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Tipologia: Dispense
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LA PERCEZIONE - CAP. 3 Domanda guida: Perché le cose ci appaiono come appaiono? Secondo Koffka in “Principi di psicologia della forma” → Esiste una discrepanza tra ciò che c’è nell’ambiente e ciò che è il risultato del processo percettivo. La percezione è un processo cognitivo grazie al quale, a partire da stimolazioni sensoriali, otteniamo informazioni sull’ambiente e guidiamo le azioni.
Problema dell’ottica inversa : I sistemi percettivi non conoscono direttamente le proprietà dello stimolo distale, ma debbono ricostruirle a partire dall’informazione disponibile. Quando guardi una tazza di caffè sul tavolo, vedi solo una parte di essa = sulla nostra retina arriva solo un’immagine bidimensionale di luce e colore. Il cervello deve “ricostruire” tutte le caratteristiche dell’oggetto (dimensione, forma, distanza) partendo da immagine limitata. è inverso perché → La retina non conosce direttamente le proprietà dello stimolo, avviene dunque una elaborazione a partire dall’informazione disponibile per poter ottenere una ricostruzione dell’oggetto. Problema dell’indeterminazione ottica : Una singola immagine retinica può corrispondere ad infinite configurazioni nel mondo reale Ci sono molte possibili “realtà” che potrebbero produrre la stessa immagine sulla retina. Non sono molti stimoli prossimali possono originare da uno stesso stimolo distale, ma anche lo stesso stimolo prossimale può derivare da diversi stimoli distali: diversi stimoli distali possono infatti proiettare diverse immagini sulla retina. Molti stimoli → Una sola immagine: Tanti oggetti diversi nel mondo possono generare la stessa immagine retinica Una immagine → Molti stimoli: La stessa immagine retinica può derivare da configurazioni completamente diverse di oggetti Come fa il cervello a scegliere l’interpretazione corretta tra infinite possibilità? nelle costanze percettive. Ricostruire un mondo stabile: Il mondo ricostruito deve essere stabile, veritiero, indipendente dalla stimolazione sensoriale costanza percettiva → processo che corregge il più possibile l’indeterminazione ottica. Obiettivo: far sì che percepiamo le caratteristiche reali e invarianti degli oggetti (vera dimensione, forma, colore, posizione) indipendentemente dalle condizioni di osservazione.
L’informazione nello stimolo prossimale è solo fonte di indizi, la maggior parte del lavoro viene fatto dal nostro processo. Richard Gregory → psicologo secondo il quale la percezione è il tentativo di dare senso allo stimolo prossimale. Visto che la nostra percezione è caotica, cerchiamo la miglior interpretazione possibile date le nostre conoscenze ed esperienze. Esempio del quadro astratto:
Dato che il sistema deve portare ad un’interpretazione unica e stabile del segnale in ingresso, la percezione è un processo di inferenza che partendo dagli indizi forniti dallo stimolo prossimale, utilizza strategie euristiche, esperienze precedenti, il contesto o regole predefinite per cercare una rappresentazione dell’ambiente che ci circondi. LA PERCEZIONE VISIVA Tra il 20 % e il 30 % della corteccia è dedicata all’analisi dell’informazione visiva. Le diverse proprietà dello stimolo sono analizzate da processi distinti sia dal punto di vista anatomico, sia dal punto di vista funzionale, e poi combinate per arrivare ad un unico precetto. Importante ricordare che anche se analizziamo i processi separatamente per facilità di comprensione, questi interagiscono a tutti i livelli e agiscono in parallelo. Il modello a due vie → Le informazioni visive arrivano alla corteccia visiva primaria, e sono organizzati in due proiezioni principali
Il colore è una caratteristica percettiva e la sua relazione con la caratteristica fisica = la riflettanza del materiale non è lineare né semplice. L’esperienza del colore dipende dalla luce presente nell’ambiente, dalle proprietà della superficie dell’oggetto, dall’occhio e dal sistema nervoso. La luce presente nell’ambiente = Illuminante colpisce la superficie dell’oggetto che assorbe alcune lunghezze d’onda e ne riflette altre (quali assorbe e quali riflette dipendono dalla riflettanza del materiale). La luce riflessa dalla superficie = luminanza raggiunge l’occhio. Il sistema visivo deve estrarre informazioni sulla riflettanza partendo dalla luminanza. Percezione del colore : Per rappresentare tutti i colori si utilizza = sistema di classificazione del colore → esso varia al variare delle tre dimensioni di esperienza del colore:
La percezione del colore emerge dalla combinazione dell’attività neurale di questi tre tipi di coni, processo chiamato “mixaggio dei colori” che l’occhio compie intrinsecamente. Questa teoria spiega i vari tipi di deficit della visione dei colori, ipotizzando che uno o più dei tre tipi di ricettori sia mancante o mal funzionante → un determinato fotorecettore non mi permette di catturare una determinata lunghezza d’onda di un colore. Teoria dei processi opposti Hering propose una teoria definita dei processi opposti di colore, che postulava ad un livello di elaborazione successivo rispetto ai coni la presenza di tre canali percettivi. I coni dopo : ho 3 diversi canali percettivi che lavorano attraverso coppie di colori che lavorano in opposizione l’uno dall’altra.