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Pulsioni e psicoterapia, Appunti di Psicologia Dinamica

Una riflessione sulla concezione di pulsione di Freud e sul ruolo del transfert nella psicoterapia. Vengono esplorati casi clinici come quello di Dora e di Elisabeth Von R. e si discute del ruolo del terapeuta come specchio del paziente e della relazione tra i due. Si approfondisce inoltre il concetto di pulsione e la sua relazione con l'io e il super-io.

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 06/05/2022

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12-03-2020
Cap.3
PULSIONE
Amore (pulsione libidica)
Odio (pulsione aggressiva)
Come si individuano nuovi modi per affrontare? La stanza sperimentale dello psicoanalista è il suo studio
perché ne sente “tante e tali” dai suoi pazienti, ascolta fatti e pensieri ma anche divagazioni e fantasie.
All’interno di questi pensieri proposti sia che il terapeuta sia vicino al paziente o che sia seduto dietro al
lettino dove il paziente non lo vede. Il terapeuta rappresenta tutta la censura dei codici culturali in cui
siamo immersi e il non vederlo dovrebbe facilitare le libere associazioni, le divagazioni, le difficoltà
ricorrenti del paziente.
Le sedute di psicoterapia sono difficili perché non ci sia attiene ai fatti, il cuore del lavoro psicoterapeutico
dentro il modello classico? Il transfert= ciò che il paziente immagina, fantastica e vive verso il suo
terapeuta.
L’obiettivo della psicoterapia con le strutture nevrotiche? Rinforzare l’io del paziente e la sua capacità
autoriflessiva e di gestione emotiva ma senza togliersi troppi piaceri (ES). Equilibrare e regolare il
bilanciamento di aspetti normativi e libidici (super io).
Anche Freud all’inizio ha pensato che il transfert fosse un ostacolo per la cura psicanalitica.
Le fantasie che Freud aveva già ipotizzato che il paziente potesse fare sul terapeuta erano principalmente
legate ai genitori, alle figure oggettuali (oggetto=persona).
La psicoterapia è anche una relazione congiunta che deve innescare ulteriormente la riflessione e la
capacità di elaborare un pensiero più profondo da parte del paziente.
Prima terapeuta come specchio del paziente = non dire niente, non dare consigli ed essere il più neutrale
possibile.
Ora il terapeuta si esprime tra paziente e terapeuta una relazionalità (mantenendo il setting) e
l’atteggiamento discreto del terapeuta comunica qualcosa di sé.
Elisabeth Von R.
Tema della colpa. Ha resistenza all’analisi.
Una sera, quando il padre era ammalato e aveva lei il compito di assisterlo, un giovanotto l’aveva
accompagnata a casa da un ricevimento. Si era molto rimproverata: le condizioni del padre erano,
al ritorno, peggiorate. Fu quello, per lei, un bruttissimo periodo: il suo primo amore fallì e il padre
morì;
Senza saperlo coscientemente, Elisabeth era da tempo innamorata del cognato e con tutte le sue
forze, la sua malattia ne era una prova, respingeva questo pensiero incompatibile con le sue istanze
morali;
Era per lei impossibile accettare davanti al letto dell’amata sorella morta;
Transfert e Controtransfert
Freud giunse ad un concetto fondamentale nella psicoanalisi; il transfert, grazie a cui si può arrivare
alla liberazione del ricordo traumatico del paziente (trasferimento sull’analista delle
rappresentazioni inconsce proprie del paziente).
Breüer era giunto alla condizione in cui si può parlare di controtransfert come dimostrano i
sentimenti di dipendenza che provava per Anna (transfert dell’analista sul paziente).
Dora
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Cap.

PULSIONE

 Amore (pulsione libidica)  Odio (pulsione aggressiva) Come si individuano nuovi modi per affrontare? La stanza sperimentale dello psicoanalista è il suo studio perché ne sente “tante e tali” dai suoi pazienti, ascolta fatti e pensieri ma anche divagazioni e fantasie. All’interno di questi pensieri proposti sia che il terapeuta sia vicino al paziente o che sia seduto dietro al lettino dove il paziente non lo vede. Il terapeuta rappresenta tutta la censura dei codici culturali in cui siamo immersi e il non vederlo dovrebbe facilitare le libere associazioni, le divagazioni, le difficoltà ricorrenti del paziente. Le sedute di psicoterapia sono difficili perché non ci sia attiene ai fatti, il cuore del lavoro psicoterapeutico dentro il modello classico? Il transfert= ciò che il paziente immagina, fantastica e vive verso il suo terapeuta. L’obiettivo della psicoterapia con le strutture nevrotiche? Rinforzare l’io del paziente e la sua capacità autoriflessiva e di gestione emotiva ma senza togliersi troppi piaceri (ES). Equilibrare e regolare il bilanciamento di aspetti normativi e libidici (super io). Anche Freud all’inizio ha pensato che il transfert fosse un ostacolo per la cura psicanalitica. Le fantasie che Freud aveva già ipotizzato che il paziente potesse fare sul terapeuta erano principalmente legate ai genitori, alle figure oggettuali (oggetto=persona). La psicoterapia è anche una relazione congiunta che deve innescare ulteriormente la riflessione e la capacità di elaborare un pensiero più profondo da parte del paziente. Prima terapeuta come specchio del paziente = non dire niente, non dare consigli ed essere il più neutrale possibile. Ora il terapeuta si esprime tra paziente e terapeuta una relazionalità (mantenendo il setting) e l’atteggiamento discreto del terapeuta comunica qualcosa di sé. Elisabeth Von R. Tema della colpa. Ha resistenza all’analisi.  Una sera, quando il padre era ammalato e aveva lei il compito di assisterlo, un giovanotto l’aveva accompagnata a casa da un ricevimento. Si era molto rimproverata: le condizioni del padre erano, al ritorno, peggiorate. Fu quello, per lei, un bruttissimo periodo: il suo primo amore fallì e il padre morì;  Senza saperlo coscientemente, Elisabeth era da tempo innamorata del cognato e con tutte le sue forze, la sua malattia ne era una prova, respingeva questo pensiero incompatibile con le sue istanze morali;  Era per lei impossibile accettare davanti al letto dell’amata sorella morta; Transfert e Controtransfert  Freud giunse ad un concetto fondamentale nella psicoanalisi; il transfert , grazie a cui si può arrivare alla liberazione del ricordo traumatico del paziente (trasferimento sull’analista delle rappresentazioni inconsce proprie del paziente).  Breüer era giunto alla condizione in cui si può parlare di controtransfert come dimostrano i sentimenti di dipendenza che provava per Anna (transfert dell’analista sul paziente). Dora

Giovane di 18 anni, figlia di un industriale malato di tubercolosi. Viveva verso il padre un complesso Edipico. Si era trasferito fuori Vienna per respirare un’aria più salubre. Aveva sviluppato una relazione con la governante (signora K). Dora prende la donna come modello di identificazione femminile, ha quasi un innamoramento omosessuale verso di lei. Quando capirà che c’è una relazione tra la signora K e il padre si sente esclusa e che l’amicizia e simpatia che la donna aveva dimostrato verso di lei era di tipo strumentale. Un giorno c’è una processione fuori della casa e sale in una stanza. Lì la raggiunge il signor K e la bacia (lei aveva 14 anni). Verso di lui si sentiva attratta ma anche fuggente. Dopo quanto accaduto nessuno le crede e quindi rimane delusa ulteriormente. Il signor K rimane solo nelle sue fantasie, c’era il rapporto tra il padre e la signora K che dopo aver instaurato un rapporto con lei la delude (si sentiva strumentalizzata da tutti) Nell’esperienza di Dora con il Signor K consisterebbe il trauma psichico che Freud e Breuer avevano identificato come base per lo sviluppo dell’isteria. Dora desiderava le attenzioni del signor K ma non le esponeva, in più lo aveva considerato irrispettoso (contrasto psichico). Nausea, sensazione di oppressione, orrore per l’uomo permette di capire formazione dei sintomi. Dora era dispiaciuta per il fatto che il padre non avesse intenzionalmente creduto a quanto il Signor K avesse fatto. Freud dice che le meno ripugnanti tra le perversioni sessuali godono di grande diffusione nella popolazione. Pulsione  Freud distingue tra istinto (insinkt) e pulsione (trieb). L’istinto è una funzione psichica ereditaria funzionale alla sopravvivenza (ricerca di cibo, riproduzione). Freud cerca di capire la natura delle forze implicate nel conflitto psichico che gli portano i loro pazienti. Sviluppa il concetto di funzioni dicendo “Le rappresentazioni dei miei pazienti hanno in qualche modo a che fare anche con il loro stato fisico”. Le pulsioni sono sempre alla ricerca di una scarica cioè del loro soddisfacimento. La pulsione è un concetto tra lo psichico e l’organico. Sono le funzioni dell’io e super io che devono aiutarmi a regolare le pulsioni che voglio soddisfare. La pulsione aggressiva va regolata. Il laboratorio di ricerca di Freud non era un laboratorio scientifico. Man mano che rifletteva sulla relazione e sofferenze dei pazienti, doveva sempre rivedere le sue considerazioni.

  1. Prima fase della concezione di pulsione (1904-1911): Distingue tra pulsioni sessuali dirette alla conservazione della specie Pulsioni di autoconservazione dell’individuo sono specifiche dell’io. Contengono la pulsione aggressiva perché sono quelle di protezione di me stesso e della mia incolumità
  2. Seconda fase (1911-1914): Tiene conto della formulazione del complesso Edipico e del concetto di narcisismo primario e secondario. Prende in considerazione anche il concetto di oggetto. Freud comincia a sviluppare la teoria dello sviluppo psicosessuale e si distacca da una concezione delle pulsioni come aspetto teorico e l’accosta alle fasi dello sviluppo fisico e psichico delle persone. Si avvia alla formulazione di pulsioni libidiche e aggressive esemplificate dalla polarità di amore e odio. Il concetto di oggetto come relazione= nella teoria dello sviluppo psicosessuale Freud dice che il bambino ha come oggetto del proprio amore la madre (F. criticato per aver esaurito il rapporto a un aspetto di mera sopravvivenza del bambino). Concetto di narcisismo primario= bambino considera e pretende, attraverso il pianto, che tutti pensino a lui.
  3. Terza fase (1915-1920): Collegamenti e sviluppi rispetto alla prima fase. Nella pulsione di autoconservazione Freud inserisce l’aggressività e la polarità di amore e odio= l’odio e l’aggressività sono forze e non stadi d’animo che si esplicitano nell’odio verso l’altro o una reazione fisica. È più funzionale la rimozione dell’odio e il perdono rispetto al suo sviluppo.
  4. Quarta fase (1920-1939):

3. FASE FALLICA (3-6)

Caratterizzata dalla scoperta della differenza anotomica dei sessi. Intorno ai 4-5 anni il bambino inizia a capire la sessualità sul piano psichico e quindi la riservatezza del corpo. Complesso di Edipo, che Freud utilizza per spiegare il legame molto forte che il bambino maschio ha verso la mamma e il fatto che ognuno di noi abbia bisogno di avere all’interno della famiglia un modello da seguire. Freud si rifà alla tragedia di Sofocle che scrive la storia dell’“Edipo Re”. Edipo, figlio del Re di Tebe, viene ceduto a causa di una profezia. Cresce con la convinzione di essere figlio dei re di Corinto. Viene a conoscenza dell’oracolo e per non creare problemi ai genitori va a Tebe. Incontra lungo la strada, casualmente, il padre biologico Laio e lo uccide a causa di una disputa (inconsapevole di chi fosse), così si avvera la prima parte della profezia. Arrivato nella città sfida la sfinge, che tiene Tebe soggiogata, e risponde correttamente così viene nominato Re di Tebe. Edipo sposa la regina Giocasta cioè sua madre e così si avvera la seconda parte della profezia.

  1. FASE DI LATENZA (6-11) Freud diceva che ci fosse una predominanza degli interessi intellettuali e sociali che non sono più episodici ma sistematici. Siamo in uno stato di narcisismo secondario perché voglio far star bene gli altri in relazione con me.
  2. FASE GENITALE Terminati i grandi cambiamenti della crescita. C’è quasi sempre una precocità e discrasia cioè la maturazione fisica rispetto a quella psichica. 18-03- Freud formula già con l’adulto una teoria dello sviluppo e la divide in fasi. Chi parla di stadi ha l’obbiettivo di evidenziare quelli che sono i cambiamenti che possiamo osservare. Il cambiamento che si osserva nel bambino 0-3 anni è un cambiamento relazionale e di forza fisica che non si ripete più. Il bambino è tutto Es ma ha potenziali di sviluppo dell’Io. Dobbiamo aiutarlo con le “frustrazioni ottimali” (Winnicot), bisogna dargli regole perché apprenda e si rinforzi l’Io dandogli un’organizzazione psichica.

“La vita sessuale non è solo un argomento piccante, ma è anche un serio problema scientifico” -Freud La teoria delle fasi sta a indicare una progressione dello sviluppo da una fase primitiva (orale) a quella matura, dell’amore adulto (genitale). Freud quando ne parla non intende solo riferirsi alla maturazione progressiva dell’esercizio del piacere. Formula la prima distinzione tra narcisismo primario e secondario:

 Narcisismo primario  sono io il mio oggetto d’amore, è tipico del bambino piccolo ma i segni

prodromici del narcisismo secondario sono già presenti verso i 5 anni. Il bambino nasce naturalmente/fisiologicamente egoista cioè usa tutte le sue energie per piangere quando ha un bisogno (es. quando ha fame, soffre per un distacco). Concentrato su di sé perché vorrebbe tutto per sé, pensano che i genitori stiano insieme perché esistano loro.  Narcisismo secondario  componente narcisistica più relazionale. Non si tratta di amore per sé stessi ma è altruismo. C’è contemporaneamente nella persona una forte consapevolezza e apprezzamento di sé. Freud parla di narcisismo perché non potremmo amare nessun’altro se non amassimo anche un po’ noi stessi.

Man mano che passo da una fase all’altra non perdo tutte le caratteristiche delle fasi precedenti. Alcuni aspetti rimangono a caratterizzare la mia personalità, la mia peculiarità come persona. (Fase orale buon gustaio; fase anale ostinato, ordinato, rupofobico). Quando considero le fasi devo tener conto che il bambino è tutta pulsione libidica e tutta pulsione aggressiva. Tali pulsioni devo prendere forma ed una espressione nell’adattamento. La nostra psiche è estremamente mobile e reattiva di fronte agli elementi della giornata. Quindi anche se sono in una posizione psichica genitale, nei momenti di crisi è facile che possa tornare a comportamenti più primitivi e arcaici anche se psichicamente sono superati. Ma questi comportamenti ci danno un senso di sicurezza. Fissazione  quando nell’ambito di un’evoluzione psichica ad esempio un soggetto ha forti caratteristiche di oralità (fissazione alla fase orale); Regressione  tornare indietro per poi riprendere la propria vita e affrontarla; Impasto e disimpasto delle pulsioni La pulsione libidica e quella aggressiva sono come forze primarie che devono trovare dei modi più sofisticati di espressione. Devono non solo evolversi ma mescolarsi tra loro (esempio essere assertivi e gentili). Nel corteggiamento la componente aggressiva e quella libidica sono fuse al massimo. Pulsioni parziali  non si è raggiunta la fase genitale e lo sviluppo psichico è alterato. 25-03-

INCONSCIO

Tutto il pensiero psicoanalitico poggia sull’idea dell’inconscio. Il modello strutturale Es, Io e Super-io e quello topico (conscio, inconscio, preconscio). Idea è che ci sia un’attività mentale di cui non siamo consapevoli che agisce direzionando i nostri comportamenti. Di questi pensieri siamo consapevoli solo con un intervento che permetta di far emergere l’inconscio verso il conscio. È così che nasce l’isteria, le ragazze avevano delle parestesie del braccio, cecità isterica, immobilità gambe, eppure non sapevano spiegare il perché e non c’era alcuna base organica (sono conflitti interni che vengono scaricati sul corpo). Sintomo: non camminare non voglio andare avanti sul piano simbolico L’inconscio si esprime attraverso i sintomi. Esempio il rupofobico non riuscirà a dar le mani, non riuscirà ad andare a mangiare dagli amici. La maggior parte dei pensieri inconsci quando passano per la nostra mente li reprimiamo, perché li consideriamo incongrui. Sono i valori dell’Es e del Super-io ad aiutare il nostro comportamento ad aprirsi a una relazionalità con gli altri. Contrattiamo il nostro stare con gli altri. “I figli gratificano il narcisismo dei genitori”. La psiche del bambino si sviluppa grazie alla madre (ripetizione di parole, sorrisi). Il bambino nel secondo anno di vita cammina e già si allontana dai genitori, esplora il mondo. Ha comunque bisogno dell’affetto e assistenza ma inizia ad affermarsi come persona autonoma, nel suo temperamento e peculiarità del suo essere. Il genitore non deve trattare più il bambino come una sua appendice psichica. Se questo distacco non avviene sono possibili diverse conseguenze negative, come il falso sé. Una delle ipotesi eziologiche della schizofrenia si avvale dell’idea che i genitori possano non aver operato questo distacco, la persona si è sviluppata fisicamente ma non a livello psichico. Freud per spiegare l’inconscio è ricorso a  Conscio, Inconscio, Preconscio / Es, Io, Super-io 1920 quando scrive Al di la del principio di piacere dice che l’inconscio è tutto inconscio e rivede i concetti di Es, Io e Super-io considerandoli come aventi tutti una parte inconscia. Si è reso conto che la forza delle pulsioni (che sono inconsce) caratterizza oltre che l’Es anche l’Io e il Super- io ma quest’ultime agiscono in modo da equilibrare queste forze, regolano il comportamento.

Fonagy si è occupato di modelli operativi interni e ha arricchito l’inconscio di aspetti relazionali che non erano stati sviluppati nel modello classico di Freud. Freud parla ci bambino perverso-polimorfo  significa che il bambino vede la sessualità, ne ha una consapevolezza attiva. Ciò andava in conflitto con la retorica del bambino innocente. L’adulto deve dare al bambino una “frustrazione ottimale” a un certo punto deve avvenire un distacco tra la madre e il bambino. Questo distacco serve ad acquisire capacità e competenze che non implichino i genitori. La sessualità era colpevolizzata e non si trattava quindi parlare di sessualità nel bambino era scandaloso. Ancora di più il parlare delle giovani che hanno sintomi senza spiegazione eziologica. Uno dei grandi rimproveri portati alla psicoanalisi da parte di uomini dotti, fu quello che Freud avesse una concezione oggettiva e molto scientista per quel tempo. Lui aveva considerato che la spinta a entrare in relazione con gli altri fosse motivata al dare risposta ai nostri bisogni primari, quindi il bambino è in contatto emotivo con sua madre come aspetto relazionale subordinato all’ottenimento del latte. Tutta la relazioni secondo Freud sono subordinate a una spinta alla crescita. La sessualità e considerata oggi come un’esperienza di una relazione anche emotiva tra adulti che si prendono cura dell’altro, ora lo consideriamo un elemento importante allo stesso livello dell’alimentazione. Anna Freud, Spitz, Donald Winnicott (indipendente) e la Klein dopo Freud hanno aperto alla componente relazionale emotiva della sessualità. Anna Freud  con la Klain ha sviluppato la psicoanalisi infantile. Lei era particolarmente interessata alla componente dell’Io del bambino. Fedele dal punto di vista del modello teorico al padre. Melanie Klein  ha lavorato con i bambini molto piccoli a Londra. Ha detto che i bambini hanno un’attività mentale precocissima (ancora prima rispetto a quanto aveva valutato Freud): “fantasia inconscia” cioè un’attività molto legata agli oggetti con cui entra in relazione. Fonda la teoria delle relazioni oggettuali per cui il bambino prova sentimenti, vissuti e rappresentazioni molto intense delle persone con cui entra in contatto (in particolare della madre). Ipotizza che il bambino che vive emozioni molto intense ha bisogno di un adulto che abbia verso di lui potere di vita e di morte. Partendo dall’oggettiva constatazione del bisogno fisico del bambino afferma che quest’ultimo ha un pensiero che nasce dal bisogno ma che poi si orienta in qualcosa di positivo o negativo a seconda che la madre si comporti verso di lui in un modo adeguatamente accuditivo o meno. Anche una madre adeguatamente accudente può essere percepita in qualche momento nel bambino come non accudente se non risponde in maniera immediata in seguito alla manifestazione del bisogno del bambino. Il bambino sviluppa una concezione “schizzo-paranoidea” della relazione e della madre. Dopo un po’ il bambino riesce ad acquisire che l’oggetto (la madre) penserà sempre ai suoi bisogni e quindi svilupperà con lei una relazionalità di tipo empatico. Il bambino trasferisce le reazioni somatiche di disagio o felicità in un pensiero, in uno stato d’animo. È un’attività psichica primitiva. Considera che il transfert è iniziato. Non lo mette più nel soggetto adulto, perché anche il bambino vive una corrente emotiva fortissima. Sia Bowbly che Spitz hanno avuto incarichi dall’OMS di occuparsi dei sintomi e benessere psichico dei bambini che nella 2° guerra mondiale erano accolti negli istituiti. In questi istitutivi i bambini venivano accuditi ma chi poteva occuparsi di loro era un numero limitato di persone rispetto al numero di bambini e questo sviluppava in loro una forte solitudine che generava numerosi sintomi. I due psicologi si occuparono di comprendere cosa innescasse quei sintomi nei bambini. Dalle loro riflessioni si è iniziata a creare una sensibilità relativa all’importanza della relazionalità positiva per la crescita. Ci si è spostati dall’inconscio in cui pulsione libidica e aggressiva si muovono in contrasto, a un inconscio che si basa sugli aspetti della relazionalità primaria del bambino che sono basati sulla gratificazione dei suoi bisogni.

TRANSFERT

Anche l’innamoramento è stesso parte della cura. Ogni manifestazione verbale espressa dal paziente può essere oggetto della riflessione analitica. Il transfert è alleato della cura, un suo aspetto cardine. È una riedizione nel presente di un rapporto che il bambino aveva con i genitori nell’infanzia. La persona non vede il terapeuta nella sua realtà ma butta nella relazione analitica tutto l’insieme della relazionalità di cui ha fatto esperienza. Il terapeuta “non cede” alla richiesta del paziente ma gli segnala che ogni cosa che può provare può essere oggetto di riflessione per portare avanti la riflessione analitica che può contribuire nel comprendere al meglio se stessi. Gli psichiatri non possono uscire dall’etica e deontologia di ciò che è specifico del loro ruolo verso il paziente. Cosa avviene nella cura analitiche? Il paziente porta i suoi sintomi, la voglia di comprendersi per conoscere meglio la sua vita. Il lavoro cardine del transfert è l’interpretazione per destrutturare le comunicazioni del paziente al fine di vedere cosa vi è sotto, la ragione della sua sofferenza. Tale interpretazione non va fatta né troppo presto né troppo tardi. Va detto al paziente ciò che si pensa di lui nel momento in cui anche il paziente sta arrivando a parlarne. Metafora degli scacchi infondo chi fa una cura analitica è come se si trovasse di fronte un interlocutore con cui sta giocando a scacchi. Le mosse che si compiono durante la cura analitica nascono in questo continuo dialogo emotivo tra terapeuta e paziente. Si passa dall’interpretazione alla ricostruzione. Secondo Freud la ricostruzione sta a indicare che non è tanto interessante sentire il racconto del paziente ma che esso non è mai una narrativa storica ma è l’insieme delle sue rappresentazioni. Bisogna comprendere i modi ricorrenti della reazione che ha il paziente davanti ai fatti della sua vita. È importante anche il come la persona si è sentita nel rapporto familiare e da qui può derivare un senso di frustrazione e disagio. Caso di Sara  si sentiva costantemente confusa e angosciata. Unici rapporti che aveva erano con una coppia di anziani parenti. La madre della giovane soffriva di depressione e l’aveva sempre ignorata, non le aveva fornito il feedback adeguato di cui aveva bisogno. Ciò portava la ragazza a non sentirsi riconosciuta. Il padre invece era deluso dall’aver avuto una figlia femmina. Questo aveva portato la giovane a un ulteriore disconoscimento di sé. La giovane aveva reagito cercando di non dare problemi per soddisfare i suoi genitori. Si sentiva una persona non vista o disprezzata dagli altri. Durante il trattamento si sorprese di come l’analista la notasse. Anche i genitori meno superficiali sembra non abbiano un rapporto sufficientemente intenso. Gli psicoterapeuti infantili dicono che i genitori crescono i loro bambini senza vederli. Controtransfert: Ciò che prova l’analista verso il paziente e serve a una riflessione del paziente verso ciò che prova per esserne consapevole e per farne ulteriore. Capendo cosa mi suscita il paziente comprendo me stesso in funzione della cura del paziente. La formazione dell’analista rispetto al controtransfert lo mette nella capacità di non reagire reattivamente nei confronti del paziente.

“Il problema dell’analisi condotta da non medici” (Freud, Opere) : conversazione con un interlocutore parziale Teodor Reich dopo un’analisi viene querelato poiché non era un medico. Il paziente aveva associato l’inefficacia della terapia al non suo non essere medico. Il saggio fu scritto nel Luglio e pubblicato nel Settembre 1926. Freud vi scrive quali cognizioni e doti debbano essere possedute dall’analista. Freud riflette con un “interlocutore imparziale” sui medici/i profani (non medici). Ricorda la legislazione del suo tempo sulla cura psicologica in Germania, America, Austria e Italia. Le caratteristiche del trattamento analitico  Esclude la presenza di terzi;  La parola è uno degli strumenti di cura;  Il trattamento dura mesi o anni;  Prevede l’assoluta sincerità del p. con l’analista forte motivazione da parte del paziente;  Cerca di rintracciare l’origine del sentire del paziente o dei suoi sintomi; Ma allora si tratta di confessione? Freud afferma che non è una confessione nel vero e proprio senso del termine ma che ci deve essere sincerità da parte del malato. “Le parole possono fare un bene indicibile e ferire nel modo più sanguinoso” “Gli uomini sotto un certo riguardo hanno fatto un gran passo sulla via della civiltà quando l’azione si è attenuata in parola” (ricapitolazione=ontogenesi ricapitola la filogene si) Perché si va in analisi?

  1. Sintomi (le manifestazioni morbose dei nevrotici)
  2. La consapevolezza di malattia aspetto non posseduto dai bambini ma pienamente nelle capacità adulte;
  3. Il primo contatto è con i medici che esaminano gli organi e danno consigli se problema non è di base organica, quindi non di loro competenza, mandano il paziente da un analista; Discussione polemica: “Ve n’è stata di psicologia e ve ne sono stati di psicologi”; “Adesso finalmente sentiamo quello che l’analista fa con questi pazienti che non hanno trovato aiuto dai medici”; La psicoanalisi come scienza nuova: fisiologia delle sensazioni, definizione dei processi psichici “Ognuno ha le sue idee personali sui processi sugli atti psichici”; “Vorrei invece pregarla di rinunciare e chiedermi di che cosa sia fatto l’apparato psichico” Interlocutore parziale: “Lei mi prospetta un strana anatomia di cui non si trova riscontro nelle scienze naturali…”  Le descrizioni in psicologia possono farsi solo con l’aiuto di paragoni;  Non tutti gli atti psichici sono coscienti;  Pensi un po’ alla differenza tra il fronte e l’interno del paese, durante la guerra…” L’IO e l’ES Interlocutore parziale: “ma perché la pagliacciata di questi nomi nuovi?” “Non si tratta di una pagliacciata… E, la prego non confonda la letteratura con la scienza”.

Quali indicazioni fornisce la sua teoria per il trattamento della malattia nervosa?  Io Es  Rimozione sintomo  “noi vogliamo ricostruire l’Io, liberarlo dalle sue limitazioni, restituirgli quel suo dominio sull’Es che egli ha perduto in seguito alle sue rimozioni precoci”;  “La via è costituita dai sintomi, dai sogni, dalle libere associazioni del paziente”; Sulla fatica e sugli effetti del trattamento analitico  “Le sue docilità (del paziente) verranno ricompensate”  “Le cose di fronte alle quali il suo Io infantile era fuggito spaventato, spesso appaiono ora all’Io adulto e fortificato un semplice giuoco di bambini”. Vita sessuale: “Le cose della vita sessuale hanno una funzione predominante e specifica nelle malattie nervose”. “L’importanza da noi attribuita al fattore sessuale è divenuta il più forte motivo confessato o inconfessato dell’ostilità verso la psicoanalisi”; “Dobbiamo esserne turbanti? No, ciò dimostra soltanto quanto sia nevrotica la nostra civiltà, posto che i cosiddetti normali non si comportano in modo molto diverso dai nevrotici”. “La vita sessuale non è soltanto un argomento piccante, ma è anche un serio problema scientifico”. 3-04- L’aspetto della sessualità nel bambino è individuabile precocemente. C’è il collegamento dei temi sessuali con i miti e le favole e l’area dei simboli. Il desiderio sessuale del bambino viene indirizzato dalle persone del suo ambiente più prossimo (regole, valori). I genitori strutturano l’Io dei figli. Aiutano il bambino a sperimentare una frustrazione, Winnicott parla di “frustrazioni ottimali”. Il bambino inizialmente infastidito ma piano piano inizia a reggerle fino ad adeguarsi. Il desiderio sessuale del bambino è di due tipiprima ama la mamma rispetto a cui ha fatto esperienza di accudimento; poi l’amore verso la mamma diventa un amore globale e confuso. Tutti noi abbiamo bisogno di modelli per crescere. “Credo di capire ciò che lei si propone di fare: lei mi vuole mostrare le conoscenze necessarie all’esercizio dell’analisi, perché io sia in grado di giudicare se soltanto il medico sa a ciò idoneo” Ricostruire il passato Freud cerca di spiegare perché per capire c’è bisogno di molte sedute. “Lei dovrebbe perciò risolversi a considerare in un modo del tutto particolare il materiale che il paziente, obbedendo alla regola, le fornisce: e cioè come una sorta di minerale da cui va estratto, con processi particolari, il contenuto in metallo prezioso. E lei dovrebbe quindi anche disporsi a lavorare molte tonnellate di minerale, che forse contengono quantità minime del metallo prezioso ricercato. Ecco dunque il primo motivo della lunghezza della cura” “Come si lavora questo materiale bruto?” “Lei lo deve interpretare”  deve spiegare ciò che Freud non è riuscito a fare con il caso di Dora. Sul trattamento analitico “Quando lei avesse trovato le interpretazioni esatte, un nuovo compito le si presenterebbe: quello di attendere i momento giusto, se vuole avere successo, per comunicare al paziente le sue interpretazioni”. “E come riconoscere questo momento giusto?” “è una questione di tatto; e con l’esperienza si può affinarlo assai”.

Recentemente Lichtenberg elabora un modello dei sistemi motivazionali dice che a regolare i comportamenti della persona ve ne sono cinque:

  1. Esigenze fisiologiche  noi come organismo vivente tendiamo a gratificare la nostra tensione alla sopravvivenza;
  2. Attaccamento-affiliazione  il neonato è biologicamente legato a qualcuno anche se la persona non è presente fisicamente;
  3. Sessualità-sensualità
  4. Esplorazione-assertività  scoperta del mondo e conferma di noi stessi;
  5. Avversione  aspetto aggressivo legato al sistema precedente; 14-04- Cap. 7 Passaggio dal modello classico alla psicologia dinamica oggi. La teoria dello sviluppo psicosessuale posiziona l’adulto entro certe caratteristiche. Ci sono poi dei processi di fondo che mostrano effettivamente quali siano le cose su cui lavorare: forza dell’io, narcisismo, empatia… Narcisismo  primario 2-3 anni(caratteristico dei bambini piccoli, egocentrismo) e secondario(della persona adulta); non posso mettere completamente da parte me stesso per esercitare reciprocità, devo volermi bene. Siamo dotati di una reciprocità tale da mettere a rischio la nostra stessa vita. La generosità non aspetta ricompensa, ma in qualche modo questa arriva nel riconoscimento, nel ringraziamento. La società riconosce il valore degli atti generosi che ci fanno riconoscere la qualità di quei gesti. Narcisismo secondario: evoluzione dell’egocentrismo infantile spostato verso gli altri ma con un po' di tutela verso me stesso. Empatia/Reciprocità  sensibilità nei confronti del bene degli altri, attrae nella relazione coloro che hanno fatto esperienza di relazionalità intensa e quindi rimangono attaccati a questo tipo di esperienze. È come se le persone empatiche si conoscessero, la loro mente è stata formata dallo stesso tipo di esperienze. Quando facciamo una gentilezza facciamo “bene in senso psichico” all’altro. Utilizziamo i sensi secondari. La troviamo nelle persone che hanno fatto un percorso di maturità psichica. Quello che devo osservare nel paziente è il suo posizionamento dentro il percorso maturativo: “è completamente in balia delle sue pulsioni o c’è forza dell’io?” la posizione psichica della mia identità come unità psichica, se non ho questa non posso fare nulla. Io devo sapere di essere separato dagli altri, un’unità a sé costruzione del pavimento psichico. Marcatura adulto ripete ciò che fa il bambino in modo diverso: stesso suono con sfumature diverse. A questo punto il bimbo capisce che il suono emesso dalla mamma è un qualcosa di diverso da sé stesso. Nasce quindi l’idea dell’esistenza di due menti diverse. Freud è stato rimproverato di aver posposto la relazione al soddisfacimento pulsionale. Facendo un passo in avanti troviamo Melania Klein con la teoria delle relazioni oggettuali: le relazioni d’oggetto sono importantissime, il bimbo elabora un pensiero legato al suo benessere fisico. Si fa un’idea dell’altro a seconda dei ritmi dell’accudimento che la mamma gli propone. Il soggetto borderline ha avuto una relazione con l’oggetto ma in modo estremamente inadeguato sul piano psichico, e sviluppano quindi dei comportamenti problematici. La maturità si acquisisce sia dall’esperienza in famiglia, sia dalla nostra capacità di pensare e riflettere su sé stessi. Il migliore maturo non è il soggetto sicuro che viene da una famiglia perfetta, ma sono i “sicuri guadagnati” ovvero chi ha riflettuto sulla sua storia, sulla sua esperienza relazionale e sui limiti dei suoi genitori. Il mio assetto mentale è si legato a quello che ho ricevuto in famiglia ma già la Klein aveva affermato che nella mente di ciascuno di noi c’è un aspetto di fantasia personale  non è tutto esperienza ma anche rappresentazioni! Per esempio: le piccole e accettabili incongruenze delle famiglie del tutto normali possono essere caratterizzanti di una patologia soggettiva perchè il soggetto ha delle rappresentazioni che non sono la fotocopia della realtà che ha vissuto. Quanto la fantasia entri costantemente in tutte le esperienze che noi abbiamo. Le nostre esperienze a livello psichico sono rappresentazioni, non rappresentano la palese realtà dei fatti. Dobbiamo sempre avere in mente l’oggetto interno (cosa mi rimane delle relazioni con le persone, esperienze/rappresentazioni). Altro concetto sollevato da Freud: richiamare alla mente delle immagini genitoriali. Ciascuno di noi ha una rete di esperienze e relazioni significative.

Siamo passati da Freud con un concetto che aveva subordinato la soddisfazione pulsionale alla relazione; a Melania Klain; ad altri autori come Bolbi che dice che le esperienze reali hanno un grande peso nella costruzione della psiche. Le esperienze reali sono anche accompagnate da una mia rappresentazione dell’esperienza. Mentre Freud parlava di un oggetto pulsionale, gli altri parlano di un oggetto relazionale: pensare all’oggetto per realizzare una mia soddisfazione personale la simbolizzazione mi consente di sentirmi in compagnia con i miei oggetti interni anche quando sono da solo. Mi consente anche di vivere la nostalgia: presenza e assenza contemporaneamente, assenza fisica ma presenza mentale. Recuperiamo i ricordi. 16-04- Per Winnicott, Spitz e Bolbi le esperienze reali hanno un ruolo nei bambini. Bolbi parla di separazione dalla madre, attaccamento e perdita. Teoria dell’attaccamento ha introdotto l’importanza delle relazioni reali nella vita del bambino, nella costruzione della sua psiche e per la sua fiducia nel mondo. Questo avviene se la famiglia ha una curvatura amorevole verso il bambino. I genitori devono essere base sicura e rifugio (rassicura la posizione empatica del genitore che rende tollerabile il dolore). Se il bambino sente una mente interessata a lui avrà un’idea di se stessa e del mondo positiva. Le esperienze positive dell’infanzia strutturano il senso del nostro valore MOI  modelli operativi interni cioè schemi emotivi e cognitivi che costituiscono il reticolato della mia concezione della realtà e del mondo. La Klein ha parlato del sentire del bambino a 4-5 mesi che ci dimostra attraverso le sue funzioni fisiologiche, dal fatto che si lasci dare da mangiare. Winnicott e Spitz hanno elaborato concetti nel descrivere, comprendere e interpretare il comporamento del caregiver adeguato del bambino quando è molto piccolo. Oggetto transizionale (Winnicott) il bambino quando ha sviluppato il legame di attaccamento capisce che ci sono persone interessate a lui e altri che sono estranei. Intorno al secondo anno quando viene allontanato dai genitori piange. L’oggetto transizionale (peluche,copertina) è a metà tra le relazione del bambino con la mamma e la realtà esterna, è come se concentrasse in sé la qualità della relazione emotiva positiva del rapporto con la mamma. Madre ambiente (Winnicott) il bambino non esiste senza la sua mamma. Tutta la realtà del bambino è mediata dai comportamenti della mamma. Per questo è importante l’atto di accudimento dei genitori verso il bambino. Madre sufficientemente buona (W) madre adeguata. Quella che non fa troppo né troppo poco. Ha un comportamento accuditivo e gioioso nei confronti del bambino ma allo stesso tempo gli lascia il tempo per sé stesso. Ci sono casi in cui la mamma sta con il bambino molto di più di quanto per lui è necessario. Il bambino ha volte ha bisogno di acquisire la capacità di essere solo perché la presenza della mamma lo pone in sovraccarico emotivo. Caso dell’uomo dei topi 21-04- ANNA FREUD (1895-1982) Contesto storico:

  • Seconda metà del XIX secolo: conosce in molti pensatori l’ottimismo circa la possibilità di arrivare finalmente a comprendere la sfuggente natura della coscienza umana. L’Europa è un fermento di indagini speculative e sperimentali intorno alla questione del nesso mente-cervello.
  • Sigmund Freud costituisce il passaggio verso un diverso modo di intendere il funzionamento mentale. -1899 esce “L’interpretazione dei sogni” considerabile come tappa di un nuovo modo di intendere la psiche.

Trasferimento a Londra Anna si trasferisce nel 1938 e inizia ad accendersi il dibattito con Melanie Klien cui pensiero era diffuso nella società psicoanalitica britannica. Le controversie hanno inizio nel ’42. Nella società ci sono un gruppo di seguaci di Anna, un secondo gruppo che sostiene Melanie Klein e un terzo di indipendenti come Winnicott. Concetto di regressione I bambini di fronte a ogni richiesta dell’ambiente possono rendersi conto di non farcela ancora e regrediscono (es. nasce il fratellino e loro di conseguenza vogliono il biberon). Ogni livello di sviluppo e di adattamento raggiunto da un dato bambino rappresenta il risultato di un’interazione tra le evoluzioni delle pulsioni e del sistema Io-Superio in rapporto alle influenze ambientali. Pur potendosi manifestare delle piccole e normali discrepanze tra le varie linee nello stesso bambino, ci si attende, tuttavia, un certo equilibrio nel progresso delle diverse linee. Inoltre, benchè regressioni temporanee possano essere normali, una fissazione o il blocco totale di una di esse va considerato un campanello d’allarme piuttosto serio. Anna Freud conferì sempre molto importanza all’ambiente quale fattore imprescindibile nello sviluppo del bambino. Melanie Klein non sostiene l’idea freudiana di narcisismo primario perché non esiste un narcisismo senza oggetti. Il complesso edipico e il Super-Io Anna Freud seguendo le orme del padre, colloca il pieno sviluppo del super-Io solo dopo il tramonto del complesso edipico, cioè attorno ai cinque anni. Melanie Klein retrodata l’insorgere dei primi impulsi edipici e, conseguentemente, retrodata anche la formazione del Super-Io. La psicoanalisi dei bambini è più complessa perché non è immediato il transfert in quanto hanno una vita psichica diverse. Il bambino non sa di essere malato, viene portato in analisi dai genitori ma egli non ha interesse a guarire e perché non è consapevole della malattia. Manca quindi un efficace alleanza terapeutica secondo Anna; Melanie la pensava diversamente. Melanie Klein riteneva che l’interpretazione psicoanalitica fosse possibile anche con bambini in fase di pre latenza. Anna Freud riteneva che anche dove fosse possibile fosse sconveniente in quanto, andare troppo a fondo nella mente del bambino avrebbe potuto portare più danni che benefici. Le libere associazioni non sono possibili in quanto il bambino tende ad agire le sue emozioni più che a renderle in parole. Il gioco sono le libere associazioni dei bambini. Faceva interpretazioni rispetto ai giochi che i bambini facevano. Anna Freud era interessata all’osservazione diretta mentre la Klein era più interessata al mondo interno. Indice Hampsted indice/strumento usato nella pratica clinica di Anna Freud in cui si classificano i comportamenti dei bambini, il contesto familiare, le osservazioni e le interpretazioni. Cap.9 Meccanismi di difesa Sono inconsci e non patologica. Alcuni sono più arcaici e altri più evolutivi (es. è diverso per psicotici, borderline).  Operazione difensiva dell’Io alla base del quale vi sono i conflitti. è una regolazione dei nostri pensieri da parte dell’Io di ciò che viene elaborato dall’Es. Alcuni meccanismi di difesa sono la negazione, la scissione (madre buona-madre cattiva della Klein)

Cap8. Passaggio dall’Io all’Es è fondamentale. Mi permette di arricchire il sé per dare maggiore attenzione ai modelli relazionali. Durante tutta la nostra vita facciamo uno sforzo per imparare a regolare in autonomia il nostro rapporto con gli altri; ci costruiamo un bagaglio di buone esperienze relazionali. Molto dipende dalla Teoria dell’attaccamento  i bambini giovano di un comportamento dei genitori accudente. Abbiamo bisogno della conferma dell’accettazione e quindi del fatto di essere in relazione con l’altro da sé. La valutazione di normalità, patologia e disregolazione dipende molto dalle relazioni emotive che abbiamo costruito nel senso. L’esperienza che abbiamo fatto con gli altri costruisce il nostro oggetto interno e l’affettività. Ciò su cui lo psicologo lavora, oltre all’identità del soggetto, anche sui legami affettivi tra soggetto e sue relazioni. Trauma Non è solo qualcosa che dipende dall’esterno che qualcuno può fare su di me o verso di me. Ora si parla anche di trauma relazionale. Quando un altro non riconosce e non ha rispetto per l’altro. Aspetto del trauma è la “dissintonia” cioè il non provare senso di vicinanza vera e comprensione rispetto a qualcuno con cui passo il tempo. Quella persona interpreta ciò che sono solo come frutto della sua percezione che non coglie quasi niente della mia interiorità. Essere oggetto di una visione di noi così lontana dalla nostra essenza richiede un lavoro di rinforzo della persona rispetto a ciò che realmente sente e sa di essere per trovare la forza di interrompere la relazione con chi lo irrigidisce nella sua percezione. Se ho sviluppato autoregolazione nelle prime fasi poi acquisisco un attaccamento sicuro (non mi farò strumentalizzate dall’altro; non sarò oggetto delle sue percezioni) e sarò in grado di stare solo (mi aiutano i miei oggetti interni). Quando parliamo di trauma ci riferiamo a tutte quelle esperienze che l’Io del bambino è stato incapace di contenere e reggere. TRAUMA Trauma della guerra porta all’elaborazione del “Trauma post traumatico da stress” che può essere legato a quello che ho subito sia quello che in prima persona si fa o si vede (compagni morire). “Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo, cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche” (Bessel Van der Kolk)  inizia a lavorare con un reduce della guerra del Vietnam che porta all’elaborazione nel DSM del trauma post traumatico da stress; Tom era stato nei marines. Al ritorno dalla guerra si trovò sconnesso dai suoi congiunti e la morte dei suoi amici in guerra gli aveva impedito di vivere la propria vita. I veterani che Van der Kolk analizzava erano caratterizzati da un comune eccesso di collera, avevano perso l’autocontrollo e l’autoregolazione. Cardiner parlò prima di “nevrosi traumatica” in riferimento ai soldati della Seconda Guerra Mondiale. Non è facile per i pazienti comunicare l’evento perché sono imbarazzanti e straziati da ciò. Hanno ancora più difficoltà a parlare delle reazioni con i propri affetti. Conseguenze possono essere depressione, abuso di alcool, droghe o anche mutilazioni e suicidio. Uno degli aspetti più difficili per gli individui traumatizzati è confrontarsi con la vergogna di come ci si è comportati durante l’episodio traumatizzante, anche se è oggettivamente giustificato. Ottundimento Tom voleva amare la sua famiglia ma si sentiva distante emotivamente da ciascuno di loro; ciò valeva anche per sé stesso, si osservava a distanza come fosse separato da sé.

 Base sicura comportamento che da al bambino la sicurezza che il genitore c’è ed è pronto a

difenderlo di fronte a un pericolo (bambino piccolo che esplora al parco e appena è troppo lontano torna indietro dalla mamma);  Rifugio sicuro è sempre la mamma che fa da consolatore emotivo; I bisogni di attaccamento sono presenti dalla culla alla tomba. Mentre il bambino ha bisogno di avere il suo legame di attaccamento vicino e deve fare un’esperienza ripetuta per costruire l’oggetto interno. Il bambino ha bisogno della fisicità della mamma ma piano piano impara a essere capace di starle lontano anche fisicamente. Se un genitore che per me è stata una buona base sicura ha costruito un “attaccamento sicuri” invece genitori imprevedibili  Internal working model (MOI)= sono come schemi emotivo-cognitivi che riguardano il valore di me come persone (mia autostima) e quello che io penso del mondo. Sono la concezione di me stesso e della realtà e comprendono la fiducia che io posso avere verso la realtà. Mi aiuta a capire che sono una persona a cui voler bene perchè i genitori me ne vogliono e allora me ne vorranno gli altri (il bullo ad esempio come pari ha un’influenza decostruttiva rispetto alla nostra autostima). La famiglia costruisce la fiducia di base (Winnicott) anche verso il mondo. La qualità delle percezioni che ho di me stesso e degli altri sono legate alle esperienze di attaccamento. La qualità delle esperienze positive di attaccamento lo renderanno sicuro. Modalità di misura è stata messa in campo la Strange Situation = bambino con la mamma fino a 4 anni, entra estraneo che rimane seduto, la mamma esce lasciandolo con lui. Si valuta attaccamento perché bambino piccolo ha bisogno di un atteggiamento adeguato del genitore in particolare attraverso una vicinanza fisica. La strange situation valuta se il bambino è sicuro o disorganizzato. Bisogna capire se al ritorno della madre sia facile reimpostare la sua serenità. Attaccamento disorganizzato = se genitore è immaturo o patologico e quindi da un accudimento incongruo e irregolare ha un impatto sul bambino e sul suo bisogno di indipendenza che ha dei genitori. (madre spaventante e spaventata) Quindi si può avere un attaccamento sicuro o insicuro/disorganizzato. Se io ho un attaccamento sicuro sono più vulnerabile e meno attrezzato psichicamente di fronte alle prove della vita. Man mano che il bambino cresce quali strumenti di valutazione dell’attaccamento posso utilizzare?

  1. Child attachment interview (8-13 anni) intervista con varie domande che vanno a sollecitare le esperienze di attaccamento e i bisogni di attaccamento;
  2. Friend and family interview (adolescenti) si tiene conto che il Gruppo dei pari è fondamentale in adolescenza e quindi vanno tenuti da conto questi legami;
  3. Adult attachment interview (17- adulti) Mary Maine ha impostato intervista che solleciti inconscio cioè che attivi i bisogni profondi di attaccamento. Devo esaminare il discorso al di la degli eventi concreti, quindi il modo di esporre alle cose deve rispondere alle regole di Graice: attinenza, non sintetico, non ridondante, deve essere coerente. Caratteristiche emotive cognitive: modelli operativi interni (MOI=architettura emotiva per cui quando parliamo di qualcosa di affettivo la nostra mente perde la coerenza e la sequenzialità) Non è detto che modelli distanziati o preoccupati siano segnali di patologia ma sono schemi emotivi cognitivi sono entrati nei MOI. Questa persona attiverà le stesse realtà emozionali in tutti i legami significativi. La violenza anche in ambito sentimentale è data dall’attivazione dei sentimenti fondamentali della persone. Queste persone hanno in se stati violenti e aggressivi. Funzione riflessiva= distanziarmi vedendo i miei stati mentali come qualcosa da cui trarre significati attraverso il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Come costruisco i modelli operativi interni non solo pensando di essere degno di amore, ma anche come persone che ha fatto esperienze di sensazioni emotivo-affettive? Bambino assumeva una regolazione come frutto di una co-regolazione riuscita con la madre. Questa esperienza non è solo un’esperienza di coccole ma anche la consapevolezza e la costruzione di un modello

operativo interno in cui ho compreso di poter riflettere sui miei stati d’animo perché resi visibili e condivisi. Questo costruisce la mia abitudine a riflettere sulle cose Mentalizzazione = Non è solo la capacità di pensare ma anche di riflettere analiticamente sui miei stati mentali, le mie emotività connesse con i miei obiettivi; La funzione riflessiva = capacità di riflettere sui miei stati mentali come fossi un osservatore estraneo; Intervista su attaccamento sicuro (adult attachment) Bisogna prestare attenzione non a cosa viene raccontato ma alla modalità in cui viene raccontato. Regole di Grice dire né troppo né troppo poco, aver capacità di tener conto degli altri, sequenzialità… Aggettivi per la mamma= senso di protezione spontaneo; Quando le cose vengono comunicate con sbavatura e correzione rappresenta il carattere di autoriflessione. Emerge la capacità di abitudine a riflettere sui propri stati d’animo. Vede la differenza di prospettiva dell’altro (es. mamma figlia unica quindi poteva non capire) prospettiva riflessiva. Si interroga se la sua interpretazione dei comportamenti è corretta. Capacità di ragionare su due stati d’animo, mantenere nella mente due prospettive. Capisce che ci può essere differenza tra ciò che si sente e ciò che si esterna. Riflettere su se stessi Ha un attaccamento sicuro  dare una prospettiva temporale alle cose (prima una cosa non veniva capita, ora si); capacità di dislocare la mente tra la consapevolezza di come si è e gli altri; Domande Friend and family interview “Quali sono le cose che qualcuno saprebbe di te, se ti conoscesse bene?” (molto confidenziale) Come nella Adult attachment bisogna sempre sostanziare ciò che si dice in un’azione Bisogna avere una soggettività disciplinata (Nancy McWilliams) IL CASO CLINICO (Nancy McWilliams) Bisogna avere una soggettività disciplinata (Nancy McWilliams) Si deve fare una sorta di immersione empatica avendo aperta la soggettività per capire il paziente ma anche cercare di mettere insieme tutti i dati che fanno capire le sue fragilità o punti di forza. Valutare le problematiche evolutive: sptiz, Bowlby, Winnicott Es. valuto che l’autostima è bassa e indago se abbia avuto sostagno quando era piccolo Valutare quello che non può essere cambiato mancanza di un amico, di un familiare, aver subito abusi. L’aver avuto queste esperienze non esclude il fatto che si debba tornare a vivere. Quindi si cerca di capire come l’evento è stato vissuto dal paziente. Tutta la psicoterapia va nella direzione di rafforzare nel paziente l’accettazione di ciò che non può essere cambiato sapendo vivere affianco al dolore. Si fa fare ai pazienti una prova di maturazione. Questa è un processo lente, graduale, fatto dentro un’esperienza relazionale. Il paziente deve riscoprirsi nella relazione con il terapeuta.