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Quintiliano e Petronio, Appunti di Latino

Appunti su Quintiliano, petronio e la matrona di Efeso, appunti creati dal libro “musa tenue” preparato per le scuole superiori

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 14/04/2025

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elisa-canu-3 🇮🇹

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QUINTILIANO
La vita
È nato in Spagna nel 35 d.C., studiò retorica a Roma e poi da Vespasiano ebbe l’incarico di organizzare
una scuola di retorica sovvenzionata dallo Stato. Quintiliano insegnò per una ventina d’anni e poi si
dedicò a scrivere la sua opera.
L’opera: della vasta produzione di Quintiliano ci resta l’Institutio oratoria; sono state perdute invece le
Orazioni e anche un trattato nel quale Quintiliano indicava come vera causa della decadenza della retorica
i cambiamenti intervenuti nella scuola.
L’institutio oratoria è un trattato di 12 libri che ha come scopo la formazione del futuro oratore,
Quintiliano pensa che la retorica debba servire non solo al conseguimento dell’eloquenza ma anche
alla formazione globale dell’uomo come cittadino ideale. L’oratore che intende formare dovrà
essere un esperto che mette la propria abilità tecnica al servizio dei concittadini.
La formazione dell’oratore
La parte più vasta dell’Institutio oratoria è riservata ai problemi tecnici della formazione retorica.
Quintiliano si dimostra poco interessato alla filosofia ma si interessa alla letteratura, che insegna a imitare i
grandi modelli del passato. Nel considerare gli autori del passato, la valutazione di Quintiliano segue un
criterio didattico e moralistico, cioè ogni autore viene valutato in base all’utilità che può avere nella
formazione retorica.
Quintiliano è il primo che fa osservazioni sul modo di insegnare ai bambini e sul loro modo di apprendere
senza punizioni corporali, le quali invece ai suoi tempi venivano utilizzate.
La funzione storica e culturale
Quintiliano ebbe un ruolo fondamentale nella storia della cultura e delle istituzioni romane per il suo
impegno volto alla restaurazione della retorica.
Nel primo periodo della repubblica, la classe dirigente romana considerava la retorica da un lato come utile
e necessaria, dall’ altro come uno strumento potente e pericoloso. Allora si cercò di controllare
l’insegnamento della retorica associandola alla formazione della gioventù.
Il giovane veniva affidato alle cure di un parente o di un amico di famiglia e questo costituiva un modo per
trasmettere i valori civili.
Nella Roma repubblicana ciò che permetteva di esercitare l’oratoria era il possesso dell’autorità e della
potestas, che garantiva il diritto di prendere parola in pubblico, ma con il nuovo regime, una volta che il
principe è salito al potere, tutta la retorica è scomparsa. Il tentativo di Quintiliano di riportare la retorica fu
avviato dalla restaurazione dei Flavi, l’opera si rivela un importante strumento per l’educazione dei
cittadini e per la formazione della figura del funzionario di Stato.
La lingua e lo stile
Quintiliano utilizza le figure retoriche, i sostantivi astratti, le ellissi di verbi, la variatio, inoltre il suo stile è più
vicino all’asianesimo.
Una scuola aperta a tutti
Quintiliano sostiene che tutti gli allievi possono raggiungere quello che noi oggi chiamiamo il “successo
formativo”, quindi tutti sono in grado di affrontare i livelli più alti dello studio, ma per questo gli educatori
devono provvedere fin dalla nascita allo sviluppo di tutte le potenzialità.
Secondo Quintiliano è importante ciò che si insegna, ma soprattutto chi insegna e chi è il destinatario,
inoltre crede che sia più utile una scuola pubblica piuttosto che quella privata.
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QUINTILIANO

La vita È nato in Spagna nel 35 d.C., studiò retorica a Roma e poi da Vespasiano ebbe l’incarico di organizzare una scuola di retorica sovvenzionata dallo Stato. Quintiliano insegnò per una ventina d’anni e poi si dedicò a scrivere la sua opera. L’opera : della vasta produzione di Quintiliano ci resta l ’Institutio oratoria ; sono state perdute invece le Orazioni e anche un trattato nel quale Quintiliano indicava come vera causa della decadenza della retorica i cambiamenti intervenuti nella scuola. ● L’institutio oratoria è un trattato di 12 libri che ha come scopo la formazione del futuro oratore, Quintiliano pensa che la retorica debba servire non solo al conseguimento dell’eloquenza ma anche alla formazione globale dell’uomo come cittadino ideale. L’oratore che intende formare dovrà essere un esperto che mette la propria abilità tecnica al servizio dei concittadini. La formazione dell’oratore La parte più vasta dell’Institutio oratoria è riservata ai problemi tecnici della formazione retorica. Quintiliano si dimostra poco interessato alla filosofia ma si interessa alla letteratura, che insegna a imitare i grandi modelli del passato. Nel considerare gli autori del passato, la valutazione di Quintiliano segue un criterio didattico e moralistico, cioè ogni autore viene valutato in base all’utilità che può avere nella formazione retorica. Quintiliano è il primo che fa osservazioni sul modo di insegnare ai bambini e sul loro modo di apprendere senza punizioni corporali, le quali invece ai suoi tempi venivano utilizzate. La funzione storica e culturale Quintiliano ebbe un ruolo fondamentale nella storia della cultura e delle istituzioni romane per il suo impegno volto alla restaurazione della retorica. Nel primo periodo della repubblica, la classe dirigente romana considerava la retorica da un lato come utile e necessaria, dall’ altro come uno strumento potente e pericoloso. Allora si cercò di controllare l’insegnamento della retorica associandola alla formazione della gioventù. Il giovane veniva affidato alle cure di un parente o di un amico di famiglia e questo costituiva un modo per trasmettere i valori civili. Nella Roma repubblicana ciò che permetteva di esercitare l’oratoria era il possesso dell’autorità e della potestas , che garantiva il diritto di prendere parola in pubblico, ma con il nuovo regime, una volta che il principe è salito al potere, tutta la retorica è scomparsa. Il tentativo di Quintiliano di riportare la retorica fu avviato dalla restaurazione dei Flavi , l’opera si rivela un importante strumento per l’educazione dei cittadini e per la formazione della figura del funzionario di Stato. La lingua e lo stile Quintiliano utilizza le figure retoriche, i sostantivi astratti, le ellissi di verbi, la variatio, inoltre il suo stile è più vicino all’asianesimo. Una scuola aperta a tutti Quintiliano sostiene che tutti gli allievi possono raggiungere quello che noi oggi chiamiamo il “successo formativo”, quindi tutti sono in grado di affrontare i livelli più alti dello studio, ma per questo gli educatori devono provvedere fin dalla nascita allo sviluppo di tutte le potenzialità. Secondo Quintiliano è importante ciò che si insegna, ma soprattutto chi insegna e chi è il destinatario , inoltre crede che sia più utile una scuola pubblica piuttosto che quella privata.

PETRONIO

La vita I suoi dati biografici restano in gran parte avvolti nel mistero e sono tante le ipotesi per stabilire la sua reale identità. Secondo i codici che ci hanno tramandato può essere identificato come Petronius Arbiter. È stato console nel 63 d.C. dimostrando buone doti di comando, a Roma entrò nella cerchia degli amici di Nerone e divenne arbitro del buon gusto. Venne accusato di essere tra i promotori della congiura dei Pisoni e quindi si suicidò. L’opera Il Satyricon : Il titolo Satyricon può essere inteso come “libri di satire” o “libri di avventure satiresche”. Il testo è una narrazione comico-satirica ed incompleta. Il protagonista della vicenda è Encolpio , uno studente sempre a corto di denaro, che vive di espedienti (rimedi per superare degli ostacoli) insieme al servo e amante Gìtone e dal suo amico Ascilto. Encolpio è perseguitato dall’ira di Priápo, dio della fecondità, dopo aver compiuto una grave violazione verso di lui. La narrazione si può suddividere in cinque sezioni, sono presenti numerosi inserti poetici come: la presa di Troia e il Bellum civile. Il testo contiene anche cinque novelle , incentrate sui temi della beffa, del sesso e della magia. La poetica e le tecniche narrative Il carattere tipico del Satyricon è l’intento realistico il quale viene applicato nella descrizione degli ambienti sociali, nella presentazione dei personaggi e dei loro valori. Il carattere anche quando affronta temi seri, mantiene comunque un tono ironico, quando descrive un mondo in cui ogni valore morale e culturale sembra perduto, l'autore sceglie di assumere un atteggiamento sorridente. Il tema del viaggio è adattato alla visione di una realtà caotica in cui il personaggio si aggira come se fosse in fuga. Nelle opere c’è un’alternanza di luoghi aperti e chiusi, i quali sono spesso visti dai personaggi come rifugi protetti ma che in genere si rivelano come trappole, da cui devono evadere per riprendere il viaggio. La lingua e lo stile Nel Satyricon Petronio utilizza una varietà di registri linguistici e li differenzia in base al livello socio-culturale dei personaggi. Nei testi il linguaggio si fa più elevato quando parlano personaggi colti.