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Programma di 5 superiore di matematica
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Si chiama funzione f di dominio A e codominio B una relazione che associa a ogni elemento di A uno e
un solo elemento di B.
A variabile reale
Se A e B sono sottoinsiemi di R, la funzione si dice reale di variabile reale.
L’insieme dei valori di x per cui è definita l’espressione f(x).
o Intere (razionali, irrazionali)
o Frazionarie (razionali, irrazionali)
Sia data una funzione y=f(x), avente dominio D, tale che per ogni x
D anche –x
Una funzione f si dice invertibile se e solo se esiste una corrispondenza biunivoca tra il dominio della
funzione il suo insieme immagine.
Si chiama funzione inversa di f, la funzione che associa a ciascun elemento dell’immagine di f la sua
unica controimmagine.
Permette di definire una nuova funzione a partire da due funzioni f e g assegnate.
Date due funzioni f e g, si dice funzione composta di f e g: (g o f)(x)=g(f(x)).
Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.
condizioni:
o M appartiene ad A
o M è un maggiorante (>= a tutti gli altri elementi) di A
gli altri elementi) di A.
Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.
Si chiama intorno (circolare) di un numero reale
x
0
di raggio r, con r>0, l’intervallo aperto (
x
0
-r;
x
0
+r).
Intorno destro: (
x
0
x
0
+r).
Intorno sinistro: (
x
0
-r;
x
0
Chiamiamo intorno di meno infinto ogni intervallo di tipo (-
;-M) e intorno di più infinito ogni
intervallo del tipo (M;+
), con M>0.
Sia A sottoinsieme di R, si dice che
x
0
R è un punto di accumulazione per A se in ogni intorno di
x
0
cadono infiniti punti di A.
Punto isolato: punto che appartiene ad A e non è di accumulazione.
Siano x
0
,l ∈ R
¿
¿
=R ∪ {± ∞ }) e sia f(x) una funzione di dominio D, tale che
x
0
sia un punto di
accumulazione per D. Diremo che la funzione f(x) tende a l quando x tende a
x
0
, se per ogni intorno U
di l esiste un intorno V di
x
0
tale che per ogni
x ∈ V ∩ D , con
x ≠ x
0
, risulta f (x) ∈ U.
Se una funzione f(x) ammette limite per
x → x
0
con x ∈ R
¿
, questo limite è unico.
Siano f(x), g(x), h(x) tre funzioni con
x
0
punto di accumulazione, se esiste un intorno
I (x
0
tale che
f ( x ) ≤ g ( x ) ≤ h ( x ) ∀ x ∈
[
x
0
]
−{x
0
e se
lim
x→ x 0
f (x)=lim
x → x 0
h( x )=l
allora
lim
x→ x 0
g( x )=l
Se per per
x → x
0
con x ∈ R
¿
, la funzione f(x) ammette limite finito l , positivo (negativo), allora esiste
un intorno di
x
0
per ogni x del quale
(−{ x
0
f(x) è positiva.
Una funzione f, definita in un intorno (completo) di
x
0
, si dice continua nel punto
x
0
quando
lim
x→ x 0
f (x)=f ( x
0
a
specie / con salto:
l
+¿≠ l −¿¿
¿
a
specie / essenziale: almeno uno tra
l
+¿¿
ed
l
−¿ ¿
∄ o=± ∞
a
specie /eliminabile:
l
+¿=l −¿¿
¿
ma ∄ f (x
0
Teoremi della funzione continua
Sia f(x) una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato [a;b] con f (a)∙ f (b)< 0 , allora la
funzione ammette almeno uno zero, ossia esiste un punto
x
0
∈ ¿ a ; b ¿ .
Sia f(x) una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato [a,b]. Allora f(x) assume un valore
minimo m e un valore massimo M nell’intervallo [a,b]: m<f(x)<M.
Sia f(x) una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato [a,b]. Allora f(x) assume almeno una
volta tutti i valori compresi tra il suo minimo e il suo massimo nell’intervallo [a,b].
Verticali
Sia
x
0
lim
x→ x
0
±
f ( x )=± ∞
Orizzontali
lim
x→ ±∞
f ( x )=l ∈ R
Obliqui
Possono presentarsi se non esistono asintoti orizzontali.
y=mx+q m= lim
x →∞
f ( x )
x
q= lim
x →∞
[f ( x )−mx ]
Rapporto tra l’incremento registrato dalla funzione quando la variabile indipendente passa dal valore
x
0
al valore
x
0
+h
.
Limite del rapporto incrementale per
h → 0
. Una funzione, definita in un intorno di
x
0
, si dice
derivabile in
x
0
se
lim
h → 0
f
x
0
+h
−f ( x
0
h
esiste ed è finito.
Significato geometrico
Derivata in un punto rappresenta coefficiente angolare della retta tangente in quel punto.
Insieme delle primitive di
f in
G ( x )=F ( x )+ c c ∈ R
L’insieme di tutte le primitive di una funzione f si dice integrale indefinito della funzione f.
∫ f ( x) dx=F ( x ) + c
Sia
con
f ( x ) ≥ 0 ∀ x ∈ [a , b]
. Consideriamo i punti
a=x
0
, x
1
, x
2
,… , x
n
=b
che suddividono
∆ x=
b−a
n
Scelto in ciascuno degli intervalli [
x
i− 1
, x
i
] un punto arbitrario
c
i
, si dice Somma di Riemann della
n
∑
i= 1
n
f (c
i
) ∙ ∆ x
Sia
continua, si dice integrale definito di
f su
[a , b] il
lim
n →+∞
n
= lim
n →+∞
∑
i= 1
n
f
c
i
∆ x
che viene indicato col simbolo ∫
a
b
f ( x ) dx
∫
a
x
f ( t) dt
Afferma che, sia
continua, esiste almeno un punto
c appartenente all’intervallo
tale
∫
a
b
f ( x ) dx=f (c)∙ f ( b−a) quindi
f ( c) =μ→ media integrale (valore medio di f ( x) in
continua ed è una primitiva di f (x), ovvero: F
'
x
=f
x
∀ x ∈ [a , b]
Sia
una funzione continua e
una qualunque primitiva di
f , allora:
∫
a
b
f ( x ) dx=[F (x )]
a
b
=F ( b)−F (a)
grafici è: ∫
a
b
[f ( x )−g(x )]dx
Consideriamo un solido limitato da due piani perpendicolari all’asse x, che lo intersecano nelle ascisse
a e
b
. Suddivido
in
n intervalli di ampiezza
∆ x=
b−a
n
. Scelgo
c
i
in ogni intervallo [
x
i− 1
, x
i
] in modo
che l’area della sezione sul sottointervallo sia
S(c
i
L’approssimazione del volume del solido è V = ∑
i= 1
n
S (c
i
)∙ Δ x
Con
∆ x → 0 , volume solido di sezione
S ( x ) , x ∈ [a , b ] :
V = lim
n→+ ∞
∑
i= 1
n
c
i
∫
a
b
S ( x ) dx
Solidi di rotazione:
V =π
a
b
[f ( x ) ]
2
dx
Un’equazione differenziale è un’equazione in cui l’incognita è una funzione, e in cui compaiono una o
più derivate della funzione incognita.
Sia
y=f ( x )= y (x) una funzione di classe C
(n )
n volte derivabile con derivata continua.
L’equazione F ( x , y ( x ) , y
'
( x ) , y
' '
( x ) , … , y
( n)
( x ) )= 0
[1] si dice equzione differenziale.
Dunque è un’uguaglianza in cui l’incognita è una funzione y= y (x), contiene oltre alla funzione e alla
variabile indipendente
x anche le
n derivate della funzione.
Si dice che [1] ha ordine
n (ordine massimo di derivata che compare nell’equazione differenziale [1]).
Soluzione di un’equazione differenziale
y=f ( x )= y (x) si dice soluzione di un’equazione differenziale di un determinato tipo quando l’insieme
delle sue derivate rende l’equazione un’identità.
Un’equazione differenziale del primo ordine si dice lineare quando si può scrivere nella forma:
y
'
=a ( x ) y+b(x ) essendo
y la funzione incognita e
a ( x ) , b ( x ) due funzioni assegnate, continue in un
intervallo
Integrale generale di un’ equazione differenziale lineare del primo ordine
L’integrale generale dell’equazione y
'
=a ( x ) y+ b( x ) è espresso dalla formula:
y=e
A (x)
∫
e
− A ( x )
b ( x ) dx
con
A ( x )=
∫
a ( x ) dx
Un’equazione differenziale del primo ordine si dice a variabili separabili quando la derivata prima
della funzione incognita può scriversi come prodotto di una funzione della sola variabile indipendente
x e di una funzione nella sola incognita y, cioè quando l’equazione può scriversi nella forma:
y
'
=a
x
b( y )
dove a (x) e b ( y) si suppongono due funzioni continue in opportuni intervalli.
Deteriminare la soluzione di un’equazione differenziale di primo ordine che ha la condizione
y
x
0
= y
0
viene detto problema di Cauchy. Ha una ed una sola soluzione locale.
y
'
=a ( x ) y +b (x)
y
x
0
= y
0
oppure
y
'
=a ( x) b ( y)
y
x
0
= y
0
Un problema di Cauchy del primo ordine, nell’ipotesi che la funzione incognita
y (x ) sia di classe C
1
cioè derivabile con derivata prima continua, ha una ed una sola soluzione locale (nell’intorno di
x
0
Un’equazione lineare omogenea del secondo ordine a coefficienti costanti assume la forma:
y
' '
'
+qy= 0 con p , q ∈ R
Si dice equazione caratteristica dell’equazione lineare omogenea la relazione: λ
2
L’integrale generale dipende dal discriminante dell’equazione caratteristica e, indicate con
λ
1
e
λ
2
le
sue soluzioni, si ha che:
y=c
1
e
λ 1
x
+c
2
e
λ 2
x
se ∆ > 0
y=c
1
e
λx
+c
2
e
λx
se ∆= 0
y=e
αx
(c
1
cosβx+c
2
sinβx)
se ∆ < 0 ( λ
1
=α +iβ ; λ
2
=α−iβ)