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Approfondimento su Quintiliano e l’oratoria
Tipologia: Dispense
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Quintiliano Quintiliano è una delle persone più influenti della cultura latina del I secolo dc, noto come oratore e insegnante di retorica. In particolar modo, le intuizioni in campo pedagogico hanno avuto una forte rilevanza nel campo dell'insegnamento, e alcune sono valide tutt'ora. Nasce in Spagna tra il 35 e il 40 dc, ma la sua formazione avviene a Roma. Rientra poi in Spagna per esercitare da avvocato , fino a quando Galba ne 68 lo richiama a Roma. È in questo periodo che Quintiliano insegna retorica, attività che riscuote enorme successo tanto da essere apprezzato dall’imperatore DOMIZIANO , che offre a Quintiliano uno stipendio annuo per una “ scuola di stato”. → non pagano gli studenti, ci sono + studenti. •Domiziano si rende conto che è necessario avere dei funzionari ottimali, ben preparati nello svolgimento delle loro mansioni, di conseguenza la formazione deve essere controllata dallo stato. Tra il 91 e il 92 compone “Le cause della corruzione dell’eloquenza”, un’opera perduta il cui tema è rintracciabile nell' INSTITUTIO ORATORIA, la grande opera di Quintiliano che tratta della formazione dell'oratore. Quintiliano muore nel 96 dc, dopo essere stato onorato del titolo di console grazie a Domiziano.
Successivamente alla morte di Cicerone e al passaggio dalla res pubblica all’impero, l’oratoria politica scomparve. Durante tutto il primo secolo dell'impero la competenza in campo oratorio veniva ritenuta come strumento fondamentale per garantire la carriera nell'ambiente politico. Era però impensabile che uomini come Cicerone potessero raggiungere l'apice della carriera attraverso le capacità oratorie, in quanto ormai a determinare la carriera di un individuo era solo la volontà dell’imperatore. Nonostante questo radicale cambiamento, l'aristocrazia senatoria continuava a ritenere fondamentale l'esercizio dell’eloquenza e di conseguenza a Roma si moltiplicarono le scuole di retorica.
L’inutilità dell'orariatoria in ambito politico fece sì che l'esercizio dell’eloquenza trovasse la sua dimensione all'interno delle scuole come DECLAMATIONES. → esercizi di oratoria, una sorta di saggi che gli allievi sostenevano in pubblico. Le declamationes potevano essere CONTROVERSIAE o SUASORIAE. ● controversiae → relative a uno specifico argomento giuridico, trattate da due opposti punti di vista (come accusa o difesa) ● suasoriae → a carattere generale, come il vivere in campagna o in città. L'esercizio della declamatoria andò presto a costituire un genere di oratoria a sé stante.
Il dibattito sulla decadenza dell’oratoria dopo Cicerone è argomento discusso all'interno dell’ Institutio Oratoria di Quintiliano, ma si aggiunge in realtà a un dibattito già aperto in precedenza all'epoca di Cicerone. È infatti nei suoi scritti che è possibile individuare due differenti stili di oratoria: lo stile attico e lo stile asiano. ● ATTICISMO Cicerone usa il termine “Nuovi Attici” con tono dispregiativo, per indicare una serie di giovani oratori colpevoli di aver mosso critiche riguardo lo stile di Cicerone. Gli Attici ricercano semplicità e chiarezza nell'espressione, rigore ed ordine espositivo, attraverso un lessico controllato e lontano dalle forme del sermo cotidianus. ● ASIANESIMO Fa riferimento ad oratori attivi nelle città dell' Asia nell'età Ellenistica. Cicerone riteneva questi oraratori incompetenti nell'uso della lingua greca. Dopo la morte di Cicerone a Roma prevalse l'atticismo, grazie alla presenza di due importanti retori greci e la preferenza espressa da Ottaviano nei confronti di questo genere. Il declino dell'oratoria → A partire dal 1 secolo si diffonde a Roma l'idea che la decadenza dell'oratoria si fosse avviata al declino già dall'epoca di Cicerone. È possibile individuare tre linee di pensiero, ognuna delle quali attribuisce in modo diverso la responsabilità del declino dell'oratoria.
PEDAGOGIA → La riflessione di Quintiliano riguardo la decadenza dell’oratoria si risolve nella proposta di un metodo di studio articolato e ben studiato, in quanto una parte dell'opera è dedicata alla trattazione dei problemi relativi all'apprendimento. Quintiliano fonda le sue intenzioni pedagogiche su due principi fondamentali: ● Il grande ottimismo nei confronti della scuola in generale e dell'apprendimento, ● e una particolare attenzione alle capacità degli alunni. Quintiliano è convinto che l'apprendimento non debba essere settoriale. L'obiettivo dell'insegnamento messo a punto da Quintiliano è la formazione del PERFETTO ORATORE , al fine di sviluppare le capacità per esprimersi in modo adeguato in ogni situazione. infanzia → Quintiliano afferma che sia necessario porre attenzione alle primissime fasi dell'apprendimento, specialmente nel momento in cui il bambino comincia a pronunciare le prime parole. Raccomanda che il bambino sia sempre accompagnato da una persona in grado di pronunciare correttamente il latino ≠ schiavo. insegnante → L'insegnante è una figura necessaria nel processo di educazione del bambino, e deve essere in grado di saper coinvolgere gli alunni mantenendo costantemente alto il loro grado di attenzione. Dovrà sempre curare e trasmettere valori morali, oltre che mere e semplici conoscenze, assumendo il ruolo che ha il padre rispetto ai figli.