Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Sistemi di Misurazione Analitica dei Costi: Un Approfondimento, Sintesi del corso di Programmazione e controllo

cap 1-12 programmazione e controllo

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 01/07/2017

flavia001
flavia001 🇮🇹

4.3

(3)

3 documenti

1 / 12

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
PREMESSA
Il controllo di gestione è un sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la gestione
si stia svolgendo in condizioni di efficienza ed efficacia in modo da raggiungere gli obiettivi di fondo della
gestione stabiliti dalla pianificazione strategica. Le componenti del sistema direzionale:
Componente strutturale: articolazione in sub sistemi; insieme di metodologie di misurazione
contabile ed extracontabile.
Componente di processo: l’attività manageriale.
L’ efficienza è l’attitudine di un sistema a minimizzare gli input a parità di output. L’efficacia è l’attitudine
di un sistema a raggiungere gli obiettivi stabiliti. Gli attori del controllo di gestione sono:
L’alta direzione
Tutti i manager
I controller
Gli obiettivi di fondo sono generalmente quelli di redditività e di creazione di valore economico, sono gli
obiettivi di lungo periodo.
L’ATTIVITA DI DIREZIONE E IL SISTEMA DI MISURAZIONE
DEI COSTI: un quadro di riferimento
Dirigere un’impresa significa prendere decisioni di reperimento, allocazione e impiego di risorse (materiali,
immateriali, finanziarie, umane, tecnologiche ecc.) per garantire efficacia ed efficienza ai processi che
connotano la sua combinazione produttiva generale.
I fabbisogni informativi del management e il sistema di controllo direzionale: un modello di
riferimento.
Il management delle imprese per assicurare un uso efficiente ed efficacie delle risorse, ha la necessità di
disporre di informazioni per un apprezzamento economico delle scelte che è chiamato a compiere. Esso
necessita di un adeguato sistema informativo amministrativo che elabori dati elementari, monetari e non
monetari, e produca informazioni economiche utili alla direzione, svolgendo un importante ruolo di supporto
all’attività di governo dell’impresa. In termini generali è possibile affermare che tale sistema è riconducibile
a tre dimensioni tra loro strettamente interrelate: i dati elementari disponibili, i processi elaborativi cui gli
stessi possono essere sottoposti, e le informazioni ottenibili. I dati rappresentano i fattori in input del
processo elaborativo. Si tratta di fattori non necessariamente monetari che devono essere sottoposti a un
processo di elaborazione. Quest’ultimo comprende l’insieme organizzato di strumenti, procedure e risorse
informatiche atte a trasformare gli input in output utili al management. Le informazioni (output) del processo
elaborativo sono valori economici selezionati e ordinati secondo particolari esigenze conoscitive
dell’utilizzatore o specifici problemi da risolvere. La necessità di attingere a dati elementari da sottoporre a
elaborazione per ottenere informazioni utili a fini gestionali richiama l’attenzione su alcuni attributi da
riferire alle diverse componenti del sistema informativo descritto, tra cui:
L’attendibilità delle fonti e dei dati elementari in ingresso nel processo elaborativo
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa

Anteprima parziale del testo

Scarica Sistemi di Misurazione Analitica dei Costi: Un Approfondimento e più Sintesi del corso in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

PREMESSA

Il controllo di gestione è un sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la gestione si stia svolgendo in condizioni di efficienza ed efficacia in modo da raggiungere gli obiettivi di fondo della gestione stabiliti dalla pianificazione strategica. Le componenti del sistema direzionale:

  • Componente strutturale : articolazione in sub sistemi; insieme di metodologie di misurazione contabile ed extracontabile.
  • Componente di processo : l’attività manageriale.

L’ efficienza è l’attitudine di un sistema a minimizzare gli input a parità di output. L’efficacia è l’attitudine di un sistema a raggiungere gli obiettivi stabiliti. Gli attori del controllo di gestione sono:

  • (^) L’alta direzione
  • Tutti i manager
  • I controller

Gli obiettivi di fondo sono generalmente quelli di redditività e di creazione di valore economico, sono gli obiettivi di lungo periodo.

L’ATTIVITA’ DI DIREZIONE E IL SISTEMA DI MISURAZIONE

DEI COSTI: un quadro di riferimento

Dirigere un’impresa significa prendere decisioni di reperimento, allocazione e impiego di risorse (materiali, immateriali, finanziarie, umane, tecnologiche ecc.) per garantire efficacia ed efficienza ai processi che connotano la sua combinazione produttiva generale.

I fabbisogni informativi del management e il sistema di controllo direzionale: un modello di riferimento.

Il management delle imprese per assicurare un uso efficiente ed efficacie delle risorse, ha la necessità di disporre di informazioni per un apprezzamento economico delle scelte che è chiamato a compiere. Esso necessita di un adeguato sistema informativo amministrativo che elabori dati elementari, monetari e non monetari, e produca informazioni economiche utili alla direzione, svolgendo un importante ruolo di supporto all’attività di governo dell’impresa. In termini generali è possibile affermare che tale sistema è riconducibile a tre dimensioni tra loro strettamente interrelate: i dati elementari disponibili, i processi elaborativi cui gli stessi possono essere sottoposti, e le informazioni ottenibili. I dati rappresentano i fattori in input del processo elaborativo. Si tratta di fattori non necessariamente monetari che devono essere sottoposti a un processo di elaborazione. Quest’ultimo comprende l’insieme organizzato di strumenti, procedure e risorse informatiche atte a trasformare gli input in output utili al management. Le informazioni (output) del processo elaborativo sono valori economici selezionati e ordinati secondo particolari esigenze conoscitive dell’utilizzatore o specifici problemi da risolvere. La necessità di attingere a dati elementari da sottoporre a elaborazione per ottenere informazioni utili a fini gestionali richiama l’attenzione su alcuni attributi da riferire alle diverse componenti del sistema informativo descritto, tra cui:

  • L’attendibilità delle fonti e dei dati elementari in ingresso nel processo elaborativo
  • L’adeguatezza dei metodi e delle procedure utilizzate per le elaborazioni
  • La significatività delle informazioni prodotte.

Il sistema di controllo direzionale: criteri di progettazione

Affinchè il management disponga di informazioni realmente significative a supporto della propria attività di direzione, occorre integrare le componenti del sistema informativo amministrativo con due ulteriori elementi volti a esplicitare:

  • Gli scopi per i quali le informazione economiche vengono richieste dal singolo manager
  • Le condizioni di contesto interno ed esterno all’azienda che possono vincolare l’operato degli stessi.

Si passa da una generica concezione di sistema informativo amministrativo a una più puntuale definizione di sistema di controllo direzionale. Per progettare un efficacie sistema di controllo direzionale si impone l’adozione di un approccio situazionale. Quest’ultimo si fonda sulla teoria della contingenza secondo la quale non esiste un sistema di management valido in assoluto, bensì occorre considerare le finalità e i fattori che qualificano l’ambiente nel quale il singolo manager è chiamato ad operare. Non esistono principi o meccanismi di controllo applicabili sempre e comunque, ma in ogni azienda si impone una progettazione ad hoc del sistema di controllo direzionale in funzione idi specificità gestionali ed esigenze informative che devono essere puntualmente identificate a diversi livelli organizzativi. Il nucleo centrale della progettazione di un sistema di controllo direzionale riguarda la configurazione del processo di elaborazione. La definizione implica la scelta di strumenti, supporti informatici e procedure organizzative idonee a:

  • Soddisfare specifiche finalità conoscitive e di responsabilizzazione del management
  • Recepire le peculiarità dei fattori interni ed esterni all’azienda in cui lo stesso sarà collocato.

La scelta degli strumenti è condizionata anche dalle finalità assegnate al sistema direzionale che dipendono dalle esigenze conoscitive dei suoi utilizzatori o dai problemi specifici che essi devono risolvere

Le finalità del sistema di controllo direzionale

È supportare il management bell’attività di gestione e orientare i comportamenti degli operatori economici per favorire il conseguimento degli obiettivi di efficienza e efficacia operativa. Le informazioni prodotte da un sistema di controllo direzionale possono soddisfare precise esigenze di:

  • Conoscenza
  • Responsabilizzazione

La conoscenza è da porre in relazione con la disponibilità di informazioni utili per:

  • Valorizzare adeguatamente alcune poste di bilancio
  • Supportare decisioni operative che possono avere implicazioni economiche rilevanti
  • Programmare l’impiego futuro di risorse e definire obiettivi da conseguire in una prospettiva di razionalità economica
  • Controllare i livelli di efficienza e di efficacia operativa

La responsabilizzazione richiede la disponibilità di adeguare informazioni per:

Il sistema di misurazione dei costi: un quadro di riferimento

il costo di produzione può essere definito come il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione economica messi in atto dalle aziende. Il concetto di costo di produzione è diverso da quello di costo di acquisto. Quest’ultimo è una quantità che ha origine in uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione. Il costo di produzione è connesso ai processi di impiego dei fattori produttivi acquisiti. Significato del costo di produzione significato finanziario : misura l’investimento attuato per produrre quantità prodotto e da recuperare tramite i ricavi di vendita; significato economico: valore dei fattori produttivamente consumati per ottenere quantità prodotto e da recuperare con i ricavi.

Classificazione degli elementi di costo per natura (CO.GE)

  • Costi di materie e materiali
  • Materie prime
  • (^) Materie complementari
  • Materie accessorie
  • Costo di energia e servizi
  • Costi di macchinari
  • Costi per brevetti
  • Costi per la manodopera
  • Costi per i servizi pubblici
  • Costo per l’utilizzo del capitale monetario

Classificazione degli elementi di costo per destinazione

  • Costi di fabbricazione o industriale
  • (^) Costi commerciali
  • Costi di stoccaggio
  • Costi generali amministrativi
  • COSTI EFFETTIVI: sono quei costi che comportano un reale esborso monetario (tutti i costi sostenuti per il funzionamento dell’azienda)
  • COSTI FIGURATIVI: si riferiscono a quei fattori produttivi per i quali non si hanno variazioni monetarie ma che sono comunque rilevanti dal punto di vista economico

Gli scopi del calcolo del costo di produzione

Per impostare in modo corretto le modalità di calcolo del costo di produzione riguarda le finalità prioritarie, esse possono essere ricondotte a tre differenti scopi:

  • Valutazione delle rimanenze
  • Supporto decisionale
  • Controllo dell’efficienza operativa

Ogni scopo conoscitivo impone:

  • Adottare una particolare configurazione di costo (pieno o parziale)
  • Alimentare il sistema di rilevazione del costo con valori di natura differente (valori consuntivi vs valori preventivi)
  • Scegliere tra divere modalità di rilevazione dei valori (contabile o extracontabile) in stretta aderenza alle esigenze di elaborazione che discendono dallo scopo stesso.

Gli oggetti di calcolo del costo di produzione

L’oggetto del costo di produzione è l’ entità a cui viene riferito il calcolo del costo: esso può essere costituito da un’attività produttiva o da un risultato fisico tecnico parziale di un’attività produttiva. Esempi di oggetti di calcolo del costo di produzione:

  • (^) oggetti finali : prodotti/servizi;
  • oggetti intermedi o alternati :
  • unità produttive (stabilimenti, singoli reparti o singoli impianti di produzione, etc..) o
  • fasi in cui si articola il processo di trasformazione fisica (singole operazioni, singoli processi elementari etc..)
  • funzioni aziendali (intese come coordinazioni di operazioni e processi di specie differente che configurano l’ attività dell’area commerciale, amministrativa, generale, ecc…)
  • classi di clienti o di aree geografiche servite o, più in generale particolari combinazioni di prodotti, mercati e tecnologie , etc…

I criteri di classificazione dei costi alla base del costo di produzione

Il calcolo del costo di produzione che ruota attorno al concetto di valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processo di produzione economica messi in atto dalle aziende impone di esplorare nuovi e differenti metodi di classificazione dei costi. Le categorie a supporto dei processi di calcolo dei costi finalizzati alla conoscenza del costo di produzione sono:

  • costi diretti e costi indiretti
  • costi variabili e costi fissi
  • costi specifici e costi comuni
  • costi comuni e costi congiunti
  • costi di prodotto e costi di periodo

in stretta aderenza all’utilizzo delle informazioni economiche a supporto dei processi decisionali, della programmazione operativa e della misurazione dei risultati si fa ricorso a altri valori economici, tra cui:

  • costi (e ricavi)eliminabili e ineliminabili

COSTI DI PRODOTTO E COSTI DI PERIODO

E’ utile per affrontare i processi di valutazione delle rimanenze di prodotti finiti o semilavorati. La determinazione del costo di prodotto implica l’attribuzione di un valore ai diversi fattori produttivi impiegati per ottenerlo. Le classi di costo riferite al prodotto sono costi di prodotto e concorrono alla determinazione del suo costo di produzione. I costi che non vengono allocati al prodotto sono denominati costi di periodo e non concorrono alla determinazione del costo di produzione dei prodotti inviati a magazzino.

COSTI ELIMINABILI E INELIMINABILI

La loro distinzione discende con riferimento alle categorie dei costi fissi specifici e fissi comuni. E la risorsa che genera il costo è esclusivamente impiegata per la realizzazione di un determinato prodotto, qualora il prodotto dovesse venir meno, anche il costo verrebbe meno. Tutti i costi specifici sono da considerarsi costi eliminabili. Tutti i costi comuni sono da collocarsi nella categoria dei costi ineliminabili.

COSTI (E RICAVI) DIFFERENZIALI (VALORI CESSANTI E VALORI EMERGENTI)

I valori differenziali sono stime di costi e ricavi futuri che assumono valore differente nelle differenti ipotesi d’azione poste a confronto. Si tratta di valori cessanti o emergenti da porre a confronto per calcolare il valore differenziale da utilizzare per individuare l’alternativa economicamente più vantaggiosa per l’impresa. Quest’ultima è quella che presenta il costo differenziale futuro più basso, o il margine differenziale futuro più elevato. Possiamo dire che i ricavi sono così come i costi variabili sono valori differenziali, mentre i costi fissi non lo sono.

COSTI E RICAVI INCREMENTALI, COSTI MARGINALI E COSTI SOMMERSI

I costi e i ricavi incrementali sono assimilabili alla categoria dei costi e ricavi differenziali, e in alcune circostanze, per una parte di essi, a quella dei costi variabili. Sono incrementali quei costi che sorgono per effetto di un cambiamento nel livello di attività o nel tipo di produzione realizzata. Il costo marginale ha un significato circoscritto alla sola categoria dei costi variabili, in quanto misura il costo dell’ultima unità prodotta. I costi sommersi sono quelli che non subiscono modificazioni per effetto del cambiamento.

VALORI ECONOMICI RILEVANTI, VALORI IRRILEVANTI E COSTI FIGURATIVI

La prima categoria di valori comprende tutti i valori differenziali alla luce delle dinamiche di variabilità, eliminabilità o incrementabilità dei vari fattori di costo o di ricavo. Sono valori irrilevanti tutti quelli riconducibili a costi e ricavi che non subiscono modificazioni in differenti ipotesi alternative di azione, vale a dire che di identificano in valori non differenziali, non incrementali, valori che non cessano, o in altri termini che non coincidono con la classe dei valori sommersi. I componenti figurativi di costo o oneri figurativi di norma non contabilizzati tra i componenti negativi di reddito, ma di cui si tiene conto in sede di apprezzamento dei redditi medesimi per particolari scopi.

COSTI DI BREVE E DI LUNGO PERIODO

Sono costi di breve periodo quelli connessi alla gestione corrente e all’utilizzo delle strutture produttive in essere. Sono costi di lungo periodo quelli connessi al cambiamento o a modificazioni strutturali.

COSTI CONTABILI O DI COMPETENZA, COSTI OPPORTUNITA’

I sistemi di contabilità generale e di misurazione dei costi rilevano costi che non hanno implicazione di cassa, tipicamente le quote di accantonamento e di ammortamento. Questi ultimi sono denominati costi contabili o di competenza. Potrebbe essere utile in alcuni casi ricorre al concetto di costo di opportunità. In presenza di risorse limitate, la destinazione delle stesse per un uso economicamente meno conveniente di altri genera mancato profitto. Quest’ultimi vengono denominati appunto costi opportunità.

COSTI (E RICAVI) CONTROLLABILI E NON CONTROLLABILI

Qualora il singolo responsabile abbia la possibilità di influire sulla grandezza di un costo e/o un ricavo attraverso un uso più o meno efficiente ed efficace dei fattori posti sotto il suo controllo, siamo di fronte a un valore controllabile. In assenza del requisito della manovrabilità delle leve che determinano il valore di riferimento, costo o ricavo che sia, quest’ultimo è da considerarsi generato da un valore non controllabile. i costi variabili possono essere assimilati alla categoria dei costi controllabili; i costi indiretti fissi connessi a strutture direttamente governate dal responsabile sono da considerare manovrabili e quindi controllabili; i costi indiretti fissi connessi a strutture non direttamente governabili dal responsabile, sono da ricondurre alla classe dei costi non controllabili.

Le classi di costi indiretti

CLASSI CATEGORIE GEN. DI PRODUZIONE lavoro indiretto, materiali indiretti, manutenzioni ordinarie, direzione tecnica, uffici tecnici, ammortamenti GEN. AMMINISTRATIVI stipendi dirigenti, stipendi impiegati, cancelleria spese postali e telefoniche, spese legali... stipendi dirigenti, stipendi impiegati, retribuzioni venditori, pubblicità, depositi e magazzzini, viaggi e trasferte, ricerche di mercato GEN. AZIENDALI emolumenti amministratori, spettanze sindaci, segreteria generale, oneri finanziari, spese rappresentanza, imposte e tasse, ufficio personale

Le diverse configurazioni del costo di produzione

Ci sono due differenti configurazioni di costo: i costi di produzione completi e i costi di produzione parziali. I primi includono il costo di tutti i fattori produttivi utilizzati per realizzare un determinato processo produttivo; i secondi raggruppano solo i costi relativi ad alcuni fattori di produzione.

  • Costo primo: coincide con il valore delle materie prime impiegate per la realizzazione della produzione
  • Costo diretto di trasformazione: coincide con il valore dei fattori diretti di trasformazione, utilizzati in via esclusiva dal singolo prodotto
  • Costo diretto di fabbricazione o di produzione: include gli elementi del costo primo e del costo diretto di trasformazione
  • Costo variabile di trasformazione o di produzione: include in aggiunta agli elementi compresi nel costo diretto di fabbricazione, elementi di costo variabile di fabbricazione.
  • Costo variabile aziendale: include in aggiunta agli elementi compresi nel costo di variabile di fabbricazione altri costi variabili aziendali
  • Costo pieno di fabbricazione o di produzione: considera oltre ai costi inclusi nel costo diretto di fabbricazione, quote di costi indiretti fissi di produzione
  • Costo pieno aziendale o costo completo: include la valorizzazione di tutti i fattori produttivi, sia quelli diretti che quelli indiretti, siano essi variabili o fissi, sia quelli correlati alla fase di

NOTA BENE!

DEFINIAMO CONFIGURAZIONE DI COSTO O STRATIFICAZIONE DI COSTO OGNI

RAGGRUPPAMENTO S IGNIFICATIVO DI ELEMENTI DI COSTO RELATIVI A UN DATO

OGGETTO DI COSTO

LE CONFIGURAZIONI DI COSTO RAGGRUPPANO COSTI ELEMENTARI RELATIVI A UN

DETERMINATO STADIO DEL PROCESSO PRODUTTIVO DI UN DATO OGGETTO

QUALI SCOPI CONOSCITIVI SODDISFANO?

CONFIGURAZIONI SCOPO CONOSCITIVO

Costo primo Valorizzazione rimanenze, valutazione convenienza ordine aggiuntivo Costo industriale Valutazione di convenienza tra produzioni alternative Costo complessivo Base per la fissazione del prezzo di vendita dato un certo markup Costo economico tecnico Base per la fissazione del prezzo in presenza di oneri figurativi

Il sistema di misurazione dei costi

Il sistema di misurazione dei costi impone di operare precise scelte di progettazione e di funzionamento che possono essere ricondotte ad alcune variabili denominabili di struttura e di processo.

La struttura riguarda dimensioni contenenti:

  • L’ articolazione delle informazioni in relazione ai differenti oggetti di calcolo (articolazione orizzontale) e le differenti configurazioni di costo (articolazione verticale)
  • (^) L’orientamento del sistema di misurazione dei costi in relazione diversi scopi di calcolo del costo di produzione
  • L’assetto tecnico-contabile connesso alle diverse modalità di rilevazione e trattamento dei dati.

La dimensione di processo attiene alla natura delle informazioni raccolte ed elaborate(valori consuntivi o preventivi, standard o normalizzati); l’uso che di tali informazioni si fa all’interno di un’azienda (fini decisionali, di programmazione, di controllo dei risultati e di valutazione delle prestazioni). La dimensione di processo riguarda più specificatamente le modalità di funzionamento del sistema di rilevazione che, a sua volta, chiama in causa la natura dei valori che lo alimentano (valori consuntivi o preventivi, standard o normalizzati). Le problematiche di determinazione del costo di produzione non sono, solo di natura tecnico- contabile. Esse implicano scelte di articolazione dei valori oggetto di rilevazione, l’individuazione degli scopi che devono orientare il suo funzionamento e le diverse modalità di funzionamento.

Le strutture portanti del sistema di misurazione dei costi:

Le opzioni per la progettazione del sistema di misurazione dei costi

  • Le scelte di “articolazione” delle informazioni rispetto agli oggetti di calcolo e alla configurazione del costo di prodotto (articolazione orizzontale e articolazione verticale)
  • Le scelte di “orientamento” del sistema in relazione agli scopi di calcolo del costo di produzione (valutazione del magazzino semilavorati o prodotti finiti: costo pieno; controllo dei costi: costi standard variabili e fissi; decisioni tra diverse alternative d’azione: costi parziali)
  • Le scelte di “assetto tecnico-contabile” del sistema di rilevazione (sistema contabile, unico integrato o duplice integrato, oppure sistema extra-contabile, in forma statistico-tabellare denominato duplice misto)
  • Le scelte inerenti le “modalità di funzionamento” del sistema in relazione alla natura dei valori, consuntivi vs preventivi (stimati, normalizzati, standard), e alle implicazioni comportamentali connesse all’uso di tali informazioni.

LA MISURAZIONE DEL COSTO PIENO UNITARIO DI

PRODOTTO: l’orientamento alle risorse e il sistema dei centri di

costo

Il calcolo del costo unitario di prodotto

Il principio su cui si basa un sistema di misurazione dei costi consiste nella rappresentazione delle modalità di impiego dei fattori produttivi da parte dell’oggetto di imputazione dei costi. Bisogna trovare le modalità attraverso la quale effettuare il collegamento tra l’unità di prodotto e le voci di costo aggregate per natura: a questo riguardo, la classificazione che distingue i costi in diretti e indiretti. I costi diretti sono normalmente attribuiti all’unità di prodotto mediante la valorizzazione, al prezzo/costo d’acquisto, della quantità del fattore produttivo impiegato. Si tratta di una misurazione di per sé oggettiva, in quanto la relazione che lega il consumo del fattore produttivo da parte dell’unità di prodotto è osservabile e misurabile ( prima figura ). Nel caso dei costi indiretti non è possibile misurare direttamente la quantità di fattore produttivo consumato dall’unità di prodotto. In tal caso è necessario effettuare una scissione, e la logica che utilizziamo è quella che il nostro fattore produttivo ha la possibilità di erogare una certa utilità, essa viene poi assorbita da due diverse produzioni. Si utilizzano dei coefficiente per capire in quale proporzione le due diverse produzioni hanno assorbito utilità. L’imputazione dei costi indiretti presuppone due scelte:

  1. Un criterio di imputazione una congettura per spiegare come i fattori erogano utilità ai prodotti
  2. Una base di imputazione quello specifico parametro numerico che si utilizza per misurare l’utilità che è stata erogata e l’utilità che è stata assorbita

PROCEDIMENTO DIRETTO DI ATTRIBUZIONEDEI COSTI ALL’UNITA’ DI PRODOTTO

X

= COSTO DIRETTO ATTRIBUITO ALL’UNITA’ DI PRODOTTO

I criteri che possiamo utilizzare, per spiegare come l’utilità viene erogata:

QUANTITA’

DEL

FATTORE

PRODUTTIV

O

PREZZO DI

ACQUISTO

DEL

FATTORE

PRODUTTIV