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Proprietà di Sistemi Numerici: Misurazione e Statistica - Prof. Pedroli, Panieri di Psicometria

Questo documento tratta dei concetti fondamentali della misurazione e della statistica applicati a sistemi numerici. Vengono presentate le proprietà di misurare e le loro applicazioni in psicologia, il sistema empirico e il processo di misurazione di costrutti non osservabili. Inoltre, vengono esplorate le lezioni 5, 6, 22 e 23 che coprono temi come la durata, la frequenza, la latenza, il comportamento, il campionamento e la variabilità. Una base solida per apprendere i concetti di base della statistica e della misurazione.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 12/02/2024

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Ecampus
Paniere CHIUSE di Psicometria
Scienze E Tecniche Psicologiche (D.M. 270/04)
Docente: Pedroli Elisa
362 risposte chiuse
Lezione 2
- I metodi qualitativi:
A) fanno ricorso solamente alla statistica
B) non fanno ricorso alla quantificazione
C) producono output numerici
D) non producono materiale testuale
- L'intervista non strutturata si caratterizza per:
A) una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione
B) una rigorosa predeterminazione delle domande e dell'ordine di somministrazione
C) l'assenza di domande predeterminate
D) non permettere allo sperimentatore di partecipare alla rilevazione
- L'intervista strutturata si caratterizza per:
A) l'assenza di domande predeterminate
B) la possibilità di creare domande sul momento
C) una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione
D) una rigorosa predeterminazione delle domande e dell'ordine di somministrazione
- L'intervista semistrutturata si caratterizza per:
A) l'assenza di domande predeterminate
B) una rigorosa predeterminazione delle domande e dell'ordine di somministrazione
C) una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione
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Ecampus

Paniere CHIUSE di Psicometria

Scienze E Tecniche Psicologiche (D.M. 270/04)

Docente: Pedroli Elisa

362 risposte chiuse

Lezione 2

- I metodi qualitativi:

A) fanno ricorso solamente alla statistica B) non fanno ricorso alla quantificazione C) producono output numerici D) non producono materiale testuale

- L'intervista non strutturata si caratterizza per:

A) una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione B) una rigorosa predeterminazione delle domande e dell'ordine di somministrazione C) l'assenza di domande predeterminate D) non permettere allo sperimentatore di partecipare alla rilevazione

- L'intervista strutturata si caratterizza per:

A) l'assenza di domande predeterminate B) la possibilità di creare domande sul momento C) una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione D) una rigorosa predeterminazione delle domande e dell'ordine di somministrazione

- L'intervista semistrutturata si caratterizza per:

A) l'assenza di domande predeterminate B) una rigorosa predeterminazione delle domande e dell'ordine di somministrazione C) una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione

D) l'obbligo di avere una terza persona presente durante la somministrazione

- Durante l'osservazione a distanza il ricercatore:

A) si propone come parte attiva della situazione per modificarne l'esito B) influenza le situazioni di vita quotidiana che sta osservando C) raccoglie solo resoconti da chi ha partecipato alla situazione da indagare D) partecipa ed osserva situazioni di vita quotidiana

- L'osservazione a distanza:

A) permette di raccogliere informazioni sul comportamento dei soggetti senza interferire con essi B) è molto utilizzato per ricreare fenomeni naturali in laboratorio C) viene svolta senza definire unità di misura specifiche D) il ricercatore raccogliere dati sul comportamento dei soggetti guidando le loro attività

- Durante l'osservazione a distanza:

A) viene svolta senza definire unità di misura specifiche B) permette di raccogliere informazioni sul comportamento dei soggetti interferendo con essi C) il ricercatore non guida il comportamento dei soggetti D) è molto utilizzato per ricreare fenomeni naturali in laboratorio

- Il focus group:

A) prevedere che l'esaminatore osservi il comportamento spontaneo dei soggetti senza farsi vedere B) è un colloquio a due durante il quale vengono discussi specifici argomenti di interesse C) è un gruppo all'interno del quale vengono discussi specifici argomenti di interesse D) prevede che l'esaminatore lasci che i soggetti arrivino da soli ad affrontare l'argomento che gli interessa

- Il moderatore di un focus group:

A) istruisce i soggetti in merito alle risposte da dare B) propone uno specifico argomento da discutere C) lascia che i soggetti arrivino da soli ad affrontare l'argomento che gli interessa D) osserva il comportamento spontaneo dei soggetti senza farsi vedere

- Nella ricerca quantitativa l'obiettivo generale è quello di:

A) verificare delle ipotesi B) generalizzare i risultati C) validare una teoria D) tutte le alternative sono corrette

- Nella ricerca qualitativa l'obiettivo generale è quello di:

C) sono direttamente osservabili D) non sono direttamente osservabili

- Le grandezze estensive sono:

A) solo graduabili B) misurabili indirettamente C) direttamente misurabili D) sempre indivisibili

- Una misura si dice fondamentale quando:

A) consente di compiere le operazioni di addizione e sottrazione B) non consente di compiere le operazioni di addizione e sottrazione C) consente di compiere solo sottrazioni D) consente di compiere solo addizioni

- I valori di riferimento nella misurazione si basano su:

A) caratteristiche decise dal ricercatore B) caratteristiche arbitrarie C) caratteristiche ingenue D) le caratteristiche di una popolazione di riferimento

- I valori di riferimento nella misurazione:

A) devono essere arbitrariamente stabiliti dal ricercatore B) permettono di scegliere gli item di un test C) non possono essere arbitrariamente stabiliti dal ricercatore D) si basano sul senso comune

- Le variabili manifeste:

A) rappresentano una piccola parte delle variabili psicologiche B) non sono direttamente osservabili C) sono direttamente osservabili D) sono variabili che non esistono in psicologia

- Affinché ci possa essere una misura è necessario:

A) un sistema di riferimento almeno bidimensionale B) un sistema di riferimento almeno tridimensionale C) non serve nessun sistema di riferimento D) un sistema di riferimento solamente unidimensionale

Lezione 4

- Quando misuriamo:

A) rappresentiamo le proprietà di un sistema numerico tramite le proprietà d altri sistemi numerici B) rappresentiamo le proprietà di oggetti o eventi tramite le proprietà di altri sistemi di oggetti o eventi C) rappresentiamo le proprietà degli oggetti e degli eventi tramite le proprietà del sistema numerico D) rappresentiamo le proprietà del sistema numerico tramite le proprietà degli oggetti e degli eventi

- Nella misurazione la relazione tra sistema empirico e numerico deve essere:

A) a due vie B) monodirezionale C) univoca D) imprecisa

- Durante il processo di misurazione:

A) facciamo corrispondere ad ogni valore numerico un valore empirico. B) troviamo la relazione causale tra le variabili C) facciamo corrispondere ad ogni valore empirico un valore numerico. D) rappresentiamo le proprietà di un sistema numerico tramite le proprietà d altri sistemi numerici

- Misurare significa:

A) trovare un valore per ogni oggetto seguendo il buonsenso B) assegnare valori alfanumerici ad oggetti o eventi secondo delle regole C) assegnare valori numerici ad oggetti o eventi secondo delle regole D) associare due numeri seguendo delle regole

- In psicologia per misurare è possibile usare:

A) il sistema numerico formato da numeri reali B) il sistema numerico basato su etichette C) tutte le alternative sono corrette D) il sistema numerico basato su etichette

- Il sistema empirico comprende:

A) tutti i dati possibili relativi all'oggetto di studio B) l'insieme di «dati» raccolti e disponibile C) convenzioni matematiche e astrazioni numeriche relative ai dati D) l'insieme di «valori» assegnati ai dati raccolti

- Il sistema numerico fa riferimento:

C) Luogo, Tempo, Causa, Effetto D) nessuna delle alternative

- L'osservazione del comportamento ha come obiettivo:

A) quantificare le osservazioni del comportamento oggetto di studio B) solamente manipolare direttamente in comportamento C) produrre solo un report descrittivo del comportamento D) trovare la relazione causale tra le variabili

- Quando misuriamo un costrutto psicologico:

A) dobbiamo scegliere solo una tipologia di misura B) possiamo scegliere tra diverse possibili misure C) ogni costrutto ha una tipologia di misura adatta D) i costrutti non possono mai essere misurati

Lezione 6

- Nella procedura di campionamento casuale stratificato:

A) I sottogruppi della popolazione vengono divisi e inseriti ciascuno in diversi esperimenti B) Si selezionano soggetti volontari C) La popolazione viene suddivisa arbitrariamente in gruppi più piccoli, sulla base di un certo criterio e su questi sottogruppi vengono svolte le procedure di campionamento casuale D) vengono selezionati solo soggetti appartenenti al gruppo di controllo

- Nel campionamento casuale senza reinserimento:

A) il soggetto estratto della popolazione viene reinserito prima dell'estrazione successiva B) tutte le alternative C) il soggetto estratto della popolazione non viene reinserito prima dell'estrazione successiva D) il soggetto estratto dalla popolazione non farà parte del campione

- Nel campionamento casuale con reinserimento:

A) il soggetto estratto della popolazione viene reinserito prima dell'estrazione successiva B) tutte le alternative C) il soggetto estratto dalla popolazione non farà parte del campione D) il soggetto estratto della popolazione non viene reinserito prima dell'estrazione successiva

- Il campione dovrebbe essere:

A) estraneo alla popolazione B) più grande della popolazione C) rappresentativo della popolazione

D) composto da individui che non appartengono alla popolazione

- Nella procedura di campionamento ad hoc:

A) vengono selezionati solo soggetti appartenenti al gruppo di controllo B) Ogni elemento di un insieme ordinato di n elementi di una della popolazione ha la stessa probabilità di formare il campione C) Si selezionano solo soggetti volontari D) La popolazione viene suddivisa arbitrariamente in gruppi più piccoli, sulla base di un certo criterio e quindi, su questi sottogruppi vengono svolte le procedure di campionamento casuale

- Il campionamento casuale:

A) può essere con o senza gruppo di controllo B) può essere fatto con o senza rimodellamento C) può essere fatto con o senza probabilità D) può essere fatto con o senza reinserimento

- Nella procedura di campionamento casuale:

A) Ogni elemento della popolazione ha la stessa probabilità di formare il campione B) I sottogruppi della popolazione vengono divisi e inseriti ciascuno in diversi esperimenti C) Si selezionano soggetti volontari D) La popolazione viene suddivisa arbitrariamente in gruppi più piccoli, sulla base di un certo criterio e quindi, su questi sottogruppi vengono svolte le procedure di campionamento casuale

- Con il termine campione intendiamo:

A) tutti gli eventi di interesse cui si rivolge lo sperimentatore B) tutti gli eventi che non interessano allo sperimentatore C) tutti i volontari che presentano la caratteristica che lo sperimentato vuole studiare D) un piccolo insieme di eventi tratto dalla popolazione

- Con il termine popolazione intendiamo:

A) tutta la popolazione mondiale B) tutti gli eventi che non interessano allo sperimentatore C) tutti gli eventi di interesse cui si rivolge lo sperimentatore D) un insieme di eventi tratto dal gruppo che comprende tutti i soggetti che vogliamo studiare

- Il campionamento comprende:

A) le modalità che il ricercatore adotta per individuare i soggetti che prenderanno parte all'esperimento B) procedure per il calcolo delle probabilità C) le modalità che il ricercatore adotta per individuare tutti i soggetti che hanno la caratteristica che vuole studiare D) le modalità usate per individuare i soggetti che non hanno le caratteristiche che interessano allo

- Il processo di operazionalizzazione nella costruzione di una variabile prevede:

A) il paggio dal costrutto alla variabile B) il passaggio dal costrutto al significato C) il passaggio dal significato alla variabile D) il passaggio dalla variabile al valore

- Il processo di definizione nella costruzione di una variabile prevede:

A) il paggio dal costrutto alla variabile B) il passaggio dalla variabile al valore C) il passaggio dal costrutto al significato D) il passaggio dal significato alla variabile

- Il passaggio dal costrutto al significato di una variabile viene identificato come:

A) misurazione B) operazionalizzazione C) validazione D) definizione

- Il passaggio dalla variabile ai valori numerici viene identificato come:

A) operazionalizzazione B) definizione C) misurazione D) validazione

- Il passaggio dal significato alla variabile viene identificato come:

A) validazione B) operazionalizzazione C) misurazione D) definizione

- Le costanti devono:

A) riguardare i soggetti esclusi dall'esperimento B) assumere più valori C) restare costanti a seguito di una manipolazione D) assumere un solo valore

- Le variabili devono:

A) assumere più valori B) riguardare i soggetti esclusi dall'esperimento C) assumere un solo valore

D) restare costanti a seguito di una manipolazione

Lezione 8

- Nella scala ordinale i numeri rappresentano:

A) solo una relazione d'ordine tra le quantità B) esprimano quantità e le distanze tra valori sono definite in termini quantitativi C) tutte le alternative D) numeri reali e si comportano come tali

- Una variabile qualitativa può essere:

A) Nominale e a rapporti B) Nominale e ad intervalli C) Ordinale e nominale D) A rapporti e ad intervalli equivalenti

- Le costanti:

A) sono l'oggetto di studio principale della ricerca B) esprimono valori alfanumerici C) vengono analizzate durante una ricerca D) non vengono analizzate durante una ricerca

- In ricerce diverse una stessa caratteristica può essere:

A) una variabile B) una costante C) entrambe D) nessuna delle alternative

- Una variabile quantitativa può essere:

A) Ordinale e nominale B) A rapporti e ad intervalli equivalenti C) Nominale e a rapporti D) Nominale e ad intervalli

- Nella scala nominale i numeri rappresentano:

A) solo una relazione d'ordine tra le quantità B) etichette con nomi diversi C) tutte le alternative D) numeri reali e si comportano come tali

A) ordinale B) a intervalli C) a rapporti D) nominale

- La variabile "Ore settimanali dedicate allo studio" può essere definita :

A) nominale B) a rapporti C) a intervalli D) ordinale

- Usando variabili quantitative è possibile:

A) svolgere operazioni matematiche B) nessuna delle alternative C) solamente ordinare i valori D) solamente etichettare i diversi livelli della variabile

- La variabile «punteggio ad un test di ansia» può essere definita :

A) a rapporti B) ordinale C) nominale D) a intervalli

- Con variabili su scala ad intervalli equivalenti:

A) entrambe le alternative B) posso sommare e sottrarre i valori che la variabile assume C) nessuna delle alternative D) posso moltiplicare e dividere i valori che la variabile assume

- Con variabili su scala a rapporti equivalenti:

A) posso sommare e sottrarre i valori che la variabile assume B) nessuna delle alternative C) entrambe le alternative D) posso moltiplicare e dividere i valori che la variabile assume

- In una scala a rapporti equivalenti:

A) è presente uno zero assoluto B) non è presente uno zero assoluto C) i valori non possono essere ordinati D) i valori devono essere per forza diversi da zero

Lezione 10

- I risultati della statistica descrittiva vengono presentati usando:

A) tabelle B) nessuna delle due C) entrambi D) grafici

- La statistica descrittiva è applicabile a variabili:

A) nessuna delle due B) quantitative C) entrambe D) qualitative

- I risultati emersi dalle analisi descrittive del campione:

A) ci indicano le caratteristiche dei soggetti che non appartengono alla popolazione B) non permettono di fare inferenze sulla popolazione C) permettono di fare inferenze sulla popolazione D) saranno identici a quelli che emergerebbero analizzando la popolazione

- La statistica descrittiva è quella che si propone come scopo:

A) elencare tutti i casi che costituiscono una popolazione per dare poter avere tutti i casi sotto controllo B) esprime il grado di accordo fra diverse misure dello stesso costrutto C) esplicitare la relazione casuale tra le variabili D) descrivere e trovare degli indici di sintesi del campione

Lezione 11

- Qual è la frequenza assoluta del numero 7 nella seguente distribuzione 4, 6, 7, 5, 3, 5, 5, 7, 9, 5, 7.

A) 7x B) 7 C) 11 D) 3

- La frequenza è:

A) il numero di volte in cui si presenta un determinato soggetto B) il numero di volte in cui si presenta un determinato "evento" o modalità C) il numero di volte in cui si presenta un determinato sperimentatore D) il numero di volte in cui si presenta un determinato test psicologico

A) 30%

B) 5%

C) nessuna delle alternative D) 3

- Qual è la frequenza assoluta del numero 7 nella seguente distribuzione 4, 6, 7, 5, 3, 5, 2, 7, 9, 5.

A) 2 B) 7 C) 7% D) 20%

- Le righe di una tabella di frequenza rappresentano:

A) le varie modalità B) rappresenta la media del campione C) i vari soggetti D) le varie tipologie di frequenze calcolate

- La somma delle frequenze relative:

A) deve essere uguale al totale della popolazione B) deve essere pari alla numerosità del campione C) è uguale al numero di modalità della variabile D) deve essere pari a cento

- Le colonne di una tabella di frequenza:

A) le varie modalità B) rappresenta la media del campione C) le varie tipologie di frequenze calcolate D) i vari soggetti

Lezione 13

- Le classi usate per calcolare le frequenze devono essere:

A) disgiunte, esaustive, chiuse a destra B) disgiunte, esclusive, chiuse a destra C) congiunte, esclusive, chiuse a sinistra D) non ordinate

- Per la variabile "punteggio ad un test di ansia" posso calcolare:

A) nessuna delle due alternative B) le frequenze cumulate

C) le frequenze assolute D) entrambe le alternative

- Per la variabile "genere" posso calcolare:

A) nessuna delle due alternative B) le frequenze assolute C) entrambe le alternative D) le frequenze cumulate

- Le frequenze cumulate non dovrebbero essere calcolate:

A) per variabili ordinali B) per variabili quantitative C) per variabili nominali D) per tutte le precedenti

- Le frequenze cumulate vengono calcolate a partire da:

A) nessuna delle due B) frequenze relative C) frequenze assolute D) entrambe

- Le frequenze cumulate sono:

A) la somma delle frequenze di una categoria e delle precedenti B) la somma totale di tutte le categorie C) la somma delle frequenze di una categoria e delle successive D) la somma di tutti i soggetti analizzati

- Le frequenze cumulate possono essere calcolate anche su dati:

A) organizzati in classi B) non organizzati C) organizzati in grafici D) organizzati in slide

Lezione 14

- In un grafico a barre, le barre:

A) fanno parte degli elementi strutturali B) fanno parte degli elementi decorativi C) rappresentano i dati D) nessuna delle alternative

A) un'analisi della varianza B) un'analisi fattoriale C) un'analisi bivariata D) un'analisi univariata

- Nelle celle interne di una tabella di contingenza sono rappresentate:

A) le frequenze marginali B) nessuna delle alternative C) le frequenze congiunte D) il totale dei casi

- Nelle ultime righe e colonne di una tabella di contingenza sono rappresentate:

A) le frequenze congiunte B) le frequenze marginali C) le frequenze di ogni soggetto D) nessuna delle alternative

Lezione 16

- Le tabelle di contingenza possono essere fatte usando:

A) entrambe B) le frequenze assolute C) le frequenze relative D) nessuna delle due

Lezione 17

- La mediana è:

A) La classe che compare con frequenza più alta all'interno della distribuzione B) La misura che occupa la posizione centrale in un campione di dati disposti in ordine crescente in base al loro valore C) Un limite esatto (o reale) superiore D) Una suddivisione in parti uguali dei dati ordinati

- La mediana rappresenta un caso particolare di:

A) curva normale B) media C) quantile D) deviazione standart

- Qual è la moda della seguente distribuzione di punteggi ad una prova di matematica: 4, 6, 2, 7, 5, 2, 3, 5, 2, 7, 9, 5, 7, 7.

A) 7 B) 5 C) nessuna delle alternative D) 2

- Gli indici di tendenza centrale sono:

A) statistiche che esprimono le tendenza estreme che emergono da un campione di dati B) statistiche che ci permettono di trovare uno specifico soggetto che rappresenta tutta la popolazione C) statistiche che forniscono un elenco di tutti i casi presenti nel campione D) statistiche che permettono di sintetizzare un insieme di misure tramite un unico valore "rappresentativo"

- La moda può essere definita come:

A) Un limite esatto (o reale) superiore B) Una suddivisione in parti uguali dei dati ordinati C) La classe che compare con frequenza più alta all'interno della distribuzione D) La misura che occupa la posizione centrale in un campione di dati disposti in ordine crescente in base al loro valore

- La mediana permette:

A) di dividere in tre parti uguali il campione B) di dividere in due parti non uguali il campione C) di dividere a metà il campione D) di dividere in tre parti non equvalenti il campione

Lezione 18

- I quartili suddividono la distribuzione:

A) in un numero di parti variabile a seconda della necessità B) In 4 parti uguali C) in 2 parti uguali D) In 4 parti non equivalenti

- I decili suddividono la distribuzione:

A) In 10 parti uguali B) in un numero di parti variabile a seconda della necessità C) In 10 parti non equivalenti D) In 100 parti uguali