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psico sociale delle comunicazioni, Sintesi del corso di Psicologia Sociale

psico sociale delle comunicazioni

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 19/02/2023

mariachiara-speciale-1
mariachiara-speciale-1 🇮🇹

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CAPITOLO 2
Come si da senso al mondo sociale?
Alcuni autori parlano di processi cognitivi medianti quali si dà un significato alla realtà.
Altri parlano di processi cognitivi mediante il quale la realtà viene organizzata in categorie ed altri
ancora che sostengono che tramite questi processi si cerca di ottenere una rappresentazione stabile
della realtà.
Nel complesso gli psicologi sociali contemporanei sostengono che le persone si costruiscono una
rappresentazione del mondo dotata di significato, che consente loro di evitare situazioni di dubbio,
incoerenza e consente di prepararsi per avere una sensazione di controllo.
Quest'area di studi si evidenzia con l'etichetta di "conoscenza sociale" social cognition"
È l'area più estesa della psicologia sociale che tanto è vero che qualcuno crede che sia una
disciplina dotata di autonomia.
Il suo sviluppo inizia alla fine degli anni 50 ed è molto influenzato dallo sviluppo della psicologia
cognitiva basata sulla metafora della mente come elaboratore di informazioni.
Solo negli ultimi anni si è verificato l'interesse sullo studio dei nostri scopi e dei nostri sentimenti e
su come si influenzano il modo in cui diamo senso al mondo.
Diversi autori sottolineano il ruolo attivo e costruttivo della mente ponendo l'attenzione sui
processi percettivi e su quello che Schulz chiamava l'atteggiamento naturale assunto nella vita
quotidiana; processi che noi non consideriamo come veri i processi cognitivi.
CATEGORIZZAZIONE
Nella vita quotidiana tutti diciamo di aver visto "una penna" un incidente automobilistico"
sperimentando ciò che Brunner chiamava immediatezza fenomenica; noi non siamo consapevoli
del processo di categorizzazione che effettuiamo riconoscendo immediatamente la maggior parte
degli oggetti che vediamo tutti i giorni.
Quello che noi vediamo viene costruito dal soggetto e gli viene dato significato sulla base dei
propri schemi mentali, in correlazione allo stimolo che raggiunge l’individuo.
Se immaginiamo una persona proveniente da un'altra cultura, che non ha il concetto di scrittura,
non conosce le automobili, questa persona non potrebbe vedere niente di quello che vediamo noi e
se fosse in grado di comunicare con noi in qualche linguaggio condiviso ci chiederebbe a cosa
serve la "cosa" che noi chiamiamo penna.
Secondo Brunner l'esperienza percettiva si verifica attraverso un processo dove la cosa o la persona
percepita è collocata in un posto e acquista il suo significato da una classe di percetti con il quale è
raggruppata.
Questo processo spesso è inconscio e automatico e si verifica molto spesso.
L'attività cognitiva di categorizzazione e di interpretazione e tanto più inconsapevole quanto
maggiore è la coincidenza fra lo stimolo esterno e la categoria nel quale il soggetto è collocato.
DA DOVE HANNO ORIGINE LE CATEGORIE?
Se ne occupa Sherif effettua un esperimento chiamato esperimento dell'effetto auto-cinetico o
della formazione di norme sociali; voleva dimostrare che i fattori interni possono avere un'origine
sociale e quindi decise di studiare la percezione di uno stimolo ambiguo da parte dei soggetti che
avrebbero poi dovuto spiegare al gruppo cosa avevano visto.
Lo stimolo ambiguo era un punto luminoso all'interno di una stanza buia.
1. prima fase dell'esperimento il soggetto veniva fatto sedere alla distanza di 4,5 m dal punto
luminoso e gli veniva chiesto di indicare di quanti centimetri la luce si spostava; In realtà la
luce non si spostava ma era un'illusione ottica.(effetto auto cinetico) Il movimento percepito
variava da persona persona ma diventava sempre più stabile per ciascuna persona dopo un
certo numero di prove.
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CAPITOLO 2

Come si da senso al mondo sociale? Alcuni autori parlano di processi cognitivi medianti quali si dà un significato alla realtà. Altri parlano di processi cognitivi mediante il quale la realtà viene organizzata in categorie ed altri ancora che sostengono che tramite questi processi si cerca di ottenere una rappresentazione stabile della realtà. Nel complesso gli psicologi sociali contemporanei sostengono che le persone si costruiscono una rappresentazione del mondo dotata di significato, che consente loro di evitare situazioni di dubbio, incoerenza e consente di prepararsi per avere una sensazione di controllo. Quest'area di studi si evidenzia con l'etichetta di "conoscenza sociale" social cognition" È l'area più estesa della psicologia sociale che tanto è vero che qualcuno crede che sia una disciplina dotata di autonomia. Il suo sviluppo inizia alla fine degli anni 50 ed è molto influenzato dallo sviluppo della psicologia cognitiva basata sulla metafora della mente come elaboratore di informazioni. Solo negli ultimi anni si è verificato l'interesse sullo studio dei nostri scopi e dei nostri sentimenti e su come si influenzano il modo in cui diamo senso al mondo. Diversi autori sottolineano il ruolo attivo e costruttivo della mente ponendo l'attenzione sui processi percettivi e su quello che Schulz chiamava l'atteggiamento naturale assunto nella vita quotidiana; processi che noi non consideriamo come veri i processi cognitivi.

CATEGORIZZAZIONE

Nella vita quotidiana tutti diciamo di aver visto "una penna" un incidente automobilistico" sperimentando ciò che Brunner chiamava immediatezza fenomenica ; noi non siamo consapevoli del processo di categorizzazione che effettuiamo riconoscendo immediatamente la maggior parte degli oggetti che vediamo tutti i giorni. Quello che noi vediamo viene costruito dal soggetto e gli viene dato significato sulla base dei propri schemi mentali, in correlazione allo stimolo che raggiunge l’individuo. Se immaginiamo una persona proveniente da un'altra cultura, che non ha il concetto di scrittura, non conosce le automobili, questa persona non potrebbe vedere niente di quello che vediamo noi e se fosse in grado di comunicare con noi in qualche linguaggio condiviso ci chiederebbe a cosa serve la "cosa" che noi chiamiamo penna. Secondo Brunner l'esperienza percettiva si verifica attraverso un processo dove la cosa o la persona percepita è collocata in un posto e acquista il suo significato da una classe di percetti con il quale è raggruppata. Questo processo spesso è inconscio e automatico e si verifica molto spesso. L'attività cognitiva di categorizzazione e di interpretazione e tanto più inconsapevole quanto maggiore è la coincidenza fra lo stimolo esterno e la categoria nel quale il soggetto è collocato. DA DOVE HANNO ORIGINE LE CATEGORIE? Se ne occupa Sherif effettua un esperimento chiamato esperimento dell'effetto auto-cinetico o della formazione di norme sociali; voleva dimostrare che i fattori interni possono avere un'origine sociale e quindi decise di studiare la percezione di uno stimolo ambiguo da parte dei soggetti che avrebbero poi dovuto spiegare al gruppo cosa avevano visto. Lo stimolo ambiguo era un punto luminoso all'interno di una stanza buia.

  1. prima fase dell'esperimento il soggetto veniva fatto sedere alla distanza di 4,5 m dal punto luminoso e gli veniva chiesto di indicare di quanti centimetri la luce si spostava; In realtà la luce non si spostava ma era un'illusione ottica.(effetto auto cinetico) Il movimento percepito variava da persona persona ma diventava sempre più stabile per ciascuna persona dopo un certo numero di prove.
  1. seconda fase, che avveniva qualche giorno dopo, le persone venivano esposti al punto luminoso in gruppi di tre e dopo un certo numero di prove i giudizi delle persone tendevano a convergere verso una stima comune: emergeva la norma del gruppo.
  2. terza fase i soggetti osservavano di nuovo individualmente il punto luminoso e le risposte individuali corrispondevano alla stima del gruppo. I risultati di questa terza fase consentono di sostenere che la convergenza alla norma del gruppo non è tanto per compiacere il gruppo tanto quanto più per il fatto che il giudizio degli altri viene utilizzato come fonte di informazione ulteriore in una situazione di stimoli sensoriali ambigui. MEMORIA? PROCESSO COSTRUTTIVO GUIDATO DA SCHEMI CULTURALI Un grande contributo alla social cognition lo da Barlett con i suoi studi sulla memoria. I suoi studi sono basati sull'uso di stimoli privi di significato e parole senza senso. Proposto un testo (la guerra dei fantasmi) ciascun soggetto leggeva individualmente il brano due volte e lo riproduceva una prima volta dopo 15 minuti. Barlett analizza i risultati in modo qualitativo e le conclusioni sono:
  • le riproduzioni accurate sono l'eccezione e non la regola
  • le riproduzioni di un uno stesso individuo hanno una struttura che persiste nel tempo.
  • Nelle riproduzioni a lunga distanza sono presenti maggiori elaborazioni e introduzione di elementi e strani al brano originale.
  • Tendono ad emergere i dettagli che si adattano agli interessi del soggetto.
  • Nomi frase dei venti sono immediatamente modificati. (Leggi testo sul libro pag 23 slide) I MODELLI A DUE VIE. Nel dibattito contemporaneo per la conoscenza sociale si affermano anche i modelli a due vie. Il più famoso è proposto in relazione ai processi di persuasione da Petty e Cacioppo. Tali modelli sostengono che le persone nelle diverse situazioni nelle quali devono riconoscere e valutare oggetti sociali attuano due processi cognitivi.
  1. processi rapidi che richiedono un ridotto sforzo cognitivo.
  2. Processi a sforzo elevato quindi un esame accurato delle informazioni disponibili e considerazione delle possibili interpretazioni alternative. Parliamo quindi di un continuum nel quale i due tipi di processi rappresentano i due poli sul quale sono collocati i bisogni cognitivi. I processi dall'alto verso il basso, guidati dalla teoria, vengono definiti top Down Mentre i processi dal basso verso l'alto sono detti bottom-up e sono guidati dai dati. Molte nostre attività richiedono processi top Down che sono automatici e inconsapevoli e motivo per cui noi riteniamo vedere la realtà così come essa è ( realismo ingenuo - Ash ).( vedi esempio film slide 24) Cosa significa concetto, categorie, schema? Per rappresentare il mondo le persone costruiscono continuamente attraverso degli elementi costruttivi di base ovvero i concetti —> la rappresentazione mentale di una categoria, cioè di una classe di elementi che si ritiene si associno grazie a una similarità parziale. I concetti sono, in parte, delle rappresentazioni soggettive; tanto è vero che persone diverse, o anche la stessa persona ma in momenti diversi che possono utilizzare concetti diversi per rappresentare la stessa realtà esterna. Un esempio di categorizzazione potrebbe essere la categoria dei professori: professore di storia delle medie, di latino delle superiori e di sociologia dell'Università appartengono tutti alla stessa categoria dei professori seppur diversi. Gli psicologi usano termini diversi per riferirsi a concetti, alcuni ne parlano in generale rappresentandoli come rappresentazione mentale e strutture di conoscenza e schemi. Altri ne parlano con il termine:
  • prototipo—>particolari tipi di oggetti

Le teorie più recenti ipotizzano l'esistenza di reti associative rappresentate come una vera e propria rete dove i nodi corrispondono ai concetti e i fili ai legamenti flessi. La distanza fra i due concetti è minima se sono collegati direttamente e aumenta quando sono collegati attraverso altri concetti.

Inconvenienti che possono derivare dall'uso degli schemi

I concetti gli schemi ci servono per far fronte alla realtà, per permettere all'uomo di far fronte a una grande quantità di informazioni e capire come agire. Tuttavia questa modalità cognitiva basata su schemi può portare alla formulazione di convinzioni giudizi inadeguati e dannosi. Le persone mostrano nei confronti dei propri schemi mentali una forte rigidità e parliamo in questo caso di perseveranza degli schemi. Ricerca Bruner e Postman Una vecchia ricerca (1949) di Brunner e Postman richiedeva ai soggetti di identificare una serie di carte da gioco presentate per brevi periodi di tempo in modo controllato. Alcune carte erano normali ma altri avevano delle anomalie ad esempio il tre di picche era rosso e il quattro di cui era nero. Il gioco terminava nel momento in cui, quando l'esposizione sottoposta era più lunga, il soggetto riconosceva l'errore delle carte. È interessante riconoscere come anche le carte anomale, a causa della rigidità dello schema, in un primo momento vengano persistentemente riconosciute come quelle che ricordiamo, quelle giuste. È per questo motivo che si comprende l’ anomalia solo aumentando il tempo di esposizione. Kuhn sosteneva che lo stesso valesse con l'uomo, esso si rassegna a cambiare i propri schemi solo dopo una prolungata esposizione alla realtà esterna. LA TENDENZA A CONFERMARE GLI SCHEMI. Nel corso della vita quotidiana passiamo spesso da un contesto a un altro e gli schemi relativi a queste situazioni creano delle aspettative e ci preparano determinate cose. Gli schemi sono diversi per ognuno di noi ad esempio ognuno a uno schema personale di casa, di parcheggio. Gli schemi influenzano la condotta e questo viene chiamato profezia autoverificantesi. Questo vuol dire che, esempio, presentandosi a un'interrogazione, con l'ansia di non ricordarne terminato argomento, pur essendo molto preparati finiamo per non ricordarlo. Esperimento Rosenthal e Jacobs realizzano in un contesto scolastico come a volte le aspettative che le persone hanno possono dare forma alla realtà. La ricerca volgeva a voler verificare quella che era la preoccupazione dell'epoca, ovvero che gli insegnanti scolastici adottassero comportamenti diversi a seconda di alunni appartenenti a gruppi etnici diversi.

  • I due ricercatori si recano in una scuola elementare di San Francisco e somministrano tutti gli alunni un testo a livello intellettuale.
  • Successivamente fu comunicato agli insegnanti il livello di conoscenza dei propri alunni prendendo, all'insaputa dei professori, risultati a caso; i più bravi e più cattivi erano stati sorteggiati.
  • Questo portò gli insegnanti a crearsi degli schemi nei confronti degli alunni risultati migliori.
  • In ogni classe fu creato il gruppo di alunni di controllo per i quali non si dava nessuna informazione circa il livello intellettuale.
  • Otto mesi più tardi il test fu rifatto e i risultati rivelarono che i ragazzi indicati come particolarmente promettenti avevano avuto un incremento del punteggio significativamente superiore rispetto ai ragazzi del gruppo di controllo.
  • Le aspettative indotte negli insegnanti avevano prodotto gli effetti attesi. Diciamo quindi che tendiamo sempre a confermare la validità dei nostri schemi tramite l'uso di una strategia di verifica positiva anche se nostri schemi vengono creati a seguito di informazioni che ci vengono comunicati da altri. Altre volte è possibile che tendiamo a cercare l'informazione che serve a confermare solo gli schemi già attivati. Es.Se ci troviamo davanti una persona che riteniamo a priori antipatica mostreremo poca attenzione nei confronti di sorrisi e gesti positivi. CORRELAZIONE ILLUSORIA. Loren e Jean Chapman ci parlano di correlazione illusoria. Sostenevano che gli schemi facessero commettere degli errori agli psicologi clinici. Una delle loro ricerche riguardava il test di Rorschach, una serie di tavole con macchie d’inchiostro che vengono mostrate le persone per valutare cosa vedono. A seguito di ciò si prendono le risposte e si fanno delle valutazioni sulla possibile personalità dell’individuo. I due studiosi concentrano la loro attenzione sulla relazione fra determinate risposte e l’omosessualità.ù In letteratura si legge che soggetti omosessuali vedono una determinata tavola fatta da figure mostruose e ambigue. I due autori volevano vedere se delle persone .. LE EURISTICHE. Nella giornata affrontiamo tanti concetti, se un nostro amico dice che tutte le lezioni di psicologi sono d’interessanti, queste saranno interessanti anche per me? Qui entra in gioco la probabilità. Simon sostiene che invece che la probabilità, le persone utilizzino una razionalità limitata per rispondere a queste domande; si accontentano di soluzioni buone, anche se non efficientissime. KAHNEMAN e TVERSKY nel 1963 hanno introdotto il termine euristiche per indicare strategie cognitive di tipo abbreviato. Le principale euristiche sono:
  • A Euristica della rappresentatività : porta a giudizi errati, in quanto porta ad ignorare altri tipi di informazioni necessarie per formare giudizi corretti;
  • A Euristica della disponibilità : è quella che usiamo quando dobbiamo rispondere a domande del tipo "con quale frequenza mia figlia si comporta in modo aggressivo?". In certi casi noi cerchiamo di ricordare qualcosa tramite esempi, se questi ci vengono in mente con facilità concludiamo che la frequenza con quel tipo di eventi è elevata. In poche parole, giudichiamo la frequenza sulla base della facilità con cui immaginiamo esempi di essi.
  • A Euristica dell'ancoraggio e aggiustamento : processo cognitivo che si basa sull'ancoraggio di una persona all'affermazione di uno dei presenti che ancorano i propri giudizi a punti di partenza di altre persone arbitrarie. Queste possono anche non avere alcun tipo di relazione con l'argomento al quale si sta ragionando.
  • Euristica della simulazione : processo cognitivo che si basa sull'immaginare cosa sarebbe potuto accadere in una determinata situazione.

Le persone usano processi cognitivi distorti solo se sono in grado di giustificare le conclusioni alle quali giungono. ESPERIMENTO DI FESTINGER E GALLSMITH (1€-20€) Secondo dissonanza cognitiva: il cambiamento di atteggiamento è maggiore quando la ricompensa offerta per la comunicazione contro-attitudinale è minore. Alcuni partecipanti venivano sottoposti a noiose prove fisiche, c’era una ricompensa di 20 dollari o 1 dollaro per dire alle altre persone che le prove erano interessanti. Più alta è la somma per la menzogna, più le persone modificano quello che davvero pensano. (?) ZANNA E COOPER vogliono dimostrare che il cambiamento di atteggiamento è indotto da fattori motivazionali. ESPERIMENTO uguale con aggiunta PILLOLA: le persone avrebbero spiegato la tensione come dovuta alla pillola e non al proprio comportamento controattitudinale e non avrebbero modificato il loro atteggiamento. II comportamenti controattitudinali minacciano il se CLAUDE STEELE il cambiamento di atteggiamento che si verifica in tali condizioni è l’unico modo possibile per riaffermare la propria identità di persona corretta, cioè difendere l’immagine positiva di sé. Perché modificando il proprio atteggiamento e conformandolo alla dissonanza, non ci si pone la domanda “ chi è lo stupido che va contro le proprie idee per le idee degli altri?” Dopo aver riconosciuto l’influenza dei fattori motivazionali sui processi cognitivi ,si pone il problema di chiarire i meccanismi mediante i quali tale influenza si realizza:

  • Distorcendo recupero mnestico( giustifico il mio comportamento rievocando episodi che lo legittimano)
  • Stimolando la creazione di teorie causali (vado bene in matematica ,andrò bene all’università in matematica)
  • Influenzando la scelta di una specifica strategia euristica COME LO STATO AFFETTIVO INFLUENZA I PROCESSI COGNITIVI. L'influenza degli stati d'animo sui giudizi è spiegata secondo due vie :
  • Ipotizzando che lo stato d'animo faciliti il recupero di materiale memorizzato coerentemente;
  • Ipotizzando che le persone usino il proprio stato d'animo come elemento di informazione. La prima spiegazione considera la possibilità che lo stato d'animo inneschi un fenomeno d'attivazione ( priming ) dei processi di recupero del materiale memorizzato. La maggior parte degli oggetti per i quali siamo chiamati ad esprimere valutazioni, ha sia elementi positivi che negativi: se lo stato d'animo, nel momento della valutazione, è positivo, saranno più evidenti i suoi elementi positivi e viceversa. FARGAS fa una distinzione tra processi euristici e processi sistematici. Quando le persone fanno uso dei processi di tipo: - euristico gli stati d'animo sono come fonti dirette di informazioni e la positività o negatività dello stato d'animo viene attribuita all'oggetto della valutazione. - sistematici, lo stato d'animo influenza il processo di recupero del materiale utilizzato mediante il processo di priming.

INFLUENZA MOTIVAZIONALE NON DIREZIONALE - SOCIETA’

Finora si è parlato di influenze direzionali della motivazione; ovvero le motivazioni verso la realizzazione di uno specifico scopo possono influenzare i processi cognitivi, "distorcendoli". Le i nfluenze non direzionali della motivazione riquardano invece motivazioni più generali:

  • Motivazione all'Accuratezza: secondo Tetlock, la percezione di dover rendere conto innesca un bisogno di accuratezza. Distorsioni ed errori sono più probabili quando le persone percepiscono in misura ridotta l'obbligo di rendere conto (bassa accountability), mentre diminuiscono quando le persone lo percepiscono in misura elevata (alta accountability)
  • Bisogno di Chiusura Cognitiva: secondo Kruglanski, corrisponde al desiderio degli individui di avere una risposta sicura ad una domanda e alla loro avversione per l’ambiguità. La motivazione alla chiusura influenza l'attività cognitiva generando 2 possibili tendenze:
  1. la tendenza all'urgenza (tendenza ad afferrare la prima soluzione che consente di chiudere il processo cognitivo)
  2. la tendenza alla permanenza (tendenza a non cambiare opinioni). Per quanto riguarda gli effetti della chiusura cognitiva sui processi individuali :
  • Ridotta ricerca di informazioni nel prendere una decisione
  • Maggiore sicurezza della validità della scelta (rigidità di pensiero)
  • Maggiore influenza delle prime informazioni (effetto primacy)
  • Maggior uso di stereotipi Minor timore di essere valutati (bassa accountability) Per quanto riguarda, invece, gli effetti sui processi cognitivi del gruppo , in condizioni di bisogno di chiusura cognitiva, si aumenta l'accettazione di decisioni consensuali, si riduce la creatività di gruppo e si aumenta la stabilità delle norme. Gli stati affettivi come determinanti delle strategie cognitive utilizzate Gli stati d'animo , oltre ad influenzare i contenuti sui processi cognitivi, influenzano anche il tipo di strategia cognitiva da utilizzare. Uno stato d'animo positivo induce l'uso di strategie cognitive poco impegnative (euristiche), mentre uno stato d'animo negativo induce l'uso di strategie più accurate. Questo perché un umore positivo ci informa che la situazione non presenta problemi e non ci si vuole inserire in attività che possano distruggere il buon umore. Un umore negativo, invece, ci informa che la situazione nella quale ci si trova ha bisogno di un esame accurato presentando problemi, e ci si impegna in altre attività che possono distrarci. IL RUOLO DELLA CULTURA - DA DOVE PROVENGONO SCOPI, SCHEMI E MOTIVI. Schemi, motivi e scopi delle persone derivano in parte dal contesto culturale, e sono acquisiti nel corso della socializzazione. Le culture individualiste (società occidentali) enfatizzano l'indipendenza, la libertà di scelta, la competizione sociale e l'attenzione all'immagine di sé, mentre nelle culture collettiviste (società orientali) la forza deriva dall'appartenenza ad un gruppo.