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PSICOMETRIA DOMANDE APERTE, Panieri di Psicometria

PSICOMETRIA DOMANDE APERTE PEDROLI ELISA

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 04/04/2024

Chiaegiu
Chiaegiu 🇮🇹

4.3

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41 documenti

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LEZ 1
DESCRIVA I METODI QUALITATIVI
La ricerca qualitativa porta alla raccolta delle informazioni osservabili di un
determinato evento o comportamento. Per fare questo si possono utilizzare le
interviste, che possono essere strutturate, semistrutturate o non strutturate, o le
osservazioni, che a loro volta possono essere di tipo partecipante, a distanza o focus
group. La ricerca qualitativa utilizza dati soprattutto verbali, non fa ricorso alla
quantificazione e ai numeri. Non ci permette di verificare delle ipotesi né di
formulare leggi generali; ma ci permettono di analizzare le caratteristiche di un
fenomeno e sviluppare un’ipotesi che andrà testata in un successivo esperimento
quantitativo. La ricerca qualitativa non si svolte in gruppi molto ampi.
DESCRIVA LE VARIE TIPOLOGIE DI OSSERVAZIONE
L’obiettivo dell’osservazione è quello di quantificare le osservazioni del
comportamento oggetto di studio. Le tipologie sono 3: osservazione partecipante,
osservazione a distanza e focus group. L’osservazione partecipante prevede la
partecipazione attiva dell’osservatore nella quotidianità del fenomeno di interesse,
spiegandone dinamiche e comportamenti dei soggetti. L’osservazione a distanza
prevede un distacco emotivo e cognitivo del ricercatore, con l’oggetto di studio, per
salvaguardarne l’oggettività. Il focus group è un gruppo all’interno del quale
vengono discussi specifici argomenti di interesse, il tutto ripreso da una telecamera.
DESCRIVA LE VARIE TIPOLOGIE DI INTERVISTA
Le tipologie di intervista nella ricerca qualitativa sono 3: intervista strutturata,
semistrutturata e non strutturata. Nell’intervista strutturata il ricercatore deve
seguire una rigorosa predeterminazione delle domande e dell’ordine di
somministrazione; mentre nell’intervista semistrutturata si ha una certa flessibilità;
nell’intervista non strutturata non si hanno domande predeterminate quindi
permette un’ampia libertà di intervento.
LEZ 2
DESCRIVA LA DIFFERENZA TRA VARIABILI ESTENSIVE ED INTENSIVE
Le variabile estensive sono variabile direttamente osservabili, divisibili in parti, le cui
sotto unità possono diventare unità stesse (es. altezza). Invece le grandezze
intensive non sono direttamente osservabili quindi possono presentare più gradi di
grandezza e di conseguenza non sono sommabili (es. ottimismo).
DESCRIVA LE CARATTERISTICHE DELLE VARIABILI PSICOLOGICHE
Le variabili psicologiche sono variabili intensive che possiamo definire come
costrutti, cioè astrazioni teoriche che non possono essere osservate e che devono
essere operazionalizzate; sono definite quindi variabili latenti , in quanto possono
essere inferite sulla base di una teoria del comportamento dell’individuo che
necessitano di un sistema di misurazione creato a doc.
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LEZ 1

DESCRIVA I METODI QUALITATIVI

La ricerca qualitativa porta alla raccolta delle informazioni osservabili di un determinato evento o comportamento. Per fare questo si possono utilizzare le interviste, che possono essere strutturate, semistrutturate o non strutturate, o le osservazioni, che a loro volta possono essere di tipo partecipante, a distanza o focus group. La ricerca qualitativa utilizza dati soprattutto verbali, non fa ricorso alla quantificazione e ai numeri. Non ci permette di verificare delle ipotesi né di formulare leggi generali; ma ci permettono di analizzare le caratteristiche di un fenomeno e sviluppare un’ipotesi che andrà testata in un successivo esperimento quantitativo. La ricerca qualitativa non si svolte in gruppi molto ampi. DESCRIVA LE VARIE TIPOLOGIE DI OSSERVAZIONE L’obiettivo dell’osservazione è quello di quantificare le osservazioni del comportamento oggetto di studio. Le tipologie sono 3: osservazione partecipante, osservazione a distanza e focus group. L’osservazione partecipante prevede la partecipazione attiva dell’osservatore nella quotidianità del fenomeno di interesse, spiegandone dinamiche e comportamenti dei soggetti. L’osservazione a distanza prevede un distacco emotivo e cognitivo del ricercatore, con l’oggetto di studio, per salvaguardarne l’oggettività. Il focus group è un gruppo all’interno del quale vengono discussi specifici argomenti di interesse, il tutto ripreso da una telecamera. DESCRIVA LE VARIE TIPOLOGIE DI INTERVISTA Le tipologie di intervista nella ricerca qualitativa sono 3: intervista strutturata, semistrutturata e non strutturata. Nell’intervista strutturata il ricercatore deve seguire una rigorosa predeterminazione delle domande e dell’ordine di somministrazione; mentre nell’intervista semistrutturata si ha una certa flessibilità; nell’intervista non strutturata non si hanno domande predeterminate quindi permette un’ampia libertà di intervento. LEZ 2 DESCRIVA LA DIFFERENZA TRA VARIABILI ESTENSIVE ED INTENSIVE Le variabile estensive sono variabile direttamente osservabili, divisibili in parti, le cui sotto unità possono diventare unità stesse (es. altezza). Invece le grandezze intensive non sono direttamente osservabili quindi possono presentare più gradi di grandezza e di conseguenza non sono sommabili (es. ottimismo). DESCRIVA LE CARATTERISTICHE DELLE VARIABILI PSICOLOGICHE Le variabili psicologiche sono variabili intensive che possiamo definire come costrutti, cioè astrazioni teoriche che non possono essere osservate e che devono essere operazionalizzate; sono definite quindi variabili latenti , in quanto possono essere inferite sulla base di una teoria del comportamento dell’individuo che necessitano di un sistema di misurazione creato a doc.

LEZ 3

DESCRIVA LE DIFFERENZE E LA RELAZIONE TRA SISTEMA NUMERICO E SISTEMA

EMPIRICO

Il sistema empirico è l’insieme costituito dagli elementi che si vogliono misurare. Il sistema numerico è un insieme volto a rappresentare mediante numeri le relazioni che esistono all’interno del sistema empirico. Quindi per sistema numerico si fa riferimento all’insieme di valori assegnati ai dati raccolti mentre per sistema empirico si fa riferimento all’insieme di dati raccolti e disponibile. DESCRIVA IL CONCETTO DI MISURAZIONE Per misurazione si intende l’assegnazione di valori numeri ad oggetti o eventi secondo regole che ne rappresentano le proprietà tramite valore numerico al valore empirico. Mette in relazione il sistema empirico con quello numerico in modo univoco. Il ricercatore deve affidarsi a teorie preesistenti. LEZ 4 DESCRIVA GLI INDICATORI CHE POSSONO ESSERE USATI PER L’OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO Gli indicatori sono: latenza, frequenza, durata e intensità. La latenza indica l’intervallo di tempo che intercorre tra uno stimolo e il verificarsi di un evento. La frequenza indica il numero di volte in cui un evento si presenta. L’intensità utilizza la frequenza come indicatore di intensità. La durata indica il tempo in cui un singolo comportamento viene mantenuto. LEZ 5 DESCRIVA I PRINCIPALI METODI DI CAMPIONAMENTO I metodi di campionamento sono 3: casuale, casuale stratificato e campionamento ad hoc. Nel campionamento casuale ogni elemento della popolazione ha la stessa probabilità di far parte del campione. Si suddivide in due tipologie: campionamento casuale con reinserimento, in cui il soggetto viene reinserito prima dell’estrazione successiva, e senza reinserimento, in cui il soggetto non viene reinserito prima dell’estrazione successiva. Nel campionamento casuale stratificato la popolazione viene suddivisa arbitrariamente in gruppi più piccoli e su questi sottogruppi vengono svolte procedure di campionamento casuale. Infine nel campionamento ad hoc si selezionano solo soggetti volontari. DESCRIVA IL CONCETTO DI CAMPIONAMENTO Il campionamento serve per misurare i costrutti psicologi attraverso la raccolta dei dati che avviene attraverso l’estrazione di un campione rappresentativo della popolazione di riferimento.

LEZ 8

DESCRIVA LE CARATTERISTICHE DELLA SCALA A INTERVALLI

La scala a intervalli serve per specificare non solo l’ordine ma anche la distanza in una data dimensione. Non è presente uno zero assoluto. In questa scala posso solo sommare o sottrarre i valori. (ad es. il punteggio ad un test di ansia) DESCRIVA LE CARATTERISTICA DELLA SCALA A RAPPORTI EQUIVALENTI Oltre a specificare la distanza in una data dimensione e l’ordine come le scale a intervalli, queste esprimono anche i valori dei rapporti. Qui è presente uno zero assoluto. In questa scala posso moltiplicare, dividere, sommare o sottrarre i valori. (ad es. ore settimanali dedicate allo studio) LEZ 9 COSA INTENDIAMO QUANDO PARLIAMO DI STATISTICA DESCRITTIVA? La statistica descrittiva ha l’obiettivo di descrivere e trovare degli indici di sintesi dei campioni. È applicabile sia a variabili qualitative sia quantitative. I risultati ottenuti nell’ambito della statistica descrittiva si possono definire certi, ma non permettono di fare inferenze sulla popolazione.Questi vengono rappresentati in tabelle o grafici. LEZ 10 PARLI DEL CONCETTO DI FREQUENZA Per frequenza si intende il numero di volte in cui un dato evento si presenta. Le frequenze vengono calcolate per ogni possibile modalità di risposta. LEZ 11 DESCRIVA LE DIFFERENZE TRA FREQUENZE ASSOLUTE E RELATIVE Con il termine frequenze assolute intendiamo il numero di volte in cui si presenta un determinato evento o modalità di risposta. La frequenza assoluta è data dal conteggio delle singole modalità. La somma deve essere pari alla numerosità del campione. Le frequenze relative invece possono essere calcolate a partire da quelle assolute ricavando la percentuale per ogni modalità di frequenza assoluta. La somma deve essere pari a 100. Frequenze assolute e frequenze relative sono una diversa espressione dello stesso valore. LEZ 12 DESCRIVA LE FREQUENZE CUMULATE Le frequenze cumulate si ottengono dalle frequenze assolute e da quelle relative, sommando le frequenze della specifica categoria che stiamo considerando e le precedenti. Vengono utilizzate per i dati raggruppati in classi. Questi dati devono essere disgiunti, esaustivi, chiusi a destra.

LEZ 13

DESCRIVA LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI GRAFICI

I grafici descrivono il fenomeno in forma visiva. Sono usati sia a scopo descrittivo sia scientifico. Le componenti di un grafico sono: dati, elementi strutturali e elementi decorativi. Gli elementi strutturali sono utili alla comprensione dei dati mentre gli elementi decorativi non sono legati ai dati. DESCRIVA LE PRINCIPALI CATEGORIE DI GRAFICI I principali grafici utilizzati sono: il diagramma cartesiano, il grafico a rettangoli separati, l’istogramma, il grafico a torta, il grafico a barre e il poligono di frequenza. LEZ 15 DESCRIVA LE TABELLE DI CONTINGENZA Le tabelle di contingenza sono specifiche tabelle utili a rappresentar 2 misure in relazione tra loro, ovvero a condurre un’analisi bivariata. Nelle celle interne vengono rappresentate le frequenze congiunte, mentre nella ultime righe e colonne sono rappresentate le frequenze marginali. LEZ 16 DESCRIVA MODA E MEDIANA Moda e mediana sono indici di tendenza centrale, cioè statistiche che permettono di sintetizzare le misure tramite un unico valore rappresentativo. La moda è la classe che compare con frequenza più alta all’interno della distribuzione. La mediana è la misura che occupa la posizione centrale in campione di dati disposti in ordine crescente in base al loro valore. TROVI MODA E MEDIANA DELLA SEGUENTE DISTRIBUZIONE ESPLICITANDO IL PROCEDIMENTO USATO PER OTTENERE IL RISULTATO: 7,3,5,4,7,6, Innanzitutto si ordinano i valori in senso decrescente per entrambe le modalità:9,7,7,6,5,4,3. Per la moda osserveremo il valore che si ripete più volte ovvero 7 (2 volte); per la mediana guarderemo il valore centrale essendo una distribuzione dispari, cioè 6. LEZ 17 PARLI DEI QUANTILI I quantili si riferiscono ad una suddivisione in parti uguali dei dati ordinati; sono utilizzati in statistica con variabili qualitative su scala ordinale. LEZ 18 TROVI LA MEDIA DELLA SEGUENTE DISTRIBUZIONE ESPLICITANDO IL PROCEDIMENTO USATO PER OTTENERE IL RISULTATO: 7,3,5,4,7,6,9. Media aritmetica=(x1+x2+x3+x4+x5+x6+x7)/n

DESCRIVA LA CONCEZIONE LOGICISTA DELLA PROBABILITÀ

La concezione logicista della probabilità considera la probabilità di un evento una relazione logica fra l’evento stesso ed un insieme di conoscenze di cui si dispone. LEZ 25 DESCRIVA LA CONCEZIONE CLASSICA DELLA PROBABILITÀ La probabilità di evento E è il rapporto fra il numero m dei casi favorevoli (al verificarsi di E) e il numero n dei casi possibili. Possono esistere degli eventi totalmente certi o totalmente improbabili. DESCRIVA LA CONCEZIONE SOGGETTIVA DELLA PROBABILITÀ La concezione soggettiva della probabilità valuta la probabilità di un evento in base al grado di fiducia che un individuo attribuisce, secondo le sue informazioni, al verificarsi di un evento. LEZ 26 DESCRIVA LA PROBABILITÀ CONDIZIONATA Si definisce probabilità di evento A condizionata all’evento B, la probabilità del verificarsi di A nell’ipotesi che B si sia verificato; se B non si verifica, l’evento A condizionato a B non è definito. DESCRIVA LA PROBABILITÀ COMPOSTA Il teorema della probabilità composta deriva dal concetto di probabilità condizionata per cui la probabilità che 2 eventi si verifico contemporaneamente è pari alla probabilità di uno dei 2 eventi, moltiplicato per la probabilità dell’altro evento condizionato al verificarsi del primo. Invece la probabilità composta di 2 eventi indipendenti è pari alla probabilità di uno moltiplicata per la probabilità dell’altro. LEZ 27 COS’È UNA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ? Una distribuzione di probabilità è un modello matematico che collega i valori di una variabile alle probabilità che tali valori possano essere osservati. Possiamo distinguere 2 tipi di distribuzioni di probabilità: distribuzioni continue dove la variabile viene espressa su scala continua; distribuzioni discrete in cui la variabile viene misurata con valori numerici interi. DESCRIVA LA DISTRIBUZIONE UNIFORME DI PROBABILITÀ È una distribuzione di probabilità discreta in cui ogni elemento di un insieme finito ha lo stesso valore di probabilità. Un esempio può essere il lancio di un dado. DESCRIVA LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ DI POISSON La distribuzione di probabilità di Poisson esprime le probabilità per il numero di eventi che si verificano successivamente ed indipendentemente in un dato intervallo

di tempo. La distribuzione di Poisson prende in considerazione l’indice lambda che rappresenta la media di eventi che si verificano in un dato lasso di tempo. DESCRIVA LA DISTRIBUZIONE BINOMIALE DI PROBABILITÀ La distribuzione binomiale di probabilità riguarda eventi il cui esito può essere solo un successo o un insuccesso LEZ 28 DESCRIVA LA DISTRIBUZIONE NORMALE DI PROBABILITÀ La legge dei grandi numeri ci permette di affermare che la media che calcoliamo a partire da un numero sufficiente di campioni sia sufficientemente vicina alla media reale. DESCRIVA LA DISTRIBUZIONE NORMALE STANDARDIZZATA DI PROBABILITÀ La distribuzione normale standardizzata è una distribuzione di probabilità continua in cui possiamo confrontare: la prestazione di 2 diversi soggetti allo stesso test; 2 diverse distribuzioni di probabilità e i punteggi di diversi test. La distribuzione normale standardizzata ha media 0 e deviazione standard 1 LEZ 29 DESCRIVI IL PROCESSO DI STANDARDIZZAZIONE La standardizzazione ha lo scopo di rendere i dati diversi direttamente confrontabili. I punti z indicano la posizione dei dati in termini di distanza dalla media che viene espressa in deviazioni standard. LEZ 30 DESCRIVA IL CAMPIONAMENTO CASUALE Il campionamento casuale corrisponde ad un’estrazione da una popolazione distribuita secondo la sua legge di un determinato numero i individui/oggetti, detto campione, su cui fare l’esperimento, necessariamente rappresentativo della popolazione. Il campionamento casuale può essere fatto con o senza ripetizione, nel secondo caso la probabilità che ogni elemento venga estratto cambia ad ogni estrazione. La scelta del campione segue caratteristiche essenziali: ogni unità della popolazione ha eguale probabilità di far parte del campione e ogni campione deve avere la stessa probabilità di essere formato. Il metodo del campionamento casuale semplice si può applicare se la popolazione è statisticamente omogenea e le unità statistiche sono individuabili mediante un numero. DESCRIVA IL CONCETTO DI INFERENZA STATISTICA L’ inferenza statistica è quel procedimento che permette di analizzare il campione per ottenere conclusioni sulla popolazione. Esistono 2 tipi di inferenza statistica: la stima campionaria e la verifica delle ipotesi. La prima permette di stimare dal campione alcuni parametri della popolazione; la seconda permette basandosi sul

DESCRIVA L’ERRORE MEDIO DI CAMPIONAMENTO

L’errore medio di campionamento indica l’ampiezza dell’errore relativo all’uso del campione per stimare un parametro della popolazione. Per ridurlo è necessario aumentare il campione. LEZ 34 DESCRIVA IL CONCETTO DI INTERVALLO DI FIDUCIA Il concetto di intervallo di fiducia viene introdotto quando si esegue una misura o si calcola un rapporto fra misure non dell’intera popolazione, ma su un campione estratto da quella stessa popolazione. Il livello di fiducia viene indicato con la lettera greca alfa. LEZ 35 DESCRIVA LA DIFFERENZA TRA PROCESSO DI VERIFICA DELLE IPOTESI PARAMETRICO E NON PARAMETRICO Il procedimento di verifica delle ipotesi parametrico si applica quando è nota la distribuzione di probabilità; quello non parametrico si applica quando non si conosce la distribuzione di probabilità. DESCRIVA LA DIFFERENZA TRA IPOTESI NULLA E ALTERNATIVA L’ipotesi nulla o ipotesi dell’uguaglianza o delle non differenze è indicata con H0. Ogni altra ipotesi, diversa dall’ipotesi nulla, è detta ipotesi alternativa ed è indicata con H1. L’ipotesi nulla è un’affermazione sulla distribuzione di probabilità di una o + variabili casuali. Nel caso l’ipotesi nulla venga rifiutata si accetterà l’ipotesi alternativa. DESCRIVA IL PROCESSO DI VERIFICA DELLE IPOTESI Il procedimento di verifica delle ipotesi consiste nel formulare regole di decisione basate sulla distribuzione di probabilità degli stimatori. Può essere parametrica o non parametrica. Il metodo con cui si valuta l’attendibilità di un’ipotesi è il metodo sperimentale. LEZ 36 DESCRIVA LA DIFFERENZA TRA TEST UNILATERALE E BILATERALE Quando H1 afferma che i 2 valori siano diversi applicheremo un test bilaterale. Quando invece H1 afferma che il valore stimato dal nostro campione sia minore del valore della popolazione useremo un test unilaterale sinistro, mentre se è maggiore un test unilaterale destro. Il test unilaterale è + potente del test bilaterale. DESCRIVA LE CARATTERISTICHE DELLA DISTRIBUZIONE T DI STUDENT La distribuzione T di student viene usata per stimare il valore medio di una popolazione quando sia disponibile un campione di piccole dimensioni (meno di 30 elementi). Se il parametro che andiamo a considerare dei 2 campioni è la media e

vogliamo sapere se la differenza tra le medie è significativa useremo il test T di student. La numerosità del campione ci permette di calcolare i gradi di libertà. DESCRIVA L’ERRORE DI PRIMO E SECONDO TIPO CHE POSSONO ESSERE APPLICATI PER RIDURLI Quando si sottopone ad un test bilaterale o unilaterale un’ipotesi nulla H0 contro un’ipotesi alternativa H1 si determinano 2 decisioni opposte fra loro: accettare H0 e rifiutare H1 o rifiutare H0 e accettare H1. Si possono commettere 2 errori: se si rifiuta H0 quando essa è vera si commette un errore di prima specie; se si accetta H quando è falsa si commette un errore di seconda specie. Per ridurli entrambi bisognerà aumentare la dimensione del campione. LEZ 37 DESCRIVA LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI T TEST Il t test è un test statistico di tipo parametrico che confronta la differenza tra la media dei 2 gruppi considerando la dispersione dei dati. LEZ 38 DESCRIVA LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL TEST CHI-QUADRATO È una tecnica di inferenza statistica che si basa sulla statistica di chi-quadro e sulla relativa distribuzione di probabilità. Lo scopo principale è di verificare le differenze tra valori osservati e valori teorici e di effettuare un’inferenza di scostamento fra i 2. Per calcolare gli indici necessari per il test chi-quadrato i dati devono essere organizzati in tabelle di contingenza. LEZ 39 DESCRIVA I CONCETTI PRINCIPALI LEGATI ALLA REGRESSIONE La funzione di regressione esprime il legame di dipendenza tra 2 variabili e permette di valutare il valore della variabile dipendente al variare della variabile indipendente. Quella + utilizzata è la regressione lineare. LEZ 41 DESCRIVA LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL COEFFICIENTE DI BRAVAIS- PEARSON La covarianza è un numero che esprime come 2 variabili variano congiuntamente. È necessario normalizzarla, poiché il suo valore varia tra meno infinito e + infinito, attraverso il coefficiente di Bravais-Pearson. Quest’ultimo rappresenta la covarianza normalizzata e varia tra -1 e +1. Viene rappresentato con la lettera r. Se r è uguale a 0 non esiste correlazione lineare. Se r è uguale a +1 la correlazione è perfetta diretta, se invece è uguale a -1 è perfetta inversa. PARLI DELLA COVARIANZA

Il test U di Mann-Whitney è l’alternativa non parametrica del test t di studente. Si applica solitamente quando dobbiamo confrontare 2 medie di campioni indipendenti con test non parametrici. Per applicarlo devono essere presenti 2 condizioni: le distribuzioni della variabile oggetto di studio non è normale e le dimensioni campionarie sono ridotte.