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Analisi della figura del giudice di pace
Tipologia: Appunti
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-Presupposto: la procedura penale generale-> il processo è disciplinato da un codice di procedura penale che èil primo codice dell'età repubblicana approvato nell'88 ed entrato in vigore il 4 ottobre dell'anno successivo, che regola il processo penale per quanto riguarda i reati comuni. -LA GIUSTIZIA PENALE DI PACE-> ruota intorno alla figura del GDP e a un corpus di regole che è dato dal dlgs 274/2000. La competenza penale del GDP è entrata in vigore nel gennaio 2002. Il GDP è un magistrato onorario-> realizza una sorte di partecipazione all'amministrazione della giustizia. Quante forme conosciamo di partecipazione all'amministrazione della giustizia?
-I vari tipi di magistrati in Italia: magistrato professionale o togato; giudici popolari; magistrati onorari; magistrati o giudici esperti-> si allude a: tribunale di sorveglianza e tribunale per i minori. In entrambi i casi i giudici togati sono affiancati da giudici esperti in queste materie (esperti in materie criminologiche ed esperti in scienze della formazione o scienze affini). -Nel processo penale di pace chi esercita la funzione dell'accusa? Il legislatore ha deciso di non creare una procura della repubblica presso il GDP-> a causa di ciò le funzioni dell'accusa davanti al GDP sono esercitate dalla procura della repubblica presso il tribunale-> all'interno del cui circondario esiste il GDP. Il tribunale ha una certa competenza per territorio-> come si chiama questa sfera di attribuzione del tribunale? CIRCONDARIO; al suo interno possono esserci più uffici del GDP, es. Nel circondario del tribunale di Varese abbiamo: il GDP di Varese che ha sede presso il tribunale di Varese+altri due dislocati (Gavirate e Luino). ≠ Per le corti d'appello si parla invece di una competenza territoriale che si chiama DISTRETTO. IL SISTEMA SANZIONATORIO DEL GDP: Perchè è stata affidata al GDP la competenza penale? Ci sono varie ragioni:
di competenza del GDP il processo si celebra davanti al GDP; in deroga all'art.23 del cpp, in ogni stato e grado del processo penale comune, il giudice comune se si rende conto di una incompetenza per materia che sarebbe per difetto trasmette lo stesso al GDP. Ultima parte art.48:"le prove acquisite dal giudice incompetente sono utilizzabili nel processo davanti al GDP"-> deroga al principio di immediatezza: A)principio secondo cui il giudice per condannare o assolbvere deve prima avere assunto personalmente le prove nei suoi confronti; B)altre deroghe: -INCIDENTE PROBATORIO= è un'anticipazione di contraddittorio dibattimentale collocata in indagini in cui si assumono prove urgenti che altrimenti si disperderebbero e non sarebbe possibile assumere nel dibattimento. Le assume il GIP e poi le utilizza il giudice del dibattimento. -IL GIUDIZIO D'APPELLO= qui i giudici (che sono 3) possono decidere vita o morte dell'imputato senza avere mai assunto uno straccio di prova ma leggendo semplicemente i faldoni dei verbali delle prove assunti in primo grado.
esserci due procedimenti nella stessa fase.
rappresentanza diplomatica del suo Paese in Italia, anche se onoraria, nonché per rientrare nello Stato di appartenenza ovvero, quando ciò non sia possibile, nello Stato di provenienza, compreso il titolo di viaggio. ( 5 ) ( 8 ) 5-ter. La violazione dell'ordine di cui al comma 5-bis è punita, salvo che sussista il giustificato motivo, con la multa da 10.000 a 20.000 euro, in caso di respingimento o espulsione disposta ai sensi dell'articolo 13, comma 4, o se lo straniero, ammesso ai programmi di rimpatrio volontario ed assistito, di cui all'articolo 14-ter, vi si sia sottratto. Si applica la multa da 6.000 a 15.000 euro se l'espulsione è stata disposta in base all'articolo 13, comma 5. Valutato il singolo caso e tenuto conto dell'articolo 13, commi 4 e 5, salvo che lo straniero si trovi in stato di detenzione in carcere, si procede all'adozione di un nuovo provvedimento di espulsione per violazione all'ordine di allontanamento adottato dal questore ai sensi del comma 5-bis del presente articolo. Qualora non sia possibile procedere all'accompagnamento alla frontiera, si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 5-bis, nonché, ricorrendone i presupposti, quelle di cui all'articolo 13, comma 3. ( 5 ) 5-quater. La violazione dell'ordine disposto ai sensi del comma 5-ter, terzo periodo, è punita, salvo giustificato motivo, con la multa da 15.000 a 30.000 euro. Si applicano, in ogni caso, le disposizioni di cui al comma 5-ter, quarto periodo. ( 5 ) 5-quater.1. Nella valutazione della condotta tenuta dallo straniero destinatario dell'ordine del questore, di cui ai commi 5-ter e 5-quater, il giudice accerta anche l'eventuale consegna all'interessato della documentazione di cui al comma 5-bis, la cooperazione resa dallo stesso ai fini dell'esecuzione del provvedimento di allontanamento, in particolare attraverso l'esibizione d'idonea documentazione. ( 5 ) 5-quinquies. Al procedimento penale per i reati di cui agli articoli 5-ter e 5-quater si applicano le disposizioni di cui agli articoli 20-bis, 20-ter e 32-bis, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274. ( 5 ) Ai co 5 ter e 5 quater è prevista la competenza per materia del GDP e il procedimento "accelerato" di cui al 20 bis e 20 ter. Ma perchè tutta sta fretta nel giudicare questi reati che sono puniti con un ammenda (fa ridere perchè Abhdel ti pare che ha 5000 euro da pagare?)? Si ha tutta questa fretta perchè l'ultima norma entrata nel 2009 è l'art 62 bis ed essendo questi reati punibili con un'ammenda possono essere puniti con la sanzione sostitutiva dell'espulsione perchè il legislatore sa già che Abdehl non ha 5000 euro e perciù la pena pecuniaria gli interessa che sia convertiti con un provvedimento di espulsione art 16: Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione. -Torniamo adesso alle nostre due modalità di esercizio dell'azione penale la 1) e la 2)
dell'autorità giudiziaria è stata una scelta coraggiosa da parte del legislatore e perchè è accaduto ciò? Per sgravare la procura le procure dai carichi di lavoro e se vogliamo fare uno strappo ai principi facciamolo con dei reati bagattelari. La PG finiti i 4 mesi di indagini ("iura novit curia": è il PM che comunque in quanto dominus decide della fondatezza delle indagini a prescindere da ciò che suggerisce l'ufficiale di PG) deve fare una relazione conclusiva in cui dice al PM quali sono i fatti, sulla base di tutto ciò ritengo che la notizia di reato sia fondata o infondata. Art 12: notizie di reato ricevute dal pubblico ministero. In questi casi si applica una piccola anomalia, si applica l'art 11 e cosa capita? La notizia sì la riceve il PM ma di certo non ha voglia di lavorare su notizia di reato che sarebbero di competenza del GDP e della PG e cosa fa? Guarda subito la notizia di reato e dice che questo è un reato di competenza della PG e normalmente non dovrebbe neppure iscrivere la notizia di reato e trasmettere gli atti alla PG affinchè applichi l'art 11; sono fatte salve 2 possibilità: ossia che il PM leggendo questa notizia di reato la ritenga già infondata e di conseguenza ne chiede l'archiviazione immediata, oppure che questa notizia di reato sia già corredata di tutti gli elementi necessari non serve indagare e allora esercito l'azione penale. Art 13: Autorizzazione del PM al compimento di atti. (raramente usato) Sono quegli atti che la PG non può compiere da sola in quei famosi 4 mesi di indagine e per esperirli deve chiedere autorizzazione al PM, quali sono questi atti? A) accertamenti tecnici irripetibili (art360cpp); B) interrogatori o confronti cui partecipi la persona sottoposta alle indagini; C) perquisizioni e D) sequestri C e D ci sono dei casi in cui la PG invece può esercitare questi atti autonomamente, quando? Quando ricorrono delle esigenze di urgenza probatoria che non consentano l'emanazione di un rituale decreto di perquisizione dell'autorità giudiziaria. La PG può fare perquisizione e sequestri autonomamente però deve darne comunicazione al PM che deve disporre la convalida. Se c'è bisono di fare una perquisizione o un sequestro e mancano le ragioni d'urgenza? Bisognerà per forza chiedere al PM che egli emetta un ordinario decreto di perquisizione/sequestro. Quando la PG ravvisa la necessità di compiere uno degli atti di questo art 13 ne fa richiesta al PM e vediamo che egli non cessa di essere il dominus delle indagini-> può fare 4 cose:1) autorizzo l'atto richiesto e delego la PG a svolgerlo; 2) avoco le indagini e faccio io; 3) svolgo io personalmente l'atto richiesto perchè molto delicato e poi restituisco gli atti; 4) non do autorizzazione. In tutti questi casi il PM prima di rispondere iscrive notizia di reato. Art 14: iscrizione della notizia di reato. La notizia di reato non viene iscritta subito ma il PM, normalmente, provvede ad iscrivere la notizia di reato a seguito della trasmissione della relazione di cui all'art 11. Seconda parte art 11: "ovvero anche prima di aver ricevuto la relazione fin dal primo atto di indagine svolto personalmente, cioè quando ad esempio il PM decide di autorizzare la PG ma di agire lui personalmente.. (Come faccio a capire se sono state attivate le indagini nei confronti di un mio cliente? Facendo richiesta di comunicazione delle iscrizioni, problema: se il reato è di competenza del GDP è un problema perchè devono passare 4 mesi di tempo per le indagini (termine ordinatorio e non perentorio) e quindi se chiedo se ci sono delle comunicazioni a iscrizioni non troverò nulla.) Cosa capita quando il PM riceve la relazione? Per prima cosa iscrive la notizia di reato e poi ha la sua ordinaria rosa di alternative: 1) chiede l'archiviazione, 2) proroga delle indagini, 3) esercizio dell'azione penale.
Invece cosa capita se la citazione viene notificata in violazione del termine a comparire? Cioè 20 gg prima invece che 30? Succede che l'imputato o il suo difensore rileva che non c'è il rispetto del termine a comparire e le azioni sono due: ->se non si dice nulla tutto si sana; ->se invece si alza la mano il giudice deve rinviare a un'udienza successiva nel rispetto dei termini a comparire. Se invece siete sempre l'imputato e vedete che la citazione non è stata notificata alla persona offesa? Si può eccepire questa inottemperanza? L'imputato non ha interesse a sollevare una nullità che riguarda la posizione di un'altra parte (bisogna avere interesse per sollevare l'eccezione), poi sinceramente in un processo penale a mio carico se non c'è quello a cui ho dato gli schiaffoni che si costitusce come parte civile per me è anche meglio tra l'altro.
copia il depositato (è un timbro che funge da prova di aver depositato il tale atto in segreteria del PM) con questo vado dal giudice e deposito in cancelleria del giudice-> perchè il GDP a questo punto dovrà decidere ma aspettando il parere del PM. Si verfica una triangolazione tra: 1) persona offesa (che da l'input), PM ( che da il parere), e GDP (che decide).
Se non deve provvedere ai sensi dell'articolo 26, il giudice di pace, entro venti giorni (termine ordinatorio) dal deposito del ricorso, convoca le parti in udienza con decreto.
2. Tra il giorno del deposito del ricorso e l'udienza non devono intercorrere più di novanta giorni. (termine meramente ordinatorio) 3. Il decreto contiene: a) l'indicazione del giudice che procede, nonché del luogo, del giorno e dell'ora della comparizione; (vocatio in jus) b) le generalità della persona nei cui confronti è stato presentato il ricorso (imputato) , con l'invito a comparire e l'avvertimento che non comparendo sarà giudicato in contumacia ; (bisogna ricordarsi che la contumacia non esiste più) c) l'avviso che ha facoltà di nominare un difensore di fiducia e che, in mancanza, sarà assistito dal difensore di ufficio nominato nel decreto; d) la trascrizione dell'imputazione formulata dal pubblico ministero ; (è l'editio actionis) e) la data e la sottoscrizione del giudice e dell'ausiliario che l'assiste. 4. Il decreto, unitamente al ricorso, è notificato, a cura del ricorrente, al pubblico ministero, alla persona citata in giudizio e al suo difensore almeno venti giorni prima dell'udienza. (è un termine a difesa e se è inferiore, si eccepisce la mancata conformità e si dovrà disporre una successiva udienza affinché sia rispettato) Entro lo stesso termine il ricorrente notifica il decreto alle altre persone offese di cui conosca l'identità. 5. La convocazione è nulla se l'imputato non è identificato in modo certo ovvero se manca o è insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 3 lettere a),b), c), d). sono molto simili alle cause di nullità della citazione da parte del pm. Il ricorso immediato è una fattispecie a formazione progressiva. L'azione penale da chi viene esercitata? Se il PM non rende alcun parere il giudice può emettere il decreto; in questo caso si può dire che il decreto non sarà altro che una riproduzione dell'enunciazione in forma chiara e precisa del fatto contenuta nel ricorso. Se il PM emette il parere tardivo può essere tenuto in considerazione ancorché non si sia ancora giunti ad una decisione. Il PM può anche porre modifiche al fatto ex art. 516 c.p.p. In giurisprudenza ci si è chiesti nel caso di parere negativo del PM cosa può pare il giudice? La giurisprudenza ha detto che il GdP è vincolato al parere poiché è il PM che esercita l'azione penale. Una visione moderna dovrebbe portare ad emancipare il ricorrente dal PM. Secondo la giurisprudenza di legittimità il ricorrente ha un mero potere di impulso.
Ci sono alcuni adempimenti preparatori che sono descritti ai commi 1 e 2 dell'art. 29:. 1 : " Almeno sette giorni prima della data fissata per l'udienza di comparizione, il pubblico ministero o la persona offesa nel caso previsto dall'articolo 21, depositano nella cancelleria del giudice di pace l'atto di citazione a giudizio con le relative notifiche. " Sempre sette giorni prima le parti che non hanno potuto depositarle, devono depositare le liste testimoniali ex art. 468 c.p.p. Il giorno dell'udienza si verifica la regolare costituzione delle parti. Qualunque problema in questa fase determina un rinvio e una rinnovazione della notifica per sanare il vizio. Se la notifica è ben fatta, ma l'imputato non è presente scatta la presunzione che l'assenza sia una scelta volontaria e dichiarata l'assenza si procederà. In udienza potrà palesarsi la parte civile che se vorrà costituirsi dovrà costituirsi non oltre la verifica della regolare costituzione delle parti. Il giudice quando il reato è perseguibile a querela deve promuove obbligatoriamente la conciliazione tra le parti; in questo caso il giudice può rinviare l'udienza per favorire la conciliazione e ove occorra può avvalersi anche dell'attività di mediazione di centri e strutture pubbliche o private presenti sul territorio. In ogni caso le dichiarazioni rese dalle parti nel corso dell'attività di conciliazione non possono essere in alcun modo utilizzate ai fini della deliberazione: questo vuol dire che le parti si devono sentire licenziate a dirsi tutto dal momento dell'apertura della conciliazione senza che il giudice ne tenga conto. Se la conciliazione va a buon fine bisogna che il querelante rimetta la querela e che il querelato accetti la rimessione. Il giudice emette una sentenza
di non doversi procedersi ex art. 529 c.p.p. ed è una sentenza di proscioglimento. Se la conciliazione non va a buon fine si apre il dibattimento e si seguono le norme di dibattimento del giudizio di primo grado con delle peculiarità. Bisogna formare il fascicolo per il dibattimento, con rinvio all'art. 431 c.p.p., che si fa in udienza davanti al giudice alla presenza delle parti. Una volta formato il fascicolo e fatte le richieste di prova ex art. 493 c.p.p., il giudice emette un ordinanza sulle prove e poi si apre l'istruttoria dibattimentale con rinvio alla successiva udienza perché potrebbe esserci stata la conciliazione. Gli artt. 30 e 31 disciplinano il caso nel quale il ricorso è da parte della persona offesa la quale deve essere presente personalmente o per mezzo di un procuratore speciale. L'art. 32 dà qualche piccolo elemento di semplificazione: i testimoni su accordo dalle parti i testimoni non vengono sentiti con il metodo dell'esame incrociato, ma sarà il giudice che interrogherà i testimoni sulla base delle domande e delle contestazioni delle parti. Terminata l'acquisizione delle prove il giudice se risulta assolutamente necessario può disporre anche d'ufficio l'assunzione di nuovi mezzi di prova come dall'art.507 c.p.p. Il verbale d'udienza è di regola redatto solo in forma riassuntiva: il verbale lo redige il cancelliere. Il comma 4 la sentenza del GdP è in forma abbreviata, concisa, depositata entro 15 gg la motivazione dalla lettura del dispositivo.
L'art. 34 e 35 sono specifici del sottosistema di pace. Art. 34 : esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità del fatto. La tenuità del fatto è attiva in 3 sedi: Processo minorile Nel sottosistema di pace art. 34 Nel processo ordinario inserendo l'art. 131 bis cp e nel codice di rito I presupposti della tenuità sono: che si sia in presenza di un fatto penalmente rilevante e che in assenza di questa norma darebbe luogo ad una sentenza di condanna l'esercizio dell'azione non sussista per 3 circostanze oggettive: o il danno o il pericolo sono esigui (circostanza oggettiva) a seconda che il reato sia un reato di danno o di pericolo. o circostanza soggettiva diagnostica perché riguarda il grado di colpevolezza , cioè valutare la sfera soggettiva del soggetto che ha posto in essere quel reato. o Circostanza soggettiva prognostico: pregiudizio che l'ulteriore corso del procedimento può recare alle esigenze di lavoro, di studio, di famiglia o di salute della persona sottoposta ad indagini o dell'imputato. Dalla ponderazione queste circostanze il giudice dovrebbe derivare la particolare tenuità del fatto e quindi pronunciare la non prosecuzione del procedimento. Il legislatore ha dato, rispetto al processo minorile, dei criteri per individuare la particolare tenuità del fatto. La tenuità del fatto si può pronunciare: Durante le indagini preliminare: occorre una richiesta del PM e il GdP circondariale con decreto dichiara l'archiviazione solo se non risulta un interesse della persona offesa alla prosecuzione del procedimento. A causa della cattiva formulazione della norma ci si chiede se PM e giudice sono tenuti ad interpellare la persona offesa? La prassi è quella nel caso di silenzio si può fare tutto. Dopo l'esercizio dell'azione e quindi siamo in dibattimento la particolare tenuità del fatto può essere dichiarata con sentenza solo se l'imputato e la persona offesa non si oppongono. Questo perché l'imputato può avere interesse ad ottenere una sentenza di pieno proscioglimento. La seconda modalità di definizione alternativa è disciplinata dall'art. 35 che ha un'applicazione statistica molto frequente. La rubrica parla di estinzione del reato conseguente a condotte
-Dopo aver chiuso con le impugnazioni al sistema del GDP e l'ultima cosa che abbiamo esaminato era la posizione della parte civile-> essa non trova menzione espressa nel sistema 274 e di conseguenza era d'obbligo il rinvio ex art 2 del dlgs alla procedura ordinaria e in virtù di questo rinvio la parte civile è titolata, se è titolata a partecipare al processo di primo grado, deve anche essere titolata a presentare impugnazione e pertanto la risposta della giurisprudenza era che si applica in toto la norma processuale comune generale cioè il 576 e pertanto la parte civile ha la più alta capacità di impugnare agli effetti civili.abbiamo anche fatto una piccola differenziazione se è una sentenza di condanna il capo civile c'è: condanno alla pena di... e condanno al risarcimento e in questo caso la parte civile si duole della eseguità del risarcimento; se invece è un' assoluzione la parte civile impugna l'unico capo esistente che è l'assoluzione e deve scrivere agli effetti civli. Ciò detto esiste l'art 39: competente per il giudizio d'appello è il tribunale in composizione monocratica, quale tribunale? Quello del circondario in cui ha sede il giudice di pace che ha pronunciato la sentenza impugnata. E contro la sentenza resa in grado d'appello (che è il tribunale in composizione monocratica) cosa si potrà fare? Ricorso in cassazione. Qual era l'istituto che rimediava alla mancata conoscenza incolpevole del processo a proprio carico? Come si rimediava? Con la "restituzione nel termine" art 175, in sostanza la persona a richiesta poteva essere restituita nel termine per proporre impugnazione.-> il 39 co.2 faceva positivamente eccezione perchè nei presupposti di mancata conoscenza incolpevole del processo di primo grado il tribunale monocratico in appello non faceva una restituzione nel termine per proporre appello, ma il giudice obbligava a restituire gli atti al PM e quindi a rinnovare il processo di primo grado e in questo modo consentiva all'imputato una "restituzione integrale" in tutte le sue prerogative-
siccome la contumacia nel nostro sistema è stata abolita, il tutto si risolve oggi con le norma che da un lato in primo grado disciplinano l'assenza impeditiva dall'assenza non impeditiva e poi oggi è stato modificato anche l'art 604 del cpp ed è stata introdotta addirittura una norma il 625 ter che è la "rescissione del giudicato"; tutte le modifiche di cui stiamo parlando sono state introdotte dalla L. 67/2014 che ha deciso:
esecuzione e poi la decisione ex art 666 è sempre ricorribile per cassazione. Anche qui in coerenza con quanto già visto, se il giudice dell'esecuzione è il GDP la sua decisione quale giudice dell'esecuzione sarà ricorribile in cassazione? In realtà si dice che la decisione ch prende il GDP sull'ammissibilità dell'incidente di esecuzione è ricorribile al tribunale in composizione monocratica ->purtroppo l'idea è quella di una giustizia minore e la cassazione non si sporca le mani.