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PROGRAMMA DI ARTE QUARTA SUPERIORE, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

In questo documento si trovano tutti gli argomenti di storia dell'arte relativi alla classe quarta superiore.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/10/2021

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arianna-ferrari-15 🇮🇹

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Definizioni
Come David sconfigge il nemico Firenze si libera dai Medici
-Virtuosismo tecnico: riuscire a proporsi in modo molto convincente mediante i
rapporti e i contrasti tra luce e ombra.
-Neoclassicismo:, la reinterpretazione della filosofia platonica in età ellenistica.
-Panneggio:, modo di disporre le masse e le pieghe delle vesti nelle opere d'arte
figurativa e specialmente nella scultura.
-Prospettiva geometrica: lo spazio è costituito da un sistema di linee parallele che,
convergendo, conducono lo sguardo dell’osservatore verso il centro.
-Ritratto a fondo scuro: elemento fiammingo che consente alla figura di spiccare
e risaltare fortemente attraverso l'illuminazione in un contesto razionale.
-Sfumato: passaggio appena percettibile tra le zone di ombra e le zone di luce.
Alcune parti sono ben definite, mentre altre linee sono sfumate, la figura inizia ad
entrare in rapporto con il suo contesto, nel paesaggio. La figura è in armonia con il
paesaggio.
-Hortus conclusus: (spazio intimo, ambiente quotidiano, giardino, una sorta di
piccolo Eden).
-Evanescente: (che sfugge mano a mano che il nostro sguardo si dirige al
paesaggio).
-Cangiantismi: colori che sfumano in passaggi di colore netto quasi metallici, a
seconda dell’incidenza della luce (anticipazione manierismo).
-Contrapposto: è il bilanciamento delle masse corporee che hanno subito una
torsione attorno ad un'asse.
-Sintesi formale: concentrazione dello studio sulla prospettiva rendendo leggibile, in
modo chiaro un concetto. Non insistendo tanto nel dettaglio, ma forniscono uno
spaccato sintetico ed efficaci e ai fini dell’inquadramento prospettico.
-Triade del primo rinascimento→ Brunelleschi, Masaccio e Donatello.
-Triade del secondo rinascimento→ Michelangelo Leonardo e Raffaello.
- Cornice mistilinea (è un elemento del tardo gotico), cornice composta da elementi
rettilinei e curvi.
- Racemi, elementi vegetali
- Affresco a lunetta, affresco a forma centinata
- Spinario, opera ellenistica, una scultura raffigurante un giovane seduto,mentre con le
gambe accavallate si sporge di fianco per togliersi una spina dalla pianta del piede
sinistro.
- Archi di trionfo: nella Roma Imperiale, in occasione dei trionfi per le vittorie, gli
imperatori erano soliti costruire dei monumenti che ricordassero le loro imprese
(archi di trionfo).
- Opus spicatum, (recupero romano) fa parte dei paramenti murari (superfici di muro a
vista eseguite con apparecchiature di conci) consiste nel mettere un mattone in
orizzontale e uno in verticale letteralmente a spina di pesce.
- Céntina: struttura in legno usata dagli etruschi per creare l’arco a tutto sesto.
- Terracotte robbiane=hanno questa lucidità che conservano nei secoli dovuta a una
sostanza cristallina che davano prima di metterla nel forno.
- Tecnica della fusione a cera persa.
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Definizioni

Come David sconfigge il nemico Firenze si libera dai Medici

  • Virtuosismo tecnico: riuscire a proporsi in modo molto convincente mediante i rapporti e i contrasti tra luce e ombra.
  • Neoclassicismo: , la reinterpretazione della filosofia platonica in età ellenistica.
  • Panneggio: , modo di disporre le masse e le pieghe delle vesti nelle opere d'arte figurativa e specialmente nella scultura.
  • Prospettiva geometrica: lo spazio è costituito da un sistema di linee parallele che, convergendo, conducono lo sguardo dell’osservatore verso il centro.
  • Ritratto a fondo scuro: elemento fiammingo che consente alla figura di spiccare e risaltare fortemente attraverso l'illuminazione in un contesto razionale.
  • Sfumato: passaggio appena percettibile tra le zone di ombra e le zone di luce. Alcune parti sono ben definite, mentre altre linee sono sfumate, la figura inizia ad entrare in rapporto con il suo contesto, nel paesaggio. La figura è in armonia con il paesaggio.
  • Hortus conclusus: (spazio intimo, ambiente quotidiano, giardino, una sorta di piccolo Eden).
  • Evanescente: (che sfugge mano a mano che il nostro sguardo si dirige al paesaggio).
  • Cangiantismi: colori che sfumano in passaggi di colore netto quasi metallici, a seconda dell’incidenza della luce (anticipazione manierismo).
  • Contrapposto: è il bilanciamento delle masse corporee che hanno subito una

torsione attorno ad un'asse.

  • Sintesi formale: concentrazione dello studio sulla prospettiva rendendo leggibile, in modo chiaro un concetto. Non insistendo tanto nel dettaglio, ma forniscono uno spaccato sintetico ed efficaci e ai fini dell’inquadramento prospettico.
  • Triade del primo rinascimento→ Brunelleschi, Masaccio e Donatello.
  • Triade del secondo rinascimento→ Michelangelo Leonardo e Raffaello.
  • Cornice mistilinea (è un elemento del tardo gotico), cornice composta da elementi rettilinei e curvi.
  • Racemi, elementi vegetali
  • Affresco a lunetta, affresco a forma centinata
  • Spinario, opera ellenistica, una scultura raffigurante un giovane seduto,mentre con le gambe accavallate si sporge di fianco per togliersi una spina dalla pianta del piede sinistro.
  • Archi di trionfo: nella Roma Imperiale, in occasione dei trionfi per le vittorie, gli imperatori erano soliti costruire dei monumenti che ricordassero le loro imprese (archi di trionfo).
  • Opus spicatum, (recupero romano) fa parte dei paramenti murari (superfici di muro a vista eseguite con apparecchiature di conci) consiste nel mettere un mattone in orizzontale e uno in verticale letteralmente a spina di pesce.
  • Céntina: struttura in legno usata dagli etruschi per creare l’arco a tutto sesto.
  • Terracotte robbiane=hanno questa lucidità che conservano nei secoli dovuta a una sostanza cristallina che davano prima di metterla nel forno. - Tecnica della fusione a cera persa.

La tecnica della fusione a cera persa (utilizzata per tutto il XV e per buona parte del XVI secolo) prevede le seguenti tappe:

  1. Il modello viene preparato plasmando la cera direttamente un nucleo di argilla provvisto di armatura interna in ferro, per evitare rotture;
  2. Una volta compiuto, il modello viene coperto da uno strato di argilla (forma), provvisto di un sistema di canali per far defluire la cera e di sfiatatoi per la fuoriuscita di aria e vapore di fusione, armato e fissato al nucleo di terra con chiodi di metallo;
  3. La cottura di questa massa in forno provvede all'eliminazione della cera attraverso i canali e al consolidamento del nucleo e della forma;
  4. Nell'intercapedine creatasi viene gettata la lega di metallo fusa, che solidificandosi, riproduce il modello del cavo della forma;
  5. La forma e il nucleo vengono rimossi, i canali eliminati e la scultura rifinita.

L’affresco

L’affresco, o meglio, la pittura a fresco viene chiamata così perché si esegue sull’intonaco fresco, quindi saturo d’acqua. Il colore viene inglobato dall’intonaco, che asciugandosi, si combina con l’anidride carbonica formando il carbonato di calcio. Questa reazione chimica conferisce una particolare resistenza all’acqua e al tempo. I pigmenti non hanno fissativi, vengono mescolati con latte e calce. La lavorazione dev’essere veloce e senza errore, l’intonaco assorbe immediatamente il colore, non è possibile apportare ritocchi o correzioni. è per questo che l’opera si realizza in piccole proporzioni. Sopra il muro di mattoni vengono applicati diversi strati, IL PRIMO il Rinzaffo, è formato da calcina grassa e sabbia, ed è molto ruvido e grossolano, ha la principale funzione di rendere omogeneo il muro IL SECONDO STRATO , l’Arriccio, ha la superficie meno ruvida del rinzaffo e su questo strato si esegue il disegno. Per il disegno si può utilizzare il carboncino, facile da correggere, il metodo dello spolvero e la sinopia (con la terra rossa). L’ ULTIMO STRATO di intonaco è il tonachino, formato da sabbia fine, polvere di marmo e calce, è fino e trasparente e viene tenuto umido per tutto il tempo della pittura. Dopo i vari strati inizia la fase pittorica, si inizia dall’alto utilizzando pigmenti minerali, altrimenti la calce brucerebbe quelli vegetali, i colori inoltre devono essere diluiti bene, se sono troppo acquosi non avranno potenza e se lo sono poco non penetreranno nel tonachino. A lavoro finito inizia il processo chimico della carbonatazione.

Caratteristiche del gotico

Nasce in Francia, si distacca dall’arte romanica. Utilizza tecniche come:

  • Arco a sesto acuto.
  • Volta a crociera.
  • gli edifici gotici si slanciano verso l’alto, secondo un concetto ideologico (slanciarsi verso dio).

-palazzo vecchio e la loggia de Lanzi L’altro elemento sono le proporzioni= il rapporto fra le singole parti e il tutto. proporzione= dal latino ‘’proportione’’(=secondo la porzione). Le proporzioni sono state riprese dal trattato di Vitruvio,l'architettura è la disciplina in cui vengono applicate e sono essenzialmente numeriche. Si distinguono tre personaggi: -Brunelleschi= si occupa di architettura -Masaccio= si occupa di pittura -Donatello= è uno scultore

La prospettiva

Viene studiata e messa a punto solo nel Quattrocento. è un sistema basato su precise regole matematiche, che consente una misurazione esatta delle distanze e la collocazione delle figure secondo precise proporzioni. Filippo Brunelleschi è l’iniziatore di questi studi, a Firenze. Saranno però Leon Battista Alberti e Piero della Francesca a fissare le complesse regole della rappresentazione prospettica in due trattati teorici, rispettivamente il De pictura (1436) e il De prospectiva pingendi (1475). La prospettiva lineare è una delle invenzioni più importanti del Quattrocento. Grazie a essa era possibile rappresentare in modo realistico la profondità dello spazio, le diverse dimensioni degli oggetti e le distanze tra loro. Lo spazio è misurato in modo omogeneo attraverso un sistema di linee che convergono in un unico punto di vista centrale (il punto di fuga). In questo modo la dimensione tridimensionale dello spazio è riportata su un disegno bidimensionale e si possono fissare dei punti esatti per collocare figure e oggetti nel dipinto. Masaccio fu tra i primi ad adottare la prospettiva nell’affresco della Trinità , nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. In quest’opera le figure si dispongono secondo un impostazione piramidale. Gli assi prospettici della composizione convergono sulla figura di Cristo, punto di fuga e centro simbolico della scena. I personaggi sono disposti secondo rigorosi rapporti metrico-proporzionali. Masaccio colloca la scena all’interno di un’architettura dipinta. Si racconta che i contemporanei rimasero molto sorpresi nel vedere il dipinto, poiché avevano l’impressione di trovarsi di fronte a una vera architettura.

Filippo Brunelleschi

Le notizie biografiche che ci sono giunte riguardo a questo artista sono scarse,Giorgio Vasari (primo storico dell’arte) e biografo ci dice che è stato un grande architetto. È fiorentino,studia il greco e il latino e questo all’epoca era importante:era figlio di un notaio e poteva permettersi di studiarlo. Si esercita con il disegno e poi dedica tutta la sua vita all'architettura,ha una formazione da Orafo. Soggiorna a Roma più di una volta dove è presente anche Donatello.

Prima del lavoro di ingegneria della Cupola di Santa Maria del fiore partecipa ad un concorso pubblico nel 1401 insieme a Lorenzo Ghiberti che fu il primo a realizzare le formelle della seconda porta del battistero di S.Giovanni Battista di Firenze (è scultore). Le Formelle (sacrificio d’Isacco) Sono state realizzate da Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi per la seconda porta del Battistero di Firenze in seguito al concorso pubblico bandito nel 1401 vinto da Ghiberti. Questo concorso mette a confronto i due artisti:

  • Ghiberti: formato durante il periodo Tardo-gotico ha avuto una formazione da orafo.
  • Brunelleschi: si afferma in un passaggio tra l’arte antica e moderna,durante il rinascimento. Il soggetto è lo stesso anche se per certi aspetti le due formelle differiscono. La cornice si chiama mistilinea (è un elemento del tardo gotico). La bibbia ci parla di Abramo che per fede obbedisce a Dio,il quale gli aveva chiesto di uccidere il figlio Isacco per metterlo alla prova. Lui accetta però poi all’improvviso appare un’angelo che impedisce il gesto di Abramo,questa è la scena che i due artisti devono realizzare in bronzo. FORMELLA DI GHIBERTI: Ghiberti concentra lo spazio,la scena è concentrata e raggruppata e i personaggi sono divisi dalla roccia che si trova al centro. Egli recupera il classicismo,presente soprattutto nel busto (muscoloso moderato) ci ricorda i modelli classico-ellenistici,è una corporatura convincente. Non solo,recupera questi elementi anche nell’altare che vengono chiamati racemi (vegetali) ripresi dall’Ara pacis. Ghiberti è un uomo più antico rispetto a Brunelleschi,questa sua appartenenza allo stile gotico si intravede nel corpo di Abramo che non ha l’aspetto di una persona che sta per uccidere ma ha un aspetto elegante e insiste nel dettaglio e nel particolare:visto nei capelli,nel panneggio e molti altri elementi che ci portano a questo stile. Isacco non sembra nemmeno temere il padre,in basso a sinistra ci sono due servitori con un asino e al centro la roccia che deve dividere lo spazio. L’ angelo è presente però non compie nessuna azione ha una funziona simbolica, anche il montone rimane impassibile di fronte a quello che si sta compiendo. FORMELLA DI BRUNELLESCHI: I personaggi sono gli stessi: angelo;montone;la roccia;Abramo e Isacco. Brunelleschi espande lo spazio,lo occupa tutto:i due lobi in alto sono occupati dall’angelo e da un alberello. Qui l’azione si compie concretamente e lo vediamo dalla fisicità;dalla presenza;dalla staticità,Abramo si vede che sta per colpire il figlio che si sposta. L’artista è come se avesse preso questo racconto e lo attualizza concretamente. Concretamente interviene anche l’angelo. Gli elementi classici sono ripresi anche da Brunelleschi: L’altare, l’attenzione ai dettagli nelle vesti; il paesaggio esiste ma non ha la funzione di dividere la scena.

La lanterna è una nuova soluzione ed è un tempietto a pianta circolare, la funzione è quella di concludere in modo esteticamente bello la cupola con una sfera sormontata da una croce. Lo Spedale degli Innocenti (1419-1423) Si trova in Piazza Santissima Annunziata davanti alla facciata dello spedale si trova un’altra opera di Brunelleschi. Con quest’opera egli si afferma come urbanista:dà origine alla prima piazza moderna. Siamo negli anni venti del quattrocento quando la corporazione arte della lana chiede a Brunelleschi di realizzare quest’opera. Questo spedale deve essere un ricovero per neonati con la funzione di istruire. Si distribuisce attorno ad un cortile (è il nucleo centrale da cui hanno origine una serie di ambienti intorno),egli tiene in considerazione le piante degli antichi monasteri medievali. Anche lo spazio a cui l’architetto/artista dedica del tempo è la facciata esterna. Parte indicata con il numero 5= indica la facciata dello spedale che evidenzi la caratteristica di Brunelleschi, il modulo=misura. Il modulo dà vita ad un'architettura funzionale e compatta. In questo caso il modulo è il quadrato ripetuto nove volte,poi il cerchio e il cubo:Brunelleschi combina forme geometriche elementari fornendosi del modulo. Brunelleschi recupera il classicismo proiettandosi e adattandolo sempre sul moderno. Nella facciata: ci sono nove gradini d’accesso su cui si imposta tutta la facciata. Brunelleschi ripropone il tempio greco (recupero) quindi la facciata è realizzata da archi a tutto sesto che si impostano su esili colonnine con capitello corinzio. Sopra le arcate abbiamo una cornice continua che tocca il centro dell’arco (si chiama cervello )è tangente al cervello degli archi. Sopra abbiamo una cornice più sottile su cui appoggiano nove finestre con timpano triangolare. Abbiamo un contrasto tra il primo livello(aperto) e il secondo livello superiore (chiuso). Tra gli archi e l’architrave ci sono dei tondi, Brunelleschi aveva previsto questi tondi non come li vediamo oggi ma sopra nella posizione attuale erano decorati: -sfondo azzurro ognuno di questi tondi propone un neonato fasciato completamente bianco. Questo intervento successivo riguarda Andrea della Robbia. Terracotte robbiane= hanno questa lucidità che conservano nei secoli dovuta a una sostanza cristallina che davano prima di metterla nel forno. È una facciata che apparentemente combina elementi geometrici semplici e recupera degli elementi classici. L’uomo nello spedale si trova a suo agio grazie a questo senso delle misure. Lo spazio rialzato è cubico e si ripete nove volte,nove campate identiche. Questo modulo si ripete( nove volte;nove campate;nove finestre;nove arcate).

Sagrestia Vecchia di San Lorenzo Questo continuo uso del modulo di Brunelleschi si concretizza ancora di più nella sagrestia vecchia che si trova appunto nella chiesa di S.Lorenzo. Il nome ‘’sagrestia vecchia’’ è stato dato durante il 500,per distinguerla da quella nuova di Michelangelo. L’incarico viene affidato da Giovanni de medici a Brunelleschi e gli viene chiesto di costruire un mausoleo di famiglia,infatti al centro della sagrestia in un sarcofago riposano Giovanni Bicci e la moglie al di sotto di una mensa(funzione di perpetuare la loro memoria). Innanzitutto si accede dal braccio sinistro del transetto della sagrestia,lo spazio è cubico ci dà una sensazione di spazio contenuto. La cupola è ad ombrello (emisferica)che poggia su un tamburo ed è collegata alle pareti,mediante dei pennacchi sferici(leggermente concavi). Al centro di ogni pennacchio abbiamo dei medaglioni decorati successivamente da Donatello(notiamo lo stemma dei Medici). Le porte sono sormontate da timpani triangolari (è un elemento classico)e le cornici sono continue con teste di cherubini. Esternamente la cupola è sormontata da una lanterna,su sei colonnine coronata a sua volta da un cupolino convesso-concavo,percorso da scanalature che si avvolgono ad elica. Sul lato opposto all’ingresso vi è la scarsella un'abside un ambiente a pianta quadrata coperto da una piccola cupola emisferica su pennacchi a ornamentazione a conchiglia e la cupoletta è affrescata con figure zodiacali in blu. Le pareti sono scandite dalle paraste e le quattro negli angoli del vano maggiore sono piegate ad angolo retto (come nelle nicchie quadrangolari del Pantheon). La trabeazione è una cornice con cherubini rossi e blu (cioè il sostegno della parte sovrastante). Confronto basilica di San Lorenzo e Santo Spirito San Lorenzo (pag 538)

  • La costruzione inizia intorno agli anni 20 del 1400
  • La pianta è a croce latina , con tre navate. Ai lati si apre una serie continua di cappelle laterali (realizzate successivamente per motivi economici).
  • Le colonne sormontate da capitelli corinzi reggono archi a tutto sesto(cappelle realizzate successivamente per motivi economici)
  • Si compenetrano elementi geometrici attraverso il modulo (elemento sempre presente in Brunelleschi).
  • Le decorazioni sono a due toni: bianco e pietra serena, fanno contrasto e risplendono le decorazioni dorate del Santo Spirito (pag 540) - La costruzione inizia intorno al 1444 - Anche qui abbiamo un edificio a pianta latina composto da tre navate, ma che non si concludono al transetto, ma corrono attorno tutto il perimetro della basilica. - Le arcate presenti sono quelle romane (a tutto sesto) anche in questo caso. - Le colonne presentano un elemento nuovo, il dado brunelleschiano, introdotto per slanciare la colonna. - Le cappelle laterali qui sono a pianta semicircolare, le paraste che abbiamo visto in San Lorenzo sono sostituite da semicolonne. - Anche qui troviamo una compenetrazione di elementi geometrici.

La punta dello scudo,oltre ai piedi fa da terzo punto di appoggio. Ci sono delle reminiscenze tardo-gotiche. La testa è leggermente girata verso sinistra e lo sguardo è fisso come quello di chi sta riflettendo. Ci sono tutti gli elementi che palesano questo atteggiamento riflessivo. A questa figura ben salda si affianca una bellezza interiore (recupero classico e profondo),corrispondenza tra qualità etiche ed estetiche l’uomo è in grado di conoscersi. Questo classicismo è cosidetto ‘’formale’’ è molto diretto nel suo messaggio. il mantello= molto corto,le pieghe insieme alla decorazione dell’armatura sono tardo-gotiche. Predella= propone la scena dell’uccisione del drago da parte di S.Giorgio,sta sotto la scultura Donatello propone una vasta visione prospettica ripresa da Brunelleschi:concentra la scena su S.Giorgio e il cavallo posti al centro dove cade il punto di fuga. Mette a punto questa visione prospettica che riesce a concentrare l’osservatore in quello che è il momento drammatico. Donatello è esperto anche nel dare questo senso della profondità anche attraverso il recupero della tecnica dello stiacciato= recupero romano ci propone gli oggetti più vicino a noi. sulla destra= si trova la principessa che simboleggia la chiesa. Dietro alla principessa= un porticato che contrasta con la grotta del drago (sulla sinistra). Fa notare il contrasto fra razionalità e istinto (concetto preso dal classico). Nella tauromachia del Partenone Fidia mette in evidenza la differenza fra la forza bruta e la razionalità. Con questo impianto prospettico l’artista razionalizza lo spazio. Il banchetto di Erode Donatello realizza una formella in bronzo ,che raffigura il banchetto di Erode. Mette in evidenza la scena di sinistra,un servo presenta ad Erode in un vassoio la testa mozzata di Giovanni Battista(decapitato per volere di Erode ed Erodiade). Il sovrano è rappresentato da Donatello inorridito con le mani aperte,per l’orrore che prova nel vedere la testa. Il soggetto è dunque drammatico e i personaggi si uniscono a questo tremendo momento,perchè si ritraggono,sono agghiacciati. Per rendere più forte questo dramma,crea un vuoto al centro che serve appunto per concentrare la nostra attenzione sulla scena. Erodiade invece,indica la testa del Battista vuole che Erode la guardi. Donatello riesce ad applicare la prospettiva lineare di Brunelleschi,un impianto preciso che serve a collocare ogni persona sul suo spazio. Per fare questo utilizza la tecnica dello stiacciato(recuperata dal mondo antico romano). Le figure sporgono dalla lastra di bronzo e man mano che ci si allontana il bronzo diminuisce,è solo graffiato e ci sono degli effetti pittorici. Per raccontare un evento che si sta svolgendo,Donatello racconta due momenti nella stessa formella.

In fondo a sinistra,vediamo nuovamente il servitore che precedentemente aveva mostrato la testa del Battista,a Erodiade e due ancelle. La presenza della doppia figura,ci dà il senso di successione temporale. Il David di Donatello Qui siamo intorno al 1440. È stato realizzato in bronzo e si trova al museo del bargello(Firenze). Dall’epoca del Doriforo è la prima volta che un artista ripropone una scultura in bronzo a tutto tondo. Essendo in bronzo Donatello recupera la tecnica della fusione a cera persa. La tecnica della fusione a cera persa (utilizzata per tutto il XV e per buona parte del XVI secolo) prevede le seguenti tappe:

  1. Il modello viene preparato plasmando la cera direttamente un nucleo di argilla provvisto di armatura interna in ferro, per evitare rotture;
  2. Una volta compiuto, il modello viene coperto da uno strato di argilla (forma), provvisto di un sistema di canali per far defluire la cera e di sfiatatoi per la fuoriuscita di aria e vapore di fusione, armato e fissato al nucleo di terra con chiodi di metallo;
  3. La cottura di questa massa in forno provvede all'eliminazione della cera attraverso i canali e al consolidamento del nucleo e della forma;
  4. Nell'intercapedine creatasi viene gettata la lega di metallo fusa, che solidificandosi, riproduce il modello del cavo della forma;
  5. La forma e il nucleo vengono rimossi, i canali eliminati e la scultura rifinita. Questa scultura è stata richiesta da Cosimo de Medici,grande mecenate e grande promotore della cultura. Cosimo il vecchio intende collocare questa scultura a tutto tondo nel cortile del proprio palazzo. Quando nel 94 i Medici vengono cacciati da Firenze Il David viene spostato dal palazzo de medici in Piazza Risorgimento per rappresentare un valore civico (incarna la Repubblica ). David è un eroe biblico ,un giovane adolescente che per fede uccide Golia(la cui testa si vede sotto il piede sinistro). Ha questa posizione aggraziata quasi femminile ed è ben saldo. La gamba destra è portante quella sinistra è piegata. Per come lo propone è poco più di un bambino c’è la ponderazione=recupero dell’antico. David secondo il racconto biblico è una figura rappresentata con certi attributi: -la testa del gigante -il sasso= utilizzato per colpire Golia anche con una fionda -la spada Poi ci sono anche altri elementi che non hanno a che fare con il David: 1)stivali= ci ricordano Hermes messaggero degli dei che è rappresentato con gli stivali. 2)cappello= viene chiamato Petaso (di solito è in cuoio per ripararsi dal sole). Donatello ha risposto all’esigenza di una famiglia aristocratica molto colta e quindi viene fuori una figura cristiana: si toglie l’armatura e combatte in virtù della sola fede e poi elementi pagani(Hermes).

Polittico, è stato smembrato, è arrivato sino a noi solo parte del progetto, progettato dall’artista per Parte terminale del polittico, parte alta. Rinnovamento di Masaccio nella pittura, si affianca a Brunelleschi e Donatello. Fa parte dello scomparto centrale del polittico. La madonna con bambino è una tempera su tavola lignea, è conservata alla National Gallery di Londra (smembramento). Caratteristiche Masaccio: Non ci aspettiamo più di trovare l'ideale di bellezza classico, Masaccio è un artista nuovo. Non è prioritario proporre figure belle e armoniche (recupero classicismo). A masaccio interessa lo studio dell’uomo, cogliere d'animo ed emozioni umane, anche nelle figure sacre. Dobbiamo riconoscere a Masaccio la presenza fisica concreta delle figure in uno spazio studiato scientificamente, con rigore. Linee di orizzonte non passa esattamente dalla metà del dipinto, conduce alla seduta del trono, taglia esattamente il dipinto orizzontalmente alle gambe di Maria. Lo spettatore era/è invitato a concentrare l’attenzione sulla Madonna. Ampio mantello azzurro aumenta la presenza fisica di Maria nello spazio, lasciando intravedere le ginocchia (anatomia). Spazio fisico concreto, saldo, guarda all’arte precedente, Giotto, attratto dalla solidità delle figure di Giotto, che reinterpreta. Maria è leggermente inclinata, non perfettamente frontale,testa un pò abbassata, sguardo intenso, persona assorta nei pensieri, che riflette. Masaccio indaga continuamente i personaggi e riesce a tirar fuori le emozioni che convincono lo spettatore. La madre sostiene amorevolmente il figlio. Bambino proposto come un qualunque neonato, per la spontaneità del gesto (coglie dei chicchi d’uva). Illusione all'eucaristia (soggetti Maria e Gesù) ma nello stesso tempo Masaccio cala il sacro nel quotidiano, gesto che potrebbe compiere qualsiasi bambino. Ci convince poco il fisico del bambin Gesù, un bambino molto massiccio. La Cappella Brancacci Nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. Masaccio e Masolino collaborano per Michele Brancacci, un mecenate. I due artisti dipingono più scene in modo tale da creare equilibrio ed amalgamare la loro arte. La commissione è quella di rappresentare la vita di San Pietro. Masaccio si ispira agli affreschi di Giotto. Il tributo Il soggetto di queste storie raccontate su due registri (ossia due parti della Cappella degli Scrovegni), raccontano la storia di San Pietro con la presenza di Cristo. Quella del tributo è una delle scene più conosciute. Masaccio riesce a strutturare questa scena insieme al rigore prospettico. Il punto di vista privilegiato è quello centrale, dalla vista di chi si colloca al centro della cappella. La scena riguarda l’ingresso di Cristo con i suoi apostoli nella città di Cafarnao, in Galilea. Questo ingresso tranquillo e spontaneo è impedito, perché il gabelliere (l’uomo vestito di

rosso) chiede il pagamento del tributo per entrare nella città. Gesù inizialmente ironizza sul fatto che il creatore del mondo debba pagare le tasse, ma comunque non vuole trasgredire alle leggi, quindi chiede a Pietro di recarsi sulla riva del lago, pescare un pesce e prelevare dalla sua bocca del denaro. Infatti alla nostra sinistra vediamo Pietro piegato nei pressi dell’acqua che prende il pesce, nella bocca del pesce troverà una moneta d’argento, che userà per pagare la tassa. Osserviamo i volti degli apostoli, sconcertati perché non hanno il denaro per pagare la tassa, allo stesso tempo sono dubbioso riguardo lo strano ordine di Gesù fatto in quel momento. Masaccio ci propone tre momenti (in 4 scene diverse) :

  1. quello centrale , raffigurante Cristo (l’uomo con la veste rossa e rosa, con il mantello azzurro). Cristo chiede a Pietro di recarsi sulla riva del lago, pescare un pesce e prelevare dalla sua bocca del denaro. Di fronte a Cristo: il gabelliere (colui che riscuoteva le tasse). In secondo piano si vede Pietro piegato nei pressi dell’acqua che prende il pesce. La profondità spaziale è dovuta dalla distribuzione degli apostoli intorno a Cristo.
  2. sulla destra : Masaccio io dipinge un palazzetto signorile che ci aiuta nella scansione prospettica dello spazio e ci fa capire che l’artista guarda? a Firenze durante la sua epoca. Fa una sintesi prospettica.
  3. sullo sfondo : In secondo piano si vede Pietro piegato nei pressi dell’acqua che prende il pesce. In lontananza osserviamo le montagne, che contribuiscono a darci prospettiva e volume. Quelle più vicine a noi sono più scure, via via che ci si allontana diventano sempre più chiare, il colore si schiarisce, l'artista utilizza quindi una successione cromatica. Masaccio dipinge anche la neve in lontananza, ci fa capire che siamo in inverno. La luce infatti è più fredda e da volume attraverso i contrasti chiaroscurali. Il paesaggio è desolato. Grazie ai gesti e alle espressioni facciale è possibile attualizzare il quadro. Le aureole sono appoggiate sulle loro teste come fossero oggetti, Masaccio tiene però conto della prospettiva. La Cacciata dei Progenitori Confronto con Masolino, alla cappella Brancacci. Questo confronto conferma la differenza tra due artisti che sono agli antipodi. Si può dire che l’allievo supera il maestro, le soluzioni sono agli antipodi. Masaccio propone due figure nel momento in cui vengono cacciate dall’Eden, esprimono sentimento di vergogna e di dolore profondo per quanto è successo Se masolino viene definito artista tardo gotico, perché si esprime con uno stile elegante, poco convincente (credibilità) corpi che sembrano fluttuare, no elementi di profondità. Masaccio è un artista moderno, attualizza la scena, riesce a attualizzare l’evento anche parlando di soggetti sacri. Indagando nel profondo dell’animo umano. Adamo piange e si copre il volto, Eva grida e contemporaneamente si copre, si rende conto di essere nuda.

Masaccio studia la psicologia dell’uomo, quindi, non solo attraverso l’espressione facciale ma attraverso postura e gesti, ribadisce questa sofferenza, in questo caso la scena è altamente drammatica, riportando il sacro nel quotidiano. Maria sembra rivolgersi all’osservatore, sembra invitarci ad osservare ciò che è successo al figlio rivolgersi a noi con il gesto della mano. Mentre San Giovanni, in preghiera, sta guardando il cristo in croce. PRESENZA DEI PERSONAGGI: ognuno occupa un proprio spazio. I mantelli ampi sottolineano e amplificano la monumentalità delle figure. Masaccio recupera continuamente figure dall’antico, ne sottolinea la loro maestosità , la loro monumentalità, guarda anche Giotto per questo. Esterno cappella → figure in ginocchio che pregano, sono presumibilmente i committenti (cosa già vista). Ciò che ci interessa è il fatto che Masaccio li propone delle stesse dimensioni dei personaggi sacri. Novità assoluta, nelle pitture dei secoli precedenti i committenti hanno sempre dimensioni molto ridotte, non erano mai stati rappresentati in proporzione con il soggetto sacro. Per la prima volta in assoluto Masaccio li riproduce nelle stesse dimensioni. Questo grazie al suo studio sull’uomo e sulla dignità dell’uomo, sul fatto che comunque (uomo comune o sacro che sia), ciascuno ha il diritto di esistere, vivere, non c’è più questa gerarchia/scala che distingue i committenti dai personaggi sacri. Questo elemento lo riprenderanno anche Piero della Francesca e altri artisti del ‘400. Colori → erano vivaci (l’affresco ha subito un degrado in parte, molto sensibile all’umidità, il volte si rovina). Masaccio è interessato ai contrasti cromatici (tono del rosso, colore caldo, in contrasto con tinte molto scure, cupe, come quella del mantello di Maria o donna sulla destra) Se concentriamo il nostro sguardo sul gruppo sacro, vediamo che tra Cristo e Dio padre c’è la colomba dello spirito santo , Masaccio la dipinge in modo diverso rispetto alla tradizione, quasi come fosse una freccia che si precipita verso Cristo, e si vede anche male, non risalta subito agli occhi) Figlio è sofferente sulla croce, reso evidente dalla postura, il corpo, per effetto di gravità tende a scendere, braccia sono pesanti, addome, costole in evidenza, corpo sgraziato di cristo in croce, in realtà l’artista va a cogliere la sofferenza psicologica, fisica e psichica del personaggio, va a discapito di bellezza e armonia classiche, che sono altamente superate. I mantelli amplificano le forme, il loro volume. Per dare volume si serve anche della luce , elemento essenziale. Colore, panneggio , manti molto ampi dei personaggi ritratti. Nuova iconografia della trinità. Sotto l’affresco c’è uno scheletro, appoggiato su un sarcofago. Invito all’osservatore che deve riflettere sul proprio destino, macabro, forse troppo diretto, ma fa da tramite tra l’osservatore e il gruppo sacro. Scritta sopra lo scheletro, ricorda ai vivi, a chi osserva il dipinto, è un invito a riflettere cristianamente sul senso della morte. Quello che io sono voi sarete, quello che voi siete, io sono stato. Estrema precisione nel dipingere architetture reali. Luce che riflette sul corpo di Cristo accentua l’anatomia, evidenzia le forme. Messaggio esatto: Io fui già quello che voi siete, e quello che io sono voi sarete.

Piero della Francesca

Nasce a Borgo San Sepolcro, ha lasciato opere fondamentali ad Arezzo e nel territorio. La sua biografia non è molto ricca di documenti. La sua data di nascita è collocata tra il 1412/ Quella della morte è certa, 1492. Riesce a portare a termine le premesse dell'arte fiorentina del ‘400 (Brunelleschi, Masaccio). Rappresenta l’Anello di congiunzione tra le esperienze prospettiche , introdotte da Donatello, Brunelleschi e Masaccio, e la cultura fiamminga, realizzata da artisti nordici(provenienti dalle Fiandre) attenti all'analisi della realtà e ai fenomeni luministici. Si propone con un linguaggio personale, innovativo e molto personale. E’ un matematico, un teorico, elabora dei trattati, come il trattato d’abaco (geometria), trattato sui corpi regolari (poliedri, solidi che hanno come facce dei poligoni regolari) elabora anche un trattato sulla prospettiva applicata sulla pittura, il “De Prospectiva Pingendi”. Arriva a definire la sua pittura da una rigorosa base matematica. Spostamenti presso le varie città italiane, Rimini (tempio Malatestiano), va a Ferrara (estensi), va a Urbino, dove la sua presenza sarà fondamentale. Si arricchisce della pittura fiamminga, il duca Federico de Montefeltro chiede all’artista opere importanti. In questo ambiente Piero riceve stimoli fondamentali alla sua crescita. SI FORMA E MATURA GRAZIE AL CONTATTO CON LE VARIE CORTI Muore a borgo S.Sepolcro nel 1492. Fra le notizie certe sappiamo che è documentato a Firenze Nel 1439(in questa data il concilio avrebbe dovuto unificare la chiesa d’oriente greca con quella di occidente latina) accanto a Domenico Veneziano come suo collaboratore all’interno della chiesa di Sant'egidio dove avrebbero realizzato degli affreschi oggi perduti.

Battesimo di Cristo

La tecnica pittorica utilizzata è la tempera su tavola lignea ed è uno dei primi dipinti,realizzato per la sua cittadina natale (borgo S.Sepolcro) per la Chiesa di S.Giovanni intorno al 1445. Quest’opera è lo scomparto centrale di un polittico che non si esaurisce con questo soggetto ma prevedeva un insieme di tavole assemblate (danno origine a un polittico= una pala d’altare)è incaricato di dipingere il battesimo di Cristo. Attualmente si trova conservata alla National Gallery di Londra ,Piero della Francesca è profondamente diverso rispetto agli altri artisti già incontrati ha una sua originalità che parte dal presupposto di calibrare tutte le figure in uno spazio esatto e modulato secondo esigenze rigorose. Le figure sono distanti,non riusciamo a trovare la stessa empatia che possiamo incontrare con Masaccio o Donatello sono bloccate in gesti eterni,non sono indagate psicologicamente ce le rende impenetrabili,lontane e auliche.

Questo interesse così vivo per le figure che sono quasi delle sculture deriva dal rapporto con l’antico. I volti sono abbastanza standardizzati,gli sguardi guardano lontano non c’è il trasporto emotivo. L’interesse per la cultura fiamminga attraverso l’arrivo di questi artisti a Urbino o anche attraverso le opere che circolavano in Italia all’epoca ricorre di continuo anche in quest’opera ,l’acqua viene rappresentata come uno specchio su di essa si riflette tutto. Questo è frutto dell’interesse verso questo tipo di arte che si struttura attraverso al dato naturalistico e agli effetti luminosi,Piero raramente ci fa vedere l’ombra riportata la sua è anche una luce diffusa. C’è il richiamo alla geometria,alle forme semplici ma combinate in modo essenziale cerchio perfetto si costituisce tra:

  • la parte alta della tavola,centinata
  • la parte bassa/centrale del dipinto:va a chiudersi in un cerchio perfetto che include al centro la figura di Cristo (l’asse verticale in azzurro che lo taglia e che lo iscrive in un triangolo,linea dell’orizzonte centrale). Sacra Conversazione Pala da Montefeltro Pala di Brera 1472/ Duca di Montefeltro rappresentato. Qui si mette in atto e si vede l’importanza dei viaggi, di Piero della Francesca, specialmente a Ferrara, Urbino, Rimini, che sono centri di cultura (i signori chiamano a corte artisti). Tecnica mista: tela su tavola + olio su tavola. Olio su tavola lignea → è una tecnica molto antica, ne parla Plinio il vecchio nel 1 sec d.C. Vasari attribuisce erroneamente la tecnica ad olio ad un artista fiammingo, Jan Van Eyck. In realtà insieme ad altri pittori fiamminghi ha perfezionato e recuperato questa tecnica, ed utilizzata in maniera sistematica. Tecnica che consente di ottenere effetti visivi pittorici. Non si usa l’acqua come diluente, ma con l’olio. Non si asciuga molto velocemente, questo è un vantaggio del pittore perché può sovrapporre più colori. Questa tecnica rende la pittura più brillante e realistica, consente una maggiore precisione. Piero Della Francesca ha captato questa tecnica e l’ha fatta sua, interpretandola, come ha fatto con l’attenzione al fattore luce, il dato luministico (modulato con il colore), alla realtà, al particolare, al dettaglio. Con questo dipinto fa emergere una concezione astratta ed intellettuale della pittura. Messaggio non è immediato , c’è un elemento più profondo di quello apparente, più colto.

L’artista riesce a controllare in modo razionale lo spazio e le figure, centralità di uno spazio dipinto illusionisticamente, che permette di far luce e concentrare l’attenzione sulla Madonna. Ambiente → una chiesa, si vede un’abside. Copertura a volta cassettonata, specchiature di marmo policromo (attenzione per l’osservazione della realtà, passione e ossessione per il dettaglio). profondità Corrispondenza perfetta tra il gruppo e l’architettura dipinta. Punto esatto che l’artista propone è lo spazio del transetto (centro). Personaggi → sono bloccati nei loro gesti, gesti che sembrano sospesi nel tempo. Per molti aspetti Piero Della Francesca può essere considerato un artista metafisico, il soggetto può essere concepito in maniera lontana, astratta, diversa (originalità dell’artista). Disposizione dei personaggi a cerchio, per accentuare profondità e prospettiva, questa posizione sottolinea l’andamento curvo dell’abside. Tre figure di santi alla destra e tre alla sinistra di maria, quattro angeli dietro, e il Duca da Montefeltro.

  • San Giovanni Battista, a sinistra, mantello azzurro.
  • San Bernardino.
  • San Gerolamo (in genere rappresentato con il leone accanto, stavolta vestito da - mendicante).
  • San Francesco, con il saio, un’apertura sul saio per far vedere le stimmate. Ha una croce in mano, sottolinea la precisione dell’artista.
  • San Pietro martire.
  • San Giovanni evangelista. Figure degli astanti, figure che partecipano. L’opera è stata oggetto di interpretazioni diverse. Potrebbe essere un dipinto votivo. Federico Da Montefeltro, grande condottiero, mecenate. Viene raffigurato come soldato, con l’armatura. Nel 1472 conquista Volterra, potrebbe aver commissionato il dipinto come ringraziamento alla madonna per la conquista di Volterra. Potrebbe anche rappresentare un momento privato (vita privata di Federico) perché riferito alla nascita di unico figlio (maschio) che ebbe con la moglie. Potrebbe quindi alludere anche alla nascita di questo bambino e +, ricordare con nostalgia e malinconia la morte di Battista Sforza, che scompare qualche mese dopo la nascita del figlio, Guidobaldo da Montefeltro. Il duca è inginocchiato alla sinistra, alla destra il posto è vuoto, questa mancanza potrebbe alludere alla mancanza della duchessa. Il dito di San Giovanni Battista indicherebbe la mancanza della duchessa. Architettura → conchiglia che si identifica con il catino absidale, che è sottolineato da una conchiglia che è un simbolo mariano. La conchiglia simboleggia la nascita, come la nascita di Venere del Botticelli. Da essa pende un uovo che ha anch'esso significato di vita. L’uovo nel dipinto è di struzzo, perché secondo una credenza molto antica viene fecondato dai raggi del sole e protetto dalla sabbia, si schiude quindi grazie ai raggi del sole. Il soffitto a volta cassettonata con i fiori, ci dimostra la precisione matematica dell’artista, la razionalità, tutto viene evidenziato e sottolineato dalla luce, che fa vibrare la superficie. Percezione dei valori luministici fiamminghi. La croce san francesco è in cristallo di rocca, riesce a far vibrare la croce grazie alla modulazione della luce alla pittura. Il cristallo di rocca allude al momento del battesimo.