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Guide e consigli
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Gestione del paziente in sala operatoria e nel post-operatorio, Schemi e mappe concettuali di Biologia, microbiologia e tecnologie di controllo sanitario

Linee guida dettagliate sulla preparazione e il trasporto del paziente in sala operatoria, nonché sulla sua accoglienza e gestione nel post-operatorio. Vengono affrontati aspetti come l'abbigliamento del paziente, la rimozione di oggetti personali, il trasferimento in sala operatoria e il rientro in reparto, con particolare attenzione alla sicurezza e al comfort del paziente. Inoltre, il documento descrive il ruolo dell'operatore socio-sanitario (oss) nel monitoraggio dei parametri vitali, della ferita chirurgica e dei drenaggi, in collaborazione con il personale infermieristico. Infine, vengono trattate le procedure di stoccaggio e manipolazione del materiale sterile. Questo documento rappresenta una risorsa preziosa per gli studenti di corsi di laurea in ambito sanitario, come infermieristica e medicina, che necessitano di approfondire le pratiche di gestione del paziente chirurgico.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 08/05/2024

daniela-didu
daniela-didu 🇮🇹

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Procedura per l'esecuzione di clisma a piccoli volumi evacuativo (peretta)
Per clisma si intende l'introduzione di un liquido nell'ultima parte dell'apparato digerente (retto e
colon) attraverso l'impiego di presidi per clisma Il clisma evacuativo viene effettuato per rimuovere
il materiale fecale nel soggetto affetto da stipsi oppure per preparare la persona ad un intervento
chirurgico e/o diagnostico.
Materiale
● Traversa e cerata
● apparecchio per clistere monouso (peretta)
● vaselina o pomata o lubrificante idrosolubile
● guanti monouso
● padella e/o sedia a comoda o panno
● garze non sterili
● biancheria di ricambio
● necessario per l'igiene personale
Istruzioni operative
1. Accertarsi che tutto il materiale necessario sia disponibile.
2. informare la persona
3. Garantire il microclima
4. Favorire l'intimità della persona (chiudere la porta, scoprire il meno possibile, usare le tende
divisorie o il paravento) e atttuare strategie per il controllo degli odori
5. Proteggere il letto con cerata e traversa
6. Lavaggio sociale delle mani e utilizzo di guanti
7. Aiutare la persona nel posizionarsi in decubito laterale sinistro con arto inferiore destro
flesso
8. Lubrificare l'estremità della peretta.
9. Separare i glutei della persona per visualizzare l'ano; se sono presenti alterazioni come
emorroidi non procedere e avvisare l'infermiere
10. Avvisare la persona e invitarla a resprirare profondamente Introdurre delicatamente la punta
in direzione dell'ombelico. Se sono presenti delle resistenze nell'introduzione non forzare e
avvisare l'infermiere
11. Introdurre la soluzione schiacciando la confezione( non rilasciare la peretta)
12. Chiedere alla persona se ha difficoltà, avvisare della rimozione del beccuccio (mantenere la
direzione verso l'ombelico e non rilasciare la confezione)
13. Chiedere al paziente di trattenere per circa 10 minuti
14. Posizionare la persona sulla padella o sulla comoda se presenta problemi di
mobilizzazione, altrimenti accompagnarla al bagno
15. Dopo l'evacuazione garantire le cure igieniche alla persona ed eventuale sostituzione della
biancheria del letto
16. osservare quantità e le caratteristiche delle feci
17. Riordino del materiale impiegato e smaltimento dei rifiuti.
18. Informare l'infermiere sull'efficacia della procedura.
19. Documentare sulla cartella quanto di competenza rispetto alla procedura effettuata.
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Scarica Gestione del paziente in sala operatoria e nel post-operatorio e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Biologia, microbiologia e tecnologie di controllo sanitario solo su Docsity!

Procedura per l'esecuzione di clisma a piccoli volumi evacuativo (peretta) Per clisma si intende l'introduzione di un liquido nell'ultima parte dell'apparato digerente (retto e colon) attraverso l'impiego di presidi per clisma Il clisma evacuativo viene effettuato per rimuovere il materiale fecale nel soggetto affetto da stipsi oppure per preparare la persona ad un intervento chirurgico e/o diagnostico.

Materiale ● Traversa e cerata ● apparecchio per clistere monouso (peretta) ● vaselina o pomata o lubrificante idrosolubile ● guanti monouso ● padella e/o sedia a comoda o panno ● garze non sterili ● biancheria di ricambio ● necessario per l'igiene personale

Istruzioni operative

  1. Accertarsi che tutto il materiale necessario sia disponibile.
  2. informare la persona
  3. Garantire il microclima
  4. Favorire l'intimità della persona (chiudere la porta, scoprire il meno possibile, usare le tende divisorie o il paravento) e atttuare strategie per il controllo degli odori
  5. Proteggere il letto con cerata e traversa
  6. Lavaggio sociale delle mani e utilizzo di guanti
  7. Aiutare la persona nel posizionarsi in decubito laterale sinistro con arto inferiore destro flesso
  8. Lubrificare l'estremità della peretta.
  9. Separare i glutei della persona per visualizzare l'ano; se sono presenti alterazioni come emorroidi non procedere e avvisare l'infermiere
  10. Avvisare la persona e invitarla a resprirare profondamente Introdurre delicatamente la punta in direzione dell'ombelico. Se sono presenti delle resistenze nell'introduzione non forzare e avvisare l'infermiere
  11. Introdurre la soluzione schiacciando la confezione( non rilasciare la peretta)
  12. Chiedere alla persona se ha difficoltà, avvisare della rimozione del beccuccio (mantenere la direzione verso l'ombelico e non rilasciare la confezione)
  13. Chiedere al paziente di trattenere per circa 10 minuti
  14. Posizionare la persona sulla padella o sulla comoda se presenta problemi di mobilizzazione, altrimenti accompagnarla al bagno
  15. Dopo l'evacuazione garantire le cure igieniche alla persona ed eventuale sostituzione della biancheria del letto
  16. osservare quantità e le caratteristiche delle feci
  17. Riordino del materiale impiegato e smaltimento dei rifiuti.
  18. Informare l'infermiere sull'efficacia della procedura.
  19. Documentare sulla cartella quanto di competenza rispetto alla procedura effettuata.

Somministrazione ossigeno al paziente Ci sono diverse patologie per cui si deve somministrare l’ossigeno al paziente, ovviamente è il medico con l’infermiere a decidere la quantità. Il nostro compito è quello di preparare tutto il materiale che occorre in modo sterile, mettere il paziente semi seduto e monitorarlo ogni mezz’ora -esistono diverse forme di somministrazione: sotto forma di bombola ; sopra il letto c’è la flangia dove con il flussometro con l’acqua che ci permette di far arrivare l’ossigeno al paziente

  • Si può controllare la saturazione con il saturimetro
  • Ogni 2 ore vanno controllati i parametri vitali
  • Anche la rilevazione di dolore (riferire all’infermiere)

Maschera facciale Sondino nasale (ideale per l’ossigeno terapia domiciliare) Tracheotomia (tubicino direttamente inserito nella trachea)

*guardare se l’erogatore di ossigeno funzione Se è a zero l’ossigeno non c’è

Cateterismo vescicale Questa manovra deve essere effettuata dal medico o infermiere, poiché è una procedura invasiva, il nostro compito è quello di aiutare l’infermiere preparando il materiale che serve per questa manovra

Materiale: -Tamponi di garze sterili -Disinfettante -guanti -2 siringhe da 10ml (per gonfiare il palloncino) -pinza anatomica -busta graduata per raccolta delle urine con la valvola -anestetico (Luan) -telo cerato per non bagnare il letto -contenitore per rifiuti speciali

Prima di fare questa procedura facciamo l’igiene al paziente, perciò ci servirà anche la: -Biancheria pulita -detergente neutro -acqua alla temperatura di 36/37 C°(l’acqua si può mettere in un boccale -lenzuola pulite

La manovra va’ effettuata sterilmente ed è buona norma non indossare anelli bracciali durante tutta

Vestizione del paziente per la sala operatoria Per la vestizione del paziente prima dell’intervento chirurgico è necessario garantire l’intimità ed evitare l’eccesso di nudità con l’utilizzo di separé e camici impersonali. Il paziente in sala operatoria dovrà indossare: -camice chirurgico, aperto dietro e a maniche corte per avere l'accesso venoso -cuffietta chirurgica

  • copri piedi chirurgico ove previsto

Gestione degli effetti personali Gli effetti personali di valore è opportuno siano consegnati dalla persona stessa al familiare, quando questo non è possibile, dovranno essere seguite le procedure del reparto di appartenenza relative alla custodia degli oggetti di valore Il paziente prima di andare in sala operatoria, deve rimuovere: monili, orologi, piercing, fermagli per capelli, apparecchi acustici, occhiali lenti da contatto, protesi dentarie

Trasporto del paziente da e verso la sala operatoria Preparare la barella e il letto del paziente Prima del trasporto in sala operatoria -verificare l'identità del paziente da trasportare e il tipo di intervento. -accertarsi che il paziente sia accompagnato dalla SISPaC* (Scheda Integrata di Sicurezza del Paziente Chirurgico di sala operatoria). La SISPaC viene consegnata al personale OSS o infermieristico addetto al trasporto e che prende in carico il paziente e poi consegnata al personale infermieristico di sala operatoria. Inoltre, verificare che il pz:

  • non abbia protesi dentarie, occhiali, lenti a contatto, le protesi acustiche nel caso in cui non possono essere rimosse avvisare il personale di sala operatoria che il pz è portatore di tali protesi -non abbia smalto per le unghie, trucco o monili -non abbia indumenti sintetici ma solo il camice chirurgico, aperto dietro e a maniche corte per avere l'accesso venoso
  • abbia rispettato il digiuno -sia adeguatamente informato circa la destinazione
  • sia rassicurato e messo al corrente di tutto quello che succederà
  • applicare alla barella gli appositi supporti se il paziente ha catetere vescicale, o infusioni o drenaggi
  • informare il personale del reparto del trasporto del paziente dalla degenza alla sala operatoria comunicando l’orario esatto del trasferimento. Il personale infermieristico deve informare, sua volta la sala operatoria dell’orario del trasferimento e dell’arrivo del paziente -spingere la barella dai piedi del paziente se è grave è richiede una continua osservazione. In base alla gravità, il paziente è accompagnato da un infermiere e se necessario da un medico. Nella fase del trasporto: -fare attenzione agli urti; -le spondine di protezione della barella, per sicurezza, devono essere alzate; -tenere coperto il paziente per rispettare la privacy ed evitare raffreddamenti -all’arrivo del paziente in sala operatoria, comunicare nome e cognome del pz

Trasporto paziente operato dalla sala operatoria alla stanza di degenza

Prima del trasferimento nella stanza di degenza: --verificare l’identità del paziente da trasportare chiedendola al personale di sala operatoria; -verificare che vi sia la SISPaC (Scheda Integrata di Sicurezza del Paziente Chirurgico di sala operatoria) Trasferimento: -posizionare il paziente ben coperto e in sicurezza (le barelle devono avere le spondine alzate) per evitare il verificarsi di eventuali lesioni e raffreddamenti durante lo spostamento; -Controllare che i presidi medico chirurgici (drenaggi, cateteri, sondini) siano saldamente fissati ed evitando: rimozione - occlusione - reflusso di materiale

Trasferimento del paziente operato -deve avvenire velocemente, senza interruzioni, attraverso percorsi puliti e dedicati

  • il paziente, durante tutto il tragitto, deve essere sorvegliato; quindi, è necessario spingere la barella dai piedi del paziente in modo da tenerlo sempre sotto controllo per cogliere ogni segno di alterazione o allarme. I pazienti in situazioni complesse o verso terapie intensive, deve essere effettuato insieme a personale infermieristico (a volte anche medico) per garantire assistenza continua.

Sistemazione unità di vita

Per unità di vita del paziente, si intende la combinazione di uno spazio che contiene mobili, materiali, dispositivi medici o elettromedicali che sono destinati e dedicati al paziente che sono:

  • letto.
  • comodino.
  • tavolino da letto.
  • sedia.
  • poltrona.
  • armadio.
  • Erogatore ossigeno
  • Equipaggiamenti per drenaggi,
  • Asta di supporto per l’infusione di liquidi per via endovenosa
  • Multiparametrico*
  • Sistema di chiamata. luminoso sonoro o entrambe le cose che permette, al paziente di chiedere aiuto e al personale di assistenza di identificare rapidamente la postazione da cui è partita la chiamata.
  • Microclima adeguato

La preparazione dell’unità di vita comprende: In questa fase l’OSS prepara la camera di degenza del paziente per il post-operatorio secondo la procedura del reparto e in particolare:

  • sanificazione del letto e rifacimento con biancheria pulita (2 lenzuola 1 traversa cerata 1 traversa in cotone 1 copriletto e predisponendo 1 coperta per la sensazione di freddo post- operatorio;
  • posizione del letto a piatto (senza cuscino) le lenzuola e copriletto sistemati ordinatamente ai piedi del letto
    • telino assorbente (traversa) sul punto di appoggio di eventuali drenaggi e vicino alla bocca per eventuale vomito;
  • sistemazione di presidi necessari all’assistenza postoperatoria in collaborazione con l’infermiere come l’asta e il supporto per l’infusione di liquidi per via endovenosa, supporti per drenaggi,
  • drenaggio toracico con valvola unidirezionale per far fuoruscire l’aria e/o liquidi È compito dell’OSS riferire la quantità del liquido caratteristiche variazioni di colore se il drenaggio è raccordato oppure no, se la medicazione attorno al drenaggio è sporca o bagnata
  • sondino nasogastrico (SNG) per gli interventi di chirurgia addominale. Lasciato in sede fino alla ripresa della motilità intestinale L’OSS collabora per monitorare le caratteristiche del materiale drenato controllo del punto di fissaggio del sondino ed eventuale presenza di decubiti al naso e assicura una corretta igiene del cavo orale del paziente
  • catetere vescicale posizionato per interventi su organi delle pelvi situazioni cliniche particolari e interventi complessi e prolungati L’OSS collabora nella rilevazione della quantità e caratteristiche delle urine, nella sostituzione Controllo e stoccaggio del materiale sterile Stoccaggio del materiale e dei dispositivi sterili i dispositivi medici sterili vengono:
  • posizionati in appositi locali e armadi/carrelli o contenitori dedicati, perfettamente puliti ed asciutti lontani da fonti di calore e contaminazione, (polvere, umidità…)
  • posizionati in ordine sequenziale rispetto alla data di sterilizzazione: ponendo anteriormente il materiale sterile più prossimo alla data di scadenza

Manipolazione del materiale sterile. Prima di procedere all’utilizzo del materiale sterile è necessario eseguire il lavaggio sociale delle mani con acqua e sapone detergente o frizionare con soluzione alcolica. Controllo sterilità Ogni volta che si prende una confezione sterile e necessario controllare:

  • l’integrità delle confezioni,
  • la data di scadenza
  • l’avvenuta sterilità (controllo dell’indicatore chimico del processo di sterilizzazione) Le confezioni scadute, lacerate, danneggiate, aperte, cadute a terra e/o venute a contatto con superfici bagnate e/o manipolate con le mani sporche, sono da considerarsi non sterili, quindi devono essere ricondizionate e sterilizzate. La confezione scaduta deve essere prontamente aperta onde evitare l’errato utilizzo del presidio e in essa contenuto della usta diuresi e alla cura e igiene della persona portatrice di catetere vescicale
  • SISPaC (Scheda Integrata di Sicurezza del Paziente Chirurgico di sala operatoria) Utile per ridurre il rischio di errori nella gestione del paziente chirurgico. L’applicazione della SISPaC operatoria è obbligatoria in tutte le sue parti ed è applicata per qualsiasi procedura che venga svolta in sala operatoria. È facoltativo l’utilizzo della SISPaC nei casi di emergenza laddove esista imminente pericolo di vita per il paziente tale per cui l’applicazione dello strumento potrebbe comportare un rallentamento nell’applicazione di procedure salva vita

La SISPaC è una Scheda articolata in tre fasi che integra la Cartella Clinica del Paziente Chirurgico. Prima fase “Preparazione Intervento”: presa in carico del Paziente, la preparazione dell’Intervento e quella del Paziente. Seconda fase: la vera e propria “Check-list” *, da compilare in team (Chirurgo, Anestesista e Strumentista) dall’arrivo del Paziente fino alla sua uscita dal blocco operatorio. Terza fase “Post Operatorio” spetta a Infermiere Anestesista (verifica dei parametri vitali del Paziente appena operato) e Infermiere che effettua il monitoraggio durante il periodo post- operatorio.