Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Quiz di Diritto Penale: Domande e Risposte, Dispense di Diritto Penale

Una serie di domande e risposte su argomenti chiave del diritto penale. Le domande coprono temi come la natura del diritto penale, i principi fondamentali, la pena e la sua funzione, il principio di legalità e l'irretroattività delle norme penali. Le risposte forniscono una panoramica generale dei concetti e delle teorie del diritto penale, offrendo un punto di partenza per approfondimenti.

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 09/11/2024

Lucreziafazari2001
Lucreziafazari2001 🇮🇹

3 documenti

1 / 44

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
RISPOSTE QUIZ DIRITTO PENALE:
1) La caratteristica del diritto penale è: incidere su entrambi
2) Elementi caratteristici del diritto penale sono: il diritto penale guarda, accanto alla
realizzazione del fatto nella sua storica oggettività, anche alla forma con cui l’aggressione è
stata fatta ed anche al soggetto che ha posto in essere l’aggressione
3) La legge c.d di “depenalizzazione”: è promulgata nel 1981
4) Le attenuanti generiche vengono introdotte: con decreto luogotenenziale del 1944
5) L’illecito penale è differente rispetto all’illecito civile: l’illecito penale si differenzia
dall’illecito civile perché è un illecito con particolari modalità di esecuzione della condotta,
lesivo di un bene giuridico
6) La sanzione penale deve essere applicata: dal giudice al termine di un processo di cognizione
penale
7) Utilizzo del diritto penale: il diritto penale deve essere utilizzato solo ed esclusivamente
quando il bene giuridico non può essere tutelato nelle forme che sono proprie e congeniali
dell’illecito civile e amministrativo
8) I criteri guida per selezionare i fatti penalmente rilevanti, sono: i principi di offensività, di
proporzione e di sussidiarietà
9) Il principio di offensività consiste: nel fatto che il legislatore non può essere nessuno per
quello che è o per quello che vuole, ma può punire solo i fatti che ledono pongono in
pericolo l’integrità di un bene giuridico
10) Il principio di colpevolezza consiste: che non ci può essere reato se l’offesa al bene giuridico
non è personalmente rimproverabile al suo autore, in quanto rientrava nella sua sfera di
controllo
11) Il principio di proporzione consiste: nell’esigenza che i vantaggi per la società, che derivano
dalla minaccia e dall’applicazione di una pena per un’offesa colpevole al bene giuridico,
siano messi a confronto con i costi immanenti alla previsione di quella pena
12) Il principio di sussidiarietà consiste: la pena può essere utilizzata soltanto quando nessun
altro strumento a disposizione dello Stato, sia esso sanzionatorio oppure no è in grado di
assicurare al bene giuridico una tutela altrettanto efficace nei confronti di una determinata
forma di aggressione
13) Lo scopo che legittima l’inflizione della pena da parte del giudice è previsto: dalla
Costituzione all’art 27, 3 comma
14) Una regola di rango costituzionale, il principio della presunzione di non colpevolezza fino alla
condanna definitiva previsto dall’art 27, 2 comma della cost, impone: all’accusa l’onere di
provare la sussistenza degli elementi costitutivi del reato
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c

Anteprima parziale del testo

Scarica Quiz di Diritto Penale: Domande e Risposte e più Dispense in PDF di Diritto Penale solo su Docsity!

RISPOSTE QUIZ DIRITTO PENALE:

  1. La caratteristica del diritto penale è: incidere su entrambi
  2. Elementi caratteristici del diritto penale sono: il diritto penale guarda, accanto alla realizzazione del fatto nella sua storica oggettività, anche alla forma con cui l’aggressione è stata fatta ed anche al soggetto che ha posto in essere l’aggressione
  3. La legge c.d di “depenalizzazione”: è promulgata nel 1981
  4. Le attenuanti generiche vengono introdotte: con decreto luogotenenziale del 1944
  5. L’illecito penale è differente rispetto all’illecito civile: l’illecito penale si differenzia dall’illecito civile perché è un illecito con particolari modalità di esecuzione della condotta, lesivo di un bene giuridico
  6. La sanzione penale deve essere applicata: dal giudice al termine di un processo di cognizione penale
  7. Utilizzo del diritto penale: il diritto penale deve essere utilizzato solo ed esclusivamente quando il bene giuridico non può essere tutelato nelle forme che sono proprie e congeniali dell’illecito civile e amministrativo
  8. I criteri guida per selezionare i fatti penalmente rilevanti, sono: i principi di offensività, di proporzione e di sussidiarietà
  9. Il principio di offensività consiste: nel fatto che il legislatore non può essere nessuno per quello che è o per quello che vuole, ma può punire solo i fatti che ledono pongono in pericolo l’integrità di un bene giuridico
  10. Il principio di colpevolezza consiste: che non ci può essere reato se l’offesa al bene giuridico non è personalmente rimproverabile al suo autore, in quanto rientrava nella sua sfera di controllo
  11. Il principio di proporzione consiste: nell’esigenza che i vantaggi per la società, che derivano dalla minaccia e dall’applicazione di una pena per un’offesa colpevole al bene giuridico, siano messi a confronto con i costi immanenti alla previsione di quella pena
  12. Il principio di sussidiarietà consiste: la pena può essere utilizzata soltanto quando nessun altro strumento a disposizione dello Stato, sia esso sanzionatorio oppure no è in grado di assicurare al bene giuridico una tutela altrettanto efficace nei confronti di una determinata forma di aggressione
  13. Lo scopo che legittima l’inflizione della pena da parte del giudice è previsto: dalla Costituzione all’art 27, 3 comma
  14. Una regola di rango costituzionale, il principio della presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva previsto dall’art 27, 2 comma della cost, impone: all’accusa l’onere di provare la sussistenza degli elementi costitutivi del reato
  1. Lo stravolgimento del rapporto di causalità consiste: in un rapporto tra due elementi del fatto di reato, l’azione (omissione) e l’evento concreto che deve essere conseguenza dell’azione o omissione
  2. Il primo codice penale in vigore nel regno d’Italia fu approvato: nel 1889 e rimase in vigore dal 1890 al 1931 e aveva le caratteristiche del diritto penale liberale
  3. Con il codice rocco del 1931 viene ripristinata la pena: della pena di morte
  4. Le teorie che caratterizzano la pena sono: Teoria della Retribuzione, Teoria della Prevenzione Generale, Teoria della Prevenzione speciale
  5. La teoria della Prevenzione Generale consiste: la Teoria della Prevenzione generale si occupa e ritiene di poter risolvere il problema del recupero, il problema valutativo della figura del reo, individuando una pena che possegga un carattere di deterrenza e che nella sua prospettiva generale metta in condizione gli altri cittadini di non sbagliare più
  6. La teoria della Retribuzione assume: Che la pena per il reato compiuto ha funzione retributiva
  7. Quali differenze ci sono tra la Teoria della Prevenzione e la Teoria Retributiva: Il punto di frattura tra la Teoria della Prevenzione e la Teoria Retributiva risiede nell'abbandono della funzione risarcitoria, della funzione di ripristinare ciò che è stato violato con una iniziativa uguale e contraria di segno opposto
  8. Come mai si è avuta la prevalenza della Teoria della Prevenzione rispetto a quella della Retribuzione: Le due Teorie delle Prevenzione sono più plausibili rispetto alla Teoria Retributiva perché hanno la maggiora compatibilità costituzionale
  9. La caratteristica principale della pena, costituzionalmente sancita, è: Che la pena deve avere un messaggio, seppure nella sua durezza, che metta il cittadino che ha sbagliato in condizioni di potersi reinserire nel tessuto sociale
  10. Nel nostro ordinamento, la massima pena irrogabile consiste: Nell'ergastolo
  11. La riconsiderazione della pena deve passare: Da un lato dall'esigenza di difendere fino in fondo il messaggio e la copertura costituzionale della pena; dall'altra parte però è necessario operare un recupero in termini di certezza della pena che passa attraverso un recupero anche della dignità del soggetto destinato al carcere, quindi un recupero che passa attraverso un adeguamento degli istituti di pena a quei caratteri di umanità che la sanzione deve possedere
  12. Da cosa deriva la crisi della certezza della pena: Da soli caratteri di natura sostanziale
  13. Il principio di legalità in materia penale viene introdotto: Per la prima volta nel periodo illuministico, è successivamente inserito nelle codificazioni ottocentesche, per essere poi riaffermato con l'entrata in vigore del codice penale del 1930 ed infine recepito dalla Costituzione Repubblicana del 1948
  1. Principio di irretroattività e diritto processuale penale: Per le norme che regolano il processo penale non vige il divieto di retroattività ed opera il principio ''tempus regit actum''
  2. Ai sensi dell'art. 2, comma 2, c.p.: ''Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali''
  3. Abolitio criminis (art. 2, comma 2, c.p.) può aversi: Abolizione integrale di una figura di reato nell'ipotesi di istigazione all'aborto e abolizione parziale del reato in caso di restrizione dell'area applicativa di un'incriminazione preesistente che può derivare sia da interventi su disposizioni di parte speciale, sia da interventi su disposizioni della parte generale
  4. Se l'abolizione del reato è conseguenza della modifica, intervenuta successivamente alla commissione del fatto, che non riguarda la norma incriminatrice bensì una norma giuridica o extragiuridica in vario modo da essa richiamata: Solo se la norma richiamata integri la norma incriminatrice si potrà parlare propriamente di successione di norme integratrici della norma penale e, dunque, sarà applicabile la disciplina dell'art. 2, comma 2, c.p.
  5. In virtù di quanto stabilito dall'art. 2, commi 3-4, c.p.: Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria
  6. Ai sensi dell'art. 2, comma 5, c.p., il principio di retroattività della legge penale più favorevole: Non opera per le leggi eccezionali e per le leggi temporanee, in quanto si tratta rispettivamente di leggi emanate per fronteggiare situazioni oggettive di carattere straordinario e di leggi che contengono la predeterminazione espressa del periodo di tempo in cui avrà vigore 45) La C. Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 5, c.p., nella parte in cui, vigente il codice penale del 1930, rendeva applicabile ai decreti-legge decaduti o non convertiti o convertiti con emendamenti l'intera disciplina della successione di leggi penali favorevoli al reo. In particolare Il decreto-legge decaduto o convertito in legge con emendamenti ( art.2, ultimo comma, c.p.): Se si tratta di fatti pregressi, ove il fatto fosse preveduto come reato dalla legge del tempo, l'abolizione del reato o la disciplina più favorevole prevista dal decreto-legge non convertito, non avrà nessun effetto, per cui l'agente sarà punibile in base alla legge in vigore al tempo del fatto
  7. Tempus commissi delicti, Il decreto-legge decaduto o convertito in legge con emendamenti ( art.2, ultimo comma, c.p.):Nei reati commissivi e nei reati omissivi, il tempo del commesso reato viene individuato rispettivamente nel momento dell'azione o dell'ultima azione prevista dalla norma incriminatrice e nel momento in cui andava compiuta l'azione doverosa
  8. L'articolo 6 del Codice Penale testualmente recita: Chiunque commette un reato nel territorio dello Stato è punito secondo la legge italiana?
  9. Per territorio dello Stato si intende: Il territorio della Repubblica e ogni altro luogo soggetto alla sovranità dello stato
  1. Per principio dell'ubiquità si intende: Il fatto che il reato si considera commesso nel territorio italiano quando l'azione od omissione che lo costituisce è ivi avvenuta in tutto o in parte, ovvero se ivi si è verificato l'evento che è la conseguenza dell'azione o omissione
  2. L'art. 7 del c.p. prevede l'applicabilità della legge penale italiana: Ad alcune tipologie di reato commessi in toto in territorio estero sia dal cittadino italiano che straniero
  3. Indicare quale tra le sottoelencate risposte rientra tra le norme codicistiche che sono diverse da quelle relative ai reati commessi all'estero punibili incondizionatamente secondo la legge italiana: La disposizione normativa contenuta nel 2° comma dell?art.8 del c.p.
  4. Per estradizione attiva s'intende il caso in cui: Ogni singolo Stato può richiedere l'estradizione
  5. Indicare cosa prevedono gli artt. 9 e 10 del c.p.: I reati commessi all'estero punibili condizionatamente secondo la legge italiana
  6. Indicare quale articolo del C.P. prevede i reati comuni commessi dallo straniero: L'art.
  7. Secondo la legislazione vigente: Si ha delitto ogniqualvolta la legge commini l'ergastolo, la reclusione o la multa; e contravvenzione, invece, ogniqualvolta la legge commini l'arresto o l'ammenda
  8. L'illecito amministrativo: Affianca, nell'ordinamento giuridico statale, l'illecito penale, reprimendo offese a beni giuridici selezionate in base ai principi di proporzione e di sussidiarietà
  9. Nel nostro ordinamento la responsabilità di reato delle persone giuridiche, introdotte dal dlgs. 8 giugno 2001 n.231: Riguarda delitti contro la P.A., quali la corruzione e la concussione
  10. La responsabilità amministrativa da reato viene attribuita: Agli enti forniti di personalità giuridica, alle società ed alle associazioni anche prive di personalità giuridica con esclusione dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli altri enti pubblici non economici e degli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale
  11. Criteri di attribuzione della responsabilità di reato dell'ente sono: Quello in virtù del quale il reato sia stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio è quello della colpa di organizzazione, cioè la mancata adozione o inefficiente attenzione di un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi, ovvero il mancato affidamento del compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli a un organismo autonomo dell'ente
  12. L'onere della prova: Grava sull'ente sia nell'ipotesi di reati commessi da ''soggetti in posizione apicale'' sia nell'ipotesi di reati commessi da ''soggetti sottoposti all'altrui direzione o vigilanza''
  13. Il ''dolo'' dell'ente: Si configura quando il reato sia espressione di una politica d'impresa finalizzata alla commissione del reato
  14. Nella sanzione pecuniaria commisurata secondo lo schema delle quote, il numero e l'importo: Sono determinati dal giudice in base alla gravità del fatto, al grado della responsabilità dell'ente e all'attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto o per prevenire la reiterazione e in base alle condizioni economiche e patrimoniali dell'ente
  15. La scelta delle sanzioni interdittive temporanee va operata da parte del giudice quando ricorrono le seguenti condizioni: Reiterazione degli illeciti e profitto di rilevante entità tratto dall'ente se il reato è commesso da soggetti apicali, gravi carenze organizzative se il reato è commesso da soggetti sottoposti all'altrui direzione
  16. Sul piano del diritto sostanziale, la disciplina dell'illecito amministrativo: È stata introdotta per dar vita ad una mutazione di principi penalistici coerente con la funzione di tutela preventiva di beni giuridici assolta dalle sanzioni amministrative pecuniarie e interdittive
  1. L'art. 50 del c.p. stabilisce che: Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente disporne
  2. Ai fini del consenso, è necessario: Che il soggetto abbia una sufficiente maturità di giudizio al fine di valutare sia il significato che la portata della lesione di beni a cui presta il suo assenso
  3. Si ha consenso presunto quando colui che agisce sa che: Non vi è il consenso, ma compie ugualmente l'azione perché essa appare vantaggiosa per l'avente diritto
  4. Non si ha attualità del pericolo: Nel caso in cui si verifichi un ricorso tempestivo agli organi di pubblica tutela
  5. L'attacco subito da un soggetto si considera ingiusto quando: Il pericolo di lesione corrisponde all'esercizio di un diritto o di una facoltà legittima
  6. L'uso legittimo delle armi è una esimente propria: Dei pubblici ufficiali
  7. L'uso legittimo delle armi, come causa di giustificazione, si estende anche ai privati quando si tratti di persona legalmente: Richiesta dal pubblico ufficiale a prestargli assistenza
  8. Il principio di colpevolezza: È costituito da un insieme di requisiti dai quali dipende la possibilità di muovere all'agente un rimprovero per aver commesso il fatto antigiuridico
  9. Il momento rappresentativo del dolo: La conoscenza effettiva di tutti gli elementi rilevanti del fatto concreto che esige il momento rappresentativo del dolo
  10. L'errore sul fatto, cioè la mancata rappresentazione della presenza di almeno uno degli elementi del fatto, è la conseguenza: Di un'errata interpretazione di norme giuridiche o sociali
  11. Quando si configura il dolo intenzionale e cioè quando il soggetto agisce allo scopo di realizzare il fatto: Non è necessario che la realizzazione del fatto rappresenti lo scopo ultimo perseguito
  12. Il dolo diretto si configura quando l'agente non persegue la realizzazione del fatto ma si rappresenta come certa o probabile al limite della certezza: L'esistenza di presupposti della condotta ovvero il verificarsi dell'evento come conseguenza dell'azione
  13. Nel caso di dolo eventuale il soggetto, pur di non rinunciare all’azione e ai vantaggi conseguenti: Decide di agire “costi quel che costi”
  14. Per l'esistenza del dolo: È necessario e sufficiente che l'agente voglia consapevolmente realizzare un fatto concreto che corrisponda alla previsione della norma che lo descrive,ossia,un fatto tipico
  15. La colpa generica è quella che il codice penale designa come: Colpa per negligenza o imprudenza o imperizia
  16. Il caso fortuito esclude: La colpevolezza
  17. Per colpa specifica s'intende: Colpa per inosservanza di leggi, regolamenti,ordini o disciplina
  18. Il principio di affidamento prevede che: Ciascuno degli agenti può confidare che il comportamento dell'altro sia conforme alle regole diligenza,prudenza e perizia
  19. Il nesso tra colpa ed evento: È caratterizzato dalla circostanza che l'evento concreto deve essere realizzato dal pericolo che la norma cautelare violata mirata a prevenire
  20. Il grado della colpa, cioè il divario tra la condotta concreta e il modello di condotta che l'agente doveva rispettare: Rileva ai fini della commisurazione della pena
  21. Secondo la C. Costituzionale (sent.1085) la responsabilità oggettiva: Contrasta con il principio costituzionale di personalità della responsabilità penale in quanto ha evidenziato che in particolare,dal primo comma dell'art.27 Cost.risulta indispensabile il collegamento,almeno nella forma della colpa,in soggetto agente e fatto
  22. Nei delitti aggravati dall'evento, per i quali cioè la legge prevede un aggravamento della pena al verificarsi di una conseguenza naturalistica del reato, la maggior pena potrà essere applicata: Solo ed esclusivamente se, alla luce di tutte

le circostanze concrete, l'evento era uno sviluppo prevedibile (ed evitabile), con la diligenza esigibile ad un uomo ragionevole del fatto concreto volontariamente realizzato dalla gente

  1. Il legislatore: Ha qualificato come preterintenzionale anche la figura dell'aborto
  2. Interpretando l'art 609 sexies c.p. in conformità alla Costituzione la responsabilità dell'agente: Potrà essere affermata solo quando l'ignoranza dell'età dello offeso, o l'errore in supposizione di un età superiore agli anni 14, sia dovuta a colpa della gente
  3. L'art. 117 c.p., interpretato secondo costituzione, impone di ritenere l'estraneo responsabile di concorso nel reato proprio: Solo se l'ignoranza o l'errore sulla qualifica soggettiva del concorrente sia dovuta a colpa
  4. In caso di aberratio ictus che, ai sensi dell'articolo 82 1ºc.p., si verifica nell'ipotesi in cui “per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato o per un'altra causa è cagionata offesa a persona diversa di quella alla quale l'offesa era diretta”: Il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere
  5. Nell'ipotesi in cui l'agente ha commesso il fatto in presenza di scusanti,cioè di circostanze anomali che, nella valutazione legislativa, hanno influito in modo irresistibile sulla sua volontà o sulle sue capacità psicofisiche il giudice: Non può colmare eventuali lacune in via analogia
  6. Le condizioni obiettive di punibilità: Devono consistere in eventi futuri e incerti, concomitanti o successivi rispetto alla condotta dell'agente, ma anche antecedenti, perché altrimenti si dovrebbe ammettere la possibilità che la prescrizione del reato cominci a decorrere ancor prima della sua consumazione
  7. Le cause di estinzione del reato, sulla base di criteri eterogenei, si distinguono in: Generali, se collocate nella parte generale del codice e perciò riferibili a tutti o comunque ad un gran numero di reati; speciali, se applicabili ad uno o più reati determinati e previste in leggi speciali o nella parte speciale del codice; condizionate e incondizionate, a seconda che tra i requisiti di applicabilità figurino o no requisiti riconducibili alla volontà del soggetto
  8. Le cause concomitanti di non punibilità: Possono trarsi, ad es. dall'art. c.p., che dichiara ''non punibile'' chi ha commesso la gran parte dei delitti contro il patrimonio in danno di un familiare dall'immunità di diritto internazionale ed inoltre sono svincolate dal dolo e dalla colpa, operando a favore dell'agente se obiettivamente esistenti, rendendo non punibile il fatto antigiuridico e colpevole da lui realizzato
  9. L'art.376 c.p. prevede tra le cause sopravvenute di non punibilità la ritrattazione in particolare: Nei delitti di false informazioni al pubblico ministero, false dichiarazioni al difensore, falsa testimonianza e falsa perizia o interpretazione
  10. A seguito della riforma del 2005, cd. ex Cirielli, il tempo necessario a prescrivere il reato: È pari al ''massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque non inferiore a sei anni, se si tratta di delitto'' e ''a quattro anni se si tratta di contravvenzione''
  11. L'art.150 c.p.: Prevede che la morte del reo avvenuta prima della condanna, estingue il reato, precludendo la possibilità di applicare qualsiasi sanzione penale anche sul patrimonio del defunto
  12. L'amnistia propria, ai sensi dell'art. 151 c.p.: Consiste in un provvedimento generale di clemenza che interviene prima della sentenza definitiva di condanna e non può applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge
  13. L'oblazione: Consiste nel pagamento di una somma di denaro corrispondente ad un terzo del massimo dell'ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione ovvero alla metà del massimo dell'ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione, quando quest'ultima sia punita alternativamente con l'arresto o con l'ammenda
  1. La cooperazione colposa: Prevede una funzione incriminatrice e una funzione di disciplina del trattamento sanzionatorio
  2. La figura del reato circostanziato ,cioè del reato commesso in presenza di una circostanza aggravante o attenuante: È speciale rispetto alla figura del reato semplice,in quanto presuppone l'esistenza nel caso concreto di tutti gli elementi costitutivi del reato semplice, salvo specificare uno di tali elementi o aggiungervi un elemento ulteriore
  3. I criteri di identificazione delle circostanze sono individuati: Dall'espressa qualificazione di un elemento come circostanza del reato operata dal legislatore nella rubrica o nel testo di una data disposizione,dal riferimento alla disciplina del giudizio di bilanciamento delle circostanze,operato al fine di apportarvi una deroga e dalla presenza nel testo della legge di formule quali “la pena è aumentata” o “la pena è diminuita”
  4. Le circostanze aggravanti e attenuanti: Sono rispettivamente quelle che comportano un inasprimento e una mitigazione della pena commisurata dal giudice per il reato semplice
  5. Le circostanze comuni e speciali sono: Quelle rispettivamente comportano un aumento o una diminuzione fino ad un terzo della pena commisurata dal giudice per il reato semplice e quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa rispetto a quella prevista per il reato semplice;quelle per le quali la legge prevede una cornice di pena diversa da quella prevista per il reato semplice e infine quelle che importano un avvenimento o una diminuzione della pena superiore ad un terzo
  6. Le circostanze definite e indefinite sono: Rispettivamente quelle i cui elementi costitutivi sono compiutamente descritti dalla legge e quelle la cui individuazione è rimessa alla discrezionalità del giudice
  7. Secondo quanto previsto dall'art.70 i c.p. circostanze oggettive e soggettive sono: Rispettivamente quelle che concernano la natura,la specie,i mezzi,l'oggetto,il tempo,il luogo e ogni altra modalità dell'azione,la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell'offeso e quelle che concernano l'intensità del dolo o il grado della colpa o le condizioni e le qualità del colpevole o i rapporti fra il colpevole e l'offeso,ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole
  8. Rilevanza oggettiva delle circostanze attenuanti (art.59 I c.p.), regime di imputazione soggettiva alle circostanze aggravanti (art.59 II c.p.); irrilevanza del putativo (art. 59 III c.p.) secondo l'art.59 I-II-III c. p.: Regime di imputazione “soggettiva” delle circostanze aggravanti significa che le circostanze aggravanti sono valutate a carico dell'agente soltanto se da lui conosciute o ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa; rilevanza oggettiva delle circostanze attenuanti significa che le circostanze che attenuano la pena sono valutate a favore dell'agente anche se da lui non conosciute o da lui per errore ritenute inesistenti , irrilevanza del putativo significa che se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti, queste non sono valutate contro o a favore di lui
  9. Secondo l'art.63 c.p, se nel caso concreto è presente una sola circostanza aggravante o attenuante, quando la legge dispone la pena sia aumentata o diminuita entro limiti determinanti: L'aumento o la diminuzione si opera sulla quantità di essa , che il giudice applicherebbe al colpevole , qualora non concorresse la circostanza che la fa aumentare o diminuire
  10. Secondo l'art.63 II c.p. se concorrono più circostanze tutte aggravanti o tutte attenuanti e per ciascuna di esse è previsto un aumento o, rispettivamente , una diminuzione di pena fino ad un terzo: L'aumento o la diminuzione di pena si opera sulla quantità di essa risultante dall'aumento o dalla diminuzione precedente
  11. Nel concorso eterogeneo di circostanze che si verifica quando un reato sia corredato, in concreto da due o più circostanze una o alcune delle quali aggravanti e l'altra o le altre attenuanti il giudice procede ad un bilanciamento delle circostanze concorrenti in virtù del quale: Se il giudice ritiene prevalenti le attenuanti sulle aggravanti applica soltanto le relative diminuzioni di pena,non tenendo conto delle

aggravanti;se il giudice ritiene prevalenti le aggravanti non tiene conto delle attenuanti e opera solo gli aumenti di pena per le aggravanti;se il giudice ritiene equivalenti le aggravanti e le attenuanti applicherà la pena che avrebbe inflitto se non fosse stata presente alcuna circostanza

  1. Il concorso apparente di norme significa: Quando con una sola azione od omissione vengono integrati più figure legali di reato e si applica una sola norma incriminatrice
  2. I presupposti del concorso di reati sono: Esistenza di una medesima situazione di fatto e convergenza di una pluralità di norme
  3. I criteri individuati per identificare i casi di concorso apparente di norme sono: Specialità, sussidiarietà e consunzione (o assorbimento)
  4. Al concorso formale dei reati si applica la disciplina: Del c.d. cumulo giuridico delle pene, si applica la pena prevista per il reato più grave, aumentata fino al triplo
  5. Le ipotesi del concorso apparente di norme: Sono ipotesi di antefatto non punibile previste espressamente o tacitamente, ovvero ipotesi di postfatto non punibile previste espressamente o tacitamente
  6. Al concorso materiale dei reati si applica la disciplina: Del c.d. cumulo materiale delle pene, si applicano tutte le pene , tra loro sommate, previste per i singoli reati, entro i limiti massimi previsti dall’art. 78
  7. La ratio del concorso apparente di norme consiste: Nell’ escludere che al colpevole venga applicato il regime del concorso di reati in modo ingiustificato
  8. Il concorso di reati è disciplinato: Dall’ art. 71 e ss. c.p.
  9. Se i reati in concorso materiale tra loro, sono esecutivi di un medesimo disegno criminoso: Si applica il cumulo giuridico delle pene
  10. La teoria della retribuzione della pena ha come base: La punizione, perchè ogni reato deve essere punito
  11. La teoria della retribuzione: Ha le caratteristiche della “legge del taglione”
  12. La teoria della prevenzione generale: E' applicata per la prevenzione dei reati
  13. La teoria della prevenzione speciale: Ha carattere soggettivo, per un pieno recupero del reo
  14. La teoria della prevenzione generale: Può possedere una caratteristica positiva e negativa
  15. Il sistema del doppio binario consiste: Nella previsione di applicazione di sanzioni quali pene e misure di sicurezza
  16. L'art. 27 Cost. prevede: Che la pena deve tendere alla rieducazione e deve basarsi sul principio dell’umanità
  17. La pena è caratterizzata: Dalla giusta severità, dalla prontezza e anche dalla certezza
  18. Dopo scontata una pena: Si possono applicare misure di sicurezza
  19. Il codice Rocco è caratterizzato: Dai principi della scuola classica nel primo binario, e nel secondo binario contiene i principi della scuola positiva
  20. Sotto la denominazione di pene detentive o restrittive della libertà personale la legge comprende: L'ergastolo, la reclusione e l’arresto.
  21. In materia di commisurazione della pena: In materia di commisurazione della pena: La commisurazione “in senso stretto” riguarda la determinazione della specie e dell’ammontare della pena all’interno della cornice edittale
  22. Nella commisurazione della pena il giudice, tra le componenti passive delle condizioni economiche del reo, dovrà tener conto delle obbligazioni pecuniarie gravanti sul soggetto ed in particolare: Degli obblighi derivanti dal reato, degli obblighi di alimenti nei confronti dei famigliari, dei debiti d’imposta e dei debiti che il soggetto abbia assunto per esigenze essenziali
  23. Ai fini della commisurazione della pena il giudice deve tener conto della gravità del reato desunta: Dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tempo,
  1. Si ha estinzione della pena quando: Non si verifica l'effettiva realizzazione della pena stessa
  2. Le pene accessorie sono: Sono inflitte dal giudice con una sentenza di condanna
  3. Per quanto riguarda le contravvenzioni, le pene principali sono: L'arresto e l'ammenda
  4. L'applicazione delle misure di sicurezza è subordinata, ex art. 202 c.p.: Al presupposto ''oggettivo'', ovvero la commissione di un fatto previsto dalla legge come reato, e al presupposto ''soggettivo'', ovvero la pericolosità del soggetto
  5. Le misure di sicurezza possono essere applicate solo: Alle persone socialmente pericolose, le quali abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato
  6. Il giudice può comunque applicare le misure di sicurezza, anche: Nel caso di reato impossibile o nel caso di accordo criminoso non eseguito o istigazione a commettere un delitto, se l'istigazione non viene accolta
  7. Attualmente, la dottrina e la giurisprudenza, ritengono che però ''pericolosità sociale'' si intende: Il risultato di un giudizio prognostico effettuato dal Giudice circa la probabilità di ricaduta nel delitto
  8. La misura di sicurezza può avere una durata: Limitata nel tempo con un riesame della pericolosità
  9. Le misure di sicurezza ''personali'' si suddividono: In patrimoniali e personali
  10. Le misure di sicurezza detentive, ovvero: L'assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro, il ricovero in una casa di cura e di custodia, il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, il ricovero in un riformatorio giudiziario
  11. Le misure di sicurezza non detentive, ovvero: La libertà vigilata, il divieto di soggiorno in uno o più comuni, o in una o più province, il divieto di frequentare osterie o pubblici spacci di bevande alcooliche, l'espulsione dello straniero dallo Stato
  12. Le misure di sicurezza vengono eseguite: Dopo che la pena è stata scontata se sono applicate congiuntamente alla pena detentiva, mentre dopo che la sentenza è passata in giudicato se sono applicate congiuntamente a pena non detentiva
  13. Per ''confisca'' si intende: L'espropriazione ad opera dello Stato delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato ovvero ne rappresentano il prodotto od il profitto
  14. La persona giuridica: E’ una “fictio iuris” , cioè una creazione normativa utilizzata per creare un centro d’imputazione soggettivo di diritti e di doveri
  15. Secondo una concezione giusnaturalistica: La persona giuridica non è autonoma e, dunque, non è separata dalle persone fisiche che la costituiscono. Tale opinione è rafforzata anche da quanto disposto dall’art. 27 Cost. secondo il quale “la responsabilità penale è personale”
  16. Il legislatore ascrive all’ente la responsabilità da reato: In forza di due criteri: da una parte l’immedesimazione organica tra il rappresentante dell’ente e l’ente stesso, dall’altro il mancato uso della diligenza nel controllare l’operato del dipendente
  17. La responsabilità dell’ente: E’ riferita principalmente ai soggetti in posizione apicale
  18. Sul responsabile delle misure antinfortunistiche grava la responsabilità: Penale, per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, e per eventuali illeciti colposi
  19. Nelle imprese di grosse e medie dimensioni è diffusa la previsione della qualifica di: Responsabile delle misure antinfortunistiche
  20. L'inosservanza degli obblighi antinfortunistici sono sanzionati: Penalmente ed attribuiti al datore di lavoro sia esso persona giuridica o persona fisica
  1. All'art. 6 D.Lgs. 231/2001 il legislatore ha previsto: Una scusante per l'ente, con l'inversione dell'onere della prova a carico di questo, cioè la dimostrazione di aver messo in atto tutti gli strumenti atti a prevenire il reato
  2. La responsabilità amministrativa degli enti per i reati societari: Non acquisisce una autonoma rilevanza e vi sono alcune deroghe
  3. La ratio della disciplina legislativa è: La previsione di corresponsabilità della società nell'interesse della quale è commesso il reato, ha lo scopo di far predisporre gli strumenti per la prevenzione dei reati
  4. Il D. Lgs 231/2001: Introduce la responsabilità amministrativa della persona giuridica, derivante da reato, responsabilità da accertare nel processo penale
  5. La responsabilità dell'ente è prevista dagli artt. 24 e 25 del decreto: Per i reati di corruzione, concussione, malversazione, truffa aggravata e frode informatica in danno dello Stato o di altri enti pubblici
  6. Il decreto: Introduce la responsabilità amministrativa per la persona giuridica anche per i reati di '€œfalso nummario'€
  7. Il decreto: Introduce la disciplina degli illeciti penali ed amministrativi riguardanti le società commerciali
  8. Il decreto: Introduce i Delitti con finalità di terrorismo ed eversione
  9. L'organo competente a giudicare il reato commesso dal soggetto che agisce nell'interesse dell'ente è: Il giudice penale
  10. Nell'accertamento della responsabilità dell'ente: L'ufficio di testimone è incompatibile sia per l'agente del reato-base sia per la persona fisica che rappresenta l'ente in giudizio
  11. La difesa dell'imputato: Viene garantita attraverso l'introduzione della difesa d'ufficio
  12. La sez. VI del decreto: Introduce '€œ I reati alternativi propri del codice di Procedura Penale'€ anche nei procedimenti a carico della persona giuridica
  13. Nei paesi anglosassoni è fatto obbligo: Adottare i c.d. Compliance programs, i sistemi di controllo interni
  14. Gli artt. 6 e 7 del D.Lgs. 231/2001: Prevedono la non punibilità degli enti se si adottano gli idonei programmi
  15. In quali tipi di reato assumono rilevanza l'individuazione del rapporto causale e la specificazione della sua reale consistenza: Reati omissivi impropri
  16. Il rapporto di casualità acquista maggior rilievo: Dall'esame della posizione di garanzia finalizzata all'impedimento di reati di terzi
  17. L'art. 12 co. 2 lett. B) dispone: La riduzione della sanzione pecuniaria qualora i programmi siano adottati prima dell'apertura del dibattimento
  18. In virtù delle Linee Guida fissate dall’art. 6 del Decreto 231, i modelli organizzativi dell’ente, tra l’altro: Dovranno individuare le attività nelle quali possono essere compiuti gli illeciti
  19. L'organo di vigilanza dell'€™ente ha il compito di: Vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli e curare il loro aggiornamento ai fini dell’adattamento alle mutevoli realtà aziendali
  20. Per porre in essere i compiti che la norma gli attribuisce, l'organismo: Dev'€™essere dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo
  21. Le funzioni dell'€™organo di amministrazione possono essere individuate: In una funzione di vigilanza ispettiva sul funzionamento dei modelli ed in una funzione di consulenza sull’aggiornamento dei modelli medesimi
  22. Il Decreto 231: Prevede anche l'€™istituzione di un organismo di controllo per la Holding con funzioni di vigilanza ed aggiornamento sui modelli delle partecipate
  23. Soggettivo attivo del reato di peculato è: Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio
  1. Secondo la dottrina, il sindacato di legittimità devoluto al giudice penale: Non rientra nello schema della disapplicazione dell'atto amministrativo, in quanto non vengono in rilievo gli effetti tipici di tale atto, ma solo la sua valenza
  2. La verifica dell'illegittimità di una concessione edilizia: Attiene al compito istituzionale del giudice penale
  3. Il giudice penale: Ha il potere-dovere di esaminare incidentalmente l'atto amministrativo e di disapplicarlo, se illegittimo
  4. La materia dei delitti contro la pubblica amministrazione: Fino al 1990 non ha subito modifiche significative rispetto al codice Rocco
  5. Uno degli obiettivi che il legislatore ha voluto perseguire con la riforma del 1990 era: Circoscrivere l'ingiustificato sindacato del giudice penale sul merito delle scelte amministrative
  6. La legge del 2012 ha riformato: I reati di corruzione e concussione
  7. La riforma del 2012 ha riformulato la previgente fattispecie di cui all'art. 2635 c.c. “ infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità †ora  denominata: Corruzione tra privati
  8. Secondo la teoria della volontà o della rappresentanza: Caratteristica della pubblica funzione è la rappresentanza dell'€™ente pubblico
  9. Secondo la teoria della potestà d'€™imperio: Si risolveva nella contrapposizione tra attività pubblica di imperio e attività pubblica di gestione
  10. Le teorie finalistiche: Individuavano il criterio della pubblica funzione rispetto al pubblico servizio nell'€™esercizio di un'attività giuridica da contrapporre ad un'€™attività sociale
  11. La concezione oggettiva: Ricollegava le qualifiche di pubblico ufficiale e di incaricato di pubblico servizio esclusivamente all'attività svolta in concreto dall'€™agente, quale che fosse il suo rapporto con l'ente pubblico
  12. La funzione amministrativa: Non è suscettibile di essere inquadrata in uno schema ben definito idoneo a tipizzarla all’esterno e/o nei confronti del pubblico servizio
  13. L'art. 357: Introduce una definizione che procede sia alla delimitazione esterna tra pubblica funzione e attività privatistiche€, sia alla delimitazione €œinterna€ tra  €œpubblica funzione€ e €œpubblico servizio
  14. Per pubblico servizio: Si intende un'€™attività regolamentata €œnelle stesse forme della pubblica funzione€ ma in assenza €œdei poteri tipici di quest'ultima
  15. L'€™incaricato di pubblico servizio: E' colui il quale, a qualunque titolo, presta un servizio pubblico. Per servizio pubblico deve intendersi un'€™attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale
  16. Elemento essenziale per qualificare la persona incaricata di un pubblico servizio è: La prestazione, a qualunque titolo, di un pubblico servizio
  17. Il pubblico servizio: Può essere esercitato sia da pubblici impiegati sia da semplici privati
  18. L'art. 314 comma 1: Punisce con la reclusione da quattro a dieci anni chi 耜 il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria
  19. Il peculato: E' un reato proprio
  20. Presupposto della condotta di appropriazione è: La detenzione materiale, per ragioni d'ufficio o di servizio, della cosa o del denaro e la sua disponibilità giuridica
  21. Ai fini della configurabilità del delitto di peculato, il possesso: Può far capo congiuntamente a più pubblici ufficiali qualora le norme interne dell'ente pubblico prevedano che l'atto dispositivo sia posto in essere con il concorso di più organi
  1. V'è la ragione d'ufficio quando: La cosa o il bene rientrano tra le attività funzionalmente devolute all'ufficio, per legge, in base a un atto amministrativo non illecito, e per prassi o per una tolleranza non vietata
  2. L'altruità della cosa o del denaro sta a denotare: La destinazione della cosa o del denaro a finalità pubbliche
  3. Il bene immobile di proprietà pubblica affidato alla gestione del pubblico ufficiale: Non può mai costituire oggetto di peculato da parte di costui, non rientrando nella previsione incriminatrice
  4. Per cosa mobile deve intendersi: Ogni entità oggettiva materiale, fungibile o infungibile, non qualificabile come persona idonea ad essere trasportata da un luogo ad un altro secondo la sua funzione sociale
  5. Il peculato di energie lavorative è: L'utilizzo arbitrario, da parte del pubblico funzionario ed a scopi privati, dei propri dipendenti in forza del loro vincolo di subordinazione gerarchica ed in assenza di costrizione o induzione
  6. Il peculato d'uso: Punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni la condotta di chi, per finalità private e personali, ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita
  7. L'art. 316 punisce: Il comportamento del pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell'errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sè o per un terzo, denaro o altra utilità
  8. La L. 86/1990 ha: Eliminato la pena pecuniaria
  9. Il soggetto attivo nel reato previsto dall'art. 316 c.p.: E' tanto il pubblico ufficiale quanto l'incaricato di pubblico servizio, più i soggetti introdotti dalla L.300/
  10. Per compiere il reato l'agente deve ricevere o ritenere l'indebito: Nell'esercizio delle sue funzioni o del servizio
  11. Il soggetto passivo è: Il privato e/o la Pubblica Amministrazione
  12. Presupposto della condotta del reato ex art. 361: E' il possesso del denaro o dell'utilità da parte dell'agente
  13. Il possesso nell'art. 361 c.p.: Deriva dall'errore altrui
  14. Il reato previsto ex 316 c.p.: E' a fattispecie alternative
  15. L'oggetto materiale del reato è: Il denaro o altra utilità
  16. La condotta delittuosa deve: Essere indebita
  17. La norma incriminatrice tutela: Il buon andamento dello Stato e/o di ogni altro ente pubblico e/o della Comunità Europea
  18. Il delitto ex 316bis può essere commesso: Da chiunque purchè estraneo alla P.A.
  19. Soggetto passivo del reato è: Lo Stato o altro Ente pubblico o la Comunità Europea che ha erogato il finanziamento
  20. Presupposto della condotta esecutiva è costituito: Dall'avvenuto conseguimento di contributo, sovvenzioni o finanziamenti erogati dalla P.A. o dalla C.E., per realizzazione di opere o attività di pubblico interesse
  21. Il reato è: A dolo generico, ma con configurabilità di un dolo eventuale
  22. Il momento consumativo del reato: Non nel momento in cui il finanziamento è erogato, ma quando tale finanziamento è destinato ad altre finalità
  23. L'art. 316ter prevede: Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
  24. L'art. 316ter mira: Ad evitare la dispersione del denaro pubblico
  25. Il soggetto attivo ex art. 316ter è: Chiunque estraneo alla P.A.
  26. Il soggetto danneggiato ex art. 316ter è: La Pubblica Amministrazione e/o il privato cittadino estromesso dal finanziamento
  27. L'art 317 punisce: Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità
  1. Con la riforma del 2012: Si potenzia ulteriormente la tutela dai fatti di corruzione
  2. Con l'introduzione della L. 190/2012: Viene colpito il fenomeno sempre più frequente delle dazioni a futura memoria e della cd. €œiscrizione al libro paga€ di pubblici funzionari, nonchè è alleggerito l'onere probatorio dell'accusa
  3. I soggetti attivi ex art. 318 cp sono: Il pubblico ufficiale e l'incaricato di pubblico servizio, in quanto richiamato dall'art. 320 co.1 cp. In alcuni casi anche il privato
  4. La corruzione per l'esercizio della funzione consiste: In un accordo espresso o implicito tra un soggetto intraneus ed un extraneus, avente per oggetto la compravendita dell'esercizio delle funzioni del primo o dei suoi poteri
  5. Per integrare la corruzione: Occorre la condotta di due soggetti, ovvero il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio e dall'altro, il corruttore, soggetto privato o soggetto pubblico estraneo all'esercizio della pubblica funzione o del servizio pubblico oggetto del mercimonio
  6. La condotta ex art. 318 c.p.: Integra che alla promessa e la dazione di denaro o altra utilità ne corrisponde l'accettazione e/o la ricezione
  7. Oggetto dell'accordo criminoso è: Omettere o ritardare un atto dell'ufficio oppure compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio
  8. L'omissione ed il ritardo costituiscono: Atti contrari ai doveri d'ufficio, punibili penalmente
  9. L'art. 319 punisce: Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri d'ufficio, riceve, per sè o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa
  10. L'art. 319 contempla la corruzione: Passiva
  11. La riforma attuata con la L. 190/2012: Ha mantenuto ferma l'autonoma previsione incriminatrice della corruzione propria
  12. Per atto contrario ai doveri di ufficio si intende: Un connotato che deve essere autonomamente valutabile e che non può essere identificato con la mera indebita retribuzione dell'atto
  13. L'atto concertato€ deve:  Necessariamente essere individuato nel suo specifico collegamento con la dazione o con la promessa del denaro o dell'altra utilità
  14. La competenza dell'agente: Non va necessariamente riferita all'atto conclusivo del procedimento amministrativo, potendo assumere rilievo in relazione a qualsiasi segmento della serie procedimentale
  15. Oggetto materiale della condotta è: Il denaro o altra utilità
  16. L'altra utilità consiste: In qualsiasi utilità che può essere idonea ad integrare la controprestazione per il compimento dell'atto conforme o contrario ai doveri d'ufficio
  17. L'atto di ufficio oggetto dell'accordo criminoso: Può essere vincolato o discrezionale
  18. L'atto discrezionale può presentare svariate patologie, quali: Vizi dell'incompetenza, dell'eccesso di potere e della violazione di legge
  19. L'art. 319Ter 1 comma punisce: Prevede che se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da quattro a dieci anni
  20. L'art. 319ter prevede la punibilità: Dell'agente sia per fatti di corruzione cd. funzionale che per corruzione propria
  21. L'art. 319 ter al secondo comma prevede: Due circostanze aggravanti speciali
  22. L'art. 319Ter tutela come bene giuridico: Il buon andamento e l'imparzialità della Pubblica Amministrazione
  23. I soggetti attivi sono: I pubblici ufficiali che per la loro condotta possono interferire direttamente o indirettamente nel regolare e corretto svolgimento dell'attività giudiziaria
  24. Per atti giudiziari ex art. 319ter si intende: Tutti gli atti giudiziari che possono influire sul processo
  1. L'incriminazione ex art. 319ter: Esclude gli incaricati di pubblico servizio
  2. Con la L. 300/2000 art. 3 l'incriminazione è stata estesa: Ad un'ampia gamma di soggetti internazionali
  3. La condotta ex art. 319ter: Assume le forme della corruzione propria
  4. La L. 319Ter richiede: Che il processo non è detto che sia in corso
  5. L'art. 322 c.p. prevede: Quattro fattispecie di reato, che delineano come reati autonomi consumati altrettante ipotesi di tentativo di corruzione propria e di corruzione per l'esercizio della funzione da parte del soggetto pubblico o del soggetto privato
  6. Il delitto previsto dall'art. 322 c.p.: E' possibile solo con riferimento alla corruzione antecedente
  7. L'art. 322 cp prevede un reato: Di mera condotta
  8. La norma in esame contempla: Due forme di istigazione
  9. Nella norma 322 c.p. sono presenti due forme di istigazione: Istigazione alla corruzione passiva e istigazione alla corruzione attiva
  10. I beni protetti dall'art. 322 c.p.: Sono quelli della corruzione propria e della corruzione per l'esercizio della funzione
  11. Soggetto attivo del delitto previsto ex art. 322 c.p.: E' chiunque, anche un soggetto qualificato il quale potrà agire tanto a titolo personale quanto in veste di intermediario allorchè la formulazione della proposta illecita possa essere ricondotta alla sua iniziativa
  12. L'offerta o la promessa di denaro o di altra utilità devono avere le caratteristiche: Dell'effettività, serietà e dell'idoneità alla realizzazione dello scopo
  13. Gli atti d'ufficio devono essere: Individuati o almeno individuabili
  14. L'art. 322Bis c.p. prevede: L'applicazione di norme per la corruzione ai componenti di organismi della Comunità Europea
  15. L'art. 319 quater punisce: Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità
  16. L'art. 319 quater punisce: La concussione per indebita induzione a dare o a promettere denaro o altra utilità
  17. Il '€œpatto corruttivo'€:  Nessuna delle precedenti
  18. Nel delitto in esame viene offeso: L'interesse al buon andamento e all'imparzialità della Pubblica Amministrazione
  19. Nell'art. 319 quater viene leso: L'interesse ad intascare il denaro per alterare gli atti giudiziari
  20. Soggetti attivi sono: Da un lato il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio e dall'altro il soggetto passivo dell'induzione che diventa soggetto attivo se forma il '€œpatto corruttivo'€
  21. L'art. 1 co.75 L.190/2012 estende il reato: Ad un'ampia gamma di soggetti pubblici internazionali
  22. Gli elementi oggettivi sono: Una condotta del soggetto attivo, un evento psichico intermedio, un evento finale, incarnato da due condotte del soggetto passivo e da un nesso di casualità
  23. Il termine '€œabuso'€ indica:  Lo strumento attraverso il quale il pubblico agente provoca quel processo causale che sfocia , come evento terminale, nella dazione o nella promessa dell'indebito
  24. L' '€abuso della qualità'€ consiste:   Nella strumentalizzazione da parte del pubblico funzionario della propria qualifica soggettiva
  25. L'art. 323 punisce: Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a se o ad altri un ingiusto