Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Programma Greco 5 superiore, Appunti di Greco

Sono presenti Sofocle, Euripide, Aristofane, Tucidide, Lisa, Isocrate, Demostene, Callimaco, Teocrito

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 07/12/2022

alicem-2
alicem-2 🇮🇹

7 documenti

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Tragedia
I 3 principali tragediografi greci sono Eschilo, Sofocle e Euripide. !
Sofocle
L’eroe tragico
I personaggi di Sofocle acquistano statura tragica grazie al filtro operato dall’autore, che fonde
sulla scena riflessione e racconto tradizionale. Dal tale procedimento hanno origine le
considerazioni sull’instabilità del destino dell’uomo e sull’impossibilità di valutare la sorte di un
essere umano prima che abbia compiuto interamente il suo percorso. I personaggi di Sofocle
sanno dunque che è impossibile lottare contro il destino, e ne acquistano tragica consapevolezza
quando esso si compie. Questa impossibilità di sottrarsi al disegno oscuro del destino rende la
vita dell’uomo immensamente grande nella sua fragilità: l’essere umano, artefice della vita e del
progresso, al tempo stesso è costretto da limiti invalicabili, come l’incertezza del domani, la
precarietà del proprio essere, l’esperienza del dolore e della morte. Però è proprio
nell’accettazione del proprio destino di soerenza e allo stesso tempo nella consapevolezza della
propria nobiltà d’animo che si realizza la grandezza dell’eroe , pur nella sua fragilità tutta umana.
Questo abbinamento grandezza/fragilità costituisce una forma di eroismo profondamente
rinnovata rispetto al modello tradizionale, in quanto questo tipo di eroismo è destinato a
realizzarsi nelle esperienze e nelle decisioni individuali piuttosto che di fronte alla collettività. I
personaggi di Sofocle inoltre provano profonda solitudine in quanto si sentono in conflitto e
contrapposizione con l’ambiente che li circonda. !
L’ambiguità e l’oscurità divina !
La divinità in Sofocle è una presenza costante che si manifesta nelle forme inquietanti del destino
e parla attraverso l’oracolo di Apollo, ma la sua volontà non è immediatamente comprensibile: tra
divinità e uomo domina la categoria dell’ambiguità, che rende il rapporto tutt’altro che confortante
e accentua la solitudine dell’essere umano. Quest’ambiguità lascia spazio alla speranza e
all’errore umano, che diventa chiaro solo quando si realizza la soerenza tragica: l’uomo cade in
rovina proprio nel momento in cui pensa di trionfare, mettendo in luce la propria ignoranza e il
proprio ouscamento. !
Opere
-Aiace: l’eroe greco Aiace, in preda alla follia scatenatagli da Atena, fa strage di armamenti,
credendo di uccidere i capi greci che hanno assegnato ad Odisseo e non a lui le armi di Achille.
In realtà Atena lo ha ingannato e Aiace ha in realtà sterminato il bestiame degli Achei. Una volta
rinsavito, decide di suicidarsi !
-Antigone: Antigone decide di rendere onori funebri al fratello Polinice, ma lo zio Creonte lo vieta
poiché Polinice è un traditore della patria. Antigone allora si appella alle agrapta nomina, le
leggi non scritte del cuore, e alla fine si suiciderà !
-Edipo re: Tebe è infestata da una pericolosa peste iniziata dall’assassinio del re Laio; Edipo
allora, nuovo re di Tebe, inizia un’indagine per scoprire chi sia l’assassino, interrogando anche
l’indovino Tiresia. Alla fine Edipo scopre di essere l’assassino di Laio, che è in realtà suo padre,
e di essersi sposato con la madre Giocasta dalla quale ha avuto quattro figli; decide quindi di
accecarsi !
Euripide
Le tragedie di Euripide si possono dividere per aree tematiche: !
-Grandi Eroine: Alcesti, Medea, Ippolito !
-Guerra: Eraclidi, Andromaca, Ecuba, Supplici, Troiane!
-Critica al mito e alla religione: Eracle, Elettra, Ifigenia in Aulide, Baccanti
-D’intrigo e della tuke: Ifigenia in Tauride, Elena, Ione, Fenicie, Oreste!
I personaggi umani
Euripide tenta di ricondurre il tono tragico a un livello comprensibile alla maggior parte del
pubblico, ed infatti i sentimenti e le passioni che rappresenta sono umani. Anche il contesto
all’interno del quale i personaggi agiscono è in qualche modo riportato ad un livello di “normalità”:
successo e rovina sono infatti il risultato dell’agire umano, frutto di una decisione autonoma, non
condizionata da divinità o da elementi sovrumani. I personaggi sono uomini e donne che, pur
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica Programma Greco 5 superiore e più Appunti in PDF di Greco solo su Docsity!

Tragedia

I 3 principali tragediografi greci sono Eschilo, Sofocle e Euripide.

Sofocle

L’eroe tragico I personaggi di Sofocle acquistano statura tragica grazie al filtro operato dall’autore, che fonde sulla scena riflessione e racconto tradizionale. Dal tale procedimento hanno origine le considerazioni sull’instabilità del destino dell’uomo e sull’impossibilità di valutare la sorte di un essere umano prima che abbia compiuto interamente il suo percorso. I personaggi di Sofocle sanno dunque che è impossibile lottare contro il destino, e ne acquistano tragica consapevolezza quando esso si compie. Questa impossibilità di sottrarsi al disegno oscuro del destino rende la vita dell’uomo immensamente grande nella sua fragilità: l’essere umano, artefice della vita e del progresso, al tempo stesso è costretto da limiti invalicabili, come l’incertezza del domani, la precarietà del proprio essere, l’esperienza del dolore e della morte. Però è proprio nell’accettazione del proprio destino di sofferenza e allo stesso tempo nella consapevolezza della propria nobiltà d’animo che si realizza la grandezza dell’eroe , pur nella sua fragilità tutta umana. Questo abbinamento grandezza/fragilità costituisce una forma di eroismo profondamente rinnovata rispetto al modello tradizionale, in quanto questo tipo di eroismo è destinato a realizzarsi nelle esperienze e nelle decisioni individuali piuttosto che di fronte alla collettività. I personaggi di Sofocle inoltre provano profonda solitudine in quanto si sentono in conflitto e contrapposizione con l’ambiente che li circonda. L’ambiguità e l’oscurità divina La divinità in Sofocle è una presenza costante che si manifesta nelle forme inquietanti del destino e parla attraverso l’oracolo di Apollo, ma la sua volontà non è immediatamente comprensibile: tra divinità e uomo domina la categoria dell’ambiguità, che rende il rapporto tutt’altro che confortante e accentua la solitudine dell’essere umano. Quest’ambiguità lascia spazio alla speranza e all’errore umano, che diventa chiaro solo quando si realizza la sofferenza tragica: l’uomo cade in rovina proprio nel momento in cui pensa di trionfare, mettendo in luce la propria ignoranza e il proprio offuscamento. Opere

- Aiace : l’eroe greco Aiace, in preda alla follia scatenatagli da Atena, fa strage di armamenti,

credendo di uccidere i capi greci che hanno assegnato ad Odisseo e non a lui le armi di Achille. In realtà Atena lo ha ingannato e Aiace ha in realtà sterminato il bestiame degli Achei. Una volta rinsavito, decide di suicidarsi

- Antigone : Antigone decide di rendere onori funebri al fratello Polinice, ma lo zio Creonte lo vieta

poiché Polinice è un traditore della patria. Antigone allora si appella alle agrapta nomina , le leggi non scritte del cuore, e alla fine si suiciderà

- Edipo re : Tebe è infestata da una pericolosa peste iniziata dall’assassinio del re Laio; Edipo

allora, nuovo re di Tebe, inizia un’indagine per scoprire chi sia l’assassino, interrogando anche l’indovino Tiresia. Alla fine Edipo scopre di essere l’assassino di Laio, che è in realtà suo padre, e di essersi sposato con la madre Giocasta dalla quale ha avuto quattro figli; decide quindi di accecarsi

Euripide

Le tragedie di Euripide si possono dividere per aree tematiche:

- Grandi Eroine: Alcesti, Medea, Ippolito

- Guerra: Eraclidi, Andromaca, Ecuba, Supplici, Troiane

- Critica al mito e alla religione: Eracle, Elettra, Ifigenia in Aulide, Baccanti

- D’intrigo e della tuke : Ifigenia in Tauride, Elena, Ione, Fenicie, Oreste

I personaggi umani Euripide tenta di ricondurre il tono tragico a un livello comprensibile alla maggior parte del pubblico, ed infatti i sentimenti e le passioni che rappresenta sono umani. Anche il contesto all’interno del quale i personaggi agiscono è in qualche modo riportato ad un livello di “normalità”: successo e rovina sono infatti il risultato dell’agire umano, frutto di una decisione autonoma, non condizionata da divinità o da elementi sovrumani. I personaggi sono uomini e donne che, pur

conservando i nomi degli eroi tradizionali, mostrano debolezze, incertezze e sofferenze umane. Euripide si concentra sull’interiorità dei personaggi e ne mette a nudo le motivazioni profonde e la complessità. Il rapporto tra uomini e dei Gli dei ci sono e appaiono spesso ex machina , ma il loro intervento non conferisce un significato provvidenziale alle vicende umane, anzi talvolta la divinità è indifferente o addirittura ostile nei confronti degli uomini. Secondo Euripide è impossibile sapere com’è la divinità e quali sono le sue intenzioni, e questa è un’influenza della sofistica. Euripide perciò di fronte al dolore degli uomini non cerca risposte nel mondo divino, ma constata che tale è la legge della vita: dinanzi ad una realtà contraddittoria e imprevedibile, il destino dell’uomo pare piuttosto in balia del caso, della tuke. Opere

- Alcesti : Admeto, re di Tessaglia, ha ottenuto da Apollo di avere salva la vita se qualcun altro

morirà al posto suo, e solo la moglie Alcesti è disposta a sacrificarsi e muore. Nel frattempo arriva Eracle, che decide di andare a riprendere Alcesti: torna infatti a palazzo con una donna velata che non parla, e non si sa se sia veramente Alcesti, ma si capisce che lei ormai è cambiata

- Medea : Medea, moglie di Giasone, viene ripudiata dal marito in quanto lui vuole sposare la

figlia del re di Corinto. Allora Medea, straniera e quindi ritenuta barbara, elabora una vendetta, uccidendo prima il re di Creonte e sua figlia, e poi uccide i suoi due figli

- Elena : Elena non è mai andata a Troia, ma Ermes l’ha portata in Egitto ed Era l’ha sostituita con

un fantasma. Alla fine Menelao ed Elena riescono a ricongiungersi

- Baccanti : Dioniso è giunto a Tebe per istituire il suo culto ed invasa le donne tebane, prima fra

tutte la madre del re Penteo, Agave, che si ritirano sul monte Citerone per dedicarsi a riti orgiastici. Dioniso si prende gioco del re, convincendolo a travestirsi da baccante per poter spiare le donne ma, una volta arrivato, le donne lo scambiano per una bestia e lo fanno a pezzi

Commedia

La commedia, come la tragedia, è imitazione della realtà ma, a differenza della tragedia che deve suscitare la pietà e il terrore, la commedia ha come scopo il riso, provocato dai comportamenti assurdi dei personaggi. Si divide in 3 fasi: arcaica, nese e nea ma, a differenza della tragedia che termina nel V sec, la commedia non ha una fine, ed infatti la ritroviamo nella letteratura latina con Plauto. È così strutturata:

- Prologo: parte iniziale a carattere espositivo

- Parados : ingresso del coro

- Agone: contrasto verbale tra due personaggi

- Parabasi: coro che sfila davanti al pubblico

- Episodi: brevi scene dell’eroe comico

- Komos : esodo e conclusione con lieto fine

Aristofane

Opere Si dividono in:

- Commedie della guerra: composte durante la prima fase della guerra del Peloponneso in cui, oltre alla riflessione sulla guerra, compie un’esplicita condanna della classe politica che con mosse demagogiche ha saputo accattivarsi la benevolenza del popolo unicamente per tutelare i propri interessi; vengono inoltre toccati i temi dell’educazione dei giovani, a causa dello sviluppo della sofistica, e dell’amministrazione della giustizia

- Acarnesi : Diceopoli, difensore della pace, cerca degli alleati per sostenere le proprie ragioni e

allora si reca da Euripide per prendere i panni di Telefo, uno dei suoi personaggi, che è straccione ma buon parlatore; grazie a ciò pronuncia un’orazione per smascherare la logica sottesa alla guerra. Allora gli Acarnesi, a favore della guerra, chiamano a parlare il loro stratego Lamaco, armato di tutto punto. La commedia si risolve in una vivace e polemica imitazione del sistema assembleare di Atene

- Nuvole : Strepsiade, assillato dai creditori a causa dei debiti del figlio Fidippide, decide di recarsi

al pensatoio di Socrate per imparare l’arte della parola per evitare di pagare i debiti. Socrate e

- Teoria unitaria: opera venne scritta in un unico momento, in quanto nel prologo i fatti erano già stati anticipati A mettere un punto su questa questione troviamo Canfora, che ritiene che in realtà il secondo prologo fosse stato scritto da Senofonte per rendere conosciuta a tutti l’opera di Tucidide. Secondo questa teoria le parti mancanti dell’opera sarebbero confluiti nell’opera di Senofonte “Le Elleniche” in seguito ad un errore di trasmissione dei copisti. Metodo storiografico Il metodo storiografico utilizzato da Tucidide si basa sulla ricerca dell’aletheia, ossia della ricerca della verità dei fatti narrati. Per questo predilige la narrazione di eventi recenti, in quanto per il passato è difficile trovare fatti che siano assolutamente certi. Se le notizie non sono sicure, Tucidide si avvale del metodo della verosimiglianza, cercando di ricostruire i fatti in modo che risultino il più reale possibile. Il criterio che utilizza è quello dell’akribeia, ossia della ricerca dell’esattezza dei fatti narrati, che tuttavia non può sempre essere trovata. Molto importante è anche la scelta del linguaggio che lo storiografico compie, che spesso si serve della sofistica, introducendo talvolta la stessa tecnica già utilizzata nelle tragedie, cioè quella dei dissoi logoi, i cosiddetti “discorsi doppi”, come accade ad esempio nel dialogo tra gli Ateniesi ed i Meli. Tucidide afferma che la sua opera è destinata ad un pubblico ristretto, cioè agli uomini politici, affinché riconoscano le cause e gli effetti che la guerra ha portato e non commettano gli stessi errori in futuro. Infatti, l’opera rappresenta il ktema es aiei, ossia un possesso per l’eternità.

Senofonte

Senofonte nacque nel domo attico di Erchia nel 430. Conobbe Socrate. Nel 401 si arruola come mercenario nella campagna in Asia con cui Ciro il Giovane intende spodestare il fratello maggiore Artaserse. Tuttavia la spedizione si risolve in un vero disastro perché Ciro muore e i comandanti greci furono uccisi a tradimento. Senofonte quindi si trova ad assumere la guida dei Diecimila, cioè dei mercenari greci, nella drammatica marcia di ritorno dalla Mesopotamia al mar Nero. Senofonte tuttavia non vuole tornar in patria e quindi si ferma in Asia dove, a fianco delle truppe spartane, combatte contro la Persia. Alla guida delle truppe spartane c’è il re Agesilao, di cui Senofonte diviene ammiratore e amico e, quando questo deve tornare in Grecia, Senofonte lo segue. Nel 394 combatte a Coronea a fianco di Agesilao e contro i suoi stessi concittadini, e proprio per questo Atene lo esilia. Allora Senofonte si trasferisce a Scillunte, dove Agesilao gli aveva concesso una proprietà; qui lo storico realizza il suo ideale di via, coltivando le sue attività preferite, cioè l’agricoltura, la caccia e, ovviamente, la scrittura. Tuttavia quando l’egemonia spartana termina, Senofonte è costretto ad abbandonare Scillunte e a trasferirsi a Corinto. Non si sa infine dove e quando sia morto, ma si pensa intorno al 355. Opere

- (^) Anabasi : narra in 7 libri la campagna militare in Asia dei 10mila mercenari greci al seguito di Ciro il Giovane; il titolo “la marcia verso l’interno” si addice in particolare ai primi capitoli, in cui i soldati marciano appunto verso l’impero persiano. Senofonte utilizza la terza persona per riferirsi a se stesso e nonostante sia uno dei protagonisti. Aggiunge spesso dei commenti personali e si rappresenta anche come comandante perfetto, coraggioso e preoccupato soltanto della salvezza dei suoi - (^) Elleniche : narrano in 7 libri la storia greca dal 411, l’anno in cui si interrompono le Storie di Tucidide, al 362. Non hanno un proemio, e questo quindi rivela la volontà dell’autore di collegarsi cronologicamente e materialmente all’opera di Tucidide. Inoltre, poiché l’opera è divisa in 2 parti di cui la prima rimanda molto allo stile tucidideo mentre la seconda ci sono delle notevoli differenze, lo storico Canfora ha ipotizzato che i primi due libri siano in realtà opera dello stesso Tucidide - (^) Agesilao : è la biografia encomiastica del re spartano Agesilao, tanto ammirato da Senofonte - (^) Costituzione degli Spartani : è un elogio del sistema educativo e degli ordinamenti politico- militari istituiti a Sparta da Licurgo: Senofonte ritiene infatti che la grandezza della città sia dovuta proprio alla legislazione di Licurgo

- Ciropedia : Kupou paideia ; narra in 8 libri la biografia romanzata di Ciro il Grande. Il titolo si

addice in particolare al primo capitolo, in cui viene descritta l’educazione persiana, che rappresenta il fondamento delle virtù di uno stato

Oratoria

L’oratoria nasce come agone, come competizione, che, grazie al buon utilizzo della parola, porta alla conoscenza. L’importanza di saper parlare bene era cosi riconosciuta che questa facoltà veniva ritenuta una delle qualità del kaloskaiagathos : un esempio lo abbiamo nello scontro verbale tra Odisseo e Tersite nell’Iliade. Nonostante il buon utilizzo della parola abbia origini antiche, l’oratoria prende forma nel V secolo, e diventa lo strumento che identifica la democrazia, in quanto finche queste vige c’e anche libertà di parola. Nella Retorica , Aristotele suddivide l’oratoria in 3 generi, con rispettivi ascoltatori:

- Giudiziario: dikanikon ; fa riferimento a tutti quei discorsi pronunciati in tribunale e perciò è

destinata ai giudici. Il massimo esponente è Lisia

- Epidittico/Dimostrativo/Celebrativo: epideiktikon ; fa riferimento a tutti quei discorsi pronunciati

in occasioni cerimoniali per commentare o celebrare eventi o persone ed è perciò destinato ad un pubblico colto. Il massimo esponente è Isocrate

- Politico/Deliberativo: simbouletikon ; fa riferimento alle orazioni pronunciate in un contesto

assembleare per sostenere le proprie idee politiche ed è destinato alla boulé popolare. Il massimo esponente è Demostene

Lisia

Vita Lisia nacque ad Atene nel 445 da una famiglia di meteci, cioè stranieri residenti ad Atene che però non hanno diritti politici. Si distinse subito per la sua buona capacità retorica. Quando nel 404 i Trenta salirono al governo di Atene attuarono un massacro dei meteci, e così Lisia fu costretto a rifugiarsi a Megara, dove preparò la controffensiva democratica. Una volta rientrato ad Atene, ottenne l’ isoteleia , una ricompensa, e, poco dopo, anche la piena cittadinanza ateniese. A questo punto Lisia decise di intentare una causa per l’assassinio del fratello Polemarco, ucciso dal tiranno Eratostene, e quindi scrisse Contro Eratostene. A causa della difficile condizione economica, Lisia decise di comporre a pagamento discorsi giudiziari per conto di imputati ed accusatori, e presto divenne uno dei logografi di maggior successo. Morì nel 380 circa. Opere Lisia ha scritto 34 orazioni, più o meno complete, e un centinaio di frammenti di altre orazioni. Le opere più importanti sono:

- Per l’uccisione di Eratostene : un uomo di nome Eufileto si difende di aver ucciso con

premeditazione l’amante della moglie

- Areopagitico: per l’olivo sacro : un contadino si difende dall’accusa di aver tagliato un olivo

sacro

- Contro Eratostene, uno dei Trenta : Lisia accusa il tiranno Eratostene per aver ucciso il fratello

Polemarco

- Per l’invalido : un invalido difende il sussidio pubblico contro le accuse che gli muovono i suoi

avversari Stile

- Immedesimazione: per cogliere la sensibilità dei giudici, Lisia fa spesso appello a forti ragioni

morali, o alla comprensione, o alla pietà

- Etopea: questa è la tecnica che Lisia utilizza per presentare il proprio cliente con pochi tratti

che ne facciano apparire la personalità in modo riconoscibile

Isocrate

Vita Isocrate nacque nel 436 nel demo ateniese di Erchia. Fu allievo di Gorgia e conobbe Socrate. Dopo la Guerra del Peloponneso, la sua famiglia affrontò un periodo di crisi economica, e forse proprio per questo Isocrate iniziò a praticare la professione di logografo. Nel 390 fonda una scuola di retorica aperta a tutti coloro che, ateniesi o meno, possono permettersi di pagare. Il corso di studi si basa innanzitutto sull’acquisizione di una solida cultura generale e ha come fine

2. Filippica II : è rivolta ad Eschine, che Demostene accusa di essersi fatto corrompere ed ingannare da Filippo; Eschine rappresenta il bersaglio politico cittadino, Filippo il bersaglio politico straniero 3. Filippica III : è un’accusa potente contro Filippo, che viene descritto come un uomo dal furore implacabile e come un barbano e tiranno immorale 4. Filippica IV : Demostene auspica che ci possa essere cooperazione tra tutti i Greci Altre importanti orazioni sono:

- Olintiche : 3 orazioni dedicate agli abitanti della città di Olinto, attaccata da Filippo; qui

Demostene invita gli Ateniesi a correre in aiuto di Olinto, in quanto loro devono essere i responsabili della libertà comune dei Greci

- Sulla Corona : è un discorso giudiziario in cui Demostene ripercorre tutta la sua attviità politica

La tuke e l’ eleutheria Quando Demostene compie la sua riflessione sul valore di Atene, arriva alla conclusione che tutto ciò che è successo non solo ad Atene ma a tutte le poleis in generale non è colpa soltanto del loro operato, ma vi è anche l’intervento della tuke , cioè la sorte, andando quindi a sottolineare come il destino della Grecia fosse già segnato. Tuttavia, Demostene sottolinea che il lustro che Atene aveva avuto nel suo periodo di massimo splendore non potrà mai essere replicato da nessuno. E questo perché Atene si basava sul valore dell’ eleutheria , della libertà: è proprio a questo valore che ora Demostene si appella, affermando che neanche adesso Atene può fermarsi, ma deve continuare a combattere e non rinunciare alla sua libertà.

Età Ellenistica

Il termine ellenismo nasce nel secondo ‘800 per descrivere un vuoto storico che va dalla Battaglia di Cheronea nel 338 alla Battaglia di Corinto. A coniare questo termine fu il tedesco Droysen che riprese il nome dal termine ellenistai utilizzato negli “Atti degli Apostoli” per indicare gli ebrei che parlavano in greco. Lo studioso era un seguace di Hegel, ed infatti divide la storia greca in 3 fasi:

1. Età classica: tesi 2. Età ellenistica: antitesi 3. Età cristiana: sintesi L’ellenismo inizia nel 323 con la morte di Alessandro Magno e termina nel 31 con la Battaglia di Azio. Dal 323 inizia il periodo dei diadochi, cioè dei comandanti di Alessandro, che si spartiscono l’impero e si fanno chiamare basileus. Danno vita a 5 regni:

- Macedonia e Persia: sotto il comando di Antigono

- Persia, Asia Minore e Mesopotamia: sotto il comando di Seleuco, da cui nasce l’istituzione dei

satrapi

- Egitto: sotto il comando di Tolomeo

- Pergamo: sotto il comando di Attalo

La suddivisione in regni è fondamentale, poiché sottolinea come in questo periodo scompaiono le poleis e il cittadino non è più tale ma diventa suddito: si sente cittadino del mondo, cosmopolita; scompaiono infatti i dialetti e subentra la koiné dialektos , la lingua comune. Anche in letteratura ci sono cambiamenti, in particolare tra l’autore e il pubblico: il primo non ha più legami con il pubblico e dà spazio alla dimensione privata, mentre il secondo diventa un pubblico selezionato. Scompare inoltre la tradizione orale e rimane solo quella scritta, che da quindi vita al libro; inoltre, non dovendo più esporre le proprie opere ad un ampio pubblico ma ad uno ristretto, gli autori si dedicano ad un labor lime , facendo esplodere la perfezione formale. L’ epos perde valore e viene sostituito dall’ epillion. Per quanto riguarda la poesia, gli esponenti principali di questo periodo sono Callimaco e Teocrito.

Callimaco

Vita Callimaco nasce nel 310 a Cirene, ma ben presto si trasferisce ad Alessandria presso la corte di Tolomeo II detto Filadelfo; quest’ultimo lo incarica di esaminare e catalogare tutte le varie opere. In questo periodo compone le Pinaikes , delle schede che redige per ciascuno degli autori. Grazie a questo lavoro, ottiene il titolo di poeta di corte. Nel frattempo diviene re Tolomeo III detto

Evergete che sposa Berenice, una principessa di Cirene che favorisce Callimaco in virtù dell’origine comune. Si pensa che Callimaco sia morto intorno al 240. Opere

  • (^) Aitia : “le cause/origini”; è una raccolta di elegie in 4 libri che indaga le cause prime, l’eziologia. Hanno temi molto differenti, ma sono tutti accomunati dalla leptote , la brevità e grazia: infatti non importa più la lunghezza, ma l’unico metron è la bellezza dell’arte; Callimaco infatti riteneva l’arte come fine a se stessa, “l’arte per l’arte”, e quindi scriveva per il solo gusto di scrivere. Callimaco inoltre si discosta dalla partecipazione emotiva di ciò che scrive, è oggettivo e distaccato - (^) Ecale : è un poemetto in esametri, un “epillio”, ossia un “piccolo epos ”, legato alla figura di Teseo - (^) Inno ad Apollo : è un inno rivolto al dio Apollo in Callimaco compie una dichiarazione di poesia; la divinità ora è però ridimensionata, non ha più il lustro del passato

Teocrito

Vita Si pensa che Teocrito sia nato nel 315 a Siracusa. Non ci sono molte notizie sulla sua vita, ma dai suoi scritti si può ricavare che soggiornò per un periodo sull’isola di Cos e poi ad Alessandria presso la corte di Tolomeo II Filadelfo. La data della sua morte potrebbe essere intorno al 260. Caratteristiche della sua poesia

- La sua poesia ha come argomento la vita agreste, ha come sfondo la natura e come personaggi la gente di campagna, e si rifà quindi al canto bucolico popolare, nato probabilmente con i Dori nel 1200 - La sua poesia è che è anche mimata, ed infatti nasce il mimo, in modo tale da poter riprodurre in chiave drammatica le scene di vita quotidiane - Teocrito è il poeta del realismo, ed infatti descrive in maniera perfetta e molto realistica il paesaggio siciliano - (^) La sua poesia si basa sull’ aletheia , la verità