipotesi concreta alla norma di legge, possa esprimere un giudizio di corrispondenza sorretto da un fondamento controllabile: nel caso in cui le situazioni descritte non siano corrispondenti alla realtà il giudice dovrà compiere delle scelte inevitabilmente arbitrarie. È la Corte cost. ad aver ‘riscoperto’ e applicato il principio di determinatezza in questa accezione, nella prima sentenza di accoglimento fondata sull'art.25 c.2 Cost. Essa, chiamata a stabilire se la norma incriminatrice del plagio (art.603 c.p.) fosse rispettosa della riserva di legge, ha nettamente distinto tra intelligibilità del precetto (e quindi rispetto del principio di precisione) e corrispondenza alla realtà della fattispecie descritta dalla norma incriminatrice (cioè il rispetto del principio di determinatezza); quest'ultimo esige ‘il riferimento a fenomeni la cui possibilità di realizzarsi sia stata accertata in base a criteri che allo stato delle attuali conoscenze appaiano verificabili’, ed in quell’occasione, con la sent.96/81, la Corte ritenne che il significato della formula legislativa ‘sottoporre una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione’ fosse: