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Programma intero di Italiano , Dispense di Italiano

Programma intero di Italiano. Annesse poesie e tracce.

Tipologia: Dispense

2022/2023

In vendita dal 07/05/2024

charlends
charlends 🇮🇹

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ITALIANO
Dal romanzo a Verga
Il romanzo nasce nel 1700 con la borghesia, definita la “classe di mezzo” poiché comprende – ad esempio
imprenditori a cui non interessa la cultura classica ma che comunque leggono e scrivono, durante la
rivoluzione industriale in Inghilterra e riceve un piacevole riscontro dal pubblico perchè:
1. Da voce a soggetti solitamente trascurati nella letteratura ed è aperto a tutti;
2. Rappresenta la realtà nella sua quotidianità;
3. È più semplice da seguire rispetto alla poesia;
4. Intriga con i numerosi argomenti che educavano, emozionavano e raccontavano di gente comune.
ROMANZO STORICO
Nell'800 il romanzo storico ottenne grande successo perchè riscontrava gli interessi del pubblico con la storia
e le trame intriganti che trattavano di situazioni che realmente accadevano nell'800.
Tra i vari esponenti del romanzo storico:
• Walter Scott (Scozia): tratta di storie avventurose e fantastiche ambientate in un castello dove i personaggi
sono persone comuni che vivono la quotidianità in cui si ci poteva immedesimare. Inoltre fa una distinzione
netta tra buono e cattivo;
• Victor Hugo (Francia): rende il suo narratore extradiegetico (si rivolge al lettore) e onniscente, ma più
onniscente rispetto al narratore di Scott. Il protagonista Quasimodo di Notre-Dame de Paris rappresenta la
lotta tra il bene e il mare ed è esteticamente brutto in quanto Hugo crede che l'arte debba rappresentare anche
il grottesco.
Invece, in Italia i romanzi storici diventarono popolari nel 1827 e avevano come maggiori esponenti: il
modello di Scott; i cattolici liberali che seguivano il maestro Alessandro Manzoni e gli scrittori democratici.
ROMANZO REALISTA
Nell'800 anche il Romanzo realista ottiene un grande successo in quanto questo rappresentano la realtà e di
documentarla per i numerosi cambiamenti che sta attraversando nell'immediato, quindi senza filtri o
riflessioni. Questo darà le basi all'opera di Gustave Flaubert, maestro dei naturalisti.
Tra i vari esponenti del romanzo realista, ritroviamo:
• Stendhal: per il suo romanzo "Il rosso e il nero" ha scelto la definizione di "Cronaca del 1830";
• Honore De Balzac;
• Daniel Defoe, Samuel Richardson, Henry Fielding (Inghilterra).
Il Romanzo realista diventa un mezzo per denunciare degli avvenimenti sociali e ha come maggiori
esponenti:
• Jane Austen, la quale descrive le condizioni delle famiglie borghesi nell'Inghilterra pre-vittoriana. Scrisse
"Orgoglio e pregiudizio", dove descrive un mondo che lotta tra tradizione e cambiamento e per la prima volta
con lei si sente un punto di vista femminile non aristocratico in quanto era viglia di un pastore e lontana dalla
nobiltà;
• Le sorelle Emily;
• Charles Dickens (in Grand Bretagna durante il periodo vittoriano), che denuncia i danni causati dalla
rivoluzione industriale senza alcun dato scientifico.
All'incirca nel 1830 in Francia si assiste alla restaurazione, durante la quale i borghesi pensano alle questioni
economiche, per tale motivo inevitabile che si creino conflitti tra l'individuo e la societ in quanto
l'individuo richiede la libert e valori di uguaglianza (che aveva ricercato nella rivoluzione) che entrano in
contrasto con la societ che non glie lo permette.
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ITALIANO

Dal romanzo a Verga Il romanzo nasce nel 1700 con la borghesia, definita la “classe di mezzo” poiché comprende – ad esempio – imprenditori a cui non interessa la cultura classica ma che comunque leggono e scrivono, durante la rivoluzione industriale in Inghilterra e riceve un piacevole riscontro dal pubblico perchè:

  1. Da voce a soggetti solitamente trascurati nella letteratura ed è aperto a tutti;
  2. Rappresenta la realtà nella sua quotidianità;
  3. È più semplice da seguire rispetto alla poesia;
  4. Intriga con i numerosi argomenti che educavano, emozionavano e raccontavano di gente comune. ROMANZO STORICO Nell'800 il romanzo storico ottenne grande successo perchè riscontrava gli interessi del pubblico con la storia e le trame intriganti che trattavano di situazioni che realmente accadevano nell'800. Tra i vari esponenti del romanzo storico:
  • Walter Scott (Scozia): tratta di storie avventurose e fantastiche ambientate in un castello dove i personaggi sono persone comuni che vivono la quotidianità in cui si ci poteva immedesimare. Inoltre fa una distinzione netta tra buono e cattivo;
  • Victor Hugo (Francia): rende il suo narratore extradiegetico (si rivolge al lettore) e onniscente, ma più onniscente rispetto al narratore di Scott. Il protagonista Quasimodo di Notre-Dame de Paris rappresenta la lotta tra il bene e il mare ed è esteticamente brutto in quanto Hugo crede che l'arte debba rappresentare anche il grottesco. Invece, in Italia i romanzi storici diventarono popolari nel 1827 e avevano come maggiori esponenti: il modello di Scott; i cattolici liberali che seguivano il maestro Alessandro Manzoni e gli scrittori democratici. ROMANZO REALISTA Nell'800 anche il Romanzo realista ottiene un grande successo in quanto questo rappresentano la realtà e di documentarla per i numerosi cambiamenti che sta attraversando nell'immediato, quindi senza filtri o riflessioni. Questo darà le basi all'opera di Gustave Flaubert, maestro dei naturalisti. Tra i vari esponenti del romanzo realista, ritroviamo:
  • Stendhal: per il suo romanzo "Il rosso e il nero" ha scelto la definizione di "Cronaca del 1830";
  • Honore De Balzac;
  • Daniel Defoe, Samuel Richardson, Henry Fielding (Inghilterra). Il Romanzo realista diventa un mezzo per denunciare degli avvenimenti sociali e ha come maggiori esponenti:
  • Jane Austen, la quale descrive le condizioni delle famiglie borghesi nell'Inghilterra pre-vittoriana. Scrisse "Orgoglio e pregiudizio", dove descrive un mondo che lotta tra tradizione e cambiamento e per la prima volta con lei si sente un punto di vista femminile non aristocratico in quanto era viglia di un pastore e lontana dalla nobiltà;
  • Le sorelle Emily;
  • Charles Dickens (in Grand Bretagna durante il periodo vittoriano), che denuncia i danni causati dalla rivoluzione industriale senza alcun dato scientifico. All'incirca nel 1830 in Francia si assiste alla restaurazione, durante la quale i borghesi pensano alle questioni economiche, per tale motivo è inevitabile che si creino conflitti tra l'individuo e la società in quanto l'individuo richiede la libertà e valori di uguaglianza (che aveva ricercato nella rivoluzione) che entrano in contrasto con la società che non glie lo permette.

A trattare di questo conflitto tra individuo e società vi sono i romanzi realisti di Stendhal, il cui nome è Henry Beyle, e Balzac:

  • Stendhal, che tratta del conflitto tra individuo e società , l'individuo con i suoi sentimenti che è frustrato perché entra in contrasto con le norme rigide della società. Stendhal utilizza un linguaggio distaccato anche se analizza i sentimenti dell'uomo, come nei Ricordi d'egotismo, dove c'è l'intenzione di conoscersi. si racconta attraverso personaggi, anche meschini e contorti.
  • Balzac, che nelle sue opere tratta del conflitto tra individuo e società coinvolgendo tutte sue classi. Inoltre, nulla è lasciato al caso: ogni elemento, ogni nome, ha una sua funzione, quindi è molto consapevole, metodico e preciso, e ciò ci rimanda al naturalismo, difatti paragona il romanzo alla precisione del Codice civile. Una sua opera è La commedia umana iniziata nel 1829, dove le vite di tantissimi personaggi finiscono per intrecciarsi. Il Romanticismo rivaluta il medioevo per due motivi:
  1. L’arte era più vera, dato che i sentimenti venivano espressi senza sovrastrutture razionali;
  2. La storia aveva cominciato a prendere la strada che portava alla modernità (inizio storia delle nazioni). ROMANZO GOTICO Gotico - > richiama il medioevo: atmosfere cupe, abbazie etc Sebbene prima, nel Medioevo, i mostri venivano presi sul serio e si pensava che facessero parte della realtà, a cavallo tra il 700 e l’800, si iniziò a creare una linea di divisione tra l’immaginario e la realtà. Questo avvenne in primis per il bisogno di esorcizzare le paure, per l’epoca industriale ed i profondo cambiamenti, ma anche per l’avanzare del razionalismo illuministico. Il romanzo gotico fu la prima manifestazione dell’interesse della cultura europea per il fantastico. Con il ‘castello di Otranto’ Walpalle da inizio al nuovo genere, che aveva come principali caratteristiche:
    • L’ambientazione temporale e lo scenario: ad esempio castelli rovinati
    • I personaggi: dal malvagio nobile all’eroe buono
    • La presenza del soprannaturale. La più famosa narratrice gotica fu Ann Radcliffe, con I misteri di Udolpho. Inoltre, fu proprio lei a sottolineare la differenza tra terrore ed orrore: il primo rappresenta la paura prima di un evento, il quale potrebbe anche non avvenire, mentre il secondo rappresenta la realizzazione di un accaduto orripilante, come ad esempio torture. Lewis, invece, introdusse il tema del patto con il diavolo e del vampiro. Nonostante il gotico non fosse ben visto da tutti, la sua espansione è innegabile, dato che anche in scrittori come Alessandro Manzoni. Edgar Allan Poe, nonostante fosse statunitense, riuscì a diventare famoso tramite i suoi racconti ossessivi, che rappresentano gli incubi e le manie dell’autore stesso: nei suoi personaggi si rispecchia l’autore. In Italia non si è sviluppato perchè non si avvertono questi cambiamenti come nel resto d’europa, ed era molto tradizionalista. Differenza primi romanzi gotici e i maturi: nei primi gli elementi soprannaturali sono esterni all’uomo, come mostri e fantasmi, ed irrompono nella vita quotidiana. Nei secondi, gli elementi soprannaturali rompono nell’animo. ROMANZO RUSSO A metà 800 in Russia nascono i primi scrittori importanti, come Puskin e Gogol, i quali vogliono denunciare la società per la burocrazia zarista. La letteratura Russa, però, “esplode” dopo la fine del regno dello Zar Nicola I, poiché il successivo re allenta la censura sulla cultura. Pero, nel mondo russo, fondamentalmente quasi medievale, lavora una piccola classe intellettuale che è affascinata dal mondo occidentale ma anche critica sull’economia estranea. In questo periodo, i più grandi scrittori sono Tolstoj e Dostoevskij, i quali riprendono il modello naturalistico Francese con l’aggiunta di un atteggiamento Religioso.

AUGUSTE COMTE

Comte diede vita al positivismo, con l’opera “Corso di filosofia positiva”, la quale venne riconosciuta in 800 inoltrato. In quest’opera afferma che lo stato si basa su una società positiva, basata sul sapere scientifico, sulla scienza: individua tre stadi:

  • Stadio teologico (l’uomo ricerca le cause ultime dei fenomeni e le ritrova nel soprannaturale)
  • Metafisico (individua le cause astratte dei fenomeni)
  • Positivo (l’intelligenza si limita ad indagare le leggi che regolano i fenomeni, mediante l’esperienza e la ragione) SIBILLA ALERAMO Nel secondo ottocento, le donne iniziano a comprendere la loro posizione di inferiorità. Si diffondono per la parità, ed in Italia con Una donna di Sibilla Aleramo, si inizia il cammino per l’emancipazione femminile. Il romanzo, tratta dei vari step della vita dell’autrice, come il matrimonio in giovane età, e viene visto come un romanzo di formazione ‘femminile’. La figura chiave dei romanzi di questo tipo è la femme fatale, la quale attraverso il suo fascino riesce a schiavizzare gli uomini. Nel 1859, Darwin diede una nuova visione all’evoluzione, in cui vigeva la selezione naturale, la quale spiegava la sparizione di alcune specie. HIPPOLYTE TAINE Il realismo ed il decadentismo, nonostante totalmente diversi, coesistono: il naturalismo ha il compito di riprodurre la realtà minuziosamente, mentre il decadentismo di simbolizzarla. Il realismo, però, tramuta rapidamente e da spazio al naturalismo, che ha come principale autore Emile Zola, il quale avvicina la letteratura alla scienza. I narratori naturalistici, richiamano il concetto di ‘uomo naturale’ ed ai comportamenti delineati da Taine nella sua Storia della letteratura inglese:
  • La race, ovvero la razza, la quale diversifica gli individui sia dal lato fisico che nell’indole.
  • Il milieu, l’ambiente in cui vive.
  • Il moment, il momento storico. Queste sono, dunque, le caratteristiche da sottolineare in un personaggio. EMILE ZOLA L’emergere dei Romanzieri, come appunto Zola, fa crescere l’interesse nelle classi popolari e nel dovere di descriverle accuratamente. I contenuti scottanti e crudi dei naturalisti creano scandalo portando gli autori a giustificarsi al pubblico. Il centro di creazione di idee è Milano. Qui, i principali autori sono i siciliani Capuana e Verga. Fu proprio Capuana a far conoscere il modello di Zola, per cui il primo sarà il teorico del verismo, mentre il secondo l’interprete artistico. A dare inizio all’impersonalità è stato Flaubert, ma a continuarla sono stati Zola e De Maupassant. Il primo, afferma che il romanzo debba riprendere il metodo sperimentale, in quanto deve essere un’osservazione dettagliata e scientifica. Difatti, l’autore realista ha il diritto-dovere di rappresentare la realtà in tutte le sue forme, considerando anche le varie pieghe della società ( come la povertà e l’alcolismo ). Questa sua intenzione si riversa nel suo romanzo “ciclico”, il quale comprende 20 romanzi scritti in 2 decenni a fine 1800, che parlano di tutte le vicende riguardanti la stessa famiglia in cinque generazioni diverse. Nonostante Zola voglia descrivere tutto senza prendere posizioni, però si percepisce una nota di pessimismo poiché l’ambiente sociale resta comunque malsano.

GUY DE MAUPASSANT

Un importante autore naturalista è Guy de Maupassant, che nasce in Francia, e grazie all’amico Flaubert conosce Emile Zola, difatti ne “Le serate di Medan” viene inserita la sua novella Palla di sego, col quale ottiene un grande successo. Dopo di che pubblica circa 300 racconti e 6 romanzi. Nell’arco della sua vita affronta varie malattie ereditarie che lo portano ad in tentativo di suicidio, per cui viene ricoverato in una clinica psichiatrica dove muore a 43 anni. Lettura di “Boule de Suif” – Guy de Maupassant Racconta di un gruppo di persone in fuga da Rowen verso le Havre su una carrozza. Da queste donne vi è la prostituta Boule anche chiamata “Palla di grasso” per il suo aspetto, che ottenne la diffidenza dei suoi compagni ma che riuscì a sciogliere nel momento in cui condivise con loro del cibo per il viaggio. Tuttavia successivamente lo costrinsero a una notte d’amore con l’ufficiale prussiano in quanto se no non sarebbe ripartita la carrozza,ncosì lei all’inizio rifiutò ma poi venne costretta è una volta ch e la diligenza ripartì, i viaggiatori, colmi di sprovvisti di cibo non ricambiaronono il favore. In quest’opera Maupassant critica la borghesia in quanto è immorale nei confronti delle classi umili. Lettura di Nanà – Emile Zola; “Assommoir” Questa lettura è tratta dal romanzo l’Assommoir (letteralmente “l’ammazzatoio”) di Emile Zola che attraverso quest’opera denuncia le condizioni di degrado delle classi umili e l’alcolismo, ambientando il tutto nell’osteria, che è il luogo di incontro di pe rsonaggi che si danno al vizio del bere, dove la protagonista Gervaise fa la lavandaia. Dopo essere stata abbandonata dall’amante Lantier conosce l’operaio Coupeau col quale vive un periodo di tranquillità finché lui non si dà il vizio del bere e ricompare Lantier col quale Gervaise inizia una relazione ma Lantier la sfrutta economicamente finchè lei non può più a gestire la situazione economica e cade in rovina e nel vizio del bere mentre la figlia di Coupeau inizia a prostituirsi. In questa lettura si parla di Nanà, figlia di Coupeau, che visse un periodo di serenità con un commerciante finché questo non iniziò a importunarla e a ronzarle troppo intorno, e lei se ne allontanò. Si racconta in particolare la dinamica familiare di Nanà in quanto sia il padre che la madre la picchiano e si danno al vizio del bere. Inoltre spesso mentre il padre la picchia la madre la difende e viceversa, per cui in questa situazione familiare è molto triste e arrabbiata a tal punto che, un sabato, tornata a casa e vedendo le condizioni dei suoi genitori ubriachi che non le hanno neanche riscaldato la cena, decide di fuggire. Il giorno dopo il Copeau si danno la colpa della fuga della figlia. GIOVANNI VERGA Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia molto ricca che gli permette di iniziare la sua attività da scrittore facendolo seguire da un insegnante patriota che lo porta a scrivere i primi romanzi romantici patriottici come "I carbonari della montagna", "Amore e patria" e "Sulle lagune", ma compiuta l'unità d'Italia scrive romanzi tardo-romantici come "Storia di una Capinera" che anticipa il verismo e con la quale ottiene fama, ma dopo di che, in seguito all'inchiesta sonnino, che si occupa di rilevare le condizioni meridionali, torna in Sicilia e si interessandosi alla questione meridionale da vita al verismo di cui il principale teorico fu Capuana.

  • Nedda Inizialmente viene considerata un'opera verista ma secondo la critica degli ultimi anni non è così in quanto manca la tecnica dell'impersonalità. Questo bozzetto narra di una raccoglitrice di olive che assiste alla morte dei suoi familiari a causa della povertà.
  • La prima vera e propria opera verista è la novella Rosso Malpelo (novella della vita dei campi) dove riprende la tecnica dell'impersonalità
  • Consolida tutte le tecniche del verismo nei Malavoglia, la quale non ottiene successo ed affronta le stesse tematiche della Vita dei campi, quasi contemporanea ai Malavoglia che ha come protagonisti contadini e minatori.
  • Successivamente si dedica alle "novelle rusticane" che presenta temi affini al ciclo dei vinti.

I MALAVOGLIA (NEL CICLO DEI VINTI)

PREFAZIONE DEI MALAVOGLIA

Nella prefazione dei Malavoglia presenta il romanzo come il primo del ciclo dei Vinti e mostra la propria adesione alla tecnica dell'impersonalità. Fin da subito Verga dichiara che in quest'opera si parlerà di come una famiglia felice all'improvviso comprende che si può star meglio e che si possono migliorare le proprie condizioni, per cui proverà ad allontanarsi dal proprio "porto sicuro" per esplorare nuove acque; tuttavia questa fiumana del progresso (progresso che non si ferma e che distrugge tutto) porterà al fallimento della famiglia. Inoltre nella Prefazione spiega che il suo ciclo inizierà dando spazio alle classi più basse in quanto è più facile spiegare e comprendere la dinamica delle classi più basse rispetto a quelle delle classi più alte, che sono più complesse, difatti le classi più basse sostanzialmente dato che vogliono solo migliorarsi economicamente iniziano un'attività commerciale che li porta al fallimento. Nei Malavoglia:

  • Ritorna il valore della famiglia tutta unita che tende alla sopravvivenza.
  • Il tema dei Malavoglia è il tentativo ei migliorare la propria condizione senza però alcun successo.
  • Quando subentra l'interesse economico iniziano i problemi PERSONAGGI DE “I MALAVOGLIA” Padron 'Ntoni (Antonio) - > marinaio esperto, capofamiglia che tiene sù la famiglia con il lavoro. È onesto, abitudinario e attaccato ai valori tradizionali della famiglia e del lavoro. Fa uso di proverbi. Il figlio Bastianazzo (Sebastiano) sposato con Maruzza (Mara, chiamata anche La Longa), che aderiscono al valore del lavoro, della famiglia e dell'obbedienza come il padron 'Ntoni. Bestianazzo muore in mare a causa di un naufragio, mentre Maruzza di colera I nipoti: 'Ntoni, Lia, Luca, Mena, Alessi - > Alessi molto legato al nonno; N'toni proprio come Lia è un ribelle, ma N'toni è anche un marinaio che decide di cambiare vita e di trovare fortuna altrove, ma si darà al contrabbando e finirà in prigione. Luca e Mena credono nel valore della famiglia. la Nunziata - > sposa di Alessi Padron 'Ntoni e il nipote N'toni sono molto diversi in quanto Padron 'Ntoni trova sicurezza nella sua ripetitività, nella sua routine, mentre il nipote è sempre in cerca di cose nuove RIASSUNTO DE “I MALAVOGLIA” Il romanzo narra la storia della famiglia Toscano, chiamata dai compaesani “Malavoglia”, una famiglia di pescatori del piccolo paese siciliano di Aci Trezza. Il nipote ‘Ntoni deve partire a Napoli per la leva militare mettendo in difficoltà economiche pa famiglia, di conseguenza Padron ‘Ntoni decide di iniziare un’attività commerciale per migliorare le proprie condizioni e acquista una grande quantità di lupini che paga a rate allo zio Crocifisso, tuttavia i lupini risulteranno subito essere avariati e ancora Padron ‘Ntoni deve pagare il debito dei lupini. Tuttavia il figlio Bastianazzo e Menico della Locca decidono di fare un viaggio in barca per vendere i lupini ma la Provvidenza (barca) fa naufragio e i due perdono la vita. Dopo di che avviene il funerale dove tutti i compaesani fanno le condoglianze alla famiglia Malavoglia e successivamente si pensa di aggiustare la barca. Invece Mena, nipote di Padron ‘Ntoni, incosapevole di essere destinata al matrimonio con Brasi Cipolla, prova un interesse ricambiato per Mosca. Invece ‘Ntoni ritorna dalla leva militare e la famiglia riesce a riinviare il debito dei lupini. La situazione economica si solleva e la famiglia ne approfitta per far sposare Mena e Cipolla, ma durante la festa si scopre della morte di Luca nella battaglia di Lissa. Padron ‘Ntoni è costretto a pagare il debito vendendo la casa del nespolo e la Provvidenza, mentre ‘Ntoni si rifiuta di lavorare e rimane senza soldi, per cui si da al contrabbando e, dopo aver ucciso durante un litigio Michele che faceva la corte alla sorella Lia, finisce in carcere. Così, Lia fugge dalla città, padron ‘Ntoni muore solo in un ospedale, mentre Alessi che sposa Nunziata riesce a riprendere la casa del Nespolo riunendo tutta la famiglia. Infine ‘Ntoni uscito dal carcere si rende conto che non può più rimanere con la propria famiglia. LUOGHI DOVE I COMPAESANI DISCUTONO DEI MALAVOGLIA: Chiesa, funerale di Bestianazzo, tribunale in cui viene processato N’toni..

AMBIENTAZIONE DE “I MALAVOGLIA”

La storia è ambientata in Sicilia dopo l'Unità d'Italia, in un periodo in cui si cerca l'equilibrio tra i valori tradizionali e quelli innovativi, difatti:

  • varie innovazioni tecnologiche viste con diffidenza e ostilità dalla comunità paesana - vengono imposte nuove tasse, che mettono in difficoltà i pescatori
  • coscrizione obbligatoria; difatti proprio da questa si genererà il fallimento della famiglia dei Malavoglia, in quanto 'Ntoni a causa della coscrizione obbligatoria sarà costretto ad abbandonare la propria famiglia aggravandone le condizioni economiche, e di conseguenza il padron 'Ntoni cercherà fortuna con il traffico di Lupini che lo porteranno al fallimento STILE Anche qui utilizza la tecnica dell’impersonalità, la regressione e lo straniamento in quanto i narratori sono i compaesani che commentano la famiglia dei Malavoglia. Utilizza anche io discorso indiretto libero (= non ci sono i due punti e le virgolette ma esclamazioni, quindi la parlata si abbassa). Riproduce la parlata siciliana attraverso la prevalenza della paratassi (subordinate), frasi popolari, che polivalente (= utilizzato al di fuori delle norme grammaticali), l’uso eccessivo dei pronomi, il verbo alla fine, l’utilizzo del dialetto. LETTURE SU GIOVANNI VERGA LETTURA: "L'ECLISSI DELL'AUTORE" (PREFAZIONE A L'AMANTE DI GRAMIGLIA) DI GIOVANNI VERGA Verga rivolge una sorta di lettera a Farina dove dichiara l'importanza della tecnica dell'impersonalità, adesso per Verga il compito dell'artista sarà quello di raccontare fatti così come sono in maniera nuda e schietta e l'opera si racconterà da sé senza l'intervento del narratore. LETTURA DI "VITA DEI CAMPI" DI GIOVANNI VERGA Verga oltre a presentare i personaggi dei Malavoglia, parla di un viaggio condotto con una donna borghese che se inizialmente entusiasta di conoscere Aci-Trezza successivamente non più in quanto non vede nulla di particolare in questa città. Verga a differenza sua apprezza molto la città e crede che questa sia bella per le sue varietà. Inoltre parla della teoria dell'ostrica secondo la quale proprio come l'ostrica può sopravvivere solo rimanendo attaccata allo scoglio, l'uomo solo tenendosi attaccato alle sue origini può sopravvivere, in quanto se ne stacca è destinato al fallimento STORIA DI "ROSSO MALPELO" Rosso Malpelo venne così definito perché aveva i capelli rossi e quei tempo chi aveva i capelli rossi era considerato cattivo, per tale ragione veniva sempre maltrattato ai suoi compagni nelle miniere, da sua madre e da sua sorella, mentre l'unico a trattarlo bene durante l'arco della sua vita fu suo padre finché è un giorno quest'ultimo, volendo portare più soldi a casa, lavorò per un incarico pesante che lo portò alla morte in quanto morì tra le macerie. Da quel momento quindi Rosso Malpelo divenne cattivo e iniziò a sfogarsi contro un asino è un nuovo compagno della miniera ovvero Ranocchio che a causa di un incidente ebbe un problema al femore. Malpelo trattava malissimo Ranocchio perché voleva insegnargli a farsi rispettare e quindi a reagire ma Ranocchio non lo faceva mai. Nonostante ciò Malpelo gli voleva tanto bene difatti si vendeva spesso le sue colpe in quanto era "Malpelo" e lo aiutava negli incarichi più pesanti, finchè un giorno non spinse Ranocchio, che già malato si sentì peggio e, nonostante gli sforzi dell’amico che gli porta vino e minestra nel tentativo di farlo riprendere, muore. Malpelo abbandonato dalla madre e dalla sorella accetta di svolgere le mansioni più ingrate e rischiose al punto che un giorno scompare durante un’esplorazione del sottosuolo alla ricerca di un pozzo, e non ritorna più. Da quel momento i ragazzi della miniera ebbero paura che il suo fantasma si aggirasse per la cava “coi capelli rossi e gli occhiacci grigi".

DECADENTISMO

Caratteristiche> conflitto tra figura paterna e figlio, narratore inaffidabile ed interno, inettitudine Società , Cultura, Idee Il termine “Decadentismo” deriva dall’aggettivo dispregiativo attribuito dalla critica ufficiale a coloro che si contrapponevano al mondo borghese, caratterizzati da uno stato d’animo autodistruttivo, tipico atteggiamento bohémien ispirato ai poeti maledetti di Baudelaire. Il termine, venne però assunto polemicamente da questi intellettuali, rovesciandolo e attribuendogli un privilegio spirituale, le principali caratteristiche del termine vennero elencate nella rivista “Lutè ce” (ex nome di Parigi) nella quale vennero compresi artisti come Corbiè re, Rimbaud, Mallarmé e Huysmans. Essendo che in altri paesi viene definita come corrente culturale, il “Decadentismo” è considerato una corrente culturale degli ultimi due decenni dell’Ottocento. La visione del mondo decadente Come prima caratteristica della visione decadente, troviamo il rifiuto del Positivismo (realtà regolata da leggi ferree, scienza permette di dominare l’uomo e progresso visto come sconfitta dei mali che affliggono l’umanità ). Infatti per quanto riguarda l’uomo decadente realtà e scienza non possono dare la vera conoscenza del reale in quanto, quest’ultima è misteriosa ed enigmatica. Sono infatti attirati da ciò che non si può conoscere, ciò che va oltre l’oggettivo e il visibile, e le loro opere sono caratterizzate da empatia (sensazioni proiettate in oggetti nei quali ci si identifica) irrazionale, come ad esempio nei “Fiori del male” di Baudelaire. Importante nella cultura decadente è l’inconscio, caratterizzato da un distaccato legame con la persona, ciò permette esperienze ineffabili, conoscendo realtà più vere. Per riuscire a raggiungere ed esplorare il mistero e il segreto della realt à, i decadenti si sottopongono a stati irrazionali dell’esistere, come malattia, follia, nevrosi, delirio, sogno, incubo, allucinazione, i quali possono venire raggiunti anche tramite alcool (es. assenzio) e droghe, i quali permettono di vedere ciò che è al di la delle cose e del vero. Ulteriore metodo per consentire l’esperienze attraverso l’ignoto si incontra nel panismo, specialmente utilizzato da D’Annunzio e nelle epifanie (raggiunto caricando un’aspetto della realtà insignificante di una intensa misteriosità ). La poetica del Decadentismo Nasce il fenomeno dell’estetismo: i Decadenti vedono il bello come regolatore della propria vita, circondandosi da oggetti preziosi e raffinati e rifiutando la banalit à e la gente comune. Ne sono colpiti Ruskin, Pater, Huysmans, Wilde e D’Annunzio. Il linguaggio poetico, perde il suo valore comunicativo, acquisendo quello suggestivo e ed evocativo capace di rivelare l’ignoto. Ciò rende le poesie decadenti al limite dell’incomprensibilità rivolte a coloro capaci di accedere al mistero, in alcuni casi estremi la poesie funge da autocomunicazione, il poeta parla esclusivamente a sé stesso. Questa caratteristica poetica è data dal fatto che i decadenti riconoscono la loro superiorità aristocratica rispetto al mondo borghese, ritenuto mediocre e volgare, tutto ciò incrementato dalla nascita di opere rivolte al grande pubblico, meccaniche e ripetitive, dalle quali i decadenti vogliono distinguersi e differenziarsi. Tra le tecniche espressive più importanti incontriamo la musicalità , infatti la musica era vista come la più importante e magica tra le arti, proprio per questo il linguaggio suscita suoni ed echi profondi. Inoltre la sintassi si fa sempre più vaga, imprecisa ed ambigua.

La metafora è molto utilizzata nelle opere decadenti, in quanto riesce a dare una visione simbolica del mondo ed è capaci di istituire legami impensati tra diverse realtà. Infatti contrariamente al rapporto allegorico, nettamente codificato e comprensibile, quello simbolico o decadente è caratterizzato dal mistero e dall’allusione visti in diversi sensi. Molto utilizzata è anche la sinestesia, cio è l’accostamento di termini provenienti da diverse sfere sensoriali che conservano un rapporto analogo e oscuro. TEMI E MITI DELLA LETTERATURA DECADENTE L’età del Decadentismo è caratterizzata da un grande senso di stanchezza esistenziale derivante dalla percezione di un disfacimento ormai vicino e, in gran parte, gi à in atto. La malattia e la perversione sessuale sono temi costanti, che i decadenti assumono come svelatori di verità e che simboleggiano la crisi di un’epoca soffocata dall’angoscia. Ma esiste un’altra faccia della medaglia che consiste nell’esaltazione della pienezza vitale e nel culto della forza; questo slancio vitale risulta per ò nient’altro che un modo per cercare di sconfiggere l’attrazione per la morte dovuta a quel senso di stanchezza esistenziale di cui s’è detto. Forme Letterarie La produzione decadente si ispira al poeta francese Charles Baudelaire, i primi suoi seguaci furono Verlaine, Rimbaud e Mallarmé (capiscuola del Simbolismo francese), mentre in Italia incontriamo D’Annunzio e Pascoli. Il romanzo più significativo di questo periodo è “Controcorrente” di Huysmans che si basa sulla figura dell’esteta e contiene tutti i temi tipici decadente. Successivamente incontriamo “Il discepolo” scritto da Bourget considerato il primo romanzo psicologico (analisi della dimensione interiore), quest’ultimo si diffonde anche in Italia per mano di D’Annunzio, Fogazzaro, Svevo e Pirandello. Baudelaire e i poeti simbolisti I fiori del male Viene pubblicata in una prima edizione nel 1857, composta da cinque sezioni: Spleen e ideale, I fiori del male, La rivolta, Il vino e La morte. Suscita numerose critiche da parte del pubblico benpensante, infatti il tribunale ne ordinò il sequestro e alcune opere vennero censurate. L’autore ricorse quindi a pubblicare una seconda edizione nel 1861, composta da una sezione aggiuntiva; Quadri parigini e con nuovi testi in sostituzione a quelli censurati.

  1. Nella prima parte dell’opera, Spleen e ideale, l’autore cerca di sfuggire dallo Spleen, cioè da uno stato di noia e disgusto per il mondo in cui vive, ricorrendo a protendersi verso l’ideale, la bellezza, la purezza, nonostante ciò egli ripiomba in basso.
  2. Nella seconda parte dell’opera, Quadri parigini, l’autore illustra lo squallore della città industriale.
  3. Nella terza parte dell’opera, Il vino, l’autore spiega le continue ricerche di una via di fuga, di un’evasione procurata mediante l’alcool e l’oppio o mediante il vizio e la sregolatezza dei sensi (quarta parte dell’opera, Fiori del male).
  4. Nella quinta parte, La rivolta, l’autore fa un’appello a Satana a causa di una reazione disperata per accumulo di tentativi mancati nelle evasioni.
  5. Infine nella sesta e ultima parte, La morte, l’autore individua come unica possibilità di evasione il “grande viaggio”, cioè la morte capace di esplorare l’ignoto. Inoltre anche nel titolo “I fiori del male” si identifica il carattere provocatorio di Baudelaire, infatti l’immagine dei fiori, sempre vista come simbolo di bellezza e gentilezza, viene associata all’idea del male, del vizio e della corruzione.

questo romanzo che segna il suo avvicinamento all’estetismo, anche se in questo modo ne segna anche la sconfitta, dato che Andrea Sperelli è fondamentalmente un inetto. D’Annunzio amava far parlare di sè, difatti viveva nei grandi salotti anche se spesso non aveva la possibilità economica per farlo. Folle in letteratura, rompe gli schemi, registra qualsiasi stimolo letterario che si pone davanti a lui. Difatti, ha aperto alla nostra letteratura molti generi (ad esempio, la letteratura russa subentra nella nostra). Viene addirittura definito una “officina del riciclaggio” da un critico, poiché era famoso nel riprendere pezzi di letteratura altrui per poi ricostruirli a modo suo. Conseguentemente, si può intuire come non produsse niente di suo. Tra i suoi generi, sono noti: l’Estetismo, il Superomismo, l’influenza del Romanzo Russo e la fase notturna (parte della sua vita in cui perde la vista, e scriveva grazie a sua figlia, la quale gli ritagliava delle strisce di carta. Questa fase viene definita come quella più vera, più intima, in cui conosce e parla di sè stesso) D’Annunzio scopre il mondo Nietszschiano, che cambierà le sue opere profondamente. Difatti, se già un ideale di superuomo era presente in Andrea Sperelli, protagonista del piacere, nelle Vergini delle Rocce, si può notare l’idea di superiorità rispetto alla massa. Differenza con superuomo Il superuomo è un esteta che non si isola ma agisce nel contesto sociale. E’ l’evoluzione dell’esteta, mette al centro di tutto una visione pagana della vita, ma a differenza dell’esteta assume il compito di guidare la massa ignorante a causa dell’avvento della democrazia che rovina il bello. (384) IL PIACERE Nel 1889 D’Annunzio pubblica ‘il Piacere’ appartenenze al ciclo della rosa, di cui fanno parte anche L’Innocente ed il Trionfo della morte. Con questo titolo, l’autore vuole sottolineare il tema centrale dell’opera, ovvero l’eros, ma anche il piacere estetico, dato che il protagonista, Andrea Sperelli, ricerca il bello in ogni cosa. E’ fondamentale l’analisi interiore del personaggio. L’opera finisce con l’inettitudine del personaggio, in quanto indeciso tra due donne che lo lasceranno solo. Dunque, si renderà conto di aver ricercato inutilmente il piacere. Il protagonista è un doppio dell’autore, nella ricerca del bello ad esempio. Come ormai classico di D’Annunzio, lo stile è esagerato, aulico, fatto per colpire i lettori. E’ un romanzo sensuale, intesa al riferimento del mondo delle sensazione fisiche. Questa centralità si traduce in un rapporto con la natura fondata sui sensi, è una visione pagana, non spirituale, basata sull’appagamento attraverso gioie terrene, ciò che si percepisce attraverso i sensi. LETTURE SU D’ANNUNZIO Ritratto di un «giovine signore italiano del XIX secolo» Il Piacere libro I, cap. 2 In questa lettura, vi è la presentazione del protagonista, Andrea Sperelli, il quale è un conte che proviene da una famiglia borghese e ricca da generazioni. Cresciuto da suo padre, il quale l’ha educato con massime come ‘habere, non haberi’, ovvero possedere e non essere posseduti, ricerca il bello in ogni cosa, ricerca il piacere massimo dalla vita. Tra Elena e Maria: l’immagine della ‘terza amante ideale’ Il Piacere libro III, cap. 3 In questa lettura, Andrea è indeciso tra le due donne che lo tormentano: Elena, sua vecchia amante, e Maria, donna da cui è attratto. Inaspettatamente, la prima donna lo bacia causandogli non pochi pensieri.

EDUCAZIONE DI ANDREA SPERELLI

Andrea Sperelli, protagonista dell’opera “Il Piacere” di Gabriele D’Annunzio, viene mostrato fin da subito come appassionato alla bellezza ed all’estetica. Non è un caso, difatti, che nel testo non si trovino riferimenti ad un’educazione morale. Suo padre gli fu d’esempio. Anch’egli era un uomo “eccessivo”, amante delle passioni e del bello, che accompagnò in vari viaggi il figlio con l’intento di fargli avere una formazione viva, non fondata sui libri ma sulla realtà. Grazie alle massime del padre, Andrea ebbe una visione nuova della realtà, fondata sull’estetismo. Difatti, l’insegnamento paterno si fonda sulla ricerca del bello “bisogna fare la proprietà vita come si fa un’opera d’arte”, sul culto della libertà “bisogna conservare ad ogni costo la libertà, la regola dell’uomo d’intelletto è habere non haberi”, sull’individualismo e sulla ricerca del nuovo. Queste massime però si conciliano con la debolezza della volontà di Andrea. IL TRIONFO DELLA MORTE Rappresenta una sorta di sviluppo del Piacere, poiché il superomismo e l’introspettiva del protagonista vengono ancora più sottolineate. Scrive quest’opera grazie all’ispirazione del ‘culto dell’io’ dello scrittore Barrès, ai versi del poeta Swinburne da cui deriva la figura della femme fatale, e da Nietzsche. Il protagonista, Giorgio Aurispa, è un altro doppio di D’Annunzio , dato che sempre profondamente vuoto e frastornato da pensieri. La figura dell’inetto è ancora fortemente predominante, in quanto il protagonista è ancora uno sconfitto LE VERGINI DELLE ROCCE Pubblicato nel 1895, rappresenta il romanzo del superuomo. Il protagonista, Claudio Cantelmo, però, è un superuomo incompiuto, inetto, che ama la procrastinazione, fondamentalmente simile agli altri due protagonisti D’Annunziani. Giorgio Aurispa è un esteta che, travagliato da un’oscura malattia interiore, va alla ricerca di un nuovo senso della vita. Ha un rapporto conflittuale con la famiglia e soprattutto con il padre, e tende a identificarsi con la figura dello zio suicida. Vuole creare un nuovo superuomo per creare una razza eletta in grado di governare Roma. Cerca questa donna in una famiglia malata, e sceglie Anatolia, che non vorrà seguirlo. La soluzione alla sua condizione risiede nel messaggio dionisiaco di Nietzsche, ma non riesce a raggiungerla a causa di forze oscure. IL FUOCO Qui, il superomismo si fonda con l’estetismo, in quanto il protagonista vuole creare un’opera d’arte totale che comprenda sia musica, che poesia che teatro. Fondamentale è la sua relazione con Foscarina, il quale lo sostiene nelle sue produzioni artistiche. Qui, si intravede la vera relazione tra Eleonora Duse e D’Annunzio. La fine di questo frequentazione, però, viene annunciato nell’opera, in quanto Foscarina, la quale stava per invecchiare, lascia il protagonista in quanto non più musa ispiratrice. A Venezia, l’eroe Stelio Effrena medita la creazione di un nuovo teatro con lo scopo di forgiare lo spirito nazionale della stirpe latina. Foscarina Perdita→NEMICA; con il suo amore nevrotico e ossessivo ostacola l'eroe. Il romanzo si conclude con il sacrificio di Foscarina che lascia libero l’eroe, ma comunque non si assiste alla realizzazione del suo progetto. FORSE CHE SI’ FORSE CHE NO Qui, è presente il tema della tecnologia, delle macchine etc. l’eroe Paolo Tarsis realizza la sua volontà eroica nel volo→ in questo caso d’Annunzio si fa celebratore della modernità e del progresso, della macchina. Isabella Inghirami→ NEMICA con un amore nevrotico, ossessivo, sensuale e perverso. Mentre il protagonista cerca la morte durante un volo, è colto da un improvviso desiderio di vivere e sopravvive. Le nuove tendenze narrative→ questi romanzi si allontanano sempre maggiormente dal modello naturalistico per andare in direzione del ROMANZO PSICOLOGICO, incentrandosi sulla visione soggettiva del protagonista e sull’esplorazione della sua coscienza e dei processi interiori. Questa impostazione è necessaria

lirica qui è pura musicalità, l’ispirazione poetica è più autentica, e rappresenta questo rapporto diretto con la natura. Il significato dell’opera è la manifestazione del superuomo, a cui soltanto è concesso di immedesimarsi con la natura, di trasumanare (> termine dantesco, andare oltre la natura umana) per immergersi direttamente con la natura per andare oltre il contatto umano. Solo il superuomo può abbracciare la natura, farla diventare parte di sé. Solo il superuomo riesce a cogliere questo scambio. Si ispira alle metamorfosi di Ovidio, il quale fa un’antologia di tutte le metamorfosi mitologiche.

La sera fiesolana

Questa poesia, composta nel 1889, descrive una sera di inizio giugno. È divisa in tre strofe, che descrivono in tre quadri diversi, i tre momenti della sera (la fine del pomeriggio, la sera, e l’inizio della notte). Leggendo l'opera si percepisce la presenza di due figure: una maschile, rappresentata da un uomo che coglie le foglie di un gelso, e una femminile, l’amante del poeta, a cui D'Annunzio si rivolge durante tutta la poesia. Le strofe sono separate da tre versi, i quali iniziano a tutti con la fase “laudata si”, queste parole sono tratte dal cantico delle creature di San Francesco, a cui tutta la poesia è ispirata. Possiamo notare analogie e differenze tra le due opere: Francesco, in chiave cristiana, esaltava l'unità tra di Dio e le sue creature, D'Annunzio, laico, quella tra la natura e i suoi elementi.

La pioggia nel pineto

“La pioggia nel pineto” è una tra le più belle poesie di D’Annunzio. E’ rivolta alla donna amata, Ermione. La scena si svolge in un bosco, nei pressi del litorale toscano, sotto la pioggia estiva. Il poeta passeggia con la sua donna, Ermione e la invita a stare in silenzio per sentire la musica delle gocce che cadono sul fogliame degli alberi. Inebriati dalla pioggia e dalla melodia della natura, il poeta e la sua donna si abbandonano al piacere delle sensazioni con un’adesione così totale che a poco a poco subiscono una metamorfosi fiabesca e si trasformano in creature vegetali. La poesia La pioggia nel pineto è ricca di enjambement e similitudini. Le rime sono libere e sono presenti molte onomatopee. KAFKA E TOZZI La letteratura cambia completamente, ed arriva a trattare del tema del rapporto con il padre, che spessissimo riconduce alla figura dell’inetto (es. Zeno Cosini). Questo mutamento sicuramente avviene anche grazie alle scoperte psicologiche, come la formulazione del complesso di Edipo, il quale riflette dunque sulla personalità della persona in relazione ai suoi genitori. Ciò si può rivedere in Kafka ed in Tozzi. Kafka scrive la famosa ‘lettera al padre’, in cui lo definisce un tiranno. Il padre di Tozzi, viene definito come molto simile a quello del primo autore, in quanto imprenditori di sé stessi ed aggressivi verso i figli. ITALO SVEVO Svevo è un personaggio particolare, il suo vero nome è Ettore Schmitz ed il suo nome è significativo. Nato a Trieste, era una zona contesa tra l’Italia, l’impero asburgico etc. Italo Svevo alludeva proprio a questo, che nella sua città c’erano più identità. I suoi genitori erano ebrei. Non fece studi classici, non conobbe i grandi classici, non era nobile, lavorava, scriveva per passione. Ebbe il successo con la coscienza di Zeno, e per gran parte della sua vita non ebbe successo letterario. E’ un personaggio che esula da quello che è il percorso tradizionale degli altri letterati. Prese lezioni di inglese da Joyce, il quale gli fece avere successo in Francia. Inoltre, suo cognato era paziente di Freud, quindi ebbe la possibilità di conoscere la psicoanalisi. Lavorò in banca, sua moglie era figlia di un grande imprenditore che lo assunse, viaggiò molto. La sua fame fu dovuta ad una recensione sulla coscienza di Zeno da Montale, figura importantissima del ‘900. Il suo è un romanzo innovativo; LA COSCIENZA DI ZENO

Italo Svevo scrive l’opera dopo altri due romanzi, ovvero Una Vita e Senilità. Pubblicato nel 1923, è fondamentale l’amicizia con Joyce, il quale inciterà lo scrittore a continuare a scrivere. Quest’opera viene scritta in un periodo particolarmente positivo della vita di Svevo, in quanto è ormai un uomo di successo nella società. Zeno Cosini è un personaggio da ‘manuale’, con tratti del nevrotico, pieno di sensi di colpa , inetto a causa del padre, e fortemente ipocondriaco. Viene ritenuta importante la presenza dei sogni, per l’interpretazione che gli viene fornita, e la narrazione, appartenente ad un io ‘inattendibile’, in quanto capace di mentire o di raccontare la storia dal suo punto di vista. Il romanzo è diviso in 6 capitoli, in cui si parla del rapporto tra il protagonista e il fumo, col padre etc. Nessuno degli eventi narrati sono ‘di rilievo’, ma sono importanti nella storia interiore di Zeno. La narrazione avviene secondo il filo della memoria del protagonista, quindi il tempo è misto. Il protagonista è il doppio dell’autore, in quanto ha problemi di fumo, suona lo stesso strumento – il violino, etc. Zeno chiaramente è un inetto, un disadattato che non riesce a portare a termine i suoi obiettivi, come quello del fumo. Nonostante ciò, è un inetto ‘vincente ’, poiché comprende di essere malato, come ammette lui stesso. Alla fine dell’opera, il protagonista comprende però che è la vista stessa ad essere malata , poiché inquinata dalla civiltà moderna. LUIGI PIRANDELLO Pirandello nasce nel 1867 in Sicilia, ad Agrigento, da un padre proprietario di una miniera di zolfo. Anche lui, come Kafka e Tozzi, riscontra problemi con il padre, il quale è arrogante e violento. Al contrario, è legato con sua madre. A vent’anni inizia a girare il mondo, si trasferisce a Roma e poi in Germania, dove leggerà dei testi filosofici in lingua originale. Dopo il matrimonio con Antonietta, si stabilisce a Roma. Qualche anno dopo, la miniera di zolfo di famiglia si allaga e Pirandello cade in disgrazia. Non a caso sua moglie inizia ad avere un disturbo psichico, per cui sarà rinchiusa nel 1919. Interessato al teatro, riesce ad avere fama internazionale, difatti con ‘Come tu mi vuoi’ riesce a ricavare 40 mila dollari. LA FILOSOFIA DI PIRANDELLO In “Arte e coscienza d’oggi” critica il progresso della scienza che ha tolto all’uomo la fede in Dio che secondo Pirandello ormai non si può ripristinare. Inoltre Pirandello ammette l’esistenza di personalità multiple che vivono all’interno di noi dopo aver letto un saggio di Alfred Binet e nonostante non avesse conosciuto Freud, ammette anche l’esistenza dell’inconscio da dove provengono quelle pulsioni contrapposte alla moralità. Inoltre, parla della maschera (chiamata da lui forma) da noi assunta, che però, come afferma nell'Umorismo finisce prima o poi per cadere anche per motivazioni banali e barlumi improvvisi rivelatori costringendoci a vederci realmente per come siamo, tuttavia vedersi per come si è realmente porta a esiti negativi: suicidio, follia, evasione dalla realtà cercando una dimensione alternativa. L’UMORISMO Pirandello elaborò un saggio sull’umorismo in cui definisce la sua scrittura come umoristica, diversa dalla comica poiché si ferma all’avvertimento del contrario, ovvero il presentimento di qualcosa di anormale, mentre nella scrittura umoristica c’è il sentimento del contrario , ovvero il portare alla riflessione del contrario. Difatti, l’umorismo è un’arte doppia, in cui ‘una faccia ride del pianto della faccia opposta’. Analizza il problema reale. Tema della famiglia Viene analizzato da un punto di vista di smascheramento delle ipocrisie, la differenza tra apparenza e realtà> anche se spesso sfociano in follia. Come in Pensaci Giacuminu,

suo falso amante e consuma veramente l’adulterio, in concomitanza con il suo rientro a casa poiché il marito non riusciva a vivere senza di lei. IL FU MATTIA PASCAL Pubblicato nel 1904, racconta la storia di un uomo, Mattia Pascal, il quale dopo la vittoria di un’ingente somma e la falsa morte sui giornali, scappa e si crea una nuova identità, Adriano Meis. Dopo varie peripezie, è costretto a tornare a casa sua ma scopre che sua moglie si è risposata. Per cui rimane solo, spettatore della sua stessa vita. QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO Pubblicato nel 1925, è un romanzo poco lineare, frammentario, che ricorda molto ‘il fu Mattia Pascal’ in quanto anche qui il protagonista è escluso dalla propria vita. Distinzione tra esaltazione della civiltà ed odio per il progresso, che aliena l’uomo. Il narratore è un inetto, un escluso dalla vita. Si guarda vivere per tutto il romanzo. UNO, NESSUNO, CENTOMILA E’ un romanzo che racchiude tutto ciò che è Pirandello, come da lui stesso affermato. Composto in 8 libri, i nomi di ogni capitoletto sono sempre sarcastici e pungenti (ex. ‘E dunque?). Inoltre, è un romanzo quasi privo di eventi e fondato su delle digressioni. IL FU MATTIA PASCAL Il fu mattia pascal è il capolavoro di Pirandello. Lo scrive quando si trova in un momento drammatico della sua vita, a causa dei problemi di sua moglie e la sua questione economica. Per l’appunto, l’opera viene scritta a puntate per una rivista. Non viene progettata nell’intero, ma pensata per puntata, dunque per questo è così piena di avventure. Il titolo Già il titolo causa curiosità nei lettori, in quanto parla di un uomo morto. Anche i nomi dei capitoli sono emblematici, ad esempio ‘cambio treno’. STRUTTURA Il romanzo è costituito da 18 capitoli, e fanno parte di esso due premesse: 1 PREMESSA In questa premessa, viene presentato Mattia Pascal come un narratore inattendibile. Inoltre, viene specificato come questa storia non sia la conseguenza della decadenza dei costumi, ma solo uno strano caso isolato. 2 PREMESSA Mattia Pascal: un inetto Mattia Pascal è un inetto della vita, un antieroe, come i personaggi di Tozzi ad esempio. Pirandello, qui, contrappone questo fallimento al vedersi vivere, in quanto personaggio disadattato: difatti, inizialmente è vittima del rapporto con la propria famiglia, nella parte centrale non vuole più essere Adriano Meis, mentre alla fine è costretto a rifugiarsi nella sua biblioteca. Quest’opera è una autobiografia, scritta dal protagonista anni dopo le vicende

Le tecniche narrative L’opera viene narrata in prima persona, dunque il punto di vista è soggettivo. Le vicende, presentano vari andamenti tra il presente ed il passato, dunque la narrazione non è lineare. ‘Mattia Pascal cambia treno’ P 609 In questa lettura, Pascal legge su un giornale della morte di un uomo a Miragno. Incuriosito, continua a leggere e scopre di essere proprio lui l’uomo identificato. Impanicato, pensa subito a come dire la verità. Poi, ha un colpo di genio e capisce di essere libero, e con una fortuna monetaria nelle tasche. “Mattia Pascal diventa Adriano Meis” (Il fu Mattia Pascal; cap.8) Mattia, adesso contenuto di potersi creare una nuova identità promette di prendersene cura, di visitare posti e paesaggi, di educarsi, e decide di sistemarmi la barba dal barbiere evidenziandone così l’occhio strabico e il mento. Tuttavia questa felicità sembra per un attimo spegnersi quando vede l’anello del matrimonio con sua moglie Romilda: non sa cosa fare, prima pensa di lanciarlo dal finestrino ma poi se ne pente per la paura che la sua identità venga scoperta, e infine, una volta che il treno si è fermato in stazione, decide di intombare l’anello nel bagno delle donne. ‘Il suicidio di Adriano Meis’ P 616 Adriano decide di simulare il suo suicidio, in quanto impossibilitato a crearsi veramente e legalmente una nuova identità. TEATRO PIRANDELLIANO Tutta la sua produzione teatrale sconvolge le modalità tradizionali della rappresentazione teatrale borghese, quindi anche se apparentemente le prime trame sembrano riprendere la rappresentazione teatrale borghese (famiglie, triangoli amorosi, adulterio, questioni economiche, gelosie), in realtà le tematiche vengono riprese in maniera nuova, in maniera esasperata fino a rendere le trame assurde e fino a stravolgere la verosimiglianza della rappresentazione (caratteristica del mondo borghese), infatti la psicologia dei personaggi è incorrente e le situazioni sono assurde e non fedeli alla realtà. La sua produzione teatrale comprende ad esempio La patente, il gioco delle parti, l’uomo dal fiore in bocca, Maschere nude (titolo umoristico perché tutti assumono delle maschere) e ripropone tematiche e situazioni già ricorrenti nella sua produzione narrativa ma con più decisione e con forma migliore perché le mette in campo e in azione attraverso il teatro, tra le varie tematiche: conflitto tra realtà e finzione, maschere e volti, follia 1⁰ FASE DEL TEATRO DI PIRANDELLO: DIALETTALE Difatti Pirandello viene anche scambiato per una drammaturga naturalista e verista perché nelle sue opere teatrali utilizza il dialetto dopo l’incontro dell’attore dialettale Angelo Musco e il drammaturgo Nino Martoglio. Opere teatrali dialettali: “A’ patenti”, “A’ giarra”, “Pensaci Giacominu!” Pensaci Giacominu: storia di un vecchio che sposa una giovane ragazza che lo tradisce, ma il marito accetta questa relazione adulterina tra lei e il suo giovane allievo. Questo ragazzo viene addirittura accettato in casa e diventa ufficialmente l’amante della moglie, e il vecchio accetta i tradimenti perché il tradimento non verrebbe più attribuito a lui, ma al ruolo che egli ha alla parte che lui interpreta, cioè la professione di marito. 2⁰ FASE DEL TEATRO DI PIRANDELLO: TEATRO GROTTESCO La rappresentazione tragica di una situazione