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Programma arte quinta superiore, Appunti di Educazione artistica

Nel documento vengono descritte vite e opere di alcuni autori affrontati durante l’ultimo anno di superiori. Utilizzato anche per preparazione alla maturità.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 03/12/2025

rossellaguerra26
rossellaguerra26 🇮🇹

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NEOCLASSICISMO
Movimento artistico tra la metà del 700 agli inizi dell’800 (periodo della caduta
di Napoleone)
Rappresentazione degli ideali dell’illuminismo sconfiggere le tenebre
dell’ignoranza per far si che trionfassero la sapienza e la ragione
Rivive i fondamenti dell’arte classica (greco-romana), ma anche di quei periodi
in cui ci si era ispirati all’arte classica (ad es Rinascimento)
Caratteristiche principali: misura, equilibrio, proporzioni studiate, compostezza,
tutto frutto del calcolo (applicazione della sezione aurea)
Nasce in reazione al barocco (dove gli artisti si esprimevano in modo libero e
fantasioso)
Periodo barocco: libero, non vincolato da regole, Neoclassicismo: regole,
norme, no libertà di espressione (per rappresentare compostezza)
Protagonisti: Johann Joachim Winckelmann (tedesco, aveva vissuto anche a
Roma, si era dedicato agli studi dell’arte greca, scrive anche trattati), scultore
Canova, Jacques-Louis David, Giuseppe Piermarini (realizza il teatro la Scala)
Il neoclassicismo si diffonde grazie al Grand Tour e ai progetti di scavo: portano
alla luce alcune città sepolte (Pompei, Ercolano) ed elementi che riguardano la
civiltà romana nasce l’interesse per l’arte classica
Giovani che appartenevano a famiglie più ricche per completare gli studi
realizzavano dei viaggi per riscoprire l’arte classica o opere rinascimentali
(Roma, Firenze, Bologna, Parma)
I francesi preferivano l’arte classica perché il barocco e il rococò
rappresentavano una popolazione frivola
Gli artisti nelle accademie imparavano le tecniche del disegni, della
prospettiva, del chiaro-scuro, proporzioni del corpo: avevano quindi tutti lo
stesso stile (ad eccezione di alcuni che erano più talentuosi)
L’Accademia Royale, una di queste accademie, concedeva agli artisti migliori
(coloro che vincevano un concorso indetto dall’accademia) una borsa di studio,
la “Prix de Rome” permetteva loro di intraprendere dei viaggi a Roma, a
contatto diretto con la cultura classica
Anche Jaques-Louis David soggiornerà a Roma grazie alla borsa di studio
WINCKELMANN
Grande studioso, trattatista
Massimo teorico neoclassico
Elabora 2 testi:
- 1755: “le Considerazioni sull’imitazione delle opere greche nella pittura e
nella scultura”: civiltà greca apogeo dell’arte, valore artistico
insuperabile; bisognava prenderli a modello per imitarli, ispirarsi (non
copiarli) bellezza estetica ed etica (espressioni dei visi serene,
composte, controllate: rappresentano gli abissi del mare sempre calmi,
non devono trasparire emozioni più intime)
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NEOCLASSICISMO

Movimento artistico tra la metà del 700 agli inizi dell’800 (periodo della caduta di Napoleone) Rappresentazione degli ideali dell’illuminismo  sconfiggere le tenebre dell’ignoranza per far si che trionfassero la sapienza e la ragione Rivive i fondamenti dell’arte classica (greco-romana), ma anche di quei periodi in cui ci si era ispirati all’arte classica (ad es Rinascimento) Caratteristiche principali: misura, equilibrio, proporzioni studiate, compostezza, tutto frutto del calcolo (applicazione della sezione aurea) Nasce in reazione al barocco (dove gli artisti si esprimevano in modo libero e fantasioso) Periodo barocco: libero, non vincolato da regole, Neoclassicismo: regole, norme, no libertà di espressione (per rappresentare compostezza) Protagonisti: Johann Joachim Winckelmann (tedesco, aveva vissuto anche a Roma, si era dedicato agli studi dell’arte greca, scrive anche trattati), scultore Canova, Jacques-Louis David, Giuseppe Piermarini (realizza il teatro la Scala) Il neoclassicismo si diffonde grazie al Grand Tour e ai progetti di scavo: portano alla luce alcune città sepolte (Pompei, Ercolano) ed elementi che riguardano la civiltà romana  nasce l’interesse per l’arte classica Giovani che appartenevano a famiglie più ricche per completare gli studi realizzavano dei viaggi per riscoprire l’arte classica o opere rinascimentali (Roma, Firenze, Bologna, Parma) I francesi preferivano l’arte classica perché il barocco e il rococò rappresentavano una popolazione frivola Gli artisti nelle accademie imparavano le tecniche del disegni, della prospettiva, del chiaro-scuro, proporzioni del corpo: avevano quindi tutti lo stesso stile (ad eccezione di alcuni che erano più talentuosi) L’Accademia Royale, una di queste accademie, concedeva agli artisti migliori (coloro che vincevano un concorso indetto dall’accademia) una borsa di studio, la “Prix de Rome”  permetteva loro di intraprendere dei viaggi a Roma, a contatto diretto con la cultura classica Anche Jaques-Louis David soggiornerà a Roma grazie alla borsa di studio WINCKELMANN Grande studioso, trattatista Massimo teorico neoclassico Elabora 2 testi:

  • 1755: “le Considerazioni sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura”: civiltà greca  apogeo dell’arte, valore artistico insuperabile; bisognava prenderli a modello per imitarli, ispirarsi (non copiarli)  bellezza estetica ed etica (espressioni dei visi serene, composte, controllate: rappresentano gli abissi del mare sempre calmi, non devono trasparire emozioni più intime)
  • 1763: “Storia dell’arte nell’antichità”: riorganizza il patrimonio di opere d’arte risalenti alla civiltà antiche (le classifica, le cataloga, le mette in ordine cronologico)  primo trattato di storia dell’arte CARATTERI STILISTICI Si eliminano decorazioni ridondanti ed esagerate, no dettagli inutili che distolgono lo sguardo dal vero significato dell’opera Autori laici: a favore di temi storici e mitologici, no religiosi Rappresentato il momento pregnante: no momento di dramma, fatto cruento, o soggetto colto da paura, ma il momento precedente o successivo a quell’episodio  sempre momento di compostezza  evento narrato passa alla storia Figura dell’eroe  personaggio che è pronto a sacrificare la sua vita per la salvezza degli altri Scopo: rivivere la classicità Maggiori testimonianze artistiche: scultura (perfezione esecutiva, levigatezza del modellato, composizioni equilibrate e bilanciate  realizzati spesso dei bozzetti per controllare prima di realizzare la scultura in sé che fosse realmente bilanciata, senza scatti dinamici, imperturbabilità dei volti) PITTURA NEOCLASSICA Artisti avevano uno stile affine tra loro (costruzione prospettica, volume risaltato grazie al chiaro-scuro, precisione disegno, tratto nitido e incisivo) Soggetti tratti dalla storia greco-romana o dalla mitologia Servivano a far scoprire valori etici e morali (ad es amore per la patria) di alto contenuto civile  venivano utilizzati modelli per rappresentare il presente (di quell’epoca) Dopo il 1815 prende il sopravvento il Romanticismo (due correnti che si affiancavano, ma con diversi principi)  gusto classico rimane (intramontabile) ANTONIO CANOVA È uno dei più grandi scultori neoclassici Fa suoi i concetti espressi da Winckelmann  non copia le opere classiche, ma ne assimila le caratteristiche, le espressioni, lo studio della composizione, in modo da imitarle Nasce a Possagno nel 1757, orfano di padre e la madre lo lasciò al nonno materno Ricevette i primi rudimenti dal nonno  faceva lo scalpellino; tra tutti, notò il talento del nipote Aprì una bottega a Venezia nel 1775 iniziando le prime commissioni Aveva sia un talento artistico ma anche capacità di creare relazioni nella società Viene invitato dall’ambasciatore della repubblica veneziana a Roma, dove il clero amava circondarsi di arte Lì cominciò ad avere committenze molto importanti, anche da papi, da Napoleone Bonaparte e dall’Imperatore d’Austria

Figura dominante rispetto al minotauro (già esanime) Composizione studiata Pieni e vuoti  pieni: corpo, vuoti: lasciati dal corpo  no figura compatta (si equivalgono) Si trova al Victoria and Albert Museum a Londra AMORE E PSICHE Mito tratto dalle favole di Apuleio Lei fanciulla mortale, lui figlio di Venere (madre molto gelosa), non approvava questo legame Psiche doveva innamorarsi di uno rozzo, Cupido (Amore) sbaglia a lanciare la freccia e colpisce il suo piede  perciò si innamora di psiche (amore ricambiato) Venere non vuole: hanno nature differenti Amore è un dio, Psiche è una fanciulla mortale Da alcune possibilità a lei  la mette alla prova  in alcune occasioni trasgredisce Una delle prove: farsi consegnare da Proserpina (nell’Ade) un’ampolla da dare a Venere Psiche nel tragitto apre l’ampolla dalla quale escono dei fumi che la fanno cadere in un sonno profondo Venere le da una seconda possibilità (sotto richiesta del figlio) Viene colto il momento in cui lei si risveglia  potrebbe essere il momento prima del bacio o dopo (può essere che si stia svegliando grazie al bacio) Scultura levigata in modo traslucido Ricoperta da uno strato di ganosis (cera + polvere di ferro) Forte intensità espressiva È armonioso da tutte le visioni Figure si collegano tramite due linee curve (si incontrano in corrispondenza dei visi) Amore ha le ali (perché un dio) Pieni e vuoti si equivalgono Dall’ala sinistra al piede destro di lui, ala destra alla gamba di lei  linee curve che si incrociano Le braccia che uniscono i due amanti formano una circonferenza Punto di maggior attenzione visiva è il punto di avvicinamento dei visi TECNICA ESECUTIVA DELLE OPERE DI CANOVA Le fasi principali della costruzione della scultura venivano affidate agli studenti, Canova interveniva solo nella fase conclusiva per gli ultimi dettagli Iniziava con un bozzetto in terracotta per studiare come disporre le figure (equilibrate) che sottoponeva al giudizio del committente Ricavava un modello in terracotta a grandezza reale  idea definitiva

Modello una volta asciutto ricoperto di un calco in gesso  realizzate in negativo perché dovevano ricoprire la struttura in terracotta Due calchi che chiudevano la scultura in terracotta venivano congiunti La parte interna si ricopre di sapone  per evitare che il gesso aggiunto successivamente si attaccasse alla struttura durante la colata Il calco veniva tolto e si otteneva il modello in gesso  serviva per riprodurre la stessa scultura in marmo Attraverso chiodini di bronzo (repere) praticati sulla superficie del modello in gesso veniva riportata la misura sul marmo (come punti di riferimento) Chiodini: consentivano agli allievi di riprodurre la stessa figura in marmo (opera definitiva in marmo) Fasi conclusive: interviene per dare espressioni, realizzare acconciature, panneggi delle vesti  su tutti i dettagli, per dare un valore aggiuntivo all’opera Gipsoteca a Possagno, città natale di Canova  racchiudeva le copie in gesso per evitare che venissero replicate senza autorizzazione (anche dopo la morte di Canova, racchiuse li dai parenti) MONUMENTO FUNEBRE A MARIA CRISTINA D’AUSTRIA Dedicato all’arciduchessa Maria Cristina d’Austria Commissionato dal marito Alberto di Sassonia Si trova nel palazzo imperiale di Vienna (Hofburg) All’interno della chiesa dei frati agostiniani 1798- I suoi allievi gli dedicano un monumento funebre dopo la morte prendendo ispirazione dal monumento a Tiziano nella Basilica dei Frari a Venezia (era stato commissionato a Canova) Forma piramidale su basamento sopraelevato, monumento funebre per antonomasia (dedicato a personalità di spicco nel periodo dei faraoni) Sulla faccia rivolta allo spettatore è presente un’apertura: passaggio dalla vita terrena a quella ultraterrena Attorno all’arco buio: processione costituta da molti personaggi di età differenti, sia di sesso maschile che femminile e procedono verso l’apertura Processione: rappresenta l’incertezza dell’esistenza, ognuno ha un proprio destino Figure unite da un tappeto che copre il basamento, calpestato dai personaggi della processione, ma anche grazie a una ghirlanda (alludono a figure allegoriche) Processione:

  • figura femminile che porge un braccio a un anziano signore (curvo, cammina a fatica, ma con un’anatomia possente, muscoloso, rappresenta decadimento fisico): rappresenta la benevolenza, pietà divina (porge il braccio, offre supporto all’uomo)
  • a seguire, donna con un’ampolla che porta all’interno dell’apertura

La moglie chiese il divorzio, a causa delle sue posizione oltranziste, a favore della rivoluzione A fine della rivoluzione fu imprigionato nella Bastiglia e gli si chiese di abbandonare i suoi ideali, rischiò la morte Solo grazie alla moglie (dalla quale si separò) riuscì ad essere liberato ma ne uscì diverso: fu a favore della riappacificazione dello stato francese (più moderato) Divenne sostenitore di Napoleone  lo fece diventare pittore di corte  con le sue opere, contribuì a incrementare la grandezza di Napoleone Dopo la caduta di Napoleone, venne esiliato e dovette rifugiarsi a Bruxelles, dove realizzò opere riguardo prettamente alla popolazione del luogo Dopo la morte il suo corpo non venne reclamato da Parigi, rimase sepolto a Bruxelles Solo il suo cuore fu sepolto insieme a quello della moglie in un importante cimitero parigino IL GIURAMENTO DEGLI ORAZI 1784 Louvre, Parigi Commissionato da Luigi XVI Realizzato a Roma Dipinto pienamente neoclassico (per il carattere storico e per l’esaltazione dell’etica del sacrificio, la virtù romana, nel coraggio e nell’amore per la patria) Guerra tra Roma e Albalonga  si decise di non combattere con gli eserciti, ma si scelsero i tre guerrieri più coraggiosi della città  i tre fratelli Orazi (Roma) vengono scelti per combattere contro i Curiazi (Albalonga) Rappresentato il momento pregnante, in cui il momento passa alla storia Il padre chiede ai figli di giurare fedeltà alla patria e di sacrificare la vita per la città Diventerà un emblema della Rivoluzione Francese  i rivoluzionari odiavano il rococò per la sua vicinanza alla classe nobile, per questo apprezzavano le opere neoclassiche Colori chiari Sfondo: porticato, forse parte di una domus romana  formato da una successione di arcate sostenute da colonne tuscaniche, con fusto liscio e simili alle colonne doriche (capitello con echino e abaco) All’interno di ogni arcata si colloca un gruppo di figure:

  • Sinistra: fratelli Orazi, hanno le gambe divaricate e tendono le braccia verso le spade sostenute dal padre, che pretende la loro il giuramento (vincere o morire)
  • Centro: il padre veste un mantello rosso in una posa solenne
  • Destra: si trovano le donne affrante, si rassegnano all’idea di perdere i loro familiari, sono prostrate, si vede la sorella Camilla, la moglie di uno di loro, Sabina, e la madre Corporatura molto possente

Pittura neoclassica evidenzia la statuarietà dei corpi Usati colori in particolare: rosso per i maschi, per le donne colori più tenui Linee che descrivono gli Orazi: rette, per le donne: molto più morbide, andamento sinuoso, morbido e irregolare. Luce proviene dall’alto a sinistra, la parte tergale degli Orazi è illuminata e si vedono le ombre sul suolo Non vediamo l’espressione del viso degli uomini, si vede solo quello delle donne, che sono illuminate (controbilanciano le figure solenni dell’uomo) Prospettiva traccia i raggi prospettici (prolungamenti delle linee delle piastrelle) Punto di fuga si trova nelle mani del padre, che regge le spade dei figli LA MORTE DI MARAT 1793 Musees des Beaux-Artes, Bruxelles Raffigura il rivoluzionario Marat morto nella vasca Sorta di elogio funebre da parte del governo francese  volevano esaltarne le qualità Marat: giacobino radicale, parte della Convenzione Soffriva di una malattia della pelle che lo costringeva a stare spesso immerso nell’acqua calda per curarsi Venne assassinato per le sue idee estreme  assassina: Charlotte de Corday (donna aristocratica) Lei riuscì a introdursi con una scusa nella casa di Marat e in seguito nel bagno, dove si trovava l’uomo che faceva il bagno e stava lavorando (si vede anche una tavola usata come scrittoio e una cassetta, che segnano il fatto che lavorasse molto per portare avanti le sue idee nonostante la povertà) Lei consegna una supplica fingendosi una donna povera e senza sostentamento, che non poteva aiutare i figli, lui si commuove e decide di firmare la supplica (la regge in mano insieme alla penna), ma viene pugnalato al costato (il pugnale si trova per terra) Non viene rappresentato l’atto, ma tutti gli oggetti servono a far capire la situazione: il calamaio, la penna, la supplica e il coltello (non rappresenta l’assassina perché vuole che venga dimenticata) Vengono citate opere rinascimentali  ad es il Cristo deposto dalla croce (anche se Marat era ateo), rifacendosi a opere di Caravaggio e Raffaello Viene colto il momento successivo al dramma, non quello in cui cerca di difendersi, ma ormai sul volto si legge l’espressione di una persona giusta che muore senza rimorsi, rasserenato e quasi sorridente Il corpo è comunque statuario, il lenzuolo bianco rimanda al sudario che avvolgeva Cristo Marat era ateo, quindi lo sfondo è nero, neutro, vuole rappresentare il passaggio dall’essere al nulla, non è importante aggiungere dettagli non necessari Si notano linee orizzontali lungo il corpo e il tavolo e verticali seguendo il volto, si crea una sorta di reticolo Per individuare il punto di fuga si trovano solo le linee dello scrittoio, è in alto a destra

Loggione: galleria più in alto, acustica migliore  trovano posto gli esperti di musica Nel corso del tempo ha subito tante modifiche, come un camaleonte che si è trasformato nel corso del tempo, ma anche come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri (ad es nella II guerra mondiale gli Stati uniti avevano sganciato delle bombe su Milano, 2 anni dopo viene ricostruito) Nel progetto originario la grandezza del palcoscenico equivaleva alla superficie della sala (proporzionato) Zona che ha subito più modifiche: palcoscenico  ampliato notevolmente Illuminazione prima: tramite le lampade a petrolio, sostituita dall’illuminazione elettrica Impianto di illuminotecnica più sofisticato nella zona del palco Anche scenografia modificata  sottopalco, palcoscenico e retropalco ospitano una scenografia già costruita  si potevano proporre nello stesso periodo diversi spettacoli perché scenografie già realizzate Si potevano spostare i vari elementi (palco e scenografie) attraverso macchinari sofisticati Doveva diventare il primo teatro d’Europa secondo gli Asburgo  modifiche dovevano renderlo migliore 2002: altro restauro di Mario Botta (architetto ticinese)  ha ampliato 2 corpi imponenti: 1 a forma di parallelepipedo per il retropalco, per far si che ci fosse un’altra scenografia; 2 di forma ellittica dove sono radunati i servizi (sale prove, orchestra e camerini) Corpi realizzati con marmo botticino sulla tonalità gialla, stesso utilizzato da Piermarini (continuità dello stile di quest’ultimo) I palchi dal 700 alla fine dell’800 erano di proprietà di aristocratici (grande patrimonio economico), arredati secondo il gusto dei proprietari (stesso prezzo di un piccolo appartamento a Parigi) Venivano utilizzati tutto il pomeriggio anche se la rappresentazione avveniva la sera (mangiavano, si intrattenevano, guardavano anche cosa succedeva negli altri palchi  grande competizione) Ad un certo punto passò ai detentori di un abbonamento per la stagione teatrale (non più di proprietà, ma per tutti coloro che acquistavano i biglietti/abbonamento) FACCIATA Architettura austera, molto essenziale Si adegua alla tipologia di corrente del teatro lirico Si affaccia su una grande piazza, originariamente (fine 700, 1 decenni 800) la piazza non esisteva, ma si affacciava su una via  non si poteva vedere tutta la facciata con un unico sguardo Porticato con tre arcate con terrazzo sovrastante delimitato da una balaustra  molto funzionale, accoglie gli spettatori (li protegge dalle intemperie quando non ci sono condizioni atmosferiche ideali)

Piazza realizzata nel 1830 circa abbattendo un complesso di abitazioni (case rotte) e ampliando lo spazio antistante per dare visibilità alla facciata Piazza vista dal punto di vista del teatro (sguardo sulla piazza): sinistra gallerie d’Italia, sede della banca commerciale, di fronte palazzo marino, sulla destra ragioneria regionale (edifici pubblici) Facciata divisibile in tre parti in verticale: 1 corpo centrale, 2 laterali, 2 parti in orizzontale Ordine inferiore rivestito con bugnato liscio, 2 ordine alternanza di lesene binate con capitello corinzio Corpo centrale presenta delle colonne, non lesene piatte come ai lati (elementi decorativi, scandire la superficie + movimentata e dare maggiore misurabilità) Le lesene coronano le finestre timpanate Questi elementi sorreggono la trabeazione (sia nelle zone centrali che laterali) Finestre si alternano in modo ritmico e regolare In alto: zona dell’attico (3 ordine) Frontone contiene il timpano che rappresenta il carro di Apollo (dio delle arti) La facciata si conclude con un cornicione di coronamento FRANCISCO GOYA Nasce a Fuendetodos (pressi di Saragozza) e muore a Bordeaux Vita intensa e travagliata Formazione avviene a Saragozza Ha conosciuto la fama degli ambienti di corte ma anche l’amarezza di un esilio volontario nel 1824 (si vede estromesso dalla vita di corte e decide di abbandonare la spagna per Bordeaux) Ha una carriera che raggiunge l’apice quando viene a contatto con Francisco Bayeu  padre della futura moglie Josefa Bayeu Grazie a Francesco Bayeu, a Madrid, viene contattato negli anni 70 e gli viene affidato l’incarico per dipingere i cartoni per gli arazzi che avrebbe realizzato la manifattura di Santa Barbara Decide di trattare temi come svago, divertimento, vita quotidiana della popolazione e borghesia spagnola Stile non accademico, ma fresco e leggero Testimone della decadenza morale della Spagna (prestigio a livello economico e politico) Attraverso le opere vuole mostrare al pubblico la decadenza della società, degrado soprattutto dei ceti aristocratici Ma anche testimone della cultura del popolo, soprattutto il popolo gitano (componente importante del popolo spagnolo)  cultura composta da superstizioni, rituali, canti, vita da nomade Da una parte incarichi conferiti dal re o da persone di un certo prestigio  in parallelo elabora una produzione privata e personale che racconta dei vizi del popolo spagnolo

Elaboro questa serie dal 1793, pubblicata nel 99 Subito dopo si assicurò che venisse eliminata dal commercio  critica di tutte le categorie, rischiava un processo da parte dell’Inquisizione Rappresenta un uomo riverso su un tavolo Significato: quando l’intelletto sfugge al controllo della ragione, emergono i mostri delle superstizioni e dell’ignoranza sottoforma di animali notturni (civette, gufi e gatti) MAJA DESNUDA e MAJA VESTIDA Commissionata dal ministro Godoy (amante della regina) Divieto di rappresentazioni di nudi femminili  Inquisizione molto severa Realizzazione nudi: trasgressione molto grave Si ispira ad alcuni precedenti: “venere di Urbino” di Tiziano o alla “venere dormiente” di Giorgione ma anche la “venere allo specchio” di Velázquez  tutte donne idealizzate (sottolineavano bellezze e virtù della venere), mentre quella di Goya è reale Ritratto potrebbe essere o la duchessa d’Alba (vedova del duca d’Alba, era stata l’amante di Goya), oppure dell’amante del ministro Godoy (Pepita Tudò) Inserisce alcuni dettagli di crudo realismo: peluria sul pube e sotto le ascelle Volto molto espressivo: sguardo penetrante e sensuale Distesa su un letto disfatto Goya utilizza una fonte di luce esterna, come un faro illumina la parte superiore della donna (il busto) Produce ombre molto contrastate: parte sinistra del corpo in ombra Ambiente circostante rimane in penombra No figura tozza, abbastanza proporzionata Ministro Godoy doveva sposarsi per dare un esempio virtuoso a tutti Dovette accogliere la moglie  sconveniente avere un opera dell’amante nuda Godoy commissiona una nuova opera con dimensioni identiche alla Maja desnuda che si sarebbe dovuto sovrapporre (con uno scatto di una molla appariva una o un’altra) Goya subì un processo, presenziò davanti all’Inquisizione per aver rappresentato la donna nuda  non incorse in delle punizioni severe perché il committente era una persona famosa e potente Ispira l’opera di Manet: rappresenta Olimpià, falso nome (molto diffuso) di una prostituta francese Tecnica sommaria, non rispecchia lo stile neoclassico Vestito, fusciacca, mantiglia (macchie di colore ocra e nero che si contrappongono) realizzati con macchie di colore che si contrappongono, no sfumature Tonalità precisa che creano contrasto Linee di contorno no definite, abbastanza indistinta Effetto generale: rendere il tessuto prezioso e traforato Maja desnuda: ritratto, dal vero

Maja vestida: replica vestita della maja desnuda LE FUCILAZIONI DEL 3 MAGGIO 1808 Spagna passò sotto il dominio napoleonico nell’ultimo decennio del 700 I francesi si rivelarono crudeli e oppressivi nei confronti della popolazione spagnola  la Spagna si ribella al loro potere Napoleone aveva incaricato un suo parente (Gioacchino Murat) di essere il generale dell’esercito 2 maggio: il popolo spagnolo insorse contro i francesi in tutta la città di Madrid Battaglia più aspra: nel parco dell’artiglieria, nei pressi del palazzo reale, luogo dove i militari svolgevano le loro esercitazioni Gli insorti dovettero arrendersi perché sopraffatti dall’esercito francese Senza alcun processo si verificò un rastrellamento delle abitazioni spagnole (i francesi cercarono delle armi che erano state usate durante l’insurrezione, come prova che avevano partecipato) Portarono con sé numerosi prigionieri e li condussero presso la montagna del Principe Pio e li fucilarono (esecutori) Sacrificio dei patrioti spagnoli, come eroi, ma hanno paura di fronte alla morte Diverso rispetto allo stile neoclassico: momento in cui viene consumata la fucilazione (no momento antecedente o seguente) Fonte di luce interna, lampada Taglio compositivo diagonale all’aperto  consente di vedere l’espressione dei visi terrorizzati dei patrioti e lo schieramento dei militari (non si vedono i volti, sono voltati di spalle) Vuole sottolineare che gli esecutori sono solamente degli strumenti attraverso i quali consumano questa giustizia sommaria (eseguono gli ordini) Città sullo sfondo: Madrid Popolazione dorme ignara del delitto Dettagli cruenti: individuo sdraiato sul suolo, in una pozza di sangue, altri che esprimono la loro paura mettendosi le mani sugli occhi, altri pregano Figura centrale di risalto: indossa una camicia bianca (illuminata dalla lanterna), solleva le braccia ed è inginocchiata (ricorda cristo, martire) Se lo immaginassimo in piedi sarebbe sproporzionato rispetto agli altri per dargli maggiore risalto  Goya non si preoccupa delle proporzioni Comunica brutalità di chi esercita il potere, talvolta il sacrificio di pochi non basta a concretizzare e dare importanza all’ideale per cui si sacrificano Contenuti sono neoclassici, stile no (più sommario, no accademico nonostante avesse comunque studiato nelle accademie e fosse anche diventato professore) Realizzato nel 1814 quando Napoleone era già stato sconfitto, in declino, in esilio Realizzato quando nel trono di Spagna era stata ricomposta l’antica monarchia dei Borboni (dopo la restaurazione)

Propone diverse istanze rispetto al Neoclassicismo Offrono un diverso approccio all’interpretazione della realtà Neoclassicismo: ragione Romanticismo: sentimento I romantici rifiutano l’educazione accademica, tendono a realizzare un’educazione di tipo individuale, non vogliono fermarsi a ciò che viene imposto, vogliono affermare un proprio stile L’artista viene considerato un Genio, si estranea dalla società  secondo la filosofia romantica artisti si nasceva e non si diventa anche attraverso esercizio continuo o attraverso lo studio Artista: colui che è dotato di un talento innato Mentre gli artisti neoclassici si ispirano alla cultura e storia greca e romana (classica), i romantici si rifanno al periodo del medioevo (periodo dal quale nascono gli stati contemporanei, idea di popolo, lingua, tradizioni, culture)  riscoprono questo periodo Nelle opere romantiche c’è una lettura in chiave mistica e spirituale  si richiama la forte religiosità Si riscopre il rapporto tra uomo e natura (neoclassicismo: al centro c’era l’uomo) natura immensa e incontrollabile, uomo finito, sovrastato dalla natura stessa (infinita) Rapporto si scaturisce nel sublime  l’uomo prova un senso di orrore e paura ma questi sentimenti sono anche dilettevoli (soggezione e paura Interpretazioni della natura: matrigna ma anche come madre benevola (luogo accogliente per l’essere umano, rasserenante) Poetica del pittoresco: natura benigna Poetica del sublime: natura matrigna Gli artisti riversano sulle rappresentazioni il loro stato d’animo (personificata) Genere del paesaggio: grande diffusione soprattutto nell’800  l’uomo risulta inferiore alla natura, viene dato meno rilievo, la natura è la vera protagonista Tematiche trattate: ispirazione letteraria (dal medioevo in poi, ad es Dante)  leggende ossianiche, tradizione favolistica di origine nordica medievale, storie dantesche, shakespeariane, miltoniane Fuga dalla realtà, verso luoghi esotici Soggetti non aulici ma di cronaca contemporanea MAGGIORI ESPONENTI: Friedrich (Germania), Turner (Inghilterra), Gericault, Delacroix (Francia), Hayez (Italia) Vengono rappresentati aspetti che solitamente non vengono trattati (tipo malattie mentali) FRIEDRICH, IL NAUFRAGIO DELLA SPERANZA Artista tedesco, apparteneva a una famiglia molto numerosa La sua formazione avverrà a Dresda Dipinto con un riferimento autobiografico: quando era piccolo precipitò in una breccia creatasi sulla superficie di un lago

Il fratello intervenne per salvarlo, riuscì ad estrarlo da li Ma il fratello stesso perse la vita Friedrich aveva un carattere molto solitario Si dedicò molto all’arte Morì solo e povero (molto scontroso, non aveva molti amici, non molto apprezzato) A seguito di una spedizione scientifica che avevano intrapreso nel circolo polare artico un’imbarcazione aveva urtato contro un iceberg, ciò aveva procurato una frattura Composizione: schema piramidale, sovrapposizione di lastre di ghiaccio, ci da l’impressione che ci siano dei flutti provenienti da destra verso sinistra Colori che prevalgono sono freddi (tonalità fredde che rappresentano lo stato d’animo dell’artista  sentimento di tristezza al cospetto della natura) ma anche alcuni più caldi in primo piano (ocra per accentuare l’effetto prospettico Cielo plumbeo Natura incontaminata e primordiale L’occhio abbraccia una porzione di natura molto vasta Mare si dispiega verso l’orizzonte Si vede la poppa della nave che si è scontrata contro l’iceberg Si esprime molto bene il concetto di sublime Natura eterna e incontaminata ha il sopravvento sull’uomo Imbarcazione colta nel momento in cui viene presa dai flutti del mare Una delle chiavi di lettura: aspirazione dell’uomo di studiare la natura per dominarla: no successo, deve accettare la sconfitta, la natura lo sovrasta Un’altra chiave di lettura: di tipo spirituale  luogo che non subiva alcuna variazione, aspetto costante nel tempo, paesaggio immutabile (nella natura si riconosce la presenza di Dio: eterno come la natura) Tema del viaggio: conoscenza della natura fino in fondo, indagare sulla natura TURNER Nasce nel 1775 e muore nel 1851 Entra nella scuola d’arte della Royal Accademy a 24 anni Studia prospettiva e diventerà anche professore di questa accademia Raggiunse la notorietà in vita Si fece interprete della poetica del sublime  rapporto uomo-natura Artista pienamente romantico Viene definito come “pittore della luce”: conosce bene la prospettiva, ma il suo interesse era rivolto soprattutto allo studio della luce e del colore Per effetto della luce e dei colori le forme quasi si dissolvono, sembrano smaterializzarsi (allusioni ad alcune figure, ma non utilizza forme definite come nel Neoclassicismo) Non si sposò mai, visse con il padre che gli faceva da assistente nel suo lavoro di pittore (provvedeva a tutto ciò che poteva servirgli) Dopo la morte del padre cade in depressione  era molto legato a lui

ROMANTICISMO FRANCESE

GERICAULT

Nasce a Rouen, in Francia nel 1791 Genio del romanticismo Frustrato: suo valore non riconosciuto immediatamente, ma dopo la sua morte Famiglia borghese facoltosa Padre: avvocato e madre nobildonna, si trasferisce a Parigi 1808-1810: entra nell’atelier di Guerin (allievo di David)  maestro di formazione neoclassica, segue i suoi insegnamenti, ma poi frequenta anche l’accademia Aveva intrattenuto una relazione con una giovane donna di uno zio  per rompere la relazione parte in Italia nel 1816 e si intrattiene fino all’autunno dell’anno successivo Tenta di conquistare la borsa di studio del Prix de Rome: insuccesso  fa il Grand Tour in Italia a proprie spese Conobbe i capolavori del rinascimento italiano: apprezzò la volta della cappella sistina di Michelangelo, Raffaello, Romano, Caravaggio Dall’osservazione soprattutto di Michelangelo: prende ispirazione Da plasticismo ai corpi: plasticismo michelangiolesco (corpi possenti, creature che esprimono un’umanità superiore) Molto appassionato di cavalli, frequentava gli ippodromi Si interessò allo studio anche della corsa dei cavalli  “corsa dei cavalli barberi” (li rappresenta con lo stile di Raffaello) Lui e Delacroix: reciproca stima  Delacroix alla morte di Gericault espresse grande dispiacere, si rede conto che fu un grande artista 1819  reduce dall’Italia, in Francia inizia a elaborare un nuovo quadro: “Zattera della medusa” (si dedica ad essa con grande impegno, la vuole esporre nel Salone Ufficiale del 1819)  non apprezzata: mostra una critica nei confronti del governo che non era stato in grado di intervenire per salvare i naufraghi: molti persero la vita, altri si rifugiarono in una zattera  senza soccorsi, vi erano episodi di cannibalismo dei periti per sopravvivere  rappresenta la Francia alla deriva dopo la caduta di Napoleone, naufragio delle speranze dei francesi che avevano visto cadere il mito di Napoleone) Si rifà a un evento del 1816: naufragio della regata francese al largo delle coste africane del Senegal Gericault deluso dal suo insuccesso: si ammala di depressione, psicologicamente fragile

Si affida alle cure di uno psichiatra: Étienne-Jean Georget Rappresenta una serie di dipinti sui malati di mente e marginali, non con intento di deriderli, sguardo commiserevole ed empatico Vita sentimentale molto movimentata  si ammala di malattie veneree (tipo sifilide): muore molto giovane UFFICIALE DEI CACCIATORI A CAVALLO DURANTE LA CARICA Dipinto presentato al Salon Ufficiale del 1812 quando Napoleone era ancora saldo al potere Figura di cavaliere su cavallo rampante, conquistatore, incita il resto dei cavalieri a seguirlo per affrontare la battaglia Composizione si sviluppa in diagonale  dal basso a sinistra fino in alto a destra Molto dinamismo Comunica senso di vittoria No composizione bilanciata e studiata, è equilibrata ma non secondo le regole classiche Trae ispirazione da Rubens per il senso di movimento CORAZZIERE FERITO ABBANDONA IL CAMPO DI BATTAGLIA 1814, rappresenta la decadenza e la disfatta napoleonica Sconfitta dell’esercito napoleonico da parte della coalizione degli altri paesi europei Chiusura della fase di potere di Napoleone Raffigura un soldato vinto dell’esercito napoleonico  contrario di quello di David (apogeo della parabola napoleonica) Viene raffigurato anche un cavallo (presenza rilevante) Corazziere: ferito  poggia il peso del corpo sulla gamba sinistra, mentre non sforza la destra (piegata), inoltre usa il fucile come una sorta di stampella Composizione si sviluppa obliquamente dall’alto a destra fino in basso a sinistra La marcia del soldato avviene su un terreno scosceso in pendenza che sottolinea il senso di disfatta (elemento che rappresenta la sua composizione obliqua) Pennellate decise Colori prevalentemente cupi, sono presenti molti colori contrastati: armatura che protegge il busto e l’elmo in metallo hanno flussi di luce Parte interna del mantello: rosso, esternamente: bianco, in contrasto con un colore ocra Cavallo sembra sbizzarrito Corazziere tiene le brighe del cavallo con la mano destra e con l’altra mano tiene il fucile Volto è in torsione, ma i tratti del viso non denunciano alcun tipo di espressione, imperturbabile No espressione di sofferenza: dipendenza dal sistema compositivo neoclassico