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programma matematica 5 superiore, Schemi e mappe concettuali di Matematica

Programma di 5 superiore di matematica

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 10/08/2021

bruno-vespa
bruno-vespa 🇮🇹

3.5

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MATEMATICA
FUNZIONE
Si chiama funzione f di dominio A e codominio B una relazione che associa a ogni elemento di A uno e
un solo elemento di B.
A variabile reale
Se A e B sono sottoinsiemi di R, la funzione si dice reale di variabile reale.
DOMINIO
L’insieme dei valori di x per cui è definita l’espressione f(x).
CLASSIFICAZIONE
- Trascendenti (ln, sin)
- Algebriche
oIntere (razionali, irrazionali)
oFrazionarie (razionali, irrazionali)
PARI E DISPARI
Sia data una funzione y=f(x), avente dominio D, tale che per ogni x
D anche –x
D.
- Pari: f(-x)=f(x), grafico simmetrico rispetto ad asse y
- Dispari: f(-x)=-f(x), grafico simmetrico rispetto all’origine
FUNZIONE INVERTIBILE
Una funzione f si dice invertibile se e solo se esiste una corrispondenza biunivoca tra il dominio della
funzione il suo insieme immagine.
FUNZIONE INVERSA
Si chiama funzione inversa di f, la funzione che associa a ciascun elemento dell’immagine di f la sua
unica controimmagine.
COMPOSIZIONE DI FUNZIONI
Permette di definire una nuova funzione a partire da due funzioni f e g assegnate.
Date due funzioni f e g, si dice funzione composta di f e g: (g o f)(x)=g(f(x)).
MASSIMO E MINIMO DI UN INSIEME
Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.
- Un numero reale M si dice massimo di A quando sono verificate entrambe le seguenti
condizioni:
oM appartiene ad A
oM è un maggiorante (>= a tutti gli altri elementi) di A
- Un numero reale m si dice minimo di A quando appartiene ad A ed è un minorante (<= a tutti
gli altri elementi) di A.
ESTREMO SUPERIORE ED ESTREMO INFERIORE DI UN INSIEME
Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.
- Si chiama estremo superiore di A, se esiste, il minimo dell’insieme dei maggioranti di A.
- Si chiama estremo inferiore di A, se esiste, il massimo dell’insieme dei minoranti di A.
INTORNO DI UN PUNTO
Si chiama intorno (circolare) di un numero reale
x0
di raggio r, con r>0, l’intervallo aperto (
x0
-r;
x0
+r).
Intorno destro: (
x0
;
x0
+r).
Intorno sinistro: (
x0
-r;
x0
).
INTORNO DI MENO INFINITO E DI PIÙ INFINITO
Chiamiamo intorno di meno infinto ogni intervallo di tipo (-
;-M) e intorno di più infinito ogni
intervallo del tipo (M;+
), con M>0.
PUNTO DI ACCUMULAZIONE
Sia A sottoinsieme di R, si dice che
x0
R è un punto di accumulazione per A se in ogni intorno di
x0
cadono infiniti punti di A.
Punto isolato: punto che appartiene ad A e non è di accumulazione.
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Scarica programma matematica 5 superiore e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Matematica solo su Docsity!

MATEMATICA

FUNZIONE

Si chiama funzione f di dominio A e codominio B una relazione che associa a ogni elemento di A uno e

un solo elemento di B.

A variabile reale

Se A e B sono sottoinsiemi di R, la funzione si dice reale di variabile reale.

DOMINIO

L’insieme dei valori di x per cui è definita l’espressione f(x).

CLASSIFICAZIONE

  • Trascendenti (ln, sin)
  • Algebriche

o Intere (razionali, irrazionali)

o Frazionarie (razionali, irrazionali)

PARI E DISPARI

Sia data una funzione y=f(x), avente dominio D, tale che per ogni x

D anche –x

D.

  • Pari: f(-x)=f(x), grafico simmetrico rispetto ad asse y
  • Dispari: f(-x)=-f(x), grafico simmetrico rispetto all’origine

FUNZIONE INVERTIBILE

Una funzione f si dice invertibile se e solo se esiste una corrispondenza biunivoca tra il dominio della

funzione il suo insieme immagine.

FUNZIONE INVERSA

Si chiama funzione inversa di f, la funzione che associa a ciascun elemento dell’immagine di f la sua

unica controimmagine.

COMPOSIZIONE DI FUNZIONI

Permette di definire una nuova funzione a partire da due funzioni f e g assegnate.

Date due funzioni f e g, si dice funzione composta di f e g: (g o f)(x)=g(f(x)).

MASSIMO E MINIMO DI UN INSIEME

Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.

  • Un numero reale M si dice massimo di A quando sono verificate entrambe le seguenti

condizioni:

o M appartiene ad A

o M è un maggiorante (>= a tutti gli altri elementi) di A

  • Un numero reale m si dice minimo di A quando appartiene ad A ed è un minorante (<= a tutti

gli altri elementi) di A.

ESTREMO SUPERIORE ED ESTREMO INFERIORE DI UN INSIEME

Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.

  • Si chiama estremo superiore di A, se esiste, il minimo dell’insieme dei maggioranti di A.
  • Si chiama estremo inferiore di A, se esiste, il massimo dell’insieme dei minoranti di A.

INTORNO DI UN PUNTO

Si chiama intorno (circolare) di un numero reale

x

0

di raggio r, con r>0, l’intervallo aperto (

x

0

-r;

x

0

+r).

Intorno destro: (

x

0

x

0

+r).

Intorno sinistro: (

x

0

-r;

x

0

INTORNO DI MENO INFINITO E DI PIÙ INFINITO

Chiamiamo intorno di meno infinto ogni intervallo di tipo (-

;-M) e intorno di più infinito ogni

intervallo del tipo (M;+

), con M>0.

PUNTO DI ACCUMULAZIONE

Sia A sottoinsieme di R, si dice che

x

0

R è un punto di accumulazione per A se in ogni intorno di

x

0

cadono infiniti punti di A.

Punto isolato: punto che appartiene ad A e non è di accumulazione.

LIMITE

Siano x

0

,l R

¿

( R

¿

=R {± ∞ }) e sia f(x) una funzione di dominio D, tale che

x

0

sia un punto di

accumulazione per D. Diremo che la funzione f(x) tende a l quando x tende a

x

0

, se per ogni intorno U

di l esiste un intorno V di

x

0

tale che per ogni

x V ∩ D , con

x ≠ x

0

, risulta f (x) U.

TEOREMA DELL’UNICITÀ DEL LIMITE

Se una funzione f(x) ammette limite per

x → x

0

con x R

¿

, questo limite è unico.

TEOREMA DEL CONFRONTO

Siano f(x), g(x), h(x) tre funzioni con

x

0

punto di accumulazione, se esiste un intorno

I (x

0

tale che

f ( x ) ≤ g ( x ) ≤ h ( x ) x

[

I

x

0

∩ D

]

−{x

0

e se

lim

x→ x 0

f (x)=lim

x → x 0

h( x )=l

allora

lim

x→ x 0

g( x )=l

TEOREMA DELLA PERMANENZA DEL SEGNO

Se per per

x → x

0

con x R

¿

, la funzione f(x) ammette limite finito l , positivo (negativo), allora esiste

un intorno di

x

0

per ogni x del quale

(−{ x

0

f(x) è positiva.

CONTINUITÀ

Una funzione f, definita in un intorno (completo) di

x

0

, si dice continua nel punto

x

0

quando

lim

x→ x 0

f (x)=f ( x

0

DISCONTINUITÀ

a

specie / con salto:

l

+¿≠ l −¿¿

¿

a

specie / essenziale: almeno uno tra

l

+¿¿

ed

l

−¿ ¿

o=± ∞

a

specie /eliminabile:

l

+¿=l −¿¿

¿

ma f (x

0

Teoremi della funzione continua

TEOREMA DEGLI ZERI – BOLZANO

Sia f(x) una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato [a;b] con f (a)∙ f (b)< 0 , allora la

funzione ammette almeno uno zero, ossia esiste un punto

x

0

¿ a ; b ¿ .

TEOREMA DI WEIERSTRASS

Sia f(x) una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato [a,b]. Allora f(x) assume un valore

minimo m e un valore massimo M nell’intervallo [a,b]: m<f(x)<M.

TEOREMA DEI VALORI INTERMEDI

Sia f(x) una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato [a,b]. Allora f(x) assume almeno una

volta tutti i valori compresi tra il suo minimo e il suo massimo nell’intervallo [a,b].

ASINTOTI

Verticali

Sia

x

0

∉ D

lim

x→ x

0

±

f ( x )=± ∞

Orizzontali

lim

x→ ±∞

f ( x )=l R

Obliqui

Possono presentarsi se non esistono asintoti orizzontali.

y=mx+q m= lim

x →∞

f ( x )

x

q= lim

x →∞

[f ( x )−mx ]

RAPPORTO INCREMENTALE

Rapporto tra l’incremento registrato dalla funzione quando la variabile indipendente passa dal valore

x

0

al valore

x

0

+h

.

DERIVATA

Limite del rapporto incrementale per

h → 0

. Una funzione, definita in un intorno di

x

0

, si dice

derivabile in

x

0

se

lim

h → 0

f

x

0

+h

−f ( x

0

h

esiste ed è finito.

Significato geometrico

Derivata in un punto rappresenta coefficiente angolare della retta tangente in quel punto.

Insieme delle primitive di

f in

I

G ( x )=F ( x )+ c c R

INTEGRALE INDEFINITO

L’insieme di tutte le primitive di una funzione f si dice integrale indefinito della funzione f.

∫ f ( x) dx=F ( x ) + c

SOMMA DI RIEMANN

Sia

f : [ a , b ] → R

con

f ( x ) ≥ 0 x [a , b]

. Consideriamo i punti

a=x

0

, x

1

, x

2

,… , x

n

=b

che suddividono

l’intervallo [ a , b ] in n sottointervalli di uguale ampiezza

∆ x=

b−a

n

Scelto in ciascuno degli intervalli [

x

i− 1

, x

i

] un punto arbitrario

c

i

, si dice Somma di Riemann della

funzione f nell’intervallo [ a , b ] : S

n

i= 1

n

f (c

i

) ∙ ∆ x

INTEGRALE DEFINITO (DI RIEMANN)

Sia

f : [ a , b ] → R

continua, si dice integrale definito di

f su

[a , b] il

lim

n →+∞

S

n

= lim

n →+∞

i= 1

n

f

c

i

∆ x

che viene indicato col simbolo ∫

a

b

f ( x ) dx

FUNZIONE INTEGRALE

Supponia che f sia continua in [ a , b ], per ogni x ∈ [ a , b] , f sarà continua anche nell’intervallo [ a , x ].

Si chiama funzione integrale di f , la funzione F :[ a , b ] → R dove F ( x )=

a

x

f ( t) dt

TEOREMA DELLA MEDIA INTEGRALE

Afferma che, sia

f : [ a , b ] → R

continua, esiste almeno un punto

c appartenente all’intervallo

[ a , b ]

tale

che area del rettangolo di altezza f (c ) e base [ a , b ] risulta uguale ad area del trapezoide di base [ a , b ].

a

b

f ( x ) dx=f (c)∙ f ( b−a) quindi

f ( c) =μ→ media integrale (valore medio di f ( x) in

[ a , b ]

TEOREMA FONDAMENTALE DEL CALCOLO INTEGRALE – TEOREMA DI TORRICELLI – BARROW

Sia f : [ a , b ] → R continua e F :[ a , b ] → R la funzione integrale associata. Allora F è derivabile,

continua ed è una primitiva di f (x), ovvero: F

'

x

=f

x

x [a , b]

COROLLARIO TEOREMA DI TORRICELLI – BARROW – FORMULA DI NEWTON – LEIBNIZ

Sia

f : [ a , b ] → R

una funzione continua e

F :[ a , b ] → R

una qualunque primitiva di

f , allora:

a

b

f ( x ) dx=[F (x )]

a

b

=F ( b)−F (a)

CALCOLO DELLE AREE

Siano f e g continue su [ a , b ], f ( x ) ≥ g ( x ) ∀ x ∈ [a , b], l’area della regione di piano delimitata dai due

grafici è: ∫

a

b

[f ( x )−g(x )]dx

CALCOLO DEI VOLUMI

Consideriamo un solido limitato da due piani perpendicolari all’asse x, che lo intersecano nelle ascisse

a e

b

. Suddivido

[ a , b ]

in

n intervalli di ampiezza

∆ x=

b−a

n

. Scelgo

c

i

in ogni intervallo [

x

i− 1

, x

i

] in modo

che l’area della sezione sul sottointervallo sia

S(c

i

L’approssimazione del volume del solido è V = ∑

i= 1

n

S (c

i

)∙ Δ x

Con

∆ x → 0 , volume solido di sezione

S ( x ) , x [a , b ] :

V = lim

n→+ ∞

i= 1

n

S

c

i

a

b

S ( x ) dx

Solidi di rotazione:

V =π

a

b

[f ( x ) ]

2

dx

EQUAZIONE DIFFERENZIALE

Un’equazione differenziale è un’equazione in cui l’incognita è una funzione, e in cui compaiono una o

più derivate della funzione incognita.

Sia

y=f ( x )= y (x) una funzione di classe C

(n )

(D):

n volte derivabile con derivata continua.

L’equazione F ( x , y ( x ) , y

'

( x ) , y

' '

( x ) , … , y

( n)

( x ) )= 0

[1] si dice equzione differenziale.

Dunque è un’uguaglianza in cui l’incognita è una funzione y= y (x), contiene oltre alla funzione e alla

variabile indipendente

x anche le

n derivate della funzione.

Si dice che [1] ha ordine

n (ordine massimo di derivata che compare nell’equazione differenziale [1]).

Soluzione di un’equazione differenziale

y=f ( x )= y (x) si dice soluzione di un’equazione differenziale di un determinato tipo quando l’insieme

delle sue derivate rende l’equazione un’identità.

EQUAZIONE DIFFERENZIALE LINEARE DEL PRIMO ORDINE

Un’equazione differenziale del primo ordine si dice lineare quando si può scrivere nella forma:

y

'

=a ( x ) y+b(x ) essendo

y la funzione incognita e

a ( x ) , b ( x ) due funzioni assegnate, continue in un

intervallo

I

Integrale generale di un’ equazione differenziale lineare del primo ordine

L’integrale generale dell’equazione y

'

=a ( x ) y+ b( x ) è espresso dalla formula:

y=e

A (x)

e

− A ( x )

b ( x ) dx

con

A ( x )=

a ( x ) dx

EQUAZIONE DIFFERENZIALE A VARIABILI SEPARABILI

Un’equazione differenziale del primo ordine si dice a variabili separabili quando la derivata prima

della funzione incognita può scriversi come prodotto di una funzione della sola variabile indipendente

x e di una funzione nella sola incognita y, cioè quando l’equazione può scriversi nella forma:

y

'

=a

x

b( y )

dove a (x) e b ( y) si suppongono due funzioni continue in opportuni intervalli.

PROBLEMA DI CAUCHY

Deteriminare la soluzione di un’equazione differenziale di primo ordine che ha la condizione

y

x

0

= y

0

viene detto problema di Cauchy. Ha una ed una sola soluzione locale.

y

'

=a ( x ) y +b (x)

y

x

0

= y

0

oppure

y

'

=a ( x) b ( y)

y

x

0

= y

0

TEOREMA – UNICITÀ SOLUZIONE PROBLEMA DI CAUCHY

Un problema di Cauchy del primo ordine, nell’ipotesi che la funzione incognita

y (x ) sia di classe C

1

cioè derivabile con derivata prima continua, ha una ed una sola soluzione locale (nell’intorno di

x

0

EQUAZIONE DIFFERENZIALE LINEARE DEL SECONDO ORDINE

Un’equazione lineare omogenea del secondo ordine a coefficienti costanti assume la forma:

y

' '

  • p y

'

+qy= 0 con p , q R

Si dice equazione caratteristica dell’equazione lineare omogenea la relazione: λ

2

  • pλ+ q= 0

L’integrale generale dipende dal discriminante dell’equazione caratteristica e, indicate con

λ

1

e

λ

2

le

sue soluzioni, si ha che:

y=c

1

e

λ 1

x

+c

2

e

λ 2

x

se ∆ > 0

y=c

1

e

λx

+c

2

e

λx

se ∆= 0

y=e

αx

(c

1

cosβx+c

2

sinβx)

se ∆ < 0 ( λ

1

=α +iβ ; λ

2

=α−iβ)