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Prog prin 2105, Appunti di Diritto

progetto di ricerca

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 23/06/2016

frodo.30novembre
frodo.30novembre 🇮🇹

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Sotto il prolo teorico-argomentativo, il dibattito contemporaneo più
aggiornato, al di delle tradizionali contrapposizioni tra mondo cattolico e
mondo laico, consente una mappatura piuttosto articolata degli argomenti
riguardanti le questioni più dilemmatiche correlate alle condizioni estreme di
ne vita. A tale ricognizione viene non di rado aancato utilmente l’esame e il
commento di celebri sentenze giudiziarie indirettamente o direttamente legate
al problema eutanasico, a partire, per gli Stati Uniti, dal caso Quinlan per
giungere al caso Schiavo passando per il caso Cruzan, o, per il Regno Unito, il
caso Pretty e prima ancora il pionieristico caso di Anthony Bland. Per quanto
concerne l’Italia, signicative sono soprattutto le sentenze del caso Welby e le
numerose sentenze del caso Englaro, le quali mostrano la cogenza sempre
ancora viva di questo tema e la resistenza del mondo politico a dirimerla per
una adeguata via normativa.
Lo sguardo, che permette di non trascurare i proli etici delle dicoltà e delle
incertezze nel trattare la vita e il morire dei pazienti, è rivolto a quelle fasi della
storia di vita di un individuo nelle quali la personalità e l’integrità psico-sica
soggettive sono poste di fronte alle sde più tragiche. Pensiamo alle condizioni
di coma irreversibile, alle patologie tumorali nelle fasi terminali o ancora le
condizioni di vita di malati aetti da demenze degenerative. Dal principio della
benecenza o umanitario a quello dell’autonomia, da quello della sacralità
della vita a quello utilitaristico, da quello dei migliori interessi a quello della
responsabilità, il panorama argomentativo può tendere, come spesso accade,
a lasciare sospesi nella fondamentale opposizione tra indisponibilità e
disponibilità della vita umana, nella comprensione della nozione di autonomia,
nella interpretazione del valore intrinseco della vita umana.
Sulla base di queste premesse, che è possibile ricostruire grazie alle riessioni
bioetiche presenti in testi fondamentali, quali quelli indicati nella bibliograa
inclusa in questa breve panoramica sullo stato dell’arte, la ricerca intende
apportare tre contributi originali che corrispondono ad altrettante lacune nella
discussione internazionale sull’eutanasia.
Il primo momento è rappresentato dall’esigenza di approfondire il concetto di
accanimento terapeutico, da tutti intuitivamente condannato eppure mai
precisamente denito, cioè esposto alla discrezionalità della comunità o
dell’istituzione che se ne fa interprete.
Il secondo aspetto sul quale potrà concentrarsi lo studio è costituito dalla
questione ancora largamente discussa e giuridicamente non denita delle
indicazioni anticipate di trattamento, altrimenti denite come testamento
biologico. In questo ambito sarà indispensabile anche una ricognizione
comparativa e storica del panorama non solo europeo.
Il terzo e ultimo lone di confronto e di analisi verterà sulla condizione dei
malati aetti da demenze degenerative come il morbo di Alzheimer. In questo
ambito gli studi medico-scientici sono incessanti, e il problema viene di
frequente trattato in contesti morali, eppure manca un livello di
approfondimento etico che dia conto di tutta la complessità e della radicalità
della sda che anche sotto questo prolo, quello morale d esistenziale, le
demenze pongono alla nostra attenzione.
Risultati della ricerca:
1. Monograe e saggi sulle tematiche centrali della ricerca, più in
particolare sul concetto di accanimento terapeutico; sugli argomenti
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Sotto il profilo teorico-argomentativo, il dibattito contemporaneo più aggiornato, al di là delle tradizionali contrapposizioni tra mondo cattolico e mondo laico, consente una mappatura piuttosto articolata degli argomenti riguardanti le questioni più dilemmatiche correlate alle condizioni estreme di fine vita. A tale ricognizione viene non di rado affiancato utilmente l’esame e il commento di celebri sentenze giudiziarie indirettamente o direttamente legate al problema eutanasico, a partire, per gli Stati Uniti, dal caso Quinlan per giungere al caso Schiavo passando per il caso Cruzan, o, per il Regno Unito, il caso Pretty e prima ancora il pionieristico caso di Anthony Bland. Per quanto concerne l’Italia, significative sono soprattutto le sentenze del caso Welby e le numerose sentenze del caso Englaro, le quali mostrano la cogenza sempre ancora viva di questo tema e la resistenza del mondo politico a dirimerla per una adeguata via normativa. Lo sguardo, che permette di non trascurare i profili etici delle difficoltà e delle incertezze nel trattare la vita e il morire dei pazienti, è rivolto a quelle fasi della storia di vita di un individuo nelle quali la personalità e l’integrità psico-fisica soggettive sono poste di fronte alle sfide più tragiche. Pensiamo alle condizioni di coma irreversibile, alle patologie tumorali nelle fasi terminali o ancora le condizioni di vita di malati affetti da demenze degenerative. Dal principio della beneficenza o umanitario a quello dell’autonomia, da quello della sacralità della vita a quello utilitaristico, da quello dei migliori interessi a quello della responsabilità, il panorama argomentativo può tendere, come spesso accade, a lasciare sospesi nella fondamentale opposizione tra indisponibilità e disponibilità della vita umana, nella comprensione della nozione di autonomia, nella interpretazione del valore intrinseco della vita umana.

Sulla base di queste premesse, che è possibile ricostruire grazie alle riflessioni bioetiche presenti in testi fondamentali, quali quelli indicati nella bibliografia inclusa in questa breve panoramica sullo stato dell’arte, la ricerca intende apportare tre contributi originali che corrispondono ad altrettante lacune nella discussione internazionale sull’eutanasia. Il primo momento è rappresentato dall’esigenza di approfondire il concetto di accanimento terapeutico, da tutti intuitivamente condannato eppure mai precisamente definito, cioè esposto alla discrezionalità della comunità o dell’istituzione che se ne fa interprete. Il secondo aspetto sul quale potrà concentrarsi lo studio è costituito dalla questione ancora largamente discussa e giuridicamente non definita delle indicazioni anticipate di trattamento, altrimenti definite come testamento biologico. In questo ambito sarà indispensabile anche una ricognizione comparativa e storica del panorama non solo europeo. Il terzo e ultimo filone di confronto e di analisi verterà sulla condizione dei malati affetti da demenze degenerative come il morbo di Alzheimer. In questo ambito gli studi medico-scientifici sono incessanti, e il problema viene di frequente trattato in contesti morali, eppure manca un livello di approfondimento etico che dia conto di tutta la complessità e della radicalità della sfida che anche sotto questo profilo, quello morale d esistenziale, le demenze pongono alla nostra attenzione.

Risultati della ricerca:

  1. Monografie e saggi sulle tematiche centrali della ricerca, più in particolare sul concetto di accanimento terapeutico; sugli argomenti

teorico-morali, sulle nozioni filosofiche e sui principali casi giudiziari connessi alla questione del testamento biologico; infine sulla condizione peculiare della demenza di Alzheimer in relazione al problema delle direttive anticipate e della definizione dell’autonomia personale.

  1. Organizzazione di seminari e convegni quali momento costitutivo della ricerca sia per le sue parti storiche, sia per le sue parti teoriche e applicative.
  2. Pubblicazione degli atti dei convegni internazionali organizzati e dei risultati provvisori delle diverse tre fasi della ricerca.

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Dworkin G., Frey R.G., Bok S. (a cura di). 2001. Eutanasia e suicidio assistito. Pro e contro , Torino, Edizioni di Comunità.

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