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Analisi dei Costi: Metodi e Applicazioni, Appunti di Programmazione e controllo

Appunti presi a lezioni di Programmazione e controllo con integrazione delle slide

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 16/05/2020

Andrea.Giannone1
Andrea.Giannone1 🇮🇹

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PEC
CONTROLLO DI GESTIONE: è un sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la gestione si stia
svolgendo in condizione di efficienza ed efficacia in modo da raggiungere gli obiettivi di fondo della gestione stabiliti
dalla pianificazione strategica. Il suo compito è creare un programma operativo che dirige l’operatività dell’azienda,
e avere anche un sistema di strumenti che permette di creare un budget; si verificano poi gli scostamenti che ci sono
stati dal programma iniziale al risultato finale. Il controllo di gestione formalizza gli obiettivi di breve periodo, che
sono funzionali a quelli di medio periodo; gli obiettivi di breve periodo sono formalizzati attraverso il budget.
AZIENDA: è un'organizzazione, ovvero un sistema fatto da diversi organi, i quali sono composti da risorse umane; gli
organi perseguono tutti gli stessi obiettivi e operano in modo cooperativo, cioè senza ledere gli altri organi.
SISTEMA DIREZIONALE: i diversi sistemi si distinguono in base alla componente strutturale e alla componente di
processo:
Componente strutturale ->
- articolazione in subsistemi: l'azienda è un organismo unico composto da diversi organi, e per controllarli è
conveniente separarli in subsistemi così da utilizzare diversi strumenti a seconda dei tipi di organo
- insieme di metodologie di misurazione contabile ed extracontabile: metodologia che scegliamo di utilizzare
Componente di processo ->
- attività manageriale
Efficienza: attitudine di un sistema a minimizzare gli input a parità di output; è fondamentale per i centri di costo
Efficacia: attitudine di un sistema a raggiungere gli obiettivi stabiliti
ATTORI DEL CONTROLLO DI GESTIONE:
Alta direzione: Stabilisce gli obiettivi finali e di conseguenza anche quelli di medio periodo; approva il budget
Tutti i manager: hanno la responsabilità di raggiungere gli obiettivi, e a seconda di come viene costruito il
budget essi operano in modo più o meno "forte
Controller: organo che sta in staff e che ha il compito di fare consulenza, trasforma in documenti gli obiettivi,
dà un supporto e verifica se ci sono conflitti tra i diversi obiettivi di organi, e in caso ci siano cerca di risolverli
OBIETTIVI DI FONDO: generalmente sono la redditività e la creazione di valore economico; quest'ultima è intesa
verso gli azionisti, i consumatori, i finanziatori esterni, verso l’ambiente, e quindi verso tutti i diversi stakeholders.
Sono obiettivi di lungo termine.
CAP. 1
DIRIGERE un’impresa significa prendere decisioni di reperimento, allocazione e impiego di risorse (materiali,
immateriali, finanziarie, umane, tecnologiche) per garantire efficacia ed efficienza ai processi che connotano la sua
combinazione produttiva generale.
Il SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE è composto da input, ovvero da dati elementari non immediatamente
utilizzabili a fini gestionali, dai processi di elaborazione, ovvero da un insieme organizzato di strumenti, procedure e
risorse informatiche, e da output, ovvero da dati selezionati o ordinati secondo le esigenze conoscitive
dell'utilizzatore e i problemi da risolvere. Questo sistema si occupa di fornire informazioni elaborate: dati
informazioni -> I dati sono informazioni relative al contesto dell’impresa; le informazioni vengono elaborate a scopo
di responsabilizzazione o a scopo di conoscenza.
COSTO DI PRODUZIONE: è il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione
economica messi in atto dalle aziende; si distingue dal COSTO DI ACQUISTO che invece è la quantità che ha origine in
uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione. Il
significato finanziario del costo di produzione è uguale alla misura dell’investimento attuato per produrre una certa
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PEC

CONTROLLO DI GESTIONE: è un sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la gestione si stia svolgendo in condizione di efficienza ed efficacia in modo da raggiungere gli obiettivi di fondo della gestione stabiliti dalla pianificazione strategica. Il suo compito è creare un programma operativo che dirige l’operatività dell’azienda, e avere anche un sistema di strumenti che permette di creare un budget; si verificano poi gli scostamenti che ci sono stati dal programma iniziale al risultato finale. Il controllo di gestione formalizza gli obiettivi di breve periodo, che sono funzionali a quelli di medio periodo; gli obiettivi di breve periodo sono formalizzati attraverso il budget. AZIENDA: è un'organizzazione, ovvero un sistema fatto da diversi organi, i quali sono composti da risorse umane; gli organi perseguono tutti gli stessi obiettivi e operano in modo cooperativo, cioè senza ledere gli altri organi. SISTEMA DIREZIONALE: i diversi sistemi si distinguono in base alla componente strutturale e alla componente di processo:

  • Componente strutturale - >
    • articolazione in subsistemi: l'azienda è un organismo unico composto da diversi organi, e per controllarli è conveniente separarli in subsistemi così da utilizzare diversi strumenti a seconda dei tipi di organo
    • insieme di metodologie di misurazione contabile ed extracontabile: metodologia che scegliamo di utilizzare
  • Componente di processo - >
    • attività manageriale Efficienza: attitudine di un sistema a minimizzare gli input a parità di output; è fondamentale per i centri di costo Efficacia: attitudine di un sistema a raggiungere gli obiettivi stabiliti ATTORI DEL CONTROLLO DI GESTIONE:
  • Alta direzione: Stabilisce gli obiettivi finali e di conseguenza anche quelli di medio periodo; approva il budget
  • Tutti i manager: hanno la responsabilità di raggiungere gli obiettivi, e a seconda di come viene costruito il budget essi operano in modo più o meno "forte”
  • Controller: organo che sta in staff e che ha il compito di fare consulenza, trasforma in documenti gli obiettivi, dà un supporto e verifica se ci sono conflitti tra i diversi obiettivi di organi, e in caso ci siano cerca di risolverli OBIETTIVI DI FONDO: generalmente sono la redditività e la creazione di valore economico ; quest'ultima è intesa verso gli azionisti, i consumatori, i finanziatori esterni, verso l’ambiente, e quindi verso tutti i diversi stakeholders. Sono obiettivi di lungo termine. CAP. 1 DIRIGERE un’impresa significa prendere decisioni di reperimento, allocazione e impiego di risorse (materiali, immateriali, finanziarie, umane, tecnologiche) per garantire efficacia ed efficienza ai processi che connotano la sua combinazione produttiva generale. Il SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE è composto da input, ovvero da dati elementari non immediatamente utilizzabili a fini gestionali, dai processi di elaborazione, ovvero da un insieme organizzato di strumenti, procedure e risorse informatiche, e da output, ovvero da dati selezionati o ordinati secondo le esigenze conoscitive dell'utilizzatore e i problemi da risolvere. Questo sistema si occupa di fornire informazioni elaborate: dati ≠ informazioni - > I dati sono informazioni relative al contesto dell’impresa; le informazioni vengono elaborate a scopo di responsabilizzazione o a scopo di conoscenza. COSTO DI PRODUZIONE: è il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione economica messi in atto dalle aziende; si distingue dal COSTO DI ACQUISTO che invece è la quantità che ha origine in uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione. Il significato finanziario del costo di produzione è uguale alla misura dell’investimento attuato per produrre una certa

quantità e da recuperare tramite i ricavi di vendita; il significato economico è uguale al valore dei fattori produttivamente consumati per ottenere una certa quantità e da recuperare con i ricavi. CLASSIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI DI COSTO:

  • Per natura (COGE): vengono raggruppati in classi diverse in base alla natura di origine che è derivato il fattore produttivo - > ➢ Costi di materie e materiali - materie prime - materiali complementari - materiali accessori ➢ Costi di energie e servizi ➢ Costi di macchinari: ammortamento di macchinari ➢ Costi per brevetti ➢ Costi per la manodopera ➢ Costi per i servizi pubblici: tasse e imposte ➢ Costi per l'utilizzo del capitale monetario
  • Per destinazione (COAN): è utile per estrapolare le informazioni per chi lavora nell'impresa - > ❖ Costi di fabbricazione o industriali: tutti i costi delle materie prime che vanno trasformate e i costi per la struttura che li trasforma, con il suo mantenimento ❖ Costi commerciali: costi per portare i prodotti ai clienti ❖ Costi di stoccaggio: magazzino in entrata e in uscita ❖ Costi generali amministrativi: per coordinare il sistema amministrativo e informativo
  • Ulteriore classificazione:
    • costi effettivi: costi davvero sostenuti; il costo è avvenuto a titolo esplicitamente oneroso (è avvenuta l'uscita monetaria). Es materie prime, ammortamenti
    • costi figurativi: relativi a fattori produttivi per cui l'impresa non sostiene esplicitamente un onere per ottenerli. Es immobile già di proprietà, lavoro nella propria impresa. Costo opportunità: remunerazione a cui si rinuncia per utilizzare il bene all’interno della propria impresa. VEDI GRAFICO PER PROCEDURA LOGICA DA SEGUIRE PER IL CALCOLO DEI COSTI PRIMA FASE: Obiettivi del calcolo dei costi di produzione: ▪ Valutare: si può avere un obiettivo conoscitivo o di responsabilizzazione: tutto viene svolto attraverso i costi di produzione, e il primo riguarda avere informazioni per poi sapere come agire, mentre il secondo consiste nel valutare l'operatività dei manager - > valutazione del magazzino semilavorati o prodotti finiti ▪ Decidere: esempio decidere il prezzo basandosi sui costi di produzione, per poi applicare il markup, oppure, quando si ha una linea di produzione in perdita, decidere se mantenerla o no (ci sono dei casi in cui se non si mantiene si ottiene un risultato peggiore in quanto il margine di contribuzione sarebbe comunque positivo)
  • decidere tra diverse alternative di azione ▪ Controllare: si possono controllare i costi così da poi effettuare un’analisi di scostamento tra i costi effettivi e quelli prefissati Ogni differente scopo conoscitivo impone di: o Adottare una particolare configurazione di costo, che può essere parziale o completa → completa quando si vedono i valori di tutte le risorse utilizzate, parziale quando ad esempio si deve decidere se acquistare o meno una commessa aggiuntiva e si calcolano i costi in più che si dovrebbero sostenere per questa commessa o Alimentare il sistema di rilevazione del costo con valore di natura differente → valori consuntivi (costi effettivamente sostenuti) vs valori preventivi (basati su previsioni)

quindi ad es il costo del foglietto insieme agli altri costi di questo tipo mi conviene metterli tutti in costi amministrativi e poi ad ogni cliente imputarlo in modo indiretto. Sono quindi costi trascurabili e posso farlo. Se fossero non trascurabili non potrei farlo.

  • Costi di periodo o di prodotto: di periodo se non sono generati dal prodotto e sono sostenuti in ogni modo indipendentemente dai volumi di produzione, di prodotto se sono direttamente causati dal prodotto es tutto ciò che finisce nei cappotti (stoffa, filo), mentre i costi di periodo sono quelli per avere la struttura produttiva (ammortamento macchinari) o costi per manutenzione ordinaria. Costi indiretti: sono classificati a seconda dell'area dell'azienda in cui i costi vengono utilizzati - >
  1. Costi generali di produzione: lavoro indiretto (operatore che pulisce le macchine per riempire i vasetti di yogurt), materiali indiretti (soda caustica utilizzata per pulire impianti), manutenzioni ordinarie, direzione tecnica, uffici tecnici, ammortamenti
  2. Costi generali amministrativi: stipendi a dirigenti e impiegati, cancelleria, spese postali e telefoniche, spese legali
  3. Costi generali commerciali: stipendi a dirigenti e impiegati, retribuzioni venditori, pubblicità, depositi e magazzini, viaggi e trasferte, ricerche di mercato
  4. Costi generali aziendali: emolumenti amministratori, spettanze sindaci, segreteria generale, oneri finanziari, spese rappresentanza, imposte e tasse, ufficio personale In questa fase vedo quindi come i costi elementari vengono attribuiti agli oggetti di costo, per poi fare delle configurazioni di costo: ❖ Costo primo: materie più componenti-> quello che viene lavorato nella trasformazione produttiva ❖ Costi diretti di trasformazione - > costi che uso per lavorare la risorsa, come i servizi diretti, la manodopera diretta e altri costi diretti di produzione ❖ Costi diretti di produzione - > costo primo + costi diretti di trasformazione ❖ Costo pieno di produzione/fabbricazione - > costi diretti di produzione + costi indiretti di produzione ❖ Costo pieno aziendale - > costo pieno di produzione + costi indiretti commerciali, amministrativi e di struttura Valore aggiunto: ricavi – costi delle materie prime Margine di contribuzione generale: ricavi – costi di produzione aziendali Margine di contribuzione aziendale: ricavi – costi diretti di produzione Margine di contribuzione industriale: tolgo dai ricavi i costi diretti di produzione. Misura come una certa produzione contribuisce a coprire i costi di struttura sia suoi sia della struttura produttiva commerciale amministrativa utilizzata anche per altre produzione. CAP. 2 Esistono due tipi di attribuzione: diretta e indiretta, a seconda che si imputino costi diretti o indiretti. Per l' attribuzione diretta per prima cosa bisogna individuare i fattori e successivamente individuare dei criteri per la misurazione dei volumi di fattori; poi bisogna individuare dei criteri di valutazione: possiamo scegliere se usare dati di costo effettivi oppure prezzi di acquisto previsti per il futuro. CF= QF x pF - > la quantità dei fattori QF dipende dal criterio di misurazione dei volumi mentre il prezzo dei fattori pF dipende dal criterio di valutazione. L' attribuzione indiretta può essere un'attribuzione immediata oppure mediata/indiretta. Quest’ultima può avvenire per centri di costo oppure attraverso le attività. Con attribuzione immediata si intende prendere il costo di un’attività per suddividerlo in modo immediato nei diversi oggetti di costo: non c'è nulla di mezzo tra i due passaggi (CF - > Produzione). Con attribuzione mediata con centri di costo invece si intende prendere il costo del fattore, attribuirlo ad un oggetto di costo intermedio e solo dopo attribuirlo alle produzioni. Scelgo un oggetto intermedio a cui attribuisco i costi e che mi permette di capire come attribuirlo alle produzioni (CF - > centri - > P). Con attribuzione mediata per attività scelgo le attività come oggetto di costo intermedio e poi grazie a questo capisco come attribuirlo alle produzioni (CF - > A - > P). Queste diverse metodologie non sono alternative perché il calcolo immediato è quello più semplice mentre l'ultimo è quello più complicato. Se ho pochi costi indiretti è meglio usare il primo metodo,

mentre man mano che aumentano i costi indiretti conviene usare le altre due, e in particolare se l'ambiente produttivo è molto complesso userò l'ultimo, se no il secondo. Attribuzione immediata: i costi diretti vengo attribuiti immediatamente alla produzione o a qualsiasi altro oggetto di costo. Per quanto riguarda il costo indiretto devo scinderlo tra le diverse produzioni/oggetti di costo; per farlo devo scegliere un criterio di imputazione ovvero una congettura /ipotesi per spiegare come l’utilità viene erogata dal fattore produttivo, e poi devo scegliere un parametro (base) che mi serve per misurare l’utilità in termini quantitativi. (P è un parametro congetturato). Criteri di imputazione : il primo è il criterio funzionale , che interpreta il fattore produttivo come una macchina che ha il compito di ottenere produzioni e che poi ripartisce il costo sulla base del volume di produzione; questo criterio si può applicare solo a produzioni omogenee o omogeneizzabili. Il secondo è il criterio operativo , che interpreta il fattore produttivo come una macchina che eroga servizi; questo criterio si utilizza per i fattori che operano a contatore. Infine, il terzo è il criterio strumentale , che interpreta il fattore produttivo come uno strumento che viene utilizzato per lavorare altri fattori produttivi; si usa per fattori che trasformano una o più materie prime rilevanti. Le basi possono essere basi tecniche/fisiche o basi a valore: le basi tecniche (fisiche) possono essere il numero di ore macchine utilizzate, volume di produzione, volume della materia prima lvorata ecc, le basi a valore possono essere il costo delle materie prime, il costo della manodopera o il costo primo/di trasformazione diretto (si ripartiscono i costi sulla base del costo primo che è il costo totale dei fattori produttivi), il margine di contribuzione (si ripartisco i costi industriali in base a come ciascuna produzione è in grado di coprire quei costi), o i ricavi delle vendite( utile per i costi commerciali che servono a supportare le vendite, es. pubblicità,. Potrebbe succedere che la capacità produttiva non venga utilizzata completamente nelle produzioni: uso il volume di produzione per ripartire i costi e devo scegliere quale volume di produzione utilizzare - > ci possono essere quantità effettive, programmate o normali (normali: volumi di produzione che corrispondono al trend delle vendite e quindi a quel volume di produzione che soddisfa l'andamento delle vendite). Per i coefficienti di imputazione al numeratore si mette la quantità effettiva e al denominatore la quantità normale. Imputazione dei costi indiretti con metodo orientato alle risorse: l'imputazione tradizionale di attribuzione dei costi indiretti al prodotto si basa sulla ricerca di un legame di consumo tra i fattori produttivi e l'unità di prodotto. Tale legame può essere espresso in due diversi modi: secondo la modalità della base uniforme tutti i costi indiretti sono attribuiti all'unità di prodotto utilizzando un'unica base di ripartizione, mentre, la modalità della base variata prevede l’utilizzo di diverse basi di ripartizione; in quest'ultimo caso i costi indiretti sono raggruppati in classi omogenee di costi e per ciascuna classe si definisce un criterio di ripartizione appropriato. Nella modalità di attribuzione dei costi basata sull'utilizzo di diverse basi di ripartizione è possibile individuare due orientamenti: un orientamento ai fattori produttivi e un orientamento funzionale. Nell’ orientamento ai fattori produttivi , dato un elenco degli elementi di costo, li raggruppo in base alla caratteristica del fattore produttivo e, una volta fatti i gruppi, scelgo la base di riparto migliore; in questo modo non si da peso a come è destinato il fattore produttivo all'interno della produzione e si considera invece la natura - > è il metodo meno corretto. Nell’ orientamento funzionale divido gli elementi di costo in base alla destinazione dei fattori produttivi, in base all'area in cui i fattori vengono utilizzati. Il metodo orientato alle risorse è adatto ad ambienti con una bassa complessità e con una prevalenza di costi diretti Calcolo costi di produzione: è di tipo matriciale ed ha nelle colonne i diversi oggetti di costo e nelle righe i diversi elementi di costo - > esempio: costi diretti imputati valorizzando i consumi e moltiplicandoli per il prezzo del valore produttivo consumato. Per i costi indiretti scelgo i costi e o calcolo il coefficiente di allocazione o quello di imputazione, che si calcola al costo da ripartire. Il costo totale di produzione è la somma dei valori consumati produttivamente per ottenere la produzione. Gli elementi di costo possono essere assemblati in maniera diversa a seconda del tipo di sistema di costing che si usa:

  • Direct cost: costruire delle configurazioni/somme di costi che prendono in considerazione solo i costi diretti, la cui imputazione non necessita di alcuna base di ripartizione

Prendo poi gli elementi di costo e li metto nel centro giusto e se ci sono dei costi comuni li devo ripartire nei vari centri. Un esempio di costo comune è quello per un fabbricato che uso sia per la produzione, sia per gli uffici amministrativi e sia per gli uffici commerciali. Procedura di calcolo per centri di costo :

  1. dopo aver individuato i centri di costo,
  2. si costruisce la mappa dei centri di costo che evidenzia le relazioni tra i diversi centri e ci dice quale centro dà l'utilità a quali altri centri.
  3. Si costruisce poi la matrice della localizzazione che ci permette di attribuire i costi diretti e indiretti ai diversi centri e successivamente: è una matrice che ha sulle righe gli elementi di costo e sulle colonne i diversi centri di costo individuati nella prima fase→ serve ad imputare gli elementi di costo ai diversi centri e poi calcoliamo il costo di funzionamento di quel centro e di quel periodo
  4. si costruisce la matrice dei ribaltamenti che ci permette di ribaltare i costi dei centri più lontani dalla produzione, partendo quindi dai centri virtuali, passando a quelli di servizio, a quelli ausiliari e infine a quelli di produzione. Infine,
  5. si costruisce la matrice delle imputazioni ai prodotti, che ha nelle colonne i prodotti e nelle righe i costi dei centri operativi. Ripartire i costi dei centri intermedi ai centri operativi: la scelta della base di ripartizione rappresenta un aspetto cruciale, in quanto essa deve essere in grado di esprimere il rapporto di causalità che si instaura tra il centro intermedio e i centri utenti; come base di ripartizione si possono utilizzare alternativamente indicatori di impiego , di attività e di capacità. Uso gli indicatori di impiego quando le relazioni tra i centri risultano misurabili su basi oggettive, come nel caso di un reparto manutenzione i cui costi possono essere allocati ai centri di costo utenti in base alle ore di manutenzione da questi assorbite in un dato periodo di tempo; uso quindi un parametro che misura quanto un centro intermedio viene impiegato dagli altri reparti (es: misuro i tempi di impiego di questo centro). Uso gli indicatori di attività quando i servizi forniti dal centro di costo intermedio non sono misurabili su basi oggettive, ma i costi ad esso relativi sono influenzati dalle variazioni nel livello di attività dei centri di costo utenti, come nel caso dei laboratori che si occupano di controllo qualità. Uso gli indicatori di capacità se non c’è un legame diretto tra il livello di attività dei centri e dei reparti produttivi perché riesco comunque a individuare una relazione tra la capacità produttiva del centro intermedio e date ipotesi di impiego esplicitate dai centri utenti su basi di lungo periodo (ad esempio le superfici occupate dalle diverse produzioni). Calcolo coefficiente di allocazione : indipendentemente dal tipo di base di ripartizione utilizzata, la determinazione del coefficiente di allocazione avviene mediante un rapporto che pone al numeratore i costi del centro di costo intermedio che deve essere ripartito e al denominatore il valore assunto dalla base di ripartizione prescelta. Imputazione dei costi dai centri di costo ai prodotti : per imputare i costi dei centri ai prodotti occorre ricercare basi di ripartizione in grado di rappresentare la diversa intensità con cui ciascun prodotto assorbe la capacità produttiva di ciascun centro di costo finale. Le diverse modalità per calcolare la capacità produttiva di un centro di costo sono: o Capacità teorica: rappresenta il massimo livello di attività realizzabile da un centro in assenza di inefficienze. o Capacità attesa: esprime il livello di capacità produttiva programmato a breve o Capacità attuale: si riferisce all’effettivo utilizzo della capacità produttiva verificatosi in un dato periodo Date le fluttuazioni stagionali o cicliche dell'attività, o situazioni di efficienza o inefficienza una tantum, è opportuno che il concetto di capacità produttiva da utilizzare in sede di imputazione dei costi non sia nessuno di quelli elencati, bensì sia calcolato con riferimento a condizioni medie normali d'impiego della stessa. Costo di produzione: valore dei servizi che i centri di costo erogano al prodotto. Sintesi dei problemi :
  6. Costi elementari generati da fattori comuni che rendono servizi a più centri - > si imputa il costo mediante riparto e poi si crea un centro di costo fittizio
  7. Ribaltando i costi dai centri di livelli bassi a quelli più alti si incontrano problemi dell’imputazione ( ribaltamento circolare ) - > da vedere su quad.
  1. Imputazione dei costi dei centri produttivi alle produzioni Cap. 4 Distinzione dei sistemi produttivi a seconda dell'oggetto della produzione: ❖ Produzione per singola unità (per commessa): l'oggetto della produzione è costituito da unità identificabili e fisicamente/logicamente distinguibili dalle altre (non solo beni ma anche servizi) → può avvenire per il magazzino o per richiesta del cliente che stabilisce le caratteristiche. (es. abiti su misura, appartamenti di palazzo) ❖ Produzione per lotti: l’oggetto della produzione è costituito da un insieme di prodotti fisicamente individuabili a livello unitario, realizzati in modo discontinuo, di solito distinguibili da quelli di altri lotti ma non da quelli dello stesso lotto→ i singoli lotti possiamo vederli come prodotti per commessa. (*lotto: volume di produzione di un determinato bene prodotto in un determinato intervallo temporale) ❖ Produzione in serie: la produzione, realizzata con continuità, ha per oggetto prodotti fisicamente individuabili a livello unitario ma non distinguibili dagli altri della stessa tipologia ❖ Produzione per processo a flusso continuo: si tratta di prodotti fisicamente non individuabili a livello unitario, almeno fino ad una fase avanzata del processo di produzione. La misurazione dei costi di prodotto in differenti contesti produttivi: produzioni su commessa e processi a flusso continuo→ implicazioni sul calcolo dei costi: Fasi del calcolo dei costi per commessa: ➢ Identificazione delle distinte commesse: (tramite codici alfanumerici, sono ad esempio info sulle materie prime, ore, manodopera…) ➢ Predisposizione della scheda di commessa ➢ Quantificazione dei costi elementari: usando le info delle schede di commessa ➢ Somma dei costi elementari relativi alla commessa I costi di una commessa possono essere diretti , quando sono dei costi specifici direttamente attribuibili alla commessa, oppure indiretti , quando sono dei costi comuni a più commesse riferibili alla singola commessa attraverso il Coefficiente di Allocazione (cda: costo/volume della base) oppure con il coeff. di imputazione Problematiche generali dei costi diretti: a. Individuazione dei fattori suscettibili di essere misurati analiticamente b. Criteri di misurazione dei volumi di fattori o servizi impiegati c. Criteri di valutazione dei consumi

pervenuti siano i primi ad essere impiegati nel processo produttivo e che le prime unità lavorate siano le prime ad essere completate Il costo medio ponderato è un costo medio di periodo; al numeratore vanno i costi del periodo e al denominatore le UEP di periodo. Le unità completate sono valorizzate ai costi di produzione più remoti Le unità completate vengono distinte tra unità cominciate nel periodo (valorizzate al costo medio ponderato del periodo) ed unità cominciate nei periodi precedenti (valorizzate in parte al costo medio ponderato di periodo e in parte ai costi dei periodi precedenti) Se le operazioni sono distinguibili si attua la localizzazione. In questo caso il calcolo dei costi per processo avviene:

  1. LOCALIZZAZIONE COSTI NEI CENTRI
  2. RIBALTAMENTO DA CENTRO A CENTRO
  3. CALCOLO DEL c.u.m. DI FUNZIONAMENTO DEI CENTRI PRODUTTIVI: c=C(C)/Q T
  4. C.U.M. DI PRODUZIONE =∑cn nI I prodotti congiunti : la produzione di più prodotti avviene, in tutto o in parte, attraverso il medesimo processo produttivo. Le differenti tipologie di prodotto posseggono un proprio mercato, e non sono identificabili fino ad un determinato punto del processo, detto puntò split-off. Le differenti tipologie di prodotti posseggono un proprio mercato Caratteristiche del calcolo di costi: diverse problematiche - > ▪ I costi non possono essere riferiti alle produzioni, ma vengono associati al processo produttivo ▪ L'oggetto di costo coincide con il processo produttivo ▪ Sono produzioni a costo unico ▪ Bisogna ricorrere a ipotesi finzione che ci aiutano a ripartire in un modo economicamente corretto e ragionevole i costi di un unico processo nelle diverse produzioni Distinguiamo diverse situazioni in cui ci possiamo trovare: o prodotti congiunti in senso stretto : sono prodotti che presentano valori di vendita relativamente comparabili, ovvero tutti i prodotti che ottengo sono principali. o prodotti principali e sottoprodotti, ovvero scarti che possono essere eliminati ottenendo un ricavo che però non è equiparabile ai prezzi di vendita dei prodotti principali→ sono prodotti che presentano valori di vendita non comparabili. Basi di imputazione dei prodotti congiunti: ❖ Per i prodotti congiunti in senso stretto posso utilizzare
  • basi fisiche
  • ricavi delle vendite al netto dei costi delle lavorazioni speciali ❖ Per i prodotti principali e sottoprodotti, ai sottoprodotti imputo un costo pari ai ricavi, e imputo i costi (al netto del punto precedente) ai prodotti principali. Cap. 3 - > Metodologia dell’activity based costing Fenomeni che cambiano le esigenze di misurazione dei costi: aumento dell'automazione, riduzione della manodopera diretta, vantaggio competitivo sempre meno basato sul costo del prodotto, nuovi costi legati alla differenziazione produttiva, aumento delle attività di servizio non direttamente produttive, costi della complessità. E che hanno effetti sulla struttura dei costi: aumentano i costi indiretti, aumentano i costi indiretti che non variano in funzione del volume di produzione ma variano in relazione alla complessità. Attività: combinazione di persone, tecnologie, materie, metodologie che produce un determinato prodotto o servizio Processo: sequenza ordinata di attività svolta sotto l'egida di un insieme di procedure, per raggiungere un obiettivo specifico.

Logica dell'activity based costing (modello ABC): Individuo le risorse, attribuisco i costi delle risorse alle diverse attività e poi attribuisco i costi delle attività al prodotto/servizio Si sviluppa mediante due matrici: la matrice F/A, che mette in relazione costi elementari e attività, in cui i costi vengono attribuiti alle attività mediante resource driver, e matrice A/P, che mette in relazione i costi delle attività e i prodotti, e in cui i costi delle attività vengono attribuiti ai prodotti mediante cost driver. Procedura del calcolo dei costi:

  1. Imputazione dei costi diretti ai prodotti
  2. Individuazione delle attività
  3. Attribuzione dei costi indiretti alle attività che li hanno causati mediante resource driver
  4. Individuazione del cost driver di ciascuna attività (Activity driver)
  5. Determinazione del volume dell'attività, in un determinato intervallo temporale, sulla base del cost driver
  6. Calcolo del costo per unità di attività
  7. Imputazione del costo della attività ai prodotti in base al volume del driver di costo Individuazione delle attività - > esse sono costituite da un insieme di compiti elementari: ▪ Realizzati da un individuo o da un gruppo ▪ Che rispondono ad un know-how specifico ▪ Omogenei in rapporto ai loro comportamenti di costo e performance ▪ Che partono da un certo numero di input (lavoro, macchine, informazioni ecc) ▪ Che permettono di ottenere un output ▪ Destinati ad un cliente esterno o interno Primo passaggio ABC: individuazione dei centri costo (che sono unità organizzative) ed è semplice grazie all’organigramma dell'azienda. Il concetto di attività: ci sono dei criteri di fondo che aiutano a definire i confini di un'attività. In particolare, due attività dovrebbero essere considerate distintamente se soddisfano almeno una delle seguenti condizioni:
  • L’attività che trattiamo come un’attività assestante rispetto alle altre deve essere materiale e quindi deve rappresentare una percentuale significativa dei costi aziendali
  • Se le teniamo separate le attività dipendono da cost driver separati
  • Potrebbero esserci attività che conviene tenerle insieme per i punti visti prima ma che conviene tenerle separate per il bene e la differenziazione dell'azienda Classificazione delle attività: ❖ Attività a livello di unità di prodotto: attività svolte direttamente in funzione del prodotto e quindi i costi di queste attività dipendono dal volume dei prodotti (es: attività di lavoro a macchina, attività di assemblaggio) ❖ Attività a livello di lotto: le attività vengono svolte in funzione dei lotti di produzione e quindi il loro costo dipende dal numero di lotti in cui organizzo la produzione (es: attrezzaggio) ❖ Attività a sostegno del prodotto: attività che sono utili per un’intera linea di prodotto (es: attività di progettazione) ❖ Attività a sostegno del cliente: attività che sono diverse a seconda delle richieste che vengono fatte dai clienti (es: aziende che vendono servizi che cambiano in base a quello che il cliente chiede) ❖ Attività a sostegno della struttura: attività legate all'area amministrativa e che servono per mantenere la struttura Costi indiretti e transazioni: le attività originano 4 transazioni che originano costi indiretti - >

L’imputazione dei costi delle attività ai prodotti – gli activity driver: gli activity driver sono parametri atti a misurare il consumo delle attività. Possono essere classificati in: o Transaction activity driver: misurano la frequenza dello svolgimento dell’attività richiesta dai diversi oggetti di costo; il loro utilizzo presuppone l’omogeneità negli atti di servizio richiesti o Duration activity driver: rilevano il tempo di svolgimento dell’attività richiesto dai diversi oggetti e consentono di attribuire correttamente i costi delle attività anche nel caso in cui gli atti di servizio richiesti ai diversi oggetti non sono omogenei o Intensity activity driver: vengono utilizzati per attribuire in modo corretto il costo delle attività quando il costo orario delle medesime varia in relazione all'oggetto di costo Tipologie di activity driver: ❖ Legati al volume: livello di produzione, costo lavoro diretto, costo del materiale diretto, ecc ❖ Legati alla complessità: numero di parti componenti di un prodotto, numero di movimentazioni in entrata e in uscita, numero di interventi nelle diverse fasi produttive, ecc ❖ Legati all'efficienza: tempi di attrezzaggio, tempi di collaudo, ecc ❖ Legati al mercato: ampiezza del catalogo dei prodotti, differenziazione dei margini di produzione, ecc La scelta degli Activity cost driver - > la selezione dei driver di costo deve tener conto di tre aspetti essenziali: il costo della misurazione, il grado di correlazione, gli effetti comportamentali. Individuazione del cost driver: le determinanti di costo (cost driver) influenzano il comportamento dei costi all’interno di un’attività, e dovrebbero esprimere, ove possibile, i fattori della complessità organizzativo-gestionale che condizionano lo svolgersi di una specifica attività. Dall' ABC all' ABM: per Activity Based Management (o gestione per attività), si intende l’uso dei dati forniti dall’Activity Based costing per migliorare le prestazioni di un’impresa e per orientare e guidare la gestione verso la ricerca della competitività e dell’eccellenza aziendale. L'ABM si prefigge due obiettivi, comuni a tutte le imprese: aumentare il valore per i clienti e migliorare i profitti aziendali. Con il primo si intende di cercare di alzare la percezione di valore che il cliente ha per i prodotti dell’impresa. La logica dell'ABM consiste nel valutare i costi e il valore creato dalle attività per identificare le opportunità di miglioramento L'ABM vuole individuare le attività che creano un valore per un cliente e quelle che non lo creano così da capire su quali attuare un risparmio e su quali investire, 1.Distinguendo: attività a valore aggiunto, attività non a valore aggiunto e attività che costituiscono sprechi; 2.Identificando il valore attribuito dal cliente/utente alle diverse attività 3.In modo da identificare le attività a valore aggiunto a cui attribuire ulteriori risorse, le attività non a valore aggiunto da ridurre e gli sprechi da eliminare → quali sono i tipi di attività?

Si identificano tre tipi di attività: ▪ Attività a valore aggiunto: attività che modificano la percezione di valore che ha il cliente di quel particolare prodotto. ▪ Attività non a valore aggiunto: attività che devono essere svolte per il normale funzionamento dell'azienda ma che il cliente non riesce a percepire come attività che aumentano il valore ▪ Attività che costituiscono sprechi: attività che vengono svolte come conseguenza di un’inefficacia e inefficienza di altre attività. Cosa implica il passaggio da ABC ad ABM: l'attenzione si sposta dalle singole attività all'intero processo, e questo ci permette ad esempio di vedere quali sono gli sprechi; si passa inoltre dall’individuazione sintetica delle attività all’individuazione analitica, dai resource driver e activity driver ai process cost driver e, infine, dalla misurazione del costo alla valutazione dell’efficienza e dell’efficacia. Guarda il caso DHL CAP. 5 – il sistema di misurazione dei costi a valori preventivi Costo standard = parametro-obiettivo di costo (che rappresenta un obiettivo), espressione di condizioni operative d’acquisto e di impiego dei fattori produttivi sulla base dell’analisi dei processi aziendali. È un obiettivo fissato tenendo conto delle condizioni operative. Si distinguono:

  1. gli standard pratici, che fanno riferimento a normali condizioni operative livelli di efficienza che l’impresa realizza quando i suoi livelli di produzione sono coerenti con il trend delle vendite→ es. i lavoratori non potranno lavorare tutte le ore indicate nel contratto causa malattie e altro),
  2. gli standard teorici, che fanno riferimento a condizioni operative ideali in cui c’è assenza di qualsiasi circostanza sfavorevole che possa limitare le performance dell’impresa. Con il costo standard si effettuano dei controlli per verificare se il costo effettivo si è distaccato da quell’obiettivo. I costi standard vengono utilizzati nella fase di programmazione , per determinare in modo analitico le risorse da acquisire e impiegare, e nella fase di controllo , come benchmark per confrontare le performance effettive per verificare se gli obiettivi sono stati realizzati; se non sono stati realizzati, verranno applicate serie di analisi che servono per capire dove c’è stata la perdita di efficienza. I costi standard sono usati quindi anche per un controllo per retroazione: per evitare che gli errori si ripetano. Gli scostamenti sono dovuti agli obiettivi che ci eravamo posti rispetto a quelli che abbiamo effettivamente ottenuto, e possono essere errori di obiettivo, ovvero condizioni troppo ottimistiche/nel mercato sono cambiate le condizioni di acquisto, o errori per processo.
  • Formula costo standard : prezzo fattore produttivo × quantità fattore produttivo. Cs=Ps x Qs
  • Costi standard delle materie dirette : Ps materiali diretti = prezzo unitario previsto d'acquisto; Qs dei materiali diretti - > N.B: è fisiologicamente diversa dalla specifica di output (quantità di fattore presente in unità di prodotto finito). Qs = specifiche di output/( 1 - % materiale improduttivo).
  • Costi standard della manodopera diretta : Ps= costino orario medio che si prevede di sostenere in futuro; Qs di manodopera diretta - > N.B: è fisiologicamente diversa dalla specifica di output. Qs= specifiche di output / 1-% tempi di lavoro improduttivo Specifiche output: la quantità di materia prima (input) necessaria per una unita di prodotto è diversa da quello che otteniamo in output. Costi standard dei fattori produttivi indiretti: o Costo variabile standard unitario : costo unitario standard di fattori produttivi variabili; di norma corrisponde al costo per produrre unità aggiuntiva di prodotto o Costo fisso standard unitario : rapporto tra costi fissi totali che si prevede di sostenere e il volume programmato di produzione

Scostamento di efficienza = costi di budget a livello di produzione effettiva - costi riferiti alle quantità effettive valorizzate a prezzo standard → [(Ps x Qs x Ve) – (Ps x Qe xVe)] ➢ Scostamento di prezzo = costi riferiti alle quantità effettive valorizzate a prezzo standard - costi effettivi - > [(Ps • Qe • Ve) – (Pe • Qe •Ve)] Scostamento dei costi variabili indiretti: in questo caso Ps = Coeff. Di Allocazione predeterminato = costi indiretti variabili preventivi/unità totali previste della base di allocazione, e Pe = CDA effettivo = costi indiretti variabili effettivi / unità totali effettive della base di allocazione Scostamento dei costi indiretti fissi: scostamento globale = (costi fissi assorbiti – costi fissi effettivi → costi fissi assorbiti: (Ps x Qs) x Ve = Cs x Ve→ sono quella quantità di costi fissi prevista a budget e assorbita dalla quantità di produzione ottenuta. Ps=coefficiente di allocazione predeterminato= costi indiretti fissi preventivi / unità totali previste della base di allocazione, e costi fissi effettivi: (Pe x Qe) x Ve= Ce x Ve. In questo Pe = CDA effettivo = costi indiretti fissi effettivi / unità totali effettive della base di allocazione. Scostamenti elementari dei costi fissi: o Scostamento di volume = costi fissi assorbiti – costi fissi di budget → [(Ps x Qs x Ve) – (Ps x Qs x Vp)]→ o Scostamento di spesa = costi fissi di budget – costi fissi effettivi → se ha segno + è positivo

  1. [(Ps x Qs x Vp) – (Pe x Qe x Ve)]
  2. [(Ps x Qs x Ve) – (Ps x Qs x Vp)] + [(Ps x Qs x Vp) – (Pe x Qe x Ve)] CAP. 7 – i sistemi di misurazione a costi diretti e variabili e le condizioni di rischio operativo Rischio operativo: rischio che un’azienda corre di subire una riduzione della propria redditività. Può essere apprezzato tramite tre indicatori:
  3. BEP: pareggio di produzione (tra costi e ricavi). Esso è il rapporto tra costi fissi e il margine di contribuzione unitario, ed è il volume di produzione per il quale il margine di contribuzione globale è pari ai costi fissi del processo. dc=cv; mc1=p - cv; MC=p×Q - cv×Q Evoluto→ mc2=p – cv - CFs/Q Può essere determinato in termini fisici (quantità da produrre per raggiungere l'equilibrio) o in termini monetari (fatturato da raggiungere per ottenere l'equilibrio); l'ipotesi di fondo è sempre l'invarianza dei prezzi. In termini fisici (Q) si calcola facendo CFT/(pu-cvu), mentre: in termini monetari (fatturato) facendo (CFT/pu-cvu)/pu. pu – cvu = margine di contribuzione; pu = prezzo unitario di vendita; cu=costo unitario; CFT= costi fissi totali. Per un’impresa più è basso il punto di equilibrio, più è basso il volume di produzione per coprire i costi fissi, minore è il rischio. Più alti sono i costi fissi e maggiore deve essere il volume di equilibrio. Il punto di equilibrio dipende dal prezzo e dalla proporzione tra costi fissi e costi variabili. La funzione dei ricavi R parte dall’origine e aumentando il volume di produzione, aumentano i ricavi proporzionalmente dalla produzione e dipende dalla pendenza della retta, rappresentata dal prezzo, più aumenta e più si inclina verso l’alto la retta. → il punto di equilibrio può variare ad esempio

in base al prezzo, dai costi variabili che fanno variare la retta dei Costi Totali facendo cambiare il punto di equilibrio e può variare anche dai costi fissi che fanno spostare la CFT e la CT. La retta dei costi variabili totali parte dall’origine e aumenta proporzionalmente rispetto alla quantità prodotta, infatti la pendenza dipende dal costo unitario variabile. I segmenti tra R e CT, indicano il risultato operativo (ricavi-costi totali); i segmenti tra R e CV indicano i margini di contribuzione→ nel punto di equilibrio, il margine è uguale ai costi fissi che devo coprire; spostandosi verso destra, il margine aumenta Elasticità: vedi definizione; più è elastico e meno rischioso è il processo. A sinistra del punto di equilibrio c'è una perdita perché il margine di contribuzione non copre costi fissi, a destra invece c'è un guadagno. La perdita è data da costi fissi – margine di contribuzione. Nel punto di equilibrio il margine di contribuzione è uguale ai costi fissi. Punto di equilibrio in un’impresa multi-prodotto: fatturato di equilibrio che deve essere raggiunto. In termini fisici si calcola facendo CFT/∑(pmp-cvmp), mentre in termini monetari si calcola facendo CFT/ [∑ (pmp-cvmp) × ∑di pmp]. Pmp= prezzo medio ponderato → se ho tre prodotti faccio la media ponderata in base al peso di ciascun prodotto→ numeri di prodotti da vendere per raggiungere l’equilibrio. What if analysis: Simulazione per vedere come variano le grandezze del modello sulla base di variazioni di altre grandezze del modello. Tramite la relazione fondamentale della Bea si possono fare simulazioni e determinare: - la Q che consente di realizzare un dato RO.

  • I CFT obiettivo che consentono di realizzare un dato RO (o il BEP) CFT= (pu-cvu)*Q-RO
  • L’MDC (unitario) che consente di realizzare un dato RO (o il BEP) MDC= RO+CFT/ Q
  1. Margine di sicurezza: distanza percentuale che separa l'attuale fatturato dal fatturato di equilibrio. Più è alto questo margine più è rischioso il mio business. La formula per calcolarlo è: [(Q effettive o previste – Q di BEP)/Q effettive o previste] × 100. Il mgs dipende dal livello di attività attuale/previsto e dal livello di equilibrio. Minore è bep maggiore è mgs. Se siamo in una quantità maggiore della quantità di equilibrio, il margine di sicurezza dice di quanto posso diminuire la quantità prima di arrivare al punto di equilibrio; in termini di ricavi ci dice percentualmente qual è la distanza tra i ricavi alle due quantità →((ricavi effettivi – ricavi di BEP)/ricavi effettivi) *100, da cui deriva → Mgs%= (Q-Q di bep)/Q In proporzione, per stare più sicuri è meglio avere più costi variabili perché se ho un peso forte dei costi variabili, quando riduco la quantità, riduco i ricavi ma anche i coti variabili, andando più lentamente in perdita.
  2. Leva operativa: Misura la variazione percentuale che subisce RO per effetto di una variazione percentuale nei volumi di attività (Q) o di vendita (R). Se la sensibilità è alta, a qualsiasi variazione del mio fatturato c'è una risposta elevata in termini di redditività. MDCtot/Ro (vedi slide per vedere da cosa deriva) CAP. 8 Quando si prendono decisioni si considerano solo i costi che sono rilevanti e che vengono modificati con quella decisione. Le decisioni possono essere strategiche o relative alla gestione operativa/correnti: con le prime noi andiamo a modificare degli obiettivi di medio e lungo periodo quindi gli obiettivi strategici; in questo caso i costi che consideriamo sono quelli che si possono modificare nel medio e lungo periodo. Le seconde sono quelle che assumiamo durante la gestione corrente (accettare o meno una commessa, acquistare o produrre internamente una

Funzioni:

**1. Direzione

  1. Controllo:** al termine del periodo i dati di budget vengono confrontati con quelli realmente verificati 3. Coordinamento : tutti gli obiettivi di ogni unità operativa devono essere coerenti con quelli delle altre unità 4. Responsabilizzazione: budget fissa gli obiettivi e ci sarà qualcuno responsabile per la realizzazione di questi. Ci saranno quindi meccanismi di incentivazione per realizzare il coordinamento e il raggiungimento degli obiettivi. Caratteristiche del budget: o è un documento contabile amministrativo che, con riferimento ad un orizzonte temporale di breve periodo, traduce in termini quantitativo-monetari i dati contenuti nel piano aziendale di medio-lungo andare o si compone di vari documenti (budget settoriali) relativi alle singole aree funzionali dell'azienda o a livello globale d'azienda si sintetizza in un bilancio preventivo→ composto da un budget economico che ci darà l’utile previsto; un budget patrimoniale che ci dirà quale sarà il patrimonio alla fine del periodo; rendiconto preventivo che è una sorta di previsione dei flussi di cassa. o è il documento che rappresenta il sistema delle decisioni operative che dirigeranno la futura gestione dell'impresa o È quindi uno strumento di controllo di gestione o che coordina e sintetizza dati relativi alle varie aree funzionali dell’azienda; o riguarda un orizzonte temporale futuro e orienta i comportamenti futuri dei dipendenti e dei manager. Il budget ha la caratteristica della globalità, in quanto prende in considerazione tutta l'azienda (aree funzionali, prodotti, strategie, ecc) e rappresenta un “modello di comportamento globale” per tutti coloro che operano in azienda. Questa globalità viene realizzata mediante la redazione di singoli budget relativi a ciascuna area aziendale, mediante l'aggregazione dei budget settoriali nei budget di sintesi, e mediante la redazione di un singolo documento aziendale (il budget). Il budget utilizza intervalli infrannuali: l’infrannualità è una specifica essenziale del budget che ne caratterizza l’utilizzo nel quadro del processo di pianificazione, e che consente una migliore individuazione di scostamenti e disfunzioni (es: fluttuazioni nella domanda), e una maggiore possibilità di influenzare i comportamenti e di incrementare l’efficacia e la tempestività del processo di programmazione e controllo. Non costituisce però una regola fissa e infatti ci possono anche essere budget pluriennali. Il budget investe un intero esercizio ma viene diviso in intervalli infrannuali per esigenze organizzative e di controllo. Si cerca di trovare un periodo di intervalli che segua il flusso delle vendite delle aziende (es. azienda di moda ha un budget ad intervalli che seguono le stagioni; es. aziende delle infrastrutture che hanno budget pluriennali). Come traduce gli obiettivi? Il budget dirige sia l’aspetto economico(previsione di ricavi…) che finanziario (uscite ed entrate monetarie). Esprime previsioni, obiettivi, i mezzi e le scelte in termini quantitativo-monetari. Costi – ricavi = aspetto economico della gestione; entrate – uscite = aspetto finanziario della gestione. Vantaggio : comparabilità dei programmi di gestione e di tutte le informazioni aziendali. N.B: l'obiettivo finale del budget è quello della redazione di un Bilancio d'esercizio preventivo. A seconda di chi utilizza il budget saranno utilizzati budget diversi. I BUDGET OPERATIVI : essi dirigono le operazioni, e la sintesi dei valori espressi nei budget operativi rappresenta il reddito operativo atteso dall’implementazione dei piani d'azione; concernono tutte le attività che contribuiscono alla formazione del reddito; i budget operativi sono:
  2. Il budget delle vendite o budget di marketing: ci sono aziende market orienting , ovvero che guardano il mercato, e aziende production orienting che guardano la propria capacità di produzione. La logica è che ognuno parte nel programmare la propria attività concentrandosi nell’area dei vincoli più grossi che sono rappresentati dai volumi di vendita. Dal budget delle vendite dipende il budget delle produzioni
  3. Il piano di produzione e il budget dei costi di produzione, a sua volta comprensivo di:
  • Budget della manodopera diretta
  • Budget dei consumi delle materie prime
  • Budget dei costi indiretti di fabbricazione
  • Budget delle rimanenze finali di materie prime, semilavorati e prodotti finiti
  1. Il budget degli acquisti di materie prime: ci dirà sulla base dei volumi di produzioni programmati e tenuto conto delle politiche di volumi di produzione, quanto volume di materie prime acquistare.
  2. Il budget dei costi operativi variamente articolati, per esempio in:
  • Budget dei costi di vendita e marketing
  • Budget dei costi di ricerca e sviluppo
  • Budget delle spese generali ed amministrative
  1. Il conto economico preventivo L’alta direzione ha un’influenza diretta sui budget finanziari che vanno a dettagliare investimenti e finanziamenti: per valutare le decisioni, l’alta direzione guarderà i budget di sintesi (master-budget) composto da conto economico, finanziario e rendiconto. Il budget degli investimenti e i budget finanziari: i budget degli investimenti sono finalizzati a definire i nuovi impieghi di risorse finanziarie in beni materiali ed immateriali ad utilità ripetuta nel tempo, ai quali dare seguito nel corso del periodo coperto dal budget. Il budget degli investimenti rappresenta, nel periodo di riferimento, l’impatto economico finanziario delle decisioni di investimento per tipologia di investimento, area di destinazione, momento temporale di impegno, momento temporale di effettuazione. I budget finanziari hanno lo scopo di andare a vedere se le operazioni programmate sono risultate coerenti con gli obiettivi di redditività ed economicità, e se sono coerenti dal punto di vista monetario (equilibrio tra entrate e uscite nelle varie fasi) e dal punto di vista finanziario. I budget finanziari sono il budget di cassa (equilibrio tra entrate e uscite con un saldo finale di cassa positivo), lo stato patrimoniale preventivo, che crea una fotografia della struttura patrimoniale che l’impresa ha dopo che sono state svolte le operazioni controllate, e il rendiconto finanziario preventivo, che ha lo scopo di far vedere come le diverse aree della gestione impatteranno sul flusso monetario. I budget di sintesi sono:
  • Economico: deriva dal consolidamento di tutti i budget operativi
  • Finanziario: budget patrimoniale che ci farà la fotografia di quello che saranno le attività e le passività del periodo e terrà conto del saldo di cassa finale, determinato attraverso il budget di cassa, terrà conto delle variazioni negli investimenti e finanziamenti dettagliate nel budget degli investimenti; altri budget finanziari in senso stretto: budget di cassa che serve a determinare il saldo finale di cassa che andremo ad inserire nel budget patrimoniale; Il processo razionale di preparazione del budget:
  • Dimensione razionale: attiene alle scelte che facciamo circa la struttura che dovrà avere il budget; essa dipende dai settori che individuo e quindi dal numero di budget settoriali operativi che farò, e dall’articolazione che avranno questi budget operativi.
  • Dimensione organizzativa e comportamentale: attiene al processo del budget e permette di decidere come dividere in intervalli infrannuali (es se di tipo mensile o trimestrale). Aspetto organizzativo: decidere la sequenza di attività da svolgere per creare il budget; l’aspetto più importante dal punto di vista organizzativo è individuare chi saranno i responsabili degli obiettivi e chi sono gli attori del budget e quindi chi metterà in pratica le decisioni prese. Dimensione comportamentale: se ci sono conflitti tra obiettivi personali e aziendali Il processo razionale permette di stabilire il calendario di budget, le revisioni (budget flessibili, revised budget, budget scorrevole), il comitato di budget, e il ruolo del controller. Il budget è soggetto a revisioni così da avere equilibrio nelle diverse aree. Budget flessibile → si fanno diverse ipotesi di volumi di vendita e produzioni e poi si costruisce il budget; in questo modo si possono vedere gli effetti di uno scostamento di volume. Revised budget : Il budget viene rivisto completamento in funzione di variazioni di tutte le variabili. Budget scorrevole : il budget si costruisce attraverso ipotesi basate su previsioni sulla base delle informazioni che si hanno in quel momento; se poi