Cos’è il linguaggio?
Tra le tante funzioni corticali quella più affasciante è certamente quella di associare simboli a significati
specifici per poter esprimere pensieri attraverso il linguaggio. Nella tradizione logico-filosofica le parole
sono come dei MARCHI usati per distinguere gli oggetti ma anche TRACCE ARTIFICALI per avere memoria
degli oggetti anche in loro assenza. De Saussure sosteneva che non esiste un motivo reale per cui i parlanti
di una lingua decidano di utilizzare una stringa di suoni per indicare o determinare un oggetto. Lo studio
della relazione tra i nomi e ciò che denotano ha radici antiche tant’è che già nella Grecia classica si
discuteva sulla genesi del linguaggio, vi era chi sosteneva l’origine naturale del linguaggio e chi lo
considerava il risultato di una convenzione tra parlanti.
Nella lingua moderna si parla invece di una mancanza di totale correlazione tra il SUONO di una parola e ciò
che INDICA Es. niente di obiettivo lega il suono della parola cane all’animale che indica.
Il linguaggio: un’abilità degli esseri umani
Il linguaggio è lo strumento che ci permette di esprimere le nostre idee e i nostri pensieri. Ma la domanda
di base che ci si pone è se il linguaggio dipende dall’avere una mente o meno. C’è chi sostiene, a questo
proposito, che il linguaggio sia una capacità unica degli esseri umani e chi invece come Agostino ritiene che
seppur in modo differente ne siano dotati anche gli animali. Per quanto riguarda l’uomo si parla di
competenza comunicativa che è caratterizzata non solo dalla presenza di regole grammaticali ma anche da
abilità sociali e comunicative. E la differenza tra primati di grandi dimensioni e l’uomo sta proprio nella
presenza di queste strutture e competenze che permettono la creazione di una rete complessa per la
comunicazione.
Il linguaggio è un’abilità specifica degli esseri umani, una facoltà innata. La mente e il cervello, infatti, ci
permettono un comportamento riflessivo impossibile a specie assai vicine a noi. Alla metà degli anni 50 del
900 è nata una disciplina, la psicolinguistica, che studia i processi sottostanti all’elaborazione del linguaggio.
Essa ha contribuito, grazie al lavoro interdisciplinare di psicologi, linguisti e studiosi di informatica, a
segnare il punto più profondo di crisi delle teorie comportamentistiche, grazie anche a un linguista,
Chomsky, che con la sua teoria ha deposto l’ipotesi comportamentista del linguaggio come comportamento
imitativo. Oggi psicolinguistica e neuroscienze cognitive stanno innovando la scena degli studi sul linguaggio
indagandone non solo l’elaborazione ma anche i complessi sistemi neurali che lo rendono possibile.
Ma che cos’è il linguaggio? È uno strumento che ci permette di comunicare e che ci distingue dal resto degli
altri animali, è un dispositivo specie-specifico. Tuttavia, questa definizione può non essere del tutto vera o
può risultare riduttiva. Sicuramente il linguaggio ha una funzione proposizionale, cioè attraverso questo
dispositivo possiamo trasformare la nostra conoscenza, il nostro conoscere interno in qualcosa di
comprensibile verso l’esterno. Le conoscenze non rimangono a uno stato indefinito e indeterminato interno
ma sono organizzate e veicolate sottoforma di proposizioni. Il linguaggio ci permette di elaborare, organizzare
impacchettare e trasmettere conoscenze fra i partecipanti all’interno di una data comunità. ad esempio,
condividendo la lingua attraverso cui si esprime la funzione linguistica possiamo trasformare la nostra
conoscenza in qualcosa che convenzionalmente riconosciamo come modalità di trasmissione della
conoscenza. Tuttavia, anche se alla prima definizione (comunicativa) aggiungiamo anche la funzione
proposizionale del linguaggio, di nuovo, probabilmente si tratta di una definizione un po’ riduttiva in quanto
il linguaggio non è soltanto comunicazione, anche gli animali comunicano ad esempio. Comunicano perché
possono marcare un territorio, indicare un pericolo attraverso suoni o gesti ma allo stesso tempo una grossa
differenza è che gli animali non possono fare previsione o promessa per il futuro, non possono raccontare
una storia ecc. comincia a emergere questi elementi complessi, che in un qualche modo articolano questo
fenomeno come complesso, poliedrico. Se il linguaggio non è solo comunicazione anche la comunicazione
non è solo verbale e quindi solo linguaggio, infatti sappiamo comunicare anche senza linguaggio, attraverso
l’arte, gesti, ecc. Tuttavia, siamo d’accordo che le parole e l’utilizzo del linguaggio sono un uso essenziale
della nostra vita. Cosa saremmo se non fossimo in grado di produrre parole? Saremmo quello che siamo,
nella stessa società? Sono domande che non hanno una risposta certa ma si possono fare supposizioni.
Humboldt è convinto del fatto che non saremmo la stessa umanità senza il linguaggio e dice: “l’uomo è uomo